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Bundesverwaltungsgericht 08.02.2012 D-6443/2009

8. Februar 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·3,379 Wörter·~17 min·1

Zusammenfassung

Asilo e allontanamento | Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM dell'11 settembre 2009

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­6443/2009 Sen tenza   dell ' 8   f e bb raio   2012 Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), Thomas Wespi, Contessina Theis, cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), B._______, nata il (…), ed i figli C._______, nata il (…), e D._______, nato il (…), Siria, patrocinati dall'Avv. Bernhard Jüsi, ricorrenti, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM dell'11 settembre 2009 / N […].

D­6443/2009 Pagina 2 Fatti: A.  A.a  L'interessato,  di  religione  sunnita  e  di  etnia  curda,  è  nato  nel  governatorato di E._______ ed avrebbe vissuto dal 1973 al  (…) 2008 a  F._______  (Siria).  Egli  ha  presentato  domanda  d'asilo  in  data  23 giugno 2008  dopo  aver  raggiunto  la  Svizzera  il  medesimo  giorno,  arrivando  –  secondo  le  sue  dichiarazioni  –  dapprima  in  Turchia  a  piedi  per  poi  proseguire  per  mezzo  di  un  TIR  da  Istanbul  (Turchia)  fino  in  Svizzera  ignaro  degli  Stati  attraverso  i  quali  sarebbe  transitato  (cfr.  verbale d'audizione dell'8 luglio 2008 di A._______ [di seguito: verbale 1],  pagg. 1 e 5 seg.). Sentito  sui  motivi  d'asilo,  il  richiedente  ha  dichiarato  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo,  di  essere  espatriato  in  quanto  sarebbe  ingiustamente ricercato dalle autorità siriane. Egli sarebbe stato dapprima  arrestato e trattenuto per un mese e undici giorni dopo gli scontri avvenuti  nel marzo 2004 presso lo stadio a F._______. Inoltre, a seguito di questi  scontri,  in occasione della vigilia del Nawruz, avrebbe soccorso un ferito  da arma da fuoco e l'avrebbe trasportato all'ospedale offrendosi di donare  il sangue, e questo contro il volere della polizia. Il (…) 2008 sarebbe stato  fermato dai servizi di sicurezza ed e sarebbe stato interrogato, picchiato e  umiliato  in  quanto  sarebbe  stato  a  conoscenza  dell'identità  dell'autore  degli  spari  della  vigilia  del  Nawruz.  In  giorno  seguente,  grazie  all'intervento dei suoi familiari e ad una lauta somma di denaro, sarebbe  stato  rilasciato.  In  data  (…) 2008,  i  familiari  lo  avrebbero  informato  che  degli  agenti  dei  servizi  di  sicurezza  lo  avrebbero  cercato  presso  la  sua  dimora;  quindi  si  sarebbe  recato  presso  dei  familiari  in  un  villaggio  chiamato  G._______  (Siria)  e  di  lì  la  decisione  di  espatriare  (cfr.  verbale 1,  pagg.  4  seg.;  verbale  d'audizione  dell'8 ottobre 2008  di  A._______ [di seguito: verbale 2], pagg. 4­10). A.b La moglie B._______, di religione sunnita e di etnia curda, originaria  di  F._______,  sentita  separatamente,  ha  dichiarato  di  non  avere  dei  motivi  personali  per  chiedere  asilo  (cfr.  verbale  d'audizione  dell'8 luglio 2008  di  B._______  [di  seguito:  verbale 3],  pagg. 4  seg.  e  verbale  d'audizione  dell'8 ottobre 2008  di  B._______  [di  seguito:  verbale 4],  pagg. 4­6), ma  di  essere  espatriata  in  sostanza  a  causa  dei  problemi riscontrati  in patria da suo marito. Ella ha inoltre dichiarato che  in  occasione  di  una  delle  tre  visite  effettuate  a  casa  sua  da  parte  delle 

D­6443/2009 Pagina 3 autorità  siriane  con  l'obbiettivo  di  trovare  suo  marito,  sarebbe  stata  prelevata, trattenuta per due ore, nonché interrogata in compagnia di suo  cognato  –  il  quale  sarebbe  stato  picchiato  –  per  poi  essere  successivamente  rilasciata.  Dopo  detto  episodio  si  sarebbe  dunque  trasferita  a  casa  dei  genitori  in  vista  dell'espatrio  (cfr. verbale 3, pag. 1 e verbale 4, pagg. 4­6). A.c Il (…) B._______ ha dato alla luce C._______. A.d In allegato alla loro domanda d'asilo, A._______ e B._______ hanno  depositato il certificato di matrimonio,  l'estratto dell'iscrizione familiare,  la  dichiarazione di matrimonio ed il certificato d'identità di entrambi. A.e  Il  (…) 2009  è  stata  trasmessa  una  richiesta  d'informazione  all'Ambasciata  svizzera  a  Damasco.  In  data  (…) 2009  quest'ultima  ha  allestito  un  rapporto  informativo  destinato  all'Ufficio  federale  della  migrazione (di seguito: UFM). Con lettera del 17 luglio 2009, i richiedenti  sono stati  invitati a comunicare  le  loro osservazioni  inerenti ai  risultati di  tale misura, dandovi poi seguito con scritto del 27 luglio 2009. B.  Con  decisione  dell'11 settembre 2009,  notificata  agli  interessati  in  data  14 settembre  2009  (cfr.  risultanze  processuali),  l'UFM  ha  respinto  la  succitata  domanda  d'asilo  pronunciando  contestualmente  l'allontanamento  degli  interessati  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  del  medesimo verso la Siria, siccome lecita, esigibile e possibile. C.  In  data  13 ottobre 2009  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata:  14 ottobre 2009),  i  richiedenti  sono  insorti  contro  detta  decisione  con  ricorso  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  chiedendo,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata,  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore per procedere ad un'ulteriore audizione degli  interessati oppure  l'espletamento  di  detta  audizione  tramite  codesto  Tribunale,  nonché  la  concessione dell'asilo,  rispettivamente,  in via sussidiaria,  la concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Hanno  altresì  presentato  istanza  di  concessione  dell'assistenza  giudiziaria  nonché  d'esenzione  dal  pagamento  dell'anticipo  rispettivamente,  secondo  il  senso,  domanda  di  accordo del gratuito patrocinio (cfr. ricorso, pag. 15).

