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Bundesverwaltungsgericht 09.11.2011 D-5993/2011

9. November 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,104 Wörter·~6 min·2

Zusammenfassung

Asilo (non entrata nel merito / nuova procedura d'asilo per la Svizzera) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 27 ottobre 2011

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5993/2011 Sen tenza   d e l   9   n o v emb r e   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Kurt Gysi;  cancelliere Bruno D'Amaro. Parti A._______, nato il (…), Nigeria,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 27 ottobre 2011 / N […].

D­5993/2011 Pagina 2 Visto: la  prima  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  16 ottobre 2010 in Svizzera; la  decisione  del  9 novembre 2010  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito: UFM),  notificata  all'interessato  il  giorno  stesso,  peraltro mai  impugnata e quindi cresciuta in giudicato, con la quale detto Ufficio non è  entrato  nel  merito  della  prima  domanda  d'asilo  del  richiedente  in  applicazione  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31)  ed  ha  ordinato  l'allontanamento  dalla  Svizzera e la relativa esecuzione, siccome lecita, esigibile e possibile; la comunicazione delle autorità del canton B._______ del 3 maggio 2011  secondo la quale il richiedente si è reso irreperibile dal 19 aprile 2011;  la  seconda  domanda  d'asilo  che  il  richiedente  ha  presentato  in  data  14 ottobre 2011 in Svizzera; i  verbali  dell'audizione  sulle  generalità  (di  seguito:  verbale  1)  e  dell'audizione in virtù del diritto di essere sentito in merito all'applicazione  dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi (di seguito: verbale 2), entrambe avvenute in  data 27 ottobre 2011; il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  27 ottobre 2011,  notificata  all'interessato  il  giorno  stesso  (cfr.  risultanze  processuali),  con  la  quale  detto Ufficio non è entrato nel merito della seconda domanda d'asilo del  richiedente  in applicazione dell'art. 32 cpv. 2  lett. e LAsi, pronunciando  il  suo  allontanamento  dalla  Svizzera,  rispettivamente  l'esecuzione  di  tale  misura siccome lecita, esigibile e possibile; il  ricorso  del  31 ottobre 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 2 novembre 2011) dell'insorgente; l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale amministrativo federale  (di seguito: il Tribunale) il 3 novembre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

D­5993/2011 Pagina 3 e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla  legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo  federale   (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS 173.110),  in quanto  la  legge del 26 giugno 1998 sull'asilo  (LAsi, RS  142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che quando è chiamato a pronunciarsi su un ricorso contro una decisione  di non entrata nel merito su una domanda d'asilo, il Tribunale si limita ad  esaminare  la  fondatezza  di  una  tale  decisione  (cfr.  DTAF  2007/8  consid. 2.1., pag. 73);

D­5993/2011 Pagina 4 che, nell'ambito dell'audizione sulle generalità,  l'interessato ha dichiarato  di  essere  cittadino  nigeriano  di  etnia  igbo  e  religione  cattolica  romana,  nato  e  con  ultimo  domicilio  in  Nigeria  a  C._______  (cfr.  verbale  1,  pagg. 3 seg.); che  il  ricorrente  ha  chiaramente  affermato  di  non  essere  rientrato  nel  proprio Paese  d'origine  dopo  la  conclusione  infruttuosa  della  sua  prima  procedura  d'asilo  (cfr.  verbale 2,  pag. 1),  ma  bensì  di  aver  lasciato  la  Svizzera nel marzo 2011 e di essere partito per D._______ (Italia), dove  avrebbe  soggiornato  presso  un  amico,  fino  a  quando,  in  ottobre  2011,  avrebbe  deciso  di  ritornare  in  Svizzera  per  inoltrare  una  seconda  domanda d'asilo (cfr. verbale 1, pag. 6);  che  l'interessato  ha  dichiarato  altresì  che  i motivi  d'asilo  della  presente  domanda  d'asilo  sono  uguali  a  quelli  che  aveva  già  fatto  valere  in  occasione  della  sua  prima  domanda  (cfr.  verbale 1,  pag. 6  e  verbale 2,  pag. 1); che,  nella  decisione  del  27 ottobre 2011,  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  la  precedente  procedura  d'asilo  sarebbe  definitivamente  conclusa e che i fatti addotti dal richiedente nella presente procedura non  sarebbero  propri  a motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione della protezione provvisoria; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  la  sua  esecuzione verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; che, nel ricorso, l'insorgente fa valere che, l'UFM avrebbe avuto l'obbligo  di  esaminare materialmente  la  sua  richiesta  d'asilo  visti  gli  evidenti  fatti  nuovi  di  rilievo;  che,  infatti,  egli  durante  il  suo  soggiorno  a  D._______  (Italia) avrebbe incontrato un ex compagno di scuola, il quale lo avrebbe  informato  circa  il  fatto  di  essere  tutt'ora perseguito  da gente  la  quale  lo  vorrebbe uccidere; che  temendo di poter essere rintracciato, sia  in  Italia  che  in  Nigeria,  egli  avrebbe  fatto  ritorno  in  Svizzera;  che,  per  conseguenza,  i  suoi  motivi  d'asilo  risulterebbero  oltre  che  gravi  anche  attuali, in quanto la sua vita in Nigeria – tra l'altro a causa di accuse a suo  carico nel suo Paese d'origine – sarebbe esposta ad un grave pericolo; che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti 

