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Ticino Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 28.01.2011 11.2011.4

28 gennaio 2011·Italiano·Ticino·Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile·HTML·1,324 parole·~7 min·4

Riassunto

Impugnabilità di un provvedimento superprovvisionale

Testo integrale

Incarto n. 11.2011.4

Lugano 28 gennaio 2011/rs    

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La prima Camera civile del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti

vicecancelliera:

Chietti Soldati

sedente per statuire nella causa DI.2010.286 (trattenuta di stipendio) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna promossa con istanza del 14 dicembre 2010 da

AO 1   (patrocinata dall'  PA 1 )  

contro

 AP 1 ,

giudicando sull'appello dell'8 gennaio 2011 presentato da AP 1 contro il decreto cautelare emesso dal Pretore il 31 dicembre 2010;

Ritenuto

in fatto:                    A.   Con sentenza del 29 ottobre 2010 il Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna ha condannato AP 1 (1944) a versare alla moglie AO 1 (1942), come misura a protezione dell'unione coniugale, un contributo alimentare di fr. 1000.– mensili anticipati. Contro tale sentenza AP 1 ha presentato un appello del 20 novembre 2010 a questa Camera, che è stato dichiarato irricevibile per tardività con sentenza del 15 dicembre 2010 (inc. 11.2010.131). Un ricorso in materia civile presentato l'8 gennaio 2011 da AP 1 al Tribunale federale contro quest'ultima sentenza è tuttora pendente (causa 5A_19/2011).

                                  B.   Nel frattempo, il 14 dicembre 2010, AO 1 ha instato davanti al Pretore perché alla Cassa di compensazione AVS/ AI/IPG fosse ordinato di trattenere dalla rendita AVS percepita da AP 1 la somma di fr. 1000.– mensili, riversandola su un conto bancario in favore di lei (art. 177 CC). Identica domanda essa ha formulato già in via cautelare. Il Pretore ha convocato le parti all'udienza del 22 febbraio 2011 per il contrad­dittorio. AO 1 ha sollecitato il 29 dicembre 2010 l'emanazione del provvedimento cautelare. Il Pretore ha emanato il 31 dicembre 2010 un “decreto supercautelare” con cui ha ordinato alla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG la trattenuta richiesta.

                                  C.   Contro il “decreto supercautelare” appena citato AP 1 ha introdotto un appello dell'8 gennaio 2011 a questa Camera per ottenere l'annullamento del decreto medesimo. Il memoriale non è stato notificato a AO 1 per osservazioni.

Considerando

in diritto:                  1.   Il “decreto supercautelare” è stato emesso il 31 dicembre 2010 ed è giunto al convenuto ai primi del gennaio del 2011. Ora, “alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comu­nicazione della decisione” (art. 405 cpv. 1 CPC), intendendosi per “comunicazione” non la data in cui il primo giudice ha statuito o ha spedito la sentenza, bensì la data che fa decorrere il termine di ricorso (Frei/Willisegger in: Basler Kommentar, ZPO, Basilea 2010, n. 4 ad art. 405), ovvero quella in cui avviene la notificazione. Nel caso in cui la notificazione sia avvenuta dopo l'entrata in vigore del Codice di procedura civile svizzero, al procedimento di impugnazione si applica la legge nuova e non più la procedura civile cantonale (Freiburghaus/Afheldt in: Sutter-Somm/Hasen­böhler/Leuenberger, Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, n. 7 in fine ad art. 405).

