Incarto n. 72.2015.212
Lugano, 20 aprile 2016/md
Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Amos Pagnamenta, Presidente
GILA_1, giudice a latere GILA_2, giudice a latere
Cristina Laghi, vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
e in qualità di accusatori privati:
ACPR 1 rappresentato dall’avv. RAAP 1 ACPR 2 ACPR 3 ACPR 4 ACPR 5 ACPR 6 ACPR 7 ACPR 8
contro
IMPU 1 rappresentato dall’avv. DIUF 1 in carcerazione preventiva dal 21.08.2015 al 19.10.2015 (60 giorni), in esecuzione anticipata della pena dal 20.10.2015;
IMPU 2 rappresentata dall’avv. DIUF 2 in carcerazione preventiva dal 21.08.2015 al 19.10.2015 (60 giorni), in esecuzione anticipata della pena dal 20.10.2015;
imputati, a norma dell’atto d’accusa nr. 175/2015 del 22.12.2015 emanato dal Procuratore pubblico PP_1, di
A. IMPU 2 e IMPU 1 congiuntamente
1. assassinio (tentato)
per avere,
agendo in correità tra loro,
a _______, in data 28 luglio 2015,
tentato di uccidere ACPR 1,
agendo con particolare mancanza di scrupoli, segnatamente agendo con movente e scopo particolarmente perversi, ovvero quello di commettere una rapina nei suoi confronti rispettivamente di vendicarsi per un asserito torto subito, nonché dimostrando un totale disprezzo della sua persona, agendo quindi con modalità particolarmente perverse, colpendo la vittima sino a sfinimento con una chiave a croce e con calci, lasciandola poi esanime al suolo una volta terminata la mattanza,
e meglio,
nel corso dell’estate/autunno 2014, focalizzando IMPU 2 il proprio rancore verso ACPR 1, in seguito al rifiuto di quest’ultimo dell’offerta di una prestazione sessuale,
insinuando quindi medesimo rancore nel compagno IMPU 1,
infastidendo la coppia per tale motivo ACPR 1 già nel mese di novembre 2014, danneggiandogli più volte il motorino, interrompendosi in tale agire, avendoli ACPR 1 nel frattempo scoperti,
distraendosi quindi la coppia successivamente con altri passatempi comuni, tra cui il consumo di cocaina,
incrementando la coppia quest’ultimo vizio nel corso dei mesi,
necessitando di conseguenza IMPU 2 e IMPU 1 di maggior denaro per l’acquisto dello stupefacente,
risvegliando quindi la coppia, a partire da giugno/luglio 2015, nuovamente il rancore nei confronti di ACPR 1, sapendolo oltretutto in possesso di un orologio di valore,
pianificando quindi una rapina e vendetta a suo danno,
informandosi dapprima presso terzi sul nome di ACPR 1, su dove abitasse e sul suo numero di telefono,
telefonandogli una prima volta l’11 luglio 2015, per osservare le sue mosse, fingendosi tale _______, dicendo a ACPR 1 che gli dovevano restituire del denaro precedentemente prestato, fissando quindi un appuntamento al bar _______,
telefonandogli ancora il 21 luglio 2015 per sincerarsi del valore dell’orologio e quindi, appreso il valore, richiamandolo ancora sotto le mentite spoglie di tale _______, chiedendogli un appuntamento, sempre presso il bar _______, al fine di farlo uscire di casa, non riuscendovi,
proseguendo nei giorni successivi nelle ricerche di ACPR 1, in specie mediante anche a un sopralluogo a _______ per verificare dove abitasse,
salendo nuovamente la sera del 27 luglio 2015 a _______ per verificare se ACPR 1 fosse a casa, non trovandolo,
scovandolo in seguito al Bar ______ a __________, vedendo il suo motorino all’esterno,
recandosi a quel punto a casa loro, camuffandosi quindi IMPU 2 con abiti scuri, guanti in lattice, un capellino nero con la scritta security e per coprire il viso dei boxer neri con dei buchi, prendendo seco pure un fucile soft air tipo Kalashnikov,
ritornando quindi IMPU 2 e IMPU 1 presso il parcheggio del Bar ________ in attesa dell’uscita di ACPR 1, definendo frattanto i dettagli dell’agguato,
seguendolo quindi dall’uscita dal bar, per poi superarlo,
fingendo quindi IMPU 2, in territorio di _______, travisata come descritto e con in mano il fucile softair e una torcia elettrica, un controllo stradale, facendo in tal modo fermare ACPR 1, distraendolo chiedendogli patente e documenti,
sorprendendolo allora IMPU 1 da tergo, sbucando dal bosco, dove si era nascosto armato di una chiave a croce,
assestando quindi IMPU 1 a ACPR 1, a mano della chiave a croce, un colpo tra capo e collo, facendolo cadere dal motorino, colpendolo quindi IMPU 2 con il fucile alla schiena,
indi, ACPR 1 a terra,
IMPU 1 colpendolo sulla schiena/spalle e sul casco ripetutamente con la chiave a croce e IMPU 2 sferrandogli almeno una decina di calci ai fianchi, schiacciandogli parimenti il braccio,
passando quindi IMPU 1, per riprendere fiato, la chiave a croce a IMPU 2, la quale con tale attrezzo a sua volta lo colpiva ripetutamente alla schiena e almeno quattro volte al volto,
ripassando quindi IMPU 2 la chiave a IMPU 1, il quale ricominciava a colpirlo sul casco,
sfilando nel mentre IMPU 2 l’orologio e la catenina a ACPR 1, e quindi IMPU 1 sottraendogli il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ma non riuscendo a sfilargli il bracciale,
abbandonando la vittima a terra esanime, senza chiamare i soccorsi, dandosi alla fuga con la refurtiva, commentando quindi IMPU 2 in auto di aver sentito “l’osso della fronte rompersi”,
riportando la vittima, a seguito dei circa quaranta colpi inferti, le lesioni attestate dal certificato medico in atti e dalla delucidazione medico legale, le quali non ebbero esito letale per mera fatalità,
tentato in tal modo di uccidere una persona,
bruciando poi, una volta a casa, il contenuto del portafoglio e rivendendo nei giorni successivi la refurtiva, acquistando con parte del ricavato della cocaina;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 112 CPS richiamato l’art. 22 CPS;
2. rapina
per avere,
agendo in correità tra loro,
a _______, in data 28 luglio 2015,
commesso un furto usando violenza contro una persona, minacciandola di un pericolo imminente alla vita o all’integrità corporale, o rendendola incapace di opporre resistenza,
e meglio,
al fine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto e al fine di appropriarsene,
agendo nelle modalità descritte al punto 1 del presente ACC, segnatamente dopo aver colpito ACPR 1 con almeno una quarantina di colpi a mano di una chiave a croce e con calci, lasciandolo esanime al suolo,
sottratto a ACPR 1 un orologio Rolex modello Submariner in acciaio e oro del valore di CHF 3'500.00, una collana d’oro del valore di circa CHF 600.00, nonché un portafoglio contenete tra le altre cose banconote per un ammontare di CHF 200.00 e EUR 180.00;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 140 cifra 1 cpv. 1 CPS;
3. usurpazione di funzioni
per essersi,
agendo in correità tra loro,
a _______, in data 28 luglio 2015.
per un fine illecito, arrogati l’esercizio di una pubblica funzione,
e meglio per avere,
al fine di compiere i reati di cui ai punti 1 e 2 del presente ACC, simulato un posto di blocco stradale, mettendosi IMPU 2 in mezzo alla strada travestita come descritto al punto 1 del presente ACC, facendo quindi fermare ACPR 1 che sopraggiungeva in motorino e, fingendosi IMPU 2 un agente di Polizia, chiesto a ACPR 1 di mostrargli documenti e patente, nel mentre IMPU 1 si nascondeva per poi intervenire così come indicato al punto 1 del presente ACC;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: 287 CPS;
4. truffa
per avere,
agendo in correità tra loro,
a _______ e _______, nel corso del mese di dicembre 2014,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
ingannandolo con astuzia, affermando cose false, dissimulando cose vere oppure confermando subdolamente l’errore, indotto ACPR 8 ad atti pregiudizievoli al proprio patrimonio,
e meglio,
inserendo IMPU 1, su indicazione di IMPU 2, sul portale ______________ l’offerta di vendita di un orologio TAG HEUER FORMULA 1 al prezzo di CHF 2'000.00,
intavolando quindi una trattativa sul prezzo con l’interessato ACPR 8, accondiscendendo a un ribasso del prezzo sino a CHF 1'000.00,
recandosi IMPU 1 e IMPU 2 il 17 dicembre 2014 a _______ per la consegna dell’orologio,
consegnando quindi a ACPR 8 un orologio TAG HEUER FORMULA 1 contraffatto, precedentemente acquistato da IMPU 2 al prezzo di CHF 50.00, rendendo IMPU 2 più verosimile l’autenticità dell’orologio fornendo fittizie raccomandazioni sul suo uso e esplicitando di non essere più in possesso della garanzia,
venduto in tal modo a ACPR 8 un orologio contraffatto, ingannandolo con astuzia sulla sua autenticità, e inducendolo così a pagare alla consegna dell’orologio il corrispettivo di CHF 1'000.00;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 146 cpv. 1 CPS;
5. danneggiamento (ripetuto)
per avere,
agendo in correità tra loro, ripetutamente danneggiato una cosa altrui,
e meglio
5.1. a _______, in data 22 settembre 2015, presso i parcheggi del bar _______, forandoli mediante un coltellino, danneggiato i 4 pneumatici della vettura Toyota di ACPR 2;
5.2. a _______, in ____________, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015, sparando due colpi ciascuno mediante un fucile calibro 12 verso la facciata dell’edificio di proprietà di ACPR 6, danneggiato la facciata del medesimo, una persiana e un vetro esterno dell’appartamento al primo piano, nonché l’antenna parabolica;
5.3. a __________, in __________, in data 7/8 agosto 2015, sparando mediante un fucile di fabbricazione russa calibro 410 x 76 contro la fermata del bus ___________, danneggiato la medesima, frantumando la vetrata;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 144 cpv. 1 CPS;
6. furto
per avere,
agendo in correità tra loro,
in data 7 agosto 2015, a _______, in _______, presso un cantiere della società ACPR 3,
per procacciarsi un indebito profitto e al fine di appropriarsene,
sottratto a danno di detta società 8 lampade da cantiere per un valore di CHF 1’200.00 (refurtiva parzialmente recuperata e restituita all’accusatore privato nella misura di 4 lampade);
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 139 cifra 1 CPS;
7. vie di fatto (ripetute)
per avere,
agendo in correità tra loro,
a _______/_________, nei pressi dell’_____________, in data 7 agosto 2015,
IMPU 1 conducendo la propria vettura e IMPU 2 sparando dall’auto in movimento più colpi con la pistola soft-air verso gli avventori dell’_________, colpendo ACPR 6 alla scapola sinistra e ACPR 4 all’anca,
commesso vie di fatto nei loro confronti;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 126 cpv. 1 CP;
8. infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni
per avere,
senza diritto,
a ______, __________, _______ e in altre imprecisate località, in data 7/8 agosto 2015, trasportato e portato in luoghi accessibili al pubblico, all’interno della vettura di IMPU 1 e su di loro, un moschetto K31, un fucile di fabbricazione russa calibro 410 x 76 e una pistola softair Baby II Cappa 3.8, senza essere in possesso del necessario permesso di porto d’armi;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 33 cpv. 1 lett. a LARM;
B. IMPU 1 singolarmente
9. favoreggiamento (tentato)
per avere,
in data 25 marzo 2015, a _______, presso gli uffici della Polizia Cantonale,
dichiarando all’agente di Polizia interrogante di assumersi interamente la colpa dei fatti di cui al punto 4 del presente ACC, rispettivamente, contrariamente al vero, di essere l’unico responsabile della vendita a ACPR 8 dell’orologio TAG HEUER falso e che IMPU 2 non era coinvolta,
tentato di sottrarre quest’ultima ad atti di un procedimento penale;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 305 cpv. 1 CPS;
10. contravvenzione alla LF sulle armi (ripetuta)
per avere,
10.1. senza essere autorizzato, sparato con armi da fuoco in luoghi accessibili al pubblico al di fuori di impianti di tiro autorizzati o di piazze di tiro,
e meglio, a _______, dal proprio appartamento in _______, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015,
sparato due colpi con un fucile calibro 12 contro la parabola dell’edificio di fronte, come indicato al punto 5.2. del presente ACC,
10.2. senza essere autorizzato, sparato con armi da fuoco in luoghi accessibili al pubblico al di fuori di impianti di tiro autorizzati o di piazze di tiro,
e meglio,
a ______, nel bosco, in data 7/8 agosto 2015, sparato con il moschetto K31 almeno una decina di colpi mirando in particolare le lampade da cantiere sottratte, come descritto al punto 6 del presente ACC;
10.3. a _______, nel periodo da luglio 2015 al 13 agosto 2015, omesso di custodire con la richiesta diligenza delle armi e in specie un moschetto 31 e un fucile russo calibro 410 x 76;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 34 cpv. 1 lett. b) ed e) LARM;
11. atti contro la pubblica incolumità
per avere,
a _______, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015,
senza essere autorizzato, scaricato delle armi da fuoco all’interno dell’abitato, sparando con un fucile come indicato al punto 10.1 del presente ACC;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 6 lett. d Lorp;
12. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzato, a _______ e in altre imprecisate località, nel periodo da dicembre 2014 sino al 13 agosto 2015, personalmente consumato un imprecisato quantitativo di cocaina, ma almeno 60 grammi;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 19a LS;
C. IMPU 2 singolarmente
13. contravvenzione alla LF sulle armi (ripetuta)
per avere,
senza essere autorizzata,
sparato con armi da fuoco in luoghi accessibili al pubblico al di fuori di impianti di tiro autorizzati o di piazze di tiro,
13.1 a _______, dall’appartamento di IMPU 1, in ____________, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015, sparato due colpi con un fucile calibro 12 contro la facciata e la finestra dell’edificio di fronte, come indicato al punto 5.2. del presente ACC;
13.2 a __________, in data 7/8 agosto 2015, sparato un colpo contro la fermata del bus con il fucile di fabbricazione russa calibro 410 x 76, come descritto al punto 5.3 del presente ACC;
13.3 a ______, nel bosco, in data 7/8 agosto 2015, sparato con un fucile di fabbricazione russa calibro 410 x 76 almeno quattordici colpi mirando in particolare contro le lampade da cantiere sottratte, come descritto al punto 6 del presente ACC;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 34 cpv. 1 lett. b LARM;
14. atti contro la pubblica incolumità (ripetuti)
per avere,
a _______, in data 31 dicembre 2014 / 1° gennaio 2015, e a __________ in data 7/8 agosto 2015, senza essere autorizzata, scaricato delle armi da fuoco all’interno dell’abitato, sparando con un fucile come indicato ai punti 13.1 e 13.2 del presente ACC;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 6 lett. d Lorp;
15. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzata, a _______ e altre imprecisate località, nel periodo dicembre 2013 sino al 13 agosto 2015, personalmente consumato un imprecisato quantitativo di cocaina, ma almeno 60 grammi;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reato previsto: art. 19a LStup.
