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Bundesverwaltungsgericht 25.07.2011 D-2929/2011

July 25, 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,441 words·~7 min·2

Summary

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 16 maggio 2011

Full text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­2929/2011 Sen tenza   d e l   2 5   luglio   2011 Composizione Giudice Pietro Angeli­Busi, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Bruno Huber;  cancelliere Andrea Pedrazzini. Parti A._______, nato il (…), Tunisia,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,   autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 16 maggio 2011 / N […].

D­2929/2011 Pagina 2 Visto: la  domanda  di  asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (…)  in  Svizzera, il  documento che  l'UFM ha  rimesso all'interessato  il medesimo giorno e  mediante  il  quale  lo  ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le 48 ore successive all'inoltro della sua  istanza, un documento di  identità o di viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna  e in assenza di motivi scusabili, non sarebbe entrato nel merito della sua  domanda di asilo, i  verbali  di  audizione  dell'11  marzo  2011  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  5 maggio 2011 (di seguito: verbale 2), la  decisione  dell'UFM  del  16  maggio  2011,  notificata  all'interessato  il  giorno stesso (cfr. ricorso pag. 1), il  ricorso  inoltrato  dal  ricorrente  il  23 maggio  2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato), l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito: il Tribunale) in data 25 maggio 2011, la decisione incidentale del 26 maggio con la quale il Tribunale ha accolto  la domanda di  esenzione dal  pagamento di  un anticipo equivalente alle  presunte spese processuali, le osservazioni dell'UFM del 1° giugno 2011, la decisione  incidentale del 10 giugno 2011 con  la quale  il Tribunale ha  trasmesso copia delle sopracitate osservazioni dell'UFM per conoscenza  ed eventuale presa di posizione entro  il 27 giugno 2011, non  ritirata dal  ricorrente,  i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono,

D­2929/2011 Pagina 3 e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32)  e  dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26  giugno  1998  sull'asilo  (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca  di  protezione  (art.  31  e  33  lett.  d  LTAF,  art. 105  LAsi  e  art. 83 lett. d cifra 1 LTF), che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni  di  ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e  all'art. 52  PA  nonché  all'art. 108 cpv. 2 LAsi,  che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e  dell'art.  37  LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata;  che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento può svolgersi in tale lingua, che, nel caso concreto,  la decisione  impugnata è stata  resa  in  francese  ed  il  ricorso  è  stato  presentato  in  italiano;  che,  pertanto,  la  presente  sentenza è redatta in italiano, che, giusta l'art. 16 cpv. 2 LAsi, la procedura dinanzi all'UFM si svolge, di  norma,  nella  lingua  ufficiale  nella  quale  ha  avuto  luogo  l'audizione  cantonale o nella lingua ufficiale del luogo di residenza, che,  secondo  l'art.  4  dell'Ordinanza  1  dell'  11  agosto  1999  sull’asilo  relativa a questioni procedurali (OAsi 1, RS 142.311), l'UFM può scostarsi  soltanto eccezionalmente da tale norma, che,  in  tal  caso,  l'autorità  inferiore  deve  indicare  in  modo  facilmente  comprensibile  perché  si  è  avvalsa  di  tale  eccezione,  in  ossequio  all'obbligo di motivazione di cui all'art. 35 PA, che  l'UFM  deve  inoltre  esaminare  la  necessità  di  adozione  di  misure  correttive,  rispettivamente  motivare  l'eventuale  mancata  adozione  delle  misure predette,

