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Ticino Tribunale penale cantonale 12.10.2006 72.2006.103

12 ottobre 2006·Italiano·Ticino·Tribunale penale cantonale·HTML·4,968 parole·~25 min·1

Riassunto

infrazione aggravata LFStup (importato, trasportato, venduto: 6 kg cocaina ad elevato grado di purezza)

Testo integrale

Incarto n. 72.2006.103

Mendrisio, 12 ottobre 2006/ep

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Corte delle assise criminali

composta dei giudici:

Claudio Zali (Presidente)  GI 1  GI 2  

e dagli assessori giurati:

 AS 1  AS 2  AS 3  AS 4  AS 5  

con la segretaria:

Sonja Federspiel, vicecancelliera

Conviene oggi nell’aula penale di questo Pretorio

per giudicare

 AC 1  e     domiciliato a       

detenuto dal 2 maggio 2006;

prevenuto colpevole di:

                                   1.   infrazione alla LF sugli stupefacenti, aggravata

                                         siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone,

                                         in particolare,

                                         per avere, senza essere autorizzato,

                                         nel periodo maggio 2004/gennaio 2005,

                                         tra Utrecht (Olanda), Bruxelles (Belgio), Lussembrugo, Strasburgo (Francia), Basilea e Lugano,

                                         detenuto, trasportato e venduto, importandolo in Svizzera passando attraverso il valico di Basilea,

                                         un quantitativo complessivo di 6 chili di cocaina sostanza acquistata a credito a Utrecht (Olanda) dal fornitore __________ al prezzo variante da € 28'000.- a € 38'000.al chilo ed importata in Svizzera in occasione di tre distinti viaggi confezionata in 4 pacchetti da mezzo chilo rispettivamente in 6 sacchetti per la terza fornitura ed occultata sotto il sedile lato passeggero della sua vettura Opel Omega di colore blu con targa belga _____,

                                         stupefacente consegnato al medesimo prezzo d’acquisto ad _____e _____a Lugano che la procurarono a __________,

                                         dietro compenso di € 3'300.- per ogni viaggio;

                                         fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

                                         reati previsti art. 19 cifra 2 LS;

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 101/2006 del 23 agosto 2006, emanato dal Procuratore pubblico.

Presenti

§ Il   PP 1. § L'accusato  AC 1 assistito dal difensore di fiducia, DF 1 § IE 1  

Espleti i pubblici dibattimenti

                                     -   giovedì 12 ottobre 2006 dalle ore 09.30 alle ore 16.15.

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale ripercorre le fasi che hanno portato all’arresto di AC 1, reso possibile grazie alle ammissioni di __________ e __________, già condannati per infrazione aggravata alla LFStup. L’accusa descrive le modalità dell’agire degli stessi.

                                         AC 1 era uno dei fornitori principali di __________. Essa sottolinea come __________ si sia sempre preoccupato di disporre di cocaina di buona qualità, raramente inferiore al 60% di purezza; sostanza che __________ faceva testare dal nipote __________, anch’egli già condannato. Vi è quindi ragione di ritenere che la droga venduta da AC 1 fosse di qualità ben superiore alla media.

                                         Riconosce all’accusato di aver collaborato con gli inquirenti anche se dopo qualche iniziale reticenza; il PP solleva però alcuni dubbi in merito a dei dettagli forniti da AC 1. Non si capisce infatti come mai egli possa aver ottenuto quantitativi di cocaina così elevati a credito, strano inoltre che egli abbia chiesto un credito alla sua amica per saldare il suo debito con __________ e non già in precedenza per risollevare la sua situazione finanziaria difficile.

                                         Dal punto di vista oggettivo il reato commesso da AC 1 è gravissimo; volendo ammettere un grado di purezza del 10% si arriva comunque a 600 grammi di cocaina pura. Nel caso concreto però vi è motivo di credere che la purezza fosse ben superiore, ammettendo una purezza media di 40%/50% si arriva a 2.4/3 kg di cocaina pura.

                                         Egli ha delinquito unicamente a scopo di lucro. Grave il suo agire reiterato. Solo l’arresto ha messo fine al suo delinquere. Poco dopo aver effettuato le sue consegne in Svizzera egli è stato arrestato in Germania sempre per traffico di cocaina. In precedenza era egli già stato in carcere in Croazia per traffico di ecstasy, questa esperienza non gli è certo servita da monito. L’imputato ha effettivamente immesso sul mercato ticinese, in un lasso di tempo relativamente breve, ben 6 kg di cocaina. Egli è inoltre una persona colta, istruita che proprio per questo avrebbe dovuto aver maggior consapevolezza del suo agire delinquenziale, egli avrebbe inoltre potuto reinserirsi più facilmente di molti altri suoi connazionali proprio grazie a questa sue capacità.

                                         Tutto questo considerato l’accusa chiede, in applicazione dell’art. 68 cpv. 2 CP, una condanna a 3 anni e 9 mesi di reclusione totalmente aggiuntiva a quella dell’Amtsgericht di Heilbronn e l’espulsione effettiva dalla Svizzera per un periodo di 10 anni. Chiede altresì la confisca del telefonino sequestrato.

                                    §   Il Difensore, il quale pone in risalto la personalità la figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Egli ricorda la vita dell’accusato prima che scoppiassero i disordini nell’ex Jugoslavia e come la guerra gli abbia fatto perdere tutto ciò che egli aveva costruito in molto anni di sacrifici: il suo lavoro prestigioso, la famiglia, la casa. A causa della sua origine egli è stato vittima di varie persecuzioni a carattere etnico e politico; è finito in carcere, dove ha conosciuto __________, la persona che poi lo ha introdotto nel traffico di droga. La difesa ricorda la situazione difficile in cui si trovava l’accusato al momento in cui ha delinquito; egli ha iniziato a trafficare per garantire il suo sostentamento, in un epoca in cui non aveva più nulla.

                                         Osserva come i fatti oggetto dell’atto d‘accusa siano ammessi; l’accusato ha attivamente collaborato con gli inquirenti. Questo aspetto va tenuto in considerazione nell’ottica dell’art. 63 come pure la sua vita e la sua età. L’accusato è pentito di quanto commesso ed ha preso coscienza dei suoi sbagli.

                                         La difesa conclude pertanto chiedendo una riduzione della pena proposta dall’accusa.

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti

quesiti:                          AC 1

                                   1.   E’ autore colpevole di:

                               1.1.   infrazione alla LF sugli stupefacenti

                                         per avere, senza essere autorizzato, nel periodo maggio 2004/gennaio 2005, previo acquisto da tale __________, in 3 occasioni, importato in Svizzera da Basilea, quindi trasportato a Lugano e venduto, tramite __________ e __________ , a __________, complessivi 6 kg di cocaina ad elevato grado di purezza?

                                         E meglio come descritto nell’atto di accusa.

                             1.1.1   trattasi di infrazione aggravata siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone?

                                   2.   Può beneficiare della sospensione condizionale della pena:

                               2.1.   privativa della libertà;

                               2.2.   d’espulsione?

                                   3.   Deve subire la confisca di quanto in sequestro?

Considerato,                  in fatto ed in diritto:

                                   1.   AC 1 ha versato in atti un esaustivo curriculum vitae che viene qui quasi integralmente riprodotto (doc. TPC 3):

"  Sono nato a Belgrado, Serbia (ex Jugoslavia), il __________. Mio padre si chiamava __________, nato nel __________, di religione cristiana cattolica, croato, di professione architetto ingegnere costruttore. Mia madre si chiamava __________ nata a __________ nel __________, anche essa di religione cristiana cattolica, di professione casalinga. Entrambi i miei genitori sono deceduti. Ho un fratello che vive in Germania dal 1968 e tre sorelle che vivono tutte a Belgrado. A Belgrado ho frequentato le scuole dell'obbligo, le scuole medie superiori in ambito economico e l'università, la facoltà di economia, specializzandomi nell'ambito finanziario e bancario, ho ottenuto il diploma universitario nel 1965 in tempi record.

Nel 1968 mi sono sposato e il medesimo anno sono stato assunto presso la Jugobanca a Belgrado.

Da questo matrimonio sono nate due figlie, una si chiama __________, nata il __________, la quale si è diplomata come architetto, la seconda si chiama __________, nata il __________ e si è diplomata alla facoltà di filosofia prendendo come materie inglese, francese e latino. Entrambe le mie figlie vivono oggi a Belgrado.

Desidero precisare che ho studiato anche ingegneria e architettura come vuole la tradizione della nostra famiglia. Devo altresì ricordare che per quanto riguarda l'ambito bancario ho effettuato gli esami federali in Jugoslavia, raggiungendo ottimi voti, ovvero 9.6 su 10. Tale risultato mi ha permesso di intraprendere un ottima carriera nel mio ambito.

Infatti ho iniziato a lavorare come addetto allo sportello della banca, poi sono sempre salito di grado e di responsabilità fino ad arrivare al grado di direttore della banca. Nel 1974, infatti, sono divenuto direttore del settore delle divise. Nel 1976 sono diventato responsabile del traffico internazionale dei pagamenti e ho svolto il mio lavoro raggiungendo sempre risultati positivi.

Il 24 dicembre 1980 ho ricevuto la medaglia d'oro per il lavoro svolto. Sempre il medesimo anno sono divenuto mandatario della banca, sempre nel ruolo di direttore.

Tra il 1984 e il 1985 sono iniziati i disordini politici e sociali in Jugoslavia. Infatti in tali anni la situazione è molto peggiorata e sono iniziati tra la Repubblica Serba, quella Croata e quella Slovena i primi disordini (....) e hanno condotto alla rottura della ex Jugoslavia.

In queste circostanze sono giunto alla decisione di lasciare il mio lavoro nell'ambito bancario per il semplice fatto che con un sistema governativo simile non era più possibile essere un funzionario bancario come si deve.

Nel 1986 ho divorziato dalla mia prima moglie e ho lasciato l'ambito bancario, ho quindi aperto una ditta individuale per il trasposto di passeggeri, sempre a Belgrado. La stessa ditta ho poi trasferita nel 1990 in Croazia a __________ vicino a __________, dove mi sono infatti trasferito nella casa di famiglia.

Nel 1989 a Bruxelles, in Belgio, mi sono sposato la seconda volta e mi sono definitivamente trasferito a Bruxelles nel 1990 dove vivo tuttora.

Nel 1991 sono stato vittima di un enorme ingiustizia operata da terroristi croati. Il 2 o i1 3 settembre del 1991 la polizia croata mi telefona a Bruxelles e mi dice che la mia casa nativa, cioè la mia casa di famiglia di __________, è stata fatta saltare in aria e che devo subito rientrare in patria. In questa situazione il mio commento è inutile e io continuerò a vivere tale evento con grande sofferenza e con grande disagio.

Nel 1992, nel mese di luglio, sempre in merito al danno terroristico che ho subito alla mia proprietà, ho rilasciato un intervista al giornale locale denominato __________, tale articolo ha occupato una pagina intera del giornale e subito sotto questo mio articolo è stato inserito un articolo sul Presidente croato allora chiamato __________

Anche questo fatto non mi ha certamente aiutato, la polizia mi ha arrestato e mi ha tenuto 24 ore in prigione senza darmi alcuna spiegazione, avendo soltanto scritto NO COMMENT.

Una piccola spiegazione è necessaria. Anche se sono di nazionalità croata io non sono visto come un Croato, per il fatto che sono nato a Belgrado nella Repubblica Serba e per il fatto che io parlo in modo __________ "che è tipico dei Serbi". Infatti dalla pronuncia si capisce subito che io non parlo come i Croati bensì come i Serbi.

Nel 1993 a Bruxelles apro una mia ditta individuale, denominata __________, che si occupa di questioni turistiche e poi apro anche uno snack fritur denominato __________ in cui svolgevo praticamente l'attività di snackbar.

Nel 1994 ho completamente saldato il debito della mia casa, che è divenuta di mia proprietà, in tale proprietà era situato lo snackbar di qui ho appena accennato.

Nel 1996 io e mia moglie abbiamo attraversato una grave crisi coniugale che era originata dalla sua illimitata gelosia e dal suo egoismo. Lo stesso anno abbiamo quindi divorziato.

Ciò è avvenuto indipendentemente dalla mia volontà, la mia ex moglie aiutata dal suo avvocato nel 1997 alla fine dell' anno è riuscita a mettere all'asta la casa, in tale periodo ero quindi costretto a vivere come meglio potevo: di espedienti e di quanto accumulato nel corso degli anni, anche se non rimaneva granchè, mi aiutava la fondazione CPAS, che, mi dava Euro 700.00 al mese, sino al pensionamento vero e proprio. Si trattava infatti di una prestazione prepensionistica in quanto non avevo ancora maturato l'età per ottenere la pensione.

Nel 1999 mi sono recato a due riprese in Croazia, in quanto dovevo sistemare la questione legata alla distruzione della mia casa nativa. Dovevo infatti occuparmi del risarcimento del danno che vantavo nei confronti del Governo croato. Senza successo, tuttavia. Infatti a causa dello stesso Presidente croato __________ non è stato possibile ottenere nulla da tale richiesta di risarcimento, in quanto dal Codice Penale Croato applicabile in quel momento era stato cancellato l'art. 318 che prevedeva questo genere di reato.

Il medesimo anno, ossia nel 1999, verso la fine del mese di settembre, stavo percorrendo la strada Bruxelles - Spalato, quando, sulla strada principale vicino a Spalato, mi ha fermato la polizia e mi ha perquisito l'autovettura. Mi hanno fermato e arrestato con il pretesto che stavano cercando dell'ecxtasi. Però senza trovare nulla. In realtà non si trattava affatto di un'inchiesta di questo genere. Mi dicevano di non ritornare mai più in Croazia, di non presentarmi mai più.

In tale occasione ho subito innumerevoli insulti e ho dovuto anche subire un trattamento disumano. Ho infatti vissuto allora una situazione che di sicuro non dimenticherò mai. Si sono infatti dimenticati della Convenzione di Ginevra del 1949 che protegge i diritti umani, Convenzione per altro ratificata dalla stessa Croazia nel 1997. Hanno infatti infranto l'art. 3 e l'art. 11 di tale Convenzione.

Sono infatti stato torturato e vi posso solo elencare alcune delle innumerevoli lesioni che mi sono rimaste fino ad oggi. Ho dovuto provvedere a un intervento chirurgico alla testa a causa di un enorme ematoma che mi hanno procurato con l'impugnatura di una pistola; mi hanno dovuto operare all'ernia sinistra e all'ernia destra; mi hanno fratturato due vertebre, l'ottava e la nona; sulla parte sinistra ero pieno di ematomi su tutto il corpo e non posso nemmeno enumerare tutte le altre lesioni che ho subito. Possiedo il certificato medico legale di quanto appena asserito.

L'apice dell'ingiustizia che vi sto raccontando è poi stato raggiunto con la condanna a tre anni di carcere pronunciata dal Tribunale di Spalato con chi sa quale altro pretesto, in realtà io sono stato semplicemente vittima di un atto terroristico da parte del Governo croato.

Per me questa vicenda non è ancora chiusa, in quanto mi sono rivolto alla Corte Europea dei diritti del 'uomo di Strasburgo. Mi sono infatti rivolto a tale Tribunale nel 2004 nel mese di ottobre facendo altresì la mia richiesta di risarcimento. Il giudizio di tale Tribunale è rimasto sospeso durante tutta la mia carcerazione avvenuta nel 2002, nel mese di giugno, fino a quando sono ritornato a Bruxelles.

Sempre nel 2002 in prigione ho conosciuto __________. Siamo infatti stati insieme per tre mesi in carcere, poi io sono uscito prima di lui in regime di libertà provvisoria. (…).

Nel 2004 ho preparato i documenti per ottenere la pensione o, meglio, per trasferire il mio diritto di pensione dalla Serbia alla Croazia e al Belgio. Tale procedimento ha comportato una grossa crisi finanziaria per me. Infatti non avrei avuto alcuna entrata sino quando tale procedura non fosse portata a conclusione. E' proprio in tale contesto che ho effettuato i tre traffici che mi vengono ora contestati.

Il 24 gennaio 2005 sono partito per la Croazia con l'intenzione di completare la mia procedura di richiesta di pensione e su suggerimento di un mio conoscente ho in tale occasione portato con me 1 1/2 kg di hascisc, questo chilo e mezzo di hascisc l'ho posto nel bagagliaio della mia auto.

Sulla via tra Bruxelles e Zagabria vicino alla città di Heilbronn, mi ha fermato la polizia tedesca e per tale ragione sono stato scoperto che stavo appunto trafficando hascisc. (…)”

                                         In Svizzera AC 1 risulta incensurato; nell’estratto del casellario giudiziale belga figura invece a suo carico una condanna risalente al 1999 a 8 mesi di carcere, sospesi per un anno, e ad una multa per danneggiamento, porto illegale d’armi e minacce. Come da lui stesso accennato nella sua autobiografia, egli è inoltre stato condannato con sentenza 27 maggio 2005 del Tribunale di Heilbronn, cresciuta in giudicato il 7 novembre 2005, a due anni e mezzo di detenzione per traffico di sostanze stupefacente. Essendo questo giudizio relativo a fatti del 24 gennaio 2005 si ha che l’odierno giudizio è totalmente aggiuntivo a quello pronunciato dalla Corte germanica ai sensi dell’art. 68 cifra 2 CP.

                                         In merito alle sue vicissitudini con la giustizia AC 1 ha aggiunto di essere stato condannato dal Tribunale di Spalato a 3 anni di prigione e di essere poi stato liberato il 21 giugno 2002; anche in questo caso l’accusa sarebbe stata legata al traffico di droga. Di questa condanna non vi è però alcun riscontro negli atti.

                                         Proprio durante l’espiazione di questa pena egli avrebbe conosciuto __________, fratello di __________, che, stante le sue dichiarazioni, lo avrebbe introdotto nel traffico di droga oggetto del procedimento.

                                   2.   Nell’ambito dell’inchiesta denominata “Guasta 2”, riguardante un importante traffico di cocaina  gestito da cittadini della ex Yugoslavia, si è giunti all’arresto di __________ e di __________. Nel corso di un interrogatorio, quest’ultimo ha confessato di aver funto da tramite tra __________ e tale AC 1, detto il “vecchio”, per l’acquisto di complessivi 6 kg di cocaina. Questi fatti sono stati confermati da __________ che ha ammesso di aver ricevuto da AC 1, in 3 distinte occasioni, forniture di 2 kg di cocaina cadauna. Sia __________ che __________ sono stati condannati dalla Corte delle Assise criminali il 2 febbraio 2006.

                                         A seguito di questi accertamenti è stato pertanto spiccato nei confronti di AC1 un ordine di arresto internazionale datato 13 maggio 2005. Le autorità inquirenti svizzere sono così venute a sapere che AC 1 era stato arrestato in Germania il 24 gennaio 2005 per traffico di stupefacenti, egli era infatti stato trovato in possesso di 1.5 kg di hashish occultati nella sua autovettura. E’ stata pertanto chiesta la sua estradizione, avvenuta il 2 maggio 2006, senza che in Germania l’imputato abbia sofferto del carcere estradizionale, essendo stato imprigionato in espiazione della predetta sentenza 27 maggio 2005 del Tribunale di Heilbronn (AI 41).

                                         L’accusato è stato mantenuto in detenzione preventiva sino al dibattimento.

                                   3.   Dopo un’iniziale reticenza, AC 1 ha pienamente collaborato con gli inquirenti ed è pertanto reo confesso. Egli ha ammesso sia nei verbali istruttori che nel corso del dibattimento tutti gli addebiti mossigli nell’atto d’accusa, stilato sulla base delle sue confessioni. Le sue dichiarazioni hanno altresì trovato riscontro in quelle, convergenti, di __________ e __________.

__________                  L’accusato è poi rientrato a Bruxelles da dove ha chiamato __________. I due hanno quindi stabilito di incontrarsi a Lugano una decina di giorni dopo per la consegna della cocaina. Giunto sul posto, AC 1 ha nuovamente contattato __________. Definiti gli ultimi dettagli, in una serie di successivi incontri, i due hanno portato a termine la compravendita. Durante quella sua prima permanenza a Lugano, a suo dire durata 5 o 6 giorni, l’accusato ha avuto modo di conoscere anche __________, fratello di __________. Concluso l’affare, AC 1 è poi subito rientrato in Belgio e il giorno successivo si è incontrato in Olanda con __________ a cui ha pagato la cocaina.