Presenti: - il Procuratore pubblico PP_1 in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IMPU 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DIUF 1;
- l’imputata IMPU 2, assistita dal suo difensore d’ufficio, avv. DIUF 2;
- l’avv. RAAP 1, patrocinatore d’ufficio (GP) dell’accusatore privato ACPR 1, unitamente all’MLaw ___________.
Espletato il pubblico
dibattimento: martedì 19 aprile 2016, dalle ore 09:37 alle ore 16:40,
mercoledì 20 aprile 2016, dalle ore 09:32 alle ore 16:48.
Evase le seguenti
questioni: Verbale del dibattimento
Il Presidente propone le seguenti modifiche formali dell’atto d’accusa:
- il punto 1 è modificato nel senso che il nome della vittima è ACPR 1 e non, come erroneamente indicato, _______;
- il punto 1 è inoltre modificato nel senso che il fucile soft air che sarebbe stato utilizzato da IMPU 2 risulta essere, sulla base delle fotografie, un M16 (AI 211, fotografie da 8 a 11; elenco oggetti sequestrati, p. 9 dell’AA: “fucile softair di marca _______ modello M83 (replica M16)”;
- il punto 2 è modificato nel senso che la rapina è in parte tentata, posto come emerge dai verbali degli imputati che gli stessi hanno pure tentato di sottrarre il bracciale alla vittima, non riuscendo nel loro intento;
- il punto 2 è inoltre modificato nel senso che il denaro sottratto all’AP corrisponde a CHF 180.00 e EUR 200.00, come emerge dai verbali della vittima, e non CHF 200.00 e EUR 180.00.
Le parti di dichiarano d’accordo e l’atto d’accusa è modificato di conseguenza.
Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: gli imputati sono due anime buie, lei ______, una bambina rimasta affamata, bisognosa di attenzioni, in cerca affetto e abbracci, la quale non sembra distinguere i contesti nei quali è opportuno fare qualcosa e i momenti in cui invece non lo è. IMPU 2 come sua unica figura di riferimento ha avuto lo zio curatore, che per quanto si è potuto vedere non ha caratteristiche educative, ma al contrario rappresenta una minaccia. IMPU 2 è in sintesi una bambina ferita, feroce, che ha incontrato il suo complementare, IMPU 1, insoddisfatto di tutto e cullato nella sua depressione, e l’uno si ritrova nell’altro, l’uno diventa mezzo dell’altro per sfuggire a sé stesso, creando una solitudine a due, ciò che crea un caos intriso di odio e rancore. I due iniziano così la loro unione senza regole, dettate dagli istinti, dai rancori e dal vizio, un’unione che li trasforma in due soggetti feroci, un’unione criminale che parte da piccoli scherzi e vendette, partendo da ACPR 2.
Ma vi è soprattutto ACPR 1, quello del “motorino allegro”, che non piace a IMPU 2, perché l’ha vista piangere e perché le ha detto forse “allora stai da sola”, il primo suo imperdonabile torto, che risveglia in lei l’ansia dell’abbandono e non piace, soprattutto, perché l’ha rifiutata, ed ecco il secondo imperdonabile torto, un torto insanabile che risveglia la parte cattiva di IMPU 2, poi proiettata sulla vittima. IMPU 2 fa partecipe IMPU 1 di questo torto instillando in lui il medesimo rancore. La PP sottolinea che ACPR 1 nulla ha fatto se non essere gentile, semplicemente voleva rimanere tranquillo a bere la sua birra e mantenere la sua dignità.
Per un certo periodo gli imputati si dimenticano di ACPR 1 e riempiono la noia consumando cocaina, guardando la TV, sparando in giro e rifilando patacche su _____. Passano i mesi, il denaro non basta per tutti questi vizi e si fa quindi strada nuovamente la vendetta su ACPR 1, il quale non solo è antipatico, ma possiede pure un Rolex, orologio che volevano entrambi gli imputati. A luglio 2015 iniziano quindi a progettare in comune come ottenere l’orologio, ciò che avviene con divertimento, senza paura.
La PP riassume i fatti del 28 luglio 2015, così come l’inchiesta ha permesso di ricostruirli, rilevando che dopo la mattanza, IMPU 1, il quale afferma di non avere avuto scopo di lucro, prende il portafogli di ACPR 1 e cerca di sfilargli anche il bracciale. Gli imputati in fine scappano abbandonando ACPR 1 consapevolmente in una pozza di sangue. Riassume le dichiarazioni rilasciate dalla vittima ACPR 1 in merito ai colpi ricevuti, ponendo l’accento sul fatto che la vittima indica di avere ricevuto “una pioggia di bastonate” e che si è “sentito morire”.
I colpi inferti sono almeno una quarantina, la forza dei medesimi è riscontrabile dai solchi lasciati sull’asfalto, una ventina le lesioni tra capo e schiena. La PP dà parziale lettura delle conclusioni del medico legale, sottolineando che questi ha riferito che i colpi inferti dagli imputati alla vittima potevano avere conseguenze letali. Rileva inoltre che IMPU 1 e IMPU 2 pensavano che ACPR 1 fosse morto, come hanno entrambi riferito. Entrambi oggi in aula hanno inoltre confermato che con il loro agire avrebbero potuto uccidere ACPR 1.
Questo agire degli imputati in diritto riveste il carattere particolarmente odioso richiesto dalla giurisprudenza per il reato di assassinio. I due hanno agito senza scrupoli, spinti da crasso egoismo e ferocia. Rilevante per IMPU 1 è che lui medesimo arriva a nutrire rancore per ACPR 1, che quando avrebbe potuto chiarirsi con lui decide di non farlo, che anche lui ha goduto del frutto della vendita dell’orologio, che è stato lui ad armare IMPU 2 con il ferro e che ha tentato di rubare il bracciale.
L’accusa cita i parametri della Sentenza del Tribunale federale 6P.93/2001 del 10 gennaio 2002, rilevando che sia il movente della rapina che quello della vendetta e la futilità costituiscono il reato di assassinio. La medesima cosa vale per le modalità con cui hanno agito gli imputati, la ferocia, la raffica di colpi, che denotano la volontà di arrecare solo maggiori sofferenze rispetto a quanto sarebbe stato necessario per sfilare un semplice Rolex. Rileva inoltre che, secondo Stratenwerth, più vi è sproporzione tra lo scopo perseguito e la distruzione della vita umana più si è vicini all’assassino.
Dal punto di vista soggettivo, a mente dell’accusa gli imputati sapevano o hanno perlomeno accettato di uccidere ACPR 1, ciò che si evince dal numero dei colpi, dalla direzione e dalla forza degli stessi. Rileva in fine che un’eventuale scemata responsabilità non preclude l’adempimento delle caratteristiche necessarie per l’assassinio.
Quanto alla commisurazione della pena, rileva che entrambi gli imputati hanno agito con una leggerezza e frivolezza che lascia una profonda amarezza, la stessa frivolezza impiegata per forare delle ruote e sparare contro un edificio è stata impiegata per massacrare ACPR 1. L’accanimento su ACPR 1 porta a concludere per una colpa molto grave per entrambi.
La colpa singolarmente andrà attenuata a seguito delle conclusioni peritali, in misura molto molto più attenuata per IMPU 1.
Per quanto riguarda la collaborazione fornita, IMPU 1 ha scelto di andare a rimorchio dell’inchiesta, continuando a negare, mentre IMPU 2 già nel verbale di arresto aveva riferito quanto importante ed ha risposto alle domande con spontaneità.
A IMPU 2 poi va riconosciuto il lungo periodo di carcerazione sofferto in Farera.
Conclude chiedendo la condanna di IMPU 2 alla pena detentiva di 7 (sette) anni e 6 (sei) mesi, da sospendere in favore dell’esecuzione di una misura stazionaria ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP da eseguirsi in una struttura chiusa visto il pericolo di recidiva, e per IMPU 1 la condanna alla pena detentiva di 10 (dieci) anni e 6 (sei) mesi da accompagnare alla misura ambulatoriale ex art. 63 CP, da iniziarsi già in carcere;
§ l’avv. RAAP 1, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: a seguito dei fatti oggetto del dibattimento ACPR 1 è diventata un’altra persona. La vittima, incredibilmente sopravvissuta agli atti violenti, non ha infierito sugli imputati, ma ha sempre riferito i fatti in maniera lineare e senza scorciatoie.
Quanto alle asserzioni di IMPU 2 in merito all’asserito insulto proferito nei suoi confronti, rileva che il rifiuto di ACPR 1 all’offerta di prestazioni sessuali era chiaro e non necessitava di ulteriori offese ed egli si è sempre dimostrato estraneo agli epiteti che avrebbe utilizzato nei confronti dell’imputata. La vittima ha vissuto le offerte di IMPU 2 come moleste e come diffamatorie le sue dichiarazioni da lui asseritamente utilizzate nei di lei confronti. Anche gli scherzi al motorino sono stati da lui vissuti in maniera molesta, perché già colmi di quella carica aggressiva che ha caratterizzato gli atti degli imputati.
Gli atti di violenza sono in contraddizione con l’attitudine banalizzante degli imputati, che si esprime nella totale indifferenza per ACPR 1. ACPR 1 è un sopravvissuto e la sua qualità di vita ne ha risentito fortemente, portando ad una sorta di morte sociale.
I danni subiti dalla vittima sono materiali, le multiple fratture al seno frontale non sono semplici macchie estetiche, ma potrebbero mutare e richiedere interventi chirurgici molto invasivi. Vi sono poi le lesioni riscontrate, gli oggetti distrutti, la degenza in ospedale e l’isolamento in casa, l’inabilità al lavoro, i danni all’orologio, che aveva per lui anche un valore affettivo importante. Ma i danni sono anche immateriali e questi sono forse più difficilmente riparabili: la sensazione di disagio per i continui atti molesti prima dell’aggressione, il terrore provato durante l’aggressione, lo shock dopo l’aggressione, il persistente stato di angoscia, il sentimento di ingiustizia per le insinuazioni, l’isolamento sociale.
