Incarto n. 14.2003.99 14.2004.27
Lugano 20 dicembre 2004 /CJ/sc/kc
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser
segretario:
Jaques
statuendo sull'istanza di riconoscimento della graduatoria straniera di fallimento formulata il 5 marzo 2004 da
IS 1 (rappr. dall' RA 1 , rappr. a sua volta dall' RA 2)
contro
1. CO 1 2. CO 2 3. CO 3 4. CO 4 5. CO 5 6. CO 6 7. CO 7
volta
· al riconoscimento della graduatoria (“stato passivo”) del fallimento principale di CO 1 depositata al Tribunale di __________ il 18.12.1996/29.1.1997, e
· alla consegna in natura all'amministrazione fallimentare italiana di tutti i beni di pertinenza della massa fallimentare rinvenuti dall’__________ nell’ambito della procedura ancillare svizzera;
richiamati il decreto presidenziale 13 settembre 2004, il rapporto dell’Ufficio __________ del 17 luglio 2003 (inc. 14.03.99) nonché gli scritti 29 novembre 2004 dell’Ufficio __________ e dell’istante;
ritenuto
in fatto: A. Con sentenza 15 maggio 1996, il Tribunale di __________ (Italia) ha dichiarato il fallimento di __________, società di fatto con sede a __________, e di __________, __________, soci illimitatamente responsabili della __________.
Con sentenza 10 luglio 1996 - resa, su "ricorsi per estensione di fallimento" del 17 e 22 maggio 1996, "per estensione del fallimento della società di fatto __________, dichiarato da questo Tribunale con sentenza del 16 [recte: 15] maggio 1996" - lo stesso Tribunale di __________ ha dichiarato il fallimento di __________, __________, __________ CO 1 e __________, __________.
B. Il 18 dicembre 1996, il giudice delegato __________, presso il Tribunale di __________, __________, Ufficio fallimenti, ha ordinato il deposito della graduatoria dei creditori ("stato passivo") dei suddetti fallimenti (doc. C allegato all’istanza). La stessa è stata dichiarata esecutiva con decreto 29 gennaio 1997 del giudice delegato (doc. M).
C. Con sentenza 6 giugno 2000 (inc. 14.2000.21), questa Camera ha riconosciuto in Svizzera tutti i fallimenti decretati il 15 maggio 1996 e il 10 luglio 1996. Il dispositivo è stato pubblicato sul Foglio ufficiale cantonale del __________ (FUC __________). L'Ufficio __________, che è stato incaricato della liquidazione del fallimento secondario, ha immediatamente proceduto all’inventario dei beni e, il __________, ha pubblicato l’apertura del fallimento in via sommaria (FUC __________, p. __________). Nel termine impartito non è stato insinuato alcun credito. La graduatoria del fallimento secondario, depositata il 2 giugno 2003 (FUC __________), è cresciuta in giudicato (scritto 3 luglio 2003 della Pretura __________).
D. Con sentenza 16 ottobre 2002, il Tribunale di __________, settima sezione civile, ha respinto le opposizioni al fallimento interposte da __________ e __________, accogliendo invece quelle di __________ e __________ CO 1 e revocando il fallimento di queste ultime. Di conseguenza, questa Camera ha revocato i fallimenti secondari diretti contro queste due persone con decreti del 6 giugno 2004 (inc. 14.04.49/50), pubblicati sugli organi ufficiali il __________ (FUC __________; FUSC __________).
E. Con ordinanza presidenziale 13 settembre 2004 (pubblicata sul FUSC __________ e sul FUC __________) è stata data facoltà agli eventuali creditori con domicilio in Svizzera di indicare se la graduatoria del fallimento principale in Italia tenesse adeguatamente conto dei loro crediti. Nel termine impartito non è stata interposta nessuna contestazione.
F. Con l’istanza in esame, l’amministratore del fallimento principale chiede il riconoscimento della graduatoria (stato passivo) nonché la consegna in natura di tutti i beni di pertinenza della massa fallimentare rinvenuti dall’Ufficio __________ nell’ambito della procedura ancillare svizzera. Precisa che __________ CO 7 ha riconosciuto che la relazione n. __________ presso la F__________ di __________, a lei formalmente intestata, è in realtà di proprietà della CO 1 e ha di conseguenza ceduto tale attivo alla massa fallimentare (doc. I e L). Poiché non è iscritto nessun creditore nella graduatoria del fallimento secondario, l’istante chiede che gli attivi inventariati dall’Ufficio __________ gli siano consegnati in natura, ritenuto che le spese sono coperte dalla liquidità rinvenuta presso la __________ e che un’asta pubblica nel Cantone Ticino dei titoli azionari della società (non quotata) in liquidazione ____________________ non garantirebbe la massimizzazione del ricavo.
