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Ticino Tribunale penale cantonale 17.06.2015 72.2015.38

17 giugno 2015·Italiano·Ticino·Tribunale penale cantonale·HTML·15,482 parole·~1h 17min·3

Riassunto

Complicità in tentato assassinio (subordinatamente favoreggiamento); favoreggiamento; appropriazione indebita (subordinatamente appropriazione semplice);

Testo integrale

Incarto n. 72.2015.38

Mendrisio, 17 giugno 2015/md

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino

La Corte delle assise criminali

composta da:

giudice Mauro Ermani, Presidente

GI 1 6 GI 2 7

AS 2 2 AS 3 3 AS 4 4

Veronica Lipari, vicecancelliera

sedente nell’aula penale di questo palazzo pretorio, per giudicare

nella causa penale

Ministero pubblico

e in qualità di accusatore privato:

ACPR 1 patrocinato dall’avv. RAAP 1

contro

IM 1 rappresentato dall’avv. DF 1

in carcerazione estradizionale, in __________, dal 02.09.2014 al 29.10.2014 (58 giorni) in carcerazione preventiva dal 30.10.2014 al 13.03.2015 (135 giorni)

in carcerazione di sicurezza dal 14.03.2015 al 27.05.2015 (75 giorni) in anticipata esecuzione di pena dal 28.05.2015

imputat, a norma dell’atto d’accusa nr. 27/2015 del 13.03.2015 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di

                                   1.   complicità in tentato assassinio

subordinatamente favoreggiamento

per avere,

la notte dell’8/9 marzo 2012,

a __________, __________ e in altre imprecisate località,

intenzionalmente aiutato __________, suo fratello __________ e __________, nel tentativo di uccidere con un coltello ACPR 1,

tentativo da loro messo in atto la mattina del 9 marzo 2012, verso le ore 01.30 circa, a __________, mentre ACPR 1 si stava recando a __________ alla guida di un’autovettura Smart, inseguendolo a bordo di un’autovettura Citroën C3, affiancandolo, speronandolo e spingendolo fuori strada, dove si arrestava e dove veniva aggredito e accoltellato, senza riuscire nel loro intento per puro caso, in quanto per numero e tipologia le lesioni inferte erano idonee a cagionargli danni al corpo potenzialmente letali, desistendo dal loro agire e fuggendo, perché disturbati dal sopraggiungere di alcune autovetture e dall’arrivo della Polizia,

e meglio, per avere,

consapevole del fatto che il 4 marzo 2012, a __________, nei parcheggi del __________, i fratelli ACPR 1, __________ e __________ avevano aggredito e picchiato suo __________, constatandone di persona le lesioni subite, e che per questo fatto __________, __________ e __________ volevano vendicarsi,

ritenuto che già in precedenza, e meglio nel mese di novembre 2011, parlando con __________, sia l’imputato che suo fratello __________ avevano affermato di odiare gli “albanesi” perché “prendevano le loro ragazze rumene per farle prostituire” sottraendo loro parte dei guadagni,

ritenuto che nel periodo 04-08 marzo 2012, nell’appartamento di __________ dove l’imputato viveva con suo fratello e altri connazionali, aveva assistito ad animate discussioni tra suo fratello, __________, __________ e altri, nel corso delle quali questi ultimi avevano manifestato rabbia e rancore per quanto successo a __________ e deciso che ACPR 1 doveva scusarsi con loro e pagare le spese mediche e/o un indennizzo a __________, incaricando __________ di sollecitare al proposito ACPR 1,

consapevole del fatto che la sera dell’8 marzo 2012, __________, suo fratello __________ e __________ si sarebbero incontrati, a questo scopo, con ACPR 1 e che nel caso in cui quest’ultimo non si fosse scusato o non avesse pagato quanto richiesto, lo avrebbero picchiato, sapendo che gli stessi erano disposti a tutto pur di vendicarsi,

mantenuto, la notte dell’8/9 marzo 2012, mentre si trovava a __________ e in altre località del __________, in particolare a partire dalle ore 00:34 del 9 marzo 2012, continui contatti telefonici con suo fratello __________, apparentemente per essere informato circa l’esito dell’incontro con ACPR 1, ma in realtà per prestare loro aiuto in caso di necessità e,

saputo di quanto avvenuto, raggiunto dapprima __________, verso le ore 03:00 circa, alla guida dell’autovettura Nissan Micra targata __________, in suo uso, facendosi consegnare da __________ la sua autovettura Peugeot 3008 targata __________, con la quale ritornava a __________ per recuperare __________, __________ e __________, consentendo loro di fuggire dapprima a __________ e poi in __________;

subordinatamente favoreggiamento

per avere,

nelle summenzionate circostanze di tempo e di luogo,

agendo in correità con __________,

sottratto __________, suo fratello __________ e __________ ad atti di procedimento penale e, in particolare, all’arresto per titolo di tentato assassinio, perturbamento della circolazione pubblica e coazione, in relazione ai fatti da loro commessi il 9 marzo 2012 a __________, verso le ore 01:30 circa, ai danni di ACPR 1,

raggiungendoli a __________ con l’autovettura Peugeot 3008 targata __________ di __________ e accompagnandoli fino a __________ dove si rifugiarono, prima di fuggire all’estero;

                                   2.   favoreggiamento

per avere,

il 09 marzo 2012, dopo le ore 04.00 circa,

a __________ e in altre imprecisate località,

sottratto __________ ad atti di procedimento penale e, in particolare, all’arresto per titolo di tentato assassinio, perturbamento della circolazione pubblica e coazione, in relazione ai fatti da lui commessi poco prima a __________, verso le ore 01:30 circa, ai danni di ACPR 1,

mettendo a sua disposizione per la fuga dapprima a __________ e poi in Italia, l’autovettura Nissan Micra targata __________, da lui noleggiata presso il garage __________, poi abbandonata a __________;

                                   3.   appropriazione indebita

subordinatamente appropriazione semplice

per essersi,

nel periodo 12 marzo – 04 giugno 2012,

a __________ e in altre imprecisate località,

agendo in correità con __________ e altre persone non identificate,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

appropriato di una cosa mobile altrui che era stata affidata a __________,

e meglio,

per essersi indebitamente appropriato dell’autovettura marca Peugeot 3008 Platinum 2.O HDi, no. di telaio __________, targata __________, del valore di CHF 46'000.-, affidata il 6 luglio 2011 dalla società __________ SA a __________ sulla base del contratto leasing no. __________ sottoscritto il 30 maggio 2011,

utilizzandola il 12 marzo 2012 per raggiungere la Romania, dove l’imputato e __________ intendevano “farla scomparire”, vendendola o cedendola a terze persone, per poi denunciarne il furto alla Polizia e all’assicurazione,

ritenuto che, a seguito del mancato pagamento delle successive rate di leasing e del conseguente annullamento del contratto, nonché della mancata restituzione dell’autovettura, la società __________ SA ha subito un danno quantificato in CHF 37'250.80,

ritenuto che l’autovettura è stata venduta da persona non identificata e immatricolata in Francia il 4 giugno 2012 a nome di __________;

subordinatamente appropriazione semplice

per essersi,

nelle summenzionate circostanze di tempo e di luogo,

agendo in correità con __________,

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, appropriato di una cosa mobile altrui e meglio per essersi appropriato dell’autovettura marca Peugeot 3008 Platinum 2.O HDi, targata __________, della società __________ SA, come meglio esposto in precedenza.

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: dagli art. 112 CP, in relazione con gli art. 22 e 25 CP, 137 cifra 1 CP, 138 cifra 1 CP e 305 cpv. 1 CP.

Presenti:                    -   il Procuratore pubblico PP 1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore di fiducia, avv. DF 1;

                                     -   in qualità di interprete per la lingua rumena __________ assente dalla pubblicazione della sentenza con accordo delle parti.

Espletato il pubblico dibattimento:

martedì 16 giugno 2015, dalle ore 09:30 alle ore 15:25;

mercoledì 17 giugno 2015, dalle ore 11:30 alle ore 11:40.

Sentiti:                       §   il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

descrive la persona dell’imputato, ripercorre i fatti del __________, descrive la rivalità fra i gruppi di rumeni e albanesi. Ripercorre i precedenti penali dell’imputato. A mente della pubblica accusa, IM 1 e gli altri rumeni non lavoravano in nero per il sig. __________ come da essi dichiarato, ma si occupavano del giro delle prostitute. A seguito dei noti fatti del __________, bisognava regolare i conti, per questo avvenivano diversi incontri fra i rumeni, ai quali a mente del PP partecipava anche l’imputato. La pubblica accusa ritiene che il fatto che ACPR 1 si fosse offerto di pagare le spese mediche di __________ sia una menzogna. L’unico scopo dell’incontro avvenuto la notte tra l’8 ed il 9 marzo 2012 era di regolare i conti, mazze da golf al seguito. Quella sera l’imputato si teneva a disposizione dei tre autori materiali del tentato assassinio, pronto ad intervenire in caso di bisogno.  Egli si trovava tra __________ e __________ già un’ora prima dei fatti, per sorvegliare i fratelli __________, domiciliati nel __________. Secondo la pubblica accusa, IM 1 veniva mandato a __________ per controllare la situazione, prova ne sono i diversi contatti telefonici avuti con __________ e __________. Il PP dunque non crede al fatto che IM 1 si trovasse a __________ per andare a prendere __________, la ragazza di __________, su richiesta di quest’ultimo.  Per fare ciò, ovvero sorvegliare i __________, la Nissan Micra di IM 1 era più che sufficiente. Una volta avvenuto l’accoltellamento invece, c’era bisogno di un’auto più potente e spaziosa. IM 1 rintracciava __________ per farsi dare la sua auto, per poi riprendere i contatti telefonici con __________ verso le ore 03:00. IM 1 ha dunque prestato un aiuto determinante nello svolgimento dei fatti, il suo non è stato un intervento successivo ma era pianificato, era pronto a dar man forte ai suoi amici ed al fratello con i quali aveva condiviso l’obiettivo e le intenzioni. Alla presenza di IM 1 i tre discutevano in seguito di come scappare. Egli metteva a disposizione la sua vettura per consentire a __________ di scappare in Italia. In merito alle accuse per titolo di appropriazione indebita sub. semplice, il PP afferma di abbandonare il procedimento per l’appropriazione indebita mantenendo unicamente l’accusa per appropriazione semplice, l’auto non essendo mai stata affidata all’imputato. Si tratta di una vettura del valore di oltre fr. 40'000.-. Di fatto l’autovettura è finita in Francia dove è stata regolarmente registrata a nome di un terzo in buona fede.

Per la commisurazione della pena, il PP sottolinea come l’imputato non ha collaborato, egli ha mentito e finto di non ricordare, questo fino al dibattimento, malgrado avesse all’ultimo momento dichiarato di voler rilasciare delle dichiarazioni spontanee, poi rivelatesi poco utili. L’imputato ha gravi precedenti penali all’estero, da lui sempre minimizzati. La lontananza dalla figlia a mente del PP è solo un pretesto, IM 1 non essendosi mai realmente occupato di lei. Chiede la conferma integrale dell’AA e che venga inflitta una pena detentiva di 6 anni, a valere quale pena aggiuntiva alle pena di cui al DAC del febbraio 2012 del MP del Canton Ticino e alla pena inflitta in Inghilterra prima dell’estradizione. Chiede infine la confisca di tutto quanto in sequestro;

