Incarto n. 72.2008.141
Locarno, 27 gennaio 2009/nk
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dai giudici:
Mauro Ermani (Presidente) GI 1 GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 1 AS 2 AS 4 AS 6 AS 7
con la segretaria:
Barbara Maspoli, vicecancelliera
Conviene nell’aula penale di questo pretorio
per giudicare
1. AC 1 e domiciliato a 2. AC 2 e domiciliato a 3. AC 3 e domiciliato a
tutti detenuti dal 2 febbraio 2008;
prevenuti colpevoli di:
A. AC 1 e AC 2, congiuntamente
1. omicidio intenzionale
per avere,
a __________, in via __________, la sera del 1° febbraio 2008, dopo le ore 23.40,
intenzionalmente concorso tra loro nel cagionare la morte di V__________ colpendolo dapprima con pugni e poi con calci in parti vitali segnatamente al capo e al collo, tali da causargli la lacerazione dell’arteria vertebrale sinistra intracranica con conseguente emorragia cerebrale che ne determinò il decesso intervenuto il 02.02.2008 presso l’Ospedale __________ di __________, come alla documentazione in atti,
in particolare,
dopo aver visto AC 3 aggredire __________ spintonandolo in maniera forte e a diverse riprese,
[al quale si unì di sua iniziativa il minorenne __________ (__________) che colpì __________ con un pugno al braccio sinistro],
AC 2 ed AC 1 affiancarono subito AC 3 e si avventarono su __________,
in particolare AC 2 lo colpiva con un pugno al viso e AC 1 con un altro pugno alla mascella cui fece seguito AC 2 che gli sferrava un calcio allo stinco ed uno nella zona tra la pancia e la coscia [mentre __________ lo colpiva con un calcio al basso fianco sinistro, tra le costole e la coscia, allontanandosi subito dopo],
con il risultato che __________ cadeva a terra,
e mentre era inerme al suolo, AC 3, AC 2 e AC 1 ancora lo colpivano con calci al busto ed agli arti, per cui inizialmente __________ si rannicchiava e con le braccia tentava di proteggersi,
dopodichè AC 1 e AC 2 gli sferrarono calci diretti al capo a seguito dei quali rimase immobile,
segnatamente,
AC 1 si spostava appositamente all’altezza della testa e gli sferrava un calcio mirato al capo mentre
AC 2 che si trovava di fianco a AC 1, pure lo colpiva con un calcio in testa, nella parte sinistra,
lasciandolo immobile a terra con gli occhi sbarrati e rivolti all’indietro,
indi unitamente a AC 3 si allontanarono, incuranti della sorte della vittima, nell’intento di non essere identificati;
B. AC 3, singolarmente
2. aggressione
per avere,
nelle medesime circostanze di tempo e di luogo di cui al punto 1, dato avvio e preso parte insieme a AC 2 e AC 1 (imputati di omicidio intenzionale) ed al minorenne __________ (__________), all’aggressione a danno di +__________,
in particolare dirigendosi per primo contro la vittima, spintonandola in maniera forte e a diverse riprese nonché colpendola con calci al busto ed agli arti quando era a terra,
aggressione che ha avuto per conseguenza la di lui morte e meglio come descritto al punto 1 del presente AA;
3. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzato,
nel periodo estate 2007 e fino al 02.02.2008,
a __________ ed altre imprecisate località,
consumato un imprecisato quantitativo di marijuana, sostanza cedutagli gratuitamente da amici, nonché in tre occasioni, cocaina, sostanza acquistata da uno spacciatore non meglio identificato ed interamente destinata al proprio consumo personale;
C. AC 1, singolarmente
4. contravvenzione alla LF sugli stupefacenti
per avere,
senza essere autorizzato,
nel periodo novembre 2005 fino al 02.02.2008,
a __________ ed altre imprecisate località del __________,
consumato un imprecisato quantitativo di marijuana,
nonché detenuto 0,6 grammi di marijuana cedutagli gratuitamente la sera del 01.02.2008 dall’amico __________;
D. AC 2, singolarmente
5. pornografia
per avere,
a __________, nel periodo 2007 e fino al giorno dell’arresto,
salvandolo sulla memoria del proprio telefonino marca __________, fabbricato e tenuto in deposito un filmato di pornografia dura vertente su un rapporto sessuale di un uomo con un animale inviatogli da terzi;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: art. 111 CP, art. 134 CP, art. 197 cifra 3 CP, art. 19a LStup.;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 137/2008 del 22.10.2008, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il procuratore pubblico __________. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 1. § L'accusato AC 2 assistito dal difensore di fiducia avv. DF 3. § L'accusato AC 3 assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 2. § L’avv. RC 1 in rappresentanza della parte civile PC 1.
Espleti i pubblici dibattimenti
- lunedì 19 gennaio 2009 dalle ore 09:30 alle ore 16:30
- martedì 20 gennaio 2009 dalle ore 09:30 alle ore 17:05
- mercoledì 21 gennaio 2009 dalle ore 09:30 alle ore 18:30
- giovedì 22 gennaio 2009 dalle ore 09:40 alle ore 18:35
- venerdì 23 gennaio 2009 dalle ore 09:30 alle ore 17:20
- lunedì 26 gennaio 2009 dalle ore 09:30 alle ore 17:00
- martedì 27 gennaio 2009 dalle ore 09:30 alle ore 23:15
Il Presidente prospetta agli accusati le seguenti accuse subordinate, riprodotte nel doc. dib. 8 che viene consegnato alle parti:
Con riferimento all’art. 250 CPP il Presidente prospetta a AC 2 e AC 1:
- l’accusa subordinata di lesioni personali gravi, per avere intenzionalmente ferito __________ mettendone in pericolo la vita, in concorso con l’accusa di omicidio colposo, per fatti commessi nelle medesime circostanze di cui all’atto di accusa, salvo che il decesso è stato -in tale ipotesi- causato per negligenza, rispettivamente in concorso con l’accusa di omissione di soccorso, per avere omesso di prestare soccorso alla vittima da loro ferita;
- l’accusa subordinata di aggressione in concorso con quella di omicidio colposo per avere, nelle stesse circostanze indicate nell’atto di accusa, congiuntamente preso parte ad un’aggressione che ha avuto per conseguenza la morte di __________, salvo che il decesso è stato -in tale ipotesi- causato per negligenza, rispettivamente in concorso con l’accusa di omissione di soccorso, per avere omesso di prestare soccorso alla vittima da loro ferita.
Ancora con riferimento all’art. 250 CPP il Presidente prospetta a AC 3, AC 2 e AC 1 l’accusa subordinata di rissa in concorso con quella di omicidio colposo per avere, nelle stesse circostanze indicate nell’atto di accusa, congiuntamente preso parte ad una rissa che ha avuto conseguenza la morte di __________, salvo che il decesso è, in tale ipotesi, stato causato per negligenza, rispettivamente in concorso con l’accusa di omissione di soccorso, per avere omesso di prestare soccorso alla vittima da loro ferita.
Sempre con riferimento all’art. 250 CPP il Presidente prospetta a AC 2 l’accusa subordinata di pornografia ai sensi dell’art. 197 cpv. 3bis, per avere posseduto un filmato di pornografia dura vertente su un rapporto sessuale di un uomo con un animale inviatogli da terzi.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale:
- ripercorre la serata in cui si è verificata l’aggressione, evidenziando come fosse una tipica serata di __________. Illustra la personalità della vittima, sottolineandone il carattere gentile e solare. Ripercorre i fatti di cui ai punti n. 1 e 2 dell’AA e i soccorsi prestati a __________, risultati purtroppo vani. Passa in rassegna le circostanze degli arresti degli imputati, consentiti unicamente dall’intenso e proficuo lavoro che subito la Polizia ha messo in atto. Accenna al successivo arresto del minorenne. Pone in evidenza l’atteggiamento assunto durante l’inchiesta dagli imputati, i quali hanno sempre cercato di minimizzare la loro colpa. Rileva come abbiano immediatamente percepito la gravità dei fatti. Richiama il loro comportamento subito dopo i fatti, denunciando soprattutto quello di AC 2 e AC 1. Illustra quindi la dinamica dei fatti, rilevando come le versioni dei tre non convergano. Evidenzia l’atteggiamento “smemorato” di AC 2 e richiama il suo “flash”, interpretandolo come un adeguamento alle versioni rese da AC 3 e AC 1. Denuncia quindi il comportamento collusivo degli accusati. Si confronta anche con le dichiarazioni del minorenne;
- riassume le informazioni emerse dalle dichiarazioni dei testi, secondo cui __________ è stata la sola persona aggredita, è caduto a seguito dei calci di AC 2 (e non del pugno di AC 1) e si muoveva ancora dopo il pugno di AC 1. Considera che il calcio di AC 2 sia stato forte tanto quanto quello di AC 1. Osserva come, nonostante davanti ad una medesima scena le varie persone presenti la percepiscano in modo diverso, i testi abbiano riferito cose che gli accusati hanno ammesso. Ritiene quindi che gli accusati stessi riconoscano la veridicità delle dichiarazioni dei testi.
Considera accertato per AC 2 quello che è riportato nell’AA. Non crede ai suoi vuoti di memoria e rileva invece la sua volontà di inquinare. Si confronta con le risultanze dell’autopsia. Ritiene che l’unica ragione che ha spinto AC 2 ad agire come ha fatto sia la voglia di picchiare.
Anche per AC 1 ritiene accertato quanto indicato nell’AA. Ritiene anche il suo movente quello della voglia di picchiare.
Quanto a AC 3, non ritiene che abbia ammesso tutte le sue responsabilità. Non crede al motivo da lui fornito per giustificare il suo intervento su __________. Ritiene che anche il suo intento fosse quello di picchiare.
Ritiene che nessuno dei tre sia ritornato sul luogo dei fatti;
- prende posizione sulle risultanze medico legali che riconducono la lesione ad un trauma che ha causato un movimento di estensione e rotazione. Osserva che non è possibile stabilire quale dei due colpi (quello alla tempia, quello al collo o entrambi) sia all’origine del movimento in questione, l’unico in grado di spiegare la lesione letale. Esclude che lo spintone, i pugni, la caduta a terra o un movimento spontaneo di __________ abbiano potuto causare tali lesioni. Ne conclude che le lesioni riscontrate non possono che essere state causate dai calci di AC 2 e AC 1.
Quanto alla sussunzione dei fatti in diritto rileva che, essendo notorio che la testa è la parte più delicata del corpo, sferrando due calci al capo AC 1 e AC 2 non potevano non prevedere il rischio della morte della vittima. Ritiene che il movente sia la violenza fine a sé stessa per fare i bulli. Considera il nesso tra calci in testa e morte è troppo stretto per escludere che abbiano previsto la morte che hanno cagionato. Ritiene l’intenzione vicinissima al dolo diretto. Esclude l’omicidio colposo. Spiega il concetto di correità e precisa che non importa stabilire quale calcio sia stato causale: dalla loro azione comune è conseguita la morte della vittima. Osserva che la volontà comune può concretizzarsi anche per atti concludenti, per aver agito nello stesso tempo e luogo.
Quanto al reato di pornografia rileva che AC 2 sapeva che le immagini erano proibite e, avendole salvate, le ha fabbricate ai sensi dell’art. 197 CP.
Quanto all’aggressione rileva come la stessa sia perfezionata già con l’intervento di AC 2. Soggettivamente non considera credibile che AC 3 non pensasse che gli altri due potessero intervenire.
Ritiene consumata anche la contravvenzione alla LStup per AC 3 e AC 1.
Quanto alla commisurazione della colpa (recte: pena) osserva che la colpa di AC 2 e AC 1 è gravissima (vicina al dolo eventuale (recte: diretto)). Rileva che hanno causato un dolore enorme, spinti da motivi utilissimi (recte: futilissimi). Dà atto che erano e sono giovani, ma li ritiene consapevoli delle conseguenze delle loro azioni. Evidenzia il loro comportamento dopo i fatti. Li considera privi di valori, senza nessun rispetto della vita umana. Pone in evidenza il loro atteggiamento collusivo in detenzione preventiva. Ritiene che, con il suo atteggiamento negatorio, AC 2 dimostri di non avere la consapevolezza delle proprie responsabilità. Dà atto che AC 1 ha avuto un atteggiamento più collaborativi. Rileva la lucidità di AC 1, nonostante l’alcool da lui ingerito, come da lui stesso ammesso. Pone in evidenza la difficile situazione familiare di AC 1, a differenza di quella AC 2.
In considerazione, per entrambi, dell’estrema gravità dell’agire, della carcerazione subita e della giovane età;
per AC 1 dei suoi irrisori precedenti, delle sue ammissioni, nonché della sua situazione familiare difficile;
e per AC 2, da un lato, della sua incensuratezza e, dall’altro, del suo pessimo comportamento,
chiede la conferma integrale dell’AA e la condanna
di AC 2 alla pena detentiva di 10 anni e mezzo e
di AC 1 alla pena detentiva di 10 anni, a valersi quale pena unica unitamente ai precedenti del 13.7.2005 e del 1.9.2006.
Ritiene ad ogni modo che nessuna pena potrà mai compensare la perdita di __________.
Chiede inoltre la confisca di quanto in sequestro, in particolare della canapa rinvenuta a AC 1.
Quanto a AC 3, ritiene che non sia stato del tutto trasparente e che, nonostante la sua giovane età fosse consapevole di ciò che faceva. In considerazione anche della sua buona situazione familiare, dei futili motivi che lo hanno spinto ad agire portando tutta la responsabilità dell’attacco alla vittima, della sua incensuratezza, della detenzione preventiva e dell’estrema gravità dei fatti cui ha dato avvio senza poi dissociarsi, chiede la conferma dell’AA e la condanna ad una pena detentiva di 3 anni.
§ L’avv. RC 1, rappresentante della PC PC 1, il quale:
- evidenzia la gratuità degli atti degli imputati, la cui violenza è esplosa senza che l’inchiesta abbia potuto stabilirne la scintilla. Rileva come non vi fosse neppure la possibilità di equivocare la lite tra i due gruppi di giovani, la quale era già appianata. Sottolinea l’atteggiamento di __________, fin dall’inizio tutt’altro che aggressivo e osserva come non vi fosse alcun motivo per prendersela con lui. Sottolinea come i genitori e la sorella abbiano perso __________ a causa di persone che praticano la violenza per passatempo. Ritiene che i tre imputati siano perfettamente e freddamente coscienti di aver ucciso senza motivo e osserva come abbiano fatto di tutto per nascondere il loro segreto. Pone in evidenza i folli automatismi proposti dagli imputati per spiegare l’accaduto. Ritiene che i tre non siano nuovi alle risse. Si aspettava un po’ di coraggio da parte degli accusati, affinché potesse essere data una risposta riguardo al movente, ciò che però non è stato. Osserva che i tre in aula hanno dato delle risposte evasive, per non entrare nel merito. Evidenzia che la nebbia che avvolge i loro ricordi si dirada per escludere elementi che aggraverebbero la loro posizione. Pone in risalto i filmati di violenza rinvenuti nel cellulare di AC 2. Ritiene inquietanti le minacciose frasi proferite da AC 2 e AC 1 e ritiene che il modus operandi impiegato dai tre collimi con tali esternazioni. Considera la maglia della __________ indossata da AC 1 l’esca messa sull’amo per creare una discussione. Intravvede un’analogia tra lo sfogo della violenza dei tre accusati con l’automatismo di Pavlov, che riguarda però il comportamento degli animali. Descrive l’aggressione come un atto concordato, organizzato e frutto di allenamento. Evidenzia l’accanimento dei tre nei confronti dell’indifeso __________. Pone in evidenza come gli stessi non si siano fatti scrupoli ad agire in pubblico e la freddezza di chi si è reso irriconoscibile, ritenendola frutto dell’abitudine alle risse. Denuncia il comportamento assunto dagli accusati dopo i fatti e durante l’istruttoria, il quale dimostra da un lato la loro indifferenza e dall’altro la loro scaltrezza e maturità criminale. Esclude ogni e qualsiasi pentimento, manifestato solo a parole, ma non dal loro comportamento;
- ritiene che l’omicidio commesso da AC 2 e AC 1 sia così efferato da sfiorare i limiti dell’assassino. Osserva che neppure l’alcool ingerito da AC 1 cambi nulla alla valutazione della situazione. Ritiene che AC 3 non abbia condiviso il progetto omicida degli altri imputati. Ritiene evidente il dolo degli accusati, chiedendo alla Corte di vagliare anche l’ipotesi del dolo diretto. Richiama le conferme granitiche risultanti dai referti del perito giudiziario riguardo al legame causale tra i due calci al capo e la morte. Considera insostenibile la perizia __________, di cui contesta la metodologia.
Si esprime sul profilo, lugubre -salvo per AC 3- degli accusati. Pone in evidenza la personalità radiosa di __________.
Chiede un torto morale con vincolo di solidarietà e con interessi a partire dal 1.2.2008:
di fr. 75'000.- per il padre, fr. 75'000.- per la madre e fr. 25'000.- per la sorella di __________ anni, data la gravità senza precedenti della fattispecie, il legame familiare particolarmente armonioso che è stato spezzato e la sofferenza della famiglia in fase istruttoria. Rileva che il denaro che verrà versato alla Fondazione.
Chiede inoltre il risarcimento del danno materiale di fr. 18'749.50 e delle spese legali per fr. 70'698.60.
Conclude chiedendo la conferma dell’AA, delle sue richieste risarcitorie e che la Corte si chini sull’ipotesi dell’omicidio ai limiti dell’assassinio e del dolo eventuale che sconfina nel dolo diretto.
§ L’avv. DF 2, difensore di AC 3, il quale:
- sottolinea il disagio dovuto al fatto che, nei casi di reati contro la vita, la giustizia non possa avere il ruolo restitutorio che ha in altri casi. Spiega come lo squilibrio tra i beni in gioco, ancora maggiore se la vittima è incolpevole, faccia sì che -per trovare una spiegazione più o meno accettabile per attenuare l’assurdità della morte- si tenda ad accrescere la colpa dei responsabili. Richiama la reazione provocata dai fatti nell’opinione pubblica, nei media e nella politica e rileva come occuparsi di un caso del genere sia difficile per tutti. Auspica che non la pena, ma il giudizio sia esemplare. Ritiene che l’inchiesta, che definisce approfondita, mirata ed estesa, permetta di escludere la responsabilità di AC 3 nella morte della vittima. Pone in evidenza la personalità del suo patrocinato, negando che sia un mostro e rilevando che l’unica macchia nel suo passato è un problema di condotta nell’ambito di un corso durante l’apprendistato. Sottolinea la collaborazione fornita fin dall’inizio dal suo patrocinato. Pone in risalto anche la correttezza dei suoi genitori, rivoltisi all’autorità per segnalare il tentativo di collusione da parte di terzi. Pone in evidenza la durezza della detenzione preventiva, durante i primi mesi della quale AC 3 non aveva nessuno con cui parlare liberamente, avendo la Difesa optato per la partecipazione all’inchiesta, rinunciando ai colloqui liberi con l’imputato. Osserva però come AC 3 abbia vissuto tale difficile situazione senza lamentarsi. Contesta tre aspetti dell’intervento della PP: il fatto di ritenere, solo sulla base delle testimonianze -a suo giudizio inattendibili-, che AC 3 abbia picchiato __________ quando era a terra; l’interpretazione del suo atteggiamento processuale e la commisurazione della pena. Prende posizione sull’intervento della PC, rilevando come il rappresentante della stessa abbia tentato di caricare la colpa di AC 3 per trovare una spiegazione relativamente accettabile all’accaduto e contesta lo sforzo di paragonare la sua posizione a quella degli altri due. Osserva come gli imputati abbiano agito in mezzo alla gente, a viso scoperto, non siano scappati ma si siano solo allontanati, escludendo che il loro intento fosse quello di picchiare;
- passa in rassegna le varie testimonianze, sottolineando come tendano ad escludere la partecipazione di AC 3 al pestaggio di __________ quando questi era a terra. Ritiene inattendibili anche gli unici due testi che affermano che egli fosse coinvolto. Considera che non si possano ritenere i testi attendibili su certi aspetti e inattendibili su altri. Giudica le testimonianze frammentarie, contraddittorie e incomplete, contestandone quindi la valenza. Prende posizione sulle risultanze autoptiche. Ritiene che soggettivamente AC 3 abbia commesso una rissa per dolo eventuale, subordinatamente un’aggressione per dolo eventuale;
- contesta l’interpretazione che l’Accusa ha fatto dell’atteggiamento processuale di AC 3, rilevando che quello che risulta importante sapere oggi non lo sembrava forzatamente all’inizio dell’inchiesta. Contesta la richiesta di pena formulata dall’Accusa, spiegando che non si deve tener conto della gravità dell’esito dell’aggressione nella commisurazione della pena. Pone in risalto la situazione personale del suo assistito, evidenziandone la giovane età e l’incensuratezza. Conclude chiedendo, in via principale, la derubricazione del reato in rissa per dolo eventuale, in via subordinata, che si consideri la sua partecipazione all’aggressione (per dolo eventuale) solo per la fase in cui __________ era in piedi, ritenendo adeguata una pena non superiore al carcere preventivo sofferto. Nel caso in cui venisse accettata l’ipotesi accusatoria (aggressione per dolo diretto anche per la fase in cui __________ era a terra), chiede che la condanna non superi i 18 mesi. Ad ogni modo chiede che la pena sia sospesa condizionalmente, auspicandone la sospensione parziale (della porzione che eccede la carcerazione già sofferta) nel caso in cui superasse i 2 anni. Pone in risalto la problematicità del futuro del suo assistito, considerandola un’altra forma di sanzione. Non contesta gli importi chiesti dalla parte civile, ma il vincolo di solidarietà.
§ L’avv. DF 1, difensore di AC 1, la quale:
- auspica una giustizia equa, basata sui fatti e rapportata alle persone. Ripercorre il curriculum vitae e precedenti penali del suo patrocinato, sottolineando come non denotino violenza alcuna. Pone in evidenza la personalità di AC 1, descritta in termini positivi dalla maggior parte dei testi sentiti. Esclude quindi che sia violento, non basandosi le testimonianze in questo senso su fatti. Chiede pertanto prudenza nel giudicare le testimonianze. Evidenzia la durezza della carcerazione preventiva, sofferta dal suo assistito senza nessun lamento, con la consapevolezza della grave colpa. Osserva che, solo per vergogna, AC 1 non ha chiesto scusa alla famiglia di __________. Ripercorre la cronologia dei fatti e osserva che era già in corso una rissa tra il gruppo di __________ e quello di __________. Ritiene che l’intervento di AC 1 non fosse prevedibile, neppure per lui. Sottolinea come egli non fosse lucido. Osserva che l’impressione che __________ abbia tentato di dargli un pugno è un’impressione condivisa anche con altri presenti. Ritiene che il pugno dato a __________ non fosse forte (come soggettivamente creduto dal suo assistito) e come non abbia quindi lasciato segno. Ritiene che il calcio in testa non fosse forte, tanto che non ha lasciato alcun segno. Osserva come le testimonianze siano falsate dall’emotività dei testi. Esclude che il calcio sia stato sferrato al collo. Rileva che AC 1 ha ammesso le sue responsabilità fin dal primo verbale che ha reso senza la presenza della madre. Esclude, sia per il pugno che per il calcio in testa, il dolo, anche eventuale. Prende posizione sulle risultanze dell’autopsia. Ritiene che non si possa escludere che la lesione sia stata provocata già quando __________ era in piedi;
- ribadisce che né __________ né __________ escludono che la lesione si sia verificata già quando __________ era in piedi. Ripercorre quanto accaduto dopo i fatti ed esclude che i suoi gesti siano la dimostrazione di una lucida mente criminale. Richiama il comportamento del suo patrocinato durante l’inchiesta. Osserva come al momento dei fatti AC 1 avesse fumato due spinelli e fosse ubriaco (considerando accertato un tasso alcolemico tra l’1,68 e il 3,18 per mille, rilevando comunque che anche il tasso del 2,18 per mille supera la soglia che permette di presumere una scemata imputabilità). Evidenzia che AC 1 non ricorda molte cose accadute quella notte. Esclude comunque l’actio libera in causa. Chiede quindi l’applicazione dell’art. 19 CP. Chiede che l’accusa sia derubricata in aggressione, essendo impossibile stabilire chi ha sferrato il colpo letale. In considerazione delle modalità dell’aggressione, della scemata imputabilità, della situazione familiare, degli irrisori precedenti, della carcerazione preventiva subita, della giovane età, delle sofferente passate e future, della mediatizzazione della vicenda, chiede per il suo assistito una pena detentiva non superiore a 3 anni, a valersi quale pena unica rispetto al DA 1.9.2006. Nel caso in cui si considerasse il concorso ideale con l’omicidio colposo, chiede la condanna ad una pena detentiva non superiore a 4 anni. Esclude il dolo eventuale. Esclude l’omissione di soccorso. Nel caso in cui la Corte ritenesse le lesioni gravi in concorso con l’omicidio colposo, ritiene che la pena non debba superare i 4,5 anni. Se la Corte dovesse ritenere il reato di omicidio intenzionale, chiede che la pena non superi i 6 anni. Chiede il dissequestro degli oggetti sequestrati, salvo per la marijuana. Non contesta le pretese civili.
