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Ticino Tribunale penale cantonale 16.04.2010 72.2008.167

16 aprile 2010·Italiano·Ticino·Tribunale penale cantonale·HTML·13,242 parole·~1h 6min·3

Riassunto

Coazioni intese a far mangiare i bambini da parte di titolare di asilo nido

Testo integrale

Incarto n. 72.2008.167

Lugano, 16 aprile 2010/md

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

Il presidente della Corte delle assise correzionali

di Lugano

Presidente:

giudice Marco Villa

Segretaria:

Orsetta Bernasconi, vicecancelliera

Sedente nell’aula penale di questo palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’accusata, con l’annuenza del difensore e del procuratore pubblico, rinunciato,

per giudicare

AC 1    

detenuta dal 5 aprile 2005 al 24 giugno 2005;

prevenuta colpevole di:

                                   1.   Ripetuta violazione del dovere di assistenza o educazione

per avere,

dal 1999 al 5 aprile 2005, e meglio

nella sede di __________, dal 1999 sino all’ottobre 2004, e

a __________, dall’ottobre 2004 sino al 5 aprile 2005,

nella sua qualità di titolare dell’asilo nido __________,

ripetutamente violato e trascurato il suo dovere di assistenza ed educazione nei confronti dei suoi piccoli “ospiti”, di età variante tra pochi mesi e 5 anni,

sottoponendoli, mediante azioni ed omissioni, sia direttamente che come spettatori, a maltrattamenti di varia natura ed intensità, quali maltrattamenti fisici, abuso emozionale e trascuratezza, provocando loro sofferenze di varia intensità,

esponendoli in tal modo a pericolo dello sviluppo fisico e soprattutto psichico, in virtù della loro tenera età, in particolare come illustrato nella perizia giudiziaria della PE 1 del 15 novembre 2007;

tutto ciò in violazione dei requisiti minimi per un asilo nido sanciti dagli art. 27b ad art. 27l del Regolamento cantonale concernente le condizioni per l’affidamento dei minorenni a famiglie ed istituti e la concessione di sussidi agli istituti riconosciuti dallo Stato, entrato in vigore il 1° luglio 2000; nonché in violazione di quanto richiesto dall’art. 15 dell’Ordinanza federale sull’accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione del 19 ottobre 1977;

ed è stato possibile, per un periodo così lungo, avendo ella profittato del fatto che anche i bambini più grandi non hanno riferito ai genitori quanto subito e visto e che taluni genitori, anche perché espressamente fuorviati, hanno ritenuto che i piccoli segni riscontrati sui loro figli rientrassero nelle ordinarie esperienze dell’infanzia, nonché avendo l’accusata intimorito e soggiogato le proprie dipendenti;

in particolare i maltrattamenti subiti dalle 66 piccole vittime identificate, e di seguito elencate, possono essere così riassunti:

                               1.1.   Percosse di varia natura ed intensità (schiaffi, strattonamenti, scuotimenti, sculacciate, tirate di capelli e altro)

l’accusata ha percosso molti bambini, regolarmente, per ogni ragione da lei ritenuta plausibile: resistenze al cibo, peraltro spesso ripugnante; opposizioni al riposo pomeridiano; opposizioni e resistenze varie, urla ecc.;

a taluni bambini che piangevano l’accusata metteva la mano davanti alla bocca allo scopo, vano, anche a fronte della sofferenza arrecata da questa azione, di farli smettere; con ciò l’accusata rendeva loro più difficile la respirazione, giungendo addirittura, in alcuni casi, a chiuder loro anche il naso, quasi completamente, per circa 30/40 secondi;

a taluni bambini, attorno all’anno di età, che non volevano o non riuscivano a dormire, l’accusata schiacciava loro la faccia, di lato, sul cuscino;

Vittime identificate:

                                   1.   PL 1, nata il 20.4.2001 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2004 ed il gennaio 2005;

                                   2.   PC 3, nata il 17.7.2003 ed ha frequentato il __________ tra l’ottobre 2003 e l’aprile 2005;

                                   3.   PC 4, nato il 29.11.1997 ed ha frequentato il __________ tra la fine 2001 e l’inizio 2003;

                                   4.   PL 3, nato il 13.6. 1999, ed ha frequentato il __________ tra il giugno 2000 e l’ottobre 2004;

                                   5.   PL 35, nato 20.5.2000 ed ha frequentato il __________ tra l’estate 2001 e l’estate 2003;

                                   6.   PL 5, nata l’11.11.1999 ed ha frequentato il __________ tra l’aprile 2000 e l’agosto 2003;

                                   7.   PL 36, nato il 13.1.2004 ed ha frequentato il __________ tra l’agosto 2004 e l’aprile 2005;

                                   8.   PC 5, nato il 9.9.2002 ed ha frequentato il __________ tra l’estate 2004 e l’aprile 2005;

                                   9.   PL 13, nata il 20.3.2002 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2003 e la metà di giugno 2004;

                                10.   PC 7, nata l’8.3.1999 ed ha frequentato il __________ tra il 1999 ed il maggio 2002;

                                11.   PL 39, nata il 13.2.1997 ed ha frequentato il __________ tra il 2001 ed il settembre 2002;

                                12.   PL 15, nato il 13.9.2002 ed ha frequentato il __________ tra il gennaio 2004 ed il marzo 2005;

                                13.   PL 16 detto N__________, nato il 6.12.1999 ed ha frequentato il __________ tra il marzo 2000 ed il 2003;

                                14.   PC 8, nato il 28.10.2000 ed ha frequentato il __________ tra la primavera 2003 ed il settembre 2003;

                                15.   PC 33, nato il 11.3.2002 ed ha frequentato il __________ tra la fine 2003 e l’autunno 2004;

                                16.   PC 32, nato il 11.3.2002 ed ha frequentato il __________ tra la fine 2003 e l’autunno 2004;

                                17.   PC 9, nato il 27.4.1999 ed ha frequentato il __________ tra il 1999 ed il settembre 2003;

                                18.   PC 10, nata il 20.02.2002 ed ha frequentato il __________ tra il febbraio 2003 ed il giugno 2004;

                                19.   PC 11 nata il 16 gennaio 2004 ed ha frequentato il __________ tra il luglio e l’ottobre 2004;

                                20.   PC 27, nato il 18.11.2001 ed ha frequentato il __________ tra il gennaio 2003 e il novembre 2003;

                                21.   PL 22, nata il 9.7.2000 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2002 ed l’agosto 2004;

                                22.   PC 12, nato il 26.01.2000 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2000 e l’inizio 2005;

                                23.   __________, nato l’8.9.1999 ed ha frequentato il __________ tra l’ottobre 2000 e l’estate 2002;

                                24.   PL 23, nata il 29.2.2000 ed ha frequentato il __________ tra il 2002 ed il 2003;

                                25.   PL 40, nato il 29.1.2002 ed ha frequentato il __________ tra il febbraio e l’ottobre 2004;

                                26.   PC 30, nato il 13.3.2001 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2001 e l’inizio 2005;

                                27.   PC 16, nata il 28.8.1999 ed ha frequentato il __________ tra l’inizio 2000 ed il marzo 2004;

                                28.   PL 33, nato il 14.11.2001 ed ha frequentato il __________ tra il novembre 2002 e il gennaio 2003;

                                29.   PL 25, nato l’8.10.1999 ed ha frequentato il __________ tra il febbraio 2000 ed il 2003;

                                30.   PL 26, che ha frequentato il __________ da una data non determinata sino al 2003;

                                31.   PL 28 nato l’1.2.2001 ed ha frequentato il __________ tra il marzo 2003 e l’agosto 2003;

                                32.   PC 17, nata il 28.2.2000 ed ha frequentato il __________ tra il febbraio 2001 ed il 2002;

                                33.   PC 19, nato il 16.4.2002 ed ha frequentato il __________ tra il novembre 2003 ed il luglio 2004;

                                34.   PC 34, nata il 5.8.2000 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2001 ed il giugno 2003;

                                35.   PC 20, nato il 21.2.2002 ed ha frequentato il __________ tra l’ottobre 2003 ed il marzo 2005;

                                36.   PL 30, nata il 27.6.1999 ed ha frequentato il __________ nel 2003;

                               1.2.   Costrizioni e ingozzamenti nel mangiare (cfr. art. 27i cpv.2 Regolamento del 2000)

l’accusata imponeva la somministrazione di cibo spesso dall’aspetto ripugnante e disgustoso, dal puzzo acido come costatato anche dal Laboratorio Cantonale;

i piccoli “ospiti”, anche per questo, si opponevano ad essere nutriti; l’accusata allora impiegava la forza;

ciò avveniva segnatamente mediante l’apertura forzata delle mandibole, la chiusura del naso, schiaffi qe urla, talvolta anche da molto vicino, oppure teneva loro le mani; talvolta teneva loro ferma la testa, tenendoli per i capelli;

i bimbi forzati a mangiare talvolta sputavano il cibo ingerito, talvolta lo vomitavano subito; altre volte lo vomitavano successivamente, anche a causa del pianto dovuto al maltrattamento subito;

Vittime identificate:

                                   1.   PC 1, nato il 14.3.2002 ed ha frequentato il __________ tra l’agosto 2002 ed il gennaio 2003;

                                   2.   PL 1;

                                   3.   PC 24, nata il 26.12.2002 ed ha frequentato il __________ tra l’ottobre 2004 ed il marzo 2005;

                                   4.   PL 2, nata il 10.4.2000 ed ha frequentato il __________ tra il febbraio ed il giugno 2003;

                                   5.   PL 35;

                                   6.   PL 5;

                                   7.   PL 6, nato il 4.12.2000 ed ha frequentato il __________ tra il gennaio 2001 ed il dicembre 2003;

                                   8.   PL 37, nato l’1.6.2000 ed ha frequentato il __________ tra il 2000 ed il 2002;

                                   9.   PL 10, nato il 19.6.2003 ed ha frequentato il __________ tra l’ ottobre 2004 ed il marzo 2005;

                                10.   PC 25, nata il 16.11.2001 ed ha frequentato il __________ tra fine settembre 2002 e febbraio 2003;

                                11.   PC 6, nata il 27.1.2000 ed ha frequentato il __________ tra il luglio 2001 ed il marzo 2003;

                                12.   PL 11, nato il 14.12.1999 ed ha frequentato il __________ nel novembre 2004;

                                13.   PL 12, 14.12. 1999 ed ha frequentato il __________ tra l’aprile ed il dicembre 2002;

                                14.   PL 13;

                                15.   PC 7;

                                16.   PL 39;

                                17.   PL 16 detto N__________;

                                18.   PC 33;

                                19.   PC 32;

                                20.   PL 18, nato il 5.10.1999 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2001 ed il giugno 2004;

                                21.   PL 19, nato il 25.3.2002 ed ha frequentato il __________ tra il febbraio 2003 ed il febbraio 2004;

                                22.   __________;

                                23.   PL 20, nata il 3.2.2003 ed ha frequentato il __________ tra l’agosto 2003 ed il giugno 2004;

                                24.   PC 11;

                                25.   PL 22;

                                26.   PL 34, nata il 6.7.2003 ed ha frequentato il __________ tra il gennaio e l’ottobre 2004;

                                27.   PC 29, nata il 20.6.2002 ed ha frequentato il __________ tra l’aprile 2003 ed il febbraio 2005;

                                28.   PC 14;

                                29.   PC 15, nata il 25.4.2003 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2003 ed il febbraio 2005;

                                30.   PL 23;

                                31.   PC 16;

                                32.   PL 38, nata il 26.3.2002 ed ha frequentato il __________ tra il dicembre 2002 ed il marzo 2004;

                                33.   PL 25;

                                34.   PL 26;

                                35.   PL 41, nata il 4.2.2003 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2004 ed il febbraio 2005;

                                36.   PC 17, nata il 28.2.2000 ed ha frequentato il __________ tra il 2001 ed il 2002;

                                37.   PC 18;

                                38.   PC 20;

                               1.3.   Isolamento dei bambini abbandonati al pianto ed alle urla, fino allo sfinimento;

i bambini che piangevano molto, o si ribellavano ai maltrattamenti da parte dell’accusata, o ancora non volevano dormire, venivano da lei messi in una camera, da soli a piangere, a lungo, per durate variabili, talvolta sino allo sfinimento;

alle dipendenti l’accusata vietava di intervenire per tranquillizzare i bambini;

