Diritto delle associazioni; distinzione fra regole di gioco e doveri di socio. 1. Le controversie sulla validità delle risoluzioni di un'associazione non sono di carattere pecuniario e, di conseguenza, possono sempre formare oggetto di un ricorso per riforma (consid. 1a). 2. Le risoluzioni della direzione possono essere contestate in giudizio solo qualora interferiscano nei diritti dei soci inerenti alla loro qualità di membri (consid. 2). 3. È sottratta alla cognizione del giudice, anche sotto il profilo del principio della parità di trattamento dei soci, la verifica di una corretta applicazione delle regole di gioco da parte di un organo dell'associazione (consid. 3). 4. L'obbligo delle associazioni calcistiche affiliate alla Lega nazionale di vegliare al mantenimento dell'ordine in campo riguardo agli spettatori non costituisce soltanto una regola di gioco, ma anche un dovere inerente alla qualità di membro che attiene alle associazioni calcistiche indipendentemente dallo sviluppo delle varie partite. In questa misura la questione di sapere se tale obbligo sia stato trasgredito e se debba pertanto essere pronunciata una sanzione nei confronti dell'associazione responsabile non è sottratta alla cognizione del giudice. Nel caso concreto la rinuncia a una sanzione non ha violato il principio della parità di trattamento dei soci (consid. 4).
3. Urteil der II. Zivilabteilung vom 21. Januar 1982 i.S. Fussballclub Zürich gegen Nationalliga des Schweizerischen Fussballverbandes (Berufung)
Droit d'association; distinction entre règles de jeu et devoirs de membres. 1. Les litiges portant sur la validité des décisions d'une association ne sont pas de nature pécuniaire et, ainsi, peuvent toujours faire l'objet d'un recours en réforme (consid. 1a). 2. Les décisions de la direction de l'association ne peuvent être attaquées en justice que lorsqu'elles empiètent sur les droits attachés à la qualité de membre des associés (consid. 2). 3. Aucune voie de droit n'est ouverte pour faire examiner si un organe de l'association a correctement appliqué une règle de jeu; cet examen ne peut pas être effectué non plus à la lumière du principe d'égalité de traitement des membres d'une association (consid. 3). 4. L'obligation des clubs de football affiliés à la Ligue nationale de veiller au maintien de l'ordre sur le terrain à l'égard des spectateurs peut constituer non seulement une règle de jeu, mais encore une obligation attachée à la qualité de membre de l'association, qui s'applique aux clubs en tant qu'associés, indépendamment du déroulement des jeux. A priori, il n'est pas exclu qu'un tribunal puisse être saisi pour examiner si ce devoir a été violé, et, le cas échéant, s'il faut prononcer une sanction à l'encontre de l'association qui a failli à ses obligations. En l'espèce, le fait qu'on a renoncé à prévoir une sanction ne constitue pas une violation du principe d'égalité de traitement des membres de l'association (consid. 4).
Diritto delle associazioni; distinzione fra regole di gioco e doveri di socio. 1. Le controversie sulla validità delle risoluzioni di un'associazione non sono di carattere pecuniario e, di conseguenza, possono sempre formare oggetto di un ricorso per riforma (consid. 1a). 2. Le risoluzioni della direzione possono essere contestate in giudizio solo qualora interferiscano nei diritti dei soci inerenti alla loro qualità di membri (consid. 2). 3. È sottratta alla cognizione del giudice, anche sotto il profilo del principio della parità di trattamento dei soci, la verifica di una corretta applicazione delle regole di gioco da parte di un organo dell'associazione (consid. 3). 4. L'obbligo delle associazioni calcistiche affiliate alla Lega nazionale di vegliare al mantenimento dell'ordine in campo riguardo agli spettatori non costituisce soltanto una regola di gioco, ma anche un dovere inerente alla qualità di membro che attiene alle associazioni calcistiche indipendentemente dallo sviluppo delle varie partite. In questa misura la questione di sapere se tale obbligo sia stato trasgredito e se debba pertanto essere pronunciata una sanzione nei confronti dell'associazione responsabile non è sottratta alla cognizione del giudice. Nel caso concreto la rinuncia a una sanzione non ha violato il principio della parità di trattamento dei soci (consid. 4).