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Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 20.10.2003 12.2002.204

20 ottobre 2003·Italiano·Ticino·Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile·HTML·3,809 parole·~19 min·1

Riassunto

Sentenza o decisione senza scheda

Testo integrale

Incarto n. 12.2002.204

Lugano 20 ottobre 2003/fb  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cocchi, presidente, Chiesa e Pellegrini, quest'ultimo in sostituzione della giudice Epiney-Colombo, esclusa

segretario:

Bettelini, vicecancelliere

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.2001.00015 della Pretura della giurisdizione di __________ Campagna- promossa con petizione 15 marzo 2001 da

__________ rappr. da __________  

contro  

__________  __________ entrambi rappr. da __________    

con cui l’attrice ha chiesto la condanna del convenuto __________ al pagamento di fr. 26'700.- oltre interessi, somma aumentata in sede conclusionale a fr. 40'777.50, e l'iscrizione di un'ipoteca legale definitiva per la somma di fr. 26'700.- più interessi sulla part. n. __________RFD di __________ di proprietà dei convenuti __________ e __________;

domande avversate dai convenuti __________ e __________ che hanno postulato la reiezione della petizione, ma non dal convenuto __________, precluso, e che il Pretore con sentenza 4 novembre 2002 ha parzialmente accolto, condannando il convenuto __________ al pagamento di fr. 13'100.- oltre interessi e ordinando l'iscrizione in via definitiva dell'ipoteca legale per la somma di fr. 3'050.più interessi;

appellante l'attrice con atto di appello 25 novembre 2002, con cui chiede la riforma del querelato giudizio nel senso di aumentare a fr. 26'700.- più interessi sia l'importo dovuto dal convenuto __________ sia l'ammontare dell'ipoteca legale da iscrivere, il tutto protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

appellanti adesivamente i convenuti __________ e __________ con atto ricorsuale 3 febbraio 2003, con cui chiedono la reiezione del gravame di parte avversa e l'accoglimento del proprio nel senso di respingere la petizione in quanto rivolta nei loro confronti, pure protestando spese e ripetibili;

mentre l'attrice con osservazioni 17 marzo 2003 postula la reiezione dell'appello adesivo con protesta di spese e ripetibili;

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

ritenuto

in fatto e in diritto:

                                   1.   __________ e __________, intenzionati a costruire una casa unifamiliare sulla part. n. __________RFD di __________ di loro proprietà, hanno concluso un contratto d'appalto con l'arch. __________, il quale, nella sua qualità di imprenditore generale e di promotore del complesso residenziale "Residenza __________ ", stava già provvedendo all'edificazione di altre 4 case sulle vicine part. n. __________, __________, __________e __________.

                                         Questi ha subappaltato alla ditta __________ Sagl le opere da carpentiere e copritetto, concordando in particolare per la casa dei signori __________, di tipo A, l'esecuzione dei lavori di carpenteria, copritetto, lattoniere, impalcato, pavimento, balcone e pergolato esterno per un prezzo forfetario di fr. 35'700.- (doc. _), e per le altre case, di tipo B, una mercede a corpo di fr. 38'000.ciascuna (cfr. doc. _), complessivamente quindi di fr. 187'700.-. Per tali opere sono stati versati acconti in ragione di fr. 161'000.-.

                                   2.   Con la petizione in rassegna __________ Sagl ha chiesto la condanna dell'arch. __________ al pagamento del saldo di fr. 26'700.-, somma aumentata in sede conclusionale a fr. 40'777.50 tenuto conto dell'IVA dovuta sui singoli contratti, e l'iscrizione in via definitiva per la somma di fr. 26'700.- di un'ipoteca legale, già annotata in via provvisoria, sul fondo di proprietà di __________ e __________.

                                   3.   Mentre il convenuto arch. __________ non ha inoltrato l'allegato responsivo nemmeno nel termine di grazia ed è pertanto rimasto precluso nella lite (art. 169 CPC), i convenuti __________ si sono opposti alla petizione, contestando la tempestività della richiesta di iscrizione dell'ipoteca legale, osservando inoltre che dal credito dell'attrice andavano dedotti il controvalore delle opere non ancora terminate (fr. 2'000.- per il pavimento, fr. 8'000.- per le pergole in 4 case e fr. 7'000.- per le rifiniture nella casa n. __________), l'ammontare della garanzia prevista dal contratto (fr. 7'000.-) e il minor valore di un balcone (fr. 4'000.-), rilevando infine che gli acconti avrebbero dovuto essere imputati sulle case terminate, tranne dunque la casa n. __________conclusa in seguito, o tutt'al più proporzionalmente su tutte e 5 le case.