D­6443/2009 Pagina 4 A  sostegno  dell'atto  ricorsuale,  gli  insorgenti  hanno  prodotto  i  seguenti  documenti: ­ uno  scritto  del  (…) 2008  dell'Organizzazione  curda  per  la  difesa  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  in  Siria  che  ricapitolerebbe  i  fatti  accaduti  il  (…) 2008  a  F._______  (con  relativa  tradizione  in  tedesco)  apparso  sul  sito  internet  (…)  (allegato 4); ­ un  articolo  di  Michael  Kirschner,  pubblicato  nella  rivista  ASYL  Schweizerische  Zeitschrift  für  Asylrecht  und  ­Praxis  (ASYL  3/08),  pag. 11,  intitolato  "Country­of­origin­information­Standards  als  Qualitätskriterium im Schweizer Asylverfahren" (allegato 5); ­ uno scritto del (…) 2009 del partito curdo Yekiti sezione svizzera che  attesterebbe  la  qualità  di  membro  di  A._______  dal  (…) 2008  (allegato 6); ­ due  foto che  ritrarrebbero  l'insorgente durante una manifestazione a  Berna (Svizzera) del  (…) 2009 ed un articolo con relativa  traduzione  intitolato  "Gedenken  an  März  Protest  in  der  Schweiz,  vor  der  Französischen  Botschaft"  apparsi  sul  sito  internet  (…),  nonché  uno  scritto  del  (…) 2009  dell'Organizzazione  curda  svizzera  intitolato  "Erklärung an die Schweizer­ und Weltöffentlichkeit" (allegato 7); ­ foto  di  una  manifestazione  a  Berna  del  (…) 2008  alla  quale  il  ricorrente avrebbe partecipato ed uno scritto del partito Yekiti svizzero  intitolato  "Zum  Menschenrechtstag  2008:  Die  kurdische  Situation  in  Syrien verschlechtert sich" (allegato 8); ­ foto  del  ricorrente  in  occasione  della  distribuzione  di  volantini  a  Lugano  (Svizzera)  del  (…) 2008  ed  un  esemplare  dei  volantini  distribuiti intitolato "Appello a tutti i lavoratori per la realizzazione della  democrazia" del (…) 2008 (allegato 9); ­ foto  apparse  sul  sito  internet  (…)  degli  scontri  avvenuti  in  Siria  il  20 marzo 2009 (allegato 10); ­ rapporto del CDF (Comittees for the defense of democracy freedoms  and  human  rights  in  Syria)  del  29 settembre 2009  apparso  sul  sito  internet  http://yekitimedia.org/de  ed  un  articolo  apparso  sul  sito  internet  (…)  con  relativa  traduzione  intitolato  "Die  Kuridische 

D­6443/2009 Pagina 5 demokratische Progressive Partei  in Syrien und die Verordnung (49)  für das Jahr in der Schweiz" (allegato 11); D.  Il Tribunale, con decisione incidentale del 20 ottobre 2009, ha informato il  ricorrente della possibilità di soggiornare in Svizzera fino alla conclusione  della procedura. E.  Con decisione  incidentale  del  21 dicembre 2009,  il  Tribunale  ha  invitato  l'UFM  a  presentare  una  risposta  al  ricorso  entro  il  21 gennaio 2010.  Contestualmente  il  Tribunale  ha  rinunciato  a  prelevare  un  anticipo  equivalente alle presunte spese processuali. F.  Con  risposta  del  15 gennaio 2010,  l'UFM  ha  proposto  la  reiezione  del  gravame. G.  Il (…), la ricorrente ha dato alla luce il suo secondo figlio D._______. H.  Il  Tribunale,  con  ordinanza  del  23 agosto 2011,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a  presentare  eventuali  osservazioni  entro  il  6 settembre 2011  visti  i  bisogni  di  causa  ed  in  particolare  il  tempo  trascorso,  nonché  la  situazione attuale in Siria. I.  Con decisione del 6 settembre 2011,  l'UFM ha riesaminato parzialmente  la  sua  decisione  dell'11 settembre 2009  annullando  i  punti  1  e  4  del  dispositivo della decisione impugnata, riconoscendo ai ricorrenti la qualità  di  rifugiato  ed  ammettendoli  provvisoriamente,  ritenendo  attualmente  inammissibile l'allontanamento degli stessi verso la Siria. J.  Con ordinanza del 9 settembre  2011, il Tribunale ha invitato gli insorgenti  ad  informarlo per  iscritto entro  il 15 settembre 2011 sulla  loro  intenzione  di  mantenere  il  ricorso  relativamente  ai  punti  2  e  3  della  decisione  impugnata. K.  Con  scritto  del  14 settembre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata:  15 settembre 2011),  i  ricorrenti  hanno  dichiarato  di  voler 

D­6443/2009 Pagina 6 mantenere  il  gravame  nei  punti  restanti  della  decisione  impugnata  dell'UFM. L.  Con  ordinanza  del  28 settembre 2011,  il  Tribunale  ha  invitato  l'UFM  ad  esprimersi  entro  il  7 ottobre 2011  in  merito  allo  scritto  del  14 settembre 2011. M.  Con presa di  posizione del  14 ottobre 2011,  trasmessa al  ricorrente per  conoscenza, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame. N.  Ulteriori  fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti  verranno  ripresi  nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. Diritto: 1.  Le  procedure  in  materia  d'asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  federale  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore,  sono  particolarmente  toccati  dalla  decisione  impugnata  e  vantano  un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a­c PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi  contro di essa.

D­6443/2009 Pagina 7 Vista la nascita del figlio D._______ degli insorgenti dopo l'inoltro dell'atto  ricorsuale, esso viene incluso nella presente procedura. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al  contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 2.  Giusta  l'art. 33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art. 6  LAsi  e  dall'art. 37  LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata  e,  se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento  può,  svolgersi  in  tale  lingua.  Nel  caso  concreto,  la  decisione  impugnata  è  stata  resa  in  italiano,  mentre  il  ricorso  è  stato  inoltrato  in  lingua  tedesca,  senza  domanda  di  svolgere  la  procedura  dinanzi a codesto Tribunale in tale lingua. Pertanto la presente sentenza  può essere redatta in italiano. 3.  Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA). Il Tribunale non è  vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni  giuridiche della decisione  impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit  administratif,  vol. II,  3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5). 4.  Preliminarmente  il  Tribunale  osserva  che,  essendo  ai  ricorrenti  stata  riconosciuta  la  qualità  di  rifugiato  e  concessa  l'ammissione  provvisoria  con decisione dell'UFM del 6 settembre 2011, oggetto del litigio in questa  sede  risulta  pertanto  essere  esclusivamente  la  decisione  riguardante  il  rifiuto  della  loro  domanda  d'asilo  nonché  la  pronuncia  dell'allontanamento. 5.  5.1.  Nella  querelata  decisione,  l'UFM  ha  ritenuto  i  seguenti  fatti:  il  (…) 2008, il richiedente si sarebbe trovato per strada quando è scoppiata  una sparatoria; la polizia e gli agenti di sicurezza dello Stato si sarebbero  trovati  sul  posto;  l'interessato  avrebbe  caricato  un  ferito  sulla  sua  automobile e l'avrebbe trasportato all'ospedale. Il (…) 2008, il richiedente  sarebbe  stato  arrestato  e  condotto  alla  sede  del  servizio  di  sicurezza 