Vittime identificate:

                                   1.   PC 23, nato il 14.2. 2003 ed ha frequentato il __________ tra il dicembre 2003 ed il giugno 2004;

                                   2.   PL 4, nata il 9.9.2002 ed ha frequentato il __________ tra il marzo ed il settembre 2004;

                                   3.   PL 3;

                                   4.   PL 5;

                                   5.   PL 36;

                                   6.   PL 8, nato il 2.2.2001 ed ha frequentato il __________ tra il dicembre 2002 ed il giugno 2003;

                                   7.   PL 10;

                                   8.   PC 5;

                                   9.   PC 25;

                                10.   PL 39;

                                11.   PL 15;

                                12.   PL 16 detto N__________;

                                13.   PC 8;

                                14.   PL 17, nata il 5.8.2003 ed ha frequentato il __________ tra l’aprile e l’agosto 2004;

                                15.   PC 9;

                                16.   PC 10;

                                17.   PL 20;

                                18.   PC 11;

                                19.   PL 21, nato il 30.12.2003 ed ha frequentato il __________ da luglio fino ad ottobre 2004;

                                20.   PC 28, nato il 27.12.2002 ed ha frequentato il __________ dall’autunno 2004 sino al marzo 2005;

                                21.   PL 23;

                                22.   PL 40;

                                23.   PC 31, nato il 28.3.2002 ed ha frequentato il __________ dal settembre 2002 al marzo 2005;

                                24.   PC 16;

                                25.   PL 33;

                                26.   PL 38;

                                27.   PL 27, nato il 11.4.2002 ed ha frequentato il __________ tra il maggio 2003 ed il marzo 2005;

                                28.   PL 28;

                                29.   PL 41;

                                30.   PC 17;

                                31.   PC 19;

                                32.   PL 29, nato il 16.2.2001 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2001 ed il maggio 2002;

                                33.   PC 20;

                               1.4.   Costrizioni

durante il riposo pomeridiano l’accusata legava strettamente al letto, mediante le bretelle da passeggio o altre cinghie, quei bambini che non volevano o non riuscivano a dormire e che uscivano dagli appositi sacchi legati ai lettini;

a volte l’accusata legava la sdraietta, il girello o il seggiolone, in cui stavano alcuni bambini allo scivolo per impedire loro qualsiasi movimento;

Vittime identificate:

                                   1.   PL 37;

                                   2.   PL 12;

                                   3.   PL 13;

                                   4.   PL 14, nato il 25.1.2000 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2002 ed il giugno 2003;

                                   5.   PL 21;

                                   6.   PL 40;

                                   7.   PC 31;

                                   8.   PC 34;

                                   9.   PL 29;

                               1.5.   Rimproveri, urla ed ingiurie di varia intensità;

l’accusata urlava sovente con i bambini, intimorendoli;

taluni bimbi venivano ingiuriati o derisi, segnatamente per handicap o per difficoltà linguistiche, o ancora perché non erano puliti;

Vittime identificate:

                                   1.   PC 3:

                                   2.   PL 8;

                                   3.   PC 5;

                                   4.   __________;

                                   5.   PL 16;

                                   6.   PL 22;

                                   7.   PL 33;

                                   8.   PC 17;

                                   9.   PL 30;

                               1.6.   Docce fredde

l’accusata metteva bambini sotto l’acqua fredda corrente, in un lavabo, con l’intenzione di far loro scendere la febbre, provocando loro sofferenza;

Vittima identificata:

PC 5;

                               1.7.   Abuso emozionale (in quanto non compreso nei casi precedenti)

al __________ l’accusata, creando un clima inospitale e sgradevole, faceva mancare ai piccoli “ospiti” la necessaria tranquillità psicologica, il necessario sentimento di sicurezza; inoltre i bimbi si sentivano costantemente minacciati, umiliati e terrorizzati, da maltrattamenti fisici, urla e trascuratezza che subivano direttamente o a cui assistevano;

Vittime identificate:

                                   1.   PL 1;

                                   2.   PC 3;

                                   3.   PL 4;

                                   4.   RA 19;

                                   5.   PC 5;

                                   6.   PL 39;

                                   7.   PL 21;

                                   8.   PL 22;

                                   9.   PC 28;

                                10.   PC 14;

                                11.   PL 23;

                                12.   PL 40;

                                13.   PC 16;

                                14.   PL 33;

                                15.   PL 28;

                                16.   PC 17;

                               1.8.   Trascuratezza (in quanto non compresa nei casi precedenti)

l’accusata trascurava pesantemente il benessere dei bimbi, nelle loro necessità sanitarie, alimentari ed igieniche, segnatamente:

- non prestando attenzione a problemi di salute, a particolarità dell’alimentazione o ad allergie alimentari segnalate dai rispettivi genitori;

- non insistendo nella giusta maniera con bambini che avevano difficoltà a mangiare;

- non impedendo che si facessero male giocando;

- non cambiando con la dovuta frequenza bambini che si sporcavano,

il tutto anche perché il personale presente era insufficiente (vedi p.to 1.8.2);

Vittime identificate:

                                   1.   PC 2, nata il 12.1.2001 ed ha frequentato il __________ tra l’agosto 2002 ed gennaio 2003;

                                   2.   PC 24;

                                   3.   PL 2;

                                   4.   PL 7, nato il 20.4.2002 ed ha frequentato il __________ tra il gennaio 2003 ed il 31 marzo 2005;

                                   5.   PC 7;

                                   6.   PL 15;

                                   7.   PL 16;

                                   8.   PC 33;

                                   9.   PC 32;

                                10.   PL 17;

                                11.   PC 9;

                                12.   PC 29;

                                13.   PC 13, nato il 27.10.2001 ed ha frequentato il __________ tra febbraio 2002 e l’ottobre 2004; 

                                14.   PL 24, nato il 31.7.2001 ed ha frequentato il __________ tra il settembre 2002 e l’agosto 2004;

                                15.   PC 19;

                                16.   PC 34;

                                17.   PC 20;

                                18.   PC 21, nata il 15.10.1997 ed ha frequentato il __________ tra l’agosto 1999 ed il novembre 2002;

                                19.   PC 22, nato il 18.6.1994 ed ha frequentato il __________ tra il 2000 ed il 2002;

                            1.8.1.   Il cibo era cattivo, avariato e poco nutriente (cfr. art. 27d lett. b e d del Regolamento cantonale concernente le condizioni per l’affidamento dei minorenni a famiglie ed istituti in vigore dal 1° luglio 2000 nonché art. 3 lett. c del Regolamento cantonale concernente la concessione di sussidi per le spese di esercizio ai nidi di infanzia del 5 ottobre 2004)

                                     -   ai piccoli “ospiti” l’accusata dava di regola come pranzo un passato di verdura mescolato con altri cibi anche non freschi, preparato in grandi quantità e tenuto per lungo tempo in frigorifero, congelato e scongelato più volte; questa pratica è stata ritenuta inappropriata dal Laboratorio cantonale; questo miscuglio aveva spesso un aspetto ripugnante e disgustoso dal puzzo acido;

                                     -   ai bambini veniva propinato cibo che non variava giornalmente, né venivano differenziati pasti rispetto alle diverse fasce di età dei bambini, ad eccezione dei lattanti;

                                     -   i piccoli venivano imboccati con lo stesso cucchiaino, con il rischio di contagio di infezioni o altro;

                                     -   nel congelatore sono inoltre stati rinvenuti, in data 5 aprile 2005, cibi la cui data di scadenza risultava superata da anni, ad esempio budini, con data di scadenza dell’agosto 2001 e “sofficini” con data di scadenza gennaio 1999; talvolta l’accusata asportava addirittura la data di scadenza da confezioni di cibo;

                                     -   in aggiunta, nel corso degli anni, dalle dipendenti sono state riscontrate, muffe, larve e farfalle in cibi scaduti, anche da parecchi anni, e/o conservati in maniera del tutto inadeguata (ad esempio budini e ravioli, che dovevano essere conservati in frigo, in realtà venivano conservati in un armadio);

con tutto ciò l’accusata smorzava l’appetito dei suoi piccoli “ospiti” e li metteva a rischio di disturbi nutrizionali;

                            1.8.2.   Insufficienza cronica di personale (cfr. art. 27f del Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)

                                     -   al __________, segnatamente nella sede di __________, l’effettivo del personale presente, di regola non rispettava, quanto a numero per bambini, i requisiti di legge; vi sono stati fino ad una ventina di bambini da accudire da parte di una sola persona, talvolta da una sola stagiaire (ad esempio S__________ R__________, per una decina di volte durante il suo stage tra l’ottobre 2003 ed il marzo 2004);

                                     -   in aggiunta a norma dell’art. 27h cpv. 1 del medesimo Regolamento, l’esecuzione dei lavori domestici, in particolare la preparazione dei pasti, avrebbe dovuto essere assunta da personale non occupato con i bambini, cosa che non si avverava al __________;

                                     -   carente inoltre era anche la formazione dell’accusata e del personale presente (cfr. art. 27g del medesimo Regolamento che richiede formazione ed esperienza adeguate);

secondo la perizia giudiziaria l’insufficienza cronica di personale portava non solo a trascuratezza, ma anche al logoramento e allo sfinimento del personale, alimentando il circolo vizioso dei maltrattamenti;

                            1.8.3.   Assenza di attività pedagogiche (cfr. art. 27i cpv. 1e3e art. 27l cpv. 1 Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)

                                     -   al __________ non vi era alcun piano d’attività pedagogiche (ad esempio attività di disegno ecc); i bimbi erano rinchiusi in sale con giochi a loro disposizione, senza la presenza di adulti che li seguisse;

                                     -   taluni bambini venivano messi a letto al di fuori della fascia orario del riposo pomeridiano, o lasciati comunque a sé stessi in sdraiette o girelli (talvolta legati allo scivolo), senza che, ad esempio i più piccoli, venissero fatti sedere a terra; ciò anche per insufficienza di personale;

                                     -   talvolta ancora i bimbi dovevano restare in silenzio, per non importunare l’accusata;

                            1.8.4.   Assenza di passeggiate ed attività all’aperto (cfr. art. 27b cpv. 3 lett. f del Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)

anche se nella sede di __________ vi era un giardinetto a disposizione annesso all’asilo nido, lo stesso non poteva essere utilizzato, poiché l’accusata non voleva che i bimbi al rientro da un’attività all’aperto sporcassero i pavimenti dei locali;

                            1.8.5.   Facile accessibilità ad oggetti e sostanze pericolose per la salute (cfr. art. 27d lett. a del Regolamento cantonale entrato in vigore il 1° luglio 2000)

al __________ sono state rinvenuti, in spazi accessibili ai piccoli “ospiti”:

                                     -   bombolette di lacca o deodorante, che venivano lasciati in mano ai bambini che ci giocavano;

                                     -   numerosi prodotti per la pulizia fra cui una decina di bottiglie di candeggina nel locale WC;

                                     -   chiodi, martelli e cacciaviti accessibili ai bambini;

                                     -   batterie, accendini, candele, gancetti, taglierini, lamette e altri oggetti pericolosi;

ciò ha provocato un notevole rischio di avvelenamenti ed incidenti, anche mortali;

                                   2.   Ripetuto abbandono

per avere, a __________, nel periodo dall’aprile 2004 al marzo 2005, nella sua qualità di titolare dell’asilo nido __________, esposto a pericolo di morte od a grave imminente pericolo di perdita della salute persone incapaci di provvedere a sé stesse, vale a dire bambini, dei quali ella aveva la custodia e doveva averne cura, e meglio:

