Incarto n. 72.2014.115
Lugano, 8 settembre 2015 /md
Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise criminali
composta da:
giudice Mauro Ermani, Presidente
GI 1 6 GI 2 7
Veronica Lipari, vicecancelliera
sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella causa penale
Ministero pubblico
e in qualità di accusatore privato
ACPR 1 patrocinato da RAAP 1
contro
IM 1 e domiciliato a rappresentato da DUF 1 Paradiso
in carcerazione preventiva dal 24.04.2014 al 17.06.2014 (55 giorni)
imputato, a norma dell’atto d’accusa nr. 97/2014 del 25.09.2014 emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di
1. abuso di un impianto per l'elaborazione di dati, aggravato
siccome commesso per mestiere, data la disponibilità dell’accusato ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,
per avere,
a __________ ed in altre località,
nel periodo dal 9 novembre 2010 al 22 aprile 2014,
nella sua qualità di dipendente e già direttore della ACPR 1, __________
al fine di procacciarsi un indebito profitto,
servendosi in modo abusivo ed indebito di dati, rispettivamente di un analogo procedimento,
influito su un processo elettronico di trasmissione di dati, provocando per mezzo dei risultati erronei così ottenuti un trasferimento di attivi a danno di terzi,
e meglio per avere,
ripetutamente utilizzato, in almeno 156 occasioni, in modo abusivo l’elaboratore dati a sua disposizione presso la citata società, immettendo nel sistema e-banking in dotazione alla stessa degli ordini di trasferimento fondi non autorizzati a debito della relazione bancaria accesa presso __________ numero __________ (conto CHF; conto EUR; conto USD; conto GBP; conto CAD) intestati alla ACPR 1 ed ottenendo in tal modo l’accredito di complessivi CHF 390'698,04, di cui almeno CHF 375'561.04 su relazioni bancarie a lui intestate presso __________ (IBAN) importi da lui successivamente prelevati a contanti ed utilizzati a scopi personali e in ragione di CHF 15'137.00 da lui trasferiti su di un conto in __________ per il pagamento di sue spese personali effettuale con la carta di credito a lui intestata (carta di credito valida fino al 02.2015 );
2. falsità in documenti, ripetuta
per avere,
a __________ ed in altre località,
nel periodo dal 9 novembre 2010 al 22 aprile 2014,
al fine di procacciarsi un indebito profitto,
ripetutamente formato documenti falsi, alterato dei documenti veri, attestato in documenti, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica, nonché fatto uso, a scopo di inganno di tali documenti,
e meglio per avere,
in più occasioni,
al fine di mascherare le malversazioni di cui al punti 1 che precede,
creato, partendo da uno reale, dei fasulli giustificativi bancari (ovvero dei falsi avvisi di addebito in numero di almeno una cinquantina) su falsa carta __________ sui quali faceva figurare, contrariamente al vero, l’avvenuto pagamento di spese di pertinenza della ACPR 1 (quali ad esempio il pagamento di oneri sociali, il pagamento di spese telefoniche, ecc.), falsi avvisi di addebito da lui forniti al contabile per l’allestimento di quanto di pertinenza di quest’ultimo, il tutto per celare in caso di verifiche le malversazioni da lui commesse,
creato nel marzo 2014 un falso estratto conto di __________ cha dava atto di un inesistente relazione intestata a ACPR 1, facendovi figurare dei giroconto “Uebertrag”, simulando in tal modo che il denaro venisse trasferito via e-banking su un conto sempre in __________ del datore di lavoro, il tutto per celare, in caso di verifiche, le malversazioni da lui commesse;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: dagli art. art. 147 cpv. 2 CP, art. 251 cifra 1 CP,
Presenti: - la Procuratrice pubblica PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1;
- l’avv. RAAP 1, patrocinatore di fiducia dell’accusatore privato ACPR 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:40 alle ore 14:15.
Evase le seguenti
questioni: Verbale del dibattimento
Il Presidente comunica alle parti che intende scostarsi dall’apprezzamento giuridico dei fatti e meglio di voler esaminare la fattispecie di cui al pt. 1 dell’AA anche per quanto concerne il reato di appropriazione indebita, il quale viene dunque considerato in subordine al reato i cui all’art. 147 CP. Le parti ne prendono atto e non hanno obiezioni in merito.
