Incarto n. 12.2004.19
Lugano 19 aprile 2005/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La seconda Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Cocchi, presidente, Epiney-Colombo e Verzasconi (giudice supplente)
segretario:
Bettelini, vicecancelliere
sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2002.46 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna promossa con petizione 3 giugno 2002 da
AO 1 rappr. dall’ RA 2 Locarno
contro
AP 1 rappr. dallo RA 1
con cui l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento dell’importo di Fr. 23'403.80 oltre a interessi al 5% dal 18 febbraio 2002 e il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al precetto esecutivo n. 571782 fatto spiccare dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno il 21/25 marzo 2002;
domande avversate dal convenuto che chiede preliminarmente la reiezione della petizione per carenza di legittimazione passiva e nel merito la reiezione della petizione, con protesta di tasse, spese e ripetibili;
nella quale il Pretore, con decisione del 18 dicembre 2003, ha accolto integralmente la petizione, ha messo a carico del convenuto le spese processuali e lo ha condannato a rifondere all’attrice l’importo di Fr. 3'500.- a titolo di ripetibili.
Appellante il convenuto con atto del 20 gennaio 2004, con cui formula, in riforma della sentenza impugnata, che la petizione venga respinta, con messa a carico di tasse e spese all’attrice e riconoscimento dell’importo di Fr. 3'500.- in suo favore a titolo di ripetibili, mentre l’attrice, con osservazioni del 2 marzo 2004, postula la reiezione dell’appello.
Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti.
Ritenuto
in fatto:
A. Nel corso del 1999 AO 1(in seguito AO 1), con sede in __________, è stata contattata e incaricata dall’arch. AP 1 di __________ per l’allestimento di una relazione geologica e geotecnica in vista dell’ampliamento dell’autosilo __________ in prossimità dell’__________ di __________. Dopo aver inviato il preventivo di spesa, tale relazione è stata consegnata al mandante il 27 dicembre 1999. Il giorno successivo, AO 1 ha trasmesso la propria nota d’onorario di Fr. 23'403.80, di cui Fr. 8'616.10 per la consulenza e i calcoli geotecnici effettuati dallo studio __________ di Zurigo, indirizzandola alla __________.
B. Malgrado diversi solleciti inviati direttamente all’arch. AP 1, la nota è rimasta senza seguito e di conseguenza, il 21 marzo 2002, AO 1 ha fatto spiccare nei confronti dell’arch. AP 1 un precetto esecutivo di Fr. 23'403.80 oltre a interessi di mora al 5% dal 18 febbraio 2002 (PE n__________ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Locarno), al quale il debitore ha interposto opposizione.
Il 15 aprile 2002 l’arch. AP 1 ha inviato uno scritto a AO 1 rammentando che, secondo quanto concordato con il geologo __________ della AO 1, l’onorario in questione sarebbe stato pagato solo quando l’opera, a quel momento “congelata in attesa di sviluppi e di trattative”, sarebbe stata realizzata.
C. Il 3 giugno 2002 AO 1 ha convenuto in giudizio l’arch. __________ dinanzi al Pretore della Giurisdizione di Locarno-Campagna chiedendo la sua condanna al pagamento dell’importo di Fr. 23'403.80 oltre a interessi al 5% dal 18 febbraio 2002 e il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al precetto esecutivo di medesimo importo fatto spiccare nei suoi confronti.
Il convenuto, in risposta, ha preliminarmente contestato la sua legittimazione passiva, in quanto, a suo dire, egli avrebbe agito unicamente in rappresentanza e in nome e per conto della società __________, essendo da questa stato incaricato di realizzare il progetto per l’ampliamento dell’autosilo __________. Nel merito, il convenuto ha contestato l’esigibilità del credito, dal momento che le parti avrebbero concordato che i costi della relazione geologica sarebbero stati onorati solo al momento della realizzazione del nuovo autosilo.
D. Con sentenza del 18 dicembre 2003 il Pretore ha accolto integralmente la petizione, condannando il convenuto al pagamento dell’importo di Fr. 23'403.80 oltre che delle spese processuali e delle ripetibili di Fr. 3’500.- all’attrice.
In sunto, il Pretore ha considerato che il convenuto non aveva dato a riconoscere di fronte all’attrice di agire in rappresentanza di __________, per cui ha respinto l’eccezione di carenza di legittimazione passiva. Il giudice di prime cure ha ritenuto poi come non provata la pattuizione tra le parti di una dilazione di pagamento, come sostenuto dal convenuto. Le prestazioni fatturate erano quindi dovute, dal momento che il convenuto nemmeno aveva contestato il lavoro svolto dall’attrice e la corrispondente nota d’onorario.