                               2.1.   ai danni di PC 26, nato il 6.7.2004 ed ha frequentato il __________ da fine gennaio 2005 a marzo 2005;

egli soffriva di un ritardo dello sviluppo psicomotorio, di difficoltà alimentari con rigurgiti e di alimentazione spontanea minima (con conseguente mancanza di crescita ponderale); per ovviare a tali difficoltà gli era stata inserita una sonda gastrica nel naso;

l’accusata, nonostante l’avvertimento della madre secondo cui solo personale qualificato avrebbe potuto rimettere il sondino se si fosse sfilato, in un’occasione ha tentato di rimetterglielo, forzando fino al punto di creargli fatica a respirare e forte dolore;

in aggiunta l’accusata non rispettando le istruzioni della madre del piccolo, che le aveva detto di dargli solo camomilla o tè di finocchio, dava al bambino té rosso (che gli provocava acidità), una quantità di cibo superiore a quella prescritta dal pediatra e nel latte mischiava Ceralak e frutti vari che il bambino poi vomitava, anche perché veniva anche forzato a mangiare con il cucchiaino;

secondo la perizia giudiziaria un sondino infilato nello stomaco di un bambino tramite il naso, se non messo correttamente, rischia di finire nelle vie respiratorie, con la conseguenza che qualsiasi sostanza somministrata tramite la sonda rischia di arrestare la respirazione o di provocare una polmonite di aspirazione; in entrambi i casi, il bambino è a rischio di morte;

in ogni caso un sondino, non messo in maniera corretta, provoca sofferenza al bambino e rischia di provocare complicanze del tutto evitabili, come abrasioni o lacerazioni del naso, della gola o dell’esofago, emorragie, infezioni o altro;

peraltro sostanze più dense del latte, come le pappe, rischiano di ostruire il sondino rendendo necessaria la sua sostituzione; infine dando sostanze in quantità superiori a quelle che il bambino può tollerare, o che provocano acidità o che possono ostruire il sondino, si favorisce il vomito;

                               2.2.   ai danni di PL 9, nato il 12.6.2003 ed ha frequentato il __________ dall’aprile 2004 al 14 maggio 2004;

egli soffriva di un’aritmia cardiaca, sin dalla nascita, per la quale era già stato ricoverato due volte; in caso di crisi i suoi battiti cardiaci salivano di molto, egli iniziava a vomitare ed il suo stato di salute peggiorava sino a provocargli delle perdite di conoscenza;

il 14 maggio 2004, circa un'ora dopo aver mangiato al __________, egli ha avuto una crisi con palpitazioni, vomito e assenza mentale, venendo poi ricoverato all’Ospedale __________ e poi al __________, per una decina di giorni;

dall’inchiesta è emerso che il piccolo, dopo un po’ che stava all’asilo si metteva a piangere; l’accusata, pur sapendo dei problemi di tachicardia, diceva alle collaboratrici di metterlo a letto, nonostante __________ piangesse sino allo sfinimento, egli doveva rimanere a letto fino a poco prima che la mamma venisse a riprenderlo, in un’occasione l’accusata lo aveva sculacciato; in aggiunta l’accusata tentava di ingozzare il bambino che, si rifiutava di mangiare e per questo finiva in cameretta a piangere;

secondo la perita giudiziaria le aritmie cardiache possono essere provocate dallo stress, ragion per cui __________ non avrebbe dovuto essere lasciato a piangere a lungo, oltretutto essendo le sue aritmie di una certa gravità visti i precedenti ricoveri in ospedale;

tutto ciò ha costituito un certo rischio di morte ed un grave imminente pericolo di perdita della salute,

                                   3.   Ripetuta coazione

per avere, a __________, nelle medesime circostanze di tempo e luogo di cui al p.to 1 del presente atto d’accusa, segnatamente nel periodo da dicembre 2001 (tenuto conto del termine legale di prescrizione) sino al 5 aprile 2005, nella sua qualità di titolare dell’asilo nido __________, usando violenza o minaccia di grave danno contro i suoi piccoli ospiti, o intralciando in altro modo la loro libertà di agire, ripetutamente costretto a fare, omettere o tollerare atti, e meglio come descritto nei p.ti 1.2, 1.4, e 1.6 del presente atto d’accusa;

                                   4.   Tentata truffa ripetuta

per avere, a __________, nel periodo tra giugno 2004 ed il febbraio 2005, nella sua qualità di titolare dell’asilo nido __________, per procacciare a sé un indebito profitto, tentato di ingannare con astuzia i funzionari cantonali della Sezione del sostegno ad enti e attività sociali del Dipartimento socialità e sanità ed i funzionari federali dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), preposti alla concessione di sussidi federali e cantonali nell’ambito della creazione e gestione di asili nido secondo la legislazione vigente (in particolare l’art. 4 del Regolamento cantonale concernente la concessione di sussidi per le spese di esercizio ai nidi di infanzia del 5 ottobre 2004 e art. 3 Legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia del 4 ottobre 2002) presentando sia all’UFAS che al competente Ufficio cantonale (Ufficio dei giovani, della maternità e dell’infanzia, UGMI), documenti alterati siccome non corrispondenti alla situazione reale, tentando con ciò di fornire un quadro qualitativo rispondente alle esigenze cantonali, ben consapevole di non adempierle, producendo in particolare:

                                     -   documentazione fittizia circa la creazione di un’associazione, quale un verbale di costituzione (retrodato), statuti, regolamento ecc., per richiedere sussidi federali;

                                     -   preventivi di costi e ricavi non corrispondenti alla situazione reale;

                                     -   registri delle presenze dei bimbi, alterati o fatti alterare dalle proprie collaboratrici;

                                     -   4 contratti riguardanti P M per un salario di fr. 38'880 lordi annui; P C per un salario pari a fr. 38’880 lordi annui; C S per un salario pari a fr. 32’660 lordi annui e I M per un salario pari a fr. 32’660 lordi  annui, salari in effetti mai erogati, il tutto per far figurare un totale di costi del personale dichiarati in fr. 216'000, comprensivi di fr. 70'000 come proprio salario;

in realtà l’accusata percepiva un salario al massimo di fr. 42'000 lordi annui, mentre le dipendenti percepivano, incluse le indennità vacanze:

                                   ™   P__________ M fr 18'000 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;

                                   ™   P C fr. 24'000 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;

                                   ™   C S fr. 22'440 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;

                                   ™   I M fr. 11'220 netti annui per 8 ore e mezzo al giorno 5 giorni la settimana;

tentando così di farsi concedere, indebitamente, un sussidio cantonale fissato al 40 % della massa salariale, oltre che degli altri costi riconosciuti dall’art. 14 cpv. 1 della Legge cantonale per le famiglie, per un importo di almeno fr. 86'400.-, nonché un sussidio federale, richiesto in fr. 69'300 annui, a fronte di quanto previsto dall’art. 5 Legge federale che dichiara sussidiabile al massimo un terzo delle spese di investimento e di gestione, dichiarati in fr. 304'500, per un periodo massimo di 3 anni;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti: art. 127 CP, art. 146 cpv. 1 CP richiamato l’art. 22 cpv.1 CP, art. 181 CP, art. 219 cpv. 1 CP;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 162/2008 del 3 dicembre 2008, emanato dal Procuratore pubblico.

Presenti

§  Il procuratore pubblico. §  L'accusata AC 1 assistita dal difensore di fiducia (GP) __________. §  Il lic. iur. E F rappresentante della parte civile PC 24. § L'avv. RC 2 e la dott. iur. KRMN rappresentanti della parte civile PC 25. § L'avv. F P rappresentante delle parti civili PC 26, PC 34, PC 19, PC 14, PC 10, PC 9, PC 7, PC 22, PC 21 e successivamente PC 29. § La signora RA 6 in rappresentanza della figlia PC 29.  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   lunedì 12 aprile 2010 dalle ore 09:45 alle ore 18:45

                                     -   martedì 13 aprile 2010 dalle ore 09:35 alle ore 16:55

                                     -   mercoledì 14 aprile 2010 dalle ore 09:40 alle ore 14:50

                                     -   giovedì 15 aprile 2010 dalle ore 09:30 alle ore 16:10

                                     -   venerdì 16 aprile 2010 dalle ore 09:35 alle ore 20:40

Incidente processuale

Il presidente e le parti danno atto che nello scritto 9.4.2010 rispettivamente nell'allegato 2.4.2010 K__________ M non chiede di essere sentita. Il presidente chiede comunuque alle parti se è loro intenzione che lo sia. La pubblica accusa e i rappresentanti di PC rispondono negativamente. Il difensore, dopo che gli è stato confermato che l'annesso al doc. TPC 64 viene allegato ai documenti del TPC, dichiara e chiede formalmente che questa teste venga sentita.

La difesa ribadisce la necessità di sentire la teste in merito al contenuto del suo allegato.

La pubblica accusa e le parti civili dichiarano di non voler prendere posizione rimettendosi al giudizio della corte.

Il presidente, tenuto conto di questo incidente processuale, pone a giudizio, con l'accordo delle parti, il seguente

quesito                          1.   Deve essere accolta l'istanza verbale della difesa tendente all'audizione testimoniale di K__________ M?

La Corte si ritira quindi in seduta segreta per la discussione e l’emanazione del suo giudizio.

Previo esame del fatto e del diritto,

La Corte

rispondendo negativamente al quesito posto,

visti gli art.                      121ss, 227, 228 CPP

decide:                           L'istanza della difesa è respinta.

(FORSTER, op. cit., art. 24 no. 25)

Per quel che concerne la somma oggetto dell'asserita tentata truffa a danno di funzionari del DSS, la pubblica accusa riduce l'importo a fr. 62'056.- al posto di "almeno fr. 86'400.-", importo  che è stato così costituito in forza al piano contabile annesso all'allegato 281 del rapp. d'inchiesta di polizia giudiziaria:

posizione 3410 per fr. 2'640 + posizione 4800 per fr. 120 + posizione 3010 per fr. 77'760 + posizione 3020 per fr. 65'320 + una percentuale degli oneri sociali a carico del datore di lavoro per i dipendenti stimata in fr. 9'300, il tutto per complessivi fr. 155'140 il cui 40% fa fr. 62'056.

L'atto di accusa è modificato in questo senso.

Incidente processuale

La difesa in merito alla sua richiesta di assunzione di nuove prove precisa quanto segue:

1.    chiede l'audizione di un rivenditore o di un addetto alla vendita con esperienza pluriannuale del negozio C__________ di __________, presso il quale stamattina, prima del dibattimento, si è presentato onde chiedere l'eventuale disponibilità alla direttrice. Non sa il nome di questo evenutale testimone che sarebbe scelto dalla direttrice a dipendenza dell'orario dell'audizione rispettivamente dei turni sul luogo di impiego. Lo scopo di questa audizione mira a informare e rendere edotta la Corte sull'esistenza e funzionamento di bretelle e cinghie collegati al sonno dei bambini. Si tratterebbe quindi di una questione tecnica e non inerente i fatti del __________.

2.    chiede l'assunzione in atti di lettere e cartoline, trattasi di testimonianze indicanti rapporti di stima e amicizia tra l'accusata e parte dei genitori in merito ad alcuni bambini che ebbero a frequentare il __________. In merito a un eventuale ritardo nella produzione, ricorda altre produzioni avvenute nel corso del procedimento e richiama quindi un principio di equità.

Il Procuratore pubblico, in risposta, contestando entrambe le richieste, precisa in merito al punto 1 dell'inutilità di una tale prova ritenuto come l'accusata abbia dichiarato di non usare dei modelli C__________. Inversamente in merito al punto 2 ritiene la produzione tardiva poiché poteva avvenire prima e comunque ininfluente nel merito del procedimento.

In rappresentanza delle sue PC l'avv. F P__________ si associa a quanto dichiarato dal PP, si oppone alle due richieste prove ribadendo la non rilevanza e per entrambe la tardività. Ricorda che gli scritti da lei prodotti all'inizio dello stesso si riferiscono alle sue richieste in nome e per conto delle sue PC, rispettivamente per la lettera della signora K M__________ al fatto che la stessa dati a pochi giorni prima dell'inizio del dibattimento.

