Incarto n. 72.2004.35
Lugano, 6 settembre 2004/nh
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dei giudici:
Agnese Balestra-Bianchi (Presidente) GI 1 GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 2 AS 3 AS 4 AS 6 AS 7
con il segretario:
Enzo Barenco, segretario di camera
Conviene oggi nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia
per giudicare
AC 1 e domiciliato a
detenuto dal 16 aprile 2003;
prevenuto colpevole di:
1. mancato assassinio
per avere,
a,
il 24 febbraio 2003,
agendo con particolare mancanza di scrupoli,
segnatamente con movente, scopo e modalità particolarmente perversi,
compiuto tutti gli atti necessari all’uccisione di PC 1,
in specie per avere,
dopo avere trascorso la serata con PC 1,
ed essersi fatto da lui accompagnare in autovettura alla villa di __________,
recandosi con quest’ultimo nel locale studio, dove PC 1 ha mostrato a AC 1, su sua richiesta, la scomposizione di una Parabellum 7.65 e dove AC 1 avrebbe dovuto sottoporre alla vittima la documentazione relativa alla situazione patrimoniale del conto bancario che le gestiva,
nonché dopo essersi assentato AC 1 per andare in bagno,
ed essere ritornato nel locale studio con la pistola SIG P 210 cal. 9 da lui precedentemente preparata all’uopo,
invitando nel contempo la vittima a guardare la data di una fotografia appesa alla parete divisoria locale studio/locale piscina,
e raggiungendola così armato alle spalle mentre la vittima osservava quanto indicatole,
sparato AC 1 con la SIG P 210 cal 9 a distanza ravvicinata, alla testa, lato destro, di PC 1 allo scopo di ucciderlo e di evitare così che venissero scoperte le malversazioni da lui commesse sul conto bancario di PC 1, meglio descritte al punto 2 del presente atto d’accusa;
mancando la realizzazione del disegno criminoso,
essendo penetrato il proiettile a livello dello zigomo destro e fuoriuscito a livello dello zigomo sinistro, provocando alla vittima le conseguenze alla vista, all’udito e di natura psicologica di cui ai certificati medici agli atti,
ed allarmando AC 1 dopo il ferimento i soccorsi, per annunciare che si era verificato un incidente;
reato previsto dall’art. 112 CP in relazione con l’art. 22 cpv. 1 CP;
2. appropriazione indebita, ripetuta
per avere,
allo scopo di procacciarsi un indebito profitto,
a __________, a __________, a __________ e ad __________,
nel periodo agosto 1993 febbraio 2003,
ripetutamente e con le medesime modalità,
facendo uso AC 1 di una procura individuale rilasciatagli da PC 1 sulla relazione __________presso __________ a quest’ultimo intestata,
prelevato illecitamente in 126 occasioni a contanti l’importo complessivo per un controvalore di fr. 3'195'625.48 impiegandolo a profitto proprio;
reato previsto dall’art. 138 cifra 1 CP (già art. 140 cifra 1 CP);
3. conseguimento fraudolento di una falsa attestazione
per avere,
a __________,
in data 18.10.1996,
indicando e sottoscrivendo in qualità di acquirente, che il prezzo di compra vendita dell’appartamento di __________ PPP (quota di comproprietà di 3.5/1000 della Part. 5), era di fr. 50'000.00 (invece di fr. 100'000.00), indotto il notaio Andrea __________ , __________, ad attestare nel rogito nr. __________un fatto di importanza giuridica contrario al vero e meglio un prezzo non corrispondente alla realtà;
reato previsto dall’art. 253 CP;
4. circolazione in stato di ebrietà
per avere,
sulla tratta stradale __________-__________,
nella notte tra il 10 e l’11 gennaio 2003,
circolato alla guida del veicolo Mercedes __________in stato di ebrietà (alcolemia : tenore minimo 1.77 gr per mille - tenore massimo 2.10 gr per mille), venendo controllato alle ore 3.15 dell’11 gennaio 2003 in territorio di __________ dalla Polizia cantonale;
reato previsto dall’art. 91 cpv. 1 Legge federale sulla circolazione stradale;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 41/2004 del 25 marzo 2004, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il PP 1. § L'accusato AC 1 assistito dal difensore di fiducia avv. __________. § L'avv. __________, rappresentante della PC PC 1.
