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Bundesverwaltungsgericht 29.07.2011 D-4174/2011

29. Juli 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,075 Wörter·~10 min·2

Zusammenfassung

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito ed allontanamento); decisione dell'UFM del 20 luglio 2011

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­4174/2011 Sen tenza   d e l   2 9   luglio   2011 Composizione Giudice Pietro Angeli­Busi, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Hans Schürch;  cancelliera Antonella Guarna. Parti A._______, nato il (…), Sierra Leone,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito ed allontanamento);  decisione dell'UFM del 20 luglio 2011 / N (…).

D­4174/2011 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che  l'interessato ha presentato  in data  (…) 2011  in  Svizzera, il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il (…) 2011 e mediante  il quale lo ha reso attento circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore  successive, un documento d'identità o di viaggio, con comminatoria che,  in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra  nel merito della sua domanda di asilo (cfr. atto A3), i  verbali  di  audizione  del  20  giugno  2011  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  20 luglio 2011 (di seguito: verbale 2), il verbale della decisione dell'UFM del 20 luglio 2011, notificata oralmente  al  richiedente  il  medesimo  giorno  (cfr.  avviso  di  notifica  e  di  ricevuta; atto A 9/1), il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  25  luglio  2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato),  pervenuto  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di seguito: il Tribunale) il giorno successivo,  la  copia  dell'incarto  dell'UFM  pervenuta  via  fax  al  Tribunale  il  26 luglio 2011,  i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono, e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26  giugno  1998  sull'asilo  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di 

D­4174/2011 Pagina 3 estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105  LAsi e art. 83 lett. d  cifra 1 LTF),  che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni  di  ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e  all'art. 52  PA  nonché  all'art. 108 cpv. 2 LAsi,  che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  di  asilo,  l'interessato  ha  dichiarato di essere cittadino della Sierra Leone, originario del villaggio di  B._______, nel distretto di C._______ (Sierra Leone),  che,  nel  (…)  1992,  nel  corso  della  guerra  tra  il  Governo  e  i  ribelli,  l'interessato  sarebbe  stato  catturato  dal  suo  villaggio  e  portato  in  un  campo  dei  dissidenti,  mentre  che  i  suoi  genitori  sarebbero  stati  uccisi;  che, dopo (…) anni di prigionia, durante i quali sarebbe stato obbligato a  numerosi  spostamenti  ed  a  trasportare  le  armi  dei  ribelli,  grazie  alla  proclamazione del cessate  il  fuoco, nel 1996,  l'interessato sarebbe stato  liberato  e  consegnato  alla Croce Rossa,  nonché  condotto  a D._______  (Sierra  Leone),  nella  base  militare  "(…)",  dove  avrebbe  potuto  ricongiungersi  con  suo  (…),  il  quale  vi  lavorava  come  (…);  che  quest'ultimo – assieme ad altri militari – sarebbe stato arrestato ed infine  assassinato  in  data  (…)  1998  dal  Governo,  in  quanto  considerato  implicato nel  tentativo di  colpo di  stato del  1997;  che,  dopo  l'assassinio  del (…) e l'attacco alla città di D._______ il (…) 1999 da parte dei ribelli,  ai  quali  si  sarebbero  alleati  i  familiari  dei militari  giustiziati,  l'interessato  sarebbe  stato  costretto  a  fuggire  dalla  caserma;  che,  infatti,  egli  non  sarebbe stato ben visto dai militari del Governo e dalle famiglie dei militari  residenti  nella  base  militare,  i  quali  sospettavano  che  egli  potesse  diventare  un  ribelle;  che,  temendo  di  essere  arrestato,  l'interessato  avrebbe lasciato definitivamente la Sierra Leone,  che,  da  D._______,  via  mare,  il  medesimo  si  sarebbe  recato  a  E._______,  in  Liberia,  dove  gli  sarebbe  stato  riconosciuto  lo  statuto  di  profugo ed avrebbe risieduto fino al (…) quando, con una nave messa a  disposizione dalle Nazioni Unite, si sarebbe recato a F._______ (Nigeria);  che,  dopo  (…)  mesi,  sarebbe  andato  in  autobus  nella  Repubblica  del  Niger  e  successivamente  avrebbe  raggiunto  G._______  (Libia),  dove  avrebbe  vissuto  fino  al  (…)  2011;  che,  da  questa  città,  egli  avrebbe  proseguito il viaggio via mare, sbarcando a H._______ (Italia) il (…) 2011;  che, dopo essere stato trasferito dalle autorità italiane a I._______ (Italia),  il (…) 2011, l'interessato avrebbe preso un treno per L._______ (Italia) e 