D­2929/2011 Pagina 4 che, nella fattispecie, l'interessato, non patrocinato da un rappresentante  legale,  risiedeva nel  cantone B._______ al momento della notifica della  decisione dell'autorità inferiore, che,  tuttavia, avendo  l'interessato soggiornato cinque anni  in C._______  dove  ha  peraltro  anche  lavorato  (cfr. verbale  2,  pag.  4,  D31  e  D32),  avendo  dichiarato  di  possedere  conoscenze  di  francese  (cfr.  verbale  1,  pag.  3),  non  avendo  invocato  alcunché  in  merito  alla  lingua  della  decisione impugnata e, infine, essendosi riferito nel ricorso chiaramente a  dei punti sollevati nella decisione  impugnata, non vi è motivo di credere  che  l'interessato  non  abbia  potuto  prendere  conoscenza  del  contenuto  della decisione di cui parola, come rettamente rilevato dall'UFM nelle sue  osservazioni, che, eccezionalmente, non vi è quindi ragione di censurare  la redazione  in lingua francese della decisione dell'autorità di prime cure, che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  di  asilo,  l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  tunisino,  nato  a  D._______  (Tunisia)  e  di  avere avuto ultimo domicilio in Patria a E._______ (Tunisia), che  egli  ha  affermato  di  essere  espatriato  l'ultima  volta  per  ragioni  economiche  (cfr.  verbale  1,  pag.  6),  per  trovare  un  lavoro  che  gli  permettesse di vivere degnamente, al fine di migliorare le sue condizioni  economiche e di costruirsi un avvenire migliore (cfr. verbale 1, pagg. 5 e  6),  rispettivamente  a  causa  degli  attuali  problemi  e  disordini  nel  Paese  (cfr. verbale 2, pag. 4, D 34), che l'interessato ha dichiarato di aver lasciato il suo Paese nel (…) 2011,  partendo  da  D._______,  a  bordo  di  un  gommone  fino  in  Italia,  senza  subire  controlli;  che  sarebbe  poi  andato  a  F._______  (Italia),  a  G._______  (Italia)  e  a  H._______  (Italia),  dove  sarebbe  rimasto  una  settimana; che si sarebbe poi recato a I._______ (Italia), rimanendoci per  (…) giorni, prima di venire in Svizzera (cfr. verbale 1, pag. 7), che,  nella  decisione  del  16 maggio  2011,  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  il  richiedente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in  materia  di  asilo  un  documento  di  identità  o  di  viaggio  valido  ai  sensi  dell'art. 1a  lett. b e c OAsi 1;  che, dall'altro  lato, detto Ufficio ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  è  realizzata  nel caso di specie,

D­2929/2011 Pagina 5 che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento del  ricorrente dalla Svizzera e  l'esecuzione  dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile,  che,  nel  ricorso,  il  ricorrente  fa  valere  di  non  aver  potuto  consegnare  alcun documento, non per una sua mancanza di volontà, bensì per una  situazione di oggettiva impossibilità; che, in particolare, da una parte, sia  la sua carta di identità che il suo passaporto si troverebbero a casa sua,  in Tunisia, chiusi in una cassaforte alla quale soltanto sua madre – che al  momento  non  si  troverebbe  in  Tunisia  –  avrebbe  accesso  e  dall'altra  parte,  non  gli  sarebbe  possibile  di  rivolgersi  ad  una  rappresentanza  diplomatica  di  Tunisia  all'estero,  in  quanto  non  soggiornerebbe  legalmente  in  nessun  Paese  (cfr.  ricorso,  pag.  2);  che,  inoltre,  nel  gravame,  l'insorgente  ha  addotto  che  la  situazione  in  Tunisia  non  garantirebbe una esistenza dignitosa  e  quindi  che non potrebbe essere  rinviato nel suo Paese, che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda di asilo; che ha, altresì, presentato una domanda di assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali e del relativo anticipo, che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda  di  asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di viaggio o di  identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  di  identità  entro  48  ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c),  che sono documenti di viaggio o di identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  di  identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità amministrative; che, per contro, non sono documenti 

D­2929/2011 Pagina 6 quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7 consid. 6),  che, nel caso concreto,  il ricorrente non ha esibito alcun documento che  adempia i citati criteri,  che, peraltro,  il  ricorrente  si  è  contraddetto  in  relazione al  possesso del  suo passaporto, affermando in un primo tempo di averlo perso durante la  traversata  in mare  nel  (…)  2011  (cfr.  verbale  1,  pagg.  4  e  7)  ed  in  un  secondo  tempo  che  si  troverebbe  a  casa  sua,  senza  tuttavia  esserne  sicuro   (cfr.  verbale 2, pag. 3, D23);  che,  inoltre, ha asserito che  la sua  carta di identità si troverebbe a casa sua, in Tunisia, e che non l'avrebbe  presa  con  sé  per  evitare  controlli  e  quindi  il  rimpatrio  (cfr. verbale  1,  pag. 4); che non risulta che egli abbia effettuato seri e concreti sforzi che  avrebbero  potuto  avere  un  esito  favorevole  per  l'ottenimento  dei  suoi  documenti,  ciò  che  costituisce  un  ulteriore  indizio  di  dissimulazione  dei  documenti,  considerato  che,  di  regola,  chi  è  già  in  possesso  di  un  documento di identità e si limita a dissimularlo, non intraprende alcunché  per procurarsene di nuovi o di complementari, che, in merito all'asserito viaggio intrapreso dalla Tunisia, il suo racconto  è  contradditorio  e,  quindi,  inverosimile;  che,  infatti,  egli  ha  affermato  di  essere  espatriato  nel  (…) 2011,  partendo  da  E._______,  a  bordo  di  un  gommone fino a J._______ (Italia), senza subire controlli  (cfr. verbale 1,  pag. 7), rispettivamente di essere espatriato il (…) e di essere sbarcato a  K._______ (cfr. verbale 2, pag. 5, D39 e D40), che,  vista  l'inverosimiglianza,  nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle suddette dichiarazioni del ricorrente circa il possesso dei documenti  di  identità e  le circostanze del  viaggio,  vi è  ragione di  concludere che  il  ricorrente dissimuli i suoi documenti di identità per i bisogni della causa,  che  il  ricorrente  deve  quindi  sopportare  le  conseguenze  della  mancata  consegna dei documenti di identità,  che,  in conclusione, non avendo né esibito alcun documento di  identità,  né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli  stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente non è applicabile, 