Espleti i pubblici dibattimenti
- lunedì 23 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:20
- martedì 24 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 19:00
- mercoledì 25 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:20
- giovedì 26 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 19:00
- venerdì 27 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 15:55
- lunedì 30 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 17:50
- martedì 31 agosto 2004 dalle ore 9:00 alle ore 16:00
- mercoledì 1 settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:00
- giovedì 2 settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 20:25
- venerdì 3 settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 18:20
- sabato 4 settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 10:05
- lunedì 6 settembre 2004 dalle ore 9:00 alle ore 21:20.
A.
ISTANZA DI SOSPENSIONE DEL DIBATTIMENTO formulata dalla difesa
L'avv. __________ preannuncia di voler allestire nel pomeriggio un allegato da consegnare alla CRP per chiedere la ricusa della PP 1. Chiede pertanto la sospensione del dibattimento affinchè egli possa materialmente allestire l'allegato.
La Procuratrice pubblica si oppone all'istanza di sospensione del dibattimento per permettere alla difesa di allestire l'allegato da presentare alla CRP in quanto non motivo di sospensione.
Il rappresentante di PC si oppone alla sospensione del dibattimento in quanto richiesta per un motivo che non rientra e non si configura in quelli previsti dall'art. 237 del CPP.
Il difensore si riconferma nella sua istanza, adducendo che in questo caso l'art. 237 CPP non può essere applicato e che comunque l'art. 238 CPP prevede la possibilità per il presidente di accordare brevi interruzioni del dibattimento non superiori ai tre giorni, in particolare per esigenze del processo.
La Procuratrice pubblica in duplica, si conferma nelle sue precedenti conclusioni, non ravvedendo motivo alcuno per sospendere il dibattimento e neppure per doversi ricusare.
Il rappresentante di PC, in duplica, si conferma nel precedente intervento.
Il presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle parti, il seguente
quesito 1. Deve essere sospeso il dibattimento per consentire all'avv. __________ di allestire materialmente l'allegato che ha preannunciato?
Previo esame del fatto e del diritto, rispondendo affermativamente al quesito
visti gli art. 237 e 238 CPP
la Corte
decide 1. L'istanza di sospensione del dibattimento formulata dalla difesa è accolta e il dibattimento è quindi sospeso a partire da ora e fino a domani mattina 1. settembre 2004 alle ore 09.00.
B.
ECCEZIONE SOLLEVATA DALLA DIFESA DI SUPPLEMENTO DI INDAGINE PERITALE
(verbale dib. pag. 23)
La difesa solleva ora un'eccezione a seguito della deposizione del perito dott. PE 3, nel senso che chiede un supplemento di indagine peritale alfine di fugare il dubbio sollevato dal perito circa una maggior gravità del disturbo di personalità dell'accusato, tale, a mente del difensore, da poter incidere sul grado di scemata responsabilità (da lieve in media o grave).
Il presidente, ricordato quanto detto or ora dal perito, invita la difesa a momentaneamente sospendere la sua richiesta fino a dopo aver riascoltato la registrazione dell'audizione del dott. PE 3 e in seguito confermare alla Corte se intende o meno mantenere l'eccezione sollevata. In caso affermativo le altri parti prenderanno la parola al momento opportuno.
Il difensore accondiscende con quanto proposto dalla Presidente e dichiara di tenere in sospeso la sua istanza fin dopo aver riascoltato la registrazione dell'audizione del dott. PE 3.
(verbale dib. pag. 24-25)
Il difensore riprende l'eccezione sollevata ieri di supplemento di indagine peritale, momentaneamente sospesa, dopo aver riascoltato ieri sera unitamente al segretario di questa Corte la registrazione dell'audizione del perito dott. PE 3.