                                    §   l’avv. DF 1, difensore dell’imputato IM 1, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

definisce i vari gradi di partecipazione alla commissione di un reato. Definisce la figura del complice: egli deve avere l’intenzione di favorire la commissione del reato, perlomeno per dolo eventuale; deve sapere che apporta il suo aiuto a un atto criminoso; deve volerlo o accettarlo. È necessario che l’assistenza sia idonea ad aumentare le possibilità di successo dell’infrazione. Questi atti di complicità devono intervenire prima della commissione del reato, dopo questo momento, non si può più parlare di complicità, ma unicamente di favoreggiamento. Rientrano nel reato di favoreggiamento tutti quegli atti di assistenza prestati all’autore dopo il realizzarsi dello stesso. Queste distinzioni sono concretamente lo sparti acque tra una condanna per complicità in tentato assassinio e una condanna per favoreggiamento. Il PP oggi ha descritto il quadro generale della situazione, la difesa non ha intenzione di difendere gli ambienti descritti, tiene comunque a precisare che il problema odierno non riguarda i retroscena di prostituzione. Nell’AA si ritrovano indicazioni precise in merito a quanto accadde la notte fra l’8 ed il 9 marzo 2012, IM 1 non era presente. La difesa ammette che IM 1 era consapevole di quanto avvenuto il 4 marzo 2012 al __________ come pure del fatto che la situazione non poteva essere lasciata irrisolta. Sapeva delle trattative intavolate con i __________, così come riferitogli da __________ e da suo fratello __________. IM 1 poteva immaginare che i tre avrebbero anche magari alzato le mani su ACPR 1, ciò non lo rende però ancora un complice. Nessuno sapeva che avrebbero tentato di uccidere ACPR 1. IM 1 non può essere condannato per complicità in tentato assassinio o altro reato, egli non è complice di niente. Manca completamente l’atto di complicità. La difesa si dice sorpresa dalla requisitoria del PP ove è stato aggiunto un particolare nuovo, ovvero che IM 1 si trovasse nel __________ per fare la sentinella. Fatto questo che non è indicato nemmeno nell’AA e configura una violazione del principio accusatorio. Non vi sono prove che i tre autori materiali del tentato assassinio avessero chiesto a IM 1 di restare a disposizione. IM 1 ha dichiarato che quella sera tornava al suo appartamento con altri rumeni. In seguito partiva per __________ perché __________ gli aveva chiesto di andare a recuperare __________, la sua compagna. A mente della difesa questo è quanto è accaduto e non c’è nulla di strano. Non vi sono elementi per affermare che IM 1 stesse invece facendo la sentinella, inoltre i __________ risiedono a __________ e non a __________. L’imputato si collegava all’antenna di __________ solo alle 01:44, a fatti ormai consumati. __________ poi tornava a casa con un taxi, senza avere contatti diretti con IM 1. Quest’ultimo, quasi giunto a __________, riceveva la prima telefonata da parte di suo fratello, che, in modo concitato, lo informava essere successo “un casino” e gli chiedeva di andare a prendere l’auto di __________. Una volta recuperata la vettura Peugeot 3008, IM 1, in costante contatto telefonico con il fratello, recuperava i tre a fatica, essendo che non conosceva la zona di __________ dove essi si erano rintanati. Se fosse stato complice, tutto sarebbe stato organizzato meglio ed egli non sarebbe stato certo lasciar pascolare per __________. Non è contestato che egli sia intervenuto dopo i fatti per prestare aiuto innanzitutto al fratello e poi agli altri due. A mente della difesa, si tratta di favoreggiamento, non di complicità in tentato assassinio, per cui chiede che l’imputato venga prosciolto da quest’ultima accusa. In merito alle accuse di favoreggiamento di cui al pt. 2 dell’AA, il reato di per sé non è contestato ma la difesa tiene a precisare unicamente che non si è proprio trattato di una messa a disposizione volontaria della Nissan Micra a __________, essendo che questi prendeva le chiavi senza nemmeno chiedere. IM 1 riconosce comunque di non essersi opposto, favorendo di fatto la fuga di __________ verso l’Italia. Per quanto concerne l’accusa di appropriazione semplice di cui al pt. 3 dell’AA, anche questa non è fondamentalmente contestata. IM 1 ha comunque sempre contestato di essersi accordato con __________ per “far sparire” l’auto. A mente della difesa, agli atti emerge chiaramente che l’auto è passata in mano a __________ il quale non l’ha più restituita. In merito alla commisurazione della pena, la richiesta di 6 anni di pena detentiva è da ridimensionare, tenuto conto della richiesta di proscioglimento dal reato di complicità in tentato assassinio. Restano il doppio favoreggiamento e l’appropriazione semplice, tenuto conto che, se è vero che tra i casi di favoreggiamento, questo ne configura certo uno grave, IM 1 è comunque intervenuto a favore del fratello con cui ha un legame di sangue e nella vita. Per l’appropriazione semplice, si tratta di un episodio unico. La difesa è consapevole di non poter chiedere la sospensione condizionale della pena, visti gli ingombranti precedenti penali. L’espiazione della pena deve comunque essere considerata per la commisurazione della stessa. IM 1 sta lavorando in laboratorio e in carcere si comporta bene. Ha dei progetti per il futuro, vorrebbe fare rientro in Romania e stare con sua figlia. La pena inflitta sarà una aggiuntiva a quella di cui al DAC del febbraio 2012 e alla pena pronunciata in Inghilterra. Tutto ben considerato, la difesa chiede una pena detentiva di 18 mesi. Per quanto concerne le richieste di risarcimento dell’accusatore privato ACPR 1, trattandosi di favoreggiamento queste devono essere respinte, venendo a mancare il nesso causale tra il danno patito ed il reato: la vittima del reato principale non ha la facoltà di far valere pretese di natura civile nei confronti del favoreggiante. Chiede infine il dissequestro della licenza circolazione originale per la vettura BMW 330D, per il resto non si oppone alla confisca.

Considerato,                  in fatto ed in diritto

                                   1.   CURRICULUM VITAE

IM 1, interrogato in merito alla sua situazione personale nel corso del primo interrogatorio dinanzi al PP il 31 ottobre 2014, dichiarava:

" Sono nato a __________, Romania e dopo le scuole dell’obbligo ho seguito la formazione di carrozziere, professione per la quale ho conseguito il diploma.

Il mio cognome alla nascita era __________ e __________ è mio fratello maggiore. Quando mi sono sposato, ho assunto il cognome di mia moglie. Oltre a __________ ho una sorella e un fratello più grandi che vivono in Italia. Mio padre è deceduto nel 1994, e mia madre vive a __________. Mio padre era autista, mentre mia madre è casalinga. In Romania vivevo con mia madre.

Nel 2003 mi sono sposato con __________. Dalla nostra relazione è nata __________, il __________ e lei porta il mio cognome __________. Ci siamo sposati dopo la nascita di __________ ed è per questo che lei porta ancora il mio cognome. L’anno scorso è stato decretato il divorzio e la mia ex moglie vive a __________ con nostra figlia __________. Ho mantenuto contatti con mia figlia e provvedo al suo mantenimento versandole del denaro, a dipendenza della mia disponibilità. A volte viene a vivere con me a __________.

Nel 2002 sono venuto per la prima volta in Italia, dove già viveva mia sorella, per cercare lavoro. Ho trovato un lavoro come muratore in nero. Sono  rimasto per circa un anno e qualche cosa. Sono poi rientrato in Romania, dove ho lavorato come carrozziere con mio zio, anche se a volte ritornavo in Italia a lavorare come muratore.

Come mi chiede l’interrogante, confermo che risiedevo a __________, in via __________. Si trattava di un appartamento dove vivevo e non era l’indirizzo di mia sorella.

Mentre mi trovavo in Italia sono venuto alcune volte in Ticino, la prima volta mi sembra nel 2012. Sono venuto con mio fratello __________, inizialmente a trovare degli amici e poi anche per lavorare come muratore e a effettuare lavori interni in abitazioni. Anche mio fratello lavorava con me, evidentemente in nero. Più tardi siamo stati raggiunti anche da altri amici. (…) siamo stati assunti da un signore di nome __________, che aveva un’impresa di pittura. Non avevamo i permessi per lavorare. (…) abitava nella zona di __________. L’interrogante mi fa prendere atto che dagli atti d’inchiesta risulta che il 18 ottobre 2011 mi trovavo già in Ticino perché quella sera ero stato controllato dalla Polizia (…) ricordo che ero in compagnia di mio fratello __________ e di __________. (…)

ADR che ho conosciuto __________ tramite mio fratello __________. Mi sembra di averlo conosciuto nel corso del 2011 in Romania, prima di venire in Ticino. Non ho mantenuto grandi contatti con lui, mentre mio fratello aveva contatti con lui, ma non so per quale motivo.

ADR non so cosa facesse __________ in Romania e neppure cosa facesse in Ticino. So che aveva una ragazza qui in Ticino, ma non so se questa fosse una prostituta oppure no. Lui ci ha aiutati quando siamo arrivati in Ticino, dandoci ospitalità. (…)

Preciso che nel 2012, quando sono rientrato in Romania, sono poi partito per il Portogallo con degli amici, dove ho lavorato come muratore. Ho perso i contatti con mio fratello __________, che non vedo più da diverso tempo. Sapevo che era andato in Canada, mentre adesso non so dove si trovi. Ero andato in Inghilterra per cercare lavoro.

ADR non sapevo di essere ricercato in Svizzera, se l’avessi saputo mi sarei presentato. Come mi chiede l’interrogante, avevo saputo dell’arresto di __________, ma non sapevo che lui mi aveva messo in mezzo. Non sapevo neppure il motivo esatto per il quale era stato arrestato e l’ho saputo solo quando ho ricevuto la documentazione in Inghilterra.

ADR che inizialmente l’avvocato inglese mi ha consigliato di oppormi all’estradizione, anche perché mi diceva che sull’ordine di arresto si parlava di omicidio, anche se non era morto nessuno. Mi ha quindi consigliato di attendere e di vedere tutta la documentazione prima di decidere se accettare o meno l’estradizione. Per finire ho accettato (…)”.

(AI 24).

In merito alla situazione di IM 1 per il periodo da lui trascorso nel nostro Cantone, egli dichiarava che sia lui che il fratello __________ risiedevano presso __________, in un luogo non meglio precisato. Quest’ultimo, giunti essi in Ticino, presentava loro un “ragazzo” di nome __________, il quale a sua volta faceva loro conoscere tale __________ (poi identificato quale __________). __________ aveva trovato loro un appartamento a __________, stipulando a suo nome il contratto di locazione per poi subaffittare l’abitazione all’imputato e a suo fratello.

Non è ben chiaro se __________ avesse poi assunto sia IM 1 sia __________ quali imbianchini, in “nero”, presso la propria ditta individuale, pagandoli fr. 100.- al giorno, essendo che le dichiarazioni di IM 1 e __________ sono contrastanti. Così dichiara l’imputato alla Polizia, indicando pure che, successivamente, i due fratelli sarebbero stati raggiunti da altri tre cittadini rumeni (__________, tale __________ e tale __________), i quali sarebbero anch’essi stati assunti da __________. __________, da parte sua, ammette di aver assunto quest’ultimi cittadini rumeni in nero, ma nega categoricamente di aver assunto anche __________ e __________.

Interrogato l’11 novembre 2014 (all. 7 al rapporto di Polizia 3 febbraio 2015), confermava il fatto di aver subaffittato l’appartamento ai rumeni, distanziandosi da ogni loro possibile attività “professionale”:

" non so cosa facevano __________ e IM 1 come attività in Svizzera. Loro vivevano di notte e di giorno dormivano. La mia sensazione era che avevano “in giro” delle donne. (…) Ci eravamo accordati che per ogni mensilità io avrei guadagnato circa CHF 100.- o CHF 200.- che mi venivano consegnati da __________ ogni volta che ritiravo l’affitto. Alla fine però io ci ho perso perché ho dovuto pagare i danni che __________, IM 1 e la ragazza di __________ avevano causato all’interno dell’appartamento. (…) a metà marzo, IM 1, __________ e la sua ragazza, sono scomparsi. ”

Al dibattimento del 16 giugno 2015, aggiungeva:

" Il Presidente ripercorre il passato dell’imputato così come già dichiarato nei precedenti verbali.

Confermo tutto quanto da me già dichiarato. Inoltre preciso che mia sorella vive in Svizzera. Attualmente ho appena depositato i documenti per separarmi da mia moglie.

ADR che di formazione sono carrozziere verniciatore, ho un diploma in tal senso.”

                                   2.   PRECEDENTI PENALI

Dall’estratto del casellario giudiziale svizzero (AI 23) risulta a carico di IM 1 un unico precedente:

DAC 2012.2068 del 02.04.2012 Ministero pubblico del cantone Ticino Bellinzona:

                                     -   Guida in stato di inattitudine (veicolo a motore, alcol), aLCSTRE 91/1/5 06.02.2012; per aver condotto l’autovettura VW Gold targata __________ essendo in stato di ubriachezza (min. 1.34 – max. 1.88).

Infrazione alle norme della circolazione aLCSTRE 90/1 06.02.2012 per avere, circolando nello stato psico-fisico surriferito, nell’immettersi sull’intersezione con percorso rotatorio obbligato, negligentemente perso la padronanza di guida continuando così la corsa cozzando conseguentemente contro un muro ivi esistente;

Pena pecuniaria 20 aliquote giornaliere a 100 CHF, sospensione condizionale della pena per un periodo di prova di 3 anni. Multa: CHF 1200.--.

In merito al suddetto incidente stradale, il PP faceva annettere all’incarto i certificati medici dell’EOC (AI 41), l’incarto dell’assicurazione __________ in merito al sinistro (AI 42) e l’incarto relativo all’intervento della croce verde di __________ (AI 64).

