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BGE 114 IV 103

Art. 129 CP. Esposizione a pericolo della vita altrui, che ha cagionato la morte. Assenza di scrupoli. Un atto è commesso senza scrupoli ai sensi dell'art. 129 CP ove, tenuto conto dei mezzi utilizzati, dei motivi dell'agente e delle altre circostanze, tra cui figura pure lo stato dell'agente, esso appare contrario ai principi generalmente ammessi dei buoni costumi e della morale. È irrilevante se l'agente sia stato consapevole del carattere eticamente riprovevole del suo comportamento o se abbia avuto la possibilità di agire conformemente a tale consapevolezza; è sufficiente che egli abbia conosciuto le circostanze a causa delle quali il suo comportamento appare privo di scrupoli alla stregua dei principi generali dei buoni costumi e della morale.

27 giugno 2014·Volume 114·IV·Dossier: 6S.172/1988·1 visualizzazioni
DE

31. Urteil des Kassationshofes vom 14. Dezember 1988 i.S. Staatsanwaltschaft des Kantons Obwalden gegen X. (Nichtigkeitsbeschwerde)

FR

Art. 129 CP. Mise en danger de la vie d'autrui ayant entraîné la mort. Absence de scrupule. Un acte est commis sans scrupule au sens de l'art. 129 CP lorsque, compte tenu des moyens utilisés, des mobiles de l'auteur et des autres circonstances, parmi lesquelles figure également l'état de l'auteur, il apparaît comme contraire aux principes généralement admis des bonnes moeurs et de la morale. Il est sans importance que l'auteur ait eu conscience de l'atteinte portée par son comportement aux valeurs éthiques ou qu'il ait eu la possibilité de se conformer à celles-ci; il suffit qu'il ait connu les circonstances à cause desquelles son comportement apparaît comme dénué de scrupule au regard des principes généraux de la morale et des bonnes moeurs.

IT

Art. 129 CP. Esposizione a pericolo della vita altrui, che ha cagionato la morte. Assenza di scrupoli. Un atto è commesso senza scrupoli ai sensi dell'art. 129 CP ove, tenuto conto dei mezzi utilizzati, dei motivi dell'agente e delle altre circostanze, tra cui figura pure lo stato dell'agente, esso appare contrario ai principi generalmente ammessi dei buoni costumi e della morale. È irrilevante se l'agente sia stato consapevole del carattere eticamente riprovevole del suo comportamento o se abbia avuto la possibilità di agire conformemente a tale consapevolezza; è sufficiente che egli abbia conosciuto le circostanze a causa delle quali il suo comportamento appare privo di scrupoli alla stregua dei principi generali dei buoni costumi e della morale.

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