Con scritto 29 novembre 2004, l’istante ha poi precisato che tutte le somme e titoli potevano essere trasmessi a mezzo bonifico bancario direttamente sul conto del fallimento di IS 1 n° __________ aperto presso il __________, __________, mentre i titoli al portatore della ____________________ andavano consegnati al patrocinatore ticinese avv. __________ RA 2 e le 2000 azioni nominative di ____________________, __________, non rinvenute materialmente dall’Ufficio __________, erano da cedere alla massa.
G. Con atto 29 novembre 2004, l'Ufficio __________ ha trasmesso a questa Camera il protocollo del fallimento secondario, il conto tasse e spese, gli estratti bancari dei conti inventariati e l’inventario aggiornati, così come le azioni al portatore della ____________________ A fronte di spese di amministrazione ammontanti a fr. 1'686,45, l’attivo fallimentare risulta così composto:
– conto n° __________ __________
valutazione patrimoniale al 24/11/04 USD 82’540,66
– conto n° __________
valutazione patrimoniale al 24/11/04 USD 151’868,01
– 17 azioni al portatore da fr. 1'000.– cadauna di ____________________ (da n° 4 a 20) p.m.
– 48 certificati azionari di ognuno 10 azioni di fr. 1'000.– cadauna di __________ __________ (da n° 21 a 68) p.m.
– 100% capitale azionario di __________ __________ p.m.
– conto corrente di __________ presso la __________ __________ con un saldo al 23 aprile 1996 di Lit. 10'356'651,74
Il totale delle liquidità sui conti della __________ ammontavano il 24 novembre 2004 a USD 3'332,86 (USD 1'012,39 + 2'320,47).
Non figura più nell’ultimo inventario il credito in conto corrente di __________ CO 7 presso la __________ __________, registrato nel primo inventario sub 6, in quanto la stessa l’ha ceduto alla massa fallimentare (cfr. doc. I e L).
Considerato
in diritto: 1. L’istante chiede sia il riconoscimento della graduatoria dei creditori ("stato passivo") depositata il 18 dicembre 1996 presso il Tribunale di __________, __________, __________ (doc. C) sia la consegna in natura all'amministrazione fallimentare italiana di tutti i beni di pertinenza della massa fallimentare rinvenuti dall’Ufficio __________ nell’ambito della procedura ancillare svizzera.
1.1. Cresciuta in giudicato la graduatoria del fallimento secondario svizzero, nel caso in cui risultino pagati integralmente i crediti ivi iscritti, l'eventuale eccedenza è messa a disposizione dell'amministrazione straniera del fallimento o dei creditori legittimati (art. 173 cpv. 1 LDIP).
1.2. La messa a disposizione del saldo presuppone che la graduatoria straniera sia stata riconosciuta dallo stesso tribunale che ha operato il riconoscimento del decreto straniero di fallimento (art. 173 cpv. 2 LDIP), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello (art. 513 cpv. 1 CPC). Anche se gli autori sostengono che non si tratta tecnicamente di una procedura d’exequatur, bensì di una verifica tesa a giungere, se del caso, a un nulla osta del giudice svizzero, dal profilo procedurale gli stessi autori ritengono che nel dispositivo il giudice debba pronunciarsi non solo sulla messa a disposizione del saldo ma anche sul riconoscimento della graduatoria estera (cfr. Volken, Zürcher Kommentar zum IPRG, 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2004, n. 18 e 28 ad art. 173; Lembo/Jeanneret, La reconnaissance d’une faillite étrangère (art. 166 ss LDIP), SJ 2002 II 268; Bernard Dutoit, Commentaire de la LDIP, 3. ed., Basilea/Ginevra/Monaco 2001, n. 2 ad art. 173). In altri termini, questa seconda questione ha carattere principale e non solo pregiudiziale. La prima conclusione dell’istanza in esame è pertanto ricevibile.