D­2929/2011 Pagina 7 che, in assenza di documenti di identità, occorre inoltre esaminare se, in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente,  che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  di  esame  materiale,  accelerata  e  sommaria, delle domande che si  fondano su allegazioni manifestamente  inconsistenti o manifestamente irrilevanti; che la manifesta irrilevanza può  risultare,  fra  l'altro,  dalla  palese  assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo  di  terzi  (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),  che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito  della domanda di asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),  che,  infatti,  le  allegazioni  decisive  in  materia  di  asilo  si  esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,  che,  in particolare,  la motivazione principale  fatta valere dal  ricorrente a  sostegno  della  sua  domanda  di  asilo  –  ovvero  di  essere  espatriato  per  motivi economici (cfr. verbale 1 pagg. 5 e 6; verbale 2, pag. 4, D32) – è  irrilevante  in  materia  di  asilo;  che,  segnatamente,  i  problemi  di  ordine  economico  e  professionale,  legati  all'impossibilità  di  trovare  un  posto  di  lavoro ed alle difficoltà economiche non costituiscono manifestamente un  motivo rilevante ai sensi dell'art. 3 LAsi, che, inoltre, le allegazioni di carattere generale circa gli attuali problemi in  Tunisia non sono sufficientemente circostanziate per accertare la qualità  di rifugiato (cfr.  artt. 3 e 7, nonché 32 cpv. 3 lett. b LAsi), che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  irrilevanti,  con  riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, le dichiarazioni rese dal ricorrente, 

D­2929/2011 Pagina 8 che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di  ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr. DTAF 2007/8  consid.  5.6.5­5.7  pag.  90 e  segg.  e  DTAF 2009/50 consid. 5­8 pag. 725­733), che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Tunisia  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché  l'art. 83 cpv. 3 della  legge federale del  16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente  in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della  convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della  convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),  che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata,  che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  cfr. GICRA 2001 n. 21),  che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

D­2929/2011 Pagina 9 che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  all'art. 83  cpv. 3  LStr), che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Tunisia  non  è,  notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio  nazionale,  contrariamente  a  quanto  pretende  il  ricorrente  (cfr.  ricorso  pag. 3);  che,  infatti,  dopo  la  caduta  del  Presidente  Ben  Alì  all'inizio  del  2011  è  in  atto  un  processo  di  transizione  democratica,  capace  di  garantire stabilità al Paese, che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, celibe  senza alcuna persona a carico, ha  terminato una  formazione scolastica,  seppur minima, nonché possiede un'esperienza professionale nel settore  della  (…)  (cfr. verbale 1,  pag.  2);  che,  inoltre,  l'insorgente  dispone  in  patria di una rete sociale, ritenuto che vi risiedono segnatamente i suoi zii  paterni,  i  suoi  cugini  paterni  e  sua  nonna  (cfr. verbale  2,  pag.  2,  D6  a  D13); che  il  ricorrente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  GICRA  2003 n. 24);  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per  motivi medici, che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83 cpv. 4 LStr), che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2  LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi  ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12  pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile,  che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  per  conseguenza,  anche  in  materia di allontanamento e relativa esecuzione,  il gravame va disatteso  e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,  che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  segnatamente  in  relazione  al  contenuto della decisione di non entrata nel merito e di allontanamento, è 

D­2929/2011 Pagina 10 deciso  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111 lett. e LAsi), che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  di  esito  favorevole,  la  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art. 65 cpv. 1 PA), che,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  di  CHF 600.­,  sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21 febbraio 2008  [TS­ TAF, RS 173.320.2]), (dispositivo alla pagina seguente)

D­2929/2011 Pagina 11 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le  spese  processuali,  di CHF 600.­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Pietro Angeli­Busi Andrea Pedrazzini Data di spedizione:

D-2929/2011 — Bundesverwaltungsgericht 25.07.2011 D-2929/2011 — Swissrulings