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Bundesverwaltungsgericht 24.10.2011 D-5741/2011

24 ottobre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,542 parole·~8 min·1

Riassunto

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 12 ottobre 2011

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5741/2011 Sen tenza   d e l   2 4   ottobre   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Gérald Bovier; cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), Tunisia, alias C._______, nato il (…), paese sconosciuto, alias D._______, nato il (…), Libia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 12 ottobre 2011 / N […].

D­5741/2011 Pagina 2 Visto: la  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito:  UFM)  del  28 settembre 2009 di non entrata nel merito secondo l'art. 34 cpv. 2 lett. d  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31)  cresciuta  in  giudicato il 6 novembre 2009; la  seconda  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  3 dicembre 2009 in Svizzera; il documento che l'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) ha  rimesso al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale lo ha reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48 ore  successive  all'inoltro della sua  istanza, un documento d'identità o di  viaggio,  con  la  comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi  scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; il verbale d'audizione del 15 dicembre 2009 (di seguito: verbale 1); lo scritto del 29 marzo 2010 con il quale l'Ufficio per questioni di polizia e  di diritto civile dei Grigioni ha  informato  l'UFM che  l'interessato  risultava  scomparso dal 28 marzo 2010; la  decisione  dell'UFM  del  7 aprile 2010  di  non  entrata  nel merito  giusta  l'art. 34  cpv. 2  lett. d  LAsi  con  la  quale  l'interessato  veniva  allontanato  verso l'Italia; la decisione del 20 settembre 2011 con la quale l'UFM ha annullato la sua  decisione del 7 aprile 2010 in quanto il termine legale per il trasferimento  del  richiedente  verso  l'Italia  è  scaduto  infruttuoso  ed  ha  ripreso  la  procedura a livello nazionale; il verbale d'audizione del 12 ottobre 2011 (di seguito: verbale 2); il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  12 ottobre 2011,  notificato  all'interessato il giorno stesso (cfr. risultanze processuali); il  ricorso  del  17 ottobre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 18 ottobre 2011);

D­5741/2011 Pagina 3 l'incarto  originale  dell'UFM  trasmesso  a  codesto  Tribunale  in  data  18 ottobre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale  amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5  PA  prese  dalle  autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti;

D­5741/2011 Pagina 4 che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  l'interessato  ha  dichiarato  di  essere cittadino tunisino e libico, nato e con ultimo domicilio a E._______  nel governatorato tunisino di Zaghouan (cfr. verbale 1, pag. 1); che  il  richiedente,  avrebbe  lasciato  la  Tunisia  nel  1999  ed  avrebbe  risieduto  a  F._______  (Libia)  fino  all'estate  2002;  che,  si  sarebbe  trasferito a G._______ (Libia) fino al 2007 o 2008 per poi risiedere fino a  novembre  2008 a H._______  (Libia);  che,  da  qui,  si  sarebbe  imbarcato  per l'Italia e sarebbe rimasto venti giorni a I._______; che un mese dopo  avere  ricevuto  il  foglio  di  via  per  lasciare  l'Italia  –  ottenuto  al  centro  di  accoglienza  a  L._______  (Italia)  –  avrebbe  raggiunto  la Svizzera  ed  ha  depositato la sua prima domanda d'asilo; che, dopo essere stato rinviato  in  Italia,  per  decisione  dell'UFM  del  28 settembre 2009,  egli  ha  fatto  ritorno in Svizzera, dopo poco più di venti giorni, ed ha depositato la sua  seconda domanda d'asilo  (cfr.  verbale 1,  pagg. 1  seg.  e  5  seg.);  che,  a  differenza della sua prima domanda d'asilo – basata esclusivamente su  motivi economici – nella seconda domanda egli ha indicato come motivo  d'asilo  il  fatto  di  essere  ricercato  dalle  autorità  libiche  e  tunisine  per  un  incidente  d'auto  verificatosi  sul  confine  tra  Libia  e  Tunisia  che  avrebbe  causato  la morte  di  un poliziotto  per mano di  un amico del  ricorrente  e  dallo  stesso  (cfr.  verbale 1,  pag. 5);  che,  durante  l'audizione  federale,  quale  fondamento  della  sua  seconda  domanda  d'asilo,  egli  ha  invece  reiterato  i  motivi  economici  (cfr. verbale 2, pag. 4); che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il  ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo  alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  preocedurali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto Ufficio  ha  ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è  realizzata nel caso di specie; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  e  contestualmente  ha pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso la Tunisia siccome lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha,  per  ciò  che  concerne  la  mancata  consegna  di  documenti  d'identità,  indicato  che  nessuno  in  Libia  ed  in  Tunisia avrebbe potuto indicargli dove fossero finiti i suoi documenti; che,  vista  la difficoltà nel comunicare con  i suoi contatti  in Libia, egli avrebbe 