2. Il riconoscimento presuppone che la graduatoria estera tenga adeguatamente conto dei crediti delle persone domiciliate in Svizzera ed escluse dal fallimento secondario per la natura delle loro pretese: questi creditori devono essere sentiti e loro va garantito pari trattamento, nei confronti dei creditori omologhi nello Stato del fallimento principale (Cometta, Assistenza giudiziaria internazionale in materia esecutiva - Fallimento e concordato internazionali, in: Assistenza giudiziaria internazionale in materia civile, penale, amministrativa ed esecutiva, Collana CFPG vol. 20, Lugano 1999, p. 215 s.).
2.1. Occorre quindi che la procedura di riconoscimento della graduatoria straniera - per la quale nel Cantone Ticino si applica la forma della procedura contenziosa di camera di consiglio ex art. 361 ss. CPC - sia soggetta alla previa pubblicazione sul FUSC e sul FUC per dar modo agli interessati di far valere pienamente i loro diritti (art. 173 cpv. 3 terzo periodo LDIP; S. Marchand, Exécution de décisions étrangères en matière de faillite, in: C. Leuenberger/J.-A. Guy (éd.) Rechtshilfe und Vollstreckung/Entraide judiciaire et exécution forcée, Berna 2004, p. 182 ad 45; Lembo/Jeanneret, op. cit., p. 268; Berti/Bürgi, Basler Kommentar zum IPRG, Basilea e Francoforte sul Meno 1996, n. 6 ad art. 173 LDIP). Eventuali contestazioni ai fini del riconoscimento della graduatoria estera con effetto sul fallimento secondario aperto in Svizzera sono da inviare in forma scritta alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello (Cometta, op. cit., p. 216 s.).
Nel caso in esame, non sono pervenute contestazioni nel termine impartito nell’ordinanza presidenziale 13 settembre 2004.
2.2. Dal profilo formale, il riconoscimento della graduatoria straniera e il contestuale trasferimento all'estero dell'eventuale saldo presuppongono una domanda: il competente tribunale non agisce d’ufficio. Sono legittimate a presentare la domanda le persone legittimate a chiedere il riconoscimento del fallimento estero ai sensi dell’art. 166 cpv. 1 LDIP, in particolare l’amministrazione estera del fallimento (cfr. Berti/Bürgi, op. cit., n. 5 ad art. 173; cfr. pure Lembo/Jeanneret, op. cit., p. 267 ad 4).
2.3. Il tribunale del riconoscimento della graduatoria estera deve accertare se tale graduatoria:
– tiene adeguatamente conto dei crediti insinuati da persone domiciliate o con sede in Svizzera, nel senso che questi crediti sono trattati come quelli di creditori dello Stato in cui è stato pronunciato il fallimento principale o che sono ivi domiciliati;
– è esente da situazioni vessatorie o inutilmente discriminatorie nei confronti di persone domiciliate o con sede in Svizzera (Cometta, op. cit., p. 217);
– è conforme ai principi fondamentali del diritto svizzero; occorre tener conto infatti della riserva dell'ordine pubblico ai sensi dell’art. 27 cpv. 1 LDIP (Marchand, op. cit., p. 181 ad 43; Volken, op. cit., n. 26 ad art. 173; Dutoit, op. cit., n. 3 ad art. 173; Berti/Bürgi, op. cit., n. 7 ad art. 173);
Nel caso di specie, lo “stato passivo” di cui si chiede il riconoscimento - che dal profilo funzionale corrisponde sostanzialmente alla “graduatoria” svizzera - risulta conforme ai principi fondamentali del diritto svizzero. Non emerge che esso non tenga adeguatamente conto dei crediti insinuati da persone domiciliate o con sede in Svizzera e nemmeno si danno censure in tal senso. Non appare che questi crediti siano trattati diversamente da quelli di creditori dello Stato in cui è stato pronunciato il fallimento principale o che sono ivi domiciliati, né che si diano situazioni vessatorie o inutilmente discriminatorie nei confronti di persone domiciliate o con sede in Svizzera. Nulla osta pertanto al riconoscimento della graduatoria fallimentare principale italiana.
