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Bundesverwaltungsgericht 14.09.2011 D-4941/2011

14. September 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,482 Wörter·~7 min·1

Zusammenfassung

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 5 settembre 2011

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­4941/2011 Sen tenza   d e l   1 4   sett emb r e   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Bruno Huber; cancelliere Carlo Monti. Parti A._______, nato il (…), Nigeria, alias B._______, nato il (…), Liberia, ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 5 settembre 2011 / N […].

D­4941/2011 Pagina 2 Visto: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 5 luglio 2011 in  Svizzera; l'audizione  del  20 luglio 2011  (di  seguito:  verbale 1),  in  occasione  della  quale all'interessato, tra l'altro, è stato letto e tradotto il documento che lo  ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48 ore,  un  documento  d'identità  o  di  viaggio,  con  la  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna  e  in  assenza  di  motivi  scusabili,  non  si  entra  nel  merito della sua domanda d'asilo; il verbale d'audizione del 5 settembre 2011 (di seguito: verbale 2); il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  5 settembre 2011,  notificato  all'interessato il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali); il  ricorso del  7 settembre 2011  (cfr.  timbro del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 8 settembre 2011); l'incarto  originale  dell'UFM  trasmesso  a  codesto  Tribunale  in  data  8 settembre 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art. 32  LTAF,  il  Tribunale  amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), in virtù dell'art. 31 LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5  PA  prese  dalle  autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

D­4941/2011 Pagina 3 che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  nigeriano  e  liberiano,  nato  e  con  ultimo  domicilio  in  Nigeria a C._______ (cfr. verbale 1, pag. 1); che  il  richiedente,  dopo  un  primo  viaggio  d'espatrio  verso  il  Belgio  e  la  decisione negativa delle autorità belghe relativa alla sua domanda d'asilo  nel  2005  e  brevi  soggiorni  tra  Francia  e  Italia,  avrebbe  fatto  ritorno  in  Nigeria  a  C._______  (cfr.  verbale 1,  pagg. 3  seg.);  che,  sarebbe  nuovamente espatriato a causa della guerra (cfr. verbale 1, pag. 7); che,  da D._______ via mare avrebbe raggiunto E._______ (Italia); che, da qui  avrebbe preso un  treno, via F._______, per G._______  (Svizzera) dove  ha depositato la propria domanda d'asilo (cfr. verbale 1, pag. 8); che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il  ricorrente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in materia  d'asilo  alcun documento d'identità o di viaggio valevole ai sensi dell'art. 1a lett. b  e  c  dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che, dall'altro lato, detto Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32  cpv. 3  LAsi  sarebbe realizzata nel caso di specie;

D­4941/2011 Pagina 4 che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  e  contestualmente  ha pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha,  per  ciò  che  concerne  la  mancata  consegna di documenti  d'identità,  riconfermato quanto già affermato nei  verbali  d'audizione;  che,  infatti,  egli  ribadisce  d'aver  posseduto  sia  il  passaporto  liberiano,  sia  quello  nigeriano;  che,  il  passaporto  nigeriano  sarebbe stato perso in Belgio nel 2005 e quello nigeriano sarebbe rimasto  in Nigeria  a C._______  (cfr.  ricorso,  pag. 2);  che,  per  quanto  riguarda  i  suoi  motivi  d'asilo,  ha  allegato  in  maniera  generale  che  sarebbe  stato  costretto  a  fuggire  a  causa  della  guerra  a  C._______  (Nigeria)  e  che  avrebbe  bisogno  della  protezione  della  Svizzera;  che  la  situazione  in  Nigeria  continuerebbe  a  peggiorare  e  pertanto  non  sarebbe  da  considerarsi  sicura;  che,  dunque,  egli  ritiene  che  si  dovrebbe  assodare  l'inesigibilità dell'esecuzione del suo allontanamento dalla Svizzera; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, l'annullamento della decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito,  subordinatamente,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  delle  presunte  spese  processuali; che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  d'una  domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di  viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che,  secondo  l'art. 32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett. a  non  si  applica  se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48 ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7 LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare  la qualità di  rifugiato o  l'esistenza d'un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c); che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in  particolare  della  sua 