D­4174/2011 Pagina 4 poi  un  altro  fino  a  giungere  a  M._______  (Svizzera),  senza  documenti  d'identità e senza subire alcun controllo,  che, nella decisione del 20 luglio 2011, l'UFM ha considerato, da un lato,  che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia di  asilo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valido;  che,  dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32 cpv. 3 LAsi sia realizzata nel caso di specie, che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera e l'esecuzione  dell'allontanamento verso il suo Paese di origine, siccome lecita, esigibile  e possibile,  che, nel gravame,  l'insorgente contesta  innanzitutto  la motivazione della  decisione dell'UFM, nel misura in cui sarebbero stati omessi fatti e mezzi  di  prova  decisivi;  che,  da  un  lato,  la  motivazione  sarebbe  carente  dal  punto  di  vista  della  realtà  nota  della  Sierra  Leone  e,  dall'altro  lato,  in  quanto non farebbe alcun riferimento al documento – allegato in originale  al  ricorso  –  presentato  come  l'attestato  di  rifugiato  rilasciatogli  dall'Alto  Commissariato  delle  Nazioni  Unite  per  i  rifugiati  (ACNUR),  che  egli  avrebbe  inizialmente  consegnato  agli  agenti  Securitas  del  Centro  di  Registrazione  e  di  Procedura  di  M._______  (di  seguito:  Centro)  e  che  l'UFM gli  avrebbe  restituito  nel  corso  dell'audizione  breve,  senza  quindi  avere la possibilità di sapere e pronunciarsi sulle motivazioni per cui tale  documento  non  avrebbe  avuto  alcun  valore;  che,  in  secondo  luogo,  il  ricorrente  fa  valere  che  vi  sarebbero  dei  motivi  scusabili  giustificanti  la  mancata presentazione dei documenti d'identità, ragione per cui l'autorità  inferiore  avrebbe dovuto  entrare  nel merito  della  sua  domanda di  asilo;  che,  infatti, egli  ribadisce di aver posseduto solo  il passaporto, di averlo  consegnato  ad  un  potenziale  datore  di  lavoro  nel  (…)  e  di  non  averlo  potuto  recuperare,  a  causa  della  guerra  e  non  essendo  più  ritornato  in  Sierra  Leone  dopo  il  (…);  che,  peraltro,  circa  il  suo  viaggio  di  espatrio,  l'autore  del  gravame  ritiene  che  la  fondatezza  della  sua  allegazione  riguardo la libertà di circolazione in Africa occidentale sarebbe facilmente  verificabile  dal  Tribunale,  mentre  che  sostiene  che  la  contraddizione  rilevata  dall'UFM  inerente  la  nave  N._______,  con  la  quale  avrebbe  effettuato  il  viaggio  fino  a  E._______,  sarebbe  inesistente;  che,  difatti,  non  gli  sarebbe  stato  chiesto  di  specificare  i  dettagli  sull'N._______  ed  avrebbe  dato  per  certo  che  l'UFM  sapesse  che  N._______  era  un'organizzazione  molto  nota  ed  attiva  negli  anni  '90;  che,  inoltre,  il 