Interrogato a tal proposito dal PP, IM 1 dichiarava:

" risulta che il 6 febbraio 2012 sono stato protagonista di un incidente a __________, dove alla rotonda vicino al garage Mercedes ho perso il controllo dell’auto andando a sbattere contro un muro. Mi ricordo questo fatto. Con me c’era __________, ossia la ragazza/convivente di mio fratello __________. Eravamo stati in discoteca e tornavamo a casa. Quel giorno ero alla guida di un’autovettura VW Golf presa a noleggio. Visto che la BMW aveva dei problemi l’avevo lasciata al garage e avevo preso questa a noleggio.(…) Mi ricordavo di aver ricevuto una multa, che non ho però potuto pagare.”

(AI 24).

Con scritto 3 novembre 2014, il GPC si rivolgeva al PP:

" con la presente sono a chiederle, in caso di scarcerazione della persona indicata a margine, di metterci a disposizione l’interessato per l’espiazione 8 (otto) giorni di pena detentiva sostitutiva di cui al residuo della multa di CHF 814.- (già dedotta la cauzione pari a CHF 386.-) inflitta DA 1476/2012 del 2 aprile 2012, rimane salva la possibilità per il detenuto di procedere al pagamento della stessa per evitare la pena detentiva sostitutiva.”

(AI 28).

In merito ai suoi precedenti in altri Stati, IM 1 dichiarava, sempre il 31 ottobre 2014 al PP:

" ADR che in Italia ho avuto un procedimento penale per una situazione difficile di cui vorrei parlare in un altro momento. Sono stato condannato nel 2008 e ho scontato una pena di 3 anni e qualcosa.

(…) In merito al precedente in Italia dichiaro che sono stato condannato, a mio modo ingiustamente, per rapina semplice a una pena superiore ai 4 anni, ma che non ricordo con precisione. Sono stato riconosciuto da una persona come l’autore della rapina, anche se in quel periodo io mi trovavo in Romania per le feste. Il riconoscimento è stato fatto in modo scorretto. La condanna è comunque definitiva. Dopo l’espiazione della condanna sono stato espulso e non ho potuto fare ricorso. Sono stato condannato con le generalità di IM 1.”

(AI 24).

In effetti, dal casellario giudiziale italiano (AI 29) risultano i seguenti precedenti:

                                     -   31.03.2006: Sentenza del Tribunale di Monza per Violazione delle norme contenute nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero commesso il 31.03.2006.

Pena: 5 mesi e 10 giorni di reclusione, sospesa con la condizionale, poi revocata con ordinanza della Corte di appello di Milano il 17 febbraio 2011:

                                     -   17.07.2009: Sentenza della Corte di appello di Milano per rapina in concorso.

Pena: 3 anni e 6 mesi, multa 800 euro, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, espulsione dallo Stato:

                                     -   10.09.2010: Provvedimento del Procuratore generale della Repubblica di Milano, cumulo delle pene inflitte con i provvedimenti 31.03.2006, 20.04.2006, 17.07.2009, determinata la pena da scontare in 4 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione, più multa 800 euro, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni ed espulsione dallo Stato. Pena in seguito ulteriormente rideterminata in anni 3, mesi 11 e giorni 9.

Interrogato a tal proposito nel corso del verbale d’interrogatorio finale, dichiarava:

" (…)risulta che in Italia sono stato condannato il 31 marzo 2006 per violazione delle norme sull'immigrazione a 5 mesi e 10 giorni di reclusione e il 17 luglio 2009 a 3 anni e 6 mesi di reclusione per rapina in concorso. Queste due condanne sono poi state cumulate e fissate inizialmente in 4 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione, poi rideterminata il 17 maggio 2011 in 3 anni, 11 mesi e 9 giorni di reclusione.

Ho espiato queste condanne in Italia fino al mese di giugno 2011, dopodiché non potendo più restare in Italia sono rientrato in Romania.

ADR che sono stato arrestato l'8 febbraio 2008 per la rapina di __________ e sono rimasto in carcere fino a giugno 2011.

In merito ai fatti della rapina dichiaro che non ero io l'autore della stessa ma sono stato riconosciuto dalla vittima durante un riconoscimento che a mio modo di vedere non è avvenuto in modo corretto. Infatti la Polizia aveva già mostrato le mie fotografie alla vittima e al momento del riconoscimento sono stato affiancato da due agenti che non mi assomigliavano in nessun modo, per cui la vittima ha riconosciuto subito il sottoscritto. Ho ricorso contro la condanna di primo grado, ma anche la Corte d'Appello l'ha confermata, riducendo la pena di un anno.”

(AI 65).

In merito ad altri precedenti penali in altri paesi, IM 1 dichiarava il 31 ottobre 2014 al PP:

" ADR che in Romania, Francia e Germania non ho avuto procedimenti penali, mentre in Inghilterra ho avuto un procedimento per danneggiamento. Preciso che una sera con un amico, a __________, dopo aver bevuto, lui ha danneggiato la porta di un ristorante perché voleva prendere qualche cosa da bere. Siamo stati arrestati dalla Polizia e a quel momento si sono accorti della ricerca nei miei confronti. Non ricordo esattamente la data dell’arresto, ma come mi dice l’interrogante potrebbe essere stato il 9 giugno 2014. Ricordavo il mese di giugno, ma non il giorno esatto. Sono poi stato condannato a sei settimane di detenzione, condanna che ho espiato prima di essere estradato in Svizzera.”

(AI 24).

I casellari giudiziali francese e tedesco risultano in effetti vergini (AI 30, AI 38). L’Interpol di Bucarest con e-mail 16 dicembre 2014, comunicava pure che non risultano iscrizioni penali a carico di IM 1 (AI 44).

Dal casellario inglese invece figura un precedente per furto “burglary w/i to steal on 09/06/14”, per cui veniva condannato a 12 settimane di reclusione (AI 62).

Così l’imputato nel corso dell’interrogatorio finale 25 febbraio 2015 dinanzi al PP:

" (…)Prendo atto che in Francia e in Germania non risultano condanne a mio carico. Anche nel mio paese risulta che non sono conosciuto.

Prendo atto che dalle informazioni ricevute dall'Inghilterra risulta che il 10 giugno 2014 sono stato condannato dal Magistrato di Londra Nord a 10 settimane per furto (Burglary with intent to steal). Il mio avvocato inglese mi aveva detto di essere stato accusato e condannato per danneggiamento, anche perché non abbiamo sottratto nulla. Prendo atto che secondo le informazioni ricevute dall'Inghilterra ho espiato la condanna inflittami in quel paese dal 9 giugno fino al 1 settembre 2014 e che dal 2 settembre 2014 sono stato posto in arresto in vista dell'estradizione, avvenuta il 30 ottobre 2014.

A questo proposito voglio dire che sia il mio avvocato inglese che le autorità carcerarie mi avevano comunicato che dal 30 giugno 2014 iniziavo a espiare la carcerazione per la Svizzera, visto che quel giorno mi era stato notificato l'ordine d'arresto svizzero. In quel periodo ero intenzionato a chiedere di poter essere scarcerato con il braccialetto elettronico o al domicilio, ma questa facoltà non mi è stata riconosciuta, appunto perché era arrivato l'ordine svizzero.”

(AI 65).

Al dibattimento del 16 giugno 2015, aggiungeva:

" In merito ai suoi precedenti penali, il Presidente descrive l’incidente stradale da lei effettuato nel 2012 in Ticino, ove veniva trovato positivo all’alcool.

Confermo questo mio precedente.

ADR che mi capita ogni tanto di bere.

Agli atti vi è uno scritto 3 novembre 2014 del GPC in merito ad una commutazione della sanzione pecuniaria di CHF 814.- residui, questa multa non è stata pagata e dunque il GPC ha proceduto alla trasformazione in 8 giorni di pena detentiva. Nel frattempo lei ha saldato questa multa?

No, non l’ho ancora pagata.

In merito ai suoi precedenti penali in Italia, vi è una sentenza del 2009 che la condanna a 3 anni e 6 mesi per una rapina in concorso, seguita poi da un provvedimento del Procuratore generale per violazione delle norme sulla migrazione, il quale ha poi unito le pene fino a complessivi 4 anni e 4 mesi. Lei ha dichiarato di aver scontato questa pena detentiva in Italia, è corretto?

Sì, ho trascorso 11 mesi a __________ e poi sono stato trasferito a __________ a __________.

ADR che in Italia in carcere non si sta per niente bene. Non mi trovo bene in carcere, la vita è dura e inoltre soffro la lontananza da mia figlia.

ADR che ho sempre contestato i fatti imputatimi in Italia.

In merito ai suoi precedenti penali inglesi, emerge una condanna per furto a 12 settimane di reclusione. Di cosa si è trattato?

Non si è trattato di un furto ma solo di un danneggiamento, nessuno ha rubato niente. Ero con un mio amico e lui ha forzato una porta al bar per prendere qualcosa da bere. Dopo che ha forzato la porta è suonato subito l’allarme e siamo scappati. Non capisco per quale ragione mi hanno accusato di furto.

ADR che queste 12 settimane io le ho già espiate in Inghilterra prima di essere estradato.

Una volta in carcere in Inghilterra, è emerso che c’era nei suoi confronti un mandato di cattura internazionale emesso dal PP.

Sì, confermo. Quando ho ricevuto la richiesta di estradizione vi era indicato che io ero accusato di assassinio, c’è stato un errore di traduzione. Solo in seguito è stato chiarito che io ero accusato di complicità in tentato assassinio.

ADR che in carcere in Inghilterra mi sono trovato molto male.

Per quale motivo era in Inghilterra?

Ero in Inghilterra con un amico per cercare lavoro, avremmo dovuto iniziare da lì a qualche giorno. Per giungere in Inghilterra il biglietto costa circa 80 euro, non è un viaggio caro, ci sono arrivato in nave. Sono partito con 200-300 euro.

ADR che tornato in Romania dopo essere stato in Italia ho lavorato come autista, poi sono andato in Portogallo, poi 2 settimane in Irlanda ed in seguito in Inghilterra.”

                                   3.   PREMESSA

Nel sottobosco del mondo della prostituzione ticinese, nel corso del 2012, com’è ormai noto, scaturiva una violenta rivalità nella gestione delle prostitute come pure della sicurezza, fra due gruppi di individui, gli “albanesi” ed i “rumeni”. Dal rapporto d’inchiesta di Polizia del 25 marzo 2014:

" La rivalità violenta scaturita sia dalla gestione della prostituzione che dalla gestione della sicurezza, correlata a anche a vicende personali, hanno sviluppato delle “rappresaglie” tra le de fazioni di persone che facevano riferimento a società distinte di sicurezza e “conosciute” sul territorio Ticinese, le quali, ai loro “vertici”, avevano come responsabili __________ e __________. Queste “rappresaglie”, iniziate con discussioni verbali, sono continuate con vere e proprie minacce, trascese poi nel suo atto più grave, ovvero nell’accoltellamento di ACPR 1 (persona legata al business della prostituzione e della sicurezza) il 09 marzo 2012 a __________.”

                               3.1.   I fatti del __________ in breve

L’evento all’origine del fatto di sangue del 9 marzo 2012, è il famoso incontro al __________ di __________ del 4 marzo 2012. Sempre dal rapporto d’inchiesta di Polizia 25.03.2014, redatto sulla base della sentenza 14 giugno 2013 nei confronti di __________ della Corte delle assise criminali:

" La mattina del 04 marzo 2012 (…) veniva concordato un incontro tra i fratelli __________ e __________, al “__________” di __________, per appianare una “diatriba” che vedeva coinvolti lo stesso __________ e __________. Il responsabile della sicurezza alla discoteca __________ (__________), stando a quanto verbalizzato, non aveva permesso l’entrata nell’esercizio pubblico a __________ che aveva percepito in questo comportamento una mancanza di rispetto nei suoi confronti. __________, non avendo accettato l’atteggiamento di __________, aveva dato inizio ad uno scambio di messaggi in cui entrambi indicavano come bisognasse chiarire la situazione. (…) __________ (…) si cautelava, facendosi accompagnare da diversi suoi collaboratori (…) Tra le persone giunte al “__________”, vi erano pure tale __________ e __________, cittadini rumeni, “conoscenti” di __________ che a loro volta avevano avuto delle controversie con i fratelli __________. I contrasti tra i __________ e questi “rumeni” erano relativi alla gestione di ragazze, dedite alla prostituzione, sul nostro territorio.