L'avv. __________: Non è un vero petitum. Io rendo attenta la Corte rispetto a questo problema: sia nel proprio referto peritale datato 13.11.2003 pag. 49 ad 2.d), sia in occasione dell'audizione del perito dott. PE 3 di ieri, lunedì, è emersa l'eventualità a che il signor AC 1 potesse avere una incapacità di intendere e volere di grado lieve. Questa eventualità ribadita appunto in due occasione, non ha costituito però l'oggetto di uno specifico accertamento in proposito. Resta dunque data l'eventualità, non necessariamente condivisa dalla difesa, in ordine al fatto che AC 1 possa essere, essere stato lievemente incapace di intendere e di volere. Stando così le cose attiro l'attenzione della Corte sul fatto che tale eventualità non costituendo oggetto di accertamento non è stata sin qui peritalmente indagata e quindi tantomeno accertata, onde per cui io , nell'eventualità mi riservo di avvalermi di questo mancato accertamento. Non lo chiedo alla Corte perché questo mio parere tocca alla Corte decidere se fare questo accertamento e se del caso ordinarlo.
La Procuratrice pubblica, in risposta a quanto sollevato dalla Difesa, osserva che la perizia è una prova agli atti, che la valutazione spetta alla Corte e che il perito dr. PE 3 ha già risposto ai dubbi del difensore. In conclusione e qualora la Corte lo ritenesse necessario, non si oppone a risentire in questa sede il perito psichiatrico dr. PE 3 per fare maggior chiarezza.
Il rappresentante di Parte civile da parte sua esprime la sua amarezza per la confusione che si sta creando in questa fase del processo e ritiene la richiesta formulata dalla Difesa un vero e proprio abuso di diritto. A mente dell'avv. __________, il perito PE 3 è già stato sufficientemente chiaro nel suo referto e durante l'audizione di ieri, per cui oggi non v'è più alcun dubbio da fugare.
Il difensore, in replica, si conferma nel suo precedente intervento e ribadisce come il problema sollevato esista ed in un qualche modo oggi deve essere risolto, per cui chiede che la Corte abbia a pronunciarsi in merito.
Il Procuratore pubblico, in duplica, si riconferma nel suo precedente intervento.
Il rappresentante di Parte civile, in duplica, si riconferma nel suo precedente intervento.
Su proposta della Presidente, d'accordo tutte le parti, vista la presenza in aula del teste TE 1 che ha già preannunciato di non potersi trattenere nel pomeriggio per impegni professionali precedentemente assunti, il quesito sull'eccezione sollevata dalla difesa verrà posto conclusa l'audizione del signor __________, per cui la Corte si ritirerà in Camera di Consiglio a deliberare sul quesito esperite tutte le prove in programma questa mattina.
(verbale dib. pag. 34-36)
Il segretario ha riletto alla Corte e alle parti il pezzo di questo verbale da pag. 23 a pag. 25. Dopo di che la presidente constata che nello stralcio di verbale testè letto manca quella discussione e quella conclusione che vi fu la mattina di martedì 31 agosto u.s., secondo cui l'avvocato __________ non intendeva, ponendo il problema che ha posto, che si richiamasse il perito PE 3 anzi si opponeva perchè diceva che PE 3 sull'ipotesi si era già espresso in due occasioni, nello scritto e nell'audizione, col che a quel momento per tutte le parti era chiaro che non si trattava di porre un quesito che riguardasse la questione di affidare il supplemento di perizia al dott. PE 3.
Chiarito tutto quanto sopra il difensore ha preparato lui stesso su invito della Corte due quesiti che passa a leggere (perché non scritti a macchina), che vengono ora dettati e qui trascritti:
quesiti: 1. Se deve essere ordinato un supplemento di perizia psichiatrica volto ad accertare se AC 1 ha ev. agito in stato di lieve scemata responsabilità?