E. Avverso questa decisione il 20 gennaio 2004 l’arch. AP 1 ha presentato appello con cui chiede di annullare la sentenza dedotta in giudizio e postula in riforma di respingere integralmente la petizione, con protesta di spese e ripetibili della prima e della seconda istanza.
Dei motivi si dirà nei considerandi.
Con osservazioni del 2 marzo 2004 l’appellata condivide per contro le conclusioni del Pretore e chiede la reiezione dell’appello.
Considerando
in diritto:
1. L’appello è stato presentato tempestivamente (art. 308 cpv. 1 CPC) e la legittimazione dell’appellante è pacifica. Essendo adempiute anche le altre condizioni formali, l’appello è quindi ammissibile e può essere esaminato nel merito.
2.1. L’appellante chiede a questo Tribunale, giusta l’art. 322 lett. b CPC, di assumere quale prova la testimonianza __________, azionista e responsabile delle questioni amministrative alla __________, prova che era stata offerta con istanza di assunzione suppletoria di prove giusta l’art. 192 CPC e rifiutata dal Pretore con ordinanza del 20 febbraio 2003.
La richiesta deve essere respinta anche in questa sede. Questo Tribunale non ritiene utile la prova offerta per il suo convincimento (art. 322 CPC, in ingresso): come si vedrà in seguito, e come del resto già correttamente illustrato dal Pretore, il motivo per il quale l’appellante non avrebbe onorato una fattura di un terzo – lo studio di ingegneria __________ – è irrilevante ai fini del presente procedimento.
2.2. Si rileva ancora che lo scritto del 19.01.2004 della __________, Ascona, non può essere considerato in sede di appello, vigente il divieto di addurre nuove prove in questa sede (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).
3. L’appellante ritiene che egli avrebbe agito esclusivamente in rappresentanza della __________ e non a titolo personale e che di questo fatto sarebbe stata al corrente l’appellata, dal momento che ha indirizzato la fattura per le proprie prestazioni direttamente alla società citata. A questo proposito irrilevanti oltre che contraddittorie sarebbero le affermazioni dell’amministratrice unica della società, __________ e dei testi __________ e ____________________. Significativo sarebbe per contro lo scritto di data 19.01.2004 della società __________, successore in diritto della __________, secondo cui essa avrebbe da tempo instaurato rapporti con l’appellata per l’allestimento di una relazione geologica per la nuova edificazione dell’autosilo e vi sarebbe la possibilità per la società di acquisire i referti tecnici a suo tempo approntati dall’appellata, oggetto del presente contendere, e di assumerne i relativi costi.
3.1. Un’obbligazione può sorgere fra due persone per tramite di una terza la quale agisce in rappresentanza dell’uno o dell’altro contraente (art. 32 CO). La rappresentanza diretta presuppone l’adempimento di due requisiti: occorre da una parte che il rappresentante si sia assunto un obbligo a nome di un’altra persona, e dall’altra che egli fosse a ciò autorizzato dal rappresentato (art. 33 CO; Watter, in Basler Kommentar, Obligationenrecht I, 3.a edizione, Basilea 2003, n. 12 e segg. ad art. 32 e riferimenti). Se al momento della conclusione del contratto il rappresentante non si è fatto riconoscere come tale, il rappresentato diventa direttamente creditore o debitore nel solo caso in cui l’altro contraente dovesse inferire dalle circostanze la sussistenza di un rapporto di rappresentanza o gli fosse indifferente la persona con cui stipulava (art. 32 cpv. 2 CO).
Per quanto attiene alla facoltà di compiere atti di rappresentanza, siccome quest’ultima non esige il requisito di una forma speciale, essa può essere conferita verbalmente o anche tacitamente (Watter, op. cit., n. 14 e seg. ad art. 33). In altri termini, il rapporto di rappresentanza può risultare anche da atti concludenti prima, durante e dopo la conclusione degli accordi fra il terzo e l’asserito rappresentante dell’altro contraente, in quest’ultimo caso più che di atti di manifestazione di mandato si parla di ratifica dell’operato del rappresentante da parte della persona nel cui interesse questi ha agito (art. 38 CO). Basta la ricorrenza di una “circostanza” sufficiente ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 CO per ritenere che una parte contraente non agisce in nome proprio ma in rappresentanza di una terza persona (Rep. 1971 pag. 83 e 84).