L’incontro (…) avveniva (…) nelle prime ore della mattina. Da una parte vi era il gruppo dei fratelli __________, accompagnati da __________, __________ e __________, dall’altra parte vi era __________, accompagnato da __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________. (…) __________ e ACPR 1 si erano estraniati momentaneamente dai rispettivi gruppi per parlare tra di loro con tono pacato ed in modo civile. (…) Ad un certo punto dell’incontro, quando la situazione pareva essersi calmata o risolta, ACPR 1 ed i fratelli, notavano, tra gli uomini di __________, la presenza di __________ e subito iniziavano ad inveire contro quest’ultimo apostrofandolo con vari epiteti, chiedendo nel contempo che cosa ci facesse lui, __________, lì, e perché __________ lo aveva portato con sé.

A quel momento, i fratelli __________, “dimenticavano” i problemi con __________, concentrando la loro attenzione su __________ ed avventandosi su quest’ultimo colpendolo con vari oggetti, tra i quali una mazza da baseball, una chiave per lo smontaggio delle ruote e, probabilmente, anche con un tirapugni. Oltre a ciò lo colpivano con pugni e calci su tutto il corpo (…) questi riusciva ad allontanarsi dal luogo, salendo su un veicolo con il quale erano giunti i colleghi/amici di __________ e fuggire. (…) non abbiamo certificati o altro circa le ferite riportate da __________ (…).

A seguito dei fatti di __________, si era proceduto, in data 19 giugno 2012 al fermo ed all’arresto provvisorio di __________, ACPR 1, __________ e __________ (…).”

                               3.2.   I fatti di __________ in breve

Così vengono descritti sempre nel rapporto d’inchiesta di polizia:

" La mattina del 09.03.2012, alle ore 0140, presso la Centrale di allarme a __________, giungeva una chiamata da parte di un utente della strada, che segnalava la presenza di un uomo ferito sulla pubblica Via. (…) Vista la gravità delle ferite, l’uomo, identificato successivamente in ACPR 1, veniva portato al pronto soccorso (…) la vittima, (…) raccontava di essere stata inseguita da un veicolo, superata e speronata, per poi venire aggredito dagli occupanti di detto veicolo che l’avevano colpito ripetutamente con delle mazze da golf e con svariati fendenti sferrati con arma da raglio alla schiena, alle gambe, ed al torace. La versione della vittima veniva pure confermata dalla compagna di viaggio __________, la quale aggiungeva che, mentre ACPR 1 veniva aggredito, nessuno degli aggressori si era “preoccupato” di lei.

I due raccontavano inoltre che la notte del 9 marzo 2012 avevano lasciato l’abitazione della famiglia __________, a __________, con l’intenzione di recarsi a __________. Mentre percorrevano Via __________, in direzione della località __________, circolando a bordo dell’autovettura Smart, targata __________, improvvisamente venivano speronati dalla vettura Citröen C3, la quale, dopo averli affiancati, li spingeva verso destra, facendoli fuoriuscire dal campo stradale. A bordo del veicolo vi erano tre uomini a quel momento sconosciuti ai due.

Una volta bloccata l’autovettura, i tre (…) scendevano (...) e si avventavano contro ACPR 1, ancora seduto al posto di guida del veicolo. inizialmente colpivano ripetutamente con delle mazze da golf (oggetti poi ritrovati sulla scena) il veicolo Smart dopodiché si avventavano sul ACPR 1, estraendolo con la forza fisica dall’abitacolo.

In seguito, in rapida successione, ACPR 1 veniva ferito con almeno 13 fendenti portati con armi da taglio, in varie parti del corpo e questo da tutti e tre i suoi aggressori. (…) Nel corso dell’azione i tre aggressori venivano però disturbati dal sopraggiungere di alcuni veicoli e quindi desistevano, risalendo velocemente sulla loro vettura e dandosi alla fuga in direzione di __________. (…) In breve tempo i colleghi individuavano, nei pressi del centro __________ di __________, la vettura utilizzata dagli autori per compiere il crimine; si trattava di una Citroen C3 targata __________. Dei tre aggressori però nessuna traccia. (…) La vettura risultava essere intestata alla società di autonoleggio __________, presso __________ SA a __________ (…) noleggiato il giorno 08.03.2012 da __________, il quale era accompagnato da una giovane donna rimasta sconosciuta, che aveva funto da garante per il noleggio del mezzo. (…) si procedeva all’identificazione dei numeri telefonici in uso a (…) __________ (…) ed a porre sotto controllo telefonico le utenze a lui intestate. (…) __________ (…) identificata formalmente __________ nel corso della sua audizione del 09.03.2012. Anche ACPR 1, (…) identificava l’autore in __________ (…) dava le prime indicazioni anche se un secondo autore, il quale, a detta della vittima, aveva capelli lunghi ed era stato chiamato con il nome di __________ da __________. (…) Il terzo autore veniva indicato da parte del fratelli __________, i quali avevano recuperato una fotocopia della carta di identità dell’aggressore per il tramite di loro conoscenti, rimasti sconosciuti (verb. Interr. ACPR 1 del 04.04.2012 ore 10.44). A seguito di ciò, veniva fatta richiesta, in data 04 aprile 2012, di pubblicare a RIPOL un mandato di cattura internazionale a nome di __________ e __________.”

                                   4.   FATTI E MOTIVI A DELINQUERE

Nel corso del 2012, __________ veniva sentito in numerose occasioni dalla Polizia e dal PP, in qualità di imputato per titolo di complicità in tentato assassinio, favoreggiamento e appropriazione indebita. Egli aveva modo di raccontare di volta in volta una versione diversa dell’accaduto, conformandosi alle puntuali risultanze che gli venivano contestate. IM 1, da parte sua, si era rifugiato in Romania scampando all’inchiesta, finché solo nel 2014 veniva arrestato in Inghilterra. A quel punto, egli veniva confrontato con le dichiarazioni rese da __________ in corso di espiazione di pena, e con le dichiarazioni di __________, per la maggior parte rese nel corso del 2012, poi ribadite nel 2014.

Di seguito saranno riportate le dichiarazioni di __________ (e di altri interrogati secondari), rese in particolare nel corso del 2012, a seguito dei fatti del __________ e di __________. In seguito saranno invece approfondite le dichiarazioni rese nel 2014, poco prima e a seguito dell’arresto, di IM 1.

Per stabilire le eventuali responsabilità di IM 1, occorre determinare in particolare cosa accadde nel periodo temporale nel mezzo fra i fatti del __________ ed il crimine di __________, come pure subito in seguito a questo.

                               4.1.   Avvenimenti dopo i fatti del __________

Secondo le dichiarazioni rese da __________ nel 2012, tra i fatti del __________ e quelli di __________ avvennero tre incontri presso l’appartamento in cui abitavano i rumeni, il quale si trovava a distanza di 50 metri da quello dove egli stesso abitava con la famiglia.

Il primo incontro, sempre stando alla versione di __________ (rapporto inchiesta polizia 25.03.14, class. 1 sep. 9, verbale 26.07.2012 pag. 4), sarebbe avvenuto il 04.03.2012 tra le 05.00 e le 07.00, ovvero solo qualche ora dopo i fatti di __________.

__________ spiegava che, una volta raggiunto __________, si recava nell’appartamento dei rumeni. Qui vi trovava diverse persone, fra cui delle donne nella camera da letto ed altri rumeni in cucina. In quest’occasione, a suo dire, era presente anche il fratello di __________, IM 1. Si precisa che parlando di tale __________, __________ si riferisce a __________:

" Dopo questi fatti, partiamo da __________ per rincasare. Strada facendo ho chiamato __________ al telefono chiedendogli di incontrarci, cosa che facciamo di li a poco al distributore di __________.

Preciso che in quel momento, __________, non era con __________. Qui __________ mentre faceva trasparire una sua forte arrabbiatura mi chiedeva spiegazioni per non aver dato aiuto a __________. Da parte mia gli spiegavo che non essendo __________ parte del nostro gruppo non volevamo immischiarci in cose non nostre. Preciso che questa discussione è durata veramente poco, al massimo una decina di minuti. Durante la stessa avevo chiesto a __________ se c’era la possibilità di parlare con __________. __________ lo ha quindi chiamato al telefono e __________ ha risposto che mi voleva incontrare.

Giunto quindi al mio domicilio mi sono quindi recato nell’appartamento dei “Rumeni”. Qui ho visto nell’appartamento diverse persone, fra cui delle donne nella camera da letto ed altri in cucina. Vorrei precisare che vi erano numerose brande aperte nel soggiorno. In cucina ho poi avuto modo di notare quasi subito __________ seduto al tavolo della cucina, senza maglia, e subito ho notato che aveva del sangue sulla testa.

(…) aveva una vistosa ferita sanguinante sopra l’orecchio sinistro. Aveva poi alcune escoriazioni sulle braccia. Ho visto poi che aveva vari segni rossi sul costato soprattutto sul dorso e sul fianco sinistro, ricordo che si lamentava e che faceva anche un po’ fatica a respirare.

Quando sono entrato in cucina ricordo che __________ stava parlando in rumeno con __________ e lo faceva in modo piuttosto arrabbiato. Sempre nel locale vi erano pure altri tre uomini di cui non so meglio precisare le generalità.

__________ si è quindi lamentato con me dicendo che eravamo dei vigliacchi. __________ ricordo poi aver detto “..fatti i cazzi tuoi, questi l’hanno fatta grossa..visto che ci sono già grossi problemi con loro adesso è finita..non c’è più da parlare…”.

(…) Dopo poco __________ mi dice di andarcene perch.stavano arrivando altri probabili loro connazionali, tra cui anche il fratello di nome IM 1.

Così facendo __________ mi ha accompagnato fuori dall’appartamento fino fuori dalle scale. Qui __________ mi ha spiegato (…) quali erano le ragioni della discordia tra rumeni ed albanesi: (…) loro erano venuti qui dalla Romania poiché questi albanesi stavano portando via le donne ai Rumeni. Vorrei precisare che io so che la ragazza di ACPR 1, a detta di __________, era una ragazza del giro di questi rumeni. In sostanza, presumo, che gli albanesi volevano controllare queste prostitute rumene. Da parte mia gli ho chiesto se, quanto accaduto a __________ mi poteva procurare dei problemi di convivenza con i rumeni e ciò mi era stato escluso. Ci siamo quindi salutati (…)”.

Il secondo incontro nell’appartamento dei rumeni, avvenne un paio di giorni dopo. Così __________:

" Dopo circa un paio di giorni mi hanno bussato alla porta, era uno di quei rumeni che abitava sotto di me, dicendomi di andare giù che mi volevano. Io rispondevo che non sarei andato giù se non ci fosse stato __________. Gli ho quindi mandato un messaggio, chiedendogli la sua presenza e quindi di li a poco lui è giunto e sono sceso nell’appartamento.

Giunto nell’appartamento ho visto: IM 1, __________ e altri 3 rumeni che non avevo mai visto. (…) In quelle circostanze IM 1 mi ha aggredito verbalmente dicendomi “siete dei vigliacchi, uomini di merda…”. Dopo che __________ mi aveva detto queste cose ne era nata una discussione tra i rumeni. Ad un dato momento uno dei rumeni mi aveva detto che era necessario far curare __________, da parte mia avevo assicurato la mia assistenza. Da parte mia chiamavo poi il mio medico curante per avere un appuntamento ma poi, come già detto nei precedenti verbali, ho sbagliato giorno. Preciso che __________ non voleva assolutamente recarsi in un ospedale (…)”.

Ed infine, il terzo incontro, ancora un altro paio di giorni dopo, ma comunque prima dell’8 marzo 2012:

" Dopo circa un paio di giorni, massimo due giorni, sono sceso nuovamente nell’appartamento dopo essermi assicurato della presenza di __________. Entrando ho visto che erano presenti: __________, IM 1, __________, due inquilini rumeni, diverse donne nella camera da letto ed un nuovo rumeno che non avevo visto sino ad allora. Entrando ho visto che __________ stava litigando con __________ in Rumeno. Era un litigio molto acceso. In queste circostanze anche gli altri parlavano in rumeno; (…) si è intromesso __________ e nel suo italiano stentato mi chiedeva la ragione per cui non eravamo intervenuti ad aiutare __________. (…) Mi viene chiesto se __________ mi aveva mosso delle accuse per quanto accaduto a __________ e rispondo di no. (…) __________ aveva quindi detto che per il fatto che i __________ avevano picchiato __________ era un affronto a lui stesso. Questa questione andava quindi risolta. Hanno poi proseguito la discussione in rumeno. (…) All’esterno __________ mi aveva detto che era stato detto che sarebbe intervenuto qualcuno di “grosso”, __________ mi aveva fatto intendere che questo personaggio aveva alle spalle degli anni di prigione. (…) Mi viene chiesto se in seguito ho ancora visto __________, questo prima dei noti fatti di __________ e rispondo di no. Ricordo però di aver visto sempre in quei giorni IM 1 e __________. Per quanto concerne __________, forse potrei averlo incontrato il giorno seguente; dopo i fatti di __________ non ho più visto neanche lui.  (…) dopo i fatti di __________ (…) Ci siamo sentiti principalmente con IM 1, talvolta anche con  __________ per risolvere il problema della macchina. Con questo intendo dire che volevo che mi venisse restituita la mia autovettura.”