D­6443/2009 Pagina 8 dello  Stato  dove  sarebbe  stato  trattenuto  per  un  giorno,  interrogato  e  maltrattato.  In  seguito,  grazie  all'intervento  di  un parente,  sarebbe  stato  rilasciato. Il (…) 2008, mentre si trovava al lavoro, un parente gli avrebbe  telefonato  per  informarlo  che  degli  agenti  sarebbero  venuti  a  casa  a  cercarlo.  Allora  l'interessato  avrebbe  lasciato  F._______  per  rifugiarsi  presso dei  conoscenti  nel  villaggio di G._______.  Le autorità  sarebbero  tornate più volte a cercarlo al domicilio della sua famiglia. La richiedente,  da parte sua, avrebbe dichiarato di non avere motivi personali e di aver  lasciato il suo Paese a causa delle difficoltà di suo marito con le autorità.  Ella  avrebbe  confermato  sostanzialmente  le  dichiarazioni  del  marito  ed  avrebbe dichiarato di essere stata anch'essa condotta una volta al posto  di polizia per essere  interrogata. Vista  la situazione,  il  richiedente e sua  moglie sarebbero espatriati. 5.2.  L'UFM  ha  considerato  le  allegazioni  circa  i  motivi  d'asilo  dell'interessato  come  inverosimili.  In  particolare,  il  richiedente  avrebbe  rilasciato  dichiarazioni  contraddittorie  sul  decorso  degli  eventi  del  (…) 2008 affermando  in un primo momento che  la sparatoria si sarebbe  svolta  nel  pomeriggio  ed  in  un  secondo  momento  che  quest'ultima  avrebbe avuto luogo in serata. Inoltre, avrebbe visto i veicoli delle autorità  prima  di  sentire  la  sparatoria,  mentre  durante  la  seconda  audizione  avrebbe affermato il contrario. Pure  contraddittorie  risulterebbero  le  dichiarazioni  circa  il  suo   arresto  avvenuto  in  data  (…) 2008.  Egli  avrebbe  dapprima  affermato  di  essere  stato  arrestato  sul  posto  di  lavoro  e  condotto  dinanzi  agli  agenti  di  sicurezza  dello  stato,  mentre  poi  avrebbe  indicato  che  si  sarebbe  già  trovato nel centro di sicurezza dello Stato poiché sarebbe stato convocato  per ragioni professionali. Inoltre l'UFM ha ritenuto strano che il ricorrente  non  fosse  stato  a  conoscenza  dell'entità  della  somma  apparentemente  pagata da suo zio per liberarlo. Sempre  l'UFM  ha  ritenuto  che,  seppure  in  segreto,  il  ritorno  del  richiedente al suo domicilio nel mentre che si era nascosto nel villaggio di  G._______, non sarebbe un comportamento compatibile con il pericolo a  cui sarebbe stato apparentemente esposto. Inoltre,  per  l'autorità  inferiore,  il  fatto di non aver menzionato durante  la  seconda  audizione  la  sua  incarcerazione  del  (…)  sarebbe  un  indizio  dell'infondatezza delle sue argomentazioni.

D­6443/2009 Pagina 9 Il  richiedente ha dichiarato  che  le autorità  siriane  lo avrebbero  ricercato  attivamente  e  che  avrebbe  lasciato  illegalmente  il  proprio  Paese.  Dette  allegazioni  sarebbero  state  confutate  dalle  informazioni  ottenute  dall'Ambasciata  svizzera  a  Damasco,  secondo  cui  il  (…) 2008  l'interessato  avrebbe  lasciato  legalmente  la  Siria  per  recarsi  in  Russia,  non  sarebbe  ricercato  dalle  autorità  siriane,  nonché  possederebbe  un  passaporto  siriano  rilasciato  nel  (…).  Peraltro,  richiamato  a  prendere  posizione  in  merito,  avrebbe  spiegato  di  non  essere  probabilmente  ricercato  ufficialmente  aggiungendo  che  ciò  non  significherebbe  nulla,  poiché  i  servizi  segreti  non  avrebbero  bisogno  di  un  mandato  per  arrestare  una  persona.  Avrebbe  poi  precisato  che  la  persona  che  lo  avrebbe  aiutato  a  venire  in  Svizzera  gli  avrebbe  raccomandato  di  non  rivelare nulla sul suo passaporto che peraltro sarebbe un  falso. Sempre  su  consiglio  di  detta  persona  il  richiedente  avrebbe  fornito  indicazioni  false riguardanti il suo viaggio. Per  quanto  riguarda  la  richiedente,  l'Ufficio  ha  ritenuto  che  quest'ultima  avrebbe  fornito  spiegazioni  poco  chiare  sulla  data  in  cui  sarebbe  stata  condotta  al  posto  di  polizia  per  essere  interrogata.  Per  giunta,  ella  non  ricorderebbe in quale momento della giornata sarebbe stata arrestata. In  conclusione,  secondo  l'UFM,  le  allegazioni  dell'interessato  non  sarebbero suffragate da alcuna prova e quindi insufficienti a modificare la  sua valutazione, secondo cui  il  richiedente non avrebbe reso verosimili  i  pregiudizi ed i relativi timori addotti. Per queste ragioni, l'autorità inferiore  ha  ritenuto  che  le  allegazioni  del  richiedente  sarebbero  contrarie  alla  realtà  e  pertanto  sarebbero  considerate  inverosimili.  Di  conseguenza  le  dichiarazioni della  richiedente  in merito ai problemi avuti a causa di suo  marito  ricercato  dalle  autorità  siriane  non  sarebbero  credibili.  Nel  complesso  le  dichiarazioni  degli  interessati  non  soddisferebbero  le  condizioni di verosimiglianza previste all'art. 7 LAsi. 5.3. Con ricorso i ricorrenti hanno contestato le contraddizioni evidenziate  dall'UFM.  Il  ricorrente  ha  affermato  che  il  (…) 2008  la  sparatoria  avrebbe  avuto  luogo  al  crepuscolo.  In  occasione  della  sua  seconda  audizione  l'insorgente  avrebbe  dichiarato  che  gli  scontri  si  sarebbero  verificati  all'incirca alle ore 19:45, mentre nella prima audizione avrebbe parlato di  pomeriggio. Le due dichiarazioni non sarebbero contraddittorie in quanto  la nozione di crepuscolo sarebbe compresa nel concetto di pomeriggio. In  aggiunta,  il  ricorrente  ha  sottolineato  che  l'interprete  nella  seconda 

D­6443/2009 Pagina 10 audizione avrebbe manifestato delle difficoltà di comprensione del dialetto  parlato dal ricorrente. Di conseguenza, vista la difficoltà di comprensione  delle  dichiarazioni  del  ricorrente,  l'analisi  della  verosimiglianza  avrebbe  dovuto essere analizzata nell'interezza degli eventi  indicati piuttosto che  soffermarsi su contraddizioni di nozioni e concetti. Altresì, testimone della  inidoneità della condotta dell'audizione dell'8 ottobre 2008 sarebbe il fatto  che  l'auditore  avrebbe  più  volte  interrotto  l'insorgente  allorquando  egli  stava  raccontando  gli  eventi  in  maniera  troppo  dettagliata.  Detto  comportamento  dell'auditore  avrebbe  avuto  come  obiettivo  quello  di  rendere  insicuro  il  ricorrente e di  coglierlo  in contraddizione. A causa di  ciò  e  delle  scaglionate  interruzioni  volte  a  delucidare  le  contraddizioni  rilevate dall'auditore,  l'insorgente non avrebbe avuto modo di accennare  all'arresto subito nel  (…). Per questi motivi,  l'audizione dovrebbe essere  ripetuta conformemente al senso di quanto sopra esposto. Per quanto riguarda l'arresto del (…) 2008, l'UFM avrebbe erroneamente  rilevato  una  contraddizione  dovuta  esclusivamente  ad  una  traduzione  incompleta.  Infatti  il  giorno  dell'arresto,  con  la  scusa  di  commissionargli  un  trasporto  verso  H._______,  gli  agenti  avrebbero  approfittato  per  interrogarlo sui  fatti accaduti  il  (…) 2008.  In questa ottica,  l'affermazione  del ricorrente tendente ad indicare che il giorno dell'arresto si trovasse in  giro non riscontrerebbe contraddizioni. Il ricorrente indica per giunta che il  di  lui  zio  avrebbe  per  il  mezzo  di  un'altra  persona  versato  una  somma  ingente  di  denaro  per  ottenere  la  liberazione  del  nipote.  Pertanto,  l'insorgente non sarebbe stato parte attiva alla trattazione e non sarebbe  dunque  illogico  non  conoscere  il  valore  della  somma,  tanto  più  che  si  tratterebbe di una pratica certo diffusa ma comunque illegale. Constatata  l'importanza  per  l'UFM  di  detto  evento,  l'insorgente  ha  indicato  nell'atto  ricorsuale  che,  dopo  alcune  verifiche,  la  somma  versata  si  aggirerebbe  attorno ai mille franchi. Infine,  gli  insorgenti  contestano  quanto  sostenuto  dall'UFM  in  relazione  alle  dichiarazioni  della  ricorrente.  Infatti,  nonostante  quest'ultima  sia  analfabeta, sarebbe riuscita a localizzare il suo arresto due giorni dopo la  perquisizione  avvenuta  nella  di  lei  dimora,  seppur  non  riuscendo  ad  indicare le date esatte. Ulteriori dettagli dell'interrogatorio al quale è stata  sottoposta  non  avrebbe  semplicemente  potuto  fornirli  giacché  avrebbe  perso conoscenza non appena suo cognato sarebbe stato picchiato per  ritrovarsi  con  il  labbro  sanguinante.  Di  conseguenza,  sarebbe  comprensibile che ella non abbia potuto fornire ulteriori elementi.

D­6443/2009 Pagina 11 Altresì,  secondo  il  ricorrente,  è  a  torto  che  l'UFM  avrebbe  ritenuto  incomprensibile che lui, dopo essere fuggito a G._______, avrebbe fatto  ritorno a casa a F._______. Secondo  lui non vi sarebbe nulla di  illogico  nel  recarsi  a  casa  dei  suoi  genitori  con  le  dovute  precauzioni  e  per  un  tempo  limitato  a  quindici minuti  per  poi  procedere  all'espatrio.  Invero,  il  fatto di aver aspettato due mesi prima di procedere all'espatrio  sarebbe  giustificato  dal  tempo  di  preparazione  necessario  per  pianificarlo,  accedere ai documenti necessari ed trovare un viaggio adeguato, visto lo  stato  interessante  della  moglie  (segnatamente  trovare  un  passatore  affidabile,  negoziare  il  costo  del  viaggio,  procurarsi  i  documenti  e  racimolare i soldi necessari). Quo al  rapporto  informativo dell'Ambasciata  svizzera a Damasco,  come  già indicato nelle loro osservazioni del 27 luglio 2009, gli insorgenti hanno  reiterato il fatto che il ricorrente sarebbe effettivamente ricercato e che in  Siria non sarebbe condizione imperativa iscrivere ufficialmente il ricercato  su  di  un  registro.  Sarebbe  dunque  fatto  notorio  che  in  detto  Paese  vi  sarebbero  svariati  servizi  di  sicurezza  ed  alcuni  non  avrebbero  registri  trasparenti ed affidabili, nonché non utilizzerebbero  il mandato d'arresto.  Inoltre i documenti di viaggio procuratigli dal passatore sarebbero dei falsi  ed ottenuti in modo illegale. I ricorrenti hanno contestato l'affidabilità e la  consistenza  delle  informazioni  ottenute  nel  Paese  d'origine  (Country  of  origin  information  [COI])  rinviando  all'articolo  di  Kirschner  in  allegato  al  ricorso.  Hanno  sostenuto  che  l'utilizzo  del  COI  non  rispetterebbe  il  principio  della  parità  delle  armi  vista  l'inaccessibilità  al  ricorrente  a  detti  documenti  e  la  mancanza  di  indicazione  della  fonte  delle  informazioni,  lacune  queste  che  porterebbero  ad  una  violazione  del  diritto  di  essere  sentito.  Inoltre,  l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  verificare  dette  informazioni  con  ulteriori  fonti  od  accessibili  COI.  Le  dichiarazioni  false  relative al viaggio di espatrio si giustificherebbero dalle indicazioni da loro  ottenute dal passatore che gli avrebbe consigliato di falsare le allegazioni  concernenti  il  viaggio  d'espatrio.  Pertanto,  avrebbero  preso  l'aereo  dall'aeroporto con dei passaporti falsi proprio perché oggetti di ricerca da  parte  del  servizio  di  sicurezza.  Per  questi  motivi,  le  dichiarazioni  del  ricorrente non sarebbero contraddittorie, le discrepanze rilevate dall'UFM  non  sussisterebbero  più,  nonché  le  risposte  fornite  alle  differenti  domande  sarebbero  dettagliate. Non  si  può quindi  arrivare  a  dire  che  il  tutto non è verosimile. Peraltro, il ricorrente ha fatto presente di aver continuato ad esercitare la  sua attività politica  in Svizzera – a causa della quale avrebbe già subito  un  arresto  nel  suo  Paese  d'origine  –  a  favore  del  popolo  curdo  e  si 