Il lic. iur. E F e la dr. iur. KRMN si associano a quanto detto dalla collega F P.

La difesa, in replica, ribadisce la sua richiesta n. 1 indicando come per quanto lui sa, la Chicco vende anche cinghie senza marchio.

PP e parti civili non duplicano riconfermandosi nel loro dire.

Il presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle parti, i seguenti

quesiti                      1.   Deve essere accolta l'istanza dalla difesa all'audizione di un addetto alla vendita del negozio C__________ di __________?

                                   2.   Deve essere accolta l'istanza dalla difesa all'assunzione in atti di un plico di cartoline e lettere indirizzate all'accusata rispettivamente al __________?

La Corte si ritira quindi in seduta segreta per la discussione e l’emanazione del suo giudizio.

Previo esame del fatto e del diritto,

La Corte

rispondendo negativamente al quesito n. 1 e affermativamente al quesito n. 2,

visti gli art.                      227 e 228 CPP

decide:                            L'istanza della difesa è respinta sub. 1 e accolta sub. 2.

                                          § Di conseguenza sono assunte in atti sub doc. Dib. 4 le            cartoline e le lettere prodotte dalla difesa.

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale, dopo aver enunciato i principi del processo indiziario, ritiene come accertati i fatti dell'atto di accusa a fronte delle numerose testimonianze in atti, univoche e concordanti e quindi attentibili. Quo alla prescrizione precisa che per i bambini che hanno frequentato l'asilo prima dell'aprile 2003 è intervenuta, mentre per quelli la cui frequentazione è avvenuta a cavallo di questo periodo (prima e dopo l'aprile 2003) vale invece l'ultimo giorno di frequenza del bambino. Procede quindi all'esame dei singoli reati dell'atto di accusa, concludendo alla integrale conferma dell'atto di accusa anche in diritto, precisando con riferimento al punto 2 che si è trattato di tentativo. Postula infine che l'accusata sia condannata, tenuto conto del tempo trascorso, alla pena detentiva di 20 mesi, sospesa condizionalmente per 3 anni.

                                    §   L’avv. RC 2, rappresentante della parte civile __________, il quale si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusata e conclude chiedendo, come da istanza scritta, che la medesima sia condannata a risarcire il danno patito dalla sua protetta in ragione di fr. 13'500.-, di cui fr. 2'000.- a titolo di torto morale e fr. 11'500.- per spese legali.

                                    §   Il lic. iur. E F, rappresentante della parte civile PC 24, il quale pure si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusata e conclude chiedendo, come da istanza scritta, che la medesima sia condannata a risarcire il danno patito dalla sua protetta in ragione di fr. 7'322.60 di cui fr. 1'000.- a titolo di torto morale e fr. 6'322.60 per spese legali.

                                    §   L’avv. F P rappresentante delle sue parti civili, la quale si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusata e conclude riconfermandosi nelle istanze di risarcimento danni prodotte al dibattimento. Chiede inoltre il dissequestro delle foto portate dai genitori ai rispettivi aventi diritto e che le fotografie scattate all'asilo come pure la cassetta di PC 26 non vengano dissequestrate a favore dell'accusata.

                                    §   L’avv. DF 1, difensore di AC 1, il quale contesta i reati di cui ai punti 1, 2 e 3 dell'atto di accusa in mancanza di riscontri oggettivi per cui chiede il proscioglimento della sua assistita in applicazione del principio in dubio pro reo. Quo al reato di truffa, sostiene che in casu non sia realizzato il requisito dell'astuzia e chiede, quindi, l'assoluzione anche per questo titolo di reato. In via subordinata, con particolare riferimento alla truffa ai danni del Cantone, postula il riconoscimento del reato bagattella.

Chiede, infine, che siano respinte le richieste delle parti civili.

Posti dal Presidente, con l’accordo delle Parti, i seguenti

quesiti:                            AC 1,

                                   1.   è autrice colpevole di:

                               1.1.   ripetuta violazione del dovere di assistenza o educazione

a __________, nel periodo 1999 / 5.4.2005, quale titolare dell’asilo nido “__________”, ripetutamente violato o trascurato il suo dovere d’assistenza o educazione esponendo a pericolo lo sviluppo fisico o psichico dei minorenni:

                            1.1.1.   S.B, nata il 20.4.2001;

                            1.1.2.   D.C, nata il 17.7.2003;

                            1.1.3.   S.D.R, nato il 29.11.1997;

                            1.1.4.   E.C., nato il 13.6.1999;

                            1.1.5.   A.C., nato il 20.5.2000;

                            1.1.6.   C.C., nata l’11.11.1999;

                            1.1.7.   D.L.D, nato il 13.1.2004;

                            1.1.8.   A.F.; nato il 9.9.2002;

                            1.1.9.   G.G., nata il 20.3.2002;

                          1.1.10.   A.G.-H., nata l’8.3.1999;

                          1.1.11.   D.G.S., nata il 13.2.1997;

                          1.1.12.   M.G., nato il 13.9.2002;

                          1.1.13.   I.G., nato il 6.12.1999;

                          1.1.14.   A.I., nato il 28.10.2000;

                          1.1.15.   M.J., nato l’11.3.2002;

                          1.1.16.   P.J., nato l’11.3.2002;

                          1.1.17.   A.K., nato il 27.4.1999;

                          1.1.18.   L.M., nata il 20.2.2002;

                          1.1.19.   B.M., nata il 16.1.2004;

                          1.1.20.   C.M., nato il 18.11.2001;

                          1.1.21.   K.M., nata il 9.7.2000;

                          1.1.22.   A.M., nato il 26.1.2000;

                          1.1.23.   D.P., nato l’8.9.1999;

                          1.1.24.   G.P., nata il 29.2.2000;

                          1.1.25.   A.P., nato il 29.1.2002;

                          1.1.26.   T.P., nato il 13.3.2001;

                          1.1.27.   G.Q., nata il 28.8.1999;

                          1.1.28.   E.F.R., nato il 14.11.2001;

                          1.1.29.   N.R., nato l’8.10.1999;

                          1.1.30.   A.S.,

                          1.1.31.   K.S., nato l’1.2.2001;

                          1.1.32.   S.S., nata il 28.2.2000;

                          1.1.33.   E.T., nato il 16.4.2002;

                          1.1.34.   A.T.C., nata il 5.8.2000;

                          1.1.35.   L.T., nato il 21.2.2002;

                          1.1.36.   K.V., nata il 27.6.1999;

                          1.1.37.   D.B., nato il 14.3.2002;

                          1.1.38.   C.B., nata il 26.12.2002;

                          1.1.39.   C.C., nata Il 10.4.2000;

                          1.1.40.   M.D., nato il 4.12.2000;

                          1.1.41.   C.D., nata l’1.6.2000;

                          1.1.42.   G.F., nato il 19.6.2003;

                          1.1.43.   S.F., nata il 16.11.2001;

                          1.1.44.   M.G., nata il 27.1.2000;

                          1.1.45.   G.G., nato il 14.12.1999;

                          1.1.46.   T.G., nato il 14.12.1999;

                          1.1.47.   E.K., nato il 5.10.1999;

                          1.1.48.   M.L.-R., nato il 25.3.2002;

                          1.1.49.   C.M., nata il 3.2.2003;

                          1.1.50.   S.M., nata il 6.7.2003;

                          1.1.51.   R.N., nata il 20.6.2002;

                          1.1.52.   C.P., nata il 25.4.2003;

                          1.1.53.   A.R., nata il 26.3.2002;

                          1.1.54.   A.S., nata il 4.2.2003;

                          1.1.55.   M.S., nata il 4.2.2003;

                          1.1.56.   L.A., nato il 14.2.2003;

                          1.1.57.   A.C., nata il 9.9.2002;

                          1.1.58.   N.D.C., nato il 2.2.2001;

                          1.1.59.   E.K., nata il 5.8.2003;

                          1.1.60.   A.M., nato il 30.12.2003;

                          1.1.61.   P.M., nato il 27.12.2002;

                          1.1.62.   N.P., nato il 28.3.2002;

                          1.1.63.   D.S., nato l’11.4.2002;

                          1.1.64.   A.T., nato il 16.2.2001;

                          1.1.65.   E.G., nato il 25.1.2000;

                          1.1.66.   L.B., nata il 12.1.2001;

                          1.1.67.   S.D.M., nato il 20.4.2002;

                          1.1.68.   L.P., nato il 27.10.2001;

                          1.1.69.   A.R., nato il 31.7.2001;

                          1.1.70.   C.Z., nata il 15.10.1997;

                          1.1.71.   K.Z, nato il 18.6.1994;

                          1.1.72.   trattasi di un diverso periodo;

                               1.2.   ripetuto abbandono

a __________, nel periodo aprile 2004 / marzo 2005, quale titolare dell’asilo nido “__________”, ripetutamente esposto a pericolo di morte od a grave imminente pericolo di perdita della salute due minorenni incapaci di provvedere a loro stessi e dei quali aveva la custodia o doveva aver cura:

                            1.2.1.   D.G., nato il 6.7.2004;

                         1.2.1.1.   trattasi di tentativo;

                            1.2.2.   Y.E.H., nato il 12.6.2003;

                         1.2.2.1.   trattasi di tentativo;

                               1.3.   ripetuta coazione

a __________, nel periodo dicembre 2001 / 5.4.2005, quale titolare dell’asilo nido “__________”, usando violenza, minacciandoli di un grave danno o intralciandoli in altro modo nella loro libertà d’agire, ripetutamente costretto dei minorenni a fare, omettere o tollerare un atto:

                            1.3.1.   D.B., nato il 14.3.2002;

                            1.3.2.   S.B., nata il 20.4.2001;

                            1.3.3.   C.B., nata il 26.12.2002;

                            1.3.4.   C.C., nata il 10.4.2000;

                            1.3.5.   A.C., nato il 20.5.2000;

                            1.3.6.   C.C., nata l’11.11.1999;

                            1.3.7.   M.D., nato il 4.12.2000;

                            1.3.8.   C.D., nata l’1.6.2000;

                            1.3.9.   G.F., nato il 19.6.2003;

                          1.3.10.   S.F., nata il 16.11.2001;

                          1.3.11.   M.G., nata il 27.1.2000;

                          1.3.12.   G.G., nato il 14.12.1999;

                          1.3.13.   T.G., nato il 14.12.1999;

                          1.3.14.   G.G., nata il 20.3.2002;

                          1.3.15.   A.G.-H., nata l’8.3.1999;

                          1.3.16.   D.G.S., nata il 13.12.1997;

                          1.3.17.   I.G., nato il 6.12.1999;

                          1.3.18.   M.J., nato l’11.3.2002;

                          1.3.19.   P.J., nato l’11.3.2002;

                          1.3.20.   E.K., nato il 5.10.1999;

                          1.3.21.   M.L.-R., nato il 25.3.2002;

                          1.3.22.   L.M., nata il 20.2.2002;

                          1.3.23.   C.M., nata il 3.2.2003;

                          1.3.24.   B.M., nata il 16.1.2004;

                          1.3.25.   K.M., nata il 9.7.2000;

                          1.3.26.   S.M., nata il 6.7.2003;

                          1.3.27.   R.N., nata il 20.6.2002;

                          1.3.28.   D.P., nato l’8.9.1999;

                          1.3.29.   C.P., nata il 25.4.2003;

                          1.3.30.   G.P., nata il 29.2.2000;

                          1.3.31.   G.Q., nata il 28.8.1999;

                          1.3.32.   A.R., nata il 26.3.2002;

                          1.3.33.   N.R., nato l’8.10.1999;

                          1.3.34.   A.S.;

                          1.3.35.   A.S., nata il 4.2.2003;

                          1.3.36.   S.S., nata il 28.2.2000;

                          1.3.37.   M.S., nata il 4.2.2003;

                          1.3.38.   L.T., nato il 21.2.2002;

                          1.3.39.   E.G., nato il 25.1.2000;

                         1.3.40.   A.M., nato il 30.12.2003;

                          1.3.41.   A.P., nato il 29.1.2002;

                          1.3.42.   N.P., nato il 28.3.2002;

                          1.3.43.   A.T.C., nata il 5.8.2000;

                          1.3.44.   A.T., nato il 16.2.2001;

                          1.3.45.   A.F., nato il 9.9.2002;

                          1.3.46.   trattasi di un diverso periodo;

                               1.4.   ripetuta tentata truffa

a __________, nel periodo giugno 2004 / febbraio 2005, quale titolare dell’asilo nido “__________”, per procacciarsi un indebito profitto ingannato con astuzia funzionari cantonali e federali, compiendo senza risultato tutti gli atti necessari per indurre:

                            1.4.1.   il Dipartimento della socialità e della sanità, Sezione del sostegno ad enti e attività sociali a versarle fr. 62'056.- di sussidi cantonali;

                         1.4.1.1.   trattasi di reato di poca entità;

                            1.4.2.   l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali a versarle fr. 69'300.- annuali di sussidi federali;

e meglio come descritto nell’atto d’accusa?