2. In caso affermativo, a chi deve essere conferito l'incarico di complemento peritale, dato per escluso il dott. PE 3, ed in quale misura il nuovo perito si dovrà ritenere vincolato alla perizia risp. all'audizione del dott. PE 3?
Il Procuratore pubblico ritiene che non deve essere ordinato nessun complemento di perizia psichiatrica. La perizia psichiatrica è già stata consegnata dal dottor PE 3 la cui audizione è avvenuta in aula. Il dottor PE 3 si è espresso circa l'assenza di scemata responsabilità, nel senso che il signor AC 1 ha agito con responsabilità piena. Il dottor PE 3 aveva invero parlato di un dubbio teorico dicendo "non escludo un dubbio teorico". All'ultima domanda formulata dalla PP, la risposta del dottor PE 3 è stata inequivocabilmente chiara, si ha quindi che nessun complemento di perizia deve essere ordinata. Opponendosi al primo quesito la Procuratrice conclude che nulla ha da dire sul secondo.
Il rappresentante di Parte civile si associa all'intervento della Pubblica Accusa.
Il difensore si riconferma nella proposta posa dei questi ribadendo che il dottor PE 3, per iscritto e in sede di sua audizione, ha esplicitamente ammesso l'eventualità di una lieve scemata responsabilità dell'accusato. Sintomatico che la pubblica accusa sentita l'obiezione della difesa di lunedì sera ultimo scorso, una volta congedato il medico-perito, avesse proposto di richiamare in aula il medico allo scopo di chiarire tale questione. Sintomatico è il fatto che il dubbio espresso dal perito, fosse tale anche per la Procuratrice pubblica.
Il Procuratore pubblico si riconferma nelle sue conclusioni ricordando che non aveva proposto una nuova audizione del perito ma solo se la Corte lo riteneva opportuno.
Il presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle parti, i seguenti
quesiti 1. Se deve essere ordinato un supplemento di perizia psichiatrica volto ad accertare se AC 1 ha eventualmente agito in stato di lieve scemata responsabilità?
2. In caso affermativo, a chi deve essere conferito l'incarico di supplemento peritale (data per escluso il dott. PE 3)?
3. In quale misura il nuovo perito si dovrà ritenere vincolato alla perizia rispettivamente all'audizione del dott. PE 3?
Previo esame del fatto e del diritto, rispondendo negativamente al quesito 1., venendo a cadere i questi n. 2 e 3
visti gli art. 11,13 CP; 142 segg. CPP
la Corte
decide: 1. L'istanza di supplemento di perizia formulata dalla difesa è respinta.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale confermato integralmente l'atto d'accusa in esame e quindi le ipotesi accusatorie ivi contemplate di ripetuta appropriazione indebita per fr. 3'195'625.48, di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione e di circolazione in stato di ebrietà, reati questi sostanzialmente ammessi da AC 1, come pure quello contestato dall'accusato di mancato assassinio (a mente della pubblica accusa i riscontri e gli elementi oggettivi e soggettivi in atti portano ad una sola, possibile, logica e convergente conclusione: AC 1 quella sera del 24.2.2003 voleva assassinare PC 1 per evitare che venissero scoperte le malversazioni da lui commesse sull'arco di dieci anni sul conto bancario dell'amico PC 1), conclude chiedendo che AC 1 venga condannato a:
- 15 anni di reclusione nella quale è da computare il carcere preventivo sofferto.
Chiede inoltre che i mezzi di prova abbiano a restare acquisiti agli atti; i beni immobili sotto sequestro, in quanto accertato essere provento di reato, devono essere confiscati e assegnati alla parte civile (la PP ha preso atto dell'avvenuto accordo prodotto al processo su cui la Corte si pronuncerà); il quarto di proprietà di AC 1 sull'immobile di Camignolo deve essere mantenuto sotto sequestro conservativo a tutela della Parte civile; i conti bancari in quanto provento di reato devono essere confiscati e assegnati alla Parte civile. Per quanto concerne il secondo pilastro (LPP) chiede che abbia ad essere ordinato il sequestro conservativo. Chiede ancora la confisca della SIG 210P e della Parabellum, mentre per le rimanenti armi la Corte deciderà se assegnarle alla Parte civile (come la PP chiede) o trasmetterle alla Sezione permessi e immigrazione, rimettendosi in ogni caso alla ponderata decisione della Corte giudicante.