§ L’avv. DF 3, difensore di AC 2, il quale:
- esprime innanzitutto partecipazione per la perdita di __________ e definisce esemplare la reazione avuta dai suoi genitori. Osserva che il suo assistito è consapevole di aver commesso un grave errore che non potrà dimenticare per tutta la vita. Spiega che AC 2 ha scritto una lettera di scuse, la quale non è però stata consegnata ai genitori di __________ per evitare che fosse interpretata come una tattica processuale. Pone in risalto il principio della presunzione d’innocenza ed auspica un giudizio equo. Spiega le dinamiche interne al mondo dei giovani. Pone in risalto la personalità del suo assistito, il quale non ha precedenti penali e nella vita del quale quello in questione costituisce il primo episodio di violenza. Ritiene che la maggior parte dei testi siano inattendibili e che, di conseguenza, le loro dichiarazioni sono -nella loro totalità- inutilizzabili. Ritiene che le testimonianze siano emotivamente influenzate e, in applicazione del principio, in dubio pro reo, inutilizzabili. Esclude che quella sera AC 2 avesse intenzione di aggredire qualcuno. Rileva che il suo assistito è intervenuto per futili motivi, ossia per difendere AC 3. Prende posizione sulle risultanze delle perizie, difendendo l’operato del perito di parte __________. Rileva che sulla tempistica degli eventi i periti __________ e __________ concordano (al contrario del perito __________). Osserva che neppure __________ può escludere che la lesione si sia prodotta già quando __________ era in piedi. Osserva che tutti i periti affermano che si tratta di un caso raro. Rileva che non è possibile stabilire con certezza l’atto che ha causato la morte;
- spiega la differenza esistente tra il reato di omicidio intenzionale commesso per dolo eventuale e di omicidio colposo commesso per negligenza cosciente, sottolineando che in caso di dubbio la Corte deve propendere per l’art. 117 CP. Ritiene possibile che la lesione letale si sia verificata quando __________ era ancora in piedi, considerando che la lesione alla tempia sinistra sia da attribuire al pugno di AC 1 e non al calcio di AC 2. Se non dal pugno di AC 1, ritiene che la lesione possa essere stata provocata già dallo spintone, dato di sorpresa, da AC 3. Ritiene che l’annebbiamento di AC 2 possa essere dovuto alla confusione regnante al momento dei fatti, alla brevità dell’aggressione e all’adrenalina. Osserva come il suo assistito abbia subito ammesso le proprie responsabilità. Contesta che AC 2 abbia inferto i colpi che hanno causato la lesione letale, negando che le tracce di DNA possano collegarlo al colpo alla tempia. Esclude quindi la realizzazione dell’ipotesi di omicidio intenzionale, peraltro mai ammessa dal TF in casi di pestaggi a mani nude. Osserva come AC 2 non pensasse di poter ferire gravemente __________ e conclude quindi per l’ipotesi di omicidio per negligenza cosciente. Esclude le ipotesi di assassinio. Nonostante sia discutibile, afferma di non contestare il nesso di causalità adeguata, visti anche i sensi di colpa di AC 2 per l’esito dei suoi atti. In via principale chiede di ritenere, in concorso, i reati di aggressione, lesioni semplici e omissione di soccorso. Subordinatamente, nel caso in cui non si potesse escludere con certezza che gli atti del suo assistito siano all’origine della morte, accetta l’ipotesi di omicidio per negligenza cosciente. Esclude il reato di rissa, ritenendo adempiute le condizioni di applicazione dell’art. 134 CP. Precisa di accettare -anche se discutibile- il concorso tra l’art. 117 CP e l’art. 134 CP. Esclude invece il concorso tra gli art. 111 e 128 CP, ritenendo che l’omissione di soccorso entri in linea di conto solo in caso di omicidio colposo o di lesioni. Esclude il reato di lesioni personali gravi commesse per dolo eventuale e ritiene le lesioni gravi commesse per negligenza assorbite dall’omicidio colposo. Considera che l’art. 122 CP assorba il reato di aggressione. Non contesta il reato di pornografia. Quanto alla commisurazione della pena, rileva che AC 2 ha preso coscienza delle sue responsabilità fin dal primo verbale. Contesta l’aggravazione della pena da parte della PP basata unicamente sul suo comportamento durante la detenzione preventiva. In considerazione della lunga e gravosa carcerazione, della giovane età, dell’incensuratezza, dell’assenza del rischio di recidiva, ritiene la richiesta di pena formulata dalla PP eccessiva. Nel caso in cui la Corte ritenesse i reati di cui agli art. 134, 123 e 128 CP, chiede che la pena non superi 3 anni, rimettendosi al giudizio della Corte per quanto concerne la sospensione condizionale parziale. Subordinatamente, nel caso in cui la Corte non potesse escludere che AC 2 abbia sferrato uno dei colpi letali, chiede di applicare gli art. 134, 123, 117 e 128 e che la pena non superi 4 anni. Nel caso in cui AC 2 fosse ritenuto colpevole di omicidio intenzionale per dolo eventuale (a suo giudizio, per nulla vicino al dolo diretto), chiede che la pena non superi 6 anni. Non si oppone agli importi chiesti dalla parte civile.
§ Il Procuratore pubblico non replica, ma precisa di essere partita da una pena base di 12 anni con riferimento alla giurisprudenza del TF e delle nostre corti. Fa riferimento al recente caso __________ in cui, per un omicidio per dolo eventuale, si era partiti da una pena base di 12 anni, poi ridotta.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: A. AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. omicidio intenzionale
per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, in correità con AC 2, intenzionalmente concorso nel cagionare la morte, avvenuta il 2 febbraio 2008, di __________;
1.1.1. trattasi di omicidio colposo;
1.1.2. trattasi di lesioni personali gravi, rispettivamente semplici;
1.1.3. trattasi di aggressione;
1.1.4. trattasi di rissa;
1.1.5. trattasi di omissione di soccorso,
il tutto come meglio indicato nell’atto di accusa, rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento;
1.2. contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, a __________ ed in altre imprecisate località, nel periodo novembre 2005 - 2 febbraio 2008:
1.2.1. consumato un imprecisato quantitativo di marijuana:
1.2.2. detenuto 0,6 grammi di marijuana,
e meglio come descritto nell’atto di accusa?
2. Ha agito in stato di scemata imputabilità?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, in quale misura?
4. Deve essere revocata la sospensione condizionale:
4.1. alla pena di 15 giorni di detenzione di cui al DA 13.7.2005 del Ministero pubblico di Lugano;
4.2. alla pena di 21 giorni di detenzione di cui al DA 9.1.2006 del Ministero pubblico di Zurigo?
5. Deve essere condannato al pagamento di un’indennità alla parte civile e, se sì, in quale misura?
B. AC 2
1. è autore colpevole di:
1.1. omicidio intenzionale
per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, in correità con AC 1, intenzionalmente concorso nel cagionare la morte, avvenuta il 2 febbraio 2008, di __________;
1.1.1. trattasi di omicidio colposo;
1.1.2. trattasi di lesioni personali gravi, rispettivamente semplici;
1.1.3. trattasi di aggressione;
1.1.4. trattasi di rissa;
1.1.5. trattasi di omissione di soccorso,
il tutto come meglio indicato nell’atto di accusa rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento;
1.2. pornografia
per avere, a __________, nel periodo 2007 - 2 febbraio 2008, salvandolo sulla memoria del proprio telefono cellulare, fabbricato e tenuto in deposito un filmato di pornografia dura, inviatogli da terzi, vertente su un rapporto sessuale tra un uomo ed un animale,
1.2.1. trattasi del reato di cui all’art. 197 cpv. 3bis CP,
e meglio come descritto nell’atto di accusa rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena, e se sì, in quale misura?
3. Deve essere condannato al pagamento di un’indennità alla parte civile e, se sì, in quale misura?
C. AC 3
1. è autore colpevole di:
1.1. aggressione
per avere, a __________, la sera del 1. febbraio 2008, dato avvio e preso parte all’aggressione a danno di __________ che ha avuto per conseguenza la di lui morte;
1.1.1. trattasi di rissa;
1.1.2. trattasi di omicidio colposo;
1.1.3. trattasi di lesioni personali gravi, rispettivamente semplici,
il tutto come meglio indicato nell’atto di accusa rispettivamente prospettato nel corso del dibattimento;
1.2. contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti
per avere, senza essere autorizzato, a __________ ed in altre imprecisate località, nel periodo estate 2007 - 2 febbraio 2008, consumato:
1.2.1. un imprecisato quantitativo di marijuana;
1.2.2. in tre occasioni, un imprecisato quantitativo di cocaina,
e meglio come descritto nell’atto di accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena e, se sì, in quale misura?
3. Deve essere condannato al pagamento di un’indennità alla parte civile e, se sì, in quale misura?
D. Deve essere ordinata la confisca e la distruzione di 0,6 grammi di marijuana?
E. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerato, in fatto ed in diritto
I. Premessa
L'uccisione del giovane __________ ha, sin da subito, suscitato profonde emozioni in tutto il Ticino. Immediatamente gli organi d'informazione si sono occupati del caso pubblicando notizie relative a contenuti dell'inchiesta già dai suoi albori. La Corte è conscia del fatto che tali emozioni possono, in linea generale, aver in qualche modo condizionato le testimonianze di chi, assolutamente in buona fede, è stato chiamato a riferire agli inquirenti non solo su quanto è accaduto, ma pure sulle sue personali impressioni di quella sera. Nella determinazione dei fatti oggetto del presente procedimento, la Corte ha quindi dapprima verificato l'attendibilità delle versioni degli imputati, confrontandole con i dati oggettivi certi emersi in istruttoria e al dibattimento, valutando le testimonianze in modo prudente, conscia del fatto che questo caso ha suscitato, in generale, sconcerto ed anche rabbia in buona parte della nostra comunità.
II. Curriculum vitae
A. AC 1
1. AC 1 è l'unico degli imputati ad essere nato in Svizzera. A differenza degli altri non possiede tuttavia la cittadinanza __________. In aula ha riferito di aver a suo tempo presentato domanda di naturalizzazione, ma di non sapere a che punto si trovi la procedura. Cittadino __________, di religione cattolica, è nato a __________ il, e ha un fratello minore, __________, di anni __________, nato in __________, nonchè una sorellina, __________, di non ancora __________ anni. Con la madre ha sempre avuto buoni rapporti, nonostante i frequenti e numerosi litigi tra i genitori, che vivono separati da un paio d'anni.