                                   2.   Può beneficiare dell’attenuante specifica del lungo tempo trascorso dai fatti?

                                   3.   Può beneficiare della sospensione condizionale?

                                   4.   Deve un risarcimento alle seguenti PC e se sì in che misura:

                               4.1.   C.B., nata il 26.12.2002;

                               4.2.   S.F., nata il 16.11.2001;

                               4.3.   D.G., nato il 6.7.2004;

                               4.4.   A.T. C., nata il 5.8.2000;

                               4.5.   E.T., nato il 16.4.2002;

                               4.6.   D.P., nato il 8.9.1999;

                               4.7.   L.M., nata il 20.2.2002;

                               4.8.   A.K., nato il 27.4.1999;

                               4.9.   A.G -H., nata il 8.3.1999;

                             4.10.   C.Z., nata il 15.10.1997;

                             4.11.   K.Z., nato il 18.6.1994;

                             4.12.   R.N., nata il 20.6.2002?

                                   5.   Deve essere ordinata la confisca di:

                               5.1.   fr. 2'675,50;

                               5.2.   1 pistola a gas con magazzino;

                               5.3.   1 pezzo di giornale con nominativi vari;

                               5.4.   4 rullini di fotografie;

                               5.5.   2 blister di supposte;

                               5.6.   1 cassetta con materiale medico;

                               5.7.   1 piccolo schedario;

                               5.8.   vari nastri/cinghie;

                               5.9.   vari lacci;

                             5.10.   1 PC portatile;

                             5.11.   tutti i medicamenti indicati nell’allegato 285 del rapporto di inchiesta di Polizia Giudiziaria;

                             5.12.   1 agenda telefonica 1998;

                             5.13.   1 lettera;

                             5.14.   20 classificatori;

                             5.15.   7 agende;

                             5.16.   varia documentazione cartacea;

                             5.17.   varie fotografie in cubo grande?

Considerato,                  in fatto ed in diritto

                                    I)   Incidenti processuali

                                   1.   All’inizio del pubblico dibattimento la difesa ha chiesto l’audizione di K M (di seguito solo K M), madre di S, nato il 10.12.1997, che frequentò l’asilo __________ (di seguito solo __________) nel periodo luglio 1999 / giugno 2001 (rapporto di inchiesta di Polizia Giudiziaria del 12.10.2005 - di seguito solo RPG - PS K M 21.4.2005) e questo in relazione al contenuto del suo scritto del 2.4.2010 indirizzato all’Avv. F P e da questa trasmesso alla Corte con lettera del 9.4.2010 (doc. TPC 64).

Tale richiesta, a cui la Pubblica Accusa e i rappresentanti legali delle parti civili non hanno voluto prendere posizione, è stata respinta in forza alle seguenti considerazioni.

In primo luogo poiché S non fa parte dei 71 bambini (doc. TPC 24) asseritamene vittime di maltrattamenti da parte dell’accusata così come elencati al punto 1 dell’atto di accusa (di seguito solo AA). Del resto, proprio tenuto conto del suo periodo di frequentazione del __________, in data 3.12.2008 l’allora Procuratore Pubblico (di seguito solo PP) estensore dell’AA, aveva emesso un decreto di abbandono (art. 214 segg. CPP, doc. TPC 2), nel frattempo cresciuto in giudicato, in favore di AC 1 (di seguito solo AC 1) per intervenuta prescrizione dell’azione penale (art. 97 cpv. 1 lett. c CP ed art. 98 lett. a CP).

Secondariamente perché il contenuto dello scritto del 2.4.2010 di K M__________ nulla apporta di nuovo rispetto a quanto questa madre aveva già detto al momento del suo interrogatorio di Polizia del 21.4.2005 (PS K M 21.4.2005). Da ciò, anche nell’ipotesi in cui la sua audizione dibattimentale avesse dovuto relazionare non su circostanze inerenti il piccolo S in quanto come visto già prescritte (art. 97 cpv. 1 lett. c CP ed art. 98 lett. a CP), ma su fatti generali da lei constatati in ordine alla conduzione dell’asilo, la così richiesta prova non sarebbe né nuova né tanto meno rilevante in quanto già raccolta in Polizia il 21.4.2005 (art. 227 e 228 CPP nonché PS K M 21.4.2005).

Per finire poi, anche se limitata a fatti e circostanze di carattere generale, in ogni caso l’audizione di questa madre non avrebbe avuto alcuna rilevanza per l’esito del processo ritenuto come la Corte, in forza a quanto sarà esposto nel capitolo VI della presente decisione, per fondare il proprio giudizio si è riferita solo ed esclusivamente a fatti e circostanze avvenute dopo il 16.4.2003.

                                   2.   La mattina del terzo giorno processuale la difesa ha chiesto l’audizione di un ignoto, nel senso di non noto per le sue generalità, addetto alla vendita di un negozio di articoli per neonati e bambini di __________ che, non in relazione a specifici fatti del __________ ma teoricamente ed in modo astratto, avrebbe dovuto informare:

" sull’esistenza e funzionamento di bretelle e cinghie collegati al sonno dei bambini”

(verbale dibattimentale pag. 22).

A questa istanza si sono opposte sia la Pubblica Accusa che i rappresentati legali delle parti civili.

Predetta richiesta, indipendentemente dal merito, è stata respinta già solo per l’impossibilità per la Corte di citare una persona ignota (art. 122 cpv. 1 CPP). L’ulteriore comunicazione della difesa nel corso dello stesso pomeriggio di voler definitivamente rinunciare a suddetta prova (verbale dibattimentale pag. 25) ha reso inutile un successivo suo esame nel merito.

                                   3.   Sempre mercoledì 14.4.2010 la difesa ha chiesto l’assunzione agli atti di alcune lettere e cartoline indirizzate a AC 1 nel corso degli anni in quanto testimonianza di

" rapporti di stima e di amicizia tra l’accusata e parte dei genitori in merito ad alcuni bambini che ebbero a frequentare il __________”

(verbale dibattimentale pag. 22),

produzione a cui si sono opposte sia la PP che i rappresentanti legali delle parti civili sostenendone la tardività rispettivamente l’ininfluenza ai fini del giudizio (art. 227 e 228 CPP).

Tale richiesta è stata accolta dalla Corte, da cui la loro assunzione agli atti come doc. dib. 4, nella misura in cui le stesse, al di là della loro effettiva pertinenza, sono state considerate alla stessa stregua di una testimonianza (art. 121 segg. CPP) seppur indiretta di alcuni genitori la cui audizione dibattimentale, perlomeno nel principio, non sarebbe stata esclusa se fosse stata postulata dalla difesa.

                                   II)   Vita e precedenti penali

                                   4.   In merito alla vita anteriore e ai precedenti penali di AC 1 si richiamano i seguenti passaggi del suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 5.4.2005:

" Sono nata a __________ il 17 giugno 1945…

All’età di 6 anni ho iniziato le scuole elementari a __________. In seguito, dalla terza elementare sino alla terza maggiore, ho frequentato l’istituto femminile __________ a __________.

In seguito ho frequentato per tre anni la scuola professionale di __________. Successivamente, all’età di circa 17 anni, mi sono trasferita in __________ e precisamente a __________ presso un Home d’enfants.

Trattavasi di una struttura alberghiera/scolastica che ospitava bambini dai 0 ai 16 anni per un periodo di almeno tre mesi sino ad un anno.

In questa struttura ho svolto un apprendistato pratico di puericultrice senza ottenere il relativo diploma nel senso che ai quei tempi non veniva offerto. Una volta si andava via da casa, si imparava il mestiere, e si ritornava.

A partire dal 1966, quando sono tornata in __________, mi sono occupata in proprio di vari commerci. Attività che già facevano i miei genitori.

Questa libera professione mi dava la possibilità pure di occuparmi di volontariato. Per esempio con il dottore si andava al domicilio di pazienti, ho poi fatto il brevetto di soccorritore professionale dell’ambulanza. Ho poi fatto 17 anni presso il centro trasfusioni di __________ …Mi occupavo direttamente di prelievi nei paesi la sera. Questo l’ho fatto sino a circa 3 o 4 anni fa.

Intendo precisare che già quando avevo 16 anni e mi trovavo in __________ mi occupavo di accudire dei bambini piccoli che mi venivano affidati dai loro genitori quando, ad esempio, dovevano uscire di casa.

Mi occupavo di commercio, come detto, e si trattava di compravendita di articoli da frontiera tipo cioccolato e caffé tra il __________ e l’__________”

(PS AC 1 5.4.2005).

I genitori, ora deceduti, avevano a __________ una pompa di benzina con annesso un negozio di generi alimentari di frontiera. Ha una sorella, ora pensionata ma precedentemente titolare di un studio di riflessologia a __________ (PS L__________ N 9.4.2005) e due fratelli, uno proprietario di un garage a, l’altro titolare di una fiduciaria a __________.

Sposatasi a vent’anni ha abitato per alcuni anni a __________ per poi tornare in __________ per motivi di salute del marito (doc. TPC 21) e gestire assieme a lui un ristorante a __________, esercizio pubblico venduto nel corso del 1989. Dalla loro relazione, conclusasi con un divorzio, sono nati due figli: J, nato nel 1967, __________ e Jo, nato nel 1968, __________.

In merito alla sua formazione quale puericultrice nel doc. TPC 21 ha ricordato il suo apprendistato dal diciannovesimo al ventunesimo anno d’età in un istituto di __________, prima come stagionale e poi a tempo pieno. Sempre in questo documento ha sostenuto di aver:

" frequentato tutti i corsi disponibili della __________ riguardo la salute degli adulti e quelli di __________ e __________ ecc…

Ho frequentato tutti i corsi postuniversitari della SUPSI riguardanti i bimbi dalla nascita alla prima infanzia”

(doc. TPC 21),

benché di questa sua successiva formazione, agli atti, non vi è la benché minima traccia né in aula si è degnata di portare alcuna attestazione in merito.

Dopo la scarcerazione del 24.6.2005 (AI 209) ha lavorato come cuoca e cameriera nei mesi di luglio / settembre 2005 presso un ristorante del __________ (PP AC 1 13.10.2005) e poi, per circa un anno, come aiuto non meglio qualificato e donna di pulizie presso la fiduciaria del fratello. Entrambe le attività sono state interrotte per asseriti, in quanto mai documentati né agli atti né in aula, suoi stati depressivi ed ansiogeni susseguenti, sempre a suo dire, all’inchiesta che l’ha vista protagonista, tanto che nel corso del 2007, a causa di ciò, ha presentato una richiesta d’invalidità (PP AC 1 30.1.2008) nel frattempo evasa negativamente.

