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Ticino Tribunale penale cantonale 06.10.2017 72.2017.79

6 ottobre 2017·Italiano·Ticino·Tribunale penale cantonale·HTML·2,295 parole·~11 min·4

Riassunto

Abuso aggravato di un impianto per l'elaborazione di dati: per avere, in veste di dipendente della società, utilizzato in 688 occasioni in modo abusivo l'elaboratore di dati presso la società immettendo nel sistema informatico degli ordini di trasferimento fondi per complessivi CHF 171'092.00

Testo integrale

Incarto n. 72.2017.79

Lugano, 6 ottobre 2017/lc

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise correzionali di Lugano

composta da:

giudice Amos Pagnamenta, Presidente

Cristina Laghi, vicecancelliera

sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare

nella causa penale       Ministero Pubblico

e in qualità di accusatori privati:

ACPR 1 patrocinata dall’avv. RAAP 1   ACPR 2 patrocinato dall’avv. RAAP 2   ACPR 3

contro

IM 1 rappresentato dall’avv. DUF 1

imputato, a norma dell'atto d'accusa 60/2017 del 13 aprile 2017, emanato dal Procuratore pubblico  PP 1, di

                                   1.   abuso di un impianto per l'elaborazione di dati, aggravato

siccome commesso per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dal 21ottobre 2014 al 5 maggio 2016,

nella sua qualità di dipendente di __________, società facente parte del gruppo __________ unitamente a __________, __________,

al fine di procacciarsi un indebito profitto,

servendosi in modo abusivo ed indebito di dati, rispettivamente di un analogo procedimento,

influito su un processo elettronico di trasmissione di dati, provocando per mezzo dei risultati erronei così ottenuti un trasferimento di attivi a danno di terzi,

ripetutamente utilizzato, in almeno 688 occasioni, in modo abusivo l’elaboratore dati a sua disposizione presso la citata società, immettendo nel sistema informatico in dotazione alla società degli ordini di trasferimento fondi dell’ordine di CHF 250.00 (in ogni caso non oltre i CHF 250.00) da lui denominati “tasse annuali” che l’imputato era abilitato ad accreditare senza necessità di autorizzazione a debito di relazioni riconducibili a ACPR 1 ed ottenendo in tal modo l’accredito di complessivi CHF 171'092.00 sulle carte di credito riconducibili ai genitori __________ e __________, ignari in quanto l’imputato riceveva la corrispondenza, carte di credito Mastercard __________ e __________, importi da lui successivamente in parte prelevati a contanti e in parte utilizzati per pagamenti diversi, posto come tali operazioni sono state effettuate utilizzando sempre la carta riconducibile alla madre __________;

                                   2.   falsità in documenti, ripetuta

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel mese di dicembre 2015 e nel mese di aprile 2016,

al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente formato un documento falso, alterato un documento vero, abusato dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano autentico per formare un documento suppositizio, attestato in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica, nonché fatto uso a scopo d’inganno di tali documenti,

                                2.1   per avere,

nel mese di dicembre 2015,

creato su supporto informatico, partendo da uno reale, un falso estratto dal registro esecuzioni che porta la data del 10 dicembre 2015, aggiungendo il termine “non” ed eliminando la seconda pagina (sulla quale vi è l’elenco delle esecuzioni), attestando, contrariamente al vero, che a suo carico non esistevano esecuzioni,

nonché fatto uso a scopo d’inganno di tale falso documento, facendolo pervenire per mail al datore di lavoro, che periodicamente esegue controlli sulla solvibilità dei propri dipendenti, al fine di far credere di non avere esecuzioni e quindi ci celare la propria situazione economica problematica,

                                2.2   per avere,

nel mese di aprile 2016,

creato su supporto informatico, partendo da uno reale del Dr. __________, sette falsi certificati medici, compilandone i vari campi manualmente ed apponendovi la firma falsa del Dr. __________ su 6 certificati (apparentemente datati del febbraio 2016) e del Dr. ACPR 2 su un certificato datato 01.03.2016, i quali attestavano, contrariamente al vero, un’inabilità lavorativa per antecedenti periodi,

nonché fatto uso a scopo d’inganno dei certificati medici falsi di cui sopra, inviandoli in fotocopia al datore di lavoro __________, che li ha poi inviati a ACPR 3, al fine di giustificare precedenti assenze per le quali l’imputato non aveva portato alcun certificato medico;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dagli art. 147 cpv. 2 CP, art. 251 cifra 1 CP;

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;

                                     -   l’avv. __________, patrocinatore di fiducia dell’accusatrice privata ACPR 1.

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:38 alle ore 14:55.

Sentiti:                       -   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: i fatti di cui all’atto d’accusa non sono contestati e neppure contestato è il diritto. Ciò che preoccupa è la sistematicità con cui IM 1 ha agito, la ripetitività della sua azione. Viene da pensare che passava il tempo a malversare piuttosto che a lavorare per il proprio datore di lavoro. IM 1 ha agito in maniera astuta e abile, sapeva che poteva trasferire senza controlli particolari importi fino a CHF 250.00 e così ha deciso di agire. Quello del 2014 è un periodo buio per IM 1, ciò che tuttavia non giustifica il suo delinquere. Egli ha rubato al suo datore di lavoro, che aveva riposto in lui una grande fiducia, e per pigrizia gli ha persino mandato dei certificati falsi. Ha inoltre coinvolto gli ignari genitori, strumentalizzandoli per farsi bonificare gli importi che ha utilizzato a profitto proprio per spese voluttuarie. I reati imputati sono gravi, sono dei crimini. Gli importi sono oggettivamente contenuti, ma siamo comunque di fronte a CHF 170'000.00 in un anno e mezzo, cifra che non va banalizzata. Al proposito l’accusa sottolinea che IM 1 ha rubato quello che ha potuto rubare, sarebbe stato difficile rubare più di così senza essere scoperto. A favore di IM 1 vi è il fatto che ha collaborato, ammettendo immediatamente i reati che gli sono stati contestati. Bisogna inoltre tenere in considerazione, secondo l’accusa, il fatto che IM 1 è quasi incensurato, essendo stato condannato in precedenza per tutt’altro reato. Dire che sia persona avvezza da illo tempore a commettere reati di natura patrimoniale non sarebbe corrispondente alla realtà. Bisogna inoltre tenere conto dello sforzo che IM 1 ha fatto per il percorso di disintossicazione. Se il suo delinquere era anche legato alla sua situazione personale difficile, va tenuto in considerazione per la prognosi che ha cercato di affrontare il suo problema, che sembra essere risolto. L’imputato sta facendo uno sforzo per rimettere in sesto la sua vita. IM 1 è ancora giovane e se si riprende dalla dipendenza da alcol certamente potrà essere reinserito in un ciclo lavorativo, avendo anche una certa formazione. L’accusa ritiene che si debba dare una chance all’imputato.

Conclude chiedendo la condanna di IM 1 alla pena detentiva di 18 (diciotto) mesi sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni.

Sulle richieste dell’AP rileva che il danno patrimoniale è incontestato; per quanto attiene agli interessi e la nota d’onorario si rimette al giudizio della Corte;

                                     -   l’avv. __________, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: aderisce a quanto richiesto dal PP e chiede la conferma dell’atto d’accusa. Sottolinea che le malversazioni effettuate senza alcuna giustificazione costituiscono un danno patrimoniale nei confronti della parte lesa. Espone le pretese civili come da istanza di risarcimento prodotta, rilevando che il danno causato alla parte lesa ammonta a CHF 171'092.00, ai quali vanno aggiunti gli interessi del 5% a far tempo da ogni singolo versamento, come indicato nella tabella allegata all’istanza. Chiede inoltre la rifusione delle spese legali nella misura indicata nell’istanza, come da nota d’onorario allegata;

                                     -   l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: premette che i fatti di cui all’atto d’accusa non sono contestati. IM 1 riconosce le cifre indicate nell’atto d’accusa, così come la configurazione giuridica data dall’accusa ai reati. Ringrazia l’accusa per la sensibilità con cui è stata trattata la vicenda, osservando che l’imputato ha vissuto un periodo buio. Rileva che è anche grazie alla responsabilità che gli è stata data che IM 1 ha tradito la fiducia del suo datore di lavoro, ciò che non si giustifica. Purtroppo nel periodo dei fatti l’imputato ha vissuto una depressione e una dipendenza da alcol. Egli ci ha spiegato che faceva fatica a svegliarsi al mattino perché beveva, le assenze dal posto di lavoro erano numerose, ciò che ha portato il datore a chiedere dei certificati medici. L’imputato era un collaboratore apprezzato in azienda, ma vi erano delle difficoltà a cui non ha saputo rispondere, vanificando la fiducia che gli era stata data. Il difensore sottolinea che dal 4 gennaio 2017, quindi ancora durante l’inchiesta, l’imputato ha intrapreso un percorso terapeutico per disintossicarsi dall’alcol e se è vero che questo percorso è ancora lungo una parte dello stesso è stata intrapresa con successo. Egli sta pensando a una riqualifica professionale con l’AI e aveva già iniziato a seguire dei corsi per ottenere il diploma di __________. Il diritto non è contestato e i reati sono gravi. Per quanto concerne la commisurazione della pena, la difesa ripercorre le circostanze che hanno portato IM 1 a delinquere, rilevando che più aspetti combinati non hanno aiutato l’imputato a fermarsi nel momento giusto. Per quanto attiene al suo comportamento dopo i reati, osserva che oggi abbiamo in aula un altro uomo. Al momento attuale non è possibile concretizzare un risarcimento, ma è nelle intenzioni dell’imputato e non appena sarà possibile egli sarà sicuramente disposto a contribuire nella misura in cui potrà. Vi è un piccolo precedente del 2009, che può anch’esso essere indicativo di quella che era in quel periodo la vita di IM 1, vita che ora è cambiata. La difesa chiede che la pena comminata all’imputato sia una pena integralmente sospesa. La pena individuata dalla PP è una pena equa, ma a mente della difesa vi sono alcuni elementi da tenere in considerazione. A questo proposito sottopone alcuni casi simili passati da questi Corti, e meglio la sentenza della Corte delle assise correzionali del 30 agosto 2011, Inc. 72.2010.114, in cui vi era una cifra simile e l’imputato è stato pure condannato per truffa, con condanna alla pena detentiva di 20 mesi sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 4 anni, nonché la sentenza della Corte delle assise correzionali del 1. dicembre 2011, Inc. 72.2010.68.