(rapp. inchiesta classeur 1 sep. 9).

" (…) __________, che era seduto di fronte a me, mi ha detto in italiano di stare tranquillo e che era una cosa che riguardava loro. Io replicavo a __________ dicendo che però __________ puntava il dito su di me. IM 1 a quel punto mi aveva detto che centravo anch’io in questa cosa dicendo che io, __________, aveva permesso che veniva picchiato. A questo punto __________ era intervenuto prendendo le mie difese rivolgendosi in rumeno a IM 1. Subito dopo anche __________, in rumeno, si è rivolto a IM 1 e da quello che ho potuto capire io, lo stava calmando.

(…) Mi viene ora chiesto di quantificare l’importo che io avevo “versato” ai rumeni a mo di risarcimento per quanto accaduto a __________. Io rispondo di aver dato frs 3000.—a contanti direttamente nelle mani di __________. Questo era avvenuto all’indomani dei fatti __________ che quindi preciso essere il lunedì 5 marzo 2012. Questo “risarcimento” lo avevo dato a __________ per permettergli di pagarsi le cure mediche che gli necessitavano. Ricordo che __________ (…) si è incazzato perché non dovevo dargli quel denaro. Io invece mi sentivo in dovere di farlo per via delle botte che aveva preso.  (…) l’avevo pensata io, senza suggerimento di nessun altro e questo con lo scopo di dare un segno forte, da parte mia, per fare un modo di evitare eventuali loro richieste che sarebbero potute venire in futuro.”

(rapp. inchiesta class. 1, sep. 11).

                            4.1.1.   La sera dei fatti di __________ - Il prestito della Peugeot 3008

Le dichiarazioni in merito al prestito del veicolo Peugeot 3008 di __________ a IM 1 sono contrastanti. __________ in particolare, nel corso delle varie audizioni, si dilettava a rilasciare continue versioni discordanti. Fino all’ultimo, non è stato ben chiaro se __________ avesse prestato il veicolo a IM 1 prima, o solo dopo l’evento di sangue, come invece sosteneva nei suoi ultimi verbali, e come poi anche dichiarato da IM 1 a seguito del suo arresto nel 2014.

Nella sua audizione 26 giugno 2012, __________ precisava di aver prestato più volte la sua Peugeot 3008 a IM 1, fratello di __________, per semplici commesse quali andare a fare la spesa, e che, dopo i fatti di __________, il veicolo, senza ragioni particolari, non gli veniva più restituito. Nonostante ciò, egli continuava a pagare le rate del leasing pari a fr. 600.— mensili non denunciando nulla in Polizia (class. 1 sep. 3).

Nella successiva audizione dinanzi al magistrato il 27 giugno 2012 (class. 1 sep. 5), __________ ritrattava la sua precedente dichiarazione spiegando che, non riuscendo a pagare le rate del leasing, decideva di commettere una truffa. Inizialmente affermava di aver parlato di questa truffa con __________, ma dopo i fatti di __________, non avendolo più visto, ne discuteva con IM 1, il quale sarebbe stato d’accordo nel far “sparire” la vettura. __________ affermava che dalla truffa avrebbe conseguito un guadagno pari a 6'000.-- o 7'000.-- euro e non avrebbe più dovuto pagare il leasing della vettura. Dall’altra parte, IM 1 o i “rumeni” avrebbero guadagnato nella vendita della vettura sul mercato illegale. L’accordo era che, una volta giunti in Romania, i rumeni gli avrebbero rispedito la chiave della vettura per denunciare il furto, fatto questo che però nei fatti non avvenne, costringendo __________ a mandare il suo caro amico __________ direttamente in Romania nel tentativo di recuperarla (invano).

Il 9 agosto 2012 (class. 1 sep. 11), __________ precisava di aver consegnato la vettura Peugeot a IM 1 forse il 9 marzo 2012 nel corso del pomeriggio, o forse alcuni giorni dopo. Comunque, sicuramente, la sera tra l’8 ed il 9 marzo 2012 la vettura era in suo possesso (di __________). Sempre nello stesso verbale, affermava di averla consegnata a IM 1 il giorno in cui quest’ultimo veniva pizzicato da un controllo radar per la velocità (ovvero il 12.03.2012 a __________, in direzione di __________, mentre viaggiava a 123 km/h sugli 80 km/h). Sempre nello stesso verbale, precisava infine che l’auto sarebbe servita a IM 1 anche per “tagliare la corda” poiché dopo i fatti del 9 marzo 2012, voleva accompagnare la sua ragazza in Romania.

Sentito nuovamente il 17 agosto 2012 (class. 1 sep. 12), __________ cambiava ancora versione, affermando di aver consegnato la Peugeot a IM 1 poche ore prima del fatto di sangue. Inoltre, raccontava ulteriori dettagli sul seguito della nottata, sino ad affermare che i tre autori del tentato assassinio si presentarono a casa sua subito dopo i fatti:

" (…) vorrei precisare alcune cose che nei precedenti verbali, per timore nei confronti della mia famiglia, ho omesso.

Posso dire che il giorno prima dell’accoltellamento, verso l’ora di cena, tra le ore 20.30 / 21.00, al mio domicilio di __________ mi ha raggiunto IM 1 il quale mi ha chiesto la chiave della macchina. In quelle circostanze mi diceva che aveva bisogno della macchina per accompagnare le ragazze. Preciso che in un paio di occasioni, IM 1 mi aveva chiesto precedentemente la macchina per poterla utilizzare per fare la spesa e ciò perché non aveva l’auto in quanto aveva fatto un incidente.

Quella sera, IM 1 come detto, ho capito che doveva portare le “ragazze” a lavorare. Con questo intendo dire che portava le ragazze a prostituirsi. Voglio precisare che quella sera, mentre ricasavo in quanto ero andato a portare mio figlio ad allenamento di Basket (che inizia alle 18.00) ho visto IM 1 ed i soliti imbianchini di cui non so le generalità, e lui mi ha chiesto se più tardi avrei potuto dargli la macchina. Io gli dicevo di si, che non c’era problema, e rientravo a casa. Alle ore 20.30/21.00, ricordo che alla porta del mio appartamento si è presentato il solito ragazzino già descritto nei precedenti verbali, il quale mi ha chiesto le chiavi. Io gli ho detto che le avrei portate io a IM 1.

Sono sceso davanti alla palestra ed ho incontrato IM 1. Con lui vi erano due ragazze ed un uomo / ragazzo. Qui ho domandato a IM 1 a cosa gli servisse la macchina e lui mi ha detto che avrebbe portato le ragazze e sarebbe tornato. In queste circostanze ci siamo scambiati i numeri di telefono in quanto se la polizia lo avesse fermato con la mia vettura lui mi avrebbe contattato e così eventualmente avrei potuto dare delle spiegazioni sul possesso della vettura.

Voglio precisare che nelle precedenti occasioni in cui gli ho prestato la mia vettura, non gli ho chiesto il suo numero di telefono cellulare, questo perché era giorno e poi non mi è venuto in mente.

Voglio precisare inoltre che non sono amico di IM 1, ma lo conosco solo “come vicino”. Lui ed altri imbianchini avevano verniciato la palestra del residence. Qui l’avevo “conosciuto” ma non l’ho mai frequentato più di quel tanto.

ADR: che a IM 1 gli ho parlato occasionalmente, quando lo incontravo vicino alla palestra del condominio, scambiavamo due chiacchiere. Era in quelle circostanze che io avevo appreso da lui che non aveva più la macchina in quanto aveva fatto un incidente. Voglio anche precisare che non sapevo fosse il fratello di __________.

Sta di fatto che quella sera, dopo che gli ho dato le chiavi, sono salito nuovamente nella mia abitazione. Prima però ho visto che IM 1 saliva sulla mia vettura, unitamente alle due ragazze ed a un altro uomo / ragazzo di cui non so fornire le generalità. Una volta che ho visto che si allontanava, come ho detto sono salito nel mio appartamento ed ho guardato la televisione. penso che saranno state le 21.00/21.15. Mentre ero sul divano, mi sono addormentato, e mi sono risvegliato che era notte. Non sono in grado di specificare che ora era. Ho guardato nel parcheggio e non ho visto la mia macchina. In quella circostanza non vedendo la vettura ho chiamato IM 1 al numero che mi aveva dato. Sono sicuro che la telefonata risulterà dai miei tabulati telefonici. Sono riuscito a contattarlo e lui, velocemente, mi ha detto sto arrivando. Non ha detto altro.

(…) Ad un certo punto (non sono in grado di specificare quanto tempo è passato) ho sentito il rumore di una vettura e poi ho riconosciuto la mia vettura. Immediatamente sono sceso ed ho visto nel piazzale antistante l’abitazione dei rumeni, IM 1, __________, __________ e forse __________. Ho visto anche che due donne correvano velocemente in casa.

ADR: che non ho visto chi scendeva dalla mia vettura. Ho avuto modo di notare che nel loro parcheggio vi era una vettura di colore nero o comunque scura. (…)Escludo comunque che tutte le persone menzionate sono arrivate con la mia vettura, anzi ho pensato che la macchina nera era loro e quindi aveva raggiunto il parcheggio in quei frangenti.  (…) ho raggiunto il parcheggio è qui ho parlato con IM 1. Quest’ultimo mi ha dato le chiavi e mi ha detto “…tu non ci hai mai visti e cerca di fare i cazzi tuoi che vi vai di mezzo anche tu…”. Ho visto che __________ era vestito di nero, era pallido e gli altri, ovvero __________ e forse __________ erano agitati. Più che altro ho notato __________ agitato. Qui ho capito che era successo qualcosa di grave. (…) Ero spaventato. Sono subito tornato a casa con le chiavi della macchina. (…) Ho poi chiamato la Polizia (…) Forse ne ho fatte due di telefonate alla Polizia. Con la prima ho chiesto un intervento sotto la mia abitazione, dicendo che vi erano delle macchine sospette. (…) Non so se nella stessa telefonata, o in una seconda telefonata, ho detto alla Polizia che mi ero sbagliato e che era tutto a posto. Alla polizia ho telefonato con la mia utenza, quella con cui ho telefonato a IM 1.

In verità ho chiamato la Polizia perché volevo in un primo momento che i rumeni fossero fermati all’interno dell’appartamento. Poi ho deciso di non espormi ed ho detto la storia dei veicoli sospetti ed infine ho annullato tutto.

(…)in seguito sono riuscito ad addormentarmi (…) Ho ricevuto diverse telefonate, penso che era già mattina. (…) sono stato informato che vi era stato un fatto grave che vedeva coinvolto uno dei fratelli come vittima di qualcosa. Mi era anche stato riferito che rischiava la vita. (…) ACPR 1 era stato accoltellato da tre persone. Ormai avevo capito che erano stati i rumeni. (…) Mi sono spaventato ancora di più perché sapevo che IM 1 aveva la mia macchina ed era andato a prendere le ragazze, rispettivamente perché c’era una persona ferita. Avevo intuito che sarei stato coinvolto in questa storia, anche perché era successo dopo i fatti del __________, dove io ero stato presente.

Non ricordo se il giorno stesso o quello dopo (per intenderci) il 9 o il 10 marzo, mi pare che IM 1 mi sia venuto a chiamare al mio domicilio. Dico mi pare, nel senso che non so se lui è venuto da me o io sono andato sotto.

Sta di fatto che ci siamo incontrati ed in quelle circostanze mi ha detto che aveva bisogno una macchina perché doveva andare via in Romania, portare via dalla Svizzera la ragazza di __________.

Lui espressamente non mi ha detto che doveva andare via dalla Svizzera in relazione ai fatti di “__________”, ma io l’ho capito subito. Io non avevo soldi per recuperare una macchina e quindi era un po’ titubante. Lui mi proponeva quindi di fare “il gioco” con l’assicurazione. Io non ero d’accordo e gli ho detto di no. a quel punto ho temporeggiato dicendo che avrei guardato se trovavo una macchina. Mi sentivo pressato e minacciato.