                                   4.   Il Pretore, con la sentenza qui impugnata, ha ritenuto fondate unicamente le deduzioni relative alla mancata posa delle pergole (fr. 4'400.-), ai lavori non terminati nella casa n. __________ (fr. 7'000.-) e all'incompleta esecuzione del pavimento nella casa __________ (fr. 2'000.-), giungendo alla conclusione che, escluso un aumento della mercede di fr. 187'500.- per la questione dell'IVA, il saldo a favore dall'arch. __________ ammontava a fr. 13'100.-, somma per la quale l'azione creditoria è stata accolta. Quanto alla domanda volta all'iscrizione dell'ipoteca legale, il giudice di prime cure, accertata la sua tempestività, l'ha ammessa per fr. 3'050.-, atteso che gli acconti andavano dapprima imputati sui lavori eseguiti sul fondo n. __________, già terminati, mentre la rimanenza andava ripartita proporzionalmente sulle altre 4 case, di modo che il credito per la casa n. __________, di fr. 31'700.-, risultava già saldato in ragione di fr. 28'650.-.

                                   5.   Il giudizio pretorile è stato impugnato avanti alla scrivente Camera sia dall'attrice sia dai convenuti __________ e __________.

                                         Con l'appello principale, avversato dai signori __________, l'attrice ha nuovamente chiesto la condanna dell'arch. __________ al pagamento di fr. 26'700.- e l'iscrizione di un'ipoteca legale del medesimo importo: evidenziata una svista commessa dal Pretore in punto alla mercede contrattualmente dovuta, in realtà di fr. 187'700.-, essa censura le deduzioni operate dal primo giudice e, adducendo che l'unica casa non terminata sarebbe proprio quella in parola, ribadisce che la mercede relativa alla stessa sarebbe stata soluta solo in ragione di fr. 9'000.-.

                                         Con l'appello adesivo, cui l'attrice si è opposta, i signori __________ chiedono per contro l'integrale cancellazione dell'ipoteca legale, eccependo la tardività della sua iscrizione, adducendo che le deduzioni sarebbero in realtà ben più sostanziose rispetto a quelle stabilite dal primo giudice (fr. 8'000.- per le pergole, fr. 2'400.- per il pavimento, fr. 1'600.- per le opere di pittura, fr. 800.- per le opere da lattoniere e fr. 1'600.- per la direzione dei lavori), fermo restando che gli acconti avevano senz'altro permesso di saldare le opere eseguite sulla particella di loro proprietà, atteso che l'ultima casa ad essere terminata era stata quella di cui al n. __________.

                                   6.   In questa causa è pacifico che da una parte __________ e dall'altra __________ e __________ siano stati convenuti in lite dall'attrice in qualità di litisconsorti facoltativi (cfr. art. 42 CPC; sulla facoltà di convenire in giudizio sia il proprietario del fondo su cui s'intende iscrivere l'ipoteca legale sia il debitore delle prestazioni, cfr. Zobl, Das Bauhandwerkerpfandrecht de lege lata und de lege ferenda, in RDS 1982 II p. 159 e seg.). Ritenuto che in questa particolare forma di litisconsorzio i litisconsorti non profittano degli atti processuali, ivi comprese le impugnazioni, compiuti da altri litisconsorti (art. 48 CPC), occorrerà qui di seguito operare una chiara distinzione tra la posizione dei vari convenuti, visto e considerato che il convenuto __________, diversamente dagli altri, è rimasto precluso e non ha appellato o presentato osservazioni agli altrui gravami.

                                         istanza d'iscrizione in via definitiva dell'ipoteca legale

                                   7.   I convenuti __________ ritengono che la richiesta di iscrizione dell'ipoteca legale sul fondo di loro proprietà debba già essere respinta siccome tardiva, per i seguenti motivi: innanzitutto l'attrice aveva ricevuto l'appalto per opere tra loro completamente diverse e di questi lavori solo quelli relativi al pavimento, al balcone e alla pergola non erano ancora terminati, ritenuto che per gli altri, già conclusi nel febbraio 2000, l'istanza era sicuramente tardiva; per quanto riguardava il pavimento ed il balcone, ciò che mancava erano inoltre semplici lavori di finitura, che secondo la giurisprudenza non sono atti a sospendere il decorso del termine trimestrale; era stata infine l'attrice a sospendere l'esecuzione dei lavori.

