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Bundesverwaltungsgericht 25.07.2011 D-3322/2011

25. Juli 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·751 Wörter·~4 min·1

Zusammenfassung

Ricongiungimento familiare (asilo) | Ricongiungimento familiare; decisione dell'UFM del 10 maggio 2011

Volltext

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­3322/2011 Sen tenza   d e l   2 5   luglio   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach; cancelliere Carlo Monti. Parti A._______, nato il (…), ricorrente, a favore di B._______, nato il (…), Eritrea, contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Ricongiungimento familiare; decisione dell'UFM del 10 maggio 2011 / N […].

D­3322/2011 Pagina 2 Visti: la domanda d'asilo che  il  ricorrente ha presentato  in data 16 aprile 2008  in Svizzera; i  verbali  d'audizione  del  13 maggio 2008  (di  seguito:  verbale 1)  e  del  17 settembre 2010 (di seguito: verbale 2); la decisione del 22 settembre 2010, con la quale l'UFM ha riconosciuto la  qualità di rifugiato e concesso l'asilo al ricorrente; la domanda di ricongiungimento familiare del 19 ottobre 2010 a favore del  figlio B._______; l'atto  del  19 ottobre 2010  per  mezzo  del  quale  egli  ha  richiesto  l'autorizzazione di entrata  in Svizzera volta al  ricongiungimento  familiare  in favore di B._______ (figlio); la  decisione  del  10 maggio 2011,  con  la  quale  l'Ufficio  federale  della  migrazione (di seguito: UFM) ha respinto la citata richiesta; il  ricorso  del  10 giugno 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 14 giugno 2011); l'ordinanza  del  4 luglio 2011,  con  la  quale  il  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  ha  allegato  copia  del  ricorso  del  10 giugno 2011 e  ha  invitato  l'UFM ad  inoltrare  un'eventuale  risposta  al  ricorso  ed  ha  esentato  il  ricorrente  dal  versamento  dell'anticipo  delle  presunte spese processuali; le osservazioni dell'8 luglio 2011, con  le quali  l'UFM conferma e rinvia ai  considerandi della decisione del 22 settembre 2010; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato

D­3322/2011 Pagina 3 che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  con  ricorso  al  Tribunale,  possono  essere  invocati  la  violazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA); che  il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti  (art. 62 cpv. 4 PA),  né  dalle  considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle  argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR,  Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5); che,  nello  scritto  del  19 ottobre 2010  nominato  "domanda  di  ricongiungimento  famigliare",  il  ricorrente ha  richiesto nello stesso atto  il 

D­3322/2011 Pagina 4 ricongiungimento con  la moglie ed  il  figlio entrambi all'epoca residenti  in  Eritrea; che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  che  dall'incarto  relativo  alla  procedura  d'asilo  del  ricorrente  si  evincerebbe  che  la  sua  attuale moglie  non  sarebbe  la madre  del  di  lui  figlio  e  che  quest'ultimo  vivrebbe presso la nonna materna e che, di conseguenza, il ricorrente al  momento della fuga non avrebbe vissuto in comunità familiare con il figlio; che,  pertanto,  non  ha  autorizzato  l'entrata  in  Svizzera  al  figlio  dell'insorgente ed ha respinto la domanda di ricongiungimento familiare; che, in sede di ricorso, l'interessato ha dichiarato che l'attuale moglie non  sarebbe effettivamente la madre di suo figlio; che, dopo la nascita, il figlio  sarebbe  rimasto  qualche  mese  con  la  madre  naturale;  che,  successivamente la stessa l'avrebbe affidato al ricorrente; che egli prima  dell'espatrio  avrebbe  dunque  vissuto  a  casa  della  di  lui  madre  in  compagnia dell'attuale moglie e del di  lui  figlio (cfr.  ricorso, pag. 1); che,  dopo  il  suo  espatrio,  il  figlio  sarebbe  rimasto  in  Eritrea  e  sarebbe  stato  allevato dalla moglie del ricorrente; che egli allega che al momento il figlio  si troverebbe in Sudan con la di lui moglie; che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'autorizzazione all'entrata del  figlio in Svizzera, il conseguente ricongiungimento familiare e l'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal  versamento  delle  spese  processuali; che in virtù dell'art. 51 cpv. 1 LAsi, i coniugi o i partner registrati di rifugiati  e  i  loro figli minorenni sono riconosciuti come rifugiati e ottengono l'asilo  sempreché non vi si oppongano circostanze particolari; che, giusta  l'art. 51 cpv. 4,  se gli  aventi  diritto di  cui  al  cpv. 1  sono stati  separati  in seguito alla fuga e si  trovano all'estero, occorre autorizzarne,  su domanda, l'entrata in Svizzera; che quindi,  la  concessione dell'asilo  familiare  ad una persona  residente  all'estero  presuppone  che  al  parente  che  vive  in  Svizzera  sia  stata  riconosciuta la qualità di rifugiato e che sia stato separato, a causa della  fuga,  dal  membro  della  famiglia  ancora  all'estero  con  il  quale  intende  ricongiungersi  in  Svizzera;  che  questa  condizione  di  separazione  a  seguito della  fuga  implica che  in precedenza,  il  rifugiato abbia vissuto  in  comunione  familiare;  che  infatti,  il  ricongiungimento  familiare  ai  sensi 