Qualche ora dopo, (…) ci siamo nuovamente visti. IM 1 ha chiamato il fratello __________ al telefono ed in seguito me lo ha passato. __________ mi ha detto se potevano trovarci a __________. Io non ho fatto domande mi sono recato nel posto (…) ci siamo trovati in un bar gestito da cinesi.  (…) presenti vi erano __________, ed altri due rumeni che non conosco. A __________ dicevo che erano pazzi. Gli domandavo perché avevano fatto una cosa del genere. Lui mi rispondeva che, come già mi aveva accennato precedentemente, gliel’avrebbe fatta pagare, perché gli avevano portato via le donne e lo avevano picchiato in sei contro uno.

In seguito è arrivato __________ con altri rumeni. Si sono posizionati vicino al nostro tavolo ma non ho parlato direttamente con loro. In quelle circostanze __________, dopo l’arrivo di __________, mi ha detto di fare in modo di far andare via suo fratello IM 1 e la sua fidanzata. (…) precisava che aveva preso le botte per colpa mia e di conseguenza ero in debito (…). Nel tragitto di ritorno, continuavo a pensare a cosa fare. Dopo qualche ora sono sceso dai rumeni e nella terrazza ho visto IM 1 con i soliti rumeni imbianchini che non conosco e la ragazza di __________.  (…) gli ho detto che gli avrei dato la macchina per andare via con l’amica di __________, raccomandandogli di riportarmi la chiave che poi avrei fatto una denuncia in Polizia. (…) volevo che tutto finisse e che se ne andassero. (…) La sera, ho poi notato IM 1 con la ragazza di __________ che stavano caricando la mia vettura con delle valige e dei sacchi e se ne andavano. Erano solo loro.

(…) IM 1 mi aveva detto che in 15 giorni mi sarebbe stata portata la chiave. (…) Trascorsi 15 giorni, ho chiamato IM 1, ma quest’ultimo non rispondeva. (…) sono sceso nell’appartamento dei rumeni imbianchini domando ai presenti se avessero il numero di IM 1 (…) riuscito a contattare IM 1 (…) mi ha detto di stare tranquillo che nei giorni a seguire sarebbe arrivata (…) Sono poi seguite diverse telefonate con la mia nuova utenza, con l’intento di contattare IM 1. Non riuscivo (…) cambiava in continuazione numero (…) rivolevo la macchina indietro. (…) Ad un certo punto IM 1 mi diceva che la macchina era in possesso di tutti, inteso con __________, __________ e IM 1. Era uno scaricabarile. In seguito ho poi mandato __________ nel tentativo di recuperare la macchina, come ho già detto nei precedenti verbali.(…) non sono in grado di dire per cosa è stata usata la mia vettura la sera del 09 marzo 2012. IM 1 mi ha detto che era per portare le donne a lavorare ed io l’ho vista sempre in possesso di IM 1 e di nessun altro.”

(classeur 1, sep. 12).

                             4.1.2   Il 10 marzo 2012, __________ accompagnò __________ in Italia

__________, dopo aver fornito svariate versioni contrastanti, confrontato con le dichiarazioni rese da __________ e __________, si convinceva ad ammettere di aver aiutato __________ il 10 marzo 2012, portandolo dal Ticino a __________, e questo su richiesta di IM 1:

" la mattina del 10 marzo 2°12, mentre mi trovavo al __________, sono stato raggiunto da __________, dopo le 04.00, quando ha terminato il lavoro all’__________. Lui veniva sempre a trovarmi dopo il lavoro. Quando ci siamo incontrati, gli ho sicuramente detto del favore chiestomi da IM 1 e lui ha accettato di accompagnarmi. Anche a __________ ho riferito della richiesta di IM 1. Lui era perfettamente a conoscenza di tutto, sia di quanto successo a __________, sia delle responsabilità dei rumeni. (…) Dopo aver lasciato il __________ siamo rientrati a __________. Quando siamo arrivati con le due auto, la mia e quella di __________, abbiamo visto __________ nel piazzale. (…) Con lui c’era IM 1 e una ragazza, la stessa che poi è rientrata in Romania con IM 1 con la mia autovettura. __________ aveva con sé una borsa da viaggio di piccole dimensioni. Lui è salito a bordo dell’auto di __________ e siamo partiti per __________ passando da __________ e __________. Confermo che con la mia auto abbiamo preceduto quella di __________ di qualche minuto per controllare che non ci fossero dei posti di blocco. (…) Abbiamo poi proseguito fino al cimitero di __________, dove __________ è sceso dall’auto di __________ ed è salito con noi. __________ rientrato a casa, mentre noi abbiamo proseguito fino a __________, dove abbiamo portato __________. Ho sempre guidato io.  (…) È stato __________ ad indicarmi la zona dove dovevo portarlo, dicendomi che lì abitava la sua ex moglie con la figlia. L0ho lasciato all’esterno di un bar, che dista a pochi chilometri dalla via dove risiede mia zia. Dopo aver lasciato __________ siamo rientrati in Ticino, passando da __________, dove mi sono anche fermato per mostrare a __________ la funivia del __________. Siamo arrivati a casa in tarda mattinata o a mezzogiorno. (…) durante il viaggio per __________, __________ mi aveva chiesto di dare una mano a IM 1 affinché potesse lasciare la Svizzera con le ragazze. Non mi ha chiesto di dargli l’auto. Io gli ho risposto che non sapevo come fare. Quando sono però rientrato a __________, credo la sera dello stesso giorno, ho rivisto IM 1 il quale mi ha insistentemente chiesto di aiutarlo a trovare una macchina. Il lunedì mattina 12 marzo 2012 sono andato a vedere se trovavo un’auto nei garage della zona ma non ho trovato nulla e per finire ho deciso di dare la mia auto a IM 1. Se avessi trovato un’auto da acquistare l’avrebbe pagata IM 1.

ADR che ho dato la mia macchina a IM 1 perché mi sentivo sotto pressione. Avevo saputo che gli albanesi erano già in giro in zona, la ragazza rumena che accompagnava IM 1 era spaventata e piangeva e quindi per togliermeli di torno ho deciso di dare la mia auto a IM 1. Lui mi aveva assicurato che sarebbe tornato presto in Ticino. L’accordo era che mi avrebbe riportato la chiave dell’auto, oppure l’auto stessa, cosa che non è mai avvenuta. (…)

AD ribadisco che io non c’entro nulla nell’accoltellamento di __________. Quello che ho fatto l’ho già descritto nei precedenti verbali (…) Non avevo parlato del fatto di aver accompagnato __________ a __________ per tutelare __________ e __________. Adesso mi sono tolto un peso. Ribadisco quindi la mia versione dei fatti.”

(class. 1 sep. 14).

__________, da parte sua, in merito all’aiuto fornito a __________ per lasciare la Svizzera, dichiarava nel suo verbale 22 agosto 2012 (class. 1 sep. 24):

" (…) Finito il lavoro, sono andato a casa di __________. Qui c’era lui, __________, e __________. __________ mi diceva che, visto che io dovevo andare in Italia, se davo un passaggio a __________ fino a __________. Io, abitando a __________, mi rifiutavo ed allora __________ mi proponeva di accompagnare __________ sino a __________ e che lui e __________ mi avrebbero preceduto con la Peugeot di __________ ed una volta arrivati a __________, __________ sarebbe salito in auto con loro ed io potevo anche andare a casa. __________ quindi saliva in auto con me, mentre __________ saliva sulla sua Peugeot con __________, alla guida si metteva __________. (…)”.

Ribadiva queste dichiarazioni anche in un seguente verbale del 27 agosto 2012 (class. 1 sep. 25), precisando che questo avveniva la mattina del 10 marzo 2012.

__________, in merito a questi fatti (class. 1 sep. 19), dichiarava:

" (…) il sabato successivo i fatti, ossia il 10.03.2012 con __________ e __________ abbiamo accompagnato uno degli autori materiali in Italia. A precisa domanda rispondo che sicuramente questo è successo il sabato (…) non avevamo concordato di incontrarci al __________, ma io, di regola, dopo il lavoro all’__________ mi recavo al __________ per finire la serata e bere qualcosa. In quell’occasione, senza appuntamento, ho incontrato __________, il quale mi diceva che gli era stato chiesto, credo da __________, di accompagnare quest’ultimo in Italia. A quel momento io avevo già saputo quanto era accaduto a __________, ossia l’accoltellamento di uno dei fratelli __________, ma non sapevo chi vi fosse implicato. Posso indicare che avevo comunque dedotto che __________ poteva essere implicato (…) essendo molto amico di __________, mi sono offerto di accompagnarlo (…) __________, essendo molto amico di __________, accettava di aiutarci (…) siamo partiti da __________ recandoci al domicilio vecchio di __________ a __________ (…) siamo pasasti dal __________, __________, __________. Arrivati a casa di __________, che è contigua a dove abitava __________, siamo rimasti nel piazzale. Non ricordo se __________ fosse già presente sul piazzale o se lo abbiamo chiamato, comunque __________ saliva sull’auto di __________, con le sue valige ed io e __________, con l’auto di __________ e lui alla guida, partivamo direzione __________, percorrendo il lungolago di __________ sino ad __________ per poi procedere verso __________ passando da __________. (…) era __________ stesso che ci indicava la strada da fare”.

L’esame dei tabulati telefonici dell’utenza in uso a __________ conferma che egli il 10 marzo 2012 si allacciava ad antenne estere per diverse ore (tabulati riprodotti rapp. polizia pagg. 47 segg).

                               4.2.   Riscontri oggettivi

Si tratta delle intercettazioni telefoniche, del rilevamento delle utenze allacciate alle varie antenne, e di un controllo radar avvenuto sulla vettura Peugeot 3008 intestata a __________, il 12 marzo 2012, giorno in cui verosimilmente alla guida si trovava IM 1 in fuga dalla Svizzera verso la Romania, con la compagna del fratello __________.

                            4.2.1.   Contatti telefonici

Partendo dalle seguenti dichiarazioni di __________ nel verbale 17 agosto 2012 in merito a come trascorreva la notte dei fatti di __________:

" Sta di fatto che quella sera, dopo che gli ho dato le chiavi, sono salito nuovamente nella mia abitazione. Prima però ho visto che IM 1 saliva sulla mia vettura, unitamente alle due ragazze ed a un altro uomo / ragazzo di cui non so fornire le generalità. Una volta che ho visto che si allontanava, come ho detto sono salito nel mio appartamento ed ho guardato la televisione. penso che saranno state le 21.00/21.15. Mentre ero sul divano, mi sono addormentato, e mi sono risvegliato che era notte. Non sono in grado di specificare che ora era. Ho guardato nel parcheggio e non ho visto la mia macchina. In quella circostanza non vedendo la vettura ho chiamato IM 1 al numero che mi aveva dato. Sono sicuro che la telefonata risulterà dai miei tabulati telefonici. Sono riuscito a contattarlo e lui, velocemente, mi ha detto sto arrivando. Non ha detto altro.”,

gli inquirenti deducevano che l’utenza in uso a IM 1 fosse il numero __________. Con questo si evidenziano due telefonate tra __________ e __________, la prima alle 03:31 e la seconda alle 03:38 del 9 marzo 2012. Nei tabulati retroattivi di __________, si trovava un riscontro positivo anche il 4 marzo 2012 (ovvero la mattina dei fatti al __________), quando in due occasioni aveva avuto dei contatti con l’utenza __________.

Le analisi dettagliate dei tabulati retroattivi, facevano inoltre emergere che l’utenza __________ era prevalentemente allacciata all’antenna di __________ tra il mese di gennaio ed il 12 marzo 2012. È poi interessante rilevare che questo numero, prima del 12 marzo 2012, aveva avuto contatti unicamente con una cerchia ristretta di persone, ed in modo particolare con il numero in uso a __________, quello in uso a __________, quello in uso a __________, con le 3 utenze intestate a __________, e con il numero __________ (numero dell’avv. __________, che lo patrocinò nell’ambito del procedimento penale aperto a seguito dell’incidente stradale del febbraio 2012), e altri pochi numeri (pag. 7 rapporto d’inchiesta di polizia del 3 febbraio 2015, allegato 21 tabulati retroattivi). A seguito del 12 marzo 2012, da quell’utenza i destinatari contattati cambiavano radicalmente, il giorno coincide perfettamente con il ritorno dell’imputato in Romania. Infine, a verbale d’interrogatorio avvenuto a seguito dell’emissione dell’atto d’accusa, IM 1 ha finalmente ammesso trattarsi dell’utenza in suo uso, come pure di averla lasciata ad un altro cittadino rumeno una volta partito per la Romania il 12 marzo 2012 (doc. TPC 25).