D­4174/2011 Pagina 5 ricorrente fa valere che l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito della sua  domanda di asilo, in quanto sarebbero necessari ulteriori approfondimenti  in  relazione  al  suo  statuto  di  rifugiato  o  all'esecuzione  del  suo  allontanamento;  che,  segnatamente,  richiamati  i  motivi  di  asilo  che  avrebbe  esposto  in  maniera  chiara  e  dettagliata  in  sede  di  audizioni,  nonché  il  documento  prodotto,  il  ricorrente  asserisce  di  aver  reso  un  racconto vero, come pure verosimile, sottolineando che le argomentazioni  contrarie  dell'UFM  sarebbero  arbitrarie  e  soggettive,  ovvero  non  suffragate da elementi reali, mentre che le incongruenze o lacune rilevate  dall'autorità  inferiore  sarebbero  da  attribuire  al  tempo  trascorso  dagli  accadimenti; che,  infine,  il  ricorrente  invoca che  il suo allontanamento  in  Sierra  Leone  non  dovrebbe  essere  riconosciuto  come  ragionevolmente  esigibile,  a  causa  della  situazione  di  insicurezza  del  Paese,  nonché  ritenuto che la sua vita sarebbe in grave pericolo, poiché rischierebbe di  essere  arrestato  ingiustamente,  come  pure  di  essere  oggetto  della  vendetta di quegli uomini che avrebbero perseguitato lui e la sua famiglia;  che, del resto, visti gli anni trascorsi, egli non avrebbe più alcun familiare  stretto e non saprebbe come potrebbe ricostruirsi una vita serena,  che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  di  asilo,  nonché,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria  in  Svizzera;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  di  esenzione  dal  pagamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili spese processuali, che,  preliminarmente,  la  censura  del  ricorrente  (cfr.  ricorso  pag.  3),  secondo  il  senso,  di  una  violazione  del  diritto  di  essere  sentito,  nella  forma  di  una  carente motivazione  della  decisione  impugnata,  in  quanto  l'autorità  inferiore  avrebbe  omesso  di  tenere  conto  del  documento  presentato  come  l'originale  dell'attestato  di  rifugiato  rilasciatogli  dall'ACNUR,  nonché  di  enunciare  le  motivazioni  per  cui  siffatto  documento  non  avrebbe  alcun  valore,  è  manifestamente  pretestuosa  e  deve  essere  respinta;  che,  difatti,  non  trovano  alcun  fondamento  oggettivo  le  allegazioni  dell'insorgente  secondo  cui  egli  avrebbe  consegnato agli agenti Securitas del Centro  il documento  in questione e  lo stesso gli sarebbe stato restituito dall'UFM in sede di audizione breve;  che, da un lato, dagli atti del dossier, non risulta esservi alcun verbale di  consegna di un qualsiasi documento da parte degli agenti Securitas; che,  dall'altro lato, il verbale dell'audizione breve non menziona in alcun modo 

D­4174/2011 Pagina 6 né  l'asserito  deposito  del  documento  in  oggetto,  né  tantomeno  la  riconsegna del medesimo all'interessato (cfr. verbale 1 pag. 7),  che, del resto, in virtù del principio della valutazione anticipata delle prove  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  di  asilo  [GICRA]  1995  n.  23  consid.  5a­5b),  non  s'impone uno scambio di scritti  in  relazione al documento  in originale  in  oggetto – prodotto in sede di ricorso dinnanzi al Tribunale – laddove esso  è manifestamente  inidoneo ai  fini  della  causa o a  cambiare  l'esito  della  presente procedura di asilo, ritenuto che lo stesso presenta chiari segni di  contraffazione;  che,  infatti,  esso  costituisce  una  semplice  fotocopia,  facilmente confezionabile, compilata con un codice, la data e il cognome  del ricorrente, nonché con apposta – in una collocazione manifestamente  indefinita – una foto del medesimo; che, peraltro,  la scritta all'interno del  timbro non corrisponde alla definizione di SLRWCCO riportata in cima al  foglio; che, infine, la firma del documento è illeggibile,  che, alla luce di tali elementi, vi è ragione di concludere all'inadeguatezza  del  documento  prodotto  ad  ogni  qualsivoglia  fine  nella  presente  procedura di asilo,  che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda  di  asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c),  che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità  amministrative;  che,  per  contro,  non  lo  sono  i  documenti  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7 consid. 6), 

