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Bundesverwaltungsgericht 02.11.2011 D-5887/2011

2 novembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,467 mots·~7 min·4

Résumé

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 20 ottobre 2011

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5887/2011 Sen tenza   d e l   2   n o v emb r e   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas;   cancelliere Bruno D'Amaro  Parti A._______, nato il (…), Marocco,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 20 ottobre 2011 / N […].

D­5887/2011 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che il ricorrente ha presentato in data 24 agosto 2011  in Svizzera; il documento che l'UFM ha rimesso al ricorrente e mediante il quale lo ha  reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive  all'inoltro  della  sua  istanza,  un  documento  d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso di mancata  consegna e  in  assenza di motivi  scusabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo; i  verbali  d'audizione  del  23 agosto 2011  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  20 ottobre 2011 (di seguito: verbale 2); la decisione dell'UFM del 20 ottobre 2011, notificata al ricorrente il giorno  stesso (cfr. risultanze processuali); il  ricorso  inoltrato  dal  ricorrente  il  24 ottobre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato; data d'entrata: 26 ottobre 2011); l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  al  Tribunale  amministrativo  federale in data 26 ottobre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa del 20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale  (LTF,  RS 173.110),  in quanto  la  legge del 26 giugno 1998 sull'asilo  (LAsi, RS  142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale  amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA  prese  dalle  autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

D­5887/2011 Pagina 3 che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che  il  modo  di  procedere  che  consiste  nel  non  separare  i  verbali  di  audizione e di decisione va ammesso (DTAF 2010/3 consid. 3); che, nell'ambito dell'audizione sommaria del 23 agosto 2011, l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  marocchino  di  etnia  araba  e  religione  islamica, nato a B._______, con ultimo domicilio nel luogo di nascita e ivi  d'aver vissuto dalla nascita fino all'espatrio (cfr. verbale 1, pagg. 1 seg.); che,  in  sostanza  e  per  quanto  qui  di  rilievo,  egli  ha  raccontato  che  avrebbe  lasciato  il  Marocco  il  1° luglio 2011  perché  i  suoi  genitori  sarebbero  anziani  e  invalidi  e  che  sua  sorella  si  occuperebbe  di  loro  a  casa e, siccome avrebbe una moglie e un  figlio da mantenere, sarebbe  espatriato  in  Svizzera  per  poter  aiutare  la  sua  famiglia  (cfr.  verbale  1,  pag. 5); che,  inoltre,  nell'ambito  dell'audizione  sui  motivi  d'asilo  del  20 ottobre 2011,  il  ricorrente  ­  a  differenza,  rispettivamente  in  aggiunta  all'audizione  sommaria  ­  ha  asserito  che  avrebbe  chiesto  l'asilo  in  Svizzera  perché  durante  il  suo  precedente  soggiorno  in  Italia  egli  si  sarebbe  convertito  al  cristianesimo,  facendosi  battezzare  dal  prete 