L’utenza __________ veniva invece collegata a __________, essendo che questo numero si allacciava, assieme a quello intestato proprio a nome di __________ e a quello assegnato a __________, a __________, proprio negli istanti in cui avveniva l’accoltellamento. Nei tabulati retroattivi di __________ inoltre risultano numerosi contatti con l’utenza __________, con particolare frequenza la mattina del “__________” (tabulati riprodotti nel rapporto di polizia, pagg. 54 segg.).

Una volta stabilito di chi erano in possesso le utenze indicate, si aveva modo di notare che quella in uso a IM 1, con una certa assiduità, contattava __________ e __________, poco prima del crimine di __________ e dopo quest’ultimo. L’intensità delle telefonate prima dei fatti in particolare e nelle tre ore successive, dava l’impressione alla Polizia che i due si tenessero in contatto per segnalare o scambiarsi informazioni in merito alla presenza o meno dei __________ (più di 25 telefonate tra i due numeri, fra le 00:34 e le 01:44 di quella notte, riproduzione dei tabulati a pagg. 55 rapporto di polizia).

I tabulati retroattivi permettevano pure di appurare che tra le ore 01:13 e le ore 02:14 del 9 marzo 2012, l’utenza di __________ si era collegata all’antenna di __________, __________ – __________, per poi riconnettersi a quella di __________. Alle 03:57 inoltre __________ si connetteva all’antenna di __________, per poi commutare durante una telefonata su quella di __________ (tabulati alle pagg. 58/59 rapporto di polizia).

Durante l’interrogatorio 31 agosto 2012 dinanzi al PP (class. 1 sep. 14), __________, contrariamente a quanto raccontato nei verbali precedenti, finalmente ammetteva di essersi spostato quella notte:

" Giovedì 8 marzo 2012 ricordo di essere stato in giro con mio figlio __________ e alla sera, non ricordo l’orario ma sicuramente dopo cena, ho dato l’auto a IM 1, che me l’aveva chiesta in prestito come ho già dichiarato. Più tardi quella sera, quando credo che mia moglie e mio figlio si erano già coricati, sono venuti a casa mia __________ e forse __________, __________ o __________. Non ricordo con precisione chi dei tre era venuto, ma questi erano quelli che venivano più spesso a casa mia. (…) Siamo poi usciti con l’auto di uno di loro e siamo andati a __________ al __________ a mangiare qualche cosa, dove siamo rimasti fino dopo la mezzanotte. Siamo poi andati in centro a __________ e al __________ che stava chiudendo perché non c’era nessuno. Siamo andati da __________ al __________ per fare due risate e poi tutti siamo ritornati a casa prima delle 02.00 o 02.30, poiché iniziava la partita dell’NBA. Preciso che __________ è un appassionato di basket come me. (…)”

Questa versione non convinceva gli inquirenti, essendo che __________ risultava allacciato all’antenna di __________ solo dopo le 01:13, connettendosi nuovamente a quella di __________ alle 02:14. Il tempo materiale per fare quanto aveva dichiarato, pareva difficilmente sufficiente. Egli concludeva il verbale affermando:

" (…) riconfermo che la mattina presto del 9 marzo 2012 IM 1 mi ha riconsegnato l’auto ed è stato in quell’occasione che ho visto __________, __________ e __________. (…) In merito alla telefonata che ho fatto alle ore 01:40 a __________, non ricordo cosa volevo comunicargli, forse l’ho chiamato perché ero preoccupato in quanto IM 1 non mi aveva ancora riconsegnato l’auto e volevo un consiglio da lui. È possibile anche che io abbia cercato __________ per concordare un viaggio che dovevamo fare a __________ (…) Ribadisco nuovamente che io non sapevo assolutamente che i tre rumeni volessero accoltellare ACPR 1. Io non c’entro niente in questa storia ma ho unicamente prestato l’auto a IM 1 perché lui me l’aveva chiesta per fargli un favore, visto quanto era successo a __________.”

__________, nel suo interrogatorio 13 febbraio 2014 in Polizia, dichiarava in merito ai contatti telefonici avuti con IM 1 la notte dei fatti:

" Gli interroganti, mi fanno prendere atto che, il giorno 09.03.2012, dalle ore 00:34 alle ore 01:44, tra l’utenza __________ ed il numero __________, sono intercorsi diversi contatti telefonici. Le risultanze dell’inchiesta hanno permesso di stabilire che l’utenza __________ era in uso a IM 1, mentre il numero __________ era in mio uso. Mi viene chiesto per quale motivo, prima dei fatti di __________ e dopo quest’ultimi, ho telefonato così assiduamente a IM 1. Da parte mia rispondo che quella sera IM 1 sapeva che avremmo dovuto incontrare __________ per parlargli di quanto accaduto al __________ a suo fratello __________, ossia quando i __________ avevano picchiato __________. IM 1 sapeva che avremmo dovuto parlare con ACPR 1 per risolvere la cosa e che o ACPR 1 avrebbe chiesto scusa e avrebbe pagato le cure di __________ o lo avremmo picchiato.”

(AI 1).

Precisava poi, a confronto con IM 1 il 30 gennaio 2015:

" __________ Vorrei precisare che il 9 marzo 2012 prima dell'accoltellamento di ACPR 1 ho chiamato diverse volte __________ che lavorava al Locale __________ a __________ per informarla che quella sera non riuscivo ad andarla a prendere al termine del lavoro alle 01:00 ma che avrei mandato qualcun altro. Ho quindi chiamato IM 1 e gli ho detto di andare a prendere __________. Ho poi saputo che __________ con un taxi era partita da __________ ed era andata all'__________ e che quando IM 1 è arrivato a __________ lei non c'era più.

AD preciso che ho chiamato due volte IM 1 per andare a prendere __________: la prima volta prima dell'accoltellamento perché __________ mi aveva chiamato dicendomi di aver finito il lavoro e che si sarebbe spostata al __________; la seconda volta ho chiamato IM 1 dopo l'accoltellamento e IM 1 mi ha risposto dicendomi che si trovava già a __________.

ADR che dopo aver abbandonato la Citroen a __________ ed essere scappati tutti e tre nel bosco ho detto a __________ di chiamare IM 1 o qualcuno che venisse a prenderci perché la mia sola preoccupazione era quella di andare in Romania dalla mia famiglia. La stessa richiesta l'ho fatta anche a __________ al quale gli ho detto di chiamare la sua ragazza affinché ci venisse a prendere con un taxi o con un'altra auto, lo non ero vicino a loro e non so chi se o chi hanno chiamato.”

(AI 56).

La versione di __________ risulta compatibile con le risultanze dei tabulati retroattivi che evidenziavano come IM 1, la mattina del 9 marzo 2012, da __________ si spostava in direzione __________, ed in seguito si recava in zona __________ per poi rientrare a __________. Anche gli orari e la tempistica che emergono dalle connessioni telefoniche paiono compatibili con quanto dichiarato da __________.

In questo contesto, sempre con l’intento di verificare le dichiarazioni di __________, gli inquirenti provvedevano ad analizzare i contatti fra l’utenza di IM 1 ed il fratello __________. Dai tabulati emerge una serie lunghissima di contatti telefonici tra le 01:56 e le 06:05 (riprodotti a pag. 76 del rapporto di polizia).

                             4.2.2   Il rilevamento radar

In data 12 marzo 2012, alle ore 21.44, nel Canton Grigioni, a __________ – A13, la vettura Peugeot 3008 targata __________, intestata a __________, incappava in un controllo della velocità elettronico (class. 4, sep. 7, richiesta Polizia cantonale Grigioni).

                               4.3.   I tentativi di __________ di recuperare la vettura Peugeot 3008

Agli atti risulta un’intercettazione telefonica fra __________ e __________ (__________in seguito), il 18 aprile 2012 alle ore 18:41, dove __________, con il suo numero __________ contattava un’utenza rumena. Durante il colloquio, __________ parlava con __________ degli accordi intrapresi prima di avergli consegnato la vettura. Emergeva dalla telefonata che __________, in circostanze non meglio precisate, si era fatto consegnare la vettura da IM 1, e non aveva restituito a __________ la chiave necessaria a __________ per la denuncia. Si capisce dal colloquio che i rumeni avevano avuto dei dissidi circa la vettura, come se se la fossero sottratta fra loro (intercettazioni allegate al rapporto d’inchiesta, class. 4 sep. 5, sep. 16 e sep. 17).  Nella conversazione, __________ suggeriva a __________ di dire agli inquirenti che aveva consegnato l’auto a IM 1, e che quest’ultimo, probabilmente, l’aveva data a sua volta a __________. Questa telefonata avveniva dopo che un agente di Polizia aveva convocato __________ per il radar e prima che egli rendesse il suo verbale d’interrogatorio del 4 maggio 2012. In quest’audizione, __________ si esprimeva proprio come suggeritogli da __________.

In una seconda telefonata (class. 4 sep. 16) del 4 maggio 2012 alle 13:17, __________ chiedeva a __________ di consegnargli l’indirizzo di __________, per riprendersi la sua vettura, trovandosi “nella merda” con la Polizia la quale gli stava addosso.

Dalla registrazione si capiva che __________ era molto agitato e non sapeva più cosa fare, dicendo a “__________” (ovvero __________): “…Tuo fratello ha preso due radar, porco Dio e quelli mi stanno addosso adesso, e mia moglie giustamente, mia moglie adesso è incazzata nera e vuole andare in Polizia a denunciare il furto della macchina poverina, però io non posso fa, come cazzo devo comportarmi? Ditemi voi? Io più di così cosa devo fare __________?...”.

Una terza telefonava avveniva sempre il 4 maggio 2012 alle 21:36, un’utenza rumena telefonava all’utenza di __________. Inizialmente l’interlocutore era __________, ed in seguito __________. __________, parlando con __________, gli rimproverava il fatto che avevano concordato un ritorno della chiave entro due settimane, mentre erano passati due mesi e non l’aveva ancora ricevuta (class. 4, sep. 17). __________ si riprometteva che gli avrebbe fatto arrivare la chiave il martedì successivo. Nei minuti a seguire, nella medesima telefonata, __________ parlava con __________ dicendogli espressamente che a lui interessava la chiave (e non la macchina).

Anche la moglie di __________, __________, nel suo interrogatorio 3 luglio 2012 (class. 1 sep. 31) dichiarava che la Peugeot 3008, intestata al marito, era stata consegnata a delle persone rumene con l’intento di commettere una truffa all’assicurazione. Il veicolo doveva essere portato in Romania, e la chiave, una volta giunto a destinazione, sarebbe stata riportata in Ticino per fare la denuncia. Il guadagno di __________ sarebbero stati CHF 6’000/8’000, denaro che egli avrebbe ricevuto dai rumeni a seguito della vendita della vettura sul mercato illegale. Di questo compenso però non risulta riscontro in nessuna delle telefonate intercettate. Gli inquirenti (rapp. polizia pag. 40) ipotizzavano si trattasse di una sorta di compenso da parte di __________, essendo che non vi era senso nel pagare ai rumeni fr. 3'000.- per un presunto sgarbo, ed attendersi in seguito una ricompensa pari a fr. 6’000/8'000 per la Peugeot 3008.

__________, il 27 novembre 2012 presentava pure una denuncia penale per “appropriazione indebita” della vettura Peugeut 3008, contro “__________” (AI 1 inc.2012.11321), dal presente tenore:

" ho prestato la mia auto Peugeot __________ prestata più volte poi una sera non è più ritornato e non mi è più stata riconsegnata.

Come detto prima ho prestato al mio vicino di casa l’auto di mia proprietà per accompagnare la fidanzata a lavoro e non è più tornato, premetto che l’auto gli è stata prestata altre volte senza problemi sulla fiducia visto che era il mio vicino di casa, vedendo che non tornava ho chiamato svariate volte mi diceva di stare tranquillo ma non è più tornata, sono stato anche minacciato ho provato in tutte le maniere ma il risultato è stato negativo, mi anno anche chiesto soldi per far ritornare la macchina in dietro, ho aspetta ora per la denuncia in quanto ero in ospedale e di salute sono in attesa di un (trapianto di cuore) per il resto resto in attesa di una vostra comunicazione.”

Il 22 febbraio 2013, __________ sollecitava il MP (AI 4 inc.2012.11321):

" Denuncia contro ignoti presentata nel mese di ottobre 2012 per il furto della mia auto Peugeot 308 targata __________

Egregi Signori,

Ai fini della pratica assicurativa vi sarei grato di confermarmi per iscritto che è pendente la denuncia sopra citata da me inoltrata contro ignoti. Chiedo inoltre di trasmettermi copia della denuncia medesima in quanto non no ho fatto una fotocopia.”

