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Bundesverwaltungsgericht 30.11.2011 D-6324/2011

30 novembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,584 parole·~8 min·2

Riassunto

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 10 novembre 2011

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­6324/2011 Sen tenza   d e l   3 0   n o v emb r e   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Jean­Pierre Monnet;  cancelliere Bruno D'Amaro. Parti A._______, nato il (…), Tunisia,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 10 novembre 2011 / N […].

D­6324/2011 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 11 agosto 2011  in Svizzera; il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha  rimesso al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale lo ha reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48  ore  successive  all'inoltro  della  sua  istanza,  un  documento  d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi  scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i  verbali  d'audizione  del  24 agosto 2011  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  26 ottobre 2011 (di seguito: verbale 2); la  decisione  dell'UFM  del  10 novembre 2011,  di  non  entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  della  legge  sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), notificata all'interessato il  14 novembre 2011 (cfr. risultanze processuali); il ricorso inoltrato dall'insorgente il 21 novembre 2011 (cfr. timbro del plico  raccomandato; data d'entrata: 22 novembre 2011); l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  al  Tribunale  amministrativo  federale in data 22 novembre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del 20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021),  dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale  amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF, 

D­6324/2011 Pagina 3 giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA  prese  dalle  autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che, nell'ambito dell'audizione sommaria del 24 agosto 2011, l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  tunisino  di  etnia  araba  e  religione  islamica,  nato  a  B._______  (Tunisia),  con  ultimo  domicilio  nel  luogo  di  nascita ed  ivi d'aver vissuto dalla nascita  fino all'espatrio  (cfr. verbale 1,  pagg. 1 seg.); che,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo,  egli  ha  raccontato  che  avrebbe  lasciato  la Tunisia  il  (…) non a  causa di  un  suo problema, ma  bensì per motivi legati ai problemi di suo padre; che, infatti, il di lui padre  sarebbe  stato  costretto  a  lasciare  la  Tunisia  perché  avrebbe  svolto  un  lavoro  d'intermediario  per  gli  affari  immobiliari  di  un  certo  C._______,  come  agente di vendita di terreni e appartamenti; che il padre avrebbe favorito  diverse  espropriazioni  di  immobili,  tra  l'altro  in  modo  abusivo;  che,  in  seguito,  avendo preso nota  di  certe  aggressioni  nei  confronti  dei  figli  di  colleghi di suo padre, egli avrebbe  temuto di essere anche  lui vittima di 

D­6324/2011 Pagina 4 aggressioni  con  l'acido  da  parte  delle  famiglie  alle  quali  suo  padre  avrebbe tolto le proprietà (cfr. verbale 1, pag. 5); che,  inoltre,  nell'ambito  dell'audizione  sui  motivi  d'asilo  del  26 ottobre 2011,  il  ricorrente  –  a  differenza,  rispettivamente  in  aggiunta  all'audizione  sommaria  –  ha  asserito  che  avrebbe  chiesto  l'asilo  in  Svizzera perché i  figli di un amico di suo padre sarebbero stati pestati a  sangue e aggrediti con l'acido; che, siccome gli autori di dette aggressioni  sarebbero in grado di commettere lo stesso delitto nei suoi confronti, egli  avrebbe  deciso  di  espatriare  dalla  Tunisia,  insieme  a  suo  padre  e  suo  fratello  D._______  di  cui  gli  ultimi  due  sarebbero  rimasti  in  Marocco  (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pagg. 4 seg.); che, nella decisione del 10 novembre 2011, l'UFM ha considerato, da un  lato,  che  il  ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in  materia  d'asilo  un  documento  d'identità  o  di  viaggio  valido  ai  sensi  dell'art. 1a  lett. b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  inattendibili  le  allegazioni  del  richiedente  e  che  nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi sarebbe realizzata  nel caso di specie;  che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  nonché  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso la Tunisia siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso,  l'insorgente ha ribadito di essere stato in possesso solo  di una carta d'identità; che, nonostante avrebbe contattato sua sorella per  farsi spedire il documento d'identità, a causa di diversi problemi, l'invio di  detto documento  tutt'ora non sarebbe stato possibile;  che,  inoltre, come  già  spiegato  nella  seconda  audizione,  siccome  la  casa  nella  quale  avrebbe  vissuto  sarebbe  andata  a  fuoco,  non  gli  sarebbe  stato  più  possibile di presentare la sua carta d'identità;  che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, l'annullamento della decisione  impugnata e  la trasmissione degli atti all'autorità  inferiore per una nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo; 