D­5887/2011 Pagina 4 C._______  l'11 ottobre 2010  a  D._______  nella  chiesa  di  E.  _______;  che  in  seguito alla pubblicazione nel giornale di  ciò,  i  fratelli musulmani  avrebbero iniziato ad umiliarlo, sputandogli addosso e dicendogli che non  sarebbe  un  essere  umano;  che  dunque  egli  avrebbe  avuto  paura  degli  aggressori e non avrebbe voluto  fare più  rientro  in Marocco, né stare  in  Italia (cfr. verbale 2, pag. 3); che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il  ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo  un documento d'identità o di viaggio valido ai sensi dell'art. 1a lett. b e c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11 agosto  1999  (OAsi 1,  RS 142.311);  che,  dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  è  realizzata  nel caso di specie; che, infatti l'interessato sulla mancanza dei documenti  ha  dapprima  dichiarato  che  avrebbe  contattato  o  il  Consolato  del  suo  Paese,  o  i  suoi  famigliari  rimasti  in  Patria  per  chiedere  loro  di  far  pervenire i suoi documenti non appena avrebbe ricevuto dei soldi; che in  seguito  invece  egli  ha  dichiarato  che  a  causa  della  sua  conversione  al  cristianesimo i suoi contatti con i propri famigliari sarebbero stati tagliati e  perciò non avrebbe avuto più  l'occasione di  far pervenire tramite  loro un  documento  d'identità  necessario;  che  l'UFM  ha  ritenuto  non  credibili  le  allegazioni  in  merito  alla  conversione  al  cristianesimo  e  ritenuto  che  il  richiedente  non  ha  reso  verosimile  di  non  essere  stato  in  grado,  per  motivi  scusabili,  di  consegnare  un  documento  d'identità  di  cui  all'art.  32 cpv. 3 lett. a  LAsi;  che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  nonché  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso il Marocco siccome lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  ribadito  quanto  già  dichiarato  in  occasione dell'audizione  sui motivi  d'asilo,  allegando di  non aver potuto  consegnare  alcun  documento,  non  per  una  sua  mancanza  di  volontà,  bensì  per  una  situazione  di  oggettiva  impossibilità,  avendo  quindi  dei  motivi scusabili per la mancata consegna di un documento d'identità;  che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e,  in  subordine, qualora non gli  venisse concesso  l'asilo, di essere ammesso  provvisoriamente  in  Svizzera;  che  ha,  altresì  presentato  una  domanda 

D­5887/2011 Pagina 5 d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presunte  spese processuali; che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);  che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità  amministrative;  che,  per  contro,  non  lo  sono  documenti  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato  di  fine  degli  studi  (DTAF 2007/7 consid. 6);  che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  due  mesi  dalla  presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento  che adempia i citati criteri; che,  infatti,  egli  in  merito  al  possesso  di  un  documento  d'identità  nell'audizione  sommaria  del  23 agosto 2011  ha  dichiarato  in  primis  che  avrebbe lasciato sia il suo passaporto scaduto che la sua carta d'identità  in  Marocco  a  casa  dei  genitori  e  che  di  conseguenza  avrebbe  potuto  farli  pervenire  contattando  i  suoi  famigliari  o  il  Consolato  del  Paese  (cfr. verbale 1, pag. 4), per poi asserire nell'audizione sui motivi d'asilo del  20 ottobre 2011  che  a  causa  della  sua  conversione  al  cristianesimo  in  Italia,  egli  non  potrebbe  più  contattare  i  suoi  famigliari,  ragione  per  la  quale  non  sarebbe  più  in  grado  di  far  pervenire  i  documenti  summenzionati; 

D­5887/2011 Pagina 6 che,  oltre  ciò,  interrogato  sul  proprio  viaggio  d'espatrio,  il  ricorrente  ha  raccontato, di essere partito il 1° luglio 2011 dal Marocco verso l'Algeria e  in seguito la Tunisia, da dove con una piccola barca, pagando 200 euro,  avrebbe  raggiunto  F._______;  che  poi  prendendo  un  traghetto  sarebbe  arrivato  a  G._______  e  con  il  treno  avrebbe  raggiunto  H._______,  I._______,  L._______,  M._______  e  in  seguito  N._______,  da  dove  sarebbe  dovuto  scendere  dal  treno,  in  quanto  privo  di  un  biglietto  di  viaggio;  che  in  fine  da  lì,  in  data  12 agosto 2011,  sarebbe  giunto  illegalmente in Svizzera a O._______  (cfr. verbale 1, pagg. 6 seg.); che  alla  luce  di  quanto  esposto,  il  racconto  del  ricorrente  risulta  inverosimile  e  vista  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni  del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale  ha  ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  dissimuli  i  suoi  documenti d'identità per i bisogni della causa; che, inoltre, il ricorrente non ha presentato in sede di ricorso, all'infuori di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  che  sembrino  suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata  decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi); che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né  fornito una valida giustificazione per  la mancata produzione degli stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente  non è applicabile;  che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente; che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore  ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno  della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una  decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interno  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro 