Per questi motivi la patrocinatrice dell’AP aderisce alle richieste dell’accusa e postula l’accoglimento della richiesta di risarcimento di CHF 15'000.00 per i danni materiali e CHF 40’000.00 per quelli morali, oltre a spese legali;
§ l’avv. DIUF 2, difensore dell’imputata IMPU 2, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: in entrata sottolinea che IMPU 2 è afflitta da un ritardo mentale, la sua vita è caratterizzata da esperienze traumatiche, violenze e abusi, abusi che si sono protratti sino ai giorni nostri e che hanno comportato un disturbo della personalità di tipo borderline. Il comportamento di IMPU 2 deve quindi essere analizzato prendendo in considerazione il suo doloroso vissuto.
Per quanto riguarda il danneggiamento a danno di ACPR 2, il reato è ammesso dagli imputati e sono adempiuti i presupposti sia oggettivi che soggettivi del medesimo.
Quanto all’imputazione di truffa, l’imputata non ha fornito dettagli sull’orologio e ha dichiarato subito di non essere in possesso della garanzia. Ella non ha quindi agito con astuzia. A comprova della mancanza di astuzia, vi è anche che ACPR 8 ha dichiarato che dopo avere parlato al telefono con l’imputata è rimasto un po’ perplesso, ma ha deciso comunque di acquistare l’orologio. ACPR 8 avrebbe dovuto, secondo le elementari regole di prudenza, chiedersi come mai sarebbe riuscito ad ottenere uno sconto fino a CHF 1'000.00 e avrebbe inoltre dovuto richiedere i documenti atti ad attestare l’autenticità dell’orologio. Il reato di truffa non è quindi adempiuto.
Per quanto riguarda gli spari contro l’immobile la difesa non contesta l’imputazione indicata nell’atto d’accusa.
Per quanto attiene ai fatti del 28 luglio 2015, la difesa rileva che l’imputata ricorda quasi tutto e ha precisato gli avvenimenti per filo e per segno, senza mai minimizzare né banalizzare l’accaduto o attribuire la responsabilità dei fatti ad altre persone, ella ha riportato le sue dichiarazioni in maniera spontanea, come una bambina, senza alcuna strategia difensiva, rispondendo alle domande in maniera sincera e diretta, senza effettuare dichiarazioni nell’intento di giustificare una qualifica giuridica piuttosto che un'altra. Non vi è quindi motivo per non crederle quando afferma di essere stata tacciata di “troia” da ACPR 1.
Confrontata con il rifiuto della prestazione sessuale offerta e con l’insulto proferito, IMPU 2 si è arrabbiata, tanto da non riuscire a metabolizzare l’accaduto, ed ha quindi maturato l’idea di farla pagare a ACPR 1, spogliandolo anche di alcuni oggetti di valore. La difesa rileva che la volontà di andare oltre alle semplici vie di fatto è evidente. Questo però non significa ancora che l’imputata volesse la morte della vittima o avesse accettato un esito infausto qualora questo si fosse prodotto.
Per la difesa quanto accaduto configura il reato di rapina e non quello di assassinio. Affinché possa essere ritenuto un tentativo di assassinio è necessario che l’autore si sia rappresentato la possibilità della morte della vittima. Ieri in aula IMPU 2 ha risposto alla Corte di avere considerato che ACPR 1 poteva morire mentre lo colpiva. Tradotto in termini giuridici si è rappresentata la morte della vittima, ma questo non significa ancora che avrebbe voluto la morte della vittima qualora questa si fosse prodotta.
In via subordinata, qualora la Corte dovesse ritenere l’intenzionalità, la difesa chiede che venga ritenuto il reato di omicidio, e non di assassinio, posto che l’imputata non ha agito con particolare mancanza di scrupoli. Il fatto che vi sia stata premeditazione, spirito di vendetta o volontà di arricchimento, non è sempre sufficiente per giustificare l’assassinio. L’intenzione di IMPU 2 era quella di farla pagare alla vittima per quello che le aveva fatto, e il fatto di sottrarre l’orologio era unicamente un aspetto secondario, la volontà di sottrarre beni di valore non può essere considerata da sola quale elemento a favore dell’assassinio.
Cita i parametri della DTF 118 IV 127, nella quale l’assassinio, nonostante la presenza di tutti gli elementi presenti anche nel caso concreto, ovvero la premeditazione e lo spirito di vendetta, l’assassinio non è stato ritenuto. Per la difesa nel caso che qui ci occupa la chiave per ruote è stata utilizzata da IMPU 2 perché in possesso del compagno al momento dei fatti e non denota nessuna crudeltà da parte dell’imputata. Il solo fatto di aggredire qualcuno per mezzo di calci e tramite l’utilizzo di armi non è considerato dal TF un elemento sufficiente per l’assassinio. Il rifiuto della vittima alla proposta di prestazioni sessuali e l’epiteto utilizzato hanno alimentato rabbia e collera in IMPU 2, la quale non è riuscita a controllare il suo agire. Ella non ha quindi agito per futili motivi; seppure di poca importanza un atto della vittima nei confronti di IMPU 2 vi è stato. Per questi motivi la qualifica di assassinio non può essere ritenuta.
La difesa chiede quindi che per i fatti descritti al punto A.1 dell’atto d’accusa sia ritenuto il reato di rapina, subordinatamente quello di omicidio in concorso con rapina e postula il proscioglimento della sua assistita dal reato di truffa di cui al punto A.4 dell’atto d’accusa.
Quanto alla commisurazione della pena, chiede di tenere conto delle circostanze interne dell’autrice e della sua parziale impossibilità di evitare in particolare il reato più grave commesso il 28 luglio 2015. Riassume le conclusioni peritali, che concludono per una scemata imputabilità di grado medio per tutti i reati commessi.
Conclude chiedendo che alla sua assistita venga inflitta una pena detentiva massima di 5 (cinque) anni e 6 (sei) mesi, la quale deve essere sospesa in favore di una misura ai sensi dell’art. 59 cpv. 3 CP, ovvero il trattamento stazionario in una struttura chiusa, così come suggerito dalla perita psichiatrica. La struttura chiusa esiste ed è stata citata anche dalla perita psichiatrica, di modo che l’art. 56 cpv. 3 lett. c CP è rispettato, e l’imputata ha espresso il suo desiderio di intraprendere il trattamento.
Con specifico riferimento alle pretese di diritto civile degli AP, ritiene corretto riconoscere i danni comprovati da documenti giustificativi. Per quanto attiene al torto morale per la vittima ACPR 1 riconosce l’importo di CHF 15'000.00;
§ l’avv. DIUF 1, difensore dell’imputato IMPU 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: rileva che occorre tenere in considerazione diversi aspetti, che faranno comprendere che IMPU 1 non ha mai avuto l’intenzione o preso in considerazione e accettato il fatto che ACPR 1 potesse morire. Si tratta prima di tutto di comprendere perché un uomo, che nella sua vita non ha mai fatto male ad una mosca, tutto ad un tratto inizia a comportarsi dapprima in maniera adolescenziale e poi commette l’atto riprovevole imputatogli. Il difensore riferisce della vita anteriore dell’imputato, ponendo l’accento sul fatto che in un periodo buio egli ha conosciuto _______, ragazza di cui si è innamorato follemente e che gli cambierà la vita facendolo uscire dal mondo della droga. _______ però non riuscirà mai a salvare sé stessa, perché vittima di quel terribile male che è l’AIDS e che la porterà alla morte. In seguito IMPU 1 si sposerà e avrà un figlio, per poi divorziare poco dopo. In questo momento difficile, l’unica persona vicina a IMPU 1 è il padre. È in questa condizione di vita che IMPU 1 ritrova IMPU 2. Lei lo fa sentire di nuovo giovane e lui la fa sentire finalmente protetta. Quando IMPU 2 domanda a IMPU 1 di vendicarla bucando le gomme dell’auto della cameriera _______, egli agisce unicamente perché così gli ha chiesto IMPU 2. A questo proposito la difesa rileva che i danneggiamenti non sono contestati.
A questo punto IMPU 2 comprende che IMPU 1 è dalla sua parte e gli racconta quindi quanto avvenuto con ACPR 1, fatti avvenuti solo in minima parte, ciò che IMPU 1 scoprirà però solo in corso d’inchiesta. IMPU 2 racconta di avere insistito con IMPU 1 per la vendetta, mentre lui inizialmente le avrebbe detto di lasciar perdere. IMPU 1 è riuscito inizialmente a controllare la rabbia, limitandosi a scherzi adolescenziali, ma la relazione tra IMPU 1 e IMPU 2 cresce, tanto che IMPU 1, dopo anni di astinenza, ad un certo punto decide addirittura di ricominciare a consumare cocaina. Egli asseconda infatti IMPU 2 in tutto e per tutto, lei lo fa sentire nuovamente un ragazzino e come tale inizia a comportarsi, come dimostrano tra le altre cose gli spari della notte di capodanno, non contestati dalla difesa.
Del reato di truffa, per contro, IMPU 1 non si ritiene minimamente responsabile. Egli ha inizialmente deciso di assumersi tutte le colpe, dimostrando chiaramente fino a che punto è riuscito ad arrivare per proteggere la compagna. Di fatto, IMPU 1 ha unicamente prestato il suo PC a IMPU 2 per inserire l’annuncio e, ricevuta la mail da ACPR 8, ha semplicemente chiesto a IMPU 2 se intendeva accettare l’offerta o meno. Anche IMPU 2 ha inizialmente affermato che IMPU 1 non sapeva che l’orologio era falso e che lui di orologi non si intendeva minimamente. Non esiste nessun elemento, oltre alle dichiarazioni di IMPU 2, che lasci intendere l’adempimento oggettivo e soggettivo del reato da parte di IMPU 1. La difesa chiede quindi il proscioglimento del suo assistito dal reato di truffa, subordinatamente che egli venga considerato quale complice e non correo.
Il reato di favoreggiamento non è contestato. Ed è forse proprio questa dimostrazione di fedeltà, che ha indotto IMPU 2 a credere che IMPU 1 l’avrebbe accompagnata in quella che all’epoca sarebbe stata solo una vendetta nei confronti di ACPR 1.
IMPU 2 ha quindi elaborato una strategia subdola per convincere IMPU 1 ad aiutarla, arrivando anche a riferirgli della morte di AIDS per farlo imbestialire, come da lei stessa ammesso. IMPU 1 non è una bestia e nonostante la rabbia nei confronti di ACPR 1, cerca di calmare IMPU 2. La stessa è però sempre più insistente, dicendogli anche che è un uomo “senza palle”. In fine, quindi, per paura di perdere anche lei, IMPU 1 si lascia convincere agli scherzi telefonici. Quanto dichiarato da ACPR 1 in merito alle telefonate comprova che IMPU 1 non intendeva passare all’atto concreto e che ha sempre dissuaso IMPU 2 dall’agire. Dopo la prima telefonata nessuno si è infatti presentato al bar per incontrare ACPR 1. La stessa IMPU 2 ha dichiarato che quando gli diceva di uscire a cercare ACPR 1, IMPU 1 inventava sempre una scusa.
Il difensore rileva che proprio dopo questa prima telefonata viene a mancare il padre di IMPU 1, l’unica persona che, oltre a IMPU 2, gli è vicina. Riassume le conclusioni peritali in merito al carattere di IMPU 1, sottolineando che gioca un ruolo determinante la malleabilità del peritando rispetto alla volontà altrui, essendo egli un individuo debole e influenzabile. IMPU 2 capisce quindi che è il momento giusto per preparare la sua vendetta nei confronti di ACPR 1. È quindi da questo momento che prende piede il piano, con la seconda telefonata.
La notte del 28 luglio 2015, a nemmeno 10 giorni dalla scomparsa del padre, dinanzi alla paura di perdere l’unica persona che gli è rimasta accanto, IMPU 1 si lascia convincere a fare l’errore più grande della sua vita, un errore che non ha mia contemplato però la morte di ACPR 1. IMPU 1 difatti non si rende nemmeno irriconoscibile travestendosi, e non si munisce né di uno dei suoi fucili né di uno dei numerosi coltelli a serramanico in suo possesso. I due si muniscono di un fucile soft air col quale non avrebbero potuto cagionare la morte di nessuno. IMPU 1, di fronte alla possibilità di prendere una spranga più lunga e più facilmente impugnabile, anche presente nel baule, o un fucile, decide di munirsi dell’oggetto meno atto a provocare ferite gravi, ovvero la chiave a croce.