Titolare di 60 esecuzioni per complessivi fr. 463'232,20 relativamente al periodo 31.3.1998 / 19.2.2010 e di 6 attestati di carenza di beni per complessivi fr. 7'791,75 per il periodo 30.6.1998 / 16.2.2009 (doc. TPC 47) e sotto curatela volontaria ex art. 394 Codice Civile Svizzero (di seguito solo CC) per essere aiutata nella gestione delle sue pratiche amministrative (AI 384), misura che, a suo dire, avrebbe cercato di far revocare senza successo, ha attualmente quale sua unica entrata una rendita AVS di circa fr. 1'700.- mensili, importo comunque superiore al suo reddito fiscalmente imponibile per l’anno 2008 di fr. 12'700.- (doc. TPC 37) che, per quanto da lei esplicitato in aula, si riferisce al ricavo conseguito dalla sua attività lavorativa presso la fiduciaria del fratello. Sulla scorta di questi dati è stata calcolata, in base al metodo Sollberger, una sua possibile aliquota giornaliera (art. 34 cpv. 2 CP) di fr. 40.- (doc. TPC 37), ammontare non contestato dalla difesa (verbale dibattimentale pag. 4).

Incensurata (doc. TPC 16 e 51) godrebbe di un buono stato di salute ritenuto come gli asseriti suoi dolori renali durante la carcerazione fossero da ricollegare solo al suo stato detentivo (AI 88) mentre che dal gennaio 2005 avrebbe cominciato una valida cura farmacologica con la quale riuscirebbe ad efficacemente combattere le sue emicranie.

Non portatrice di alcuna patologia psichiatrica degna di rilievo (AI 94, 112, 124 e 183), in aula ha dichiarato di non riconoscersi assolutamente nella descrizione di persona istrionica, narcisistica, logorroica e dispersiva così come invece risultante da alcuni atti all’incarto:

" si tratta di una persona portatrice di un carattere ad impronta istrionica e narcisistica. Questa particolare architettura del carattere non soddisfa tuttavia i criteri necessari per porre la diagnosi di un vero e proprio disturbo di personalità. Di conseguenza non vi sono elementi che possono avere un importanza nella sua capacità d’intendere e di volere.

Questa caratteristica caratteriale può rappresentare qualche problema nel corso degli interrogatori poiché il soggetto è tendente alla logorrea, con frequenti e lunghe digressioni che rendono piuttosto difficile l’ascolto e la tendenza ad allontanarsi rapidamente dalla tematica principale, lanciandosi in ampie e minuziose descrizioni delle situazioni poco pertinenti alla domanda posta”

(AI 294 rapporto medico Dr. Med. A B);

" era impossibile avere una discussione costruttiva, che permettesse di arrivare a una posizione chiara; con lei era un po’ tutto sfuggente, nel senso che voleva sempre avere ragione e voleva sempre coprirsi attraverso un grande disorientamento dell’interlocutore, visto che continuava a parlare. Dava sempre e solo la propria versione. Era incapace di entrare nella versione di qualcun altro. Era difficile capire quello che diceva, visto che saltava da un argomento all’altro, creando veramente confusione”

(PS S B 1.4.2005).

Per il futuro non avrebbe alcun serio progetto anche se vorrebbe riprendere, a dipendenza dell’esito del processo, la sua attività di puericultrice rispettivamente farsi difensore e portavoce dei diritti delle persone che, come lei, sarebbero state inchiestate ed accusate ingiustamente. Trattasi comunque di semplici aspettative che in aula, proprio a ragione della loro fumosità, non ha saputo meglio definire.

                                   5.   Nel corso del mese di settembre del 1996 AC 1 ha aperto l’asilo nido __________ in un appartamento di uno stabile sito in __________ a __________ (PS AC 1 5.4.2005, AI 239 e __________). Sui motivi alla base di questa sua decisione, in un contesto lavorativo dove prima del 1.7.2000, giorno dell’entrata in vigore del successivamente abrogato regolamento cantonale concernente le condizioni per l’affidamento dei minorenni a famiglie e istituti e la concessione di sussidi agli istituti riconosciuti dallo Stato (AI 414), non vi era la benché minima regolamentazione, l’accusata ha confermato in aula quanto già indicato nel doc. TPC 21:

" Per incarico della __________ (ndr: sotto il cui cappello, sempre a suo dire, negli anni 1989 / 1997, operò come volontaria nell’aiuto domiciliare a persone indigenti, doc. TPC 21) effettuai vari interventi a domicilio riguardanti i bimbi perché mi si riconosceva una capacità non comune per affrontare e risolvere le situazioni più delicate.

Fu in uno di questi interventi richiestimi con urgenza che mi ritrovai di botto a prendermi cura di alcuni bimbi di pochi mesi affidati ad un asilo privato, la cui titolare, diplomata, era in costante conflitto con la consocia di turno e l’attività stessa. Vidi di tutto e di più di quello che non era possibile che fosse…, il tutto nell’assoluta indifferenza delle esigenze e dei bisogni di quelle piccole creature. Poi la faccenda fu conclusa dopo tre mesi, senza peraltro essere risolta riguardo i bimbi.

Cercai, trovai, riattai e disposi degli spazi che potessero accogliere nel modo più idoneo e naturale, ma simile all’ambiente di casa, dei bimbi da 0 ai 3 anni, con le caratteristiche confortevoli al loro soggiorno in assenza dei loro genitori, ma soprattutto senza imposizioni di sorta riguardo il tempo, la frequenza e l’attività ludica.

Era nato il __________ di via __________ dove rimase sempre felicemente apprezzato e frequentato. Dopo 7 anni trasferii lo stesso nido __________ in __________: uno spazio con le stesse peculiarità di sempre ma più grande e per più ospiti…Per pochi mesi, fino al giorno 5 aprile 2005. Quel giorno fui arrestata con una sequela di accuse infamanti e tutte assolutamente false”

(doc. TPC 21).

Per asserirti motivi di natura fiscale e perché così consigliata da terzi, nel periodo 23.1.1998 / 11.8.2003 l’asilo prese la forma giuridica della società anonima, con ragione sociale __________ ed amministratrice unica l’accusata (__________) per poi ritornare a ditta individuale sino al 30.6.2004 quando, conformemente agli art. 60 segg. CC, venne costituita, benché non iscritta a registro di commercio, l’Associazione __________ (di seguito solo Associazione) dove AC 1 figurava come presidente mentre vicepresidente e segretaria erano due sue ex dipendenti e meglio P C (che ha lavorato presso il __________ nel periodo 18.10.2004 / 22.3.2005, PS P C 31.3.2005, di seguito solo P C) e C S (impiegata presso il __________ nel periodo 13.5.2004 / 18.2.2005, PS C 25.3.2005, di seguito solo C S, RPG annesso 5 documentazione UFAS).

L’accusata fu di fatto costretta a costituire questa Associazione in quanto il possibile ottenimento di sussidi cantonali e federali che effettivamente chiese, senza ottenere, dopo il 30.6.2004 (punto 4 AA), era subordinato, tra le varie condizioni, alla costituzione di una persona giuridica, in specie, per quella scelta dall’accusata, un’associazione (PS AC 1 7.4.2005, per i sussidi cantonali l’art. 4 del regolamento, nel frattempo abrogato, concernente la concessione di sussidi per le spese di esercizio ai nidi dell’infanzia per i sussidi cantonali - di seguito solo Regolamento - e AI 413 nonché per i sussidi federali l’art. 3 cpv. 1 lett. a della LF sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, di seguito solo LF sugli aiuti finanziari). In questo senso vedasi anche il seguente passaggio dei verbali d’interrogatorio di Polizia di C e di M G (di seguito solo M G), impiegato d’ufficio rispettivamente contabile presso il __________ nel periodo fine settembre 2004 / 15.11.2004:

" AC 1 per ottenere i sussidi da Berna, proponeva a me eaCP di firmare un formulario da spedire a questa autorità.

Io venivo menzionata su questo foglio come segretaria e C P come vice presidente dell’asilo”

(PS C 11.5.2005);

" Per quanto riguarda gli statuti dell’associazione…erano necessari per la richiesta dei sussidi federali; da Berna infatti, chiedevano che per i sussidi ci fosse la richiesta da parte di un’associazione e quindi ci dovevano essere statuti e regolamento”

(PS M G 12.4.2005).

Benché agli atti, assieme ad un regolamento interno del __________, vi sia un rapporto d’assemblea quale atto costitutivo dell’Associazione così come i relativi statuti, entrambi i documenti datati 30.6.2004 e firmati da AC 1, PCeCS (RPG annesso 5 documentazione UFAS), da un mail del 16.11.2004 di M GaSDC (di seguito solo D C), funzionario incaricato della pratica sussidi del __________ presso l’UFAS, risulterebbe che:

" Tale associazione NON è ancora stata effettivamente fondata in quanto a tale data (ndr: al 30.6.2004) non esistevano ancora né le persone previste quali membri di tale associazione (stabilite solo in data 30.9 ed in seguito nuovamente escluse) e neppure la documentazione da me redatta in data 21.9.2004 (e di cui le ho inoltrato copia in data 30.9). Tale documentazione è al momento ancora sottoforma di bozza, senza nominativi dei membri e senza firme”

(PP M G 30.1.2006),

circostanza ribadita da questo testimone anche in sede di verbale d’interrogatorio di Polizia del 12.4.2005:

" Di fatto era unicamente la AC 1 a far parte di questa associazione”

(PS M G 12.4.2005).

Ciò malgrado l’accusata ha sempre sostenuto, ribadendolo anche in aula, come l’Associazione sia stata validamente costituita il 30.6.2004 (PS AC 1 7.4.2005) e che nella stessa, seppur a loro insaputa, vi facessero parte tutti i genitori dei bambini soggiornanti da quella data presso il __________ nel senso che, sempre secondo il suo pensiero, dal momento in cui questi genitori portavano i loro figli all’asilo diventavano automaticamente membri dell’Associazione, fermo restando comunque come, per stessa sua ammissione nei verbali di interrogatorio in Polizia e dinnanzi al PP:

" Non esiste alcuna lista dei genitori che fanno parte di questa associazione”

(PS AC 1 7.4.2005);

" ADR che non so dare nomi di genitori che fanno parte dell’Associazione __________”

(PP AC 1 15.4.2005).

A partire dal 3.10.2004 Il __________ si è trasferito nella nuova sede di __________ (AI 259 e 265) restando aperto, al di là di una temporanea chiusura su ordine dell’autorità amministrativa nel periodo 18.2.2005 / 1.3.2005 (considerando 7 della presente decisione), sino al 5.4.2005, giorno dell’arresto di AC 1 con relativa posa dei sigilli (AI 15), tolti solo il 27.7.2005 (AI 201 e PS M J 27.7.2005, di seguito solo M).

A dire dell’accusata da questa sua attività non si sarebbe per nulla arricchita né avrebbe conseguito dei risparmi:

" posso dire che da quando sono cominciati ad arrivare i bambini le entrate erano praticamente pari alle uscite. Il mio salario, che faceva parte delle uscite, è evoluto da fr. 1'500.- al mese a fr. 3'500.-. Preciso che non prelevavo mai il salario ma mi limitavo a coprire le mie spese correnti per un importo comunque praticamente pari al salario che mi davo. Non ho praticamente accumulato risparmi in questi anni”

(PP AC 1 3.5.2005).

                                  III)   Le procedure amministrative

                                   6.   Tre sono le principali procedure amministrative, sia a livello federale che cantonale, che negli anni hanno interessato il __________: quella per l’ottenimento in favore dell’accusata dell’autorizzazione cantonale all’esercizio della funzione di direttrice responsabile di un asilo nido (considerando 7 della presente decisione), quella mirante all’ottenimento dei contributi cantonali sotto forma di sussidi (considerando 8 della presente decisione) rispettivamente quella per il riconoscimento di aiuti finanziari federali in quanto struttura di custodia collettiva diurna ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 lett. a) della LF sugli aiuti finanziari (considerando 9 della presente decisione).

