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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 10.10.2013 14.2013.131

10 ottobre 2013·Italiano·Ticino·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·1,864 parole·~9 min·4

Riassunto

Opposizione a sequestro. Reclamo carente di un presupposto processuale, dichiarato irricevibile difettando l'interesse degno di protezione della reclamante

Testo integrale

Incarto n. 14.2013.131

Lugano 10 ottobre 2013/lw  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Pellegrini, presidente, Walser e Jaques

vicecancelliera:

Locatelli

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia di sequestro promossa davanti alla Pretura __________ con opposizione 17 novembre 2011 (inc. SO.2011.293) da

RE 1 (patrocinata dall’ PA 1)  

contro  

il sequestro 8 novembre 2011 (inc. SO.2011.280) (n° __________) richiesto nei suoi confronti da

CO 1 (patrocinata dall’ PA 2)  

in cui il Pretore con decisione 1° luglio 2013 ha respinto l’opposizione e, conseguentemente, confermato il sequestro, ponendo tasse, spese e ripetibili a carico della debitrice sequestrata ed opponente;

reclamante la debitrice opponente con allegato 15 luglio 2013 chiedente la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere l’opposizione ed annullare il sequestro, protestate spese e ripetibili;

preso atto delle osservazioni [correttamente: risposta al reclamo] 9 agosto 2013 di CO 1 che ne propone la reiezione, protestate tasse, spese e ripetibili;

letti ed esaminati atti e documenti;

ritenuto

in fatto:                    A.   Con istanza 8 novembre 2011 diretta contro RE 1, CO 1 (di seguito: la banca sequestrante) ha chiesto al Pretore __________, in base all’art. 271 cpv. 1 n. 5 LEF, di porre sotto sequestro l’importo di “CHF 300'000.– depositato presso il Tribunale __________, __________, effettuato dalla debitrice” insieme alla “quota della debitrice RE 1 nell’eredità indivisa lasciata dalla madre, signora __________, già in __________, da __________, deceduta a __________ il 15 dicembre 2008”, il tutto fino a concorrenza di un credito di fr. 981'257.35.

                                  B.   La banca sequestrante fonda la sua pretesa sull’attestato di carenza di beni del 16 agosto 2002 emesso nell’esecuzione n. __________ del­l’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ per la somma complessiva di fr. 981'257.35 e che, quale causa del credito, indica “attestato insufficienza di pegno no. __________ per fr. 886'519.50 emesso il 28 maggio 2001 dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________”.

                                  C.   L’8 novembre 2011 il Pretore __________ ha ordinato il sequestro così come richiesto.

                                  D.   Il 17 novembre 2011 la debitrice sequestrata ha presentato opposizione al decreto di sequestro. L’interessata ha rilevato di essere parte alla causa ereditaria pendente davanti al Tribunale __________, in relazione alla successione della defunta madre __________ e caratterizzata da un decorso assai litigioso e difficile, che la opponeva ai suoi due fratelli B__________ e F__________. Ciò detto, in questo contesto, era stato ipotizzato di chiudere la controversia con una transazione giudiziaria prevedendo fra l’altro la cessione ad A__________, figlio della debitrice sequestrata, del fondo n. __________ RFD di __________ – appartenente alla massa successoria – previo pagamento di un importo di fr. 150'000.– ciascuno ai due coeredi B__________ e F__________. A questo scopo A__________ aveva appunto ottenuto una linea di credito di fr. 400'000.– dall’istituto bancario __________, di cui fr. 300'000.– li aveva depositati a suo nome sul conto clienti del rappresentante legale avv. PA 1 che, successivamente, li aveva a sua volta bonificati sul conto bancario intestato al citato tribunale. Il denaro sequestrato pertanto non apparteneva alla debitrice opponente, bensì al di lei figlio A__________. Non da ultimo le proprietà immobiliari acquisite dalla banca sequestrante nell’ambito dell’esecuzione conclusasi con il rilascio dell’attestato di insufficienza di pegno, e che le aveva poi consentito di giungere al rilascio dell’attestato di carenza di beni all’origine dell’istanza di sequestro, erano state a loro volta rivendute facendole conseguire un utile quantificabile in fr. 2'280'000.– almeno, compensando ampiamente la pretesa oggetto del provvedimento in esame. In via subordinata l’escussa ha postulato la conferma del sequestro limitatamente alla sua quota parte nell’eredità della madre.