§ L'avv. __________,rappresentante di Parte civile, il quale si associa alla pubblica accusa per quel che concerne la colpabilità dell'accusato e, fatte alcune considerazioni (sulle bugie di AC 1, sul reato patrimoniale e il tradimento della fiducia e dell'amicizia, sulla volontarietà dello sparo, sulle censure sollevate dai periti di parte, sulle presunte minacce, sulla fase successiva allo sparo, sull'ultimo prelievo di fr. 9'500.-- del 21.2.2003), richiamata la sua istanza scritta di risarcimento datata 19 luglio 2004, conclude chiedendo che AC 1 venga condannato a versare alla Parte civile l'importo di fr. 3'195'625.- oltre ad accessori per il danno materiale e fr. 30'000.-- oltre interessi al 5% a far tempo dal 24.2.2003 per torto morale. Conferma inoltre la richiesta di confisca dei beni sequestrati, in particolare degli immobili e l'assegnazione a PC 1 con il valore indicato nell'accordo sottoscritto tra le parti e prodotto agli atti quale doc.dib. 21. In aggiunta, a parziale modifica e completazione della sua istanza scritta, chiede pure la confisca e l'assegnazione alla Parte civile della collezione delle armi dell'accusato e del saldo attivo del conto 22803 c/o __________, perché ritiene che questo conto sia più connesso a PC 1.
§ Il Difensore, il quale, in entrata del suo intervento, esprime due sue considerazioni di ordine generale, la prima sui motivi che lo hanno portato a presentare alla CRP una istanza di ricusa nei confronti della Procuratrice pubblica, la seconda ad inoltrare al Ministero pubblico una denuncia penale contro ignoti per violazione del segreto istruttorio. Pone quindi in risalto la personalità, la figura e la vita anteriore del suo patrocinato. Per quanto riguarda l'imputazione al punto 4 AA di circolazione in stato di ebrietà, il difensore osserva che non vi sono controargomentazioni da sollevare per cui il medesimo è qui ammesso. Neppure contestato, ancorchè in connessione con la gravissima accusa del punto n. 1 AA, è il capo d'imputazione n. 2 di appropriazione indebita ripetuta per fr. 3'195'625.48, che AC 1 ha sempre ammesso sin dal suo arresto, pur riconoscendo che il suo cliente ha avuto qualche difficoltà oggettiva nella ricostruzione. Ripercorre in modo ampio e particolareggiato quella che è stata la successione degli eventi di quel lunedì 24.2.2003, esamina le versioni dei due protagonisti ed evidenzia quelle che sono le divergenze principali dei due racconti, sostenendo che la versione di AC 1 appare la più coerente, lineare e non contradditoria. Si sofferma quindi sulla pistola SIG 210 (sulle modalità d'acquisto, sulle autorizzazioni richieste, sull'uso della pistola da parte dell'accusato fino al 1999 e sullo stato dell'arma al momento dei fatti), sulle intimidazioni e le minacce all'indirizzo dell'accusato, sui giorni successivi al "colpo" e sull'atteggiamento dei due protagonisti, sulla moglie __________, sull'attività della scientifica e sulle verifiche esperite e non, e sulle conclusioni delle contro-perizie dei periti di parte TE 5 e TE 6 che devono essere condivise. Evidenzia poi le ragioni (almeno venti che devono essere accostate l'un l'altra tenendo pure sempre presente il principio dell' "in dubio pro reo") che confermano l'involontarietà dello sparo e che escludono qualsiasi volontà di AC 1 di uccidere quella sera l'amico PC 1. A conclusione di questo suo esposto chiede sostanzialmente che AC 1 venga mandato assolto dal reato di mancato assassinio di cui al capo d'imputazione n. 1 AA e che venga invece condannato per lesioni colpose gravi. Contesta ancora l'ipotesi accusatoria di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione e chiede l'assoluzione dell'accusato non avendo egli mai pensato e neppure concretamente ricavato alcun tipo di diverso vantaggio, ovvero di poter fare un impiego della falsa attestazione nella prospettiva di trarre altrimenti vantaggio. Sulle pretese di parte civile, il difensore non si oppone di principio alle medesime, se non per quel che concerne gli averi pensionistici accumulati da AC 1, che non possono essere oggetto di sequestro, e per l'ammontare del torto morale, per la cui giusta determinazione si rimette al giudizio della Corte. In conclusione il difensore chiede che AC 1 abbia ad essere condannato per appropriazione indebita ripetuta, per lesioni colpose gravi e circolazione in stato di ebrietà ad una pena massima di 4 anni e 3 mesi di reclusione deduzion fatta del carcere preventivo sofferto.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: 1. AC 1 è autore colpevole di:
1.1. mancato assassinio
commesso con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto d'accusa?