D­5887/2011 Pagina 7 l'agire  illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); che  il  ricorrente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato  dal  Marocco per motivi di lavoro e temendo per la sua vita poiché si sarebbe  convertito al cristianesimo; che  il motivo  legato  all'espatrio  per motivi  di  lavoro,  come palesemente  riconoscibile, non può essere ritenuto come motivo per domandare asilo; che  inoltre,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore,  le  allegazioni  secondo  le quali  l'insorgente avrebbe dei  timori per via della  sua  addotta  conversione  al  cristianesimo  non  sono  credibili,  allegazioni  che peraltro il ricorrente fa valere solamente nella seconda audizione del  20 ottobre 2011;  che,  infatti,  la  vicenda  circa  la  conversione  al  cristianesimo  raccontata  dall'insorgente,  per  via  della  quale  non  avrebbe  più  contatto  con  i  suoi  famigliari e dunque non sarebbe più riuscito a far pervenire un documento  d'identità  risulta  molto  vaga  e  non  presenta  alcun  elemento  di  verosimiglianza,  in  modo  che  non  è  credibile  che  l'insorgente  a  causa  della  presunta  conversione  al  cristianesimo  e  del  contatto  perso  con  i  famigliari non sarebbe più stato in grado di ottenere i documenti d'identità  che egli avrebbe lasciato a casa dei genitori; che  nell'insieme,  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata  nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore,  quanto  raccontato dall'insorgente a  sostegno della  sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza; che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi  dell'art.  32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente; che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 

D­5887/2011 Pagina 8 dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5­8  pag.  725­733;  DTAF 2007/8 consid. 5.6.5­5.7 pag. 90 e segg.); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione dell'allontanamento del  ricorrente  in Marocco possa violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché  l'art. 83 cpv. 3 della  legge federale del  16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente  in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della  convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della  convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);  che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi;  che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  OAsi 1  [DTAF 2009/50 consid. 9]); che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);  che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3  LStr); che,  inoltre,  notoriamente,  la  situazione  vigente  in  Marocco  non  risulta  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio  nazionale;

D­5887/2011 Pagina 9 che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  ancora  giovane,  è  sposato,  ha  dichiarato  di  non  possedere  una  formazione  scolastica,  ma  essendo  giardiniere,  rispettivamente  contadino,  di  avere  lavorato sia sui terreni di suo padre, come anche su quelli di altre persone  (cfr. verbale 1, pag. 2); che egli ha una rete sociale in patria, costituita, a  suo  dire,  da  sua  moglie  e  suo  figlio,  nato  nel  dicembre  2001,  i  quali  vivono entrambi a casa dei genitori al  suo domicilio  in Marocco, quattro  fratelli  e  due  sorelle;  che,  inoltre  uno  zio  materno  si  troverebbe  regolarmente in Italia a D._______ (cfr. verbale 1, pag. 3); che il ricorrente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di  salute che possano giustificare  la sua ammissione provvisoria  (cfr. sulla  problematica Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera  di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame  d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per  motivi medici; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese d'origine è ragionevolmente esigibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83  cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2  LStr);  che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile;  che,  infine,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  per  conseguenza,  anche  in  materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e  la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  l'autorità di prime cure non ha accertato  in modo inesatto o  incompleto  i  fatti  giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata  (art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

D­5887/2011 Pagina 10 che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presunte  spese processuali è divenuta priva d'oggetto; che,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  di  CHF  600.–,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  presente  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83  lett.  d  LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente)

D­5887/2011 Pagina 11 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente decisione. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Bruno D'Amaro Data di spedizione:

D-5887/2011 — Bundesverwaltungsgericht 02.11.2011 D-5887/2011 — Swissrulings