Con il padre i rapporti non possono che essere definiti pessimi. A dire dell'imputato, il padre sarebbe sempre stato assente, solito frequentare prostitute ed incapace di assumersi convenientemente il ruolo di padre.
Alcuni mesi prima del suo arresto, la madre avrebbe cacciato di casa il marito poiché, a suo dire, avrebbe abusato della bambina. Al riguardo va osservato che tali accuse non hanno in realtà portato ad alcuna condanna poiché il relativo procedimento penale è sfociato in un decreto di non luogo a procedere, poi confermato anche dalla CRP (doc. dib. 1). Tali circostanze hanno avuto peso per la Corte unicamente quale costatazione di come il clima in famiglia fosse ormai teso e di come ormai compromessi fossero, già al momento dell'arresto, i rapporti famigliari tra madre e figli da una parte ed il padre dall'altra. Così AC 1:
“ Per quanto concerne la mia situazione famigliare posso dire che ho sempre avuto ottimi rapporti sia con la mamma, sia con i miei fratellini. Invece con mio padre non sono mai andato d’accordo perché come padre non era presente. Non posso dire che fosse violento fisicamente. Ci trattava comunque con disprezzo. Lui andava a puttane e non c’era mai, se non per le cose materiali. Mia madre l’aveva già cacciato una volta di casa, ma poi se l’è ripreso. Io ho avuto diversi litigi con mio papà, che una volta sono finiti con spintoni reciproci. Io non vado d’accordo con mio papà perché ho il carattere diverso e non condivido le cose che ha fatto. Circa sei mesi fa mio papà è stato cacciato di casa perché mia madre sospetta che lui abbia toccato la mia sorellina dove non doveva e l’ha denunciato.
Con lui non ho più alcun rapporto. Lo incrocio casualmente perché ha preso un appartamento vicino al nostro. Lo vedo quando passa in macchina lui cerca di contattarmi ma io mi rifiuto di parlare con lui. Io sono infatti sicuro che mio padre sia colpevole”
(PS 08.02.08).
2. Dal profilo professionale l'accusato non ha mai ultimato una formazione. Ha frequentato l'asilo ed i primi due anni di elementari ad __________. Successivamente si è trasferito a __________ dove ha ultimato le scuole elementari ed in seguito ha frequentato le medie alla __________ fino al quarto anno, che ha ripetuto con successo a __________.
a) Dal primo luglio 2003 al 30 aprile 2004 ha lavorato quale apprendista pittore presso l'impresa __________. Il titolare, __________, ha definito AC 1 un ragazzo educato, che si è sempre comportato correttamente, ma che ha manifestato diverse difficoltà nell'apprendere il mestiere. Proprio queste difficoltà portarono, d'accordo con il padre, all'interruzione consensuale del rapporto d'impiego (PS __________, 17.03.08).
b) Dal 2 maggio 2004 al 18 agosto 2005 ha continuato l'apprendistato d'imbianchino presso l'impresa __________ di __________. Il titolare ha riferito agli inquirenti le medesime osservazioni del precedente datore di lavoro: ragazzo corretto ed educato, ma scarsamente motivato ad apprendere la professione. Fatto sta che, a seguito di un incidente, AC 1 rimase per un certo periodo assente dal lavoro e tale assenza, alla lunga, finì per essere interpretata, dal datore di lavoro, quale scusa per non andare a lavorare (PS __________ 17.03.08). A fine anno scolastico, nonostante due note insufficienti, il consiglio scolastico lo ha promosso al terzo anno con l'auspicio di un impegno maggiore, pena il rifacimento dell'ultimo anno (cfr. lettera 20.06.05 Centro professionale __________ a AC 1).
c) Dall'ottobre 2005 al settembre 2006 AC 1 ha nuovamente cambiato datore di lavoro, andando a lavorare quale apprendista imbianchino al terzo anno presso __________ di __________. Anche __________ lo ha definito come un ragazzo educato e corretto, ma "lento sul lato pratico". Il contratto di lavoro ha preso fine a seguito della bocciatura degli esami di fine tirocinio (PS __________ 17.03.08).
d) Quanto al periodo dal settembre 2006 al giugno 2007, AC 1 ha riferito in aula che era alla ricerca di un posto di lavoro, senza essere in grado di dire se percepiva delle indennità di disoccupazione (verb. dib. p. 6). Nel mese di giugno 2007 ha lavorato, in prova, quale venditore presso il negozio __________ di __________, onde verificare la possibilità di fare un apprendistato di venditore. Il rapporto di lavoro è durato molto poco a seguito delle continue assenze arbitrarie sul lavoro, quantunque con il datore di lavoro e con i clienti si fosse sempre comportato correttamente:
“ Durante il periodo di prova più volte non si è presentato sul posto di lavoro oppure arrivava in ritardo. E’ questo il motivo per quale non l’ho assunto quale apprendista (….) che AC 1, durante questo periodo di prova nei miei confronti si è sempre comportato in modo educato e gentile. Anche con la clientela era molto cordiale”
(PS __________, 06.03.08).
3.a) Circa la personalità di AC 1, diversi testi lo hanno definito aggressivo, a volte tendente alla violenza, chi per impressioni personali, chi per sentito dire (PS __________ 28.03.08; PS __________ 07.02.08; PS __________ 06.03.08; PS __________ 08.04.08; PS __________ 10.03.08; PS __________ 05.03.08; PS __________ 05.03.08); altri invece lo hanno descritto come un ragazzo non aggressivo, gentile e corretto (PS __________ 28.02.08; PS __________ 17.04.08; PS __________ 29.02.08; PS __________ 06.02.08; PS __________ 02.04.08; PS __________ 29.02.08); altri ancora come un tipo a cui piaceva ingigantire le cose e bere spesso alcol (PS __________ citato; PS __________ 05.02.08; PS __________ citato).
Tali emergenze sono rimaste, per la Corte, semplici impressioni soggettive che non hanno avuto alcun peso nella determinazione dei fatti qui ritenuti e nella determinazione della condanna inflitta all'accusato, nella misura in cui non fanno riferimento a fatti concretamente avvenuti.
La stessa cosa vale per le dichiarazioni rese agli inquirenti dal padre secondo il quale il figlio bigiava spesso la scuola, non aveva voglia di lavorare ed aveva preso una cattiva strada (PS __________ 04.02.08), poiché certamente condizionate sia da quanto accaduto la sera del 1. febbraio 2008, sia dai pessimi rapporti famigliari che sono poi sfociati nel procedimento penale a carico del padre per atti sessuali con fanciulli, conclusosi nel citato decreto di non luogo a procedere.
b) L'imputato, posto di fronte alle affermazioni di chi lo indicava come un attaccabrighe, ha sempre respinto tale accusa negando di essere mai stato coinvolto in risse, così come di aver mai organizzato, unitamente al fratello __________, delle ronde di sorveglianza alla casa della madre onde impedire al padre di avvicinarsi. Anche in tale ambito, per la Corte determinanti sono i riscontri oggettivi incontrovertibili, astrazion fatta dalle testimonianze che si limitano a vaghi cenni, a volte anche un po' romanzati, che lo descriverebbero come una persona violenta e molto incline alla bagarre.
Al riguardo è emerso che al __________ di __________ del 2007 l'accusato è stato coinvolto in un alterco tra altri giovani che non conosceva o conosceva poco. A suo dire lo avrebbe fatto perché avrebbe visto due ragazzi picchiare una ragazza. Li avrebbe quindi invitati a smetterla e ne avrebbe preso uno alzandolo di peso, spingendolo via. Una di queste ragazze (PS __________ 18.09.08), per contro, ha riferito di essere stata spinta da lui. I due amici con cui aveva festeggiato il __________ quella sera, tali __________ e __________ (PS di entrambi 15.09.08), hanno dal canto loro riferito di non aver visto AC 1 picchiare, ma di aver notato che un amico del noto __________ (su cui torneremo in seguito), in presenza di quest'ultimo, avrebbe colpito una di queste ragazze e loro tre sarebbero intervenuti per sedare gli animi e, per finire, uno degli amici del __________ avrebbe poi estratto dalla sua vettura un piede di porco con il quale li avrebbe minacciati. Sia che sia la questione non ha da essere vagliata oltre, bastando la costatazione che AC 1 è intervenuto in un alterco che non lo riguardava e che ha messo le mani addosso a uno dei protagonisti. Punto.
c) In aula è stato evocato un ulteriore episodio che sarebbe capitato a __________ in occasione del __________ 2008, quindi una settimana prima dei fatti qui in discussione, nel quale AC 1 sarebbe stato in qualche modo coinvolto in una bagarre. L'imputato ha spiegato che era vestito con la maglia della nazionale di calcio della __________, la stessa che portava la sera dei fatti. Una ragazza l'avrebbe visto ed avrebbe espresso giudizi volgari e denigratori sulla __________ o sui __________, lui l'avrebbe invitata a moderare i termini e la cosa sarebbe finita lì. Migliori accertamenti agli atti non ve ne sono. Fatto sta che, proprio in relazione a quella discussione, la sera dei fatti AC 1 confiderà a __________ che il primo che gli avesse rotto le scatole lo avrebbe ammazzato. Ci torneremo.
d) AC 1 è appassionato di calcio, sport che ha praticato sin dall'età di 6 anni. Fino al momento del suo arresto giocava quale centrocampista nel __________, compagine composta prevalentemente da giocatori __________, che militava nel Campionato di Terza Lega.
Non ha praticato altri sport. In aula ha riferito di aver fatto qualche lezione di prova di Kick boxing, ma di aver subito interrotto poiché non gli piaceva (verb. dib. p. 7).
Di fisico abbastanza prestante, AC 1 porta un tatuaggio sul braccio che reca la data del decesso di un suo caro amico (verb. dib. p. 6).
e) AC 1 non è incensurato. Con decreto d'accusa 13 luglio 2005 il MP di Lugano lo ha condannato a 15 giorni di detenzione con la condizionale per due anni per titolo di furto, danneggiamento e contravvenzione alla LStup. A suo dire, spinto dalla fame, avrebbe rotto la vetrina di un negozio per impossessarsi di generi alimentari.
Con decisione 1 settembre 2006 il Ministero Pubblico di Zurigo lo ha inoltre condannato a 21 giorni di detenzione con la condizionale per 3 anni, rinunciando alla revoca della precedente, ma aumentandone di un anno il periodo di prova, per grave infrazione alla LCS. Si sarebbe trattato di un eccesso di velocità. Questi due precedenti debbono pertanto essere inglobati in un unico giudizio sulla pena, anche per i fatti di cui in rassegna, ai sensi dell'art. 46 CP.
f) Da minorenne si segnala che AC 1 è stato oggetto di un ammonimento il 13 giugno 2003 per contravvenzione alla LStup.
A tale proposito lo stesso imputato ha riferito agli inquirenti di fare uso saltuario di marijuana che gli viene offerta da amici, senza mai comprarla (MP 27.02.08 p. 8), ammettendo che in passato ha pure, a volte, durante i week-end, bevuto alcol come ogni giovane, "senza esagerare” (verb. dib. p. 6), ignorando per il resto di essere stato definito, in un articolo apparso sul __________, come "la spugna" (doc. TPC 22). Ancora una volta la Corte non ha dato peso a tali informazioni, accertando che l'accusato ha fatto uso saltuario di marijuana così come da lui stesso ammesso e correttamente ripreso nell'atto di accusa: "AC 1 dichiara che a proposito della canapa quanto risulta nell'atto di accusa è corretto" (verb. dib. p.6).
B. AC 2
1. AC 2 è cittadino __________. Ha infatti ottenuto la cittadinanza __________ alcuni anni or sono per __________. Di religione cattolica, nato in __________, a __________, il, è di origine __________, cittadinanza che ha conservato anche dopo la. Nel 1991 è giunto nel nostro paese, a __________, dove i genitori già risiedevano. Frequentato l'asilo in detto comune, si è trasferito con la famiglia a __________ dove ha frequentato le scuole dell'obbligo che ha superato regolarmente. Successivamente si è iscritto alla __________ e ha iniziato il tirocinio quale montatore d'impianti sanitari. Al momento dell'arresto era al secondo anno di apprendistato. AC 2 ha una sorella maggiore, __________, cresciuta anche lei in casa.
