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Bundesverwaltungsgericht 07.02.2012 D-515/2012

7. Februar 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,015 Wörter·~5 min·2

Zusammenfassung

Asilo (non entrata nel merito / nuova procedura d'asilo per la Svizzera) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 26 gennaio 2012

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­515/2012 Sen tenza   d e l   7   f e bb raio   2012 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias B._______, nato il (…), alias C._______, nato il (…), Iraq, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 26 gennaio 2012 / N […].

D­515/2012 Pagina 2 Visto: la  prima  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  2 dicembre 2010 in Svizzera; la  decisione  dell'8 marzo 2011  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito:  UFM)  con  la  quale  detto  Ufficio  non  è  entrato  nel merito  della  menzionata  domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31)  ed  ha  ordinato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile; la decisione di stralcio del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il  Tribunale) del 31 maggio 2011 (D­1675/2011) che ha stralciato dai ruoli il  ricorso inoltrato dal ricorrente a causa della sua irreperibilità; la seconda domanda d'asilo che  il  richiedente ha presentato  in Svizzera  in data 10 gennaio 2012; il  verbale  d'audizione  sulle  generalità  del  26 gennaio 2012  (di  seguito:  verbale 1) ed il verbale dello stesso giorno in occasione del quale è stato  concesso  all'interessato  il  diritto  di  essere  sentito  in  merito  all'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi (di seguito: verbale 2); la  decisione  del  26 gennaio 2012  dell'UFM,  notificata  al  richiedente  il  27 gennaio 2012 (cfr. avviso di notifica e di ricevuta [act. B 13/1]), con la  quale  detto  Ufficio  non  è  entrato  nel  merito  della  seconda  domanda  d'asilo  dell'interessato  in  applicazione  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  pronunciando  il  suo  allontanamento  dalla  Svizzera,  rispettivamente  l'esecuzione di tale misura siccome lecita, esigibile e possibile; il  ricorso  del  27 gennaio 2012  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 30 gennaio 2011); l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale il 31 gennaio 2012; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

D­515/2012 Pagina 3 e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che, nell'ambito dell'audizione sulle generalità, il richiedente ha indicato di  essere cittadino iracheno di etnia curda, nato in Siria e trasferitosi in Iraq  a  D._______  con  la  famiglia  nel  1999,  dove  vi  avrebbe  vissuto  fino  all'espatrio,  avvenuto  nel  novembre  del  2010  (cfr.  verbale 1,  pagg. 3  seg.);

D­515/2012 Pagina 4 che,  nella  decisione  del  26 gennaio 2012,  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  la  precedente  procedura  d'asilo  sarebbe  definitivamente  conclusa  e  che  dall'altro  lato  egli  non  avrebbe  addotto  nuovi  fatti  ripetendo  che  i  suoi  motivi  d'asilo  sarebbero  stati  gli  stessi  esposti  durante la prima procedura e che non se ne sarebbero aggiunti di nuovi;  che, inoltre, tali motivi sarebbero stati già ritenuti irrilevanti durante la sua  prima procedura d'asilo;  che, pertanto,  i  fatti  addotti  dall'interessato non  sarebbero  propri  a motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione della protezione provvisoria; che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  la  sua  esecuzione  verso  una  delle  tre  province  nord­irachene  siccome  lecita,  esigibile  e  possibile;  che  ha,  altresì,  fissato  un  emolumento,  giusta  l'art. 17b cpv. 4 LAsi, di CHF 600.– a carico del richiedente; che, nel  ricorso,  l'insorgente ha  indicato che  il suo allontanamento deve  essere  considerato  come  ragionevolmente  inesigibile;  che  quale  curdo  proveniente da D._______ potrebbe divenire oggetto di  violenze di ogni  tipo e di omicidio; che, infatti, egli ribadisce di provenire da D._______ e  non dal Kurdistan iracheno, come erroneamente avrebbe ritenuto l'UFM;  che,  vista  la  sua  reale  provenienza  da  D._______,  l'esecuzione  dell'allontanamento in Iraq dovrebbe pertanto risultare inesigibile;  che, altresì, egli  censura  la messa a suo carico dell'emolumento  fissato  dall'UFM per la sua decisione; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione  impugnata e  la concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria  nel  senso  della  dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo; che,  preliminarmente,  il  Tribunale  osserva  che,  non  essendo  stata  impugnata la decisione dell'UFM né sul punto della non entrata nel merito  della  domanda  d'asilo,  né  circa  la  pronuncia  dell'allontanamento  (cfr.  ricorso,  pagg. 2  seg.),  oggetto  del  litigio  in  questa  sede  risulta  pertanto  essere  esclusivamente  la  decisione  riguardante  l'esecuzione  dell'allontanamento; che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della  legge  federale  sugli  stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS 142.20), 