IMPU 1 ha sempre avuto l’intenzione di colpire il casco per non infierire sulla vittima. È quindi inverosimile pensare che IMPU 1 abbia mai preso in considerazione e accettato il rischio di causare la morte di ACPR 1, né con i suoi colpi né con quelli di IMPU 2, che lui ha visto colpire solo sul corpo e non sul viso. IMPU 1 durante tutte le indagini ha sempre dichiarato di non avere mai avuto l’intenzione di uccidere ACPR 1 e di non avere mai pensato che ACPR 1 potesse morire (cfr. ad esempio VI PP 05.11.2015). Per quanto riguarda la risposta da lui data in aula alla domanda a sapere se avesse considerato di poter uccidere la vittima, rileva che se avesse capito il senso della domanda non avrebbe certo risposto affermativamente, come invece ha fatto. Anche se la corte dovesse ritenere che in quel momento IMPU 1 avesse preso in considerazione il fatto che la vittima potesse morire, la Corte dovrà pure dimostrare che egli abbia accettato questo rischio. Riassume i presupposti del dolo eventuale e della negligenza cosciente (DTF 133 IV 222), per sostenere che IMPU 1 non ha agito intenzionalmente.
Subordinatamente, qualora la Corte dovesse ritenere l’intenzionalità, contesta la qualifica giuridica dell’assassinio, essendo il motivo unicamente quello di vendicarsi. Non è stata la rapina la ragione per cui gli imputati si sono accaniti su ACPR 1; avrebbero infatti potuto portargli via l’orologio senza tutto quello che hanno fatto. Cita i parametri della sentenza del Tribunale cantonale di San Gallo del 19 giugno 2002, secondo cui la situazione psichica dell’autore deve essere presa in considerazione nella scelta della qualifica dell’atto quale omicidio o assassinio.
Alla luce di quanto esposto, chiede che il suo assistito venga prosciolto dall’accusa di assassinio, mentre si riconosce invece colpevole del reato di rapina e di tutti gli altri capi d’accusa, assumendosi la piena responsabilità anche per i fatti avvenuti nei giorni successivi il 28 luglio 2015, i quali non sono comunque in relazione diretta con l’atto.
Quanto alla commisurazione della pena, la difesa si affida al prudente giudizio della Corte, chiedendo di tenere conto della lieve scemata imputabilità, della collaborazione, dell’assenza di precedenti, del comportamento avuto in carcere, della carcerazione sofferta, che la pena richiesta dall’accusa venga drasticamente ridotta e non sia superiore a quella inflitta alla coimputata.
Per le pretese civili dell’AP ACPR 1 si rimette al prudente giudizio della Corte, mentre postula il rinvio al competente foro civile per quanto riguarda le pretese degli ulteriori AP.
Considerato, in fatto ed in diritto
I) Correzioni dell’atto d’accusa
1. Per le correzioni dell’atto d’accusa si rinvia al verbale del dibattimento osservando che, con l’accordo delle parti, il punto 1 è stato modificato nel senso che il nome della vittima è ACPR 1 e non, come indicato, _______.
Le parti hanno inoltre acconsentito a modificare il punto 1 nel senso che il fucile soft air che sarebbe stato utilizzato da IMPU 2 risulta essere, sulla base delle fotografie, un M16 (AI 211, fotografie da 8 a 11; elenco oggetti sequestrati, p. 9 dell’AA: “fucile softair di marca _______ (replica M16)” e non un Kalashnikov.
Con l’accordo delle parti, il punto 2 è stato modificato nel senso che la rapina è in parte tentata, posto come emerge dai verbali degli imputati che gli stessi avrebbero pure tentato di sottrarre il bracciale alla vittima, non riuscendo tuttavia nel loro intento.
Le parti hanno in fine acconsentito alla proposta di modificare il punto 2 nel senso che il denaro che sarebbe stato sottratto all’AP corrisponde a CHF 180.00 e EUR 200.00, come emerge dai verbali della vittima, e non CHF 200.00 e EUR 180.00.
II) Curriculum vitae e precedenti penali degli imputati
a) IMPU 1
2. IMPU 1 è nato il ___________ a _______, da genitori __________.
Al PP l’imputato ha fornito un breve riassunto della sua vita:
" Sono nato a _____ perché in quel momento i miei genitori lavoravano in _______. Mio papà era _______ e mia madre era _______. Quando avevo 3 anni siamo rientrati in ______, a __________.
…omissis…
ADR che in validità da 7 anni per motivi psichici.
L'ultima attività che ho avuto è quella di ________.
ADR che a parte alcuni episodi di circolazione stradale non ho precedenti penali.
ADR che ho qualche debito di cassa malati e di carta di credito. In totale dovrebbero essere circa CHF 4'500.-.”
(VI PP 21.08.2015, p. 2, AI 9).
In merito alla vita anteriore di IMPU 1 si richiama l’anamnesi contenuta nella perizia psichiatrica del 21 ottobre 2015 del Dr. _______ (AI 179, p. 6-11):
" Anamnesi famigliare
La madre, (____) sarebbe originaria di _____.
…omissis…
Particolare attenzione merita la malattia psichiatrica della quale avrebbe sofferto la madre. Sappiamo che si tratta di una patologia che avrebbe cominciato a manifestarsi poco dopo la nascita del peritando (____). Non è chiara la diagnosi; a detta del peritando sarebbe stata una patologia caratterizzata dall'alternanza di periodi di grossa sofferenza psichica a momenti di maggior compenso. Potrebbe essere stata una grave sindrome depressiva ricorrente. Sappiamo inoltre che la donna sarebbe stata sottoposta a sedute di elettroshock e ricoverata più volte presso cliniche psichiatriche. Le condizioni psichiche si sarebbero poi progressivamente stabilizzate nel corso degli anni.
La madre viene descritta come una donna dal carattere difficile. Il peritando avrebbe sofferto della sua assenza (fisica e affettiva) in età infantile. Verosimilmente avrebbe giocato un ruolo decisivo, a tal proposito, la malattia psichica, che sarebbe stata particolarmente invalidante proprio negli anni dell'infanzia del peritando.
In età adulta i rapporti fra la madre e il figlio sarebbero rimasti scarsi e, quando c'erano, conflittuali- il peritando ricorda di essersi recato una volta in _______ per farle visita e di essere tornato in ______ subito dopo averla vista, perché avevano già cominciato a litigare.
I genitori si sarebbero separati pochi anni dopo la nascita del secondogenito _________: a detta del peritando, perché il padre non avrebbe accettato di dover "convivere" con la malattia della moglie. …omissis…
_____ (____) è il fratello secondogenito del paziente. Avrebbe iniziato a manifestare problemi psichici da quando era bambino. Sarebbe stata formulata, ormai molti anni fa, la diagnosi di schizofrenia e abuso etilico.
…omissis…
Anamnesi personale.
Nasce il _________ a _____ (Canton _____) al termine di una gravidanza fisiologica, da parto eutocico. Lo sviluppo somatopsichico, secondo quanto appreso dal peritando negli anni, sarebbe stato normale.
…omissis…
Nel periodo dell'infanzia, non si sarebbero verificati particolari eventi traumatici. Il peritando però non descrive un'infanzia serena e felice. I genitori sarebbero stati piuttosto severi e lo avrebbero lasciato per molto tempo da solo, affidato alle cure di bambinaie (vicine di casa); questo perché molto impegnati sul lavoro. In particolare, il peritando avrebbe sofferto molto della mancanza del contatto materno. Inoltre, il rapporto fra i genitori sarebbe stato difficile e conflittuale, specie dopo l'esordio della malattia psichiatrica della madre, che avrebbe manifestato i primi sintomi poco dopo la nascita del peritando.
Di sé, il peritando dice di essere stato un bambino piuttosto agitato, vivace e curioso.
…omissis…
Nel ______ nasce il fratello secondogenito _______. Il peritando, che allora aveva sette anni, descrive quest'evento in termini decisamente positivi: sarebbe stato molto felice poiché sarebbe finito quel periodo di solitudine da figlio unico.
…omissis…
Dal 2003 i medici curanti avrebbero certificato un'inabilità totale per motivi psichiatrici. Successivamente sarebbe stato riconosciuto dall'ufficio AI un grado d'invalidità del 70% (rendita intera dal 2004).
Il peritando afferma di avere avuto la sua prima relazione affettiva stabile a 18 anni, con una ragazza di nome __________. A questa relazione, durata circa due anni, avrebbero fatto seguito relazioni brevi e poco importanti, fino a quando avrebbe conosciuto la futura moglie _______. Il matrimonio risalirebbe al _______. …omissis… in seguito la relazione si sarebbe deteriorata e i due si sarebbero separati e poi divorziati. Secondo il peritando, il primo matrimonio sarebbe finito perché _______ non avrebbe accettato i suoi problemi psichici e le loro conseguenze sulla vita di coppia. Poco dopo la separazione da _______, il peritando avrebbe conosciuto _______, di professione _______, con cui si sarebbe risposato, nel _______. _______ avrebbe smesso di lavorare dopo essere rimasta incinta di _______, il primo e unico figlio della coppia. La famiglia si sarebbe stabilita a ______ e in seguito _______ avrebbe ripreso a lavorare.
Per molti anni _______ avrebbe rappresentato l'unica ragione che lo avrebbe tenuto legato alla moglie, con la quale il rapporto sarebbe diventato progressivamente sempre più conflittuale. Dopo un lungo periodo di crisi coniugale, il peritando avrebbe scelto di porre fine al matrimonio nel _______: avrebbe ricevuto la "spinta decisiva" nel prendere questa decisione da una dottoressa che l'avrebbe seguito durante un ricovero presso la ___ di ______. In seguito il peritando avrebbe vissuto una situazione tendente all'isolamento sociale e relazionale; avrebbe sofferto molto di solitudine e il periodo dopo il divorzio sarebbe stato particolarmente difficile e penoso. L'unica figura in grado di aiutarlo e sostenerlo sarebbe stato il padre.
Circa un anno fa il peritando avrebbe iniziato a frequentare IMPU 2 (_____), una ragazza che avrebbe conosciuto anni prima durante un ricovero presso la ___ di ______: i due avrebbero cominciato una relazione vera e propria a inizio 2015 e dopo poco tempo sarebbero andati a vivere insieme (a casa della ragazza).
Lei viene descritta come "un maschiaccio", con una passione per le armi e per gli orologi. Il peritando sarebbe stato da subito attratto da lei, ma inizialmente non avrebbe creduto di poter avere una relazione poiché immaginava fosse lesbica. Il peritando sarebbe rimasto particolarmente colpito dal passato di IMPU 2, la quale avrebbe subito abusi e violenze da parte di uomini. Lui sarebbe riuscito a toglierle la "corazza", avrebbe cercato di renderla più dolce e l'avrebbe trattata come nessun uomo aveva fatto prima.
Nell'ultimo anno il rapporto del peritando con il figlio sarebbe decisamente peggiorato: i due si vedrebbero raramente, poiché _______ non manifesterebbe mai il desiderio di incontrarlo. A detta del peritando, il ragazzo sarebbe stato nettamente influenzato in merito dalla madre, la quale penserebbe che il padre lo porti "sulla cattiva strada". Il peritando, a malincuore, avrebbe comunque accettato di vedere così poco _______ e non avrebbe insistito molto per far valere i propri diritti genitoriali.
Anamnesi patologica psichiatrica:
Fino al 1994 assenza di disturbi soggettivi per quanto concerne l'aspetto psichiatrico; dal 1994 il peritando avrebbe cominciato a sperimentare una sintomatologia riconducibile ad attacchi di panico (malessere, sudorazione, sensazione di svenire), soprattutto quando si sarebbe trovato in luoghi affollati oppure in automobile, in attesa al semaforo. Per diverso tempo non sarebbe stato più in grado di viaggiare in galleria, sia come conducente sia come passeggero.