Contrariamente a AC 1, AC 2 è cresciuto in una famiglia molto unita, tanto che sin dall'inizio dell'inchiesta i suoi famigliari non solo gli sono stati vicini, ma hanno pure tentato di sviare le indagini in suo favore. Già il 20 febbraio 2008 i genitori di AC 2 sono stati visti, da una guardia carceraria, appostati nella loro vettura parcheggiata nel posteggio della struttura carceraria, spiare con il binocolo la facciata del carcere la Farera (rapp. 28.02.08) e sono stati invitati ad assumere un comportamento più corretto. Nel corso del mese di aprile la famiglia AC 3 ha pure lamentato una quanto meno inopportuna telefonata da parte del padre di AC 2 volta depistare le indagini su una pretesa conoscenza tra AC 3 e la vittima __________ __________ nell'ambito di non meglio precisati consumi di cocaina. Invero __________ ha ammesso la telefonata, negando tuttavia che il tema fosse legato a pretesi consumi di droghe, affermando che voleva solo rendere partecipe il padre di AC 3 delle sue preoccupazioni circa la versione dei fatti resa da AC 3 e circa le conseguenze per i giovani una volta scarcerati (PS __________ 25.06.08). Sia che sia per la Corte la questione del contenuto di quella telefonata non ha rivestito alcuna importanza, se non per la costatazione di quanto unita sia la famiglia dell'accusato, tanto da indurrne i membri a cercare di truccare le carte. Così __________ in polizia:
“ A questo punto io non posso che ribadire quanto già riferito a suo tempo all’ispettore __________ e meglio che c’è un Professore di storia della seconda media di __________ il quale, davanti ai suoi alunni, avrebbe detto che __________ era morto a causa della droga. E’ stato un alunno del quale al momento non sono in grado di fornire il nominativo ma se necessario posso rintracciarlo che mi ha raccontato questo episodio a suo padre. Anche di lui al momento non sono in grado di fornire il nominativo per esteso. L’unica cosa che ricordo è __________ e che dovrebbe abitare a __________.
C’è stata poi l’infermiera dell’Ospedale di __________, che credo si chiami __________, che il sabato 02.02.2008 nel pomeriggio, quando ci siamo recati al nosocomio per sapere come stava __________, che ci ha detto che non c’era nessuna persona vittima di un pestaggio e che quella notte al pronto soccorso c’era stata una morte per overdose di un ragazzo di __________ anni. Inoltre era stata ricoverata una ragazza di __________ anni che parrebbe fosse stata vittima di una violenza.
A domanda risponde che l’infermiera non ha mai precisato che la persona morta per overdose fosse __________.
Mi viene chiesto allora il motivo per il quale, come ho riferito sempre all’attenzione dell’isp __________, io abbia associato il giovane di __________ anni morto per overdose con __________.
Io rispondo che circa un mese dopo l’arresto di mio figlio giravano delle voci in questa direzione ed è per questo che io sospetto che __________ sia morto per un overdose di stupefacenti anche se non ho le prove in questa direzione. Anche mia figlia è del medesimo parere.
A domanda rispondo che l’avvocato __________ ci ha informati dell’esame tossicologico effettuato su __________ che ha dato esito negativo.
Nonostante ciò non so più cosa dire perché non mi fido più di nessuno”
(PS 12.06.08)
precisando di essere intenzionato a svolgere una sua inchiesta parallela. Osservisi che la direzione dell'Ospedale __________ ha smentito che quella sera sarebbe stato ricoverato un giovane di __________ anni per overdose. Al riguardo -e per sbaragliare subito il campo da ogni equivocova detto che gli esami esperiti sulla salma della vittima e volti alla ricerca di tracce di sostanze stupefacenti ha dato esito negativo mentre l’asserito professore che avrebbe sostenuto quanto presteso dal padre di AC 2, non è mai neanche stato identificato. Anche la sorella si è resa protagonista di un vergognoso quanto squallido tentativo di infangare la memoria della vittima, scrivendo sul blog di Ticinonews che il padre di __________ sarebbe stato un violento e che lo stesso __________ sarebbe stato pieno di problemi. Richiesta di spiegare tali illazioni, __________ si è limitata a dire di aver riferito di voci asseritamente circolanti a __________ senza averle verificate (PS 12.06.08). Anche questi incresciosi episodi sono qui stati ricordati semplicemente a riprova della coesione della famiglia AC 2, senza che essi, non proveniendo direttamente da lui, abbiano avuto alcun influsso sul giudizio riguardo allo stesso.
2. Dal profilo professionale nemmeno AC 2 ha ultimato la sua formazione.
Dal 1° luglio 2004 al 12 luglio 2006 ha lavorato in qualità di apprendista presso __________, titolare di una ditta d'impianti di riscaldamento. __________, sentito in polizia, ha riferito che, dopo un periodo iniziale in cui non si segnalava nulla di particolare, con l'andar del tempo l'imputato ha iniziato ad essere sempre più arrogante e scontroso, rifiutando ogni e qualsiasi critica sul lavoro, quantunque costruttiva, rendendosi pure responsabile di alcune assenze arbitrarie da scuola e dal lavoro, al punto che:
“ Con l’andar del tempo, una volta acquistata la sicurezza del posto di lavoro, il suo atteggiamento verso gli operai è cambiato e meglio era diventato arrogante nel senso che rispondeva e non accettava le osservazioni costruttive. Questo suo atteggiamento ha fatto si che nessuno degli operai aveva piacere di lavorare con lui. Naturalmente il comportamento che si presentava sul posto di lavoro si è pure riversato a livello scolastico e questo già nel primo semestre. Per fare un esempio, alcune sue assenze dal posto di lavoro o a scuola le giustificava dicendo che doveva recarsi dal medico o che non stava bene quando di fatto l’assenza era arbitraria poiché lui non si presentava a scuola per beneficiare di una giornata di congedo. Ricordo pure una volta che non si era presentato al lavoro e per questo motivo abbiamo contattato telefonicamente i famigliari, ha risposto sua sorella dicendoci che AC 2 non era ammalato, bensì si era recato in Germania per presenziare ad un torneo di calcio con gli arbitri. (…) La situazione è peggiorata al punto tale che io avrei voluto disdire il contratto di lavoro già alla fine del primo anno di tirocinio. Su pressione della madre di AC 2 ho dato a quest’ultimo un’ulteriore possibilità prorogando il periodo di ulteriori sei mesi.
Trascorsi i sei mesi naturalmente AC 2 non aveva dato la benchè minima dimostrazione di volersi impegnare. Infatti, nel rapporto della frequenza dei corsi interaziendali, praticamente sono state crociate, per le varie voci, le indicazioni “largamente insufficiente”.
Il 30.03.2006 nel mio ufficio è stato organizzato l’incontro con l’ispettore scolastico della __________, AC 2 e sua madre.
Durante il colloquio sebbene era chiaro che l’impegno di AC 2 era maggiormente scemato, si è voluto, soprattutto su insistenza della parte genitrice, dare un’ennesima possibilità a AC 2.
Trascorsi altri sei mesi, dopo l’ennesima assenza ingiustificata sul posto di lavoro, ho trasmesso il 12.07.2006, una raccomandata direttamente all’apprendista con copia della divisione __________ a __________ e alla __________ di __________ in cui lo informavo che a seguito dei suoi atteggiamenti negativi avevo preso la decisione di sciogliere seduta stante il contratto di lavoro.
…Come già detto non accettava le critiche costruttive; voleva sempre avere ragione e quando si esprimeva aveva un tono altezzoso.”
(PS 06.03.08).
Da settembre a novembre 2006 ha lavorato per la ditta __________ __________ dalla quale è stato licenziato a causa del suo comportamento:
“ Ha lavorato unicamente in questo periodo poiché è stato licenziato visto il suo comportamento irrispettoso. Inoltre sul lavoro oltre a non dimostrare nessun interesse a voler imparare la professione, si sono verificate diverse assenze arbitarie.
…..E’ capitato pure che i miei operai si fossero lamentati poiché AC 2 nei loro confronti si comportava in modo maleducato e arrogante.”
(PS __________ 06.03.08).
Prima di essere arrestato, AC 2 lavorava da quattro mesi (da settembre 2007) per la ditta __________, quale apprendista montatore di riscaldamenti. A differenza dei precedenti datori di lavoro, __________ si è dichiarato soddisfatto dell'imputato sia per quanto riguarda il lavoro sia per quel che concerne il comportamento, tanto che non lo ha licenziato subito dopo l'arresto, ma lo ha fatto solo su invito della __________ (PS 07.03.08 e verb. dib. p.10).
3.a) Anche AC 2 è un appassionato di calcio, sport che ha praticato fin dall'età di sei anni, prima nel __________ poi __________ e infine nel __________, rivestendo praticamente tutti i ruoli. Ha pure svolto una discreta carriera quale arbitro. In tale ambito ha pure conosciuto delle difficoltà di relazione con il precedente responsabile degli arbitri per il __________ in seno alla __________, __________, che lo ha definito un talento, ma dal carattere arrogante e maleducato (PS 14.02.08). Per contro, il successivo responsabile del medesimo servizio, __________, sentito in aula, lo ha descritto come una persona estremamente disponibile e sempre pronta a dare una mano ai colleghi anche in situazioni difficili (verb. dib. p. 11). Tali diversi modi di descrivere l'accusato non hanno, per finire, avuto alcuna influenza sul giudizio della Corte che si è, come già detto, basata su riscontri oggettivi certi.
Lo stesso dicasi per le dichiarazioni rese da una sua amica, tale __________, che ha raccontato in polizia (PS 04.02.08) che AC 2 sarebbe un tipo aggressivo, sempre pronto a fare a botte anche quando lui non c'entra, in contrapposizione a quanto riferito in aula da __________, titolare del __________ di __________, ritrovo dove AC 2 era solito recarsi con gli amici e spesso, per stesse ammissioni del teste, teatro di risse, alle quali AC 2, quand'anche fosse stato presente nel locale, mai avrebbe partecipato (verb. dib. p. 13).
b) Diversi testimoni sentiti in istruttoria si sono espressi sul suo carattere. A parte __________ (PS 29.02.08) che ha riferito che quando AC 2 si ubriaca sarebbe pronto a "picchiarsi con chiunque", le testimonianze raccolte danno il quadro di una persona a cui piace ingigantire le cose quando le racconta, rispettivamente che ama attirare l'attenzione su di sé raccontando anche bugie (PS __________ 07.02.08; PS __________ 07.02.08; MP __________ 14.03.08; PS __________ 17.04.08; PS __________ 03.03.08; PS __________ 29.02.08; __________ 13.02.08), senza essere né violento né particolarmente rissoso (PS __________ 15.04.08; __________ verbale citato; PS __________ 13.02.08; PS __________ 02.02.08).
Per il resto AC 2 non fa uso, nemmeno saltuario, di sostanze stupefacenti.
c) Certo è che nel cellulare di AC 2 sono stati rinvenuti ben quattro filmati che ritraggono scene di violenza: uno riprende due militari che, dopo aver fatto a braccio di ferro, se le danno di santa ragione colpendosi anche con sedie; il secondo descrive un attacco violento, da dietro, nei confronti di un bambino indifeso che cade a terra; il terzo ritrae una rissa tra militari che si picchiano violentemente ed il quarto fa stato di un litigio fra ragazze che si colpiscono con pugni e calci in piedi. Un quinto filmato verte, invece, su un'immagine di un uomo che fa sesso, da dietro, con una mula o un'asina. Si tratta manifestamente di un filmato che integra gli estremi del reato di pornografia peraltro nemmeno contestato dalla difesa.
A proposito di queste immagini AC 2 ha riferito:
“ me li hanno mandati via bluetooth circa un anno fa. Li conservavo sul mio telefonino ma non ci facevo neanche più caso. Questi filmati si trovavano sulla seconda scheda di memoria e non ci guardavo quasi mai più dentro.