Sentiti: § il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, la quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
I fatti sono ammessi, a mente della PP per la qualifica giuridica il caso di specie configura un abuso d’impianto ex. art. 147 CP e non un’appropriazione indebita. Ricorda il messaggio del CF in merito all’introduzione della lex specialis e ne legge un estratto. IM 1 ha utilizzato indebitamente l’accesso e-banking a sua disposizione. Si riferisce alla DTF 129 IV 315 (319). Per la commisurazione della pena, a mente della pubblica accusa bisogna considerare la reiterazione del reato ed il numero di occasioni, fino a malversare quasi fr. 400'000.-. Suter inoltre non è incensurato, egli ha già abusato della fiducia di un suo precedente datore di lavoro e nel 2006 era già stato condannato per appropriazione indebita. Pesa inoltre il concorso di reati. La PP ha seri dubbi in merito all’esistenza di un rapporto di lavoro fra l’imputato e la __________. Non ritenendo data la prognosi, chiede una pena detentiva di due anni e sei mesi di cui sei mesi da espiare. Chiede infine la confisca di tutto quanto in sequestro;
§ l’avv. RAAP 1, rappresentante dell’accusatore privato ACPR 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
Si associa alle richieste della PP. Per la qualifica del reato lascia il compito alla Corte, ma segue la tesi della PP. Per la pena, rimarca come il futuro dell’imputato sia incerto. A mente del patrocinatore, l’imputato dovrebbe stare alla larga dagli ambienti finanziari. Chiede la condanna al massimo possibile, e che venga condannato a risarcire alla sua rappresentata l’importo di fr. 390'698.04, più le spese legali di fr. 3'792.95;
§ l’avv. DUF 1, difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:
i fatti sono ammessi. Anche a mente del difensore il reato indicato nell’atto d’accusa di abuso di un impianto è corretto. Per quanto concerne la commisurazione della pena, lo scopo della pena è prevalentemente quello di risocializzare il condannato. Una pena da scontare nel caso di specie sarebbe dannosa per la vita di IM 1. Egli ha collaborato fin dall’inizio e ha contribuito attivamente all’inchiesta. Ha già scontato due mesi di carcere al Farera. Appena uscito ha lavorato duro, finché ha trovato anche un posto di lavoro fisso che può svolgere da casa. Vivendo a __________ e pagando un affitto modesto, gli è possibile sopravvivere. Si prende cura del figlio nato nel. Malgrado le difficoltà economiche, per poter far fronte alle spese quotidiane ha modificato il suo tenore di vita. Una pena privativa di libertà potrebbe avere un effetto devastante, anche per il figlio. Ritiene che la pena non debba superare i 22 mesi ed essere sospesa condizionalmente. Non si oppone alla sospensione condizionale per un periodo di 5 anni. Chiede di astenersi da pronunciare pene pecuniarie. Le pretese dell’accusatore privato sono totalmente riconosciute.
Preso atto che le parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;
visti gli art. 12, 40, 42, 44, 47, 49, 51, 69, 70, 138, 147, 251 CP;
82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle spese;
dichiara e pronuncia:
IM 1
1. è autore colpevole di:
1.1. appropriazione indebita
per essersi,
a __________ ed in altre località,
nel periodo dal 9 novembre 2010 al 22 aprile 2014,
nella sua qualità di dipendente della ACPR 1, __________, al fine di procacciarsi un indebito profitto, appropriato di valori patrimoniali affidatigli,
e meglio per essersi,
immettendo nel sistema e-banking a sua disposizione presso la citata società, 156 ordini di trasferimento di fondi non autorizzati a debito della relazione bancaria accesa presso __________ numero intestata alla ACPR 1, e a favore di relazioni bancarie a lui intestate, in particolare presso la __________, appropriato di complessivi CHF 390'698.04, importo da lui successivamente prelevato ed utilizzato per scopi personali;
1.2. falsità in documenti ripetuta
per avere,
a __________ ed in altre località, nel periodo dal 9 novembre 2010 al 22 aprile 2014, al fine di procacciarsi un indebito profitto,
ripetutamente formato documenti falsi, alterato dei documenti veri, attestato in documenti, contrariamente alla verità, un fatto di importanza giuridica, nonché fatto uso, a scopo di inganno di tali documenti,
e meglio per avere,
in più occasioni, al fine di mascherare le malversazioni di cui al punti 1 che precede, creato, partendo da uno reale, dei fasulli giustificativi bancari (ovvero dei falsi avvisi di addebito in numero di almeno una cinquantina) su falsa carta __________ sui quali faceva figurare, contrariamente al vero, l’avvenuto pagamento di spese di pertinenza della ACPR 1 (quali ad esempio il pagamento di oneri sociali, il pagamento di spese telefoniche, ecc.), falsi avvisi di addebito da lui forniti al contabile per l’allestimento di quanto di pertinenza di quest’ultimo, il tutto per celare in caso di verifiche le malversazioni da lui commesse,
creato nel marzo 2014 un falso estratto conto di __________ cha dava atto di un inesistente relazione intestata a ACPR 1, facendovi figurare dei giroconto “Uebertrag”, simulando in tal modo che il denaro venisse trasferito via e-banking su un conto sempre in __________ del datore di lavoro, il tutto per celare, in caso di verifiche, le malversazioni da lui commesse;
e meglio come descritto nell’atto d’accusa.
2. IM 1 è prosciolto dall’imputazione di abuso di un impianto per l’elaborazione di dati, aggravato.
3. Di conseguenza,
trattandosi di pena aggiuntiva a quelle di cui alla sentenza del 16.12.2009 della Pretura penale di Bellinzona e alla sentenza 03.12.2010 del Presidente del circolo di Roveredo,
IM 1 è condannato
alla pena detentiva di 17 (diciassette) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto.
4. L’esecuzione della pena detentiva è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 5 (cinque).
5. IM 1 è inoltre condannato a versare all’accusatore privato ACPR 1 fr. 390’698.05 a titolo di risarcimento danni e fr. 3'798.95 a titolo di risarcimento per spese legali.
6. Deduzion fatta della tassa di giustizia e delle spese procedurali, è ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro.
7. La tassa di giustizia di fr. 1'000.- e le spese procedurali sono a carico del condannato.
8. Le spese per la difesa d’ufficio sono sostenute dallo Stato.
8.1. La nota professionale dell’avv. DUF 1 è approvata per:
onorario fr. 12’045.00
spese fr. 620.80
totale fr. 12’665.80
8.2. Il condannato è tenuto a rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 12’665.80 non appena le sue condizioni economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).
Intimazione a: -
)
Comunicazione a: -
Per la Corte delle assise criminali
Il Presidente La vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 1'000.--
Inchiesta preliminare fr. 300.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 146.10
fr. 1'446.10
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