Nel _______ si sarebbe recato negli _____ per turismo con la prima moglie: durante il viaggio d'andata si sarebbero manifestati i sintomi sopra descritti e il paziente avrebbe deciso di ritornare in _______ il giorno seguente poiché eccessivamente preoccupato e spaventato. Per diverso tempo il peritando non avrebbe pensato a una problematica di natura psichiatrica; il primo a spiegargli che soffriva di un disturbo psichico sarebbe stato il Dr. ________, generalista di ____________. In seguito il Dr. ______ (internista di ______) gli avrebbe prescritto Xanax (ansiolitico), che per diversi anni lo avrebbe aiutato molto e gli avrebbe permesso di godere di un discreto compenso sul piano dei sintomi ansiosi (gli attacchi di panico si sarebbero presentati meno frequentemente). Il Dr. _______ lo avrebbe seguito sul piano psichiatrico per qualche anno. Al disturbo d'ansia si sarebbe associata una sintomatologia di tipo depressivo, con idee di morte ricorrenti.
Il peritando sarebbe giunto all'attenzione specialistica psichiatrica solo nel 2003, quando sarebbe cominciata la presa a carico con la Dr.ssa ______, la quale lo segue tuttora (negli atti si parla anche di una presa a carico di qualche mese presso il Servizio _______ di ______, sempre nel 2003).
Il peritando è stato ricoverato nove volte in ambito psichiatrico; seguono brevi riassunti dei rapporti d'uscita:
Degenza dal 28.08.2003 al 29.08.2003 presso la Clinica ___________:
vengono poste le diagnosi di sindrome mista ansioso depressiva (F41.2) e disturbo di personalità misto (tratti antisociali e abbandonici) (F61.0). Il peritando avrebbe mostrato subito un atteggiamento di rifiuto verso l'ambiente della clinica, affermando di temere che il suo umore avrebbe potuto peggiorare. Dopo un giorno di degenza avrebbe chiesto le dimissioni.
Degenza dal 12.05.2004 al 18.05.2004 presso l'Ospedale ________________:
posta una diagnosi di agorafobia con sindrome da attacchi di panico (F 40.01). Durante la degenza sarebbe emersa una progressiva difficoltà del paziente nel rimanere in reparto a causa del peggioramento soggettivo della sintomatologia fobico-ansiosa che l'avrebbe portato a chiedere la dimissione.
Degenza dal 17.09.2007 al 21.09.2007 presso l'Ospedale ____________:
poste le diagnosi di ansia episodica parossistica (F41.0) con aspetti agorafobici e ansiosi generalizzati ed episodio depressivo di media gravità (F32.1). Dal secondo giorno di degenza il paziente avrebbe formulato la richiesta di rimanere in clinica solo pochi giorni, per ritornare a casa e sostenere la moglie, reduce da un intervento chirurgico. Il paziente avrebbe mostrato in quest'occasione buone capacità relazionali. Alla luce del miglioramento del tono affettivo, già osservato qualche giorno prima del ricovero, il paziente avrebbe confermato la sua volontà di essere dimesso dopo cinque giorni di ricovero.
Degenza dal 27.04.2009 al 02.05.2009 presso la Clinica _______: ricovero volontario che sarebbe stato chiesto dalla psichiatra curante per peggioramento della sintomatologia ansioso-depressiva reattiva a conflittualità coniugali e al recente ritiro della patente (eccesso di velocità).
Poste le diagnosi di disturbo di personalità non specificato (F60.9) e sindrome mista ansioso depressiva (F41.2). Trasferimento presso l'Ospedale ____________ in data 02.05.2009.
Degenza dal 02.05.2009 al 08.05.2009 presso l'Ospedale ____________:
poste le diagnosi di ansia episodica parossistica (F41.0) e sindrome depressiva ricorrente, episodio di media gravità (F33.1). Ben inserito nella vita di reparto, la qualità del sonno sarebbe migliorata e la tensione endopsichica sarebbe diminuita, anche questo ricovero sarebbe stato visto dal paziente come un intervento di crisi, di durata limitata.
Degenza dal 15.12.2010 al 23.12.2010 presso la Clinica _______: ricovero volontario che sarebbe stato chiesto dalla psichiatra per peggioramento del quadro depressivo con isolamento socio - relazionale e apatia. Dopo alcuni giorni di degenza il peritando avrebbe chiesto la dimissione, che sarebbe stata concordata per l'assenza di estremi per un obbligo di ricovero. Confermate le diagnosi poste in occasione del primo ricovero presso la ___.
Degenza dal 07.12.2011 al 14.12.2011 presso la Clinica _______: ricovero volontario su segnalazione della psichiatra per un peggioramento del quadro depressivo con attacchi di panico e quote d'ansia fluttuanti. Rivalutazione della terapia e stabilizzazione del quadro clinico. Confermate le diagnosi.
Degenza dal 15.12.2011 al 23.12.2011 presso la Clinica _______:
ricovero volontario per tensione endopsichica e ansia al domicilio a causa di tensioni relazionali in ambito familiare. Il peritando si sarebbe autodimesso al domicilio. Confermate le diagnosi.
Degenza dal 13.08.2015 al 21.08.2015 presso la Clinica _______: dopo essere stato ascoltato dalla Polizia in relazione ai fatti del 07.08.2015 il paziente avrebbe chiesto volontariamente il ricovero, che sarebbe stato organizzato dalla psichiatra curante. Il paziente avrebbe lamentato all'ingresso la presenza di sintomatologia ansiosa, non oggettivabile durante il ricovero. Non si sarebbero riscontrati elementi psicopatologici di rilievo durante il periodo di osservazione. In data 21.08.2015, dopo essere stato nuovamente interrogato dalla Polizia (a proposito dell'aggressione del 28.07.2015) il peritando sarebbe stato arrestato. Diagnosi di disturbo di personalità misto (F61.0).
Negli anni lo schema psicofarmacologico sarebbe rimasto sostanzialmente invariato. Come detto sopra, il peritando avrebbe sempre assunto Xanax come ansiolitico. In un secondo tempo avrebbe assunto Tofranil (antidepressivo), poi sospeso. A Xanax sarebbero stati successivamente affiancati Seropram (antidepressivo), Zyprexa (antipsicotico atipico) e Stilnox (ipnotico).
Lo schema terapeutico psicofarmacologico attuale (al 27.09.2015) sarebbe composto da questi quattro medicamenti.
Abitudini e anamnesi fisiologica:
Fumerebbe circa due pacchetti di sigarette al giorno da quando ha 14 anni.
Alcool: un quadro tendente all'abuso dai 18 ai 25 anni. Si sarebbe ubriacato spesso con gli amici e sarebbe stato fermato due volte dalla Polizia in stato d'impregnazione etilica: avrebbe trascorso nove giorni in carcere. Da allora non avrebbe mai più consumato alcool (negli atti il peritando ammette uno sporadico consumo di vodka).
Avrebbe consumato cocaina regolarmente dai 20 ai 25 anni, poi avrebbe smesso del tutto.
Da quando frequenta IMPU 2 avrebbe ricominciato con la cocaina, attualmente la utilizzerebbe una volta al mese (nel verbale di confronto del 02.10.2015 il peritando ammette tuttavia un consumo
maggiore, fino a 0,8 g ca ogni due giorni da febbraio / marzo).
Avrebbe inoltre consumato cannabis in passato (non regolarmente).
Il ritmo sonno veglia sarebbe ultimamente disturbato con difficoltà nell'induzione.
L'appetito sarebbe ultimamente scarso.
Nega allergie.
Anamnesi patologica somatica.
Lombalgia non meglio specificata.
Nefrolitiasi (2006).
Mononucleosi (1995).
Tonsillectomia (infanzia).”.
3. Quanto ai suoi precedenti penali, IMPU 1 è stato oggetto di un procedimento penale in _______ nel 2009, il quale ha portato alla sua condanna, con decreto d’accusa del 30 giugno 2009 del Ministero Pubblico del Cantone ______, alla pena pecuniaria di 10 aliquote giornaliere da CHF 50.00 cadauna, sospesa per un periodo di prova di 3 anni, per il reato di infrazione grave alle norme della circolazione (Estratto del casellario giudiziale, AI 6).
In sede dibattimentale l’imputato ha riferito che al momento dei fatti percepiva CHF 2'200.00 mensili dall’AI, oltre a CHF 1'100.00 ogni tre mesi dalla LPP, denaro che - a suo dire - gli sarebbe bastato per far fronte al suo fabbisogno mensile (VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale).
4. Relativamente al suo rapporto con gli stupefacenti, IMPU 1 ha riferito di avere consumato cocaina dai 20 ai 25 anni e di avere poi nuovamente assunto questa sostanza dal mese di gennaio 2015 fino al mese di luglio 2015, finanziando il consumo con le sue entrate mensili (VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale).
5. Interrogato in merito alle sue prospettive di vita, l’imputato, che in carcere ha dichiarato di lavorare percependo circa CHF 470.00 mensili occupandosi di “separare i metalli dalla plastica” (VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale), ha dichiarato:
" Sono consapevole di quello che ho fatto e quando uscirò sarò un’altra persona. Questo è l’insegnamento che ho tratto da questa vicenda e non ripeterò più fatti analoghi.”
(VI DIB 19.04.2016, p. 2, allegato 1 al verbale dibattimentale).
b) IMPU 2
6. IMPU 2 è nata il _________ a _________. Non potendo la madre biologica occuparsi di lei, alla nascita è stata affidata alla nonna, la quale l’ha lasciata in un orfanotrofio. All’età di 3 anni, l’imputata è stata adottata dai coniugi _____________ e portata in ______ (perizia psichiatrica della Dr.ssa _______, AI 176, p. 5).
Al PP IMPU 2 ha così riassunto la sua vita:
" Sono nata in _________. Poco dopo la nascita sono stata collocata in un orfanatrofio. All'età di 3 anni i miei genitori adottivi, i signori _______, sono venuti a prendermi e mi hanno portato a casa loro a _______. Preciso che i miei genitori avevano già adottato un'altra bambina di pochi mesi, che si chiama _______.
ADR che con _______ non sono mai andata d'accordo già da quando eravamo piccole.
Ho frequentato le scuole speciali di _________ e poi a ________. Con l'Ai sono poi riuscita a ottenere il diploma di _______. Non so a che età ho ottenuto il diploma. Comunque ero già maggiorenne. Non ho mai potuto lavorare, perché avevo troppi problemi. Fin dall'adolescenza sono stata in cura da psicologi e psichiatri. Sono in cura dal dr. ________ ormai da quattro anni. Sin da adolescente ho iniziato ad assumere dei medicamenti. Attualmente assumo degli antidepressivi e ansiolitici. Da quanto mi è stato spiegato ho questi problemi un po' per quello che ho passato dalla mia infanzia. Mi è stato raccontato che quando ero in _________ sono stata abusata. Mi è stato detto che ero stata toccata e che mi avevano fatto dei pizzicotti nelle parti intime. Questo quando mi trovavo in orfanatrofio. Ho poi avuto un'altra brutta esperienza quando avevo 13 anni, e questo a causa del mio ex ragazzo, di cui però non voglio parlare. Lui aveva 30 anni circa. Avevo fatto denuncia e la questione si è conclusa.
Un po' per tutto questo insieme di cose non sono mai riuscita a lavorare. Per altri problemi, oltre a questi, mi è stata anche riconosciuta una rendita Al al 100%.
ADR che dopo che ho vissuto con i miei genitori, da maggiorenne, ma non so esattamente quando, sono poi andata a vivere a _______, perché non volevo più vivere con i miei. Da qualche anno vivo da sola. Dapprima da sola. Da 4 o 5 mesi vivo con IMPU 1 a _______.
ADR che ho conosciuto IMPU 1 a ______ durante un ricovero. Non saprei dire in che anno. Non l'avevo più visto per tanto tempo. L'ho poi rincontrato a _______ circa un anno fa.
ADR che con i miei genitori non ho più rapporti, e non mi interessa averne.
ADR che vado solitamene dal dr. _________ circa ogni due settimane per un’ora. Attualmente ero ricoverata a ______, perché avevo fatto quella scemata con la pistola soft-air. Ci era stato consigliato dalla Polizia e avevo accettato, perché comunque non ristavo bene, e non sto bene tutt’ora, e volevo anche cambiare i medicamenti, cosa che è stata fatta in clinica.
ADR che oggi sono uscita dalla clinica, perché dovevo accompagnare IMPU 1 a prendere la macchina a _______, per portarla a ______, in quanto non era chiusa a chiave e avevo in auto tutti i miei orologi. Orologi che avrei poi dato in custodia agli infermieri a ______.