D­6443/2009 Pagina 12 sarebbe anche  iscritto al  partito  curdo per  l'unione democratica  (Partiya  Yekitîya  Demokrat  [PYD])  della  sezione  svizzera.  In  Svizzera  avrebbe  partecipato  a  tre  manifestazioni  delle  quali,  foto  e  articoli  sarebbero  apparse  anche  su  internet  ed  avrebbe  altresì  distribuito  volantini  a  sostegno della causa curda. Con questo la sua posizione in Siria sarebbe  diventata ancora più a rischio. Egli avrebbe reso dichiarazioni verosimili e pertinenti  in materia d'asilo e  si  considererebbe  pertanto  un  rifugiato,  mentre  alla  moglie  sarebbe  da  riconoscere una persecuzione riflessa a causa della condizione del marito  e  la  susseguente  qualità  di  rifugiato,  per  il  che,  in  assenza  di  motivi  d'esclusione, le si dovrebbe concedere l'asilo. 5.4. Nella risposta al  ricorso,  l'UFM ha osservato che  in merito al  tipo di  attività politica esercitata del ricorrente dopo il suo arrivo in Svizzera e le  relative manifestazioni alle quali quest'ultimo avrebbe partecipato, non si  può escludere che le autorità statali siriane osservino l'attivismo di chi è in  esilio e che critica il regime in loco. Per contro, viste le numerose attività  politiche  intraprese  da  cittadini  siriani  in  esilio,  sarebbe  escluso  che  ognuno  venga  sorvegliato  ed  identificato  da  dette  autorità.  Infatti,  esse  s'interesserebbero solo ad identificare le persone di cui il comportamento  comporterebbe  una  minaccia  seria  e  reale  per  il  regime  in  loco.  Delle  attività,  come  quella  svolta  dall'insorgente,  quali  la  partecipazione  regolare a delle manifestazioni,  la distribuzione di  volantini,  nonché una  pubblicazione occasionale non  fonderebbero un pericolo per  la persona  in caso di  rientro  in Siria. Peraltro sembrerebbe che  il  ricorrente avesse  già  esercitato  delle  attività  politiche  in  Svizzera  prima  dell'inchiesta  condotta  dall'Ambasciata  in  loco,  per  il  che  le  informazioni  ottenute  avrebbero  permesso  di  concludere  che  quest'ultimo  non  sarebbe  ricercato  in  Siria.  Per  quanto  riguarda  le  pubblicazioni  su  internet,  l'autorità inferiore ha sottolineato che il succitato modo di comunicazione  sarebbe  un  mezzo  mediatico  al  quale  avrebbero  accesso  milioni  di  persone,  nonché  quotidianamente  centinaia  di  nuovi  siti  internet  sarebbero  creati.  Tenuto  conto  di  questa  realtà  sarebbe  altamente  improbabile che le autorità siriane sorveglino in maniera globale e mirata  tutti  i  documenti  apparsi  su  internet.  Per  queste  ragioni,  le  sue  attività  politiche svolte in esilio non costituirebbero una minaccia concreta in caso  di  rientro  in  patria.  Per  il  resto,  ha  rinviato  ai  considerandi  della  sua  decisione ed ha proposto la reiezione del ricorso. 5.5. Nella  decisione  di  riesame  parziale  del  6 settembre 2011,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  che,  vista  l'evoluzione  della  situazione  in  corso  di 

D­6443/2009 Pagina 13 procedura, gli  insorgenti adempiono  le condizioni per essere riconosciuti  come rifugiati. Ciononostante dei motivi d'esclusione giusta  l'art. 54 LAsi  farebbero ostacolo alla concessione dell'asilo. 5.6.  Nello  scritto  del  14 settembre 2011  con  il  quale  i  ricorrenti  hanno  espresso  la  loro  volontà  di  mantenere  il  ricorso,  gli  insorgenti  hanno  indicato che il motivo d'esclusione alla concessione dell'asilo sarebbe da  attribuire unicamente al ricorrente  in quanto sarebbe  l'unico che riunisce  dei  motivi  soggettivi  insorti  dopo  la  fuga.  Detto  comportamento  non  potrebbe pertanto essere attribuito anche alla moglie, per  il che ella non  avrebbe  motivi  di  esclusione.  Infatti,  oltre  a  motivi  sopraggiunti  antecedentemente alla fuga, ella si avvarrebbe pure di una persecuzione  riflessa e di conseguenza si dovrebbe concedere l'asilo alla ricorrente ed  ai  rispettivi  figli.  Infine,  gli  insorgenti  hanno  chiesto  di  riconoscere  la  verosimiglianza dei motivi d'asilo del marito relativi agli eventi precedenti  all'espatrio. 6.  Gli  insorgenti  sostengono  avantutto  che  la  condotta  dell'audizione  sui  motivi  d'asilo  del  ricorrente  andrebbe  ripetuta  in  quanto  l'interprete  avrebbe  manifestato  delle  difficoltà  nel  comprendere  quest'ultimo  e  l'auditore  avrebbe  avuto  un  atteggiamento  atto  a  rendere  il  ricorrente  insicuro  per  coglierlo  in  contraddizione.  Il  Tribunale  deve  quindi  preliminarmente esaminare tali censure di natura formale. A questo proposito va non di meno osservato che al ricorrente sono stati  tradotti  e  riletti  entrambi  i  verbali  d'audizione,  nonché  sottoposti  per  eventuali  correzioni.  Firmando  i  verbali,  il  ricorrente  attesta  la  loro  conformità alle sue dichiarazioni.  Inoltre,  il  rappresentante dell'istituzione  di  soccorso  che  ha  assistito  all'audizione  federale  non  ha  formulato  alcuna  osservazione  nel  senso.  Di  conseguenza,  non  vi  è  luogo  di  espletare  un'ulteriore  audizione  del  ricorrente.  Ciò  posto,  la  censura  sollevata, per essere infondata, va respinta. 7.  7.1. Per quanto attiene al merito, si osserva che la Svizzera, su domanda,  accorda asilo  ai  rifugiati  secondo  le  disposizioni  della  LAsi  (art. 2  LAsi).  L'asilo  comprende  la  protezione  e  lo  statuto  accordati  a  persone  in  Svizzera in ragione della  loro qualità di rifugiato. Esso include il diritto di  risiedere  in Svizzera. Giusta  l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati  le persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  d'ultima  residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza,  religione,  nazionalità,  appartenenza 

