Incarto n. 15.2015.90
Lugano 16 dicembre 2015
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza
composta del giudice:
Jaques, presidente
vicecancelliere:
Cortese
statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 12 novembre 2015 di
RI 1
contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, o meglio contro l’avviso d’incanto emesso il 6 novembre 2015 nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente da
PI 1, __________ (patrocinata dall’avv. PA 1 __________)
ritenuto in fatto e considerato in diritto:
che sulla scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 18 settembre 2014 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Mendrisio, la PI 1 procede contro RI 1 per l’incasso di fr. 66'153.25 oltre agli accessori;
che il 6 novembre 2015 l’UE ha emesso l’avviso di vendita dei beni pignorati il 12 marzo 2015 (una quota sociale della società P__________ Sagl di fr. 155'000.– e quattro certificati azionari della I__________ SA;
che con ricorso del 12 novembre 2015, RI 1 ha impugnato l’avviso d’incanto, facendo valere che la P__________ Sagl “non ha ricevuto alcuna somma di denaro malgrado e il contratto non è stato rispettato”, e lo stesso giorno ha interposto all’UE un’“opposizione all’incanto della proprietà in discussione”, citando sempre la stessa esecuzione e affermando di essere lui il creditore “in quanto vengo ostacolato nella trasformazione dei negozi in appartamenti”;
che il 13 novembre 2015 il presidente della Camera ha dichiarato irricevibile la domanda di effetto sospensivo – non motivata – formulata dal ricorrente con l’“opposizione”, facendo notare che l’asta impugnata riguardava solo i beni pignorati dalla procedente e non il fondo cui egli allude nell’“opposizione”;
che il 17 novembre 2015 l’UE ha realizzato i beni mobili posti all’asta;
che il 30 novembre 2015 la PI 1 ha comunicato di non avere particolari osservazioni da formulare sul ricorso, ritenuto “palesemente inconcludente”;
che nelle proprie osservazioni dell’11 dicembre 2015, l’UE ha chiesto che il ricorso venisse respinto nella misura in cui non è motivato e non riguarda i beni posti all’asta;
che, difatti, la domanda di effetto sospensivo si riferiva ovviamente alla realizzazione del fondo, sì pignorato nella stessa esecuzione ma non (ancora) posto all’asta, mentre il ricorso accenna addirittura a un’altra esecuzione diretta contro la P__________ Sagl (di cui il ricorrente è socio e gerente) e non contro lui personalmente;
che privo di oggetto e di motivazione il ricorso è quindi irricevibile;
che per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).
Per questi motivi,
pronuncia: 1. Il ricorso è irricevibile.
2. Non si prelevano spese né si assegnano indennità.
3. Notificazione a:
–; – .
Comunicazione all’Ufficio di esecuzione, Mendrisio.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente Il vicecancelliere
Rimedi giuridici
Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.