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Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 07.11.2002 12.2002.95

7 novembre 2002·Italiano·Ticino·Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile·HTML·1,465 parole·~7 min·3

Riassunto

Sentenza o decisione senza scheda

Testo integrale

Incarto n. 12.2002.95

Lugano 7 novembre 2002/rgc

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente Chiesa e Rusca

segretario:

Marchi, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa inc. n. inc. no. DI.2002.00011 della Pretura del Distretto di Blenio promossa con istanza 25 febbraio 2002 da

__________ rappresentata dal __________  

  contro  

__________  

con cui l’istante ha chiesto la condanna del convenuto a corrisponderle l’importo di fr. 9'000.- più interessi dal 1 novembre 2001 in seguito a licenziamento;

domanda avversata dal convenuto il quale, in sede di udienza di discussione 25 marzo 2002, ha chiesto l’integrale reiezione dell’istanza;

mentre con decisione 2 maggio 2002 il Pretore ha accolto l’istanza limitatamente all’importo di fr. 3'000.- oltre interessi del 5% dal 1 novembre 2001.

Appellante l’istante la quale, con appello 6 maggio 2002, chiede la riforma della sentenza impugnata nel senso di accogliere integralmente l’istanza.

 Letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti

Considerato

in fatto ed in diritto:

1.__________ è stata assunta in qualità di cameriera con un salario mensile di fr. 3'000.- a partire dal 9 aprile 2001 presso il __________ (doc. C) gestito dal signor __________. In considerazione delle ripetute assenze della dipendente dal lavoro durante il mese di agosto 2001, il 12 settembre 2001 il datore di lavoro ha comunicato alla dipendente, di rientro dalla vacanze, la conclusione con effetto immediato del rapporto di lavoro. Con scritto 12 settembre 2001 in nome della signora __________ __________, ha segnalato a __________ che la dipendente si sarebbe ripresentata per continuare il lavoro. Preso atto del rifiuto di Giudici di permettere la continuazione del lavoro, il __________, con scritti 14 settembre 2001 e 6 novembre 2001, ha chiesto senza successo il pagamento alla signora __________ del salario dei mesi di settembre e ottobre 2001. 

2.Con l’istanza che ci occupa, l’istante ha precisato che le assenze dal lavoro durante il mese di agosto 2001 erano dovute a malattia ed ha prodotto i certificati medici 27 agosto 2001 e 13 settembre 2001 (doc. E) e, in considerazione del licenziamento con effetto immediato, ritenuto ingiustificato, ha chiesto la condanna del convenuto a versarle l’importo di fr. 9'000.- oltre interessi e meglio fr. 6'000.- pari al salario fino alla scadenza del regolare periodo di disdetta del 31 ottobre 2001 e fr. 3'000.- a titolo di indennità per licenziamento ingiustificato. Il convenuto ha contestato integralmente l’istanza sottolineando che la presenza saltuaria della dipendente sul posto di lavoro nel mese di agosto 2001 ha giustificato la scelta di licenziarla.

3.Con la sentenza impugnata il Pretore, alla luce dei certificati medici prodotti che comprovavano i motivi delle ripetute assenze, ha considerato il licenziamento immediato non giustificato ai sensi dell’art. 337c CO e ha quindi riconosciuto all’istante un’indennità pari ad un mese di stipendio, accogliendo l’istanza limitatamente a fr. 3'000.-.

                                         Con l’appello in esame l’istante chiede la riforma della sentenza impugnata nel senso di accogliere integralmente l’istanza e condannare l’appellato a versarle fr. 6'000.-pari al salario fino alla scadenza del regolare periodo di disdetta del 31 ottobre 2001 e fr. 3'000.- a titolo di indennità per licenziamento ingiustificato. Essa sostiene che, avendo riconosciuto un licenziamento immediato ingiustificato, il Pretore doveva condannare l’appellato anche al versamento del salario fino alla fine del regolare periodo di disdetta ai sensi dell’art. 337c cpv. 1 CO.

                                         L'appellato ha spedito le sue osservazioni all'appello, datate 31 maggio 2002, il 3 giugno 2002.

4.Per l’art. 418 CPC alla procedura per azioni derivanti dal contratto di lavoro con un valore di causa che non eccede i fr. 20'000.- si applicano le norme che regolano la procedura accelerata relativamente alla quale l’art. 398 cpv. 1 CPC stabilisce che il termine per l’appellazione e quello per la risposta è di dieci giorni (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 418 m. 4). L'appello è stato ricevuto dall'appellato, per sua stessa ammissione, il 14 maggio 2002 e di conseguenza il termine per presentare le osservazioni al ricorso scadeva il 24 maggio successivo. Le osservazioni datate 31 maggio 2002 e spedite il 3 giugno 2002 all’appello, sono quindi tardive e non possono essere prese in considerazione.

5.__________, al di là dalla tardività delle osservazioni e dei suoi contenuti, per contestare la valutazione del licenziamento come operata dal Pretore e le conseguenze pecuniarie che ne derivano avrebbe dovuto presentare appello o, di fronte a quello di controparte, formulare appello adesivo, evidentemente sempre nel termine di dieci giorni. Non avendo proceduto in questo senso rimane acquisito il carattere ingiustificato del licenziamento e la condanna al pagamento di un'indennità di Fr. 3'000.- ai sensi dell'art. 337c cpv. 3 CO, così come stabilito dal primo giudice.