ADR che avevo cessato di prendere i medicamenti il giovedì e il venerdì dei fatti del soft-air, che sono avvenuti il 7 agosto. Non so neanch'io perché in quei giorni ho smesso di prendere il medicamento. Non l'ho mai fatto in precedenza. Sapeva che il medico che il medico voleva cambiarlo, e ho smesso di prenderli.”
(VI PP 21.08.2015, p. 2 e 3, AI 8).
Nel verbale del 1. settembre 2015, IMPU 2 ha riferito di essere stata vittima di abusi sessuali in _________, prima dei 3 anni, così come pure più tardi, da parte di tale _______:
" Voglio precisare che, non ricordo più quando, c’era stata una denuncia da parte mia per degli abusi sessuali. Non ricordo a quando risalgono i fatti. Ricordo però che l’autore era _______ e l’avevo denunciato dopo diversi anni dai fatti. Ho già denunciato questi fatti; ma poi avrei dovuto fare un confronto e un processo, ma il mio medico aveva detto che non ero in grado di sopportarlo per via della mia patologia e delle mie crisi di nervi.
(…) ho subito degli abusi in _________ prima dei 3 anni, e poi solo gli abusi da parte di _______.”
(VI PP 01.09.2015, p. 2, AI 58).
7. La vita della prevenuta è stata oggetto di puntuale disanima da parte della perita psichiatrica Dr.ssa ________ (AI 176, p. 5-10):
" Anamnesi familiare e personale
Gli elementi dell'anamnesi sono stati in parte raccolti durante i colloqui con la peritanda ed integrati in seguito con i dati degli atti e delle cartelle cliniche a causa della difficoltà della Sig. IMPU 2 a ricostruire precisamente la cronologia degli eventi.
La Sig. IMPU 2 nasce in _________, a _______, il __________, ma la data di nascita non è corroborata da un certificato ufficiale. La madre biologica non può occuparsi della bambina, la affida alla nonna che la lascia in seguito in orfanotrofio. All'età di tre anni, è adottata dai coniugi _______, sposati dal _______ e che non possono avertigli. I genitori adottivi cambiano il nome della bambina da _________ a IMPU 2. La famiglia ha già adottato un'altra bambina, _______, che all'epoca ha _______ anni e che oggi abita in un appartamento _______.
…omissis…
La Sig. IMPU 2 descrive oggi i suoi genitori come "buoni come il pane" e giusti.
Al suo arrivo in ______, la bambina è sottopeso (11 kg), con un manifesto ritardo di crescita e di sviluppo psicomotorio. Non parla, si rifugia sotto il tavolo, mostra chiari segni di paura, non cammina e non controlla gli sfinteri. Sarà seguita dal __________ di _________ (Dr.ssa _______, psicologa).
Frequenta per tre anni la scuola d'infanzia a _______, di cui uno come bambina rinviata dalla scolarità obbligatoria. La madre descrive comportamenti singolari della bambina come il terrore di entrare nella vasca da bagno o il fatto di tagliare i capelli alle bambole o di decapitarle.
Integrerà comunque la scuola elementare, ripetendo _______. In prima elementare è segnalata al Servizio di sostegno pedagogico per importanti difficoltà di apprendimento e sarà seguita da un docente di sostegno.
Nel _______, quando la Sig. IMPU 2 frequenta la quinta elementare, una proposta di integrazione in classe speciale ("i programmi erano più semplici, c'erano meno bambini da seguire") è accolta dai genitori solo in un secondo tempo. Il rapporto del Sig. _______ (servizio del sostegno pedagogico) descrive una bambina dispersiva, invadente, in difficoltà nel rispettare le regole del gruppo, poco rispettosa degli oggetti degli altri; con un ritardo grafico e difficoltà di comprensione delle consegne. La conclusione parla in favore di "un ritardo strutturale disarmonico all'interno dello stadio operatorio, presenti competenze linguistiche e lessico carenti. Presenza di un quadro di inibizione intellettuale. L'evoluzione è stata difficile per la presenza delle varie carenze subite dalla ragazza nella prima infanzia. Il quoziente intellettivo verbale, scala WISCV R è di 74".
Sempre a 13 anni, è molestata da un adulto conosciuto su un battello a _________ che le avrebbe scattato delle foto e filmata in video (questo episodio è raccontato dalla peritanda, ma i dettagli sono riportati dalla cartella clinica).
La peritanda otterrà la licenza elementare nel giugno _______ dopo _______ anni di scuola. Sulla base di questo risultato, l'Ispettorato delle scuole speciali, nel _______, propone ai genitori della peritanda l'inserzione in attività professionali di tipo protetto associate ad un inquadramento scolastico che riprenda e accompagni rispetto alle regole del mondo del lavoro.
Questa proposta è rifiutata dai genitori che preferiscono iscrivere la figlia ad un corso serale che prepara alla licenza della scuola media al fine che questa possa integrare successivamente un apprendistato come _______.
La madre decide quindi di iscriverla in una scuola privata serale (_____________) che le permetterà a _______ anni di ottenere la licenza media.
La peritanda proverà ad effettuare una formazione come _______ (4 mesi), poi _______, poi _______ senza che nessuno di questi apprendistati possa concretizzarsi in un vero e proprio sbocco professionale.
Nel _______, integra la Scuola ___________ nel laboratorio multifunzionale e il loro internato a _________. Il rapporto intermedio degli operatori descrive una giovane motivata, rispettosa e volenterosa, ma molto fragile ed influenzabile, con diversi sbalzi di umore, ancora alla ricerca della sua identità. Presenta delle buone capacità manuali una certa attitudine al disegno e un certo bisogno di muoversi. "Ha una grande sete di relazioni che però non sempre riesce a gestire al meglio". E' carente nella cura del corpo, nell'ordine in camera e nella gestione dei soldi. In seguito a quest'anno di orientamento professionale, nel _______ la Sig. IMPU 2 integra il progetto di formazione come _______ sempre affiancata e inquadrata dalla _________ (e in internato a _________).
Il rapporto del primo semestre del _______ mette in evidenza la necessità di accompagnare la giovane in alcuni settori della gestione della sua autonomia (igiene, e cure personali, gestione finanziaria, ordine e pianificazione). La fragilità psichica, sempre presente, vede nel contempo un incremento nella capacità di sopportare la solitudine, diminuire le crisi di pianto e gli atti di autolesionismo. I genitori le hanno messo a disposizione un appartamento a _______ in cui la peritanda si reca i fine settimana anche per passare del tempo con il suo compagno dell'epoca (__________).
Nel _______, i progressi della Sig. IMPU 2 sono discreti, ma rimangono evidenti le difficoltà nell'igiene, nell'organizzazione personale e nella fragilità del carattere, tutti fattori che influenzano la sua regolarità e il rendimento lavorativo.
Tra giugno ed agosto _______ affronta e riesce gli esami di _______, superandoli con la media del 4.9. La capacità di guadagno è valutata attorno al 50%. In questo stesso periodo vi è la nomina di un curatore per la gestione (Don _______) e il progetto per l'integrazione di un appartamento protetto gestito dalla Fondazione ________ che sembra il quadro più adatto per la peritanda a causa sempre delle difficoltà a gestire l'autonomia.
Nell'ottobre del _______, le viene riconosciuto un grado di invalidità del 50% a il mandato di aiuto al collocamento.
Nel gennaio del 2011, l'integrazione nel mercato libero del lavoro sembra ancora troppo difficile. La Sig. IMPU 2 integra in questo periodo la _______ di _______, ma l'instabilità emotiva e comportamentale richiederanno un grande inquadramento ed anche un ricovero ospedaliero (___ 26.02.2011-17.03.2011). Parallelamente la peritanda integra il laboratorio protetto ______ al _____, in cui gli operatori segnalano un buon rendimento ed integrazione. In questo stesso periodo, il Dr. _______ (psichiatra della _____________) sottolinea il desiderio della Sig. IMPU 2 di intraprendere un percorso di cambiamento dell'identità sessuale.
La proposta di integrare una struttura nel _______ non va in porto a causa delle riattualizzazione di traumi legati ad un'aggressione subita intorno ai 18 anni.
Dall'ottobre 2011 la rendita d'invalidità è passata al 100%.
Dal dicembre 2012 vive in un appartamento autonomo a _______.
Deciderà in seguito di non continuare un'attività professionale in ambito protetto sentendosi "umiliata" dal fatto di guadagnare 2 CHF al giorno e preferendo piuttosto rinunciare a lavorare.
Durante un ricovero a ______ conosce il Sig. IMPU 1 con cui stabilisce dapprima una relazione amicale e in seguito una relazione sentimentale che si concluderà nella convivenza iniziata nel febbraio 2015.
Durante il procedimento in corso, la Sig. IMPU 2 è identificata come vittima di abusi sessuali operati dal suo curatore, _______, probabilmente a partire dai suoi 13 anni. La peritanda riferisce di non aver mai voluto denunciare lo "zio", come lei lo chiama, per non causare uno scompiglio nella famiglia ed essere responsabile dell'allontanamento di una persona considerata come significativa dai suoi genitori.
Anamnesi sentimentale
La ricostruzione della vita sentimentale della Sig. IMPU 2 non è agevole perché la peritanda non è disponibile a discutere delle varie relazioni.
La peritanda si definisce attualmente come omosessuale, ma ha alternato nella sua vita delle relazioni sia etera che omosessuali.
Ha scoperto di essere omosessuale all'età di tre anni, alla scuola materna, quando preferiva "giocare al dottore" con le bambine più che con i bambini.
A 18 anni ha una relazione con _______, panettiera a __________, di cui è innamorata. Alla domanda del perito definisce questo stato emotivo come la volontà di "dividere un pezzo di pane con qualcuno". Questa persona è considerata "buona come il pane" e la relazione si terminerà dopo un anno o due.
A (19 ?) 21 anni conosce un ragazzo di 28 anni con cui inizia una relazione di due anni che porta ad una convivenza. Verrà interrotta bruscamente poiché si sentiva usata e maltrattata (cartella clinica, la peritanda preferisce non parlarne).
A 26 anni convive con _______, conosciuto in un bar a _______ (cartella Dr. _______) con cui passa molto tempo e con cui sembra avere una bella relazione. La relazione termina qualche mese dopo in seguito ad una lite.
Nel marzo del 2014 racconta al Dr. _______ di avere avuto molti rapporti con uomini a pagamento.
Nel settembre 2014 incontra a _______ una persona di 50 anni che aveva conosciuto a ______ (IMPU 1).
Nel gennaio 2015 parla di un'infatuazione per una commessa di un distributore.
Nel maggio 2015 parla al suo terapeuta di volersi sposare con IMPU 1, malgrado le reticenze dei genitori.
Anamnesi psichiatrica e tossicologica
La Sig. IMPU 2 è seguita dall'infanzia da varie strutture psicosociali, dapprima in relazione con l'inserimento scolastico e più tardi con i diversi problemi psichiatrici. Il certificato della Dr.ssa _______ menziona un primo contatto nel _______, quando la peritanda ha cinque anni. I genitori consultano per diverse questioni in relazione con l'adozione. La bambina infatti sembra avere difficoltà a scuola e a regolare la distanza e la relazione con gli altri non riuscendo sempre a comprenderne le intenzioni. La psicologa mette in relazione queste difficoltà con i primi anni di vita della bambina in orfanotrofio e con un vissuto di accudimento insicuro e insoddisfacente. Sarà seguita dalla Dr.ssa _______ fino alla fine della terza elementare e la ricontatterà in modo sporadico, quattro volte tra il _______ e il _______. Nel marzo del 2007 (20 anni), il supplente del medico di famiglia della peritanda (Dr. _______) la invia all'_______, Settore __________, per una presa in carico in seguito ad un episodio di molestie subite durante il carnevale da un conoscente ubriaco. Durante questi fatti, la peritanda permane immobile e bloccata, senza parole, con diversi tremori nel corpo. Questa crisi si complica nei giorni successivi con cefalee, palpitazioni, ansia, angoscia e secchezza delle fauci. L'ipotesi diagnostica è quella di una crisi dissociativa acuta.
La presa in carico è abbastanza regolare. Gli elementi clinici che si ripetono in modo ciclico sono il lavoro sull'identità sessuale, la stabilità emotiva e gli episodi di auto e etero aggressività, le "bugie". Nel dicembre 2008 rapporta di essere stata disturbata da un uomo di colore mentre si trovava in treno, e di essersi graffiata e battuta la testa contro il muro. Nel 2009, la Dr.ssa _______ scrive: "Sempre più mi convinco della natura borderline del suo disturbo".