                                7.1   Giusta l’art. 839 cpv. 2 CC l’iscrizione dell’ipoteca legale degli artigiani ed imprenditori dev'essere fatta al più tardi entro tre mesi dal compimento dell’opera, cioè da quando tutti i lavori oggetto del contratto sono stati eseguiti e l’opera può essere consegnata. Il termine di tre mesi è perentorio ed è rispettato con l’iscrizione provvisoria di cui agli art. 961 cpv. 1 e 2 CC e 22 cpv. 4 ORF (Schumacher, Das Bauhandwerkerpfandrecht, 2. ed., Zurigo 1982, n. 697 e 739).

                                         Determinante ai fini della decorrenza del termine è il giorno in cui tutte le opere oggetto del contratto sono state portate a termine (DTF 106 II 25; IICCA 15 maggio 2002 in re V. SA/R. e D.; Schumacher, op. cit., n. 611 e segg.). Lavori di piccola entità o di secondaria importanza che sono stati deliberatamente posticipati dall’artigiano o dall’imprenditore, così come ritocchi, sostituzioni di parti difettose dell’opera ed eliminazione di altri difetti non appartengono al completamento del lavoro principale (DTF 106 II 25, 102 II 208; Steinauer, Les droits réels, Vol. III, 2. ed., Berna 1996, n. 2884a). Determinanti sono invece i lavori indispensabili per il funzionamento dell’opera, indipendentemente dal tempo impiegato e dai relativi costi (Schumacher, op. cit., n. 617 e 621; ICCA 19 febbraio 1997 in re T. SA/F.; IICCA 27 febbraio 1997 in re B. SA/G. e E. SA).

                                7.2   Nel caso di specie è pacifico che i lavori da carpentiere e copritetto erano sostanzialmente terminati già nel febbraio 2000 (testi __________ e __________), per cui le uniche opere che restavano da terminare nella casa __________ al momento dell'iscrizione in via superprovvisoria dell'ipoteca legale, avvenuta il 13 ottobre 2000, erano la posa della discesa dei pluviali, la finitura del pavimento e la posa della pergola (cfr. lettera d'opposizione 18 ottobre 2000 dei convenuti __________ inc. II° rich.; cfr. pure la testimonianza __________ e la documentazione fotografica doc. _). Non si tratta di lavori di secondaria importanza deliberatamente posticipati dall'attrice, ma di veri e propri lavori di completamento dell'opera, la cui esecuzione è slittata nel tempo a seguito dei problemi di avanzamento del cantiere, dovuti più che altro ad altri artigiani (la pergola poteva ad es. essere posata solo dopo la sistemazione esterna, mentre i pluviali a loro volta potevano esserlo solo dopo la posa dei pozzetti corrispondenti, eseguiti nell'ambito della sistemazione esterna, cfr. le testimonianze __________ e l'interrogatorio formale __________ ad 10), senza che dunque si potesse parlare di sospensione dei lavori da parte dell'attrice. Il fatto che il contratto d'appalto di cui al doc. _ prevedesse l'effettuazione di diversi tipi d'interventi, di cui alcuni nel frattempo già conclusi, non escludeva a sua volta che il termine trimestrale iniziasse a decorrere dalla completazione dell'ultima opera, potendosi in effetti ritenere che l'opera così appaltata costituisse un'unità non solo da un punto di vista formale, ma anche materiale (Schumacher, op. cit., n. 661).

                                   8.   Le parti non condividono l'esistenza e l'ammontare delle varie deduzioni ammesse dal giudice di prime cure.

                                8.1   Il Pretore, richiamandosi alla liquidazione provvisoria allestita il 12 luglio 2000 dall'arch. __________ (doc. _), ha dedotto dalle pretese dell'attrice il costo per la posa di 4 pergole, quantificato dal teste __________ in fr. 1'100.- ciascuna. L'attrice si oppone alla deduzione, adducendo che per le case di tipo B non era stata prevista la posa di tali manufatti, mentre i signori __________, osservando che il prezzo offerto per tale opera era di fr. 1'900.- (doc. _), chiedono che la deduzione sia aumentata a fr. 7'600.-.