                                         Questa prima trasferta in Svizzera dell’accusato è stata seguita da ulteriori due viaggi di analogo tenore. Nel corso del mese di novembre del 2004, __________ lo ha nuovamente contattato chiedendogli la fornitura di ulteriori 2 kg di cocaina. AC 1 si è quindi recato all’albergo Ibis di Utrecht dove sapeva di poter trovare __________. Pochi giorni dopo questi gli ha consegnato la droga a credito, ma ad un prezzo lievemente superiore (ca. Euro 30'000.- al chilo) in ragione di una pretesa migliore qualità. Rientrato a Bruxelles e avvertito __________, l’imputato è partito con la cocaina alla volta di Lugano. Giunto al Mc Donald’s di Noranco si è incontrato con __________; assieme i due si sono poi recati da “__________”, ossia da __________, a cui hanno consegnato la sostanza. La droga è stata scaricata nel parcheggio retrostante il domicilio di __________ e poi portata nell’appartamento di questi. La sera stessa AC 1 ha ricevuto da Nedzbi una prima parte del pagamento della cocaina (circa Euro 40'000.- / 45'000.-) ed il compenso spettantegli per il trasporto. Dopo aver pernottato presso __________ il mattino successivo è rientrato in Belgio. Non essendo in possesso di tutto il denaro necessario per pagare la cocaina ricevuta a credito, l’imputato ha dichiarato di aver chiesto un prestito di circa Euro 15'000.- ad una sua amica e di essersi poi recato presso l’albergo di Utrecht per pagare quanto dovuto a __________.

                                         Nel dicembre 2004 egli si è incontrato a Zurigo con __________ e __________, che hanno provveduto a saldare quanto ancora dovuto per la precedente fornitura di cocaina. Con questi soldi AC 1 ha potuto estinguere il debito contratto con l’amica.

                                         Sempre nel corso di quel mese, l’imputato è stato nuovamente contattato da __________ e __________. Con quest’ultimo, giunto con un non meglio identificato terzo, egli si è pure incontrato a Zurigo il 26 dicembre 2004. In quell’occasione __________ avrebbe sollecitato la fornitura di ulteriori 2 kg di cocaina destinati a __________. Malgrado qualche iniziale reticenza, AC 1 ha accettato. Come da lui stesso ammesso, rientrato in Belgio egli ha nuovamente contattato __________, sempre con le stesse modalità, all’inizio del gennaio 2005. La consegna a AC 1 è avvenuta alcuni giorni dopo. In questa occasione la droga è stata fornita in 6 pani, mentre che il prezzo è lievitato a Euro 37'000.-/ 38'000.- il chilo, sempre per il motivo di asseriti miglioramenti della qualità della sostanza. L’imputato è quindi partito per Lugano dove si è incontrato, sempre presso il Mc Donald’s di Noranco, con __________; con il quale si è poi recato presso l’abitazione di __________, che ha preso in consegna la cocaina. Alcune ore dopo i tre, a cui si era nel frattempo aggiunto anche __________, si sono ritrovati in un ristorante. Qui Radovic ha dato a __________ i soldi per la droga, a sua volta questi li ha consegnati a AC 1. L’accusato ha dichiarato di non aver ricevuto il compenso per il trasporto, ma solo il prezzo dello stupefacente. Ciò malgrado, egli è rientrato in Belgio il giorno successivo ed ha poi dato quando dovuto a __________. Sempre secondo le sue dichiarazioni, in seguito egli avrebbe nuovamente contattato __________ reclamando il suo compenso, questi avrebbe però tergiversato ed affermato che sarebbe stato tacitato in occasione della successiva consegna. Ciò che l’accusato ha però dichiarato di non aver avuto intenzione di fare.

                                         Il 24 gennaio 2005 AC 1 è poi stato arrestato dalla autorità tedesche mentre trasportava sulla sua autovettura 1.5 kg di hashish.

                                         L’atto d’accusa trova pertanto integrale conferma negli accertamenti della Corte.

                                   5.   Giusta l’art 63 CP il giudice commisura la pena alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della sua vita anteriore e delle sue condizioni personali. La gravità della colpa è pertanto il criterio fondamentale per la fissazione della pena.