D­6443/2009 Pagina 14 ad un determinato gruppo sociale o per  le  loro opinioni politiche, ovvero  hanno  fondato  timore d'essere esposte a  tali pregiudizi. Sono pregiudizi  seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o  della  libertà,  nonché  le misure  che  comportano  una  pressione  psichica  insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi  di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi). A  tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare o  per  lo meno  rendere  verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  La  qualità  di  rifugiato è resa verosimile se l'autorità  la ritiene data con una probabilità  preponderante  (art. 7  cpv. 2  LAsi).  Sono  inverosimili  in  particolare  le  allegazioni  che  su  punti  importanti  sono  troppo  poco  fondate  o  contraddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei  summenzionati  disposti,  delle  dichiarazioni  determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse  abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in  modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  1993  n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere  attendibili, cioè  resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e  non suscettibili di diversa  interpretazione  (altrettanto o più verosimile), e  concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o  elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza dev'essere il frutto  d'una  valutazione  complessiva,  e  non  esclusivamente  atomizzata,  delle  singole allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il  rischio  dell'approssimazione,  ovvero  il  pericolo  di  fondare  il  giudizio  valorizzando,  contro  indiscutibili  postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr. GICRA 2005 n. 21  consid. 6.1  e  GICRA 1995 n. 23). 7.2.  Giusta  l'art. 54  LAsi,  non  è  concesso  asilo  al  richiedente  che  è  divenuto  rifugiato  ai  sensi  dell'art. 3  LAsi  soltanto  con  la  partenza  dal  Paese  d'origine  o  di  provenienza  oppure  in  ragione  del  comportamento  dopo la partenza. 8.  Questo  Tribunale  osserva  che,  come  rettamente  rilevato  dall'autorità  inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  decisive  in  materia 

D­6443/2009 Pagina 15 d'asilo  rese  dal  ricorrente  s'esauriscono  in  contraddittorie  ed  imprecise  affermazioni. Innanzitutto, per quanto riguarda i festeggiamenti della vigilia del Nawruz  del  (…) 2008  il  ricorrente  si  è  contraddetto  asserendo  in  un  primo  momento  di  aver  scorto  i  due  veicoli  appartenenti  alle  autorità  e  successivamente  di  aver  udito  degli  spari,  mentre  in  un  secondo  momento  ha  indicato  di  aver  udito  gli  spari,  di  essersi  fermato  con  l'automobile  dopodiché  ha  scorto  le  auto  delle  autorità  che  in  quel  momento sopraggiungevano (cfr. verbale 1, pag. 4 e verbale 2, pag. 4). Non  collimanti  sono  pure  le  dichiarazioni  rilasciate  circa  l'arresto  del  (…) 2008.  Durante  l'audizione  sommaria,  ha  dichiarato  di  essere  stato  arrestato sul posto di lavoro, nonché di essere stato trasportato negli uffici  del servizio di sicurezza, per poi dichiarare invece nell'audizione federale  di  essere  stato  convocato  al  posto  di  sicurezza  con  il  pretesto  di  commissionargli  un  trasporto,  quindi  si  sarebbe  recato  spontaneamente  alla  polizia  e  lì  sarebbe  stato  poi  condotto  in  una  cella  sotterranea  (cfr. verbale 1, pag. 4 e verbale 2, pagg. 7 seg.). Altresì,  oltre  a  non  sapere  fornire  ulteriori  dettagli  sulla  transazione  di  denaro avvenuta grazie all'aiuto dello zio paterno, quando in particolare è  stato  interrogato  sulla  modalità  con  la  quale  dalla  cella  abbia  potuto  contattare lo zio per informarlo dell'arresto avvenuto e della possibilità di  corrompere il funzionario della prigione, egli è rimasto vago non fornendo  alcun dettaglio e adducendo inspiegabilmente che lo zio aveva contattato  un  intermediario  che  lavorava  tra  le  autorità  e  le  persone  che  avrebbe  pagato detta persona per intervenire (cfr. verbale 2, pag. 9).  Il  ricorrente ha dichiarato poi di essere  fuggito  il  (…) 2008 a G._______  subito  dopo  aver  ricevuto  una  chiamata  di  suo  fratello  che  lo  avvisava  dell'avvenuta visita degli agenti del servizio di sicurezza alla sua dimora.  In seconda audizione ha poi aggiunto che anche  i colleghi  lo avrebbero  avvisato  della  visita  di  detti  agenti  al  posto  di  lavoro.  Queste  visite  avrebbero  finalmente convinto  il  ricorrente a  fuggire,  temendo di essere  trovato (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 9). I parenti di G._______  che lo avrebbero ospitato sarebbero stati in contatto con la sua famiglia a  F._______. Per questo motivo, egli sarebbe stato informato del fatto che  agenti  di  sicurezza  si  sarebbero  recati  a  più  riprese,  talvolta  fino  a  due  volte al giorno, a casa del ricorrente a F._______ durante il periodo in cui  si  nascondeva a G._______  (cfr.  verbale 2,  pag. 10). Nell'atto di  ricorso  ha  sostenuto  che  i  due  mesi  trascorsi  a  G._______  sarebbero  stati 

D­6443/2009 Pagina 16 necessari per organizzare il viaggio di espatrio. Come rettamente rilevato  dall'UFM, il fatto di aver fatto ritorno a casa sua a F._______, seppur per  pochissimo  tempo e con  le dovute precauzioni, non è compatibile con  il  timore  allegato  che  sarebbe  talmente  serio  da  obbligarlo  a  vivere  due  mesi  lontano dalla sua famiglia. Inoltre, due o tre giorni dopo la fuga del  marito,  la  moglie  si  sarebbe  trasferita  nella  casa  dei  di  lei  famigliari  (cfr.  verbale 2,  pag. 10).  Il  marito  ha  dunque  allegato  che  la  moglie  avrebbe  solo  ricevuto  una  visita  degli  agenti  durante  i  due  o  tre  giorni  allorquando si  trovava ancora al domicilio del  ricorrente e dunque prima  di trasferirsi dai suoi genitori (cfr. verbale 2, pag. 10). Sarebbe a dire che  gli agenti si sarebbero sempre recati a casa del  ricorrente e non a casa  dei genitori della ricorrente (cfr. verbale 1, pag. 10). Vi è modo dunque di  concludere che risulta poco logico che il ricorrente si sia recato proprio a  casa  dei  genitori  sapendo  che  detto  luogo  era  stato  a  più  riprese  controllato. Sarebbe stato invece forse più logico se il ricorrente si fosse  recato  a  casa  della  famiglia  della  moglie  in  quanto  ivi  non  sarebbero  avvenute visite nel senso. Sulla base di quanto esposto e delle contraddizioni rilevate, visto nel suo  insieme,  v'è  da  concludere  che  i  motivi  originari  a  sostegno  della  sua  domanda  d'asilo  non  possono  essere  ritenuti  rispondere  ai  criteri  di  verosimiglianza. A  titolo abbondanziale, è d'uopo constatare  l'infondatezza della censura  tendente a contestare il rapporto informativo dell'Ambasciata a Damasco.  Infatti,  risulta  che  l'insorgente  non  sarebbe  stato  ricercato  da  organi  ufficiali  del  regime.  Il  fatto  che  potrebbe  essere  ricercato  da  servizi  paralleli  e  non  legittimati  non  trova  nella  fattispecie  rilevanza  vista  la  manifesta  inverosimiglianza dei motivi a  fondamento della sua domanda  d'asilo, per il che anche contestare il rapporto d'Ambasciata può risultare  un esercizio che non giova alla sua causa. Oltracciò, occorre rilevare che  le  informazioni  ottenute  dall'Ambasciata  quo  al  viaggio  di  espatrio  sono  state confermate dal ricorrente quando fu sentito in merito. Egli ha infatti  ammesso  di  aver  lasciato  il  territorio  legalmente,  ancorché  con  un  passaporto falso, tramite l'aeroporto di Damasco. Vi è da rilevare che già  allo  stadio  della  prima  audizione  e  poi  durante  la  seconda,  l'insorgente  aveva  inventato  e  reiterato  le  circostanze  del  suo  viaggio  d'espatrio  (cfr.  verbale 1,  pag. 5  e  verbale 2,  pagg. 10  seg.).  Tale  comportamento  non può essere giustificato – come hanno sostenuto i ricorrenti nell'atto di  ricorso – con la semplice affermazione di seguire alla lettera le indicazioni  del passatore ma piuttosto con l'intenzione d'avvalorare la sua domanda  d'asilo  visto  che  una  persona  ricercata  avrebbe  avuto  come  unica 