                                         All’udienza di discussione del 7 dicembre 2011 la debitrice sequestrata ha confermato la sua opposizione, mentre la banca sequestrante ha chiesto di non ammetterla.

                                  E.   Con decisione 1° luglio 2013 il Pretore __________ ha respinto l’opposizione e confermato il sequestro. A suo dire, in quanto sorretti dall’attestato di carenza di beni, la causa del sequestro (art. 271 cpv. 1 n. 5 LEF) e il credito di fr. 981'257.35 erano verosimili, mentre la pretesa posta in compensazione era rimasta una mera allegazione di parte priva di riscontri oggettivi. Il Pretore ha riconosciuto alla debitrice la legittimazione a proporre opposizione in quanto non era verosimile che l’importo di fr. 300'000.– depositato dal rappresentante legale sul conto intestato al Tribunale __________ potesse ricondursi al prestito bancario di fr. 400'000.– che A__________ aveva ottenuto per rilevare il fondo n. __________ RFD di __________. La debitrice sequestrata, in veste di parte nella causa di successione della madre, aveva peraltro dichiarato la sua disponibilità a versare fr. 300'000.– oltre un anno prima della concessione di quel prestito. La decisione di sequestro andava d’altra parte altresì confermata in relazione alla quota di eredità indivisa spettante alla debitrice sequestrata e sulla cui verosimile esistenza non erano state sollevate contestazioni.

                                  F.   Con il reclamo del 15 luglio 2013 la debitrice sequestrata e opponente propone di annullare la decisione impugnata e il sequestro. I tentativi di chiudere la controversia ereditaria – nel frattempo risolta con decisione 18 gennaio 2013 – sottoforma di accordo giudiziale partivano tutti dall’idea che i fratelli della debitrice sequestrata

                                         avrebbero ceduto la loro rispettiva quota ereditaria sul fondo n. __________ RFD di __________ ad A__________ previo pagamento di complessivi fr. 300'000.–. E, in tal senso, quest’ultimo aveva appunto chiesto il prestito bancario di fr. 400'000.– vincolato all’acquisto di quell’immobile. Seppur difficoltose le trattative erano proseguite anche una volta ottenuto quel finanziamento. La debitrice sequestrata non era titolare di averi bancari, tant’è che a suo carico erano stati emessi vari attestati di carenza di beni. Infine era stato A__________ a versare fr. 300'000.– sul conto del rappresentante legale e nulla indicava che l’avesse fatto a titolo di prestito o donazione alla madre o ancora allo scopo di acquistare da lei alcunché.

Considerando

in diritto:                  1.   La decisione del giudice del sequestro – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (Reiser, in: Basler Kommentar, SchKG II, 2a ed., 2010, n. 44-45 ad art. 278) – che statuisce sull’opposizione (ai sensi dell’art. 278 cpv. 1 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo può essere impugnata davanti all’autori-tà giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti (art. 48 lett. e n. 1 LOG), con il rimedio del reclamo a prescindere dal valore litigioso (art. 251 lett. a, 309 lett. b n. 6 e 319 lett. a CPC). L’autorità superiore deve verificare, sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti, se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dal creditore – e contestate da controparte – è raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per mantenere il provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (Amonn/Walther, Grund­riss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8a ed., 2008, n. 74 ad § 51; Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, pag. 482).

                                   2.   Il termine per l’inoltro del reclamo è di dieci giorni (art. 321 cpv. 2 CPC). Eventuali osservazioni al reclamo devono poi ossequiare il medesimo termine (art. 322 cpv. 2 CPC). Proposto lunedì 15 luglio 2013 avverso la decisione datata 1° luglio 2013 notificata l’indomani e recapitata alla debitrice sequestrata il giorno successivo, il reclamo ossequia il termine di dieci giorni per effetto dell’art. 142 cpv. 3 CPC ed è così ammissibile. L’impugnazione è stata notificata il 5 agosto 2013, di modo che anche la risposta al reclamo spedita il 10 agosto 2013 risulta senz’altro tempestiva.

                                         Per gli art. 278 cpv. 3, 2. periodo LEF e 326 cpv. 2 CPC (da ultimo: CEF 16 febbraio 2012 inc. 14.2011.225 e 14.2012.4, consid. 1.5 con rinvii), in quanto nuova, è di per sé ammissibile la sentenza 18 gennaio 2013 del Tribunale __________ che accompagna la risposta al reclamo presentata dalla banca sequestrante.

                                   3.   Giusta l’art. 59 cpv. 1 e cpv. 2 lett. a CPC, il giudice entra nel merito di un’azione o istanza se sono dati i presupposti processuali, fra cui rientra appunto l’interesse degno di protezione dell’attore o dell’i­stan­te. L’esigenza di un interesse vale pure per l’opposizione al sequestro, l’art. 278 cpv. 1 LEF precisando che l’opponente deve essere “toccato nei suoi diritti”, e per il ricorso contro la decisione su opposizione ai sensi dell’art. 278 cpv. 3 LEF (Reiser, op. cit., n. 20 ad art. 278 con rinvio). Ora, nella misura in cui il debitore è il destinatario del sequestro, la legittimazione ad interporre opposizione e ad impugnare la decisione su opposizione deve essergli riconosciuta (Amonn/Walther, op. cit., n. 65 ad § 51; Rei­ser, op. cit., n. 21 e 44 ad art. 278). La legittimazione ad interporre opposizione e quella a ricorrere contro la decisione su opposizione non è in linea di massima data quando l'interessato si limita ad affermare che i beni sequestrati appartengono a terzi (CEF 29 febbraio 2012 inc. 14.2011.216 consid. 8, 28 luglio 2011 inc. 14.2011.85 consid. 5, 18 giugno 2010 inc. 14.2010.40 consid. 2.1; 26 gennaio 2005 inc. 14.2004.109 consid. 3.2).

                                         Ora, davanti a questa Camera la reclamante contesta di essere stata proprietaria della somma di fr. 300'000.– che si trova attualmente depositata sul conto bancario intestato al Tribunale __________ e, conseguentemente, di essere titolare verso quest’ultima autorità di una pretesa in restituzione di pari importo (reclamo, n. 18 segg.). E, di fatto, escludendo un suo qualsiasi diritto riguardo a quell’importo, l’interessata non concretizza e non giustifica di avere un interesse al ricorso. D’altra parte, la reclamante ha rinunciato a contestare in questa sede il sequestro della sua quota parte di eredità nella successione della defunta madre (reclamo, n. 65 e 66). In queste circostanze il reclamo non può che essere dichiarato irricevibile.

                                   4.   La tassa di giustizia (art. 95 cpv. 2 CPC; 48 e 61 cpv. 1 OTLEF) segue la soccombenza della reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC), che rifonderà alla banca sequestrante un’indennità per ripetibili (art. 95 cpv. 3 lett. b CPC) commisurata all’impegno richiesto per la presentazione della risposta al reclamo sostanzialmente uguale a quella prodotta nella parallela vertenza di cui all’inc. 14.2013.132 altresì pendente davanti a questa Camera.

                                         Ai fini dell’indicazione dei rimedi giuridici esperibili sul piano federale, il valore litigioso determinante (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) può essere stabilito in fr. 300'000.– (cfr. art. 51 cpv. 1 lett. a LTF).

Per questi motivi,

richiamati gli art. 271 segg. LEF, 95, 106, 319 segg. CPC, 48 e 61 cpv. 1 OTLEF;

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

                                   2.   La tassa di giustizia per il reclamo, di fr. 480.–, già anticipata dalla reclamante, resta a suo carico. Essa rifonderà a CO 1 fr. 1'500.– a titolo di ripetibili.

                                   3.   Notificazione a:

–; –.  

                                         Comunicazione alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Trattandosi di misura cautelare, e ritenuto che il valore litigioso della vertenza va stabilito in questa sede in fr. 300'000.–, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF), con la limitazione di cui all'art. 98 LTF.

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