D­4174/2011 Pagina 7 che,  nel  caso  concreto,  il  ricorrente  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento che adempia i citati criteri,  che,  infatti,  il  documento  presentato  come  l'attestato  di  rifugiato  in  originale  rilasciato  dall'ACNUR  al  ricorrente,  oltre  a  presentare  chiari  segni  di  falsificazione  come  esposto  poc'anzi,  non  costituisce  ad  ogni  modo  un  documento  d'identità  valido  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  che,  inoltre,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'autorità  inferiore  nella  decisione  impugnata  circa  la  mancata  presentazione  dei  documenti  d'identità  da  parte  del  ricorrente,  risulta  manifestamente  contraria  alla  logica  dell'agire  l'allegazione  secondo  cui  egli  avrebbe  consegnato il suo passaporto al suo datore di  lavoro, rispettivamente ad  una  ditta  cinese  –  di  cui  non  saprebbe  nemmeno  il  nome  –  senza  preoccuparsi  di  riottenerlo  al  più  presto,  tanto  più  che  tale  documento  sarebbe stato l'unico in suo possesso (cfr. ricorso pag. 2, verbale 1 pagg.  4­5, verbale 2 D35­D38); che, dunque,  tali asserzioni, non costituiscono  nel caso di specie ragioni valide per giustificare la mancata esibizione di  documenti  ai  sensi  della  legge;  che,  in  aggiunta,  non  vi  è  alcun  indizio  che  l'insorgente abbia effettuato  seri  e  concreti  sforzi  per  procurarsi  dei  documenti d'identità, ritenuto peraltro che avrebbe potuto rivolgersi ai suoi  parenti in patria (cfr. verbale 1 pag. 4),  che,  d'altronde,  quanto  al  suo  viaggio  di  espatrio,  il  ricorrente  ha  effettivamente  reso  allegazioni  illogiche  e  stereotipate;  che,  a  titolo  di  esempio,  se  da  un  lato,  egli  ha  affermato  di  aver  potuto  muoversi  liberamente  nell'Africa  Occidentale,  dall'altro  lato,  ha  dichiarato  di  aver  corrotto i poliziotti per attraversare il confine tra la Repubblica del Niger e  la Libia  (cfr. verbale 2 D32­34);  che,  indipendentemente dall'esistenza o  meno della  libertà di movimento  in Africa,  così  come asserita e pretesa  dall'insorgente  (cfr.  ricorso  pag.  3),  le  evocate  allegazioni  sono  in  contrapposizione  tra  loro;  che,  inoltre,  non  soccorrono  l'insorgente  le  puntualizzazioni rese riguardo alle argomentazioni dell'UFM in merito alla  nave con cui avrebbe viaggiato; che, difatti, egli si è ad ogni qual modo  contraddetto  riguardo  all'appartenenza  di  tale  mezzo  di  trasporto,  affermando  di  aver  viaggiato  da  e  fino  a  E._______  con  una  nave  dell'N._______,  messa  a  disposizione  dai  Paesi  dell'Africa  Occidentale  (cfr. verbale 2 D28­30), oppure dalle Nazioni Unite  (cfr.  ricorso pag. 2 e  verbale  1  pag.  7);  che,  in  aggiunta,  non  può  essere  ammesso  che  il  ricorrente non sia stato in grado di indicare la somma che avrebbe pagato  per il viaggio dalla Nigeria a H._______ (cfr. verbale 1 pag. 8); che, infine, 