D­5741/2011 Pagina 5 solo  potuto  dedurre  che  lo  zio  tunisino  li  avrebbe  inviati  in  Libia  (cfr.  ricorso, pag. 2); che, per quanto riguarda i suoi motivi d'asilo, egli ha indicato che il fratello  sarebbe stato arrestato senza motivo a causa dell'incidente d'auto che ha  causato  la  morte  del  poliziotto;  che  egli  sostiene,  in  aggiunta,  che  in  Tunisia  o  in  Libia  non  avrebbe  futuro;  che,  pertanto,  egli  ritiene  che  si  dovrebbe  assodare  l'inesigibilità  dell'esecuzione  del  suo  allontanamento  dalla Svizzera; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione  impugnata nonché  la  trasmissione degli atti di causa all'autorità  inferiore  per una nuova decisione nel merito; che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  d'una  domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di  viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che,  secondo  l'art. 32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett. a  non  si  applica  se  l'interessato  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48 ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare  la qualità di  rifugiato o  l'esistenza d'un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine degli studi (ibid., consid. 6); che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  quasi  due  anni  dalla  presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento  che adempia i citati criteri;

D­5741/2011 Pagina 6 che, per di più, egli ha dichiarato in un primo tempo che il passaporto si  troverebbe in Libia presso il Consolato tunisino, mentre la carta d'identità  sarebbe andata perduta nel 2005 in Tunisia a M._______ (cfr. verbale 1,  pag.4);  che,  in  un  secondo  tempo,  ha  dichiarato  che  i  documenti  si  sarebbero trovati a casa dello zio materno in Tunisia e che quest'ultimo li  avrebbe inviati a G._______ a casa del ricorrente (cfr. verbale 2, pag. 3);  che  alla  domanda  se  avesse  avuto  altri  documenti,  egli  ha  risposto  affermativamente aggiungendo però di non aver voglia di dichiarare quali  (cfr.  verbale 1,  pag. 4);  che,  alla  domanda  di  cosa  avrebbe  fatto  per  procurarsi  i  documenti  d'identità  o  di  viaggio  dopo  essere  venuto  a  conoscenza  dell'incombenza  di  dover  fornirne  uno  nelle  48 ore  dopo  l'inoltro  della  domanda  d'asilo,  egli  ha  dichiarato  di  averli  depositati  precedentemente per poi dichiarare in un secondo tempo di non aver mai  depositato  un  documento  e  di  non  aver  mai  fatto  nulla  nel  senso  (cfr.  verbale 1, pag. 5); che, in seconda audizione, egli ha poi indicato che non  gli  sarebbe  stato  possibile  contattare  la  sua  famiglia  a  G._______  a  causa degli scontri in Libia (cfr. verbale 2, pag. 3);  che essendo  le dichiarazioni contraddittorie, stereotipate ed  illogiche, ne  discende  che  l'insorgente  abbia  inventato  ogni  volta  storie  differenti  nel  vano tentativo di trovarne una che risultasse plausibile; che  per  esempio  durante  la  seconda  audizione  ha  asserito  di  poter  far  giungere in Svizzera sia il passaporto, sia la carta d'identità visto che detti  documenti  si  troverebbero  in  Libia  a  casa  sua  a  G._______  (cfr.  verbale 2, pag. 2) per cui da qui si può desumere che  la carta d'identità  non è andata persa come ha allegato nella prima audizione e non si trova  al Consulato  tunisino  in Libia;  che  inoltre  le sommosse popolari  in Libia  sono  incominciate  all'inizio  del  2011  ed  il  ricorrente  ha  depositato  la  domanda d'asilo nel 2009, per il che avrebbe avuto almeno un anno per  riuscire a contattare la sua famiglia;  che,  vista  l'inconsistenza,  l'inattendibilità e  l'incongruenza delle  suddette  dichiarazioni  del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale  ha  ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  dissimuli  i  propri  documenti per i bisogni della causa; che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità,  né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli  stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente non è applicabile;

D­5741/2011 Pagina 7 che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore  ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno  della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una  decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  d'una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente d'essere espatriato sia per  motivi economici, sia per il timore di essere ricercato dalle autorità libiche  e tunisine; che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito  della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che, a mente di questo Tribunale, a prescindere dalla rilevanza o meno, i  motivi elencati dall'insorgente a sostegno della sua domanda d'asilo sono  inverosimili a causa delle dichiarazioni contraddittorie, vaghe ed illogiche; che  basti  rilevare  innanzitutto  che  durante  la  prima  procedura  d'asilo,  il  ricorrente non ha  indicato a fondamento dei suoi motivi d'asilo  l'episodio  dell'uccisione  del  poliziotto  sul  confine  tra  Libia  e  Tunisia;  che,  non  avendo fatto ritorno al Paese d'origine o a quello di provenienza durante  le  due  distinte  procedure  d'asilo  ed  essendo  detto  fatto  accaduto  nel  2008, mentre il ricorrente è giunto su suolo svizzero solo nel 2009, mal si  comprende che quest'ultimo non abbia indicato questo evento a sostegno  della sua prima domanda d'asilo; che, egli sostiene di non aver allegato  detto evento durante la prima procedura perché avrebbe avuto paura (cfr.  verbale 1,  pag. 5);  che  tale  giustificazione  non  si  comprende  in  quanto  all'inizio  dell'audizione  era  stato  ricordato  al  ricorrente  che  le  persone  presenti  all'audizione  sono  tenute  al  segreto  d'ufficio  (ad  act.  A  1/12, 