D­6324/2011 Pagina 5 che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);  che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità  amministrative;  che,  per  contro,  non  lo  sono  documenti  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato  di  fine  degli  studi  (cfr. DTAF 2007/7 consid. 5 e 6); che, nel  caso concreto,  il  ricorrente, a distanza di più di due mesi dalla  presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento  che adempia i citati criteri; che,  in  merito  al  possesso  di  un  documento  d'identità,  il  ricorrente,  nell'audizione sommaria del 24 agosto 2011, dapprima ha assicurato che  avrebbe  potuto  contattare  la  sua  famiglia  per  farsi  inviare  la  carta  d'identità originale (cfr. verbale 1, pag. 5);  che,  nell'audizione  sui motivi  d'asilo  del  26 ottobre 2011,  egli  invece  ha  dichiarato, in mancanza di soldi, di non essere stato in grado di telefonare  (cfr. verbale 2, pag. 3); che, circa due settimane dopo la prima audizione,  egli  tuttavia  sarebbe  inizialmente  riuscito  a  contattare  sua  sorella  due  volte,  dopodiché  la  linea  telefonica  si  sarebbe  interrotta  e  non  sarebbe  stato  più  possibile  contattarla  (cfr.  verbale  2,  pag.  2);  che,  egli  sarebbe  comunque riuscito a concordare con sua sorella che lei si sarebbe recata  a  casa  sua  per  fargli  pervenire  un  fax  (cfr.  verbale  2,  pag.  3);  che,  nonostante ciò,  la sorella non sarebbe stata in grado di giungere a casa  dell'interessato poiché  la situazione pericolosa sul posto non  le avrebbe  permesso  di  entrare  in  casa  (cfr.  verbale  2,  pag.  3);  che,  secondo  le 

D­6324/2011 Pagina 6 ultime affermazioni nella seconda audizione, circa un mese prima, la casa  del  ricorrente  in  effetti  sarebbe  stata  incendiata  (cfr.  verbale  2,  pag.  8),  per  il  che,  come  affermato nel ricorso, egli non sarebbe stato più in grado di far pervenire  la  carta  d'identità;  che,  alla  domanda  perché  l'incendio  della  casa  lo  ricorderebbe  pressoché  solamente  alla  fine  della  seconda  audizione,  il  ricorrente  ha  risposto  semplicemente  che  avrebbe  confermato  già  all'inizio  dell'audizione  l'incendio,  solo  che,  l'interprete  non  l'avrebbe  tradotto  (cfr. verbale 2, pag. 8); che,  in casu,  la vicenda circa  l'improvviso  incendio di casa sua, asserita  solamente alla fine della seconda audizione – con i seguenti cambiamenti  dei motivi per  i quali egli non sarebbe stato  in grado di  far pervenire un  documento d'identità – risulta molto vaga e non presenta alcun elemento  di  verosimiglianza;  che,  non  è  credibile  che  l'insorgente,  a  causa  di  un  presunto  incendio di casa, non sarebbe più stato  in grado di ottenere  la  carta  d'identità  lasciata  in  Tunisia;  che,  inoltre,  detto  documento  non  l'avrebbe portato con sé, malgrado la decisone di partire; che,  oltre  ciò,  interrogato  sul  proprio  viaggio  d'espatrio,  il  ricorrente  ha  raccontato, di essere partito da casa sua in Tunisia insieme a suo padre,  suo fratello, D._______, e sua sorella, E._______, il (…); che, mentre suo  padre  e  suo  fratello  sarebbero  fuggiti  in  Marocco,  egli,  dapprima,  si  sarebbe recato a F._______ (Tunisia) e tre giorni dopo avrebbe raggiunto  un  altro  fratello,  G._______,  a  H._______  in  Tunisia  (cfr.  verbale  1,  pag. 5); da H._______ sarebbe espatriato  in data (…) nascondendosi  in  un TIR il quale sarebbe stato caricato su una nave nel porto di I._______  (Tunisia); che con il viaggio in nave egli avrebbe raggiunto un porto, a lui  non noto; che avrebbe proseguito il tragitto fino a L._______ in Provincia  di M._______ (Italia), da dove sarebbe sceso dal camion; che, dopo aver  trascorso  due  mesi  a  L._______,  lavorando  tra  l'altro  in  nero  (cfr. verbale 1, pag. 6), per il resto dei circa sei mesi trascorsi in Italia, si  sarebbe recato a N._______ ed altre località italiane; che da N._______,  lavorando  anche  lì  occasionalmente  in  nero,  si  sarebbe  recato  in  treno  illegalmente ad O._______ in Svizzera (cfr. verbale 1, pagg. 6 seg.); che  alla  luce  di  quanto  esposto,  il  racconto  del  ricorrente  risulta  inverosimile e  vista  l'ovvia  inattendibilità  e  l'inconsistenza delle  suddette  dichiarazioni  in merito al mancante documento d'identità,  il Tribunale ha  ragione di concludere che il ricorrente dissimuli i suoi documenti d'identità  per i bisogni della causa;

D­6324/2011 Pagina 7 che, inoltre, il ricorrente non ha presentato in sede di ricorso, all'infuori di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  che  sembrino  suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  giusta  l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né  fornito una valida giustificazione per  la mancata produzione degli stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente  non è applicabile; che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente;  che,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16 dicembre  2005,  il  legislatore  ha  introdotto  una  procedura  d'esame  sommaria,  delle  domande  che  si  fondano  su  allegazioni  manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); che  il  ricorrente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  avere  lasciato  il  suo  Paese d'origine  solo per  i  problemi di  suo padre  legati  al  lavoro  con gli  immobili  in Tunisia temendo dunque di essere vittima di aggressioni con  l'acido poiché già  i  figli di un amico  rispettivamente di un collega di suo  padre  sarebbero  stati  aggrediti  con  l'acido;  che  le  asserite  allegazioni  rendono  palesemente  assente  una  sufficiente  intensità  di  pregiudizi  ai  sensi dell'art. 3 LAsi; che  nell'insieme,  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata  nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che,  a  titolo  d'esempio,  il  ricorrente  si  è  ripetutamente  contraddetto  in  punti  chiave  della  sua  argomentazione;  che,  nella  prima  audizione,  egli 