In pratica una volta ricevuti questi filmati li guardavo ma non li cancellavo. Neanche ci ho pensato a cancellarli.
La PP mi fa prendere atto e mi contesta che questi filmati per trovarsi sulla seconda scheda devono essere stati salvati.
Rispondo che li avrò salvati senza volere e dopo sono rimasti su quella scheda.
Gli amici mi hanno mandato questi filmati che loro ritenevano divertenti, non su mia richiesta. Mi dicevano ad esempio “abbiamo un filmato da mandarti” e me lo mandavano.
Forse ho mostrato ad altri amici questi filmati che avevo ricevuto.”
(MP 26.08.08).
Quo al filmato pornografico in aula ha ammesso di essere al corrente che si tratta di immagini vietate (verb. dib. p. 3), ribadendo quanto detto alla PP:
“ per quel che concerne il filmato pornografico me lo ha mandato il mio amico __________ di __________, circa un anno e mezzo fa. Non ritenevo divertente una cosa del genere per cui non l’ho mostrato a nessuno dei miei amici. Lo conservavo come ho già detto nella seconda scheda di memoria perché non andavo a guardarci spesso dentro.
A me non piacciono filmati di pornografia dura.”
(MP 26.08.08).
d) AC 2 è formalmente incensurato. Maggiorenne da 10 mesi esatti al momento dei fatti, non risultano a suo carico iscrizioni a casellario giudiziale. Per contro si registrano due precedenti da minorenne. Il 30 dicembre 2002 è stato ammonito in quanto riconosciuto colpevole di furto d'uso, guida senza licenza e infrazione alle norme della circolazione per aver condotto un ciclomotore della madre, senza il suo permesso e senza avere la relativa patente. Inoltre, con decreto 23 aprile 2007 il Magistrato dei minorenni lo ha condannato a prestare 20 giornate di lavoro per impedimento d'atti dell'autorità, guida in stato di ebrietà e senza licenza, furto d'uso e infrazione alla LCS per essersi messo alla guida della vettura della madre, senza il di lei consenso, in stato di ebrietà pari allo 0,75 per mille, ed essersi poi sottratto ad un controllo di polizia dandosi alla fuga e colà collidendo con altri veicoli. In aula AC 2 ha spiegato di non avere a tutt'oggi espiato la pena poiché il suo tempo libero sarebbe sempre stato occupato dalla sua attività di arbitro (verb. dib. p. 5).
C. AC 3
AC 3 è nato il. Anch'egli, come AC 2, è nato ad __________ in __________. Di religione cattolica, racconta di essere venuto in Svizzera con i genitori nel, a seguito della guerra civile che ha colpito in quel periodo le repubbliche della __________. Ha una sorella, __________, nata nel. Ha frequentato la scuola dell'infanzia ed i primi tre anni di elementari ad __________ e successivamente gli ultimi anni delle elementari e le medie a __________, dove si è trasferito con la famiglia e dove ha poi ottenuto la __________ __________ a seguito della procedura di __________. Successivamente ha svolto con successo l'apprendistato di venditore alla __________ di __________ dove è poi stato impiegato fino al momento dell'arresto. In buona sostanza ha avuto una vita del tutto normale ed è cresciuto in una famiglia del tutto normale, che non ha mai destato problemi di sorta.
Dall'inchiesta emerge il quadro di una persona per bene, tranquilla, ligia al dovere (PS __________ 27.02.08; PS __________ 04.02.08; PS __________ 07.02.08; PS __________ 07.02.08; PS __________ 28.02.08; PS __________ 04.03.08; PS __________ 02.04.08), tanto che negli anni trascorsi presso la __________ ha pure cercato di imparare a fare il macellaio, "rubando il mestiere" ai colleghi. Il suo licenziamento è peraltro avvenuto in forma ordinaria, dettato dalla necessità per la __________ di occupare il posto oggettivamente lasciato vacante a seguito del suo arresto. Il fatto che sia stato coinvolto in questa vicenda ha sorpreso tutti i suoi colleghi. Così il responsabile di __________ __________ __________ __________:
“ E’ pure presente all’audizione __________, __________, Capo del personale __________ il quale alla fine dell’audizione sottoscriverà a sua volta il verbale.
AC 3 ha iniziato a lavorare da noi in data 01.08.2003 quale apprendista impiegato di vendita ed ha conseguito il diploma il 31.07.2006. E’ rimasto sempre alle nostre dipendenze presso la filiale __________ di __________. Praticamente AC 3 si occupava anche dei rimpiazzi del personale assente sempre presso la filiale di __________.
Posso dire che AC 3 a livello professionale pur essendo giovane, è molto affidabile. Sia nei confronti del personale che delle clientela posso dire che si è sempre dimostrato educato e gentile. Naturalmente stiamo parlando di un ragazzo giovane e per quanto mi concerne mi è capitato che lo avessi richiamato per dei lavori non eseguiti in modo corretto ed AC 3 si è chiuso. Naturalmente accettava di fatto l’osservazione e cercava di migliorare. In tutti i casi AC 3 è pure un ragazzo autodidatta visto che di sua iniziativa ha voluto pure apprendere “rubare” la professione di macellaio.
A domanda rispondo che assolutamente non si sono mai verificate delle discussioni o liti sul posto di lavoro che vedevano coinvolto direttamente AC 3.
A domanda rispondo che non mi risulta che durante il tirocinio fosse mancato in modo arbitrario dalla scuola o dal posto di lavoro; è sempre stato corretto.
Come indicato ora dal signor __________ effettivamente, vista l’assenza prolungata di AC 3 dal lavoro e stato adottato nei suoi confronti il provvedimento di licenziamento, poiché forza maggiore, è stato necessario riorganizzare il lavoro con una nuova assunzione. Aggiungo pure che il contratto è stato disdetto rispettando il periodo contrattuale cioè il 30.04.2008.
AC 3 era ben integrato nel team di lavoro e tutti lo hanno accettato come un collega ma soprattutto un amico.
A prova di ciò posso dire che AC 3, agli inizi di marzo, mi ha inviato una lettera che io ho fatto leggere anche agli altri dipendenti della filiale. Il testo mi ha molto commosso e l’ho ritenuto molto sincero e profondo. Parte del personale ha addirittura pianto perché siamo molto dispiaciuti per l’intera vicenda. In sostanza AC 3 mi ha detto che era molto dispiaciuto per quanto successo, che pensa moltissimo a noi e che ci ha considerato e ci considera tuttora come una seconda famiglia. Ha scritto anche che non potrà mai dimenticare i cinque anni trascorsi con noi; per lui sono stati molto importanti.
Posso dire che la lettera mi ha fatto molto piacere ma in un certo qual modo ho provato anche della rabbia poiché, come conosco io AC 3 non avrei mai immaginato che potesse essere implicato in un evento del genere. Come detto io lo conosco come un ragazzo pacifico e non si è mai dimostrato aggressivo”
(PS 11.04.08).
Due sue colleghe lo hanno definito "il nostro apprendista giocherellone e non l'AC 3 che è apparso sui giornali” (AI 120).
In questo contesto la sola nota, per così dire, stonata è quella di __________ che ha riferito di averlo sempre visto come una persona tranquilla, ma “Da quando ha iniziato a frequentare AC 2 e AC 1 si è rovinato” (PS 29.02.08 e MP 03.04.08). Per la Corte si tratta unicamente di impressioni personali del teste che, in assenza di fatti oggettivi accertati, non hanno avuto alcun influsso sul giudizio.
AC 3 è incensurato e non ha precedenti nemmeno quale minorenne. L’unico neo nel passato di AC 3 è costituito dall'uso saltuario di droghe, in particolare di canapa e, a volte, pure di cocaina.
Anche la sua famiglia si è sempre comportata, nel corso di tutta l'inchiesta, in modo composto, distanziandosi nettamente dai tentativi di infangare la vittima e informando gli inquirenti allorquando sono stati contattati dai famigliari del AC 2.
D. I tre imputati si conoscono sin da piccoli. A dire di AC 3 non vi sarebbe per lui una gerarchia nei rapporti con gli altri due: sarebbero amici allo stesso modo. Per AC 2, invece, AC 3 sarebbe maggiormente suo amico tanto che si chiamerebbero "__________" ossia padrino o amico fraterno, e si sarebbero promessi di fungere reciprocamente da testimone di nozze il giorno in cui si fossero sposati:
“ Confermo anche di chiamare AC 3 in __________ “__________” che significa padrino. Lo chiamo così perché ci siamo già accordati che in futuro ci faremo da testimoni l’uno all’altro in occasione delle nozze. Questo per indicare che siamo come fratello e fratello e quindi un legame più profondo di un'amicizia”
(MP AC 2 17.04.08)
III. Le circostanze degli arresti e il comportamento durante l'inchiesta
1. Il primo ad essere arrestato è stato AC 3. In effetti egli, dopo i fatti, ha continuato la serata al capannone principale del __________ di __________ (“__________”) e poi è tornato a casa, verso la una. Il fermo è quindi avvenuto al suo domicilio alle ore 04:00.
2. AC 2 dal canto suo è stato arrestato alle 07:05 presso la stazione FFS di __________. Dopo essersi separato da AC 3 si è infatti recato, con AC 1, al __________ di __________ dove i due hanno trascorso ancora un paio d'ore insieme. Poi si sono persi di vista e AC 2 ha preso il treno delle 05:40 dalla stazione di __________ intenzionato a tornare a casa in quanto verso le 09:00 doveva incontrarsi con alcuni amici per partecipare ad un torneo di calcio indoor presso la palestra __________, per il quale era stato proprio lui a reperire lo sponsor. Durante il viaggio si sarebbe fatto prestare la batteria del cellulare da __________ in quanto la sua era scarica. A suo dire, non appena ha acceso l'apparecchio, ha visto numerose chiamate da casa e nello stesso tempo, è squillato il telefono: era la madre che gli comunicava che la polizia era a casa sua. La comunicazione si sarebbe poi interrotta per il fatto che il treno sarebbe entrato in una galleria. AC 2, pur essendo al corrente che lo stavano aspettando gli agenti di polizia, quando è arrivato alla stazione di __________ si è dapprima recato al bar a fare colazione con l'amico __________ ed in seguito, invece di attendere il primo bus per __________ che partiva di lì a 35 minuti, ha preso quello per __________, perdendo quindi quello che lo avrebbe ricondotto a casa. Da __________ è, poi, ritornato in stazione a __________ dove, a suo dire, avrebbe preso la successiva corriera per __________. Nel frattempo avrebbe approfittato per salutare una cameriera che lavora al bar __________. Fatto sta che, tornato nuovamente alla stazione, è stato fermato da due agenti in borghese:
“ Quando, con la batteria prestatami, ho acceso il mio natel, ho visto che c’erano quasi 20 chiamate senza risposta dal telefono fisso di casa mia.
Non so se queste erano le uniche chiamate che avevo ricevuto, perché mentre scorrevo con il tasto in giù per vedere chi altro mi aveva chiamato, mi ha chiamato mia madre dicendomi che mi aveva cercato la Polizia a casa. Mentre io stavo per rispondere a mia madre, il treno è entrato nella galleria prima della stazione ed è andata via la comunicazione. Ho quindi ridato la batteria a __________ dicendomi che tanto tra poco sarei arrivato a casa ed avrei parlato con mia madre.
Io e __________ ci siamo fermati a prendere un caffè e una brioche al bar __________ della Stazione e poi siamo andati a prendere il bus per __________. Abbiamo preso il bus per __________ in quanto il bus per __________ sarebbe passato da lì a 35 minuti. Io ho preso questo bus ma facendo il giro per __________ ho perso il bus delle 06.30 che mi portava a casa. Di conseguenza sono tornato in Stazione e sono andato dentro a salutare la cameriera che lavorava al Bar __________ ed ho aspettato il bus delle 07.04. Prima di prendere il bus mi ha fermato la polizia in borghese che era dentro nel bar e mi ha portato alla stazione di Polizia”
(MP 12.02.08).