                                   2.   Le “decisioni di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari” sono appellabili, fermo restando che, trattandosi di controversie patrimoniali, l'appello è ammissibile unicamente ove “il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione è di almeno 10 000 franchi” (art. 308 cpv. 1 lett. b combinato con il cpv. 2 CPC). Se la controversia patrimoniale non raggiunge tale valore, la decisione di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari è suscettiva solo di reclamo (art. 319 lett. a CPC). Tanto nell'uno quanto nell'altro caso, in ogni modo, la decisione dev'essere stata presa dal giudice dopo avere sentito la controparte. Provvedimenti superprovvisionali non possono essere oggetto di appello né di reclamo (FF 2006 pag. 6729 in alto), a meno che il giudice si sia limitato a respingere un provve­dimento superprovvisionale. L'art. 265 cpv. 1 e 2 CPC non prevede più in effetti, come l'art. 379 cpv. 2 CPC ticinese, che in simile ipotesi l'istante possa chiedere al giudice entro dieci giorni di accogliere la richiesta previo contraddittorio. Qualora infine un provvedimento superprovvisionale sia in parte accolto e in parte respinto, la decisione del giudice è – per principio – insindacabile, dovendosi attendere che la controparte sia stata sentita nella misura in cui il provvedimento è stato accolto; dandosi particolare urgenza (“pericolo d'elusione”), tuttavia, non è esclusa l'impugnabilità immediata della decisione nella misura in cui il provvedimento superprovvisionale è stato respinto (Reetz/Theiler in: Sutter-Somm/Hasen­böhler/Leuenberger, op. cit., n. 34 ad art. 308, pag. 1854).

                                   3.   Nella fattispecie il Pretore ha accolto appieno la richiesta cautelare dell'istante, la quale chiedeva che alla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG fosse ordinato di trattenere dalla rendita AVS percepita da AP 1 la somma di fr. 1000.– mensili, riversandola su un conto bancario in favore di lei. Né il Pretore ha ancora avuto modo di sentire il convenuto, l'udienza a tal fine essendo stata indetta per il 22 febbraio 2011. È vero che il 27 dicembre 2010 AP 1 ha scritto di propria iniziativa una lettera al Pretore, contestando l'ordine di trattenuta. È altrettanto vero però che tale atto informe non costituisce un valido contrad­dittorio (nel senso dell'art. 379 cpv. 1 CPC ticinese, che rimane applicabile al procedimento di primo grado: art. 404 cpv. 1 CPC). Il “decreto supercautelare” del 31 dicembre 2010 non è dunque un atto impugnabile. In calce al medesimo il Pretore ha menzionato invero che contro di esso era dato reclamo, ma tale indicazione è erronea e non può creare una via di ricorso inesistente. Ne segue che, improponibile, l'appello del convenuto sfugge a qualsiasi esame.

                                   4.   Le spese giudiziarie seguirebbero la soccombenza dell'appellante (art. 106 cpv. 1 CPC). Occorre tenere conto della circostanza, nondimeno, che il convenuto può essere stato indotto a ricorrere dalla fallace indicazione dei rimedi giuridici contenuta nel “decreto supercautelare”, non avendo egli formazione giuridica né essendo patrocinato da un legale. E siccome da un'indicazione

                                         inesatta non deve derivare pregiudizio al cittadino (art. 5 cpv. 3 Cost.; cfr. DTF 136 III 376 consid. 1.2.2), si giustifica in concreto di soprassedere a ogni prelievo (art. 107 cpv. 1 lett. b CPC). Non si pone per converso problema di ripetibili, l'appello non essendo stato comunicato alla controparte, che non ha sopportato costi.

                                   5.   Circa i rimedi esperibili contro l'odierna sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), trattandosi in concreto di una decisione cautelare, ovvero incidentale (DTF 134 I 86 consid. 3.1), essa segue la via giudiziaria del­l'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF). L'azione principale supera sicuramente, sotto il profilo dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, la soglia di fr. 30 000.– per un eventuale ricorso in materia civile, ove appena si consideri che la trattenuta di fr. 1000.– mensili riguarda un contributo alimentare dovuto senza limiti di tempo. La durata di misure a protezione dell'unione coniugale essendo incerta, il valore litigioso è determinato dall'importo annuo delle prestazioni contestate, moltiplicato per venti (art. 51 cpv. 4 LTF).

Per questi motivi,

decide:                    1.   L'appello è irricevibile.

                                   2.   Non si riscuotono spese giudiziarie.

                                   3.   Notificazione a:

–   ; –    .

                                         Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La vicecancelliera

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.

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