D­4941/2011 Pagina 5 cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5); che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6); che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente,  a  distanza  di  oltre  due mesi  dalla  presentazione  della  domanda  d'asilo,  non  ha  esibito  alcun  documento  che adempia i citati criteri; che, per di più, egli ha dichiarato che in occasione del suo primo viaggio  d'espatrio  avrebbe  viaggiato  con  il  passaporto  liberiano  che  avrebbe  perso  nel  2005  in  Belgio  (cfr.  verbale 1,  pag. 3  e  ricorso,  pag. 2);  che,  durante la prima procedura d'asilo svoltasi  in Belgio, egli avrebbe fornito  un'identità diversa da quella annunciata per  l'attuale procedura d'asilo  in  Svizzera,  nonché  B._______  nato  il  (…)  cittadino  liberiano;  che  nell'attuale procedura egli si è identificato con le stesse generalità ma con  una  diversa  data  di  nascita  e  nazionalità,  nonché  (…)  e  cittadino  nigeriano; che, interrogato su quale sia la sua effettiva data di nascita egli  ha, una prima volta, grossolanamente asserito che userebbe entrambe le  identità per poi dichiarare che l'identità fornita in Svizzera sarebbe quella  vera  (cfr. verbale 1, pag. 3); che, durante  la seconda audizione egli si è  contraddetto  indicando  che  l'unico  documento  d'identità  che  abbia  posseduto  in  vita  sua  sarebbe  il  passaporto  nigeriano  (cfr.  verbale 2,  pag. 2);  che,  interrogato  su  detta  contraddizione  egli  ha  semplicemente  indicato  di  avere  due  identità  e  che  il  suo  primo  passaporto  era  quello  liberiano (cfr. verbale 1, pag. 3); che, alla domanda di cosa avrebbe fatto  per  procurarsi  i  documenti  d'identità  o  di  viaggio  dopo  essere  venuto  a  conoscenza  dell'incombenza  di  dover  fornirne  uno  nelle  48 ore  dopo  l'inoltro della domanda d'asilo, egli ha dichiarato di non aver fatto nulla in  quanto  non  avrebbe  la  possibilità  di  ottenere  il  suo  passaporto  (cfr.  verbale 2, pag. 2); che, oltre a ciò,  interrogato sul proprio  viaggio, egli  ha dichiarato d'aver  lasciato la Nigeria, senza possedere alcun documento d'identità e senza  mai essere controllato, alla fine del mese d'aprile del 2011 recandosi via  mare  da  D._______  a  E._______  (Italia);  che  avrebbe  raggiunto  E._______ il 3 luglio 2011 per poi giungere il 5 luglio 2011 per mezzo del  treno  in  Svizzera  a  G._______  (verbale 1,  pag. 8);  che,  in  seconda  audizione, egli ha dichiarato che durante i mesi di navigazione si sarebbe 

D­4941/2011 Pagina 6 nutrito  di  latte  e  biscotti  che  avrebbe  portato  con  sé  (cfr.  verbale 2,  pag. 6);  che  per  questo  Tribunale  la  argomentazioni  come  quelle  addotte  appaiono  tutte verosimilmente  inattendibili,  tanto da poter escludere che  l'insorgente  abbia  potuto  viaggiare  nelle  circostanze  descritte;  che  è  in  particolare poco credibile che il ricorrente abbia avuto abbastanza scorta  di  latte  e  biscotti  per  sopravvivere  allorquando  il  viaggio  in  questione,  secondo le sue dichiarazioni, sarebbe durato più di due mesi; che,  vista  la  genericità  delle  circostanze  del  viaggio  d'espatrio  nonché  l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette dichiarazioni del ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  Tribunale  ha  ragione  di  concludere che il ricorrente dissimuli i propri documenti per i bisogni della  causa; che, di conseguenza, non avendo né esibito alcun documento d'identità,  né  fornito  una  valida  giustificazione  per  la  mancata  produzione  degli  stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente non è applicabile; che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  della  seconda  eccezione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché  all'audizione,  è  accertata  la  qualità  di  rifugiato del richiedente; che  con  la  modifica  della  LAsi  del  16 dicembre 2005,  il  legislatore  ha  introdotto  con  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  nonché  cpv. 3  LAsi  una  procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno  della  qualità  di  rifugiato,  nonostante  che  la  stessa  termini  con  una  decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  d'una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5); che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  d'essere  espatriato  dalla  Nigeria,  in  quanto  a  C._______  nel  mese  di  aprile  del  2011  sarebbe  scoppiata la guerra a seguito delle elezioni;