Allorché il PP, prendeva finalmente posizione:

" ho ricevuto la sua lettera (…) osservo quanto segue:

la persona da lei indicata come autore del furto dell’autovettura Peugeot 3008, targata __________ è a lei perfettamente nota e si identifica in IM 1;

come da lei ammesso nel corso del procedimento penale a suo carico, l’autovettura è stata consegnata a IM 1 affinché la facesse “scomparire” in Romania per poi denunciarne il furto all’assicurazione e incassarne l’indennità assicurativa;

il fatto di aver consegnato l’autovettura costituisce il reato di appropriazione indebita (138 CP) ai danni della __________, __________, che gliel’ha concessa in leasing, non solo nei confronti di IM 1, bensì anche e soprattutto nei suoi confronti in quanto è stato lei a consegnare l’autovettura ben sapendo che la stessa non sarebbe più stata restituita;

nel caso in cui lei avesse già inoltrato all’assicurazione __________ la richiesta d’indennizzo, questo costituisce pure il reato di truffa (art. 146 CP), rispettivamente di tentata truffa (art. 146 CP in relazione con l’art. 22 CP).

Visto quanto precede le comunico che l’istruttoria nei suoi confronti viene estesa pure ai reati di appropriazione indebita, rispettivamente di truffa o tentata truffa, in relazione a questi fatti.

Per questa ragione trasmetto per conoscenza copia della presente al suo difensore (…) come pure all’__________ (…)”.

(AI 5 inc. 2012.11321).

Seguiva medesima denuncia per appropriazione indebita da parte della __________ SA, nei confronti di __________ (AI 5a).

La vettura veniva poi ritrovata in Romania, a seguito dell’immatricolazione da parte di un terzo in buona fede (AI 8 inc. 2012.11321).

                               4.4.   L’apertura dell’inchiesta a carico di IM 1

__________, condannato per tentato assassinio con sentenza 14 giugno 2013 della Corte delle assise criminali,

" per avere, il 9 marzo 2012, a __________, in correità con terzi, agendo con particolare mancanza di scrupoli, segnatamente con movente, scopo e modalità particolarmente perversi, tentato di uccidere con un coltello ACPR 1, senza riuscire nel loro intento per puro caso, in quanto per numero e tipologia le lesioni inferte erano idonee a cagionargli danni al corpo potenzialmente letali, desistendo dal loro agire solo perché disturbarti dal sopraggiungere di alcune vetture e preoccupati per l’arrivo della Polizia, fuggendo per riparare dapprima a __________, poi in Italia ed infine in Romania”,

veniva interrogato dalla Polizia, dal carcere la Stampa, in data 13 febbraio 2014 in qualità di persona informata sui fatti. A domanda di spiegare nuovamente cosa fosse successo negli attimi immediatamente successivi al delitto di __________, con particolare attenzione alle telefonate effettuate e ricevute, al percorso effettuato per fuggire, e dopo avergli ricordato alcune delle sue dichiarazioni del 10 luglio 2012, ovvero:

" …Abbiamo quindi attraversato un bosco a piedi, per circa 2-3 ore. Abbiamo poi parlato un taxi privato di cui io avevo il numero. Io ho preso questo taxi per andare a casa di __________ a __________. __________ e __________ sono stati invece presi da IM 1. Preciso che nel bosco di eravamo divisi e per questa ragione abbiamo raggiunto __________ per vie separate. Io sono arrivato a casa di __________ verso le 4 del mattino. __________ è arrivato verso le 5-5.30…”,

egli dichiarava, con riferimento alla posizione di IM 1 quella notte:

" posso dire che subito dopo l’aggressione a ACPR 1 sono scappato con __________ e __________ verso la montagna, a __________. Ho lasciato la macchina a noleggio sotto un ponte e tutti e tre siamo scappati nel bosco. Ricordo che siamo saliti sulla montagna all’interno del bosco e poi siamo andati in direzione di __________. Ad un certo punto ricordo che ci siamo trovati sotto un ponte dell’autostrada. (…) mentre eravamo nel bosco, __________ ha chiamato suo fratello IM 1 dicendogli di andare da __________, il __________, a farsi dare la macchina per venire a prenderci.

ADR che IM 1 era a conoscenza di quanto era successo in quanto quando __________ gli ha telefonato mentre fuggivamo, gli aveva spiegato che eravamo nel bosco ed aveva aggredito ACPR 1 nel senso che lo avevamo accoltellato e dovevamo scappare.

So che poi IM 1 è andato da __________ e gli ha detto che aveva bisogno la macchina per andare a prendere __________, __________ e io a __________. So per certo che __________ sapeva cosa era successo, perché IM 1, quando è venuto a prenderci, ci ha raccontato che __________ si era spaventato, sapendo che era successo e di conseguenza aveva dato la macchina a IM 1 per farci scappare.

IM 1 ci aveva anche spiegato, mentre eravamo in auto, che __________ inizialmente non voleva prestagli la macchina per non avere problemi, in quanto pochi giorni prima era successo la cosa del __________. In seguito però __________ ha accettato di dare la macchina, quando IM 1 ha insistito.

ADR: che IM 1 non ha minacciato __________, ma gli ha fatto presente che se io, __________ e __________ ci trovavamo in quella situazione era colpa sua. Dopo aver pronunciato queste parole __________ gli ha consegnato le chiavi dell’auto.

Io non so dire se al momento della consegna delle chiavi __________ e IM 1 fossero a __________ o si siano incontrati altrove. So solo che IM 1 ha contattato __________ e quest’ultimo gli ha consegnato la macchina con la quale siamo scappati da __________.

ADR: che non abbiamo utilizzato l’auto C3 che avevamo parcheggiato __________ perché ci avrebbe sicuramente fermato la Polizia. Abbiamo quindi deciso di scappare verso il bosco a piedi e di chiamare IM 1 per evitare di farci arrestare.

Fatto sta che ad un certo punto dopo che IM 1 aveva recuperato la macchina di __________, __________ si teneva in contatto con suo fratello dicendogli dove eravamo. Posso dire che abbiamo avuto diverse difficoltà nell’indirizzare IM 1 nel luogo in cui eravamo in quanto io volevo andare al __________ andando dal Bosco mentre __________ voleva raggiungere subito casa. Per questo motivo ci siamo sentiti più volte con IM 1 per accordarci su dove trovarci.

Dopo diversi contati tra IM 1 e __________, siamo riusciti ad indicargli dove eravamo e essere recuperati. Abbiamo raggiunto direttamente __________, passando dalla strada che costeggia il lago (__________– __________). Penso che siamo arrivati verso le 04.00/04.30 a __________.

Eravamo tutti e 4 e c’era anche __________. Ci siano riuniti nell’abitazione di __________ per decidere il da farsi. Abbiamo concordato che io per primo sarei scappato in Italia con __________. Così è stato e dopo aver preso la macchina Ford Fiesta di IM 1 (auto verde di cortesia affidatagli da un suo amico garagista) con __________ ci siamo recati a __________ per lavarmi e medicarmi le ferite, e successivamente siamo scappati in Italia ed in seguito, nei giorni successivi, con __________ abbiamo raggiunto la Romania con la stessa macchina. Voglio precisare che una volta raggiunta l’Italia, una nostra amica ci ha fornito una vettura rossa, Alfa Romeo, con la quale abbiamo raggiunto la Romania con __________.”

Con queste dichiarazioni di __________ in merito alla “Ford Fiesta”, la quale in realtà era una Nissan Micra verde scuro, il PP ha poi imputato a IM 1 un’ulteriore ipotesi di favoreggiamento, per avere il 09 marzo 2012, dopo le ore 04.00 circa, a __________ e in altre imprecisate località, sottratto __________ ad atti di procedimento penale (…), mettendo a sua disposizione per la fuga dapprima a __________ e poi in Italia, l’autovettura Nissan Micra targata __________, da lui noleggiata presso il garage __________ di __________, poi abbandonata a __________. Questa versione è rafforzata dalle dichiarazioni del proprietario del veicolo, __________ della __________ Sagl di __________. Interrogato il 13.112014, il 28.11.2014 ed il 16.12.2014, dichiarava di aver rilasciato a noleggio a tale __________, il quale si presentava con dei cittadini rumeni, ma non il IM 1, per il periodo novembre 2011 / aprile 2012, diverse automobili, fra cui anche la Nissan Micra in questione. Produceva anche la fattura. L’auto veniva poi inspiegabilmente ritrovata a __________, ed il proprietario dovette svolgere le procedure per riportarla in Ticino. Ciò malgrado, lo stesso IM 1 ha ammesso in corso d’inchiesta di aver egli stesso noleggiato la Nissan Micra dopo aver incidentato la precedente Golf noleggiata (questa a suo nome):

" ADR che sono partito con l'autovettura Nissan di colore azzurro/verde che avevo noleggiato presso il garage __________, dove avevo lasciato l'autovettura BMW per delle riparazioni. Preciso che dopo aver portato in garage la BMW avevo preso a noleggio la Golf, che è poi rimasta accidentata nell'incidente che ho avuto alla rotonda di __________ e dopo questa ho preso la Nissan.”

Tornando alle dichiarazioni rese da __________ il 13 febbraio 2014:

" Per quanto concerne __________, l’ultima volta che l’ho visto si trovava a __________, poi, credo, suo fratello che abita in Germania è venuto a prenderlo e l’ha portato all’estero.

ADR che non so quando IM 1 ha restituito la macchina a __________. So che il 12 di marzo 2012, IM 1 è partito in direzione di __________ per accompagnare la moglie di __________ in Romania. So che lo ha fatto utilizzando la Peugeot bianca di __________.

ADR: che la Peugeot di cui parliamo è l’auto di __________ e quella utilizzata da IM 1 per venirci a prendere a __________.

ADR: Che __________ e __________ si sono incontrati a __________, in quanto __________ voleva che __________ si occupasse di fornire un’auto a suo fratello IM 1 per farlo andare via dalla Svizzera con sua moglie. Questo in quanto sia IM 1 che la moglie di __________ erano ancora a __________ e i __________ volevano comunque vendicarsi. __________ aveva quindi paura che i __________ facessero del male a suo fratello e a sua moglie. __________ voleva quindi che __________ gli procurasse una macchina e __________ gli dava poi la su auto PEUGEOT bianca così IM 1, con la moglie di __________, hanno potuto partire il 12 marzo 2012.

Io non ho assistito a questo incontro, malgrado fossi anch’io a __________ con __________ nella casa dell’ex moglie di __________.

ADR che __________ non ha mai saputo prima delle nostre intenzioni contro __________, anche perché non avevamo programmato nulla e gli avvenimenti si sono accaduti senza che nessuno di noi li avesse programmati in precedenza. Posso anche dire che se solo avessi mai pensato di fare qualcosa, mai avrei raccontato a __________ qualcosa, visto che di lui non mi sono mai fidato visto che non è un uomo di parola.

Anche __________ non si fidava di __________ ed anzi pensava che __________ lo avesse messo in trappola portandolo a __________ al __________ dove è stato poi picchiato dai fratelli __________.

(…) Come ho sempre detto, prima che succedesse il disastro a __________, noi, inteso io __________ E __________, ci eravamo incontrati al __________ sulla strada per __________ con ACPR 1 e la sua ragazza. ACPR 1 avrebbe dovuto darci il denaro per permettere a __________ di rientrare in Romania a curarsi. Durante quell’incontro ACPR 1 era però stato molto aggressivo ed arrogante ed io avevo detto allora che ce ne andavamo e che lo avremmo denunciato in Polizia.

IM 1 sapeva che dovevamo incontrarci al __________ e continuava a chiamare per sapere come era andato l’incontro, se ACPR 1 aveva pagato e quant’altro.

Poi, le cose sono andate diversamente come ho raccontato più volte, quando ACPR 1 ci ha inseguiti per giungere a quanto accaduto a __________ dove abbiamo accoltellato ACPR 1.

(…) Io non ho mai messo nei pasticci IM 1, è stato __________ a metterlo in mezzo chiamandolo per farci venire a prendere a __________ con la macchina di __________ e che lo ha mandato a casa di __________ per farsi dare l’auto. Non ho mai concordato con __________ e __________ una versione per evitare che __________ potesse essere coinvolto. È stato __________ a coinvolgerlo.

(…) Gli interrogan

72.2015.38 — Ticino Tribunale penale cantonale 17.06.2015 72.2015.38 — Swissrulings