Come correttamente rilevato nella sentenza impugnata, giusta l’art. 8 CC colui che pretende di aver agito quale rappresentante deve come prima cosa provare d’essere stato incaricato di agire come tale dal terzo che pretende di rappresentare, sussistendo tuttavia la presunzione in favore della conclusione di affari in proprio nome e per proprio conto (Zäch, Berner Kommentar, Obligationenrecht, n. 186 ad art. 32).
3.2. In concreto, già la condizione dell’esistenza della facoltà di rappresentare fa difetto.
Infatti, l’amministratrice unica della __________ ha negato di aver dato procura all’appellante per rappresentarla come pure di aver incaricato direttamente l’appellata per l’esecu-zione della relazione geologica. Pur non potendo escludere che il marito dell’amministratrice unica “abbia forse discusso con qualcuno di qualche affare” per conto della società __________ (cfr. verbale audizione teste __________), l’amministratrice ha tuttavia confermato in istruttoria di non avergli mai dato procure, né tantomeno il marito l’avrebbe informata a seguito della conclusione di un qualsiasi contratto con l’appellante, per cui nemmeno è ravvisabile in concreto una ratifica a posteriori del contratto secondo quanto previsto dall’art. 38 CO.
3.3. Per il resto, dall’istruttoria è emerso che l’appellante non si è fatto riconoscere quale rappresentante dell’__________. A questo proposito il geologo __________, azionista di minoranza nonché dipendente dell’attrice e persona che ha trattato di persona la questione che qui ci occupa con l’appellante, ha negato che quest’ultimo gli abbia detto di agire in rappresentanza di altre persone, limitandosi l’appellante ad affermare che si stava occupando di quel grosso complesso immobiliare (cfr. verbale audizione teste __________, pag. 1).
Del resto, a prescindere dal fatto che si tratta di rapporti tra il convenuto e terzi estranei al presente processo, nemmeno le altre persone interessate al progetto hanno saputo confermare che il convenuto, nei rispettivi rapporti, si era fatto riconoscere come rappresentante della __________ (cfr. a questo proposito il verbale del teste avv. __________, il quale ha dichiarato che il convenuto agiva in nome e per conto di futuri acquirenti confederati e stranieri e quello del teste __________, il quale afferma che non vi è mai stato nessun contatto con la __________).
3.4. Certo, la fattura relativa alla relazione geologica è stata inviata alla __________. Ciò non può tuttavia bastare per ritenere la società quale debitrice della stessa: infatti, pur prescindendo dal fatto che l’amministratrice unica non ricorda di aver mai visto la fattura, si osserva che i successivi richiami (doc. G, H e I) sono stati inviati direttamente all’appellante il quale mai ha sollevato obiezioni di nessun genere. Né del resto nella sua presa di posizione del 15 aprile 2002 (doc. M) susseguente l’invio del precetto esecutivo egli ha contestato di essere debitore dell’importo richiestogli: egli si limita infatti a contestare la fattura quanto ai termini e alle condizioni di pagamento. Unicamente in corso di causa egli ha sollevato l’eccezione di carenza di legittimazione passiva. Da questo suo comportamento preprocessuale, valutato secondo i canoni della buona fede, nonché dalle convergenti prove di cui si è detto sopra, ne consegue che avendo il convenuto fallito, come era suo onere, nella prova dell’esistenza di un rapporto di rappresentanza tra lui e la __________, e non essendosi fatto riconoscere quale rappresentante di quest’ultima, egli diventa direttamente debitore della mercede richiesta dall’attrice.
Su questo punto l’appello è dunque privo di ogni fondamento.
4. L’appellante critica inoltre le conclusioni pretorili secondo cui egli non avrebbe dimostrato che per il pagamento della relazione geologica commissionata all’appellata fossero state poste delle condizioni temporali, ossia che la mercede sarebbe divenuta esigibile solo al compimento dell’opera. A mente sua il giudice di prime cure avrebbe erroneamente apprezzato le dichiarazioni dei due dipendenti dell’appellata, dichiarazioni che risulterebbero contraddittorie sotto più aspetti, per cui il peso di entrambe le testimonianze sarebbe decisamente inferiore a quello attribuitogli dal Pretore. Sostiene a questo proposito per contro che analogamente a quanto concordato con l’avv. __________, anche nel caso che ci occupa le parti avrebbero pattuito il pagamento della mercede solo in caso di realizzazione dell’opera. A torto.