D­515/2012 Pagina 5 giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83 cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che, sia nella prima procedura, che nella presente, il ricorrente ha sempre  indicato di provenire da D._______; che, come risulta dalla tavole processuali,  il ricorrente è stato sottoposto  durante  la  prima  procedura  all'esame  LINGUA  (per  la  precisione  a  due  esami,  di  cui  il  primo  fu  interrotto)  il  quale,  nonostante  la  reticenza  dell'insorgente  nel  collaborare,  hanno  dato  sufficienti  elementi  all'esaminatore per riuscire a determinare che la sua socializzazione è da  collocare  nel  Kurdistan  iracheno,  segnatamente  a  E._______  nella  provincia di Dohuk (act. A 22/11, pag. 8); che,  tuttavia,  nell'atto  di  ricorso  egli  si  è  limitato  a  reiterare  le  stesse  allegazioni, senza ulteriormente sostanziarle con qualsivoglia elemento di  prova, scadendo quindi in stereotipate allegazioni (cfr. ricorso, pag. 2); che vi è dunque ragione di credere che il ricorrente, non avendo tra l'altro  a  tuttora  consegnato  un  documento  d'identità,  celi  la  sua  regione  di  provenienza; che, pertanto, dalle  tavole processuali non si evincono ulteriori elementi  da  non  poter  sostenere  che  egli  non  provenga  effettivamente  dal  nord  dell'Iraq e segnatamente da E._______; che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  nel  nord  dell'Iraq  possa  violare  l'art. 25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost., RS 101),  l'art. 33  della Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  CEDU  o  all'art. 3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicembre 1984  (Conv. tortura, RS 0.105); che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

D­515/2012 Pagina 6 che,  in  aggiunta,  la  situazione  vigente nel  nord dell'Iraq  (Dohuk, Erbil  e  Suleimaniya)  non  risulta,  al  momento,  caratterizzata  da  violenza  generalizzata  ed  il  contesto  politico  non  appare  talmente  teso  da  considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile;  che,  segnatamente,  lo  stato  di  sicurezza  sembra  più  stabile  ed  equilibrato  rispetto al resto del Paese, come pure la situazione dei diritti dell'uomo la  quale appare migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; che,  inoltre,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre  province  curde  è  esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati,  in buona salute e  giovani,  a  condizione  che  la  persona  interessata  sia  originaria  della  regione  o  vi  abbia  vissuto  un  lungo  periodo  e  disponga  di  una  rete  sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  oppure  relazioni  con i partiti al potere (cfr. DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e  7.5.8); che,  ritenuta  l'inverosimiglianza  del  suo  racconto  nella  prima  procedura  d'asilo,  si  può  dunque  presumere  che  avendo  vissuto  dieci  anni  nel  Paese d'origine egli abbia una discreta rete sociale come una buona rete  familiare  avendo  allegato  che  entrambi  i  genitori,  i  due  fratelli  e  le  due  sorelle vivono ancora nel Paese d'origine (cfr. verbale 1, pag. 4 seg.); che  egli è giovane e celibe (cfr. verbale 1, pag. 3); che,  in  aggiunta,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24) senza che da un  esame  d'ufficio  degli  atti  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in  Svizzera per motivi medici; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44  cpv. 2  LAsi);  che  l'insorgente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente esigibile e possibile;

D­515/2012 Pagina 7 che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata; che,  a  titolo  abbondanziale,  il  Tribunale  osserva  che,  giusta  l'art. 17b  cpv. 4 LAsi,  se una persona presenta una nuova domanda d'asilo dopo  che  la  procedura  d'asilo  e  d'allontanamento  nei  suoi  confronti  è  stata  chiusa con decisione passata in giudicato, a richiesta l'UFM esonera dal  pagamento  delle  spese  procedurali  il  richiedente  indigente  la  cui  domanda  non  sembri  a  priori  destinata  all'insuccesso,  eccetto  che  il  richiedente  non  sia  ritornato  in  Svizzera  dallo  Stato  d'origine  o  di  provenienza; che, ciò posto, non soccorre il ricorrente contestare l'emolumento fissato  giustamente dall'UFM, per il che la censura va deserta; che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha  accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed  inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso  va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese  processuali è divenuta senza oggetto; che  essendo  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito  favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa  dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63  cpv. 1  e  5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);

D­515/2012 Pagina 8 che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente)

D­515/2012 Pagina 9 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico della ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione:

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