3. AC 1 è stato dal canto suo fermato nei pressi di casa sua verso le 07:30 mentre stava rincasando. Come emerso dagli atti AC 1 è stato contattato, mentre era sul treno e faceva rientro da __________, da un agente di polizia che si era regolarmente annunciato. Egli, a suo dire, avrebbe inizialmente pensato ad uno scherzo. Successivamente, allorquando già si trovava alla stazione a __________, avrebbe poi compreso che era davvero ricercato.
4. Circa il comportamento dei tre imputati durante la carcerazione preventiva non si segnalano episodi di rilievo per quel che riguarda AC 3 e AC 1. Basti al riguardo constatare come, dietro richiesta dello stesso accusato, AC 1 -dall’ottobre 2008- è stato trasferito nel carcere di __________ in quanto la madre, a seguito delle note vicende, si era trasferita nella __________ già nell'agosto 2008 (AI 305).
Al contrario AC 2 ha più volte tentato di perlomeno influenzare l'inchiesta a suo profitto.
a) Il 28 febbraio 2008 la PP ha scritto al direttore del carcere La Farera segnalando che in occasione del verbale d'interrogatorio del 27 febbraio 2008, AC 1 le aveva riferito di aver parlato con AC 2 il 20 febbraio precedente, al termine della visita fattagli dalla madre. Così la PP al direttore __________
“ come anticipatole telefonicamente, in occasione del verbale 27.02.2008 AC 1 ha dichiarato di aver parlato con AC 2, mercoledì 20 febbraio u.s., al termine della visita di sua madre al Farera, in occasione del passeggio che gli è stato fatto fare subito dopo, all’ultimo piano al “passeggio B”. Il detenuto ha dichiarato che aggrappandosi alle sbarre ha chiamato il cugino AC 2 che aveva accompagnato sua madre per il diritto di visita.
AC 1 ha riferito che a rispondergli non è stato suo cugino AC 2, bensì AC 2.
AC 1 gli ha chiesto in che cella era e AC 2 gli ha risposto che lui era alla cella __________ e AC 3 alla cella n. __________.
AC 1 ha ancora chiesto a AC 2 se aveva già fatto i verbali con i testimoni. Quest’ultimo gli ha risposto di no. Infine alla domanda postagli da AC 1 se aveva parlato con AC 3, AC 2 gli ha risposto di sì.
AC 1 ha aggiunto che AC 2 e AC 3 parlano facilmente tra di loro.
Ciò premesso, con la presente sono cortesemente a chiederle di comunicarmi se i numeri di cella indicati corrispondono a quelle che hanno occupato i suddetti detenuti nonché a voler verificare l’intervento messo in atto nei confronti di AC 1 dall’agente di custodia intervenuto nel richiamare AC 1 durante il passeggio per il fatto di esserse aggrappato alle sbarre.
Le segnalo che questa situazione di collusione non può e non deve essere tollerata oltre considerata la delicatezza della presente inchiesta.
La invito pertanto a fare il possibile per reperire una soluzione che annulli la collusione tra i tre detenuti"
(AI 89).
Il direttore del carcere le ha risposto lo stesso giorno come segue:
“ faccio riferimento al suo scritto odierno e le comunico quanto segue. Gli interessati sono stati arrestati venerdì 2 febbraio ed associati alla Farera rispettivamente alle ore 11.10, 13.00 e 14.20. Lo stesso giorno ci siamo sentiti a più riprese come pure sabato 3 febbraio. Scopo di questi nostri contatti era appunto di fare tutto il possibile affinchè gli interessati non entrassero in contatto ed in modo particolare che non potessero parlare tra di loro.
Personalmente mi sono occupato affinchè tutte le precauzioni fossero prese. Come da situazione allegata, il carcere giudiziario era completo (50 celle occupate). Pure il comparto minorenni era occupato da 3 adulti su 5 posti, comparto che in caso di arresto di un minorenne doveva essere liberato immediatamente occupando i posti rimasti liberi oltre ai 4 riservati a eventuali arresti di donne.
In collaborazione con i miei responsabili in servizio ho pianificato il collocamento dei tre nuovi arresti così suddivisi:
AC 3 cella __________ secondo piano lato Sureggio punto estremo sud.
AC 1 cella __________ terzo piano lato Cadro versante bosco (nessuna possibilità di conversare)
AC 2 cella __________ quarto piano lato Sureggio punto centrale.
Come può vedere le indicazioni relative ai numeri di cella messe a verbale non corrispondono.
Sempre di comune accordo abbiamo deciso di effettuare i passeggi separati anche dagli altri prevenuti ossia passeggio singolo, disposizione tutt’ora in vigore. Da parte mia ho ordinato una particolare sorveglianza con controlli frequenti. Vista la particolare situazione ho prestato pure servizio durante l’intera giornata di sabato e domenica.
Come vede è stato fatto tutto il possibile per evitare il passaggio di informazioni, ma considerata la struttura, che ha avuto modo di visitare il 17.5.06 e di constatare di persona le difficoltà di gestione anche nel rispetto delle leggi legate alla carcazione preventiva, questo rimane un problema non facile da risolvere se non irrisolvibile.
Altro discorso riguarda la possiblità di conversare con l’esterno sia dalla cella che dal passeggio.
Giornalmente il personale interviene cercando di far allontanare gli estranei che si fermano lungo la strada consortile del Piano della Stampa ricevendo a volte anche degli insulti, ritenuto che secondo le persone interessate noi non abbiamo nessuna competenza di allontanare persone che sostano su luogo pubblico.
A volte specialmente di sera viene allarmata la polizia cantonale per fare sì che identificano le persone e le allontanano.
Le allego pure il rapporto 20 febbraio u.s. relativo al comportamento dei genitori del AC 2, rapporto del quale è stato informato immeditamente il comm. __________ presente sul posto.
Non mancherò di segnalare di volta in volta ogni evento.
Come segnalato negli scorsi giorni anche l’accettazione del penale che dispone di 4 celle per un totale di 11 posti era al completo. Oggi si è libero un posto e con dei trasferimenti siamo riusciti a collocare il AC 3 in una cella a 3 posti”
(AI 90).
AC 2 ha ammesso di aver parlato con AC 1:
“ confermo quanto dichiarato da AC 1 e cioè di avergli detto in quella circostanza, tra l’altro, che avevo parlato con AC 3. Confermo anche di aver detto a AC 1 il numero della mia cella. Dubito, di avergli detto anche il numero della cella allora occupata da AC 3 perché non la conoscevo”
(MP 17.04.08).
Dal canto suo AC 3 ha pure riferito che AC 2 ha tentato più volte di parlargli dal carcere:
“ Confermo che AC 2 mi chiamava dalla finestra ma io non gli rispondevo. Una volta dalla finestra di AC 2 mi ha chiesto se sentivo AC 1 ma io non gli ho risposto. Quando era venuto il direttore da me, io gli avevo confermato che avevo parlato con il mio vicino di cella che si chiamava __________, penso un cittadino __________ che poi penso sia uscito. Poi il 25 febbraio 2008 sono stato spostato alla Stampa”
(MP 23.04.08).
b) Il 2 aprile 2008 l'operatrice sociale del carcere segnalava al Magistrato dei Minorenni che il quarto ragazzo coinvolto nei fatti di cui in rassegna, il minorenne __________ __________, era stato oggetto di minacce proprio da parte del AC 2:
“ la informo ufficialmente che, durante il colloquio di martedì 25 marzo 2008 presso il carcere giudiziario “La Farera”, __________ mi ha confidato di avere subito pressione da parte di uno dei giovani adulti implicati nell’aggressione a __________ avvenuta a __________ all’inizio di febbraio 2008. Si tratta di AC 2, la cui cella si trova al piano inferiore rispetto a quello dei minorenni; AC 2 avrebbe tentato di contattare __________ attraverso le finestre del carcere, passando anche tramite altri prevenuti minorenni.
__________ ha espresso timore per la presenza di AC 2, descritto come un individuo dal comportamento aggressivo sebbene in condizione di detenzione.
Il 28 marzo 2008, in occasione di un successivo colloquio, __________ ha parlato di un altro episodio in cui egli avrebbe incontrato uno degli altri partecipanti all’aggressione durante un passaggio interno al carcere (__________entrava in ascensore mentre l’altro scendeva le scale, entrambi accompagnati da una guardia); __________ è stato colpito dallo sguardo insistente che tale individuo gli avrebbe rivolto e ha aggiunto con timore che queste cose non dovrebbero accadere in carcere…
Ieri ho fatto visita al giovane, che ha confermato quanto sopra descritto e aggiunto di essere stato recentemente contattato anche dal terzo individuo arrestato, che lo avrebbe avvicinato e salutato stringendogli la mano durante un passaggio verso i locali destinati ai colloqui.
Secondo __________ la guardia sarebbe prontamente intervenuta per allontanare i due implicati”
(AI 152).
Fatto sta che il 7 aprile successivo AC 2 veniva trasferito nel reparto accettazione del carcere La Stampa, con le seguenti indicazioni:
“ Deve rimanere da solo in cella, non possono essere collocati altri prevenuti o carcerati nella medesima cella.
Non deve avere nessun tipo di contatto fisico o verbale con altri carcerati e quindi tutti i suoi spostamenti devono essere gestiti di conseguenza.
Nessuna televisione in cella.
Non può telefonare.
Non può avere nessun giornale da leggere.
Il passeggio deve essere separato dagli altri carcerati, quindi individuale”
(AI 161).
Circa i messaggi che ha fatto pervenire a __________, AC 2 ha fornito le seguenti spiegazioni:
“ la PP mi chiede se ho fatto arrivare dei messaggi a __________ ed io rispondo che io no, personalmente no. Gli ho solo fatto una domanda per gli esami del sangue nel senso che gli ho chiesto se lui sapeva se avevano fatto gli esami del sangue a tutti i testimoni. Io no ho parlato direttamento con __________ ma io tramite il mio vicino, __________, il quale ha parlato con un ragazzo minorenne che si chiama __________, gli ho chiesto di chiedere al signor __________ se avevano tirato fuori il sangue a tutti i testimoni nel senso che gli avevano fatto il prelievo.
Che io mi ricordi non ho fatto altri messaggi per __________.
Adesso che mi ricordo gli ho anche detto di dire a __________ che nel capannone centrale lui aveva parlato solo con me e non con AC 1 e AC 3.
Non mi ricordo di altri messaggi che gli ho mandato.
La PP mi chiede se io non gli abbia anche mandato il messaggio concernente il fatto di dire che __________ non si era appoggiato a me per tirare il calcio a +__________ e io rispondo di sì, gli ho detto anche quello. Questa per me è la pura verità perché __________ non si è appoggiato a me per tirare il calcio a +__________.
La PP mi chiede se io non gli abbia anche mando il messaggio concernente il fatto di dire la verità per salvarsi il culo ed io rispondo di sì, ho detto anche questo. La mia preoccupazione era che venisse fuori la verità.
Che gli ho detto di dire la verità per salvarsi il culo perché per me la verità tante volte ripaga (….) Mi viene chiesto di spiegare la contraddizione tra il messaggio che ho mandato a __________ in base al quale doveva dire la verità e cioè che nel capannone centrale aveva parlato solo con me e non con AC 1 e AC 3 e il fatto che io adesso affermo che __________ ha parlato anche con AC 1, rispondo che intendevo parlare del calcio in faccia quando diceveo che __________ aveva parlato solo con me. Invece con AC 1 hanno parlato anche del rigonfio della mano. Mi ricordo che faceva vedere il rigonfio della mano sul pugno destro.
Domanda: da chi ha saputo il contenuto dei verbali fatti da __________ tanto da giustificare l’invio di messaggi allo stesso?
Rispondo che ormai questo carcere, si sa, è uno zoo, nel senso che tutti parlano di tutto. Non so da chi sono venuto a saperlo (il contenuto dei verbali di __________).
Posso dire che me lo ha riferito un certo __________ di cui non so il cognome e che non ho mai visto in faccia. Questo __________, a quanto pare, parlava dalle celle con AC 1, non ne sono però sicuro”
(MP 15.04.08).