Nel novembre 2010 riferisce alla terapeuta, Dr.ssa _______, del colloquio avuto in polizia. La peritanda parla dei flash-back rispetto ai fatti subiti 10 anni prima, ma il racconto è dotato di scarso coinvolgimento emotivo. La mimica è inespressiva.
Nel febbraio 2011 in concomitanza con il trasferimento alla __________, la presa in carico è interrotta.
Il primo ricovero alla _______ si svolge dal 26.02.2011 al 17.03.2011. Questo ricovero volontario su segnalazione del Dr. _______, si situa qualche giorno dopo l'integrazione della Sig. IMPU 2 alla __________, nel quadro di un'importante instabilità emotiva e rischio di agiti autolesivi (si strappa i capelli e si graffia). Nel corso della degenza, sono messe in evidenza le richieste di attenzione e di accudimento.
I test psicometrici hanno messo in evidenza la presenza di un ritardo mentale, che seppure di lieve entità, condiziona la capacità di mentalizzazione della peritanda, e da qui, la sua tendenza a comportamenti autolesivi che in ambiente protetto è stata in grado di contenere. La diagnosi alla dimissione è quella di "ritardo mentale lieve, significativa compromissione comportamentale che richiede attenzione e trattamento (F71.1 della ICD-10). Alla dimissione la Sig. IMPU 2 è indirizzata al ____ (Dr.ssa _______, psicologa) e al Dr. _______ (psichiatra). La terapia farmacologica alla dimissione è Lorazepam expidet 3mg/die (ansiolitico), Zolpidem (sonnifero) 10mg/die.
II secondo ricovero volontario, sempre su certificato del Dr. _______, si svolge tra il 28.11.2011 e il 04.05.2012. La settimana precedente il ricovero, la Sig. IMPU 2 si era recata a _________ per visitare una struttura abitativa che le avrebbe permesso di lasciare _________. Questa visita le avrebbe fatto venire in mente dei bruttissimi ricordi (abusi subiti da un ex-compagno), sarebbe uscita quindi con un'amica e avrebbe consumato importanti quantità di vodka. Al momento del ricovero presenta un'ideazione suicidale attiva. Si descrivono durante la degenza dei fenomeni dispercettivi sotto forma di allucinazioni visive a contenuto satanico che sembrano in relazione con gli aspetti ansiosi. Anche durante questo ricovero sono stati abbordati i temi inerenti all'identità sessuale, che sarebbero stati messi in secondo piano dalla paziente perché non congrui con la filosofia della __________ in cui risiede. La lunghezza della degenza è messa in relazione con la difficoltà di reinserimento della peritanda che effettuava frequenti congedi ma spesso con rimando negativo e col ripresentarsi dell'ansia e dei pensieri suicidali. La diagnosi alla dimissione è di episodio depressivo grave con sintomi psicotici congrui all'umore (F32.30), Ritardo mentale di media gravità, nessuna o minima compromissione comportamentale (F71.0) con tratti di personalità dipendenti, infantili e impulsivi. Alla dimissione la peritanda sarà seguita dal Dr. _______. Terapia all'uscita: Lorazepam expidet (ansiolitico)3mg/die; Paroxetina (antidepressivo) 40mg/die; Quetiapina (neurolettico) 600mg/die; Pantoprazolo (antiulceroso) 40 mg/die.
Dal 18 settembre 2012, su segnalazione del Dr. _______, è seguita in ambulatorio dal Dr. _______, che mette in evidenza momenti di profonda angoscia alternati a momenti di remissione. Il lavoro psicologico si centra sulla dismorfofobia che l'induce a voler programmare un intervento di riduzione del seno. La diffusione dell'identità sessuale è segnalata durante tutta la presa in carico.
Il terzo ricovero volontario alla _____ ha luogo dal 13.08.2015 fino al momento dell'arresto. Vi è accompagnata, insieme la suo convivente, dalla polizia cantonale su indicazione del procuratore pubblico. La mattina del ricovero, la Sig. IMPU 2 veniva trovata insieme al proprio compagno nell'area di _______, mentre utilizzavano armi giocattolo incuranti dei passanti. I due venivano imputati di infrazioni alla LArm, lesioni semplici e danneggiamento. Durante il ricovero sono stati svolti test psicometrici (di cui si discuterà in seguito). Non è stata messa in evidenza durante la degenza un'aggressività auto e etero diretta. Lo screening delle urine è positivo per varie sostanze psicotrope (benzodiazepine e cocaina). Alla dimissione la diagnosi è di Ritardo mentale di media gravità, nessuna o minima compromissione comportamentale (F71.0). La terapia psicofarmacologica include: Pantoprazolo (antiulceroso) 20mg/die, Paliperidone (neurolettico) 3 mg/die; Topiramato (antiepilettico e stabilizzatore dell'umore) 100mg/die; Paroxetina (antidepressivo) 60 mg/die.
Da un punto di vista tossicologico la peritanda riporta utilizzazione di cocaina (fino ad 1 grammo/die) in dosi crescenti da quando è iniziata la convivenza con il Sig. IMPU 1. Si ritrovano in cartella delle informazioni al riguardo di un consumo di alcool e di cannabis, ma nessuna diagnosi nel senso di una eventuale dipendenza. Al momento del ricovero di agosto 2015 risulta positiva all'analisi delle urine per benzodiazepine e cocaina. Dichiara di non aver consumato nessuna sostanza al momento dei fatti in oggetto.
Antecedenti somatici personali e familiari
La peritanda non riferisce antecedenti somatici o psichiatrici familiari ("sono la sola a soffrire di nervi").
Epatite C, probabilmente dall'infanzia.”.
In aula IMPU 2 ha riferito che al momento dei fatti percepiva uno spillatico di CHF 1'400.00 tramite il suo curatore (VI DIB 19.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Quanto al suo rapporto con le sostanze stupefacenti, ha riferito di avere iniziato a consumare cocaina circa un anno prima dei fatti del 27/28 luglio 2015, finanziando il consumo con il denaro ricevuto in cambio di prestazioni sessuali (VI DIB 19.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale).
Interrogata in merito alle sue prospettive di vita, l’imputata – che ha dichiarato di avere iniziato, in carcere, dei corsi di cucito, disegno, informatica, cucina e ginnastica e di avere ripreso i contatti con i suoi genitori (VI DIB 19.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale) – ha affermato:
" ho avuto una bella lezione e sarò un’altra persona”
(VI DIB 19.04.2016, p. 3, allegato 1 al verbale dibattimentale).
8. La prevenuta è sconosciuta al casellario giudiziale (AI 7).
III) La relazione tra IMPU 1 e IMPU 2
9. IMPU 1 e IMPU 2, conosciutisi nel 2011 in occasione di un ricovero presso _______, si sono ritrovati nel settembre del 2014 presso il Bar _______ di _______ ed hanno iniziato a frequentarsi, inizialmente come amici (perizia psichiatrica del Dr. _______, p. 8, AI 179; perizia psichiatrica della Dr.ssa _______, p. 8, AI 176).
IMPU 1 ha riferito di essere stato subito attratto da lei, ma inizialmente non avrebbe creduto di poter avere una relazione, poiché immaginava che fosse lesbica (perizia psichiatrica del Dr. _______, p. 8, AI 179).
Al PP l’imputato ha dichiarato:
" (…) ho rivisto IMPU 2 un anno fa circa. Lei si è presentata a me al Bar _______, chiamandomi per nome, lo all'inizio non l'avevo riconosciuta, ma poi parlando con lei ho capito che c'eravamo visti nel 2011 a ______ alla ____, dove entrambi eravamo ricoverati. Per diversi mesi abbiamo semplicemente bevuto qualcosa insieme al bar e ci siamo parlati come amici. In un primo tempo lei mi aveva detto che aveva altri gusti sessuali, che io rispettavo, ed è solo quattro mesi fa circa che mi ha dichiarato in realtà che ci teneva molto a me e che non osava farsi avanti prima per paura di subire un'ennesima delusione amorosa. Da quattro mesi quindi siamo assieme come coppia perché anche a me lei piace.”
(VI PP 21.08.2015, p. 2, AI 9).
IMPU 2, dal canto suo, ha riferito:
" (…) ci eravamo conosciuti già prima durante una degenza a ______. Durante quella degenza però eravamo rimasti solo amici. Dopo la degenza non ci eravamo mai più rivisti e neppure sentiti. Quando sono andata ad abitare a _______ ho poi rivisto IMPU 1 alla _______. Siamo rimasti per un periodo ancora amici e poi ci siamo messi assieme. Non siamo subito andati a vivere insieme.
(…) da subito quando ci siamo rivisti però abbiamo iniziato a trascorrere, anche da amici, tutto il nostro tempo assieme.”
(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 3, AI 126).
L’imputato ha confermato queste dichiarazioni della compagna, aggiungendo che:
" (…) passavamo 24 ore su 24 assieme. Preciso che io ho sempre rispettato le inclinazioni sessuali di IMPU 2 e quindi ci volevamo bene senza intimità.”
(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 3 e 4, AI 126).
10. Nel corso del mese di gennaio 2015, presso l’appartamento di IMPU 1 si è reso necessario l’intervento della Polizia a seguito di una discussione nata tra i coimputati e sfociata poi in vie di fatto reciproche (rapporto d’inchiesta 01.12.2015, p. 12, AI 210).
IMPU 2 ha così ricordato l’accaduto:
" Ricordo che avevo detto al IMPU 1 di prendere le pastiglie. Lui mi aveva risposto “anche se le prendo, che cazzo cambia”, poi aveva afferrato per il collo con una mano, stringendo. Io mi sono quindi messa a piangere, lui mi ha mollata e mi sono messa a correre le scale, dove ho perso l’equilibrio e sono ruzzolata giù dalle scale. (…)
Ricordo però che io avevo dato uno spintone a IMPU 1, ma non ricordo quando, se prima o dopo che mi mettesse le mani addosso. Posso però dire che avevo anche sbattuto la testa contro il pavimento quando IMPU 1 mi aveva preso per il collo.”
(VI PP 01.09.2015, p. 2 e 3, AI 58).
A confronto con IMPU 1, l’imputata ha descritto l’episodio come segue:
" (…) c’era stata una discussione con IMPU 1, una piccola aggressione nei miei confronti. IMPU 1 mi aveva tirato due sberle sulla schiena e mi aveva preso per il collo. Poi io sono caduta dalle scale e non ricordo più esattamente cosa è successo.
(…) è capitato che io in precedenza possa avere dato degli spintoni a IMPU 1.”
(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 7, AI 126).
Da parte sua, IMPU 1 ha riferito che:
" Effettivamente nel gennaio del 2015 durante una lite, per difendermi da lei che aveva iniziato a prendermi a calci e a pugni, l’ho spinta con due mani alla base del collo. Le ho dato solo una spinta e lei è caduta sul divano. Non è vero che è caduta per terra picchiando la testa contro il pavimento.
Successivamente IMPU 2 è uscita dall’appartamento ed è caduta dalle scale.
(…) il motivo della lite era legata al fatto che io volevo lasciare IMPU 2.
(…) volevo lasciarla nel senso che volevo tagliare i ponti.
(…) io volevo tagliare i ponti con lei perché mi ero innamorato. Lei invece mi diceva di essere lesbica. Io non stavo quindi bene ad avere solamente una rapporto di amicizia, visto che ero innamorato.”
(VI PP 04.09.2015, p. 10, AI 69).
A confronto con la coimputata IMPU 1 si è così espresso:
" (…) io quella volta l’ho premuta con le due mani sulla scapola, ma quando mi stava picchiando lei. MI aveva tirato dei calci e delle sberle.”
(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 7, AI 126).
11. Nel corso dei primi mesi del 2015 IMPU 1 e IMPU 2 hanno iniziato una vera e propria relazione e poco dopo sono andati a convivere nell’appartamento della donna (perizia psichiatrica del Dr. _______, p. 8, AI 179; perizia psichiatrica della Dr.ssa _______, p. 8, AI 176).
IMPU 2 ha dichiarato che:
" (…) dopo che ci siamo messi assieme abbiamo avuto sì dei momenti di alti e bassi come tutte le coppie, ma siamo rimasti sempre assieme.
(…) verso marzo 2015 IMPU 1 è venuto a vivere da me. Sono io che gli avevo chiesto di venire a vivere a casa mia.
(…) Andavamo d’accordo su tante cose, sulla musica, parlavamo tanto, di quello che succedeva in tele, sul nostro rapporto.”
(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 3, AI 126).