Tenuto di tutto quanto suindicato, conclude chiedendo la condanna del suo assistito a una pena che non superi i 16 (sedici) mesi di detenzione sospesa per un periodo di prova di 4 (quattro) anni. Per le pretese dell’AP chiede il rinvio al foro civile.

Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

visti gli art.                      12, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 147 cpv. 2, 251 cifra 1 CP;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia:

IM 1

                                   1.   è autore colpevole di:

                               1.1.   abuso di un impianto per l’elaborazione di dati aggravato

siccome commesso per mestiere, data la disponibilità ad agire

ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

per avere,

nel periodo compreso tra il 21 ottobre 2014 e il 5 maggio 2016, a __________, __________ e in altre località, nella sua qualità di dipendente di __________, utilizzato in 688 occasioni in modo abusivo l’elaboratore di dati a sua disposizione presso la citata società, immettendo nel sistema informatico in dotazione alla società degli ordini di trasferimento fondi dell’ordine di al massimo CHF 250.00 da lui denominati “tasse annuali” a debito di relazioni riconducibili alla ACPR 1 ed ottenendo in tal modo l’accredito di complessivi CHF 171'092.00 sulle carte di credito riconducibili ai genitori, importi da lui successivamente in parte prelevati a contanti e in parte utilizzati per pagamenti diversi;

                               1.2.   falsità in documenti ripetuta

per avere,

a __________,

                            1.2.1.   nel mese di dicembre 2015, creato su supporto informatico, partendo da uno reale, un falso estratto dal registro esecuzioni datato 10 dicembre 2015, aggiungendo il termine “non” ed eliminando la seconda pagina, recante l’elenco delle esecuzioni, attestando, contrariamente al vero, che a suo carico non esistevano esecuzioni, al fine di far credere di non avere esecuzioni e quindi di celare la propria situazione economica problematica,

nonché per avere,

                            1.2.2.   nel mese di aprile 2016, creato su supporto informatico, partendo da uno reale del Dr. __________, 7 falsi certificati medici, compilandone i vari campi manualmente ed apponendo la firma falsa del Dr. __________ su 6 certificati datati febbraio 2016 e del Dr. ACPR 2 su un certificato datato 1. marzo 2016, i quali attestavano, contrariamente al vero, un’inabilità lavorativa per antecedenti periodi, al fine di giustificare precedenti assenze per le quali l’imputato non aveva portato alcun certificato medico;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei considerandi.

                                   2.   Di conseguenza,

IM 1 è condannato

                               2.1.   alla pena detentiva di 16 (sedici) mesi,

da dedursi il carcere preventivo sofferto.

                               2.2.   L’esecuzione della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2 (due).

                                   3.   IM 1 è inoltre condannato a versare all’accusatore privato ACPR 1 CHF 194'799.55 a titolo di risarcimento danni.

                                   4.   L’accusatrice privata ACPR 3 è rinviata al competente foro civile.

                                   5.   È ordinata la confisca e la distruzione di tutto quanto sotto sequestro.

                                   6.   La tassa di giustizia di CHF 750.00 con motivazione scritta o di CHF 500.00 senza motivazione scritta e le spese procedurali sono a carico del condannato.

                                   7.   Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

                               7.1.   Le note professionali dell’avv. DUF 1 sono approvate per:

onorario                      CHF   4'739.40

spese                          CHF      127.00

IVA (8%)                     CHF      389.30

totale                           CHF   5'255.70

                               7.2.   Il condannato è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di CHF 5’255.70 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

Intimazione a:          -

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

Per la Corte delle assise correzionali

Il Presidente                                                          La vicecancelliera

Distinta spese:

Tassa di giustizia                             fr.           500.--

Inchiesta preliminare                       fr.           200.--

Altri disborsi (postali, tel., ecc.)      fr.           123.60

                                                             fr.           823.60

                                                            ============

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