                                         Come giustamente osservato dall'attrice, la posa della pergola era prevista solo per le case di tipo A (cfr. doc. _), non invece per quelle di tipo B: il fatto che l'offerta per queste ultime case (doc. _) fosse inferiore all'importo deliberato a corpo non permette infatti di concludere, in assenza di ulteriori riscontri, che anche tale prestazione fosse stata nel frattempo affidata all'attrice, tanto più che anche per la casa di tipo A -come detto, già comprensiva della pergola (doc. _)- si era verificata una differenza, oltretutto ancora maggiore, tra il prezzo dell'offerta (doc. _) e quello del contratto d'appalto vero e proprio (doc. _). Ciò non comporta tuttavia ancora la totale infondatezza della deduzione. L'arch. __________, nel già menzionato doc. _, ha in effetti specificato che tra le 4 pergole non realizzate vi era anche quella relativa alla casa n. __________ (teste __________ e __________; interrogatorio formale __________), pacificamente di tipo A, sicché dev'essere quanto meno dedotto il valore di quest'ultima pergola. Ora, se è vero che l'arch. __________ in sede di liquidazione parziale (doc. _) aveva stimato in fr. 2'000.- il valore di ogni pergola non fornita, è però altrettanto vero che in sede di offerta per la posa della pergola era stato esposto un importo inferiore, di fr. 1'900.- (doc. _), fermo restando che il teste __________ aveva a sua volta indicato che la successiva esecuzione di quest'opera aveva comportato una spesa di fr. 1'100.-. La deduzione che può essere riconosciuta in questa sede è in definitiva di fr. 1'500.-: tale somma tiene conto da una parte del fatto che l'importo dell'offerta è stato ridotto di ca. il 20% in sede di delibera e dall'altra che la completazione dei lavori a cura dell'ing. __________ ha altresì comportato un costo non indifferente per la direzione lavori (quantificata in fr. 1'600.- a fronte di una spesa totale di fr. 7'500.-).

                                8.2   Per la mancata completazione del pavimento della casa __________i, rimasto allo stato grezzo, il giudice di prime cure ha dedotto una somma di fr. 2'000.-, censurata nei due gravami: mentre l'attrice si oppone a qualsiasi deduzione rilevando che l'istruttoria non aveva permesso di accertare l'esatto costo delle opere di finitura, i convenuti __________ chiedono che l'ammontare della deduzione sia aumentato a fr. 2'400.-, come indicato dal teste __________.

                                         Questa Camera ritiene tutto sommato di poter confermare l'importo stabilito dal Pretore: intanto questa somma corrisponde pur sempre alla valutazione fornita dall'arch. __________ in tempi non sospetti, ovvero in occasione dell'allestimento della liquidazione parziale (doc. _); d'altro canto l'importo di fr. 2'400.- indicato dal teste __________ per il trattamento del pavimento in legno -cui, come detto, si dovrebbe aggiungere una quota per la direzione lavori- teneva verosimilmente conto anche della necessità, pure evidenziata da quel teste, di sostituire 3 o 4 travetti del pavimento del balcone ed effettuare la relativa piallatura, intervento questo in ogni caso di lieve entità.

                                8.3   L'attrice contesta poi la deduzione di fr. 7'000.- ammessa dal Pretore per la mancata conclusione dei lavori nella casa n. __________, rilevando che in quella casa le opere erano state regolarmente concluse e che in ogni caso nessuna prova aveva confermato il valore delle opere non terminate. La censura può essere accolta.

                                         Con riferimento alla prima questione va rilevato che il teste __________, confermando quanto riportato dall'arch. __________ nel doc. _, ha effettivamente avuto modo di precisare che, allorché egli era subentrato al collega, all'inizio del 2001 (il contratto con l'arch. __________ era stato in effetti revocato il 20 dicembre 2000, cfr. doc. _), aveva dovuto occuparsi delle finiture di quella casa, senza per altro menzionare -contrariamente a quanto preteso in questa sede dall'attrice- la mancata completazione del pavimento; irrilevante, a questo proposito, è il fatto che alcuni testimoni possano aver riferito che il tetto della casa risultava posato, ciò non significando in effetti ancora che tutti i lavori previsti contrattualmente -dal doc. _ sembrerebbe invero che, come per le altre 3 case (cfr. doc. _ incarto II° rich.), anche in questo caso l'attrice dovesse occuparsi dei lavori da lattoniere- fossero terminati. La deduzione deve tuttavia essere respinta per l'altra ragione addotta dall'attrice, ovvero per il fatto che agli atti non vi è in definitiva alcuna prova che permetta di stabilire l'esatto valore dei lavori di finitura, oltretutto non meglio precisati -e ciò nonostante il teste __________ abbia accennato, invero a sua volta genericamente, alla successiva esecuzione di lavori da lattoniere-, stimato a suo tempo dall'arch. __________ in fr. 7'000.- (doc. _).