IMPU 1, da parte sua, ha riferito che:
" Non ci siamo subito fidanzati. Questo è successo solo nel mese di giugno 2015, quando le avevo chiesto di sposarmi. (…)
Parlavamo molto. Lei non ha mai ricevuto dagli ex compagni quello che le ho dato io. Per prima cosa le ho dato rispetto, l’ascoltarla molto, per il fatto che tutti e due abbiamo dei problemi a livello psichico, questo ci aiutava a compensarci, nel senso che io capivo quando stava male lei e io capivo quando stavo male io, e ci aiutavamo.”
(VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 4, AI 126).
Al perito psichiatrico l’imputato ha dichiarato di essere rimasto particolarmente colpito dal passato della compagna, la quale avrebbe subìto abusi e violenze da parte di uomini. Egli sarebbe riuscito a “toglierle la corrazza”, avrebbe “cercato di renderla più dolce” e l’avrebbe “trattata come nessuno uomo aveva mai fatto prima” (perizia psichiatrica del Dr. _______, p. 8, AI 179).
IMPU 1 ha peraltro spiegato di essersi particolarmente “attaccato” a IMPU 2 in ragione del fatto che il figlio si stava allontanando da lui (cfr. VI PP 05.11.2015, p. 5, AI 190; VI PP 21.08.2015, p. 9, AI 9).
IMPU 2, dal canto suo, ha confermato che negli ultimi 4 mesi di relazione con il coimputato si era tolta “la corrazza” (VI PP confronto IMPU 2/IMPU 1 02.10.2015, p. 4, AI 126).
IV) La vittima
12. ACPR 1, ______ al momento dei fatti, è nato il ________ a __________ e ha riferito di vivere da solo a _______ da almeno 10 anni.
Dal 1995 al 2005 avrebbe svolto l’attività di _______ presso il proprio domicilio, effettuando lavori per privati, nonché per una ditta della svizzera francese. Dal 2005 svolgerebbe lavori saltuari, commissionati da amici e parenti, sempre nell’ambito _______. Nel 2015 gli sarebbe stato commissionato un unico lavoro, non ancora concluso (VI PG 28.07.2015, p. 2, allegato al rapporto d’inchiesta 01.12.2015, AI 210).
A livello finanziario, ACPR 1 ha indicato di essere al beneficio della pensione anticipata, percependo CHF 1'591.00 mensili, di cui CHF 370.00 gli servirebbero per pagare il debito ipotecario della casa, ammontante a complessivi CHF 200'000.00. Non avrebbe altri debiti (VI PG 28.07.2015, p. 2, allegato al rapporto d’inchiesta 01.12.2015, AI 210).
V) Circostanze dell’arresto, inchiesta e atto d’accusa
13. Il 28 luglio 2015 ACPR 1 si è presentato in Polizia, raccontando di essere stato vittima di un’aggressione avvenuta alle ore 01:30/02:00 del medesimo giorno, sulla strada che porta da __________ a _______, mentre rincasava in sella al proprio ciclomotore dopo avere passato la serata in un bar di __________.
Giunto a poche centinaia di metri dall’entrata del paese, sarebbe improvvisamente stato aggredito e derubato di un orologio Rolex, nonché di una catenina d’oro. Gli aggressori, che la vittima indicava essere almeno due, l’avrebbero fatto cadere a terra per poi colpirlo con calci, pugni, bastoni e/o oggetti simili. Prima di abbandonarlo sulla strada, gli avrebbero quindi sottratto l’orologio che teneva al polso e una collana (rapporto d’inchiesta 01.12.2015, AI 210, p. 6).
14. ACPR 1 è stato soccorso da un’ambulanza della Croce Verde di _______ che, viste le ferite riportate, lo ha accompagnato al Pronto Soccorso dell’Ospedale _______ (rapporto d’inchiesta 01.12.2015, AI 210, p. 6).
Immediatamente intervenuta sul luogo dell’evento, una zona boschiva a pochi metri dall’abitato di _______, la Polizia Scientifica ha rinvenuto due guanti di materiale sintetico semi trasparenti, parzialmente rivoltati ed intrisi di sangue. Sul manto stradale è inoltre stato possibile ritrovare la visiera di un casco da motociclista, un’arma lunga soft air danneggiata, il bottone di una camicia ed un ciondolo, oggetti tutti impregnati di sangue.
Tra il centro della carreggiata e il bordo della strada, verso valle, era presente una grossa chiazza di sangue e sul parapetto, a bordo della strada, verso valle, sono state trovate abbondanti tracce ematiche dovute a gocciolamenti così come all’appoggio di mani (rapporto d’inchiesta 01.12.2015, AI 210, p. 6 e 7).
15. I primi accertamenti medici indicavano che la vittima aveva riportato un trauma cranico, fratture dei processi trasversi di destra di T9, T10 e T11, fratture costali della IX e X costa destra, frattura della parete anteriore del seno frontale, bordo e tetto dell’orbita a destra con emoseno frontale a destra, nonché ferite lacero contuse frontali (referto medico 29.07.2015 dell’Ospedale _______, allegato al VI PG ACPR 1 28.07.2015, allegato al rapporto di arresto provvisorio, AI 3).
Dall’interrogatorio della vittima, effettuato il 28 luglio 2015 presso l’Ospedale _______, è emerso che nelle settimane precedenti i fatti, sulla rete telefonica fissa del suo domicilio, egli aveva ricevuto ripetutamente delle chiamate in cui non appariva il numero del “chiamante”. In queste telefonate gli interlocutori, con diversi pretesti, gli avrebbero chiesto di raggiungerli presso l’_______ di _______. Ai fini dell’inchiesta, la vittima ha quindi richiesto presso la compagnia telefonica _________ i tabulati delle telefonate in entrata, ciò che ha permesso di accertare che le utenze utilizzate dagli sconosciuti per contattare la vittima erano intestate a _______ e IMPU 1, persona, quest’ultima, già nota alle autorità.
16. Il 13 agosto 2015, infatti, IMPU 1, unitamente alla compagna IMPU 2, era stato fermato dalla Polizia per avere ripetutamente sparato con un’arma soft air contro dei passanti a _______ e dintorni.
A seguito di questi fatti, entrambi si trovavano ricoverati volontariamente presso la Clinica ______.
Gli inquirenti hanno quindi proceduto ad un prelievo del DNA dei due imputati al fine di effettuare un confronto con le tracce biologiche rilevate sul luogo dei fatti a _______. Queste prime comparazioni hanno permesso di rilevare, all’interno dei guanti insanguinati, il DNA della vittima, così come il profilo appartenente a IMPU 2. Sull’impugnatura dell’arma soft air, inoltre, era presente sia il DNA della vittima, che quello di IMPU 2 e IMPU 1.
17. In data 21 agosto 2015, IMPU 2 e IMPU 1, presentatisi in Polizia a _______ per ritirare l’autovettura Renault Kangoo di proprietà di quest’ultimo, sono quindi stati interrogati.
Nel corso di queste prime audizioni, gli imputati hanno parzialmente ammesso le loro responsabilità, da cui il loro arresto.
18. In accoglimento delle istanze del PP (AI 19 e 20), con decisioni del 24 agosto 2015 il GPC ha ordinato la carcerazione preventiva di IMPU 1 e IMPU 2 fino al 21 ottobre 2015, ritenendo sussistere, oltre a gravi indizi di reato, concreti elementi indizianti il pericolo di collusione (AI 23 e 24).
Accogliendo le richieste degli imputati (AI 161, 163 e 166), il PP ha autorizzato IMPU 2 e IMPU 1 ad espiare anticipatamente la pena a far tempo dal 20 ottobre 2015 (AI 170 e 171).
19. L’inchiesta è sfociata nell’atto d’accusa 175/2015 del 22 dicembre 2015 per i titoli di tentato assassinio, rapina, usurpazione di funzioni, truffa, ripetuto danneggiamento, furto, ripetute vie di fatto e infrazione alla LF sulle armi e sulle munizioni, nonché, per IMPU 1, tentato favoreggiamento, ripetuta contravvenzione alla LF sulle armi, atti contro la pubblica incolumità e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, e per IMPU 2, ripetuta contravvenzione alla LF sulle armi, ripetuti atti contro la pubblica incolumità e contravvenzione alla LF sugli stupefacenti.
VI) Principi applicabili all’accertamento dei fatti
20. Giusta l’art. 139 cpv. 1 CPP, per l’accertamento della verità, il giudice – così come le altre autorità penali – si avvale di tutti i mezzi di prova leciti ed idonei secondo le conoscenze scientifiche e l’esperienza (Galliani/Marcellini, commentario CPP, n. 1 ad art. 139, p. 297).
Ai sensi dell’art. 10 cpv. 2 CPP il giudice valuta liberamente le prove secondo il convincimento che trae dall’intero incarto (Schmid, Praxiskommentar, n. 4 e 5 ad art. 10, p. 23; DTF 133 I 33; 117 Ia 401; STF 6B.936/2010 del 28 giugno 2011; 6B.10/2010 del 10 maggio 2010; 6B.1028/2009 del 23 aprile 2010). Il principio in dubio pro reo (art. 10 cpv. 3 CPP) è conseguenza della presunzione d’innocenza (art. 10 cpv. 1 CPP) garantita dagli art. 32 cpv. 1 della Costituzione federale, 6 n. 2 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e 14 cpv. 2 Patti Onu II. Esso trova applicazione sia nell’ambito della valutazione delle prove sia in quello della ripartizione dell’onere probatorio (DTF 120 Ia 31). Riferito alla valutazione delle prove, esso significa che il giudice non può dichiararsi convinto dell’esistenza di una fattispecie più sfavorevole all’imputato quando, secondo una valutazione oggettiva del materiale probatorio, sussistano dubbi che i fatti si siano svolti in quel modo (DTF 127 I 38 nonché STF 6B.203/2008 del 13 maggio 2008 e 1P.20/2002 del 19 aprile 2002). Il precetto non impone però che l’assunzione delle prove conduca a un assoluto convincimento. Semplici dubbi astratti e teorici non sono sufficienti, poiché sempre possibili. Il principio è disatteso quando il giudice penale, dopo un’analisi globale e oggettiva delle prove, avrebbe dovuto nutrire rilevanti e insopprimibili dubbi sulla colpevolezza dell’imputato (DTF 127 I 38; 124 IV 86; STF 6B.253/2009 del 26 ottobre 2009; 6B.579/2009 del 9 ottobre 2009; CARP 17.2012.2 del 6 giugno 2012).
In mancanza di prove dirette, un giudizio può fondarsi anche su prove indirette, cioè su indizi (STF 6P.218/2006 del 20 marzo 2007; 1P.333/2002 del 12 febbraio 2003; 1P.20/2002 del 19 aprile 2002). L’indizio per consolidata dottrina e giurisprudenza è una circostanza di fatto certa dalla quale si può trarre, dopo un processo di induzione condotto con un metodo rigorosamente logico e preciso sulla base di una loro valutazione d’insieme, una conclusione circa la sussistenza o non del fatto da provarsi (Hauser/Schweri/Hartmann, Schweizerisches Strafprozessrecht, Basilea 2005, §59, n. 12 a 15 e relativi richiami, p. 277; CARP 17.2014.103+122 dell’8 ottobre 2014 in re D.D.).
In assenza di prove tranquillanti e sicure, si può dunque emanare un giudizio di condanna soltanto se vi sono più indizi – cioè fatti certi – che, correlati logicamente nel loro insieme, consentano deduzioni precise e rigorose così da far concludere che l’esistenza dei fatti ritenuti nell’atto d’accusa non può essere ragionevolmente posta in dubbio (Hans Walder, Der Indizienbeweis im Strafprozess, in RPS 108 (1991) p. 309, citata in parte in STF 6P.72/2004 del 28 giugno 2004 ed in 6P.37.2003 del 7 maggio 2003; CARP 17.2011.55 del 26 ottobre 2011; 17.2011.1 del’8 aprile 2011; 17.2010.69 del’8 aprile 2011; CCRP 17.2009.59 del 9 giugno 2010).
VII) Imputazioni di tentato assassinio, rapina e usurpazione di funzioni (punti 1, 2 e 3 dell’atto d’accusa)
A) Dichiarazioni dibattimentali e predibattimentali
1) I primi contatti tra la vittima e gli imputati e il desiderio di vendetta
21. IMPU 2 ha riferito di aver conosciuto la vittima poco prima di rincontrare, presso il Bar _______ di _______, il coimputato IMPU 1 (VI PP confronto IMPU 2/IMP