D­3322/2011 Pagina 5 della LAsi è destinato unicamente alla ricostituzione in Svizzera dei nuclei  familiari preesistenti e non alla creazione di nuove comunità familiari; che,  inoltre,  la  comunione  familiare  preesistente  deve  aver  risposto  ad  una  necessità  economica  e  non  soltanto  ad  una  semplice  comodità;  che  infine,  la  Svizzera  deve  apparire  come  l'unico  paese  in  cui  il  nucleo  familiare  possa  ragionevolmente  ricostituirsi,  e  che  esso  sia,  cumulativamente,  indispensabile  e  ricercato  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 2006 n. 8 e GICRA 2000 n. 11); che,  in  casu,  l'interessato non  invoca alcuna persecuzione che avrebbe  visto come vittima il figlio; che,  tuttavia,  dalla  documentazione  relativa  alla  domanda  d'asilo  del  ricorrente non emerge che egli viveva in comunione domestica con il figlio  prima della fuga dall'Eritrea; che, infatti, nelle audizioni relative alla sua procedura d'asilo, il ricorrente  ha dichiarato di avere un  figlio che vivrebbe presso  la nonna materna a  C._______  in  Eritrea  (cfr.  verbale 1,  pag. 3);  che,  altresì,  in  seconda  audizione  interrogato  su  quali  membri  della  sua  famiglia  abitano  a  C._______  non  avrebbe  citato  il  figlio  limitandosi  ad  indicare  solo  i  genitori ed i fratelli (cfr. verbale 2, pag. 4); che, pertanto,  la presunta comunione domestica con  il  figlio prima della  fuga non è stabilita né tantomeno provata; che, sia come sia, nell'atto di  ricorso egli si è semplicemente  limitato ad  asserire  d'essere  padre  di  B._______  senza  corroborare  tale  affermazione con qualsivoglia mezzo di prova; che,  quindi,  malgrado  i  legami  affettivi  che  il  ricorrente  potrebbe  aver  creato con il figlio, ammesso che si tratti davvero del figlio, gli argomenti  invocati  non  sono  sufficienti  ad  ottenere  il  ricongiungimento  familiare  discendente  dal  diritto  d'asilo,  il  quale  mira  –  come  già  esposto  –  a  ricostituire una comunità preesistente e non a crearne una nuova; che, di conseguenza, il ricorso dev'essere respinto; che, inoltre, l'interessato può, se ritiene legittimato a farlo, presentare una  domanda  presso  la  competente  autorità  cantonale  di  polizia  degli  stranieri,  al  fine  che  questa  si  pronunci  sull'esistenza  di  un  diritto  di  B._______  di  raggiungere  il  padre  –  qualora  sussista  un  legame  di 

D­3322/2011 Pagina 6 filiazione  –  in  Svizzera  sulla  base  dell'art. 8  della  convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre 1950  (CEDU,  RS 0.101);  che  codesto  Tribunale  si  astiene  formalmente,  in  ogni  caso,  dal  pronunciarsi  anticipatamente  sull'esito  di  una  tale  procedura  di  polizia  degli  stranieri  (cfr.  GICRA  2006  n. 8  e  GICRA 2002 n. 6); che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  che  l'autorità  inferiore non ha accertato  in modo  inesatto o  incompleto  i  fatti  giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106  LAsi), per il che il ricorso va respinto; che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  sprovviste  di  probabilità  d'esito  favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa  dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del  regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva. (dispositivo alla pagina seguente)

D­3322/2011 Pagina 7 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Carlo Monti Data di spedizione:

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