                                         Occorre pertanto valutare unicamente, perché è tale l'unico quesito sottoposto alla verifica dell'autorità d'appello, se sia corretto il mancato riconoscimento da pare del Pretore del salario dovuto fino alla fine del regolare preavviso di disdetta.

                                         Secondo l’art. 337 c cpv. 1 CO il lavoratore licenziato immediatamente senza causa grave ha diritto anzitutto a quanto avrebbe guadagnato se il rapporto di lavoro fosse cessato alla scadenza del termine di disdetta. Secondo l’art. 337 c cpv. 3 CO inoltre il giudice può obbligare il datore di lavoro a versare al lavoratore un’indennità che egli stabilisce secondo il suo libero apprezzamento, tenuto conto di tutte le circostanze; l’indennità non può però superare l’equivalente di sei mesi di salario del lavoratore. In concreto il Pretore ha riconosciuto all’appellante un’indennità ai sensi dell’art. 337 c cpv. 3 CO pari ad un mese di salario, mentre non le ha riconosciuto il diritto al salario fino alla scadenza del termine di disdetta secondo l’art. 337 c cpv. 1 CO. A torto. Tale norma garantisce, infatti, al lavoratore il danno causatogli dalla disdetta immediata ingiustificata del rapporto di lavoro, danno che consiste segnatamente nel salario che avrebbe guadagnato in caso di disdetta ordinaria (Brunner / Bühler / Wäber, Commentaire du contrat de travail, Losanna 1996, ad art. 337c CO, n. 3). Presupposto di tale risarcimento è lo scioglimento del rapporto di lavoro attraverso la disdetta straordinaria da parte del datore di lavoro (Rehbinder, Berner Kommentar, Berna, 1992, ad art. 337 c CO, n. 1) ed il Tribunale federale ha chiarito che anche un’eventuale colpa concomitante del lavoratore non autorizza una diminuzione del credito destinato a sostituire quanto avrebbe guadagnato (DTF 120 II 243). Ne discende che, in concreto, l’appellante ha diritto a percepire il salario fino alla fine del periodo di disdetta che si situa al 31 ottobre 2002. Infatti, l'art. 6 cpv. 1 CCNL dell'industria alberghiera e della ristorazione stabilisce che, trascorso il periodo di prova di 14 giorni, il termine di disdetta per lo scioglimento del contratto è di un mese se il rapporto di lavoro dura da meno di cinque anni e, in assenza di regola divergente, la disdetta ha effetto per la fine di un mese (art. 335c CO).

                                   6.   Il salario dovuto in virtù dell’art. 337 c cpv. 1 CO è il salario lordo dal quale il datore di lavoro deve trattenere i contributi sociali e versarli alle relative istituzioni, come durante il rapporto di lavoro (Brunner / Bühler / Wäber, op. cit., loc. cit.). In concreto il salario mensile lordo della dipendente __________ ammontava a fr. 3'000.-, mentre le trattenute sociali ammontavano a fr. 151.50 per AVS/AI/IPG, fr. 45.- per l’assicurazione disoccupazione e fr. 225.- per il secondo pilastro (cassa pensione) (doc. D). Le trattenute sociali sul salario mensile ammontavano quindi globalmente a fr. 421.50 e il salario mensile da versare all’appellante è pertanto di fr. 2’578.50. Accertato il pagamento del salario solo fino alla fine di agosto (doc. D), l’appellato è dunque tenuto a versare all’ex dipendente per i mesi di settembre e ottobre 2001 a titolo di salario la somma di fr. 5'157.-. La sentenza di prima istanza, in accoglimento dell'appello, è conseguentemente riformata, ritenuto che sull'importo per indennità a seguito di licenziamento ingiustificato non decorrono interessi poiché la stessa è determinata dal giudice indipendentemente dalla domanda della parte e la sua esigibilità decorre dalla data della sentenza.

Per i quali motivi,

dichiara e pronuncia:

                                    I.   L’appello è accolto e di conseguenza la sentenza 2 maggio 2002 del Pretore supplente del Distretto di Blenio è riformata come segue:

1.                                       L’istanza 25 febbraio 2002 di __________ è accolta.

         Di conseguenza:

                                    1.1.                                       Il signor __________, è condannato a pagare alla signora __________, l’importo di fr. 5’157.- oltre interessi del 5% dal 1 novembre 2001 a titolo di salario e fr. 3'000.- a titolo d'indennità.

2.      Il signor __________, rifonderà a __________, fr. 500.- a titolo di ripetibili.

3.     Intimazione alle parti come di rito.

                                   II.   Non si prelevano tasse e spese per la procedura d’appello, mentre è fatto obbligo all’appellato di rifondere all’appellante fr. 200.- di ripetibili d’appello.

                                  III.   Intimazione:

- __________  

                                         Comunicazione alla Pretura del Distretto di Blenio

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il segretario

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