                                8.4   Del tutto infondate sono infine le altre deduzioni proposte dai convenuti __________ in questa sede. Quelle per opere da lattoniere (fr. 800.-) e per direzione lavori (fr. 1'600.-) sono chiaramente irricevibili, siccome non evocate in sede conclusionale, ma formulate per la prima volta solo in appello (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC). Quella relativa al balcone (fr. 1'600.-) deve per contro essere respinta già per il fatto che i convenuti non sono stati in grado di comprovare che il difetto in questione era stato notificato tempestivamente alla controparte ai sensi degli art. 367 e segg. CO (le parti non hanno per il resto addotto l'applicabilità delle norme SIA, cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m. 1 e 2 ad art. 85).

                                   9.   Stabilito in fr. 3'500.- l'ammontare delle deduzioni e quindi in fr. 184'200.- la mercede dovuta all'attrice per i lavori effettivamente svolti nelle 5 case, resta ora da esaminare quale sia l'importo per il quale può essere concretamente iscritta l'ipoteca legale sul fondo dei convenuti __________.

                                         Pacifico in questa sede il principio, sviluppato sulla base dell'art. 87 CO, che gli acconti debbano essere in primo luogo imputati sui debiti relativi alle case già terminate e in seguito essere imputati proporzionalmente su quelli delle case non ancora concluse, a questo stadio della lite si tratta in definitiva di stabilire se le case non terminate siano quelle di cui ai n. __________-__________, come stabilito dal Pretore, oppure quella di cui al n. __________, come invece preteso dall'attrice, oppure ancora quella di cui al n. __________, come addotto dai convenuti __________. In realtà, appurato che l'attrice non era contrattualmente tenuta a fornire le pergole sulle case di tipo B (cfr. consid. 8.1), le uniche case a non essere ancora terminate al momento dell'iscrizione in via superprovvisoria dell'ipoteca legale erano quelle di cui ai n. __________e __________, come evidenziato dal teste __________ e dall'arch. __________ (interrogatorio formale ad _); significativo è del resto il fatto che per le altre 3 case sia stata regolarmente fornita la garanzia assicurativa prevista nel contratto (cfr. doc. _ inc. II° rich.). Gli acconti di fr. 161'000.- estinguono dunque innanzitutto i debiti relativi alle case n. __________, __________e __________ (3 volte fr. 38'000.-). La rimanenza di fr. 47'000.- va quindi imputata proporzionalmente sui 2 debiti residui, quello di fr. 38'000.- (non è stato in effetti possibile stabilire il valore delle finiture mancanti) relativo alla casa n. __________e quello di fr. 32'200.- relativo alla casa n. __________ (fr. 35'700.- ./. fr. 1'500.- per la pergola ./. fr. 2'000.- per il pavimento), dunque al primo in ragione di fr. 25'441.60 e al secondo in ragione di fr. 21'558.40, sicché il saldo scoperto per la casa __________ corrisponde a fr. 10'641.60, somma per la quale può essere iscritta l'ipoteca legale definitiva.

                                         azione creditoria

                                10.   Come già accennato in precedenza, l'arch. __________ non profitta in alcun modo, in quanto semplice litisconsorte facoltativo, degli atti processuali compiuti dagli altri convenuti (cfr. consid. 6). Per giurisprudenza invalsa, il fatto che egli sia rimasto precluso in lite e non abbia contestato la petizione non esonera in ogni caso l'attrice dall'obbligo di provare le proprie allegazioni di fatto né comporta un alleggerimento dell'onere della prova (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 1 ad art. 169).