                                   6.   Nelle proprie valutazioni la Corte ha innanzitutto dovuto considerare la gravità oggettiva notevole dei reati commessi da AC 1. Egli è infatti responsabile del trasporto e della vendita in Svizzera di ben 6 chili di cocaina, sostanza che egli sapeva essere destinata allo spaccio. Nel caso di specie trattasi altresì di droga con un grado di purezza sicuramente superiore al presunto 10% che la giurisprudenza ammette in assenza di migliori riscontri. In concreto i migliori riscontri sono dati in primis dagli accertamenti effettuati su __________, destinatario della sostanza trasportata da AC 1, e sul  modus operandi di questi; __________ ha infatti sempre avuto cura di procurarsi cocaina di buona qualità facendola preventivamente testare, laddove possibile, dal nipote, __________. Questo allo scopo di poter poi tagliare la sostanza ed aumentare così il proprio utile, conseguito proprio grazie all’aumento della droga disponibile. Non a caso la purezza dello stupefacente rivenuto al domicilio di __________ al momento del fermo aveva una purezza di 26-33% dopo essere stata tagliata (cfr. sentenza 2 febbraio 2006 __________ pag. 34). Nel corso di quell’inchiesta è pure stato accertato che la sostanza che __________ vendeva al nipote (non tagliata) poteva raggiungere un grado di purezza di circa 60% (cfr. sentenza __________ pag. 13 e segg.).

                                         In secondo luogo il prezzo della sostanza acquistata e trasportata dall’accusato, stabilito da __________, è un evidente indizio della buona qualità della stessa. Prezzo che, va ricordato, in occasione della prima consegna è stato fissato in Euro 28'000.al chilo per poi aumentare a Euro 30'000.- e raggiungere Euro 37'000.- in occasione della terza. La ragione di questa lievitazione del prezzo non era certo un mistero per AC 1; avendo egli ammesso che __________ l’aveva giustificata con la migliore qualità della cocaina fornita. L’imputato era pertanto perfettamente cosciente di trasportare droga di elevata qualità, fatto questo per altro neppure contestato dalla difesa.

                                         La gravita dei reati commessi da AC 1 è quindi innegabile. Biasimevole appare pure la motivazione del suo agire, dettato unicamente dallo scopo di lucro. Egli ha dato altresì prova di non poca intraprendenza criminale, dimostrandosi disposto ad attraversare mezza Europa per andare a procurarsi la cocaina, in Olanda, e consegnare la stessa ai suoi acquirenti in Svizzera. Grave anche il fatto che egli abbia agito in modo reiterato, effettuando ben 3 consegne. La Corte ha di contro ritenuto poco credibili le dichiarazioni dell’accusato quo all’asserita volontà di smettere dopo la terza fornitura, anzi essa è giunta al convincimento che solo l’arresto effettuato dalle autorità germaniche - va ricordato, per un reato analogo a quello qui in discussione - abbia messo temine al traffico di AC 1.

                                         Dal lato soggettivo, si rileva che AC 1 non è incensurato, a suo carco figura una condanna delle autorità belghe, ed egli ha già conosciuto il carcere in Croazia. A suo favore la Corte ha nondimeno considerato la collaborazione fattiva fornita e i problemi legati alla sua difficile situazione personale. Stanti le sue dichiarazioni, di cui non vi è motivo di dubitare, AC1 è passato da una posizione sociale ed familiare invidiabile a quella di uomo solo, prossimo alla pensione e costretto a vivere con un modesto sussidio. L’accusato è sicuramente stato segnato dagli eventi che hanno scosso la ex Jugoslavia, restando a sua volta vittima delle persecuzioni etniche messe in atto in quel periodo. Pur dimostrando comprensione per la situazione disagevole in cui versava l’accusato al momento dei fatti qui in esame, questa Corte non può certo giustificare il suo agire. Anzi proprio la sua formazione superiore e la sua esperienza di vita avrebbero dovuto renderlo più cosciente della gravità degli atti che stava commettendo.

                                         Nella valutazione la Corte non ha omesso di considerare che il prevenuto ha oramai superato i 60 anni di età e che proprio per questo la pena che verrà qui comminata risulterà per lui particolarmente incisiva.

                                         AC 1 risulta aver già subito una condanna per fatti commessi posteriormente a quelli qui in esame, essendo stato condannato dall’Amtsgericht di Heilbronn ad una pena di 2 anni e 6 mesi di detenzione per il trasporto di 1.5 chili di hashish. Di questa condanna si deve tenere integralmente conto nell’ambito del concorso retrospettivo previsto dall’art 68 cifra 2 CP, come correttamente riconosciuto dallo stesso procuratore pubblico.

                                         Alla luce di quanto precede, la Corte ritiene adeguata alla colpa del AC 1 una pena complessiva di 5 anni e 6 mesi di reclusione, tenuto conto anche degli addebiti di cui alla precitata sentenza estera. Computata la pena comminatagli in Germania, ne discende che la pena aggiuntiva a carico dell’accusato ammonta a 3 anni di reclusione, con computo del carcere preventivo sofferto.

                                   7.   La pubblica accusa ha chiesto per AC 1 la pronuncia della pena accessoria dell’espulsione, ex art. 55 CP, per 10 anni effettiva dal territorio Svizzero. Dopo valutazione di tutte circostanze la Corte ha ritenuto che questa richiesta vada senza alcun dubbio accolta, intendendo in questo modo preservare la pubblica sicurezza con l’allontanamento di un individuo che si è reso colpevole di un reato particolarmente grave per la collettività quale il traffico di stupefacenti. Essa ha altresì considerato l’assenza di legami dell’accusato con il nostro Paese dove egli è giunto con l’unico scopo di delinquere.

                                         Avuto riguardo alla durata della pena principale, la Corte ha aderito alla proposta dell’accusa determinando in 10 anni la durata dell’espulsione, sanzione che la Corte non ha ritenuto di dovere sospendere condizionalmente.

                                   8.   In virtù dell’articolo 58 CP è ordinata la confisca del telefonico sequestrato, in quanto strumento di reato.

                                   9.   L’accusato è condannato al pagamento della tassa di giustizia di fr. 1000.- e delle spese giudiziarie.

Rispondendo                 affermativamente a tutti i quesiti, tranne al no. 2;

visti gli art.                      18, 35, 36, 41, 50, 55, 58, 60, 63, 64, 65, 66, 69 CP;

                                         19 cifra 2 LFstup;

                                         9 segg. CPP e 39 TG sulle spese;

dichiara e pronuncia

                                   1.   AC 1 è autore colpevole di

                               1.1.   infrazione aggravata alla LF sugli stupefacenti

                                         siccome riferita ad un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in pericolo la salute di parecchie persone,

                                         per avere, senza essere autorizzato, nel periodo maggio 2004/gennaio 2005, previo acquisto da tale _______, in 3 occasioni, importato in Svizzera da Basilea, quindi trasportato a Lugano e venduto, tramite  _______, e  _______, a  _______ , complessivi 6 kg di cocaina ad elevato grado di purezza;

                                         e meglio come descritto nell’atto di accusa e precisato nei considerandi

                                   2.   Di conseguenza AC 1 è condannato:

                               2.1.   alla pena di 3 (tre) anni di reclusione a valere quale pena aggiuntiva a quella di 2 anni e 6 mesi inflittagli dall’Amtsgericht Heilbronn in data 27 maggio 2005, nella quale è computato il carcere preventivo sofferto a far tempo dal 2 maggio 2006;

                                           2.2   all’espulsione dal territorio svizzero per un tempo di 10 (dieci) anni;

                               2.3.   al pagamento della tassa di giustizia di fr. 1’000.- e delle spese processuali.

                                   3.   È ordinata la confisca di quanto in sequestro.

                                   4.   Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione alla CCRP; la dichiarazione di ricorso deve essere presentata al Presidente di questa Corte entro cinque giorni da oggi; la motivazione entro venti giorni dalla notificazione della sentenza integrale.

Intimazione a:

terzi implicati

1.  AS 1     2.  AS 2     3.  AS 3     4.  AS 4     5.  AS 5     6.  AS 6     7.  AS 7     8.  IE 1     9.   GI 1     10.   GI 2      

Per la Corte delle assise criminali

Il presidente                                                            La segretaria

Distinta spese:                 

Tassa di giustizia                              fr.        1'000.--

Inchiesta preliminare                         fr.           200.--

Spese postali,tel.,affr. in blocco       fr.           100.-fr.        1'300.--

                                                             ===========

72.2006.103 — Ticino Tribunale penale cantonale 12.10.2006 72.2006.103 — Swissrulings