D­4941/2011 Pagina 7 che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, prove  suscettibili di giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui  all'impugnata decisione  (di non entrata nel merito della domanda d'asilo  giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi); che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato  dall'autorità  inferiore,  la  vicenda  raccontata  dall'insorgente  a  sostegno  della sua domanda d'asilo non presenta elementi di verosimiglianza; che basti rilevare innanzitutto che per quanto riguarda la guerra scoppiata  nell'aprile  del  2011 egli  ha  rilasciato dichiarazioni  inconsistenti,  vaghe e  contraddittorie;  che,  infatti,  egli  ha  allegato  una  prima  volta  che  detto  scontro  sarebbe  scaturito  a  causa di  un  sospetto  dei mussulmani  di  un  broglio elettorale commesso dai cristiani per poi affermare in un secondo  momento  che  la  guerra  sarebbe  scaturita  in  quanto  i  mussulmani  non  avrebbero accettato un cristiano che governasse il Paese (cfr. verbale 1,  pag. 7 e verbale 2, pag. 5); che, interrogato sugli eventi del 25 o 26 aprile  del 2011, egli si è limitato ad asserire in una maniera del tutto stereotipata  che  nella  sua  via  ci  sarebbe  stata  un'esplosione  e  che  delle  persone  sarebbero state bruciate senza saper spiegare in modo dettagliato quanto  appena dichiarato (cfr. verbale 2, pag. 5 seg.); che, inoltre, non è credibile  la  vicenda  allegata  relativamente  al  ferimento  della  sua  gamba;  che,  infatti,  egli  ha  asserito  in  maniera  molto  generale  che  sarebbe  fuggito,  avrebbe saltato e che  la gamba sinistra si sarebbe  ferita senza addurre  ulteriori  particolari  atti  a  spiegare  nel  dettaglio  la  situazione  che  si  sarebbe venuta a creare (cfr. verbale 2, pag. 5); che, avrebbe saltato da  un recinto altissimo oppure dal piano superiore di un edificio e si sarebbe  rotto  la  gamba  all'altezza  della  tibia  ma  sarebbe  comunque  riuscito  a  fuggire  nascondendosi  sulla  nave  (cfr.  verbale 1,  pag. 7  e  verbale 2,  pag. 6);  che,  in  un  primo momento,  ha  asserito  d'aver  viaggiato  con  la  gamba rotta e d'averla però curata con una pomata mentre in un secondo  momento  si  è  contraddetto  definendo  detta  ferita  come  non  grave  (cfr. ibidem);  che, peraltro, non ha presentato alcuna giustificazione nell'atto ricorsuale  atta  a  spiegare  le  varie  contraddizioni  rilevate  dall'UFM  nella  decisione  impugnata; che,  per  il  resto,  codesto  Tribunale  rimanda,  per  evitare  ulteriori  ripetizioni, al corretto giudizio circa la verosimiglianza del racconto svolto  dall'autorità inferiore;

D­4941/2011 Pagina 8 che,  di  conseguenza,  i  motivi  d’asilo  evocati  sono  stati  esaminati  e  rettamente  ritenuti  dall’autorità  inferiore  come  inverosimili,  giusta  l’art. 32 cpv. 3  lett. b  LAsi,  a  prescindere  poi  da  ogni  rilevanza  degli  stessi; che, in considerazione di quanto precede, non risultano elementi ai sensi  dell'art. 32  cpv. 3  lett. c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  dell'insorgente; che,  in  aggiunta,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  d'istruzione  complementari ai  fini d'accertare  l'esistenza d'un eventuale  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid. 5­8  e  DTAF  2007/8  consid. 5.6.5­5.7); che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale sugli  stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950  (CEDU,  RS 0.101)  o  all'art. 3  della  Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani  o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito d'ogni  fondamento, non merita  tutela e  la decisione  impugnata  va confermata; che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2,  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché  art. 32  OAsi 1;  DTAF  2009/50 consid. 9);

D­4941/2011 Pagina 9 che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  LStr,  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83 cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che,  inoltre,  la situazione vigente  in Nigeria non  risulta caratterizzata da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed ha  frequentato sei anni della scuola elementare (cfr. verbale 1, pag. 4); che  egli, altresì, appartiene al movimento religioso dei Testimoni di Geova per  il quale avrebbe prestato servizio cercando di convincere  le persone sul  pensiero di detto movimento; che detto movimento ha aiutato il ricorrente  nel momento  del  bisogno  (cfr.  ibidem);  che,  pertanto,  si  può  partire  dal  presupposto che egli abbia una discreta rete sociale in patria; che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24); che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83 cpv. 4  LStr  in  relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44  cpv. 2  LAsi);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34  consid. 12  pagg. 513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento è dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente esigibile e possibile; che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità  inferiore confermata;

D­4941/2011 Pagina 10 che  l’UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  pertanto  violato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  d’apprezzamento;  che  esso  non ha  accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed  inoltre  la decisione non è  inadeguata (art. 106 LAsi), per  il che  il  ricorso  va respinto; che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese  processuali è divenuta senza oggetto; che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del  regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva.

D­4941/2011 Pagina 11 (dispositivo alla pagina seguente)

D­4941/2011 Pagina 12 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Carlo Monti Data di spedizione:

D-4941/2011 — Bundesverwaltungsgericht 14.09.2011 D-4941/2011 — Swissrulings