                                         Ora, l'attrice in sede petizionale aveva evidenziato che, già saldate le opere da lei eseguite sulle part. n. __________-__________con il versamento di fr. 152'000.-, essa procedeva per ottenere il pagamento dei lavori effettuati sulla part. __________, appaltati per fr. 35'700.-, e per i quali aveva già ricevuto acconti in ragione di fr. 9'000.-. Essa in quell'occasione aveva inoltre precisato di non aver ancora portato a termine tutti i lavori in quella casa, ma che mancavano ancora la posa della pergola, la finitura del pavimento e la posa dei pluviali. In tali circostanze, essendo provato il pagamento delle opere svolte sulle part. __________-__________ (cfr. doc. _) e l'effettuazione degli altri lavori svolti sulla part. __________salvo quelli indicati dall'attrice (cfr., sulla questione, la testimonianza __________), che comportavano una riduzione di complessivi fr. 4'300.- (fr. 1'500.- per la pergola cfr. consid. 8.1, fr. 2'000.- per il pavimento cfr. consid. 8.2, rispettivamente fr. 800.- per le opere da lattoniere cfr. teste __________), oltretutto in linea con quanto indicato dalla stessa attrice nell'istanza d'iscrizione in via provvisoria dell'ipoteca legale, ove i lavori non ancora terminati erano stati stimati in fr. 3-4'000.- (p. 2), ben si può concludere per il benfondato dell'azione creditoria per fr. 22'400.- più interessi.

                                         conclusione

                                11.   Da quanto precede, si ha che l'appello adesivo dev'essere respinto e che, in parziale accoglimento dell'appello principale, l'azione creditoria nei confronti dell'arch. __________ può essere accolta per fr. 22'400.- oltre interessi e l'ipoteca legale può essere iscritta in via definitiva sul fondo di proprietà dei signori __________ per fr. 10'641.60 più interessi.

                                         La tassa di giustizia, le spese e le ripetibili di entrambe le sedi seguono la soccombenza (art. 148 CPC), ritenute le seguenti particolarità: il fatto che l'arch. __________ non abbia constatato la ripartizione delle spese giudiziarie ad opera del Pretore -caricategli in ragione di 1/2- non permette di adottare in questa sede una soluzione a lui più favorevole; d'altro canto il fatto che egli non abbia fatto capo ad un legale fa sì che egli debba essere condannato a rifondere all'attrice, che, parzialmente vincente nelle due sedi, ha per contro dovuto rivolgersi a un patrocinatore, un'equa indennità per ripetibili.

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

dichiara e pronuncia

                                    I.   L’appello 25 novembre 2002 di __________ Sagl è parzialmente accolto. Di conseguenza la sentenza 4 novembre 2002 della Pretura della giurisdizione di __________ è così riformata:

                                         1.     In parziale accoglimento della petizione, il convenuto __________, è tenuto a versare all'attrice __________ Sagl, __________, la somma di fr. 22'400.- oltre interessi al 5% dal 12 ottobre 2000.

                                         2.     Ad istanza di parte ed entro 30 giorni dalla crescita in giudicato di questa sentenza, è fatto ordine all'Ufficiale dei registri del distretto di __________ di iscrivere un'ipoteca legale definitiva dell'importo di fr. 10'641.60 oltre interessi al 5% dal 12 ottobre 2000 a carico del fondo part. n. __________RFD di __________ di proprietà in ragione di 1/2 ciascuno dei convenuti __________ e __________ i.

                                         3.     La tassa di giustizia di fr. 1’000.- e le spese di fr. 100.-, da anticipare dall'attrice, sono a suo carico in ragione di 1/3, a carico dell'arch. __________ in ragione di 1/2 e a carico di __________ e __________ i, in solido, in ragione di 1/6. L'arch. __________ rifonderà all'attrice fr. 1'200.per ripetibili parziali e quest'ultima verserà fr. 600.- a __________ e __________ per il medesimo titolo.

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia                                    fr.    480.b) spese                                                      fr.      20.-

                                         Totale                                                           fr.    500.da anticiparsi dall’appellante, sono a suo carico per 5/9, a carico dell'arch. __________ per 2/9 e a carico di Re__________ate e __________, in solido, per 2/9. L'arch. __________ rifonderà all'appellante fr. 250.- per parti di ripetibili e quest'ultima verserà fr. 200.- a __________ e __________ per il medesimo titolo.

                                  III.   L’appello adesivo 3 febbraio 2003 di __________ e __________ è respinto.

                                 IV.   Le spese della procedura d’appello adesivo consistenti in:

                                         a) tassa di giustizia                                    fr.    130.b) spese                                                      fr.      20.-

                                         Totale                                                           fr.    150.da anticiparsi dagli appellanti adesivamente, restano a loro carico con l’obbligo di rifondere all'attrice fr. 150.- per ripetibili.

                                  V.   Intimazione a:      - studio legale avv. __________

                                                                      avv. __________

                                                                      arch. __________

                                         Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di __________

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il segretario

12.2002.204 — Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 20.10.2003 12.2002.204 — Swissrulings