A prescindere dal tenore asseritamente minatorio o meno di quei messaggi, sul quale la Corte non ha ritenuto di disquisire oltre, forza è constatare come AC 2 non se ne sia rimasto in carcere a meditare sull'accaduto, sforzandosi di ricordare i contenuti e le modalità dell'aggressione a __________, ma non ha perso occasione per cercare di influenzare, in qualche modo ed a suo favore, l'inchiesta, tanto che il direttore dell'istituto di pena ha ordinato il suo trasferimento in un settore isolato del carcere. Del resto, in aula, ha spiegato che temeva quanto poteva emergere dall'inchiesta (verb. dib. p. 18).
c) Successivamente AC 2 ha pure cercato di vendere ai Magistrati inquirenti informazioni che avrebbe ottenuto proprio in carcere, relative ad altri reati, commessi o in itinere, da altri detenuti, in cambio di un suo ritrasferimento a La Farera in un regime meno isolato.
Il 15 aprile 2008 l'allora PP __________ riceveva il seguente scritto:
“ Buon giorno Signor __________, sono AC 2. Volevo scriverle 2 righe. Sono a conoscenza del caso frutta __________ e altri 11 furti sempre dalle stesse persone, cioè __________ e altri 2 componenti, so tutto nei dettagli. Io in cambio le chiedo di farmi tornare alla Ferrera, di parlarle di dirgli di riportarmi nella mia cella di la e io le darò tutte le informazioni dettagliate, ma chiedo solo di essere rimesso alla Ferrera. Se lei è d’accordo appena mi metteranno di nuovo di la le darò tutte le informazioni e non solo su quel caso.
Cordiali saluti AC 2
p.s. posso darle altre molte informazioni su diversi casi non ancora risolti. Le dirò delle impronte e di tutto il resto.”
Il giorno seguente, sempre allo stesso Magistrato, AC 2 scriveva:
“ Buon giorno Sig. __________
sono di nuovo AC 2 ho molte informazioni da darle, sia per gli 11 furti, che per __________ quello che ha scarcerato più o meno 1 mese fa. In cambio le chiedo solo di essere ritrasferito alla Ferrera, una volta di là le darò tutte le informazioni che a lei servono.
Non le sto chiedendo tanto ma solo di essere ritrasferito là. Sono anche pronto a testimoniare a diversi processi e che non ho paura di farlo. Appena sarò di là si faccia sentire o vedere che le dirò tutto quanto.”
Ancora lo stesso 16 aprile allo stesso ex PP __________:
“ Sig. Procuratore __________,
nella lettera precedente ho dimenticato di dirle che ho già in mente un piano per fagli confessare tutti gli 11 furti, lei per martedì mi faccia trasferire di là alla Ferrera e io le dirò tutto quanto nei minimi dettagli, perché sono entrato nella loro fiducia.
Aspetto con ansia il trasferimento e una sua visita”;
e di nuovo il giorno stesso:
“ Signor __________,
sono sempre AC 2, volevo informarla che so anche dove stanno organizzando le prossime rapine o furti. Una volta che mi sposterà di là alla Ferrera svuoterò il sacco e le dirò tutto, e se la __________ non è d’accordo le dica che ho molte notizie anche per lei riguardo ad altri casi.”
Quel giorno AC 2 non si limitò a scrivere all'allora PP __________, ma
inviò pure il seguente scritto alla titolare dell'inchiesta a suo carico:
“ Gentilissima Signora __________,
volevo chiederle per quanto tempo durerà questo isolamento totale?
Perché per dirla tutta io non ce la faccio più a stare chiuso così, sempre solo nessuno con cui parlare per lo meno ci consenta di avere la televisione, almeno mi tiene un po’ di compagnia, e così facendo non dovrò nemmeno più prendere le pastiglie per dormire come sto facendo ora, perché ci penserebbe la tele a stancarmi.
La ringrazio già adesso per la sua disponibilità.”
In data __________ è pervenuto alla PP __________ un nuovo scritto, non datato, di AC 2 dal seguente contenuto:
“ Buon giorno Signora Procuratrice.
Volevo scriverle due righe per cercare di farmi trasferire di nuovo alla Ferrera, perché qua dove sono ora ho molti problemi psicologici. Vedo regolarmente la psichiatra però non mi aiuta. Quando stavo di là era meglio, perché sentivo un po’ di gente che parlava, ora qua però non c’è più nessuno, sono solo con me stesso, e questo mi fa impazzire “psicologicamente”.
So che lei è una persona corretta e per questo mi rivolgo direttamente a lei. Aspetto con ansia una sua risposta e intanto le porgo i miei migliori saluti.”
A parte il fatto che le pretese informazioni, asseritamente utili per altre inchieste, erano riferite a fatti già noti agli inquirenti e si sarebbero rivelate del tutto irrilevanti, ancora una volta va constatato come AC 2 non abbia accettato le conseguenze dei suoi stessi atti, se solo si pon mente al fatto che in isolamento c'è finito proprio a seguito del suo comportamento contrario alle regole. In aula, richiesto di spiegare i motivi di tali scritti -che lasciavano peraltro trasparire una certa sua propensione a tradire i suoi stessi compagni di sventura non già per un innato suo senso di giustizia, bensì per scopi meramente utilitaristici-, AC 2 ha spiegato che in quel periodo soffriva molto a causa dell'isolamento e voleva ad ogni costo uscire da quello stato, precisando che avrebbe dato quelle informazioni agli inquirenti solo e soltanto se avesse ottenuto il richiesto trasferimento, tant'è che non le ha, per finire, fornite (verb. dib. p. 19).
d) Dal 2 giugno 2008 AC 2, così come gli altri due, ha ottenuto colloqui liberi con il suo legale nonché l'autorizzazione ad avere una tv in cella, mentre i colloqui non sorvegliati con i genitori gli sono stati consentiti dal 4 luglio seguente.
IV. La vittima __________
Uno degli interrogativi che si è posta la Corte è stato di sapere chi era __________.
Gli accusati hanno ribadito in aula che non lo conoscevano, non l'avevano mai incontrato, non sapevano chi era, non l'avevano mai visto (verb. dib. p. 21).
Vari testimoni lo hanno definito come una persona buona, seria, non violenta, molto disponibile ed impegnata.
a) Il padre __________:
“ +__________ era il classico bravo ragazzo con una maturità già da adulto, era molto deciso e sapeva quello che voleva nella vita. Non ci ha mai dato problemi di alcun genere. Io e mia moglie ci reputavamo molto fortunati ad avere due figli molto bravi. Oltre a +__________, abbiamo un’altra figlia, __________, di __________ anni che studia.
+__________ era molto facilitato negli studi e non aveva bisogno di studiare tanto perché era come si dice una “testina” e aveva una memoria eccezionale. Si applicava poi soprattutto nelle cose a cui teneva e in cui voleva riuscire.
Stava conseguendo la patente di guida e aveva appena fatto l’esame teorico. Ero stato io a spingerlo a fare la patente dicendogli che gli sarebbe potuta servire, anche per il militare.
Era un ragazzo affettuoso e si vedeva che era benvoluto non solo all’interno della famiglia, con gli adulti ed i bambini, ma anche fuori. Nel Paese salutava sempre tutti ed aveva sempre un sorriso per ognuno.
Era un ragazzo molto generoso ed era sempre disponibile con tutti. Era sempre disposto ad aiutare se qualcuno aveva bisogno e per gli amici era un punto di riferimento importante. Questo fa sembrare la sua morte assurda ed ancora più ingiusta e dolorosa.
Era un ragazzo d’altri tempi. Ad esempio +__________, come del resto anche sua sorella, si preoccupava di farci sempre sapere dov’era e cosa faceva per farci stare tranquilli.
Avevamo un contatto molto stretto.
+__________ era un ragazzo tranquillo, con un carattere riflessivo, era tutt’altro che un attaccabrighe. Non l’abbiamo mai visto ubriaco, anche quando capitava che faceva tardi a rientrare e mia moglie andava a prenderlo alla Stazione visto appunto che non guidava. Non fumava e non ha mai esagerato con le bevande alcoliche e non aveva mai provato nessun tipo di droghe. Posso dire questo perché su questo argomento avevamo un rapporto molto aperto.
Era molto pignolo e rispettava impeccabilmente i dettami dell’ecologia. Per esempio se vedeva mia moglie che non separava scrupolosamente la spazzatura, aveva da ridire.
Era molto rispettoso delle leggi in generale. Ricordo che mi aveva raccontato che era in auto con altri amici ed erano stati controllati dalla Polizia che si era stupita non poco del fatto che quattro ragazzi di quell’età fossero allacciati con la cintura, anche i passeggeri posteriori. Anche a mia moglie diceva sempre che doveva allacciarsi la cintura in auto. Le diceva: “mamma, è per la tua sicurezza”.
Era un ragazzo come detto, con le idee in chiaro, aveva delle ambizioni e ci teneva che noi fossimo orgogliosi di lui. Diceva a mia moglie “vedrai che diventerò famoso, sarete orgogliosi di me”. Noi eravamo orgogliosi di lui e lui lo era di noi. So che con gli amici parlava sempre bene di noi.
+__________ godeva di ottima salute e nel 2007 aveva terminato la scuola Ufficiali della contraerea che esige una certa prestanza fisica in quanto prevede prove assai dure come una marcia di 100 km e una settimana di sopravvivenza.
L’unico intervento che ha subito all’età di 12/13 anni è stato per una peritonite che non era stata diagnosticata e per la quale è stato operato all’ultimo momento all’Ospedale __________.”
(PS 26.02.08);
b) Un amico in occasione delle esequie:
“ Sono qui per parlare a nome di tutti noi, i migliori amici i __________. Ci sarebbero tante belle cose da dire su __________, ma la vicinanza di un evento così tragico, rende difficile qualsiasi parola. Teniamo però giusto far sapere chi era __________ per noi, che cosa rappresentasse. Tutti noi lo ricordiamo come una persona che amava ridere e amava ridere in compagnia, talvolta in modo così eclatante da richiamare l’attenzione di tutti. Egli è stato come una calamita per tutti noi, il fulcro del gruppo. Ha riunito persone così diverse fra loro, ma con una cosa comune: la voglia di ridere, di essere felici, di essere se stessi. __________ lo ricordiamo come un giovane che dava il massimo di sé in ogni cosa che si metteva in testa di fare. Lo ricordiamo come una persona con delle idee chiare, limpide, sempre pronto a parlare e soprattutto ad ascoltare. In particolare lo ricordiamo come un uomo altruista, che si interessava della vita degli altri. Più volte __________ è stato la persona di riferimento per molti di noi, quando ci trovavamo in una fase difficile e problematica della nostra vita. Sapeva far riflettere su ciò che è veramente importante nella vita e su ciò che invece è futile e secondario. E so con certezza, che al primissimo posto fra le cose che riteneva importanti, vi erano la famiglia e gli amici. Il papà di __________ a noi ha detto: “Ricordiamoci com’era, ce lo siamo goduto finché abbiamo potuto”. Ecco, noi __________ ce lo siamo goduto, perché era una persona così solare, che assieme a lui ogni luogo appariva più bello. Il suo sorriso illuminava l’oscurità e ancora lo farà nei nostri pensieri. Così per sempre lo ricorderemo.”
(articolo apparso il 03.03.08 su “__________”)
c) l'amico __________:
“ Io conoscevo __________ da anni. Da ragazzini giocavamo entrambi presso __________ che ha sede in Città vecchia. Ancora attualmente ci vedevamo regolarmente e quasi ogni settimana mi ospitava presso la sua camera a __________ (…).
Voglio precisare che noi, del nostro gruppo, siamo persone molto pacifiche.
Nonostante partecipassimo a tante feste e carnevali, non abbiamo mai avuto problemi, litigi o risse”
(PS 05.02.08);
d) l'amico __________:
“ Conoscevo __________ sin dalla terza elementare. Siamo sempre stati buoni amic