4.1. Anzitutto si rileva che l’appellante non contesta l’estensione del lavoro eseguito dall’attrice né avanza pretese interenti la sua esecuzione né tantomeno la relativa fattura è stata oggetto di contestazione. Occorre pertanto a questo punto verificare unicamente se egli possa o no appellarsi alla presunta condizione secondo cui il pagamento della mercede sarebbe avvenuto solo al momento della realizzazione del progetto di costruzione e ampliamento dell’autosilo di __________, come da sempre sostenuto dall’appellante. Su questo punto l’onere probatorio è a carico dell’appellante stesso, secondo l’art. 8 CC, rispettivamente la mancata prova di questa condizione andrà a sfavore della parte alla quale incombeva l’obbligo di provarne l’esistenza.
4.2. Il teste __________, geologo alle dipendenze dell’appellata, ha affermato che “(…) il signor AP 1 proponeva di pagare la nostra fattura una volta conclusa l’opera. Il collega __________ però aveva espresso un’opinione negativa perché totalmente in contrasto con la nostra prassi (…)”. Dal canto suo, il geologo __________, che ha trattato in prima persona la questione con l’appellante ha dichiarato in istruttoria – pur senza delazione di giuramento – di escludere con certezza di aver concordato il pagamento dell’onorario alla condizione che l’opera fosse realizzata. Egli ha pure negato che l’appellante gli abbia formulato simile proposta (cfr. verbale teste __________, pag. 2).
Queste due testimonianze potrebbero di primo acchito sembrare contraddittorie in quanto dettate da motivazioni almeno in parte differenti. Tuttavia, esse concludono concordemente e chiaramente per la mancanza di un accordo circa la condizione di pagamento della mercede. Le rilevate divergenze non sono atte ad inficiare, come vorrebbe l’appellante, la corretta conclusione del Pretore, che ha fondato le ragioni apprezzando tutte le prove secondo il suo libero convincimento (art. 90 CPC; cfr. anche Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, m. 2 e n. 722 ad art. 229). A questo proposito si osserva che qualora l’attendibilità di un testimone possa apparire dubbia sotto un profilo soggettivo per l’esistenza di un rapporto diretto di dipendenza e di subordinazione con una delle parti, la credibilità delle sue dichiarazioni può essere intaccata unicamente se è accertata una grave discordanza dei fatti tessuti sul contenuto testimoniale al cospetto degli elementi di fatto deducibili da altre prove. Il giudice può infatti fare astrazione dal contenuto di una testimonianza solo quando la stessa risulti inveritiera o poco credibile (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 34 ad art. 90). Evenienza che non si realizza in concreto.
A titolo abbondanziale si rileva comunque che quand’anche si volessero ritenere contraddittorie le testimonianze Pozzorini e Colombi e quindi non rilevanti ai fini della valutazione delle prove, nulla muterebbe al fatto che l’appellante non ha saputo dimostrare in modo sufficiente l’esistenza di un accordo circa il pagamento dell’onorario alla condizione della realizzazione dell’opera: la sola testimonianza dell’avv. __________, terzo estraneo alla presente fattispecie, costituirebbe al più un – unico – indizio, nella sua sostanza tuttavia insufficiente a provare l’asserita condizione di pagamento.
4.3. Né la testimonianza dell’avv. __________ può portare a conclusioni opposte come vorrebbe l’appellante: a questo proposito il teste ha infatti dichiarato unicamente che l’appellante gli ha comunicato di aver “discusso” con le altre persone coinvolte nel progetto immobiliare del pagamento dei rispettivi onorari al momento della realizzazione dell’opera, ma non di aver pure “concordato” tale modalità di pagamento. Vero è invece, come sostenuto dal Pretore, che l’appellante ha fallito nella prova a lui incombente dell’esistenza di una condizione sospensiva per il pagamento degli onorari. Anzi, è stato dimostrato il contrario, ossia la non pattuizione di tale condizione.
5. Discende dalle considerazioni sopra esposte che l’appello deve essere integralmente respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza (art. 148 CPC) ed all’appellata va riconosciuta un’indennità per ripetibili d’appello.
Per questi motivi,
richiamati gli art. 148 CPC e la TG
dichiara e pronuncia:
1. L'appello 20 gennaio 2004 di Ewald Mühlebach, è respinto.
2. Gli oneri processuali della procedura di appello, consistenti in:
a) tassa di giustizia Fr. 450.b) spese Fr. 50.-
Fr. 500.già anticipate dall'appellante, rimangono a suo carico. Egli rifonderà all’appellata Fr. 1’200.- a titolo di ripetibili.
3. Intimazione:
- -
Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Campagna
terzi implicati
Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello
Il presidente Il segretario