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Bundesverwaltungsgericht 14.07.2011 D-3865/2011

July 14, 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,366 words·~7 min·2

Summary

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 4 luglio 2011

Full text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­3865/2011 Sen tenza   d e l   1 4   luglio   2011 Composizione Giudice Pietro Angeli­Busi, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Kurt Gysi; cancelliere Andrea Pedrazzini. Parti A._______, nato il (…), Tunisia,    ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,   autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 4 luglio 2011 / N (…).

D­3865/2011 Pagina 2 Visto: la  domanda  di  asilo  che  il  ricorrente  ha  presentato  in  data  (…)  in  Svizzera, il  documento  che  l'UFM  ha  rimesso  al  ricorrente  il  medesimo  giorno  e  mediante  il  quale  lo  ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le 48 ore successive all'inoltro della sua  istanza, un documento di  identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna  e  in  assenza  di  motivi  scusabili,  non  si  entra  nel  merito  della  sua  domanda di asilo, i  verbali  di  audizione  del  13 maggio  2011  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  4 luglio 2011 (di seguito: verbale 2), il verbale della decisione dell'UFM del 4 luglio 2011, notificata oralmente  al ricorrente il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), il  ricorso  inoltrato  dal  ricorrente  il  7  luglio  2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato), l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  data  8 luglio 2011, i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono, e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26  giugno  1998  sull'asilo  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in 

D­3865/2011 Pagina 3 cerca  di  protezione  (art.  31  e  33  lett.  d  LTAF,  art. 105  LAsi  e  art. 83 lett. d cifra 1 LTF), che,  nell'ambito  di  ricorsi  contro  decisioni  di  non  entrata  nel  merito  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere  impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione  dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda  stessa, che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione  dell'asilo è inammissibile, che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  di  asilo,  il  ricorrente  ha  dichiarato di  essere cittadino  tunisino, originario di B._______  (Tunisia),  con ultimo domicilio a C._______ (Tunisia), prima dell'espatrio avvenuto a  metà (…) 2011, che  egli  ha  affermato  di  essere  espatriato  in  cerca  di  lavoro,  per  migliorare  la sua vita  (cfr. verbale 1, pag. 6),  rispettivamente a causa di  minacce  ricevute  nell'ambito  della  sua  iscrizione  ad  una  formazione  lavorativa nell'azienda (…) (cfr. verbale 2, pag. 4 e 5, D30 e D39), che  l'interessato ha dichiarato di  aver  lasciato  il  suo Paese a metà  (…)  2011, in aereo da C._______ e di essere atterrato a D._______ (Francia),  munito  di  passaporto  e  di  visto  turistico  Schengen;  che,  dopo  aver  alloggiato in un albergo, si sarebbe recato in treno a E._______ (Francia),  da  dove  avrebbe  preso  un  altro  treno  alla  volta  di  F._______  (Italia)  in  cerca  di  lavoro;  che  il  richiedente  sarebbe,  in  seguito,  andato  ad  G._______  (Italia),  a H._______  (Italia)  e  poi  a  I._______  (Italia),  dove  sarebbe  rimasto  (…)  giorni,  prima  di  decidere  di  recarsi  in  Svizzera,  partendo da F._______ in treno fino a L._______ (cfr. verbale 1, pag. 6 e  7), che, nella decisione del 4  luglio 2011,  l'UFM ha considerato, da un  lato,  che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia di  asilo  un  documento  di  identità  o  di  viaggio  valido  entro  le  48  ore  successive all'inoltro della sua istanza; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha 

D­3865/2011 Pagina 4 ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  è  realizzata nel caso di specie,  che,  nel  ricorso,  il  ricorrente  fa  valere  di  non  aver  potuto  consegnare  alcun documento, non per una sua mancanza di volontà, bensì per una  situazione di oggettiva  impossibilità; che segnatamente avrebbe perso  il  suo passaporto in Italia mentre la sua carta di identità sarebbe in Tunisia,  ma essendo  rotta  in due, non sarebbe di alcuna utilità;  che,  riguardo ai  suoi motivi di asilo, il ricorrente ha affermato che ad B._______, sarebbe  stato  minacciato,  picchiato  e  avrebbe  rischiato  di  essere  ucciso,  per  motivi  di  lavoro  e  rivalità  tra  due  grandi  fazioni  della  città;  che,  inoltre,  nega di essersi contraddetto tra la prima e la seconda audizione in merito  alle  suddette  minacce  ed  afferma  di  avere  sempre  indicato  che  i  suoi  motivi  di  asilo  sarebbero  legati  a  problemi  di  lavoro,  ma  nella  prima  audizione  non  avrebbe  potuto  esporre  tali  motivi  in  modo  altrettanto  dettagliato che nella seconda audizione, che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  di  asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  e  dell'ammissione provvisoria;  che ha, altresì, presentato una domanda di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese processuali, che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda  di  asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di viaggio o di  identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  di  identità  entro  48  ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c),  che sono documenti di viaggio o di identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  di  identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità  amministrative;  che,  per  contro,  non  lo  sono 

D­3865/2011 Pagina 5 documenti  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato  di fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7 consid. 6),  che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento che adempia i citati criteri, che,  in  via  preliminare,  è  d'uopo  rilevare  che  all'inizio  della  prima  audizione,  alla  domanda  circa  cosa  avesse  fatto  per  procurarsi  i  suoi  documenti,  l'insorgente  ha  risposto  "non  ho  fatto  nulla,  perché  non  volevo" (cfr. verbale 1, pag. 5), che,  inoltre,  non  soccorrono  l'insorgente  le  vaghe  e  stereotipate  allegazioni circa il possesso dei suoi documenti; che, infatti, in merito alla  sua  carta  di  identità,  si  è  contraddetto,  dichiarando,  in  un primo  tempo,  che la sua carta di identità si troverebbe a C._______ (cfr. verbale 1, pag.  5) e in un secondo tempo, che la sua carta di identità si sarebbe spaccata  in  due  quando  sarebbe  stato  controllato  in  Svizzera,  per  poi,  quando  confrontato  a  tale  incoerenza,  ritornare  alla  sua  prima  versione,  affermando che  la sua carta si  troverebbe a casa sua, ma aggiungendo  che  sarebbe  spaccata  in  due  (cfr. verbale 2,  pag.  2,  D11  e  D12);  che,  circa il suo passaporto, è quanto meno molto sorprendente che sia stato  rubato, assieme alla sua borsa, proprio una  fermata prima di arrivare  in  Svizzera (cfr. verbale 2, pag. 3, D14) ed egli non abbia proceduto ad una  denuncia (cfr. verbale 1, pag. 4); che tali asserzioni non costituiscono nel  caso  di  specie  ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti ai sensi della legge, che, vista l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  di  identità,  v'è  ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  dissimuli  i  suoi  documenti  di  identità  per  i  bisogni della causa,  che  il  ricorrente  deve  quindi  sopportare  le  conseguenze  della  mancata  consegna dei documenti di identità,  che,  in conclusione, non avendo né esibito alcun documento di  identità,  né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli  stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente non è applicabile, 

D­3865/2011 Pagina 6 che, in assenza di documenti di identità, occorre inoltre esaminare se, in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente,  che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  di  esame  materiale,  accelerata  e  sommaria, delle domande che si  fondano su allegazioni manifestamente  inconsistenti o manifestamente irrilevanti; che la manifesta irrilevanza può  risultare,  fra  l'altro,  dalla  palese  assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo  di  terzi  (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),  che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito  della domanda di asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),  che,  infatti,  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  si  esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, che,  in  particolare,  il  ricorrente,  nella  prima  audizione,  ha  dichiarato  chiaramente  di  avere  lasciato  il  suo  Paese  in  cerca  di  un  lavoro  e  per  migliorare  la sua vita e quella dei suoi genitori,  confermando che questi  erano tutti  i motivi per cui era espatriato (cfr. verbale 1, pag. 6); che egli  ha, inoltre, negato di avere avuto problemi con le autorità del suo Paese o  con terze persone ed ha affermato di temere, in caso di rientro in Tunisia,  la povertà; che, in aggiunta, quando l'auditore gli ha chiesto se vi fossero  altri motivi, egli ha risposto: "nulla" (cfr. ibidem), che, pertanto,  i motivi di asilo addotti nella seconda audizione, ovvero di  essere  espatriato  perché  avrebbe  avuto  tanti  problemi  collegati  all'azienda (…) e sarebbe stato minacciato di morte, in ragione della sua  iscrizione ad una  formazione professionale presso  tale azienda, dove vi  sarebbero  stati  attriti  tra  varie  fazioni  delle  diverse  comunità  che  avrebbero portato alla morte di (…) persone (cfr. verbale 2, pag. 4, D31 e  D39),  non  possono  essere  ritenuti  verosimili,  in  quanto  appaiono  confezionati posteriormente ed ad hoc per i bisogni della causa,

D­3865/2011 Pagina 7 che,  del  resto,  confrontato  all'assenza  di  riferimenti  circa  tali  minacce  nella  prima  audizione,  il  ricorrente  ha  incredibilmente  affermato  di  aver  dimenticato  tali  problemi  ed  ha  aggiunto  che  non  ricordava  nemmeno  quello  che  aveva  mangiato  il  giorno  precedente  (cfr. verbale 2,  pag.  4,  D33 e D34), che, d'altronde, la motivazione fatta valere in sede di audizione breve dal  ricorrente  a  sostegno  della  sua  domanda  di  asilo  –  ovvero  di  essere  espatriato per  trovare un  lavoro  (cfr. verbale 1, pag. 6) – è  irrilevante  in  materia  di  asilo;  che,  segnatamente,  i  problemi  di  ordine  economico  e  professionale,  legati all'impossibilità di  trovare un posto di  lavoro ed alle  difficoltà  economiche  non  costituiscono  manifestamente  un  motivo  rilevante ai sensi dell'art. 3 LAsi, che,  di  conseguenza,  l'UFM ha  rettamente  considerato  inverosimili,  con  riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente, che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di  ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr. DTAF 2007/8  consid.  5.6.5­5.7  pag.  90 e  segg.  e  DTAF 2009/50 consid. 5­8 pag. 725­733), che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Tunisia  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché  l'art. 83 cpv. 3 della  legge federale del  16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente  in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della  convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della  convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),  che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, 

D­3865/2011 Pagina 8 che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata, che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  cfr. GICRA 2001 n. 21), che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),  che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3  LStr), che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Tunisia  non  è,  notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio  nazionale; che, infatti, dopo la caduta del Presidente Ben Alì all'inizio del  2011  è  in  atto  un  processo  di  transizione  democratica,  capace  di  garantire stabilità al Paese, che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, celibe  senza alcuna persona a carico, vanta una formazione scolastica di base;  che, inoltre, l'insorgente dispone in patria di una densa e importante rete  sociale, ritenuto che vi risiedono i suoi genitori come pure i suoi numerosi  fratelli, sorelle, zii e zie (cfr. verbale 1, pag. 3); che, infine, il ricorrente non  ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano  giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza  che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una  permanenza in Svizzera per motivi medici, che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83 cpv. 4 LStr), che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2  LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi 

D­3865/2011 Pagina 9 ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12  pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile,  che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  per  conseguenza,  anche  in  materia di allontanamento e relativa esecuzione,  il gravame va disatteso  e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,  che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),  che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto,  che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.­, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]), (dispositivo alla pagina seguente)

D­3865/2011 Pagina 10 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 2.  Le  spese  processuali,  di CHF 600.­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Pietro Angeli­Busi Andrea Pedrazzini Data di spedizione:

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