D­5741/2011 Pagina 8 pag. 2);  che,  si  può dunque presumere  che  il  ricorrente  abbia  inventato  detto episodio per imbastire la sua seconda domanda d'asilo; che, inoltre,  l'insorgente ha dichiarato grossolanamente che un suo amico lo avrebbe  informato  che  le  autorità  l'avrebbero  cercato  a  casa  sua  e  che  quest'ultimo saprebbe che il ricorrente è ricercato in quanto viaggia molto  tra  Libia  e  Tunisia  (cfr.  verbale 2,  pagg. 6  seg.);  per  giunta,  durante  la  prima procedura avrebbe omesso di  indicare  la sua seconda nazionalità  libica  in quanto allora  tra Svizzera e Libia  sarebbero  intercorsi  problemi  diplomatici (cfr. ibidem); che, giova rilevare che il ricorrente ha depositato  la  prima  domanda  d'asilo  il  2 marzo 2009  e  la  seconda  domanda  il  3 dicembre 2009  che  dunque  a  distanza  di  otto  mesi  egli  non  teme  improvvisamente più di indicare la sua nazionalità libica; che, altresì, nella  seconda audizione, interrogato sui motivi d'asilo, egli esita su quali motivi  d'asilo indicare se quelli vecchi o quelli nuovi (cfr. verbale 2, pag. 4); che  per stessa ammissione del ricorrente, egli avrebbe raggiunto l'Europa per  rifarsi  una  vita,  crearsi  un  futuro  ed avere  una  casa;  che,  accorgendosi  che  con  la  procedura  d'asilo  non  sarebbe  riuscito  a  raggiungere  detti  obbiettivi  avrebbe  pure  pensato  di  ritirare  la  domanda  d'asilo  (cfr.  verbale 2, pag. 4); che, essendo scoppiate  le rivolte  in Libia avrebbe poi  pensato  di  mantenerla  (cfr.  ibidem);  che,  dette  dichiarazioni  non  soccorrono  il  ricorrente  in  quanto  detti  scontri  in  Libia  non  lo  toccherebbero  in maniere  personale  visto  che  si  sono  verificati  tre  anni  dopo aver raggiunto l'Europa; che, peraltro, non ha presentato alcuna giustificazione nell'atto ricorsuale  atta  a  spiegare  le  varie  contraddizioni  rilevate  dall'UFM  nella  decisione  impugnata; che,  di  conseguenza,  i  motivi  d’asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e  rettamente  ritenuti  dall’autorità  inferiore  come  inverosimili,  giusta  l’art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi  dell'art. 32  cpv. 3  lett. c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente; che,  in  aggiunta,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  d'istruzione  complementari ai  fini d'accertare  l'esistenza d'un eventuale  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid. 5­8  pagg. 725­733,  DTAF  2007/8 consid. 5.6.5­5.7 pag. 90 segg.);

D­5741/2011 Pagina 9 che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Tunisia  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi  (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli  stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  della  convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU,  RS 0.101)  o  all'art. 3  della  convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani  o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  DTAF  2009/50 consid. 9); che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr,  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83  cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, inoltre, contrariamente a quanto allegato dal ricorrente, la situazione  in  Tunisia  non  risulta  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del  territorio nazionale; che  nemmeno  la  situazione  venutasi  a  creare  a  fine  dicembre  2010  in  Nordafrica,  compresa  la  Tunisia,  è  atta  a  rendere  inesigibile  l'allontanamento;  che,  in  casu,  dalla  caduta  del  presidente  Ben  Ali,  le 

D­5741/2011 Pagina 10 autorità di transizione sono incaricate di elaborare la nuova costituzione,  di restaurare lo stato di diritto e di promuovere i diritti dell'uomo; che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane  e  vanta  un'esperienza  professionale  come  commerciante  (cfr.  verbale 1,  pag. 2);  che  egli  ha  altresì  confermato  d'avere  una  sorella  ed  uno  zio  materno che risiedono tuttora nel Paese d'origine (cfr. verbale 1, pag. 3 e  verbale 2, pag. 3); che, pertanto, si può partire dal presupposto che abbia  una discreta rete sociale in patria e che detti parenti non mancheranno di  aiutarlo nel suo reinserimento sociale al Paese d'origine; che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24); che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83  cpv. 4  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12);  che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente esigibile e possibile; che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata; che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha  accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed  inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso  va respinto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 

D­5741/2011 Pagina 11 cpv. 1  e 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente)

D­5741/2011 Pagina 12 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione:

D-5741/2011 — Bundesverwaltungsgericht 24.10.2011 D-5741/2011 — Swissrulings