D­6324/2011 Pagina 8 dapprima  ha  asserito  che  suo  padre  sarebbe  stato  aggredito  dalle  persone  che  avrebbe  espropriato;  che,  poco  dopo,  egli  si  è  smentito  asserendo che, non suo padre, ma bensì  i  suoi  colleghi  sarebbero stati  vittime delle aggressioni (cfr. verbale 1, pag. 5); che, come terza variante,  il  ricorrente,  nella  seconda  audizione,  ha  asserito  che  le  vittime  delle  presunte  aggressioni  sarebbero  state  gli  amici  con  i  quali  avrebbe  lavorato  suo  padre  e  i  figli  di  quest'ultimi  (cfr.  verbale  2,  pag.  5);  che,  inoltre, egli non avrebbe potuto fornire i nomi delle vittime, nemmeno nel  caso specifico,  in quale egli  ha asserito  che  la  vittima sarebbe stata un  intimo amico di suo padre (cfr. verbale 2, pag. 7);  che,  oltre  ciò,  almeno  in  due  circostanze,  il  ricorrente  ha  depositato  dichiarazioni  importanti  con  molto  ritardo  rendendo  in  tale  modo  il  suo  racconto ancora di  più  inverosimile;  che,  in  primis,  egli  ha asserito  solo  nella seconda audizione che sarebbe venuto a conoscenza del fatto che  gli aggressori avrebbero cercato di scoprire il suo indirizzo (cfr. verbale 2,  pagg. 5 seg.); che,  in secondo luogo, egli  l'incendio di casa, per  il quale  non sarebbe stato più possibile lasciarsi inviare la sua carta d'identità, lo  ha  fatto  valere  quasi  alla  fine  della  seconda  audizione  (cfr.  verbale  2,  pag.  8);  che,  in  questo  senso,  è  molto  sorprendente  che  egli  alla  domanda perché non sarebbe stato  in grado di  farsi  inviare  la sua carta  d'identità,  non ha asserito  in primo  luogo un accaduto  così  grave come  l'incendio  di  casa  sua  asserendo  inoltre  che  l'interprete  non  avrebbe  tradotto  all'inizio  della  seconda  audizione  le  sue  dichiarazioni  circa  l'incendio (cfr. verbale 2, pag. 8); che  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore,  quanto  raccontato dall'insorgente a  sostegno della  sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza; che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi  dell'art.  32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente; che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5­8  pag.  725­733;  DTAF 2007/8 consid. 5.6.5­5.7 pag. 90 e segg.);

D­6324/2011 Pagina 9 che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Tunisia  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché  l'art. 83 cpv. 3 della  legge federale del  16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente  in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della  convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della  convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;  che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata;  che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  OAsi 1  [DTAF 2009/50 consid. 9]); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);  che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3  LStr); che, inoltre, nonostante le manifestazioni e contestazioni ancora presenti,  la  situazione  vigente  in  Tunisia  non  è  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile o violenza generalizzata che coinvolga  l'insieme della popolazione  nell'integralità del territorio nazionale; che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane,  celibe,  non  ha  figli  e  sembra  di  godere  di  una  buona  formazione  scolastica,  poiché  avrebbe  frequentato  anche  il  liceo  e  soprattutto 

D­6324/2011 Pagina 10 avrebbe  lasciato  la  Tunisia  dopo  essersi  licenziato  da  un  occupazione  fissa  essendo  operatore  di  linea  P._______  presso  la  Q._______  a  R._______ (Tunisia); che, infatti, avrebbe lavorato prima di espatriare dal  2004  fino  al  20 febbraio 2011  (cfr.  verbale  1,  pag.  2);  che,  inoltre,  egli  sembra  avere  una  rete  familiare  e  sociale  in  Tunisia  rispettivamente  in  Marocco, costituita, da suo padre, tre sorelle e due fratelli (cfr. verbale 1,  pag. 3); che il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di  salute che possano giustificare  la sua ammissione provvisoria  (cfr. sulla  problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera  di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame  d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per  motivi medici; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese d'origine è ragionevolmente esigibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83  cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2  LStr);  che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile;  che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  per  conseguenza,  anche  in  materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e  la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto; che  essendo  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito  favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa  dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  di  CHF  600.–,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 

D­6324/2011 Pagina 11 (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  presente  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83  lett.  d  LTF); che la pronuncia è quindi definitiva.

D­6324/2011 Pagina 12 (dispositivo alla pagina seguente)

D­6324/2011 Pagina 13 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza.  4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Bruno D'Amaro Data di spedizione:

D-6324/2011 — Bundesverwaltungsgericht 30.11.2011 D-6324/2011 — Swissrulings