1.1.1. trattasi invece di lesioni colpose gravi?
1.2. ripetuta appropriazione indebita
commessa con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto d'accusa?
1.3. conseguimento fraudolento di una falsa attestazione
commesso con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto d'accusa?
1.4. circolazione in stato di ebrietà,
commessa con le modalità e nelle circostanze di tempo e di luogo descritte nell'atto d'accusa?
2. Ha egli agito in stato di scemata responsabilità?
3. Può beneficiare della sospensione condizionale della pena?
4. Deve essere condannato a versare alla PC PC 1 i seguenti importi:
4.1. fr. 3'195'625.- più interessi a titolo di risarcimento del danno causato?
4.2. fr. 30'000.- più interessi a titolo di riparazione del torto morale?
5. Deve subire la confisca con assegnamento alla PC, rispettivamente il sequestro conservativo (a sostegno dei risarcimenti eventualmente da riconoscere alla PC PC 1) dei seguenti beni patrimoniali in sequestro:
5.1. fr. 2'228.40?
5.2. saldo attivo delle rubriche .52, .03, .31, .43, .02 del c/c n. 22803 (pari a complessivi fr. 22'016.80 valuta 24.04.2003), deposito titoli n. (pari a fr. 3'523.75 valuta 24.04.2003),
e 1 quota sociale di fr. 200.-, presso la __________, e intestati a AC 1?
5.3. saldo attivo (fr. 2'000.- valuta - al momento del sequestro -) del c/c n. presso la __________ (), , intestato a __________,?
5.4. saldo attivo (fr. 286'491.50 di cui LPP fr. 196'660.50 valuta 1.07.2003) del c/c di libero passaggio n. presso la __________, __________, , intestato a AC 1?
5.5. fondo n. intestato a __________?
5.6. PPP di cui al fondo base n. di proprietà dell'accusato?
5.7. PPP di cui al fondo base n. di proprietà dell'accusato?
5.8. quota di comproprietà di 1/4 del mappale n. intestata a AC 1?
5.9. oggetti, documenti e materiale informatico elencati nell'atto d'accusa?
5.10. armi e munizioni elencate nell'atto d'accusa?
6. Dev'essere ordinato il dissequestro:
6.1. del c/c n. (saldo negativo di fr. 32.20) presso la __________, intestato a AC 1 e __________?
6.2. del c/c n. (fr. 136.60 valuta al momento del sequestro) presso la Banca __________, , intestato a?
Considerando, in fatto ed in diritto
1. AC 1, incensurato, è nato il ed è cresciuto in seno alla famiglia, composta dai genitori, da due fratelli e da una sorella. Dopo i primi anni passati a __________, la famiglia si è trasferita a __________. Il padre, macellaio di professione, era stato per diversi anni responsabile presso __________ del settore carni e surgelati. Indi era passato, aiutato dalla moglie, a gestire il __________, attività che ha poi lasciato per tornare alla primitiva occupazione di macellaio, con un negozio proprio a __________. La madre aiutava il marito anche nella gestione della macelleria. AC 1 ricorda la sua infanzia come un periodo felice, senza problemi particolari, grazie anche al fatto di essere cresciuto in una famiglia solida e compatta.