D­4174/2011 Pagina 8 non  è  plausibile  che,  una  volta  sbarcato  in  detta  città,  egli  sia  stato  trasferito  in  aereo  a  I._______  dalle  autorità  italiane,  senza  che  quest'ultime registrassero le sue generalità (cfr. ibidem),  che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze  descritte, che,  vista  l'inverosimiglianza  delle  circostanze  del  viaggio  di  espatrio,  nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni  del  ricorrente  circa  la mancata  presentazione  dei  documenti  d'identità,  vi  è  ragione di concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità  per i bisogni della causa, che  il  ricorrente  deve  quindi  sopportare  le  conseguenze  della  mancata  consegna dei documenti d'identità,  che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né  fornito una valida giustificazione per  la mancata produzione degli stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente  non è applicabile,  che,  in assenza di documenti d'identità, occorre  inoltre esaminare se,  in  applicazione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifugiato del ricorrente,  che  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  legislatore  ha  introdotto  con  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  nonché  cpv.  3  LAsi  una  procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno  della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una decisione di  non entrata nel merito (cfr. DTAF 2007/8, consid. 5), che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché  dall'evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata  protezione  statale  contro  l'agire illegittimo di terzi (cfr. DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5), che  il  ricorrente  non  ha  presentato  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  giusta  l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

D­4174/2011 Pagina 9 che,  infatti,  le  allegazioni  decisive  in  materia  di  asilo  si  esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,  che,  segnatamente,  il  racconto  del  ricorrente  si  distingue  per  il  suo  carattere estremamente vago, poco circostanziato e contraddittorio; che,  a  titolo  d'esempio,  l'insorgente  ha  inizialmente  dichiarato  di  essersi  trasferito nel (…) a D._______ nella caserma militare di "(…)" e di esservi  rimasto  fino  al  (…)  (cfr.  verbale  1  pag.  2),  mentre  che,  in  seguito,  ha  affermato di essere stato condotto in detta caserma nel (…), dopo essere  stato prigioniero  in un campo dei  ribelli  tra  il  (…) e  il  (…)  (cfr. verbale 1  pag.  6  e  verbale  2  D41­D42,  nonché  D46);  che  tale  discrepanza  non  trova  alcuna  giustificazione  in  considerazione  del  tempo  trascorso,  a  differenza di quanto pretende il ricorrente (cfr. ricorso pag. 3), ritenuto che  essa verte su degli avvenimenti di primordiale e significativa importanza;  che, ciò stante, non sono manifestamente plausibili le circostanze in cui il  ricorrente  avrebbe  lasciato  il  suo  villaggio  di  origine;  che,  inoltre,  l'insorgente non è stato in grado di circostanziare i motivi che l'avrebbero  costretto  a  fuggire  definitivamente  dalla  Sierra  Leone,  in  particolare  da  D._______; che, da un lato, egli non ha saputo spiegare in alcun modo in  che  cosa  si  sarebbero  concretizzate  le  asserite  persecuzioni  di  cui  lui  medesimo e i familiari dei militari, che vivevano nella caserma, sarebbero  stati  oggetto  da  parte  del  Governo  centrale  (cfr.  verbale  2  D41,  D62,  D69); che, dall'altro lato, il ricorrente non ha fornito alcuna spiegazione in  merito ad eventuali persecuzioni da parte degli stessi familiari dei militari  residenti nella caserma (cfr. verbale 1 pagg. 6­7); che, segnatamente, egli  ha  affermato  senza  alcun  fondamento  di  non  essere  ben  visto  da  tali  individui  e  di  temere,  per  questo,  di  "fare  una  brutta  fine",  ovvero  di  essere  ucciso  (cfr. ibidem);  che,  peraltro,  egli  ha  dichiarato  espressamente  che  non  gli  sarebbe  successo  nulla  (cfr.  verbale  1  pag.  6); che, in tali condizioni, anche le motivazioni rese a sostegno della sua  fuga  da  D._______  sono  totalmente  inconsistenti;  che,  del  resto,  il  ricorrente non ha apportato alcun  chiarimento  circa  i  numerosi  elementi  stereotipati  e  privi  di  dettagli  nonché  contraddittori,  rettamente  rilevati  dall'UFM,  limitandosi  semplicemente  ad  affermare  in  sede  di  ricorso  di  aver  spiegato  con  chiarezza  e  in modo  dettagliato  i  suoi motivi  di  asilo  (cfr.  ricorso  pag. 3);  che,  alla  luce  delle  suesposte  dichiarazioni,  vi  è  ragione  di  concludere  all'assoluta  inverosimiglianza  dei  motivi  di  asilo  addotti dal ricorrente, senza che sia necessario evocare ulteriori elementi  inconsistenti del racconto reso,

