Art. 27 cpv. 1 e 2 LIFD; art. 73 cpv. 1 lett. c CP; imposta sul reddito di una persona che esercita un'attività lucrativa indipendente; non deducibilità della pretesa di risarcimento di diritto penale quale spesa giustificata dall'uso commerciale. La pretesa di risarcimento (nel senso dell'art. 73 cpv. 1 lett. c CP) pronunciata dall'autorità penale è intrinsecamente correlata al risarcimento dei danni concesso al danneggiato (non deducibile fiscalmente). Tenuto conto di questo nesso, non è giustificato trattare in modo diverso questi due istituti giuridici nel diritto fiscale. La pretesa di risarcimento non costituisce quindi una spesa giustificata dall'uso commerciale e non può essere dedotta dal reddito del contribuente (consid. 8.3). Non corrisponde nemmeno a una sanzione priva di carattere penale ma finalizzata a ridurre il prelievo dell'utile nel senso dell'art. 27 cpv. 2 lett. f LIFD (consid. 8.4).
29. Extrait de l'arrêt de la IIIe Cour de droit public dans la cause Administration fiscale cantonale genevoise contre A. et B. (recours en matière de droit public)
Art. 27 al. 1 et 2 LIFD; art. 73 al. 1 let. c CP; impôt sur le revenu d'une personne exerçant une activité lucrative indépendante; non déductibilité de la créance compensatrice de droit pénal en tant que frais justifiés par l'usage commercial. La créance compensatrice (au sens de l'art. 73 al. 1 let. c CP) prononcée par l'autorité pénale est intrinsèquement liée aux dommages-intérêts alloués au lésé (non déductibles fiscalement). Compte tenu de ce lien, il ne se justifie pas de traiter différemment ces deux institutions légales en droit fiscal. La créance compensatrice ne constitue dès lors pas des frais justifiés par l'usage commercial et ne peut être déduite du revenu du contribuable (consid. 8.3). Elle ne correspond pas non plus à une sanction dépourvue de caractère pénal mais qui vise à réduire le bénéfice au sens de l'art. 27 al. 2 let. f LIFD (consid. 8.4).
Art. 27 cpv. 1 e 2 LIFD; art. 73 cpv. 1 lett. c CP; imposta sul reddito di una persona che esercita un'attività lucrativa indipendente; non deducibilità della pretesa di risarcimento di diritto penale quale spesa giustificata dall'uso commerciale. La pretesa di risarcimento (nel senso dell'art. 73 cpv. 1 lett. c CP) pronunciata dall'autorità penale è intrinsecamente correlata al risarcimento dei danni concesso al danneggiato (non deducibile fiscalmente). Tenuto conto di questo nesso, non è giustificato trattare in modo diverso questi due istituti giuridici nel diritto fiscale. La pretesa di risarcimento non costituisce quindi una spesa giustificata dall'uso commerciale e non può essere dedotta dal reddito del contribuente (consid. 8.3). Non corrisponde nemmeno a una sanzione priva di carattere penale ma finalizzata a ridurre il prelievo dell'utile nel senso dell'art. 27 cpv. 2 lett. f LIFD (consid. 8.4).