7.Quo all’istoriato relativo al suo possibile ottenimento della necessaria autorizzazione cantonale per l’esercizio della funzione di direttrice responsabile di un asilo nido, dai considerandi - qui volutamente ritrascritti già solo perché più completa e valida cronistoria rispetto a quanto indicato dall’accusata nella lettera del 7.3.2005 ai genitori dei bambini ospiti dell’asilo (PS AC 1 7.4.2005 annesso 1) con la quale, dopo la riapertura del __________ del 1.3.2005, dava loro una sua personale versione dei fatti - della decisione del 3.5.2005 del Consiglio di Stato (di seguito CdS) statuente sui ricorsi del 16/17.2.2005 di AC 1 e dell’Associazione contro le decisioni del 14.2.2005 del Dipartimento della sanità e della socialità (di seguito DSS) in materia di negata autorizzazione all’esercizio di suddetta funzione rispettivamente del 17.2.2005 con cui il DSS aveva ordinato l’immediata chiusura manu militari del __________, si evince quanto segue:

“ 1.  A far tempo dal 1998, la signora AC 1, __________, esercita la funzione di Direttrice responsabile della conduzione dell’__________ __________.

2.  In data 25 luglio 2001, ed a seguito del fatto che in data 1 luglio 2000 erano entrate in vigore le direttive concernenti gli asili nido, alla signora AC 1 veniva concessa un’autorizzazione provvisoria e valida fino al 30 giugno 2002 per la conduzione del suddetto asilo nido.

La suddetta autorizzazione veniva concessa alle seguenti condizioni:

- che la stessa chiarisse la situazione in merito ai suoi diplomi;

- che venisse adeguata la situazione logistica dei locali;

- che venissero migliorate le prestazioni della struttura;

- che l’asilo nido non accogliesse più di 14 bambini, tra cui 2 con età inferiore ai 12 mesi;

- che la durata giornaliera dell’accoglienza non superasse le 4 ore, senza distribuzione dei pasti principali.

3.  In data 26 giugno 2002 la competente autorità cantonale, preso atto del fatto che la signora AC 1 non rispettava le condizioni impostele con la suddetta autorizzazione, invitava la stessa al rispetto delle condizioni ed alla presentazione di una domanda di rinnovo dell’autorizzazione.

4.  A seguito di una serie di vicissitudini che non occorre riprendere in questa sede, in data 10 marzo 2004 la signora AC 1 presentava una nuova domanda tendente all’ottenimento di un’autorizzazione per la gestione del suddetto asilo nido.

5.  In data 25 marzo 2004 la competente autorità cantonale ricordava alla signora AC 1 che la stessa era tenuta alla presentazione della documentazione relativa ai propri titoli di studio.

6.  A seguito della presentazione di un attestato da parte della signora AC 1, in data 21 giugno 2004 (ndr: un esemplare trovasi in RPG annesso 1 incarto Ufficio dei giovani, della maternità e dell’infanzia, di seguito solo UGMI) il DSS decideva di non autorizzare la signora AC 1 ad esercitare la funzione di Direttrice responsabile della conduzione di asili nidi. Il centro __________ veniva quindi escluso dal regime di autorizzazione e veniva semmai autorizzato ad operare quale centro per l’accoglienza diurna unicamente ai sensi del par. 1.2 delle allora Direttive concernenti gli asili nido del 1° ottobre 2003, con deroga che permetteva ai bambini di soggiornare non oltre le 4 ore consecutive.

7.  Contro la predetta decisione insorgeva, con gravame dinanzi allo scrivente Consiglio, la signora AC 1.

Con risoluzione di data 19 ottobre 2004 (ndr: un esemplare trovasi in RPG annesso 1 incarto UGMI) lo scrivente Consiglio accoglieva il ricorso della signora AC 1, nella misura in cui la decisione dipartimentale non poggiava su di una valida base legale, ma unicamente su delle direttive non atte a limitare lo svolgimento dell’attività in disamina e nella misura in cui la stessa non indicava chiaramente eventuali altre violazioni delle condizioni poste dalla precedente autorizzazione del 25 luglio 2001.

8.  In data 13 gennaio 2005 (ndr: un esemplare trovasi in RPG annesso 1 incarto UGMI), la signora AC 1 presentava una nuova istanza tendente all’ottenimento dell’autorizzazione a dirigere il suddetto asilo nido.

9.  Con decisione di data 14 febbraio 2005 (ndr: un esemplare trovasi in RPG annesso 1 incarto UGMI e nell’AI 1), il DSS respingeva tuttavia la suddetta richiesta di autorizzazione.

In sostanza l’autorità di prime cure osservava che la signora AC 1 non era in possesso di una formazione adeguata alla carica di direttrice di asilo nido; inoltre, le condizioni poste nella precedente autorizzazione del 25 luglio 2001 non sarebbero state rispettate dalla stessa; infine, nella decisione veniva indicato che l’Ufficio dei giovani, della maternità e dell’infanzia aveva segnalato situazioni di disagio presso l’asilo __________.

Con la decisione qui impugnata veniva inoltre impartito l’ordine di cessare immediatamente l’attività e di chiudere l’esercizio, con comminatoria di esecuzione d’ufficio della decisione, comminatoria di cui all’art. 292 CPS e revoca dell’effetto sospensivo ad un eventuale gravame.

10.  Ritenuto che la struttura non era stata prontamente chiusa, in data 17 febbraio 2005 (ndr: un esemplare trovasi in RPG allegato 279) il DSS ordinava alle competenti autorità di polizia di procedere all’immediata chiusura forzata della struttura”

(AI 237).

La domanda provvisionale dell’accusata e dell’Associazione per la restituzione dell’effetto sospensivo sia al ricorso di merito che a quello sulla decisione di chiusura forzata dell’asilo è stata respinta dal Presidente del CdS con decisione del 18.2.2005 (RPG allegato 279) e quello stesso giorno si è proceduto amministrativamente alla chiusura del __________ apponendovi i sigilli (AI 5).

Questa decisione fu impugnata presso la I Camera civile del Tribunale d’appello, il cui Presidente, con sentenza del 25.2.2005, ha accolto il gravame, concedendo effetto sospensivo al ricorso e ha quindi permesso la riapertura dell’asilo, che è avvenuta l’1.3.2005 (AI 5). Di fatto il __________ è stato chiuso amministrativamente dal 18.2.2005 al 1.3.2005, per poi essere riaperto sino al 5.4.2005, giorno dell’arresto dell’accusata (AI 11 e 15) con contestuale esecuzione di un ordine di perquisizione e sequestro dell’asilo (AI 12), misura perdurata sino al 27.7.2005 (AI 201 e PS M 27.7.2005).

Con lettera del 5.7.2005 il CdS ha poi informato il Ministero Pubblico (di seguito solo MP) che la sopraccitata sua decisione del 3.5.2005 (AI 237) non era stata impugnata e risultava:

" essere cresciuta in giudicato.

Di conseguenza, la decisione 14 febbraio 2005 del DSS che:

respingeva l’istanza della signora AC 1 tendente all’ottenimento dell’autorizzazione ad esercitare la funzione di direttrice responsabile della conduzione di asili nido;

escludeva il suddetto asilo nido dal regime di autorizzazione;

ordinava l’immediata cessazione dell’attività del Centro e la sua chiusura;

risulta essere cresciuta in giudicato.

In merito alla suddetta vertenza non vi sono d’altro canto ulteriori procedure ricorsali pendenti”

(AI 224).

Da ciò, per la Corte, l’accertata conclusione come dopo la sua scarcerazione del 24.6.2005 (AI 209) AC 1 non ha più ripreso la sua attività di titolare e direttrice di un asilo nido e di come, allo stato attuale delle cose, non potrà, in futuro, più ottenere la richiesta autorizzazione cantonale per l’esercizio di tale funzione.

                                   8.   In merito al possibile ottenimento dei contributi cantonali per gli asili nido dall’AI 15 così come dal RPG allegato 281 si evince come l’accusata ha presentato la relativa sua istanza il 28.1.2005 e che la stessa è pervenuta all’UGMI il 31.1.2005.

Agli atti non figura una formale decisione negativa che però, perlomeno indirettamente, si può ritenere come assodata visto come il __________, con decisione del DSS del 14.2.2005, era stato escluso dal regime dell’autorizzazione (AI 1, 224 e 237), cadendo quindi la prima necessaria condizione anche solo per un iniziale esame di merito di predetta richiesta in base ai combinati art. 1 segg. Regolamento (AI 413), art. 13 dell’Ordinanza Federale sull’accoglimento di minori a scopo di affiliazione e di adozione nonché art. 7 cpv. 1 lett. a) rispettivamente art. 8 cpv. 1 della Legge Cantonale sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni. Comunque sia ed in ogni caso in sede dibattimentale l’accusata ha pacificamente ammesso di:

" non aver ricevuto nessun sussidio né da Bellinzona né da Berna”

(verbale dibattimentale pag. 20).

                                   9.   Quo alla procedura mirante all’ottenimento di sussidi federali ai sensi della LF sugli aiuti finanziari, dal RPG allegato 287 ed annesso 5 documentazione UFAS si constata come fu presentata un’unica istanza datata 30.6.2004 anche se in due differenti versioni: la prima incompleta, con data di stampa dei relativi moduli al 7.2.2003, scritta a mano, firmata e con l’indicazione “seguiranno a giorni documenti richiesti” e che all’interno dell’UFAS non fu presa in considerazione visto la dicitura sul primo foglio del modulo A di “wurde erzetzt”; la seconda completa di documenti tra cui la “Descrizione dettagliata del progetto della struttura di custodia collettiva diurna”, gli “Statuti” ed il “Rapporto” del 30.6.2004 dell’Assemblea, il “Regolamento interno”, le “Tariffe” ed il “Preventivo annuale dettagliato” della struttura, con data di stampa dei relativi moduli e lettera accompagnatoria del 14.10.2004, scritta a macchina e firmata, che è poi l’unica presa in considerazione dall’UFAS visto come sulla prima pagina del modulo A è stato scritto “Nr. 582. Ersetz denjenigen vom 1.7.04”.

Predetta richiesta del 30.6.2004, così come completata il 14.10.2004, richiamati gli art. 1 cpv. 1, 2 cpv. 1 e 3 cpv. 1 lett. c) della LF sugli aiuti finanziari nonché l’art. 11 cpv. 1 dell’Ordinanza Federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, è stata respinta con formale decisione del 4.3.2005 dalla cui lettura si evince quanto segue:

" il 01.07.2004 (data di arrivo all’UFAS) abbiamo ricevuto la vostra richiesta di aiuti finanziari concernente l’aumento della struttura collettiva diurna __________ - __________ a __________ …

Secondo l’articolo 11 capoverso 1 dell’ordinanza sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia, l’ufficio federale delle assicurazioni sociali sottopone per parere la domanda di aiuto finanziamento all’autorità competente del Cantone nel quale la custodia deve essere offerta o il provvedimento eseguito. L’autorità cantonale deve in particolare esprimersi sulle questioni se, dal punto di vista del Cantone, il progetto adempie i requisiti di qualità (lettera c).

Secondo la legge del Canton Ticino, gli asili nido hanno bisogno di una autorizzazione cantonale.

Secondo la decisione del Dipartimento della sanità e della socialità del cantone Ticino del 14 febbraio 2005 è stato respinto alla signora AC 1, persona responsabile della struttura di custodia collettiva diurna __________ - __________, l’autorizzazione. In questo caso l’asilo nido __________ - __________ non risponde alle esigenze qualitative cantonali.

Le condizioni di diritto secondo la legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia non sono per conseguenza soddisfatte e il riconoscimento del diritto al sussidio non può essere effettuato…

La richiesta di aiuti finanziari inoltrata da __________ per la custodia collettiva diurna __________ - __________ è respinta”

(RPG allegato 297 ed anneso 5 documentazione UFAS).