D­6443/2009 Pagina 17 soluzione  quella  di  lasciare  il  Paese  d'origine  in  maniera  illegale.  Di  conseguenza,  si  può  partire  dal  presupposto  che  se  fosse  stato  realmente ricercato non sarebbe espatriato nel modo suesposto. In conclusione, quindi, questo Tribunale ritiene che  l'UFM ha rettamente  ritenuto che le dichiarazioni del ricorrente non soddisfano le condizioni di  verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi. Ne  consegue  che  sul  punto  di  questione  dell'asilo  a  titolo  originario  relativo a A._______ il ricorso, non merita tutela e la decisione impugnata  va confermata. 9.  L'UFM  ha  riconosciuto  la  qualità  di  rifugiato  a  A._______  per  motivi  soggettivi  insorti  dopo  la  fuga,  ovvero  per  le  attività  politiche  svolte  in  Svizzera.  Implicitamente, è stata estesa  la sua qualità di  rifugiato a sua  moglie giusta l'art. 51 cpv. 1 LAsi.  Giusta  l'art.  37 dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa a questioni  procedurali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1,  RS  142.311]),  l'inclusione  nella  qualità  di  rifugiato  di  un  coniuge,  di  un  partner  registrato  o  di  un  genitore  giusta  l'art. 51 cpv. 1 LAsi avviene soltanto se, in applicazione dell'art. 5 LAsi, è  stato stabilito che la persona interessata non otterrebbe da sola la qualità  di  rifugiato giusta  l'art. 3 LAsi  (cfr. anche art. 5 OAsi 1; WALTER STÖCKLI,  Asyl,  in  Übersax/Rudin/Hugi/Yar/Geiser  [Hrsg.],  Ausländerrecht,  2ª ed.,  Basilea 2009, n. 11.19 e 11.22, pagg. 532 segg.). Occorre dunque esaminare se la ricorrente ha dei motivi a sostegno della  sua domanda d'asilo. 9.1. Quo ai motivi  personali  allegati,  ella  ha  indicato  a  più  riprese  nelle  audizioni  di  non  avere  motivi  propri  (cfr.  verbale 1,  pag. 4  e  verbale 2,  pag. 4). Ha  indicato che  i  suoi motivi d'asilo derivano strettamente dalle  attività  allegate  dal  marito.  Queste,  come  visto  sopra,  risultano  inverosimili. Nondimeno  nell'atto  di  ricorso,  la  ricorrente  è  dell'opinione  che  sarebbe  stata arrestata ed interrogata a causa della situazione del marito. Ora,  ritenuta  l'inverosimiglianza  dei  motivi  esposti  precedentemente  a  fondamento della domanda d'asilo di suo marito  (cfr. consid. 8), anche  i  suoi  di  lei  non  possono  trovare  diverso  apprezzamento.  Lei  stessa  ha  peraltro  fornito  divergenti  versioni  sulle  date  delle  differenti  visite  delle 

D­6443/2009 Pagina 18 autorità  siriane  alla  sua  dimora,  indicando  nella  prima  audizione  che  in  tutto gli  agenti del  servizio di  sicurezza si  sarebbero  recati  tre volte alla  loro dimora (cfr. verbale 1, pag. 5), per poi indicare in un secondo tempo  che  le visite sarebbero state solo due, contraddicendosi pure sulle date.  Nella  prima  audizione  ha  indicato  che  quattro  o  cinque  giorni  dopo  l'arresto  del  marito,  ossia  il  (…)  o  il  (…) 2008,  le  autorità  sarebbero  venute a casa a cercarlo. Dopo questa visita le autorità sarebbero tornate  ancora  due  volte  (cfr.  verbale 1,  pag. 4).  In  occasione  di  una  di  queste  due  successive  visite  ella  sarebbe  stata  arrestata  in  compagnia  di  suo  cognato.  Detto  fatto  sarebbe  accaduto  due  giorni  dopo  la  prima  visita,  ossia  il  (…) 2008 o  il  (…) 2008 (cfr. verbale 1, pag. 5). Non vi è dunque  traccia di quando sia avvenuta la terza visita considerato che la ricorrente  ha indicato che dopo l'arresto si sarebbe trasferita a casa dei suoi genitori  (cfr.  verbale 1,  pag. 5).  In  sede  di  seconda  audizione  ella  ha  ricordato  esattamente  la  data  della  prima  visita  degli  agenti  collocandola  il  (…) 2008 ed  indicando che vi  sarebbe stata  solo un'altra  visita – quella  che avrebbe fatto scaturire il suo arresto – e non altre due (cfr. verbale 2,  pag. 4). Inoltre, nell'audizione federale non è riuscita ad indicare il giorno  del  suo  arresto  indicando  in  modo  approssimativo  di  essere  stata  arrestata nel mese di (…), precisando poi in seguito che avrebbe dovuto  trattarsi  del  (…) 2008,  non  essendo  poi  stata  in  grado  di  situarlo  al  mattino o al pomeriggio o di sera (cfr. verbale 2, pag. 3 e 5). Non è quindi  un  argomento  attendibile  indicare  che  le  contraddizioni  rilevate  e  la  mancanza  di  dettagli  siano  causa  dell'analfabetismo  della  moglie.  V'è  invece  da  credere  che  le  contraddizioni  evidenziate  e  la  mancanza  di  dettagli  di  un  fatto  rilevante  come per  esempio  l'arresto,  siano  piuttosto  qualcosa  di  non  vissuto  e  pertanto  insufficiente  a  convincere  che  deve  pronunciarsi sulla domanda d'asilo degli insorgenti. Sulla  base  di  quanto  precede,  questo  Tribunale  ritiene  che  l'UFM  ha  giustamente  ritenuto che  le dichiarazioni della  ricorrente non soddisfano  le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi. Ne  consegue  che  sul  punto  di  questione  dell'asilo  a  titolo  originario  relativo a B._______ il ricorso, non merita tutela e la decisione impugnata  va confermata. 9.2.  Potendosi  escludere  per  la  moglie  dei  motivi  d'asilo  prima  dell'espatrio,  a  questo  Tribunale  non  resta  che  analizzare  se  alla  ricorrente debbano essere riconosciuti dei motivi oggettivi  insorti dopo la  fuga.