D­4174/2011 Pagina 10 che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  inverosimili  con  riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi le dichiarazioni rese dal ricorrente,  che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di  ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5­8  pag.  725­733  e  DTAF 2007/8 consid. 5.6.5­5.7 pag. 90 e segg.), che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Sierra  Leone  possa  violare  l'art. 25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28 luglio 1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  della  legge  federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre  il  ricorrente  in Patria al  rischio  reale ed  immediato di  trattamenti contrari  all'art. 3 della convenzione del 4 novembre 1950 per  la salvaguardia dei  diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3  della convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o  trattamenti crudeli,  inumani o degradanti  (Conv.  tortura, RS 0.105); che,  del  resto,  il  ricorrente  si  è  limitato  ad  invocare  in  maniera  del  tutto  generale e stereotipata che la sua vita  in caso di rientro  in Sierra Leone  sarebbe esposta a grave pericolo (cfr. ricorso pagg. 3­4),  che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata,  che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  [OAsi  1,  RS  142.11];  GiCRA 2001 n. 21), 

D­4174/2011 Pagina 11 che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),  che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 3  LStr), che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Sierra  Leone  non  è,  notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio  nazionale,  contrariamente  a  quanto  preteso  dall'insorgente,  ovvero  secondo  cui  la  situazione  in  detto  Paese  non  potrebbe  essere  affatto  definita sicura (cfr. ricorso pag. 3),  che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, celibe  senza  alcuna  persona  a  carico  e  in  buona  salute;  che,  infatti,  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare la sua ammissione provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza  che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una  permanenza in Svizzera per motivi medici; che, in aggiunta, sebbene non  abbia avuto una  formazione scolastica,  l'insorgente vanta diversi anni di  esperienza  professionale  quale  (…)  e  (…);  che,  grazie  a  tale  attività  lavorativa,  il  medesimo  ha  potuto  costruire  una  casa  nel  suo  villaggio,  dove  sua  (…)  risiedeva  (cfr.  verbale  1  pag.  3  e  verbale  2  D49);  che,  inoltre, alla luce dell'inverosimiglianza dei suoi motivi di asilo, vi è ragione  di  ritenere  che  –  contrariamente  a  quanto  pretende  far  credere  (cfr.  ricorso pag. 4) – egli disponga in patria di un'importante rete sociale, oltre  agli  zii  paterni  e  materni,  come  pure  ai  suoi  cugini,  di  cui  ha  fatto  menzione espressamente (cfr. verbale 1 pag. 4),  che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83 cpv. 4 LStr), che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83  cpv. 2  LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi  ogni documento indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12  pagg.  513­515);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile, 

D­4174/2011 Pagina 12 che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  di  conseguenza,  anche  in  materia di allontanamento e relativa esecuzione,  il gravame va disatteso  e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,  che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),  che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto, che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.­, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]).   (dispositivo alla pagina seguente)

D­4174/2011 Pagina 13 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto.  2.  Le spese processuali,  di CHF 600.­,  sono poste a  carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Pietro Angeli­Busi Antonella Guarna Data di spedizione:

D-4174/2011 — Bundesverwaltungsgericht 29.07.2011 D-4174/2011 — Swissrulings