Attualmente il padre è pensionato e vive con la madre nella casa di __________, che è già stata donata dai genitori ai figli (che hanno ricevuto un quarto ciascuno in comproprietà), riservandosi il diritto di usufrutto.
Il fratello maggiore è docente, l'altro fratello è ispettore presso un'assicurazione e la sorella è sposata e madre di tre figli.
Circa la sua formazione scolastica, nel verbale del 2.7.2003, a p. 2 e ss, AC 1 ha dichiarato (con sua conferma in aula) che:
" … Non ho frequentato nessun asilo o scuola dell'infanzia ma direttamente la scuola elementare di __________ all'età 6/7 anni. Vi era una classe unica suddivisa, all'interno, nei cinque cicli scolastici che io ho seguito sino al termine. I primi due cicli sono stati fatti a __________, il terzo e quarto a __________ e l'ultimo a __________.
Il mio livello di apprendimento a scuola era buono. Ho avuto inizialmente qualche problema per via della lingua, infatti a casa si parlava svizzero tedesco in quanto i miei sono originari del.
L'esperienza alle scuole elementari si è comunque conclusa in modo positivo.
Sono quindi passato al Ginnasio cantonale di __________ dove ho conseguito la licenza scientifica, frequentando tutti e 5 gli anni scolastici. Ho concluso con media discreta senza grosse difficoltà. Non mi sono mai applicato "troppo" nello studio.
Personalmente mi sarebbe piaciuto proseguire negli studi in direzione delle materie economiche, scienze politiche, storiche, giuridiche e giornalistiche.
Purtroppo, per motivi finanziari e anche per gli "insuccessi" negli studi di mio fratello __________, mi hanno precluso questa scelta…"
AC 1 ha quindi scelto di frequentare il tirocinio di commercio.
Come è usuale nel settore, per due giorni alla settimana andava a scuola e nei rimanenti lavorava presso la __________ di.
Concluse l'apprendistato sull'arco dei tre canonici anni, conseguendo l'attestato federale di impiegato di commercio. Correva l'anno 1979.
Lavorare in banca gli piaceva per cui egli conserva un ricordo positivo di quel suo periodo di formazione professionale. D'altro canto egli coltivava altre passioni anche fuori dal lavoro.
Nel già citato verbale del 2.7.2003, a p. 5, ha dichiarato:
" … Ho abbandonato l'attività degli scout, verso il sedicesimo anno d'età, per dedicarmi alle attività paramilitari quali il corso per giovani tiratori e l'associazione Gioventù ed Esercito della quale fui anche presidente, per la sezione ticinese.
Iniziai presto l'attività politica in seno al gruppo GLRT…"
Nel 1977 -ha precisato in aula- divenne segretario della Sezione PLR di __________, comune nel quale il padre fu municipale. In famiglia si parlava molto di politica. Organizzò la locale Sezione GLR e, una volta maggiorenne, fu eletto in Consiglio comunale, diventandone anche Presidente. Nel 1987 fu candidato al Gran Consiglio sulla lista PLRT, dopodiché, per contrapposizioni interne, egli lasciò il partito e le cariche che deteneva a livello comunale. Tornò alla politica attiva nei primi anni novanta militando, dapprima, nel Polo della Libertà e poi nell'UDC, nelle cui liste fu eletto nel 1999 e nel 2003 in Gran Consiglio e nel 2000 nel Consiglio comunale di.
Ha lasciato quest'ultima carica nel corso del 2002, mentre che ha dato le dimissioni dal Gran Consiglio dopo che è stato arrestato con l'accusa di ripetuta appropriazione indebita e di mancato assassinio qui in giudizio.
Tornando alla questione dell'interesse dimostrato, dagli anni dell'adolescenza, da AC