D­6443/2009 Pagina 19 In casu, né  la moglie né  i  figli,  i quali non hanno motivi d'asilo personali  (cfr.  in  particolare  A.b,  in  relazione  con  il  consid. 9.1),  non  hanno  reso  altamente verosimile, in caso di ritorno in Siria, di rischiare di subire una  persecuzione  riflessa,  ai  sensi  dell'art. 3  LAsi  a  causa  delle  attività  politiche effettuate in esilio da suo marito. Quest'ultima non ha apportato  alcun elemento che possa permettere di sostenere  l'esistenza di un  tale  rischio. Di conseguenza, vista  l'inverosimiglianza dei  loro motivi originari  d'asilo  e  l'assenza  di  qualsivoglia  elemento  tendente  a  corroborare  un  timore fondato di una futura persecuzione riflessa, la qualità di rifugiato le  è riconosciuta solo a titolo derivato. Ne  consegue  pertanto  che  ella  non  si  può  prevalere  di motivi  oggettivi  insorti dopo la fuga e l'asilo non le può essere concesso. Pertanto,  anche  sul  punto  di  questione  della  concessione  dell'asilo  alla  moglie per motivi oggettivi insorti dopo la fuga, il ricorso non merita tutela  e detta censura va respinta. 10.  Se respinge  la domanda d'asilo o non entra nel merito,  l'Ufficio  federale  pronuncia,  di  norma,  l'allontanamento  dalla  Svizzera  e  ne  ordina  l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44  cpv. 1 LAsi). Gli  insorgenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 OAsi 1; DTAF  2009/50 consid. 9). Pertanto,  anche  sul  punto  di  questione  della  pronuncia  dell'allontanamento  il  ricorso non merita  tutela e  la decisione  impugnata  va confermata. 11.  Ne  discende  che  l'UFM  con  la  decisione  impugnata  e  la  decisione  di  riesame  parziale  non  ha  violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere d'apprezzamento; l'autorità di prime cure non ha accertato in modo  inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione  non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso, nella misura  in cui  non  è  divenuto  senza  oggetto  a  seguito  della  decisione  dell'UFM  del  6 settembre 2011,  deve  essere  respinto  limitatamente  alla  concessione  dell'asilo ed alla pronuncia dell'allontanamento.

D­6443/2009 Pagina 20 12.  12.1. Visto  l'esito della procedura che vede  i  ricorrenti soccombere sulla  questione  della  concessione  dell'asilo  e  della  pronuncia  dell'allontanamento, le spese processuali ridotte sono poste a loro carico  (art. 63 PA cpv. 1 e 5 nonché art. 3  lett. b del  regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21 febbraio 2008  [TS­TAF,  RS 173.320.2]).  In  casu,  non  essendo  state  le  conclusioni  al  momento  dell'inoltro  del  gravame  sprovviste di possibilità di esito  favorevole e considerato che sulla base  delle  circostanze  del  caso  d'ispecie  si  può  concludere  allo  stato  d'indigenza senza ulteriori accertamenti,  v'è  luogo di accogliere  l'istanza  di  assistenza  giudiziaria  nel  senso  della  dispensa  dal  pagamento  delle  spese di giustizia. 12.2. Quo  alla  domanda  di  accordo  del  gratuito  patrocinio,  affinché  ad  una  persona  priva  dei  necessari  mezzi  sia  riconosciuto  il  gratuito  patrocinio  occorre,  secondo  l'art. 29  cpv. 3  della  Costituzione  federale  della Confederazione Svizzera del  18 aprile 1999  (Cost., RS 101),  che  i  suoi  interessi  siano  colpiti  in  misura  importante  e  che  il  caso  presenti  difficoltà  tali,  dal  profilo  fattuale  e  da  quello  giuridico,  da  rendere  necessaria  l'assistenza di un avvocato (cfr. DTF 130  I 180 consid. 2.2 e  DTF 128 I 225 consid. 2.5.2 e giurisprudenza ivi citata). Nel caso di specie, la causa non presenta difficoltà in fatto ed in diritto tali  da  necessitare  l'intervento  di  un  avvocato,  conto  tenuto  anche  del  fatto  che  la  procedura  dinanzi  al  Tribunale,  seppure  in  misura  attenuata,  è  retta  dal  principio  inquisitorio.  Di  conseguenza,  visto  inoltre  l'esito  della  procedura, non sono adempite  le condizioni cui all'art. 65 cpv. 2 PA e  la  domanda di accordo del gratuito patrocinio è respinta. 12.3. Giusta l'art. 64 PA, l'autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto  o  in  parte,  può,  d'ufficio  o  a  domanda,  assegnare  al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese  indispensabili  e  relativamente  elevate  che  ha  sopportato.  Se  la  parte  vince  solo  parzialmente,  le  spese  ripetibili  sono  ridotte  in  proporzione  (art. 7  cpv. 2  TS­TAF).  L'indennità  per  spese  ripetibili,  in  assenza  di  una  nota  particolareggiata,  è  fissata  d'ufficio  dal  Tribunale  sulla  base  degli  atti  di  causa  in  CHF  1'200.–  (art. 16  cpv. 1  lett. a LTAF nonché art. 14 cpv. 2 TS­TAF). 13.  La presente decisione non concerne persone contro  le quali è pendente  una  domanda  d’estradizione  presentata  dallo  Stato  che  hanno 

D­6443/2009 Pagina 21 abbandonato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto nella misura in cui non è divenuto privo d'oggetto. 2.  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  accolta.  Non  si  prelevano  spese  processuali. 3.  La domanda di accordo del gratuito patrocinio è respinta. 4.  L'UFM rifonderà ai ricorrenti CHF 1'200.– a titolo di spese ripetibili. 5.  Questa  sentenza  è  comunicata  ai  ricorrenti,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il presidente del collegio: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione:

D-6443/2009 — Bundesverwaltungsgericht 08.02.2012 D-6443/2009 — Swissrulings