D­5993/2011 Pagina 5 all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento di un anticipo a copertura delle presunte spese processuali;  che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda d'asilo  se  il  richiedente è già  stato oggetto  in Svizzera di  una  procedura  d'asilo  terminata  con  decisione  negativa  o  se,  mentre  era  pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di  provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  vi  siano  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti per la concessione della protezione provvisoria; che,  preliminarmente,  il  Tribunale  osserva  che  la  precedente  procedura  d'asilo si è definitivamente conclusa  il 24 novembre 2010 con  la crescita  in  giudicato  della  decisione dell'UFM del  9 novembre 2010,  non avendo  l'interessato interposto ricorso contro la menzionata decisione notificatagli  il 12 novembre 2011; che, in casu, codesto Tribunale rileva che l'insorgente non ha presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata  decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. e LAsi); che,  infatti,  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo,  s'esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento litigioso, cui può essere rimandato;  che, segnatamente,  il  ricorrente ha confermato  le allegazioni della prima  procedura d'asilo, dichiarando che  i suoi motivi d'asilo sarebbero rimasti   esattamente  gli  stessi  della  prima  procedura  d'asilo  (cfr.  verbale  1,  pag. 6) e riguarderebbero sempre il suo vecchio problema – già ritenuto  inverosimile  a  conclusione della  prima procedura  –  e meglio  per  il  fatto  che, a suo dire, sarebbe  ricercato dalle autorità del suo paese per aver  partecipato ad un omicidio di un'esponente politico  in Nigeria di  cui egli  non avrebbe fatto parte  in quanto si sarebbe distanziato dagli attentatori  prima  dell'omicidio  (cfr.  decisione  del  UFM  del  9  novembre  2010,  pag.  2);  che  considerata  la  crescita  in  giudicato  della  prima  decisione  dell'UFM circa l'inverosimiglianza dei suoi motivi d'asilo, non vi è modo di 

D­5993/2011 Pagina 6 ritenere  l'improvvisa verosimiglianza di questi ultimi mediante ai  fatti non  corroborati in merito all'uccisione dell'esponente politico;  che  quindi  non  soccorrono  di  certo  il  ricorrente  le  generiche  censure  ricorsuali illustrate poc'anzi; che, alla  luce di quanto evocato v'è dunque  ragione di concludere che  i  motivi  fatti  valere  dall'insorgente  nell'ambito  della  procedura  in  esame  sono  inverosimili  e  rasentano  l'abuso  processuale,  nonché,  in  tutta  evidenza, non costituiscono di per sé, un  indizio proprio a giustificare  la  qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per la  concessione  della  protezione  provvisoria  ai  sensi  della  giurisprudenza  (cfr. DTAF 2009/53 consid. 4.2 pag. 769 e i relativi riferimenti); che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti  nuovamente  addotti  dal  ricorrente  nella  presente  procedura  d'asilo,  non  sono  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione della protezione provvisoria; che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito  il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela  e la decisione impugnata va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinan­ za 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1,  RS 142.311]);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20);  che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione  federale della Confederazione Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari 

D­5993/2011 Pagina 7 all'art. 3 della convenzione del 4 novembre 1950 per  la salvaguardia dei  diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3  della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105);  che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  è  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane,  celibe, non ha figli e sembra di godere di un'ottima formazione scolastica,  poiché  avrebbe  terminato  una  scuola  superiore  e  sarebbe  tutt'ora  studente; che, durante gli studi avrebbe anche  lavorato come elettricista  in  Nigeria  (cfr.  verbale  del  26  ottobre  2010  della  prima  procedura  d'asilo,  pag. 3); che, inoltre, nonostante egli non abbia indicato di avere una rete  famigliare  –  siccome  i  genitori,  fratelli  e  sorelle  sarebbero  tutti  già  deceduti salvo uno zio paterno  il quale vivrebbe  in Nigeria a E._______  (cfr. verbale 1. pagg. 4 seg.) – essendovi nato e cresciuto in Nigeria, non  vi è motivo di ritenere che egli non disponga in patria almeno di una rete  sociale; che,  in  aggiunta,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24) senza che da un  esame  d'ufficio  degli  atti  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in  Svizzera per motivi medici; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che il ricorrente, usando della necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 

D­5993/2011 Pagina 8 (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente esigibile e possibile; che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata; che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha  accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed  inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso  va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese  processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del  regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente) 

D­5993/2011 Pagina 9 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza.  3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Bruno D'Amaro Data di spedizione:

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