2.4. La maggioranza della dottrina ritiene, esplicitamente (cfr. Marchand, op. cit., p. 182 ad 46; Lembo/Jeanneret, op. cit., p. 268 s.; H. Trachsler, AJP 1997, p. 1571 s.) o implicitamente (cfr. Volken, op. cit., n. 13 ss. ad art. 173; Dutoit, op. cit., n. 3 ad art. 173; Berti/Bürgi, op. cit., n. 7 ad art. 173), che per il riconoscimento non occorre che la graduatoria estera sia passata in giudicato (contra: decisione 3 aprile 1997 del Konkursrichter del Bezirksgericht Zürich, AJP 1997, 1570, con rif.). Anche volendo seguire la tesi minoritaria, va però evidenziato - come peraltro avvenuto nella menzionata sentenza zurighese - che la graduatoria estera deve essere in ogni caso riconosciuta a prescindere dal suo passaggio in giudizio quando come nella presente fattispecie - nessun creditore ha sollevato obiezioni di sorta in merito. È infatti il caso di ricordare che l’art. 173 LEF ha quale unico scopo la protezione dei creditori non privilegiati domiciliati in Svizzera (cfr. Dutoit, op. cit., n. 2 ad art. 173). Non è pertanto necessario determinare se dal carattere “esecutivo” dello stato passivo di cui si chiede il riconoscimento (cfr. doc. M) si possa o no dedurre che lo stesso è passato in giudicato.
3. Dati i presupposti per il riconoscimento della graduatoria estera, non vi sono ostacoli per la consegna in natura del saldo degli attivi inventariati nella procedura ancillare svizzera, dopo il pagamento delle spese dell’Ufficio __________ (cfr. Volken, op. cit., n. 11 ad art. 173; Dutoit, op. cit., n. 1 ad art. 173). Prelevate le proprie spese, che sono state stabilite in fr. 1'686,45 in base al protocollo del fallimento, l’ufficio trasmetterà il saldo dei conti n° __________ e __________ presso __________ mediante bonifico bancario sul conto del fallimento di __________ aperto presso il __________. Le azioni e certificati azionari di __________ __________ andranno consegnati al patrocinatore svizzero dell’Amministrazione italiana. Poiché non sono state rinvenute le azioni di__________, __________, occorre, come del resto auspicato dalla stessa istante, pronunciare la cessione del rispettivo capitale (così come inventariato) a favore della massa fallimentare principale, che ne curerà la realizzazione. Lo stesso valga per il credito in conto corrente di __________ presso la __________
4. In parziale modifica della prassi finora seguita da questa Camera, la presente decisione non viene pubblicata. L’Ufficio __________ è tuttavia invitato a chiedere la chiusura del fallimento dopo aver consegnato il saldo all’istante, producendo i relativi giustificativi. Questa Camera pronuncerà allora la chiusura del fallimento secondario e pubblicherà la sua decisione in conformità dell’art. 169 cpv. 2, 2. periodo LDIP.
5. L'istanza è accolta.
Le spese procedurali sono a carico della massa fallimentare.
Richiamati gli art. 173 LDIP; 361 ss. e 513 CPC
pronuncia: 1. L'istanza 5 marzo 2004 dell’IS 1, __________, è accolta.
1.1. Di conseguenza è riconosciuta in Svizzera la graduatoria (“stato passivo”) del IS 1 depositata al Tribunale di __________ il 18 dicembre 1996/29 gennaio 1997.
1.2. È ordinata all’Ufficio __________, dopo prelevamento delle proprie spese, stabilite in fr. 1'686,45, la trasmissione del saldo dei conti n° __________ e __________ presso __________, __________, mediante bonifico bancario sul conto del fallimento di __________ aperto presso __________ S.p.A. - Ag. no. 39 - __________ - Napoli (Italia) ABI 1010 CAB 34100.
1.3. L’Ufficio __________ consegnerà all’avv. RA 2, Lugano, le 17 azioni al portatore da fr. 1'000.– cadauna, numerate da 4 a 20, nonché i 48 certificati azionari di ognuno 10 azioni di fr. 1'000.– cadauna, numerati da 21 a 68, di F__________.
1.4. La totalità del capitale azionario di __________ __________, è ceduta alla Massa IS 1, Napoli.
1.5. Il credito in conto corrente di __________ contro __________ __________, è ceduto alla Massa IS 1.
2. L’Ufficio __________, dopo l’esecuzione di quanto disposto alla cifra 1, procederà come indicato al considerando 4.
3. La tassa di giustizia in fr. 500.– e le spese di uguale importo sono poste a carico della MassaIS 1.
4. Intimazione: __________ __________ RA 2, __________;
– Ufficio __________, con l’intero incarto.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario