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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.11.2010 14.2010.12

22 novembre 2010·Italiano·Ticino·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·1,757 parole·~9 min·2

Riassunto

Stralcio del ricorso contro l'accoglimento dell'opposizione al sequestro diventato privo di oggetto in seguito all'apertura del fallimento della debitrice. Statuizione su spese e indennità ripetibili

Testo integrale

Incarto n. 14.2010.12

Lugano 22 novembre 2010 FP/ls/fb  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Pellegrini, presidente, Walser e Epiney-Colombo

segretaria:

Locatelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile (inc. EF. 2009.3007 della Pretura __________) promossa con opposizione 29 novembre 2009 da

                                         AO 1

patrocinata dall’ RA 2

                                         contro  

il sequestro 5 ottobre 2009 (EF.2698.2009) richiesto nei confronti dell’opponente da

                                         AP 1

patrocinata dall’ RA 1

in cui il pretore __________, con decisione 29 gennaio 2010 ha accolto l’opposizione, annullando di conseguenza il sequestro;

appellante la parte istante con atto di appello dell’11 febbraio 2010, con cui postula la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere l’opposizione al sequestro e di confermare il sequestro no. __________ ordinato il 5 ottobre 2009, protestate spese e indennità per entrambe le sedi;

preso atto che con osservazioni del 26 marzo 2010 l’opponente chiede la reiezione dell’appello, con protesta di spese e indennità,

esaminati gli atti,

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

                                         che con sentenza del 29 gennaio 2010 il Pretore __________, accogliendo l’opposizione inoltrata il 29 novembre 2009 ex art. 278 cpv. 1 LEF da AO 1, ha annullato il sequestro no. __________ (EF.2009.2698) che egli, su istanza 5 ottobre 2009 di AP 1, aveva ordinato il 5 ottobre 2009 contro la stessa AO 1 presso __________;

                                         che il Pretore ha motivato tale giudizio, constatando una assenza di interesse giuridico della sequestrante, dato che per il medesimo credito essa aveva in data 27 febbraio 2009 già ottenuto il sequestro no. __________ (EF.2009.543), contro il quale AO 1 aveva sollevato infruttuosa- mente opposizione, la sua domanda ex art. 278 cpv. 1 LEF essendo stata respinta con sentenza del 17 agosto 2009 (EF.2009.867), confermata poi dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello con pronuncia del 16 novembre 2009 (14.2009.76);

                                         che al riguardo, contrariamente all’opinione della sequestrante, il Pretore non ha allora ritenuto determinante il fatto che presso la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello fosse  pendente un ricorso ex art. 17 LEF inoltrato il 21 settembre 2009 da AO 1 contro l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti __________, e meglio, contro la sua decisione 10 settembre 2009 con cui è stata respinta l’istanza di AO 1 volta alla liberazione parziale degli averi oggetto del sequestro n. __________ del 27 febbraio 2009, ricorso che, se accolto, avrebbe comportato, secondo la sequestrante, il rischio che i suoi crediti scaduti dopo tale primo sequestro, ma inglobati nel decreto 27 febbraio 2009, non sarebbero più stati protetti da questa misura, con la conseguenza che gli importi incassati dall’Ufficio di esecuzione __________ grazie ai versamenti di __________ sarebbero ritornati nella libera disposizione di AO 1 (davanti al Pretore la sequestrante aveva in buona sostanza addotto che se il ricorso di AO 1 avesse trovato accoglimento, il sequestro già pronunciato il 27 febbraio 2009, sarebbe divenuto fruttuoso per poco di meno di fr. 1'500’000.- a fronte di un credito esigibile di circa 31,5 milioni di franchi; v. sentenza, pag. 3 );

                                         che contro la sentenza pretorile AP 1 ha inoltrato appello, sostenendo che pur avendo la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza respinto con sentenza 26/27 gennaio 2010 il ricorso presentato da AO 1 contro il provvedimento dell’UE __________ del 10 settembre 2009, confermando l’ammissibilità della sequestrabilità/pignorabilità dei crediti scaduti dopo l’ordine di sequestro del 27 febbraio 2009 (15.2009.112; doc. B), non è dato da sapere se contro tale sentenza è stato inoltrato ricorso al Tribunale federale dalla controparte, per cui l’interesse dell’appellante al mantenimento del secondo sequestro, ossia a quello del 5 ottobre 2009, è ancora concreto e attuale, ritenuto comunque che se è vero che il secondo sequestro è volto a garantire il medesimo credito, altrettanto vero è che i beni sequestrati non sono i medesimi;

                                         che con osservazioni del 26 marzo 2010 AO 1 ha chiesto la reiezione dell’appello, rilevando che non è stato inoltrato alcun ricorso contro la decisione CEF/VIG del 26 gennaio 2010 e asserendo che, contrariamente a quanto preteso da controparte, i beni di cui ai due decreti di sequestro sono perfettamente identici;

                                         che con scritto del 10 novembre 2010, rispondendo alla richiesta del presidente della Camera di esecuzione e fallimenti del tribunale d’appello del 28 ottobre 2010 se alla luce degli eventi capitati nel corso del 2010 intendeva ancora mantenere l’appello, AP 1 ha ricordato che a seguito del riconoscimento in Svizzera del fallimento di AO 1, pronunciato dalla CEF il 4 aprile (recte: 8 aprile 2010; inc. n. 14.2010.14), tutte le procedure esecutive promosse nei confronti della società fallita nonché i sequestri e le relative procedure di ricorso sono decaduti di fatto per effetto dei combinati art. 170 LDIP e art. 206 LEF (cfr. BSK-IPRG-berti/bürgi, art. 170, n. 8; BSK SchKG II- wohlfart, art. 206, n. 11);

                                         che ciò posto, ha concluso l’appellante, il gravame 11 febbraio 2010 volto al mantenimento del sequestro n. __________ contro AO 1, è divenuto privo di oggetto, nulla ostando perciò al suo stralcio dai ruoli, ritenuto che, alla luce di tutte le circostanze, si giustifica di prescindere dall’assegnazione di ripetibili e di rifondere all’appellante una eventuale eccedenza delle spese processuali anticipate;

                                         che, come rilevato giustamente dall’appellante, con il riconoscimento in Svizzera del fallimento di AO 1, sia le esecuzioni sia i sequestri a quel momento pendenti decadono ope legis (cfr. anche jaeger/walder/kull/kuttmann, SchKG, 4a ed., n. 5 ad art. 206); 

che l’appello va perciò stralciato dai ruoli in quanto divenuto privo di oggetto,

                                         che per quanto riguarda gli oneri processuali, la OTLEF (v. art. 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1) non regola l’assegnazione delle spese e delle indennità (ripetibili) nel caso di un’azione divenuto priva di oggetto;

                                         che al riguardo nemmeno il codice di procedura civile ticinese è di sussidio, l’art. 151 CPC (applicabile in virtù dell’art. 25 LALEF) limitandosi a stabilire che se la causa è stata tolta per desistenza, transazione od accettazione della domanda, le spese e le ripetibili sono stabilite e ripartite a richiesta di parte dal giudice adito;

                                         che pur dovendosi rilevare che nel caso in cui un procedimento viene a meno non si può parlare di soccombenza di un parte, in un caso del genere la ripartizione delle spese e l’assegnazione delle ripetibili (indennità) deve nondimeno avvenire secondo il prudente apprezzamento del giudice, il quale dovrà tenere conto di chi ha determinato l’inutilità della prosecuzione del procedi- mento, di quale delle parti ha eventualmente reso necessario, con il suo atteggiamento, l’introduzione del procedimento e quale sarebbe stato il prevedibile esito in caso di giudizio (cocchi/trezzini, CPC-TI, ad art. 151 N. 11);

                                         che in caso di ricorso divenuto privo di oggetto, l’autorità giudicante deve pronunciarsi, almeno sommariamente, sull’esito verosimile del ricorso stesso (cocchi/trezzini, op. cit. ad art. 151 N. 12);