Contro questa decisione il 18.3.2005 fu presentato ricorso al Dipartimento federale dell’interno (RPG annesso 5 documentazione UFAS). Dell’esito di questa impugnazione nulla si sa fermo restando come in aula AC 1 ha pacificamente ammesso di non aver mai ricevuto alcuna sovvenzione federale (verbale dibattimentale pag. 20), ciò che del resto, preso atto delle argomentazioni indicate nella decisione di rifiuto dell’UFAS del 4.3.2005 (RPG allegato 297 ed annesso 5 documentazione UFAS), appare implicitamente evidente visto l’intervenuta crescita in giudicato della decisione del 14.2.2005 del DSS (considerando 7 della presente decisione) con cui all’accusata veniva definitivamente negata l’autorizzazione all’esercizio della funzione di direttrice responsabile di un asilo nido con contestuale esclusione dal regime di autorizzazione del __________ in quanto struttura di custodia collettiva diurna non rispondente alla esigenze qualitative cantonali (art. 3 cpv. 1 lett. c LF sugli aiuti finanziari).

                                 IV)   Primi accertamenti di Polizia e arresto di AC 1

                                10.   Lo stesso giorno di emissione della decisione del 14.2.2005 del DSS (considerando 7 della presente decisione), il CdS segnalò al MP il caso del __________ allegando una nota interna del 27.1.2005 dell’UGMI a firma di E__________ D__________ -B__________ (educatrice della prima infanzia, impiegata di quell’ufficio con competenza sulle autorizzazioni, sulla vigilanza e sulla consulenza educativa agli asili nido, PS E D-B 15.3.2005, di seguito solo E D-B) in cui, a dire dell’autorità esecutiva, venivano evidenziati:

" presunti interventi che si iscriverebbero nel campo dei maltrattamenti e che potrebbero essere costitutivi del reato di vie di fatto contro un fanciullo del quale l’autore aveva la custodia o doveva avere cura (art. 126 cpv. 2 lett. a CPS), di quello di violazione del dovere di assistenza o educazione verso un minorenne (art. 219 CPS) ed eventualmente di coazione (art. 181 CPS). In presenza di possibili reati d’azione pubblica, il Consiglio di Stato ne fa quindi immediato rapporto al Procuratore pubblico conformemente all’art. 181 CPP”

(AI 1).

Dalla menzionata nota di E D__________ -B, frutto, tra l’altro, di due segnalazioni giunte all’UGMI nel settembre 2004 da K I (stagiere presso il __________ nel periodo 13.9.2004 / 20.9.2004, PS K I__________ 10.3.2005, di seguito solo K I ed AI 6) e nell’ottobre 2004 da PWAM (che lavorò due giorni al __________ nel periodo agosto / settembre 2004, AI 6 e PS AC 1 7.4.2005, di seguito solo P W A M) risultava in particolare che:

" Dopo la precedente decisione di non autorizzazione dello scorso 21 giugno 2004, sono giunte al nostro ufficio nuove segnalazioni che confermano e sottolineano la non adeguatezza della signor AC 1 a gestire una struttura per la prima infanzia.

Diverse sono le segnalazioni scritte e verbali, provenienti da responsabili di altri asili nido e personale impiegato presso l’asilo nido in questione, che testimoniano situazioni di disagio di famiglie che frequentavano in precedenza il centro __________.

Riportiamo qui di seguito alcuni dei contenuti di queste segnalazioni di cui proteggiamo la fonte per esplicita richiesta delle persone interessate:

bambini messi a letto nei sacchi e legati, così che non riescono né a girarsi, né ad alzarsi, obbligati a restarvi durante tutto il tempo della siesta, dalle 12.30 alle 15.30, anche se piangono (situazione verificata personalmente nel corso di una visita del 22.1.2004);

bambini che vengono sgridati se piangono troppo a letto…;

bambini di pochi mesi messi in castigo perché si rifiutano di mangiare o piangono, chiusi in cameretta;

atteggiamenti definiti come non rispettosi, autoritari e violenti nei confronti dei bambini;

il personale non può prendere in braccio in bambino che piange per timore che si abitui;

nella sala giochi è vietato il ciuccio anche se un bambino piange;

bebé che rimangono tutto il giorno nel girello o nella sdraietta;

pasti uguali per tutti, senza differenziazione dei menu in funzione delle età. Avanzi riscaldati e riproposti ai bambini per più giorni consecutivi…

La scuola di diploma ha fatto notare come delle studentesse impiegate in periodi di stage presso questa struttura abbiano incontrato grosse difficoltà, vi sono stati stages interrotti, ragazze che rientravano a scuola piangendo raccontando fatti accaduti all’asilo nido.

L’ultima segnalazione ci è pervenuta telefonicamente, in data 9 dicembre 2004, dal signor D C dell’Ufas (ndr: per il testo di questa segnalazione si veda anche RPG annesso 5 documentazione UFAS).

E’ stato contattato dal contabile della signora AC 1…che…nel corso della stessa telefonata dichiara aver assistito a scene di maltrattamento da parte della signora AC 1 nei confronti di bambini ospiti dell’asilo nido. Esempio: durante un incontro di lavoro durante la siesta, il contabile ha visto la signora AC 1 prendere dal lettino una bambina che piangeva, prenderla in braccio mentre discutevano di cifre e stringerla forte per farla smettere di piangere, sembrava che stesse per soffocare. Poi, non ottenendo il risultato sperato, ha messo la piccola per terra, le ha messo un piede sulla pancia dicendole di smettere di urlare sennò svegliava gli altri bambini”

(AI 1).

                                11.   A dire il vero un’inchiesta penale nei confronti di AC 1 poteva già essere intrapresa il 5.5.2001 quando K M__________ si era presentata in Polizia per raccontare di una possibile coazione (art. 181 CP) a danno di suo figlio S. In quest’ottica vedasi i seguenti passaggi del suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 21.4.2005:

" Nel 2001 e l’interrogante mi conferma che era il 05.05.2001 mi ero presentata presso questi uffici dopo che una certa signora N M che lavorava al __________ di __________, asilo frequentato dai miei due bambini, mi aveva detto che la direttrice AC 1 legava S__________ al letto e lo lasciava piangere. Ricordo che questa N__________ mi aveva anche detto che non voleva avere problemi e che non voleva ripetere a nessuno quello che mi aveva detto. Chi mi interroga mi aveva chiesto di convincere questa persona a farsi avanti con le autorità ma la N non ne ha voluto sapere perché diceva che la AC 1 aveva un figlio in polizia e che lei era terrorizzata da questa persona che sembrava avere conoscenze molto importanti. Insomma non c’è stato verso di convincere questa donna. Da parte mia nel giugno del 2001 avevo tolto i miei due bambini dal __________ …

Corrisponde al vero che ho iniziato a portare S all’asilo __________ nel luglio del 1999 e ci è rimasto sino al giugno del 2001 in modo regolare vale a dire dal lunedì al venerdì dalle ore 0730 alle ore 1600 (pranzo e merenda compresi)…

Non mi ricordo più se all’epoca in cui ero venuta in polizia A (ndr.: la prima figlia di K M che pure frequentò in quel periodo il __________) mi aveva detto che S__________ veniva picchiato dalla T__________ (AC 1) e poi messo a letto. Di sicuro posso dire che ancora stamani ho chiesto ad A__________ se si ricordava e mia figlia mi ha confermato che la tata picchiava S. Ieri ho chiesto a S se si ricordava qualcosa di quando andava al __________ e lui si à tirato una sberla per farmi vedere quello che la tata gli faceva. Aveva le lacrime agli occhi e mi diceva:…brutta la t__________ …cattiva la t__________ …

Io entravo nella struttura dell’asilo ed in una circostanza avevo potuto notare la presenza di piccole cinghie come delle briglie da passeggio, attaccate al lettino. Era stata la N M a dirmi di guardare questo particolare e difatti aveva ragione.

Sempre S__________ ieri mi diceva che la tata lo legava e mi mostrava ai piedi, alla pancia e al collo”

(PS K M 21.4.2005);

fatti parimenti confermati anche dalla dipendente del __________ N__________ M (che lavorò presso questo asilo nel periodo 2.5.2000 / 30.4.2001, PS __________ N 1.4.20005, di seguito solo N M) nel suo verbale d’interrogatorio di Polizia del 1.4.2005:

" Voglio precisare che io ho riferito alla mamma di S, per il bene del bambino, se avesse avuto incubi o un comportamento anomalo, di non allarmarsi e che sicuramente era dovuto ai maltrattamenti subiti.

La madre di S mi diceva che non avrebbe più portato il bambino al __________ e che lo avrebbe fatto visitare da uno psicologo.

La mamma di S__________ mi diceva di avere un’amica poliziotto e che se io volevo, potevo testimoniare l’accaduto.

Io a quel tempo avevo interrotto il mio rapporto di lavoro con la AC 1, ero talmente nauseata da queste situazioni e non volevo più sentirne parlare. Ritenevo di aver fatto il mio dovere, parlandone con la mamma di S”

(PS N M 1.4.2005).

Benché la coazione (art. 181 CP) così ipotizzata sia un ipotesi di reato perseguibile d’ufficio e che quindi non richiedeva né una formale denuncia da parte di K M né l’assoluta necessità di verbalizzare N M, dopo questa non trascritta segnalazione verbale del 5.5.2001 nulla fu intrapreso dalla Polizia Cantonale o dal MP, col che AC 1 ha potuto liberamente continuare nella conduzione del suo asilo sino al 5.4.2005, giorno del suo arresto (AI 11 e 15).

                                12.   Comunque sia sviluppando le dichiarazioni della nota interna del 27.1.2005 dell’UGMI a firma di E D-B (considerando 10 della presente decisione) nonché procedendo all’audizione testimoniale di alcune delle ex impiegate del __________, la Polizia Cantonale, durante i mesi di febbraio / aprile 2005, ebbe a raccogliere seri, numerosi e ripetitivi indizi di colpevolezza a carico dell’accusata che sono stati così sommariamente riassunti a pagina 2 e 3 del rapporto d’arresto del 5.4.2005 (AI 15):

" Da queste audizioni sono emerse gravi responsabilità dell’accusata quo a maltrattamenti di varia natura fisica e psicologica, protrattesi per tutto il periodo indicato (ndr: sempre secondo la Polizia nel corso degli anni 1998 / 4.4.2005) ai danni di bimbi dai 0 ai 3 anni. Qui di seguito riassumiamo l’elenco dei supplizi patiti dalle piccole e indifese vittime in modo reiterato, nel corso di tutti questi anni, ad opera della AC 1:

Alimentazione

pastoni riscaldati per più giorni ottenuti con avanzi di cibo

derrate alimentari scongelati e ricongelati più volte

derrate alimentari scadute anche da anni

derrate alimentari contenenti larve, vermi e farfalle

la AC 1 obbligava i bambini a mangiare forzatamente (pressioni sulla mandibola, chiusura delle narici, schiaffi) sino a che il pasto non era terminato. Qualora il piccolo non cedeva al suo volere veniva messo a letto a digiuno, in una camera buia a piangere sino allo sfinimento. Anche quando i piccoli vomitavano, l’accusata continuava ad imboccarli con i mezzi coercitivi sopra esposti.

Siesta

Obbligatoria per tutti dalle ore 1300 alle ore 1530.

I bambini venivano inseriti nei sacchi in posizione supina e quelli più vivaci legati con cinghie supplementari che ne impedivano i movimenti. Qualora qualche bambino osava piangere o fari i capricci la AC 1 premeva loro il viso sul cuscino, urlava, li tirava per i capelli, dava loro pizzicotti in viso…li lasciava piangere sino allo sfinimento.

Medicamenti

Somministrava supposte, sciroppi e gocce calmanti (anche scaduti), di propria iniziativa, senza consulto medico e/o parere dei genitori

Neonati

Trascorrevano la loro permanenza nello sdraietto o in piedi nel girello ad esclusione del momento del pasto e del cambio del pannolino. Se il neonato piangeva veniva lasciato nel girello in una camera al buio sino a sf

72.2008.167 — Ticino Tribunale penale cantonale 16.04.2010 72.2008.167 — Swissrulings