                                         che in questo contesto, torna applicabile, per analogia, l’art. 72 della procedura civile federale per il quale, in caso di lite divenuta priva di oggetto, si statuisce su spese e ripetibili con motivazione sommaria tenendo conto dello stato di cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite (cocchi/trezzini, op. cit. ad art. 151 N. 9; CEF, sentenza 20 febbraio  2009, inc. n. 14.2008.126, consid. 3);

                                         che nella misura in cui l’appellante ha reiterato nel far valere un interesse degno di protezione al mantenimento del sequestro ordinato dal giudice il 5 ottobre 2009, l’appello con ogni verosimiglianza sarebbe stato respinto, le considerazioni esposte al riguardo dal Pretore risultando convincenti;

                                         che, come correttamente rilevato dal Pretore, la paventata eventualità manifestata dall’appellante che, in futuro, quanto incassato dall’Ufficio di esecuzione __________ presso __________ sulla base del sequestro decretato il 27 febbraio 2009 possa non esserle integralmente riversato a seguito del procedimento ricorsuale pendente presso la CEF/VIG su ricorso di AO 1, non basta ancora per far nascere, di per sé, un immediato interesse giuridico in capo alla stessa per richiedere, da subito, un ulteriore e parallelo sequestro a garanzia della medesima pretesa, tenuto conto che il precedente sequestro, ossia quello ordinato il 27 febbraio 2009 era – in ogni modo al momento dell’emanazione della sentenza impugnata – pienamente valido, l’opposizione al medesimo sequestro essendo stata respinta sia in primo grado (doc. D annesso all’appello) che nel successivo ricorso interposto dalla parte escussa (v. doc. C annesso all’appello);

                                         che del resto, anche il ricorso proposto dalla AO 1 contro il provvedimento 10 settembre 2009 dell’Ufficio di esecuzione __________ - ricorso che avrebbe spinto la qui appellante a riproporre una seconda istanza di sequestro per il medesimo credito, sfociata nella sentenza qui impugnata - è stato respinto dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello con pronuncia del 26 gennaio 2010 (contro la quale AO 1 non ha ricorso al Tribunale federale), a dimostrazione che i motivi paventati dalla creditrice per il mantenimento degli effetti del primo sequestro (quello del 27  febbraio 2009) erano infondati;

                                         che pertanto si giustifica di addebitare la tassa di giustizia relativa al presente giudizio - in misura tuttavia ridotta rispetto all’anticipo di fr. 3’000.- da essa prestato - all’appellante, con l’obbligo di rifondere a controparte fr. 1’200.- di indennità, mentre non vi è motivo per modificare il dispositivo di prima sede sugli oneri processuali, sul quale del resto l’appellante non si è espressa nel suo scritto 10 novembre 2010 e, a ben vedere, nemmeno nell’appello;

                                         che tale indennità (fr. 1'200.-), ancorché di lunga inferiore rispetto a quella accordata dal primo giudice per la procedura di opposizione al sequestro (fr. 10'000.-), è da considerare in questo contesto congrua, ove si consideri che le osservazioni all’appello, limitate ad alcune brevi considerazioni, hanno richiesto un dispendio di tempo limitato e che l’accoglimento dell’opposizione al sequestro non è dipesa da questione di merito, ma dalla mancanza di interesse al mantenimento della misura;  

per questi motivi,

richiamati gli art. 61 cpv. e 62 cpv. 1 OTLEF

pronuncia:

                                   1.   L’appello è stralciato dai ruoli in quanto divenuto privo di oggetto.

                                   2.   La tassa di giustizia per complessivi fr. 1’000.-, già anticipata dall’appellante con il versamento di fr. 3'000.-, è posta a suo carico, mentre l’importo residuo di fr. 2’000.- le sarà restituito. L’appellante rifonderà alla controparte (appellata) fr. 1’200.- di indennità.

                                   3.   Intimazione a:

                                         - RA 1;

                                         - RA 2.

                                         Comunicazione alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                             La segretaria

Trattandosi di misura cautelare, e ritenuto che il valore litigioso della vertenza è di 31'537'210.52, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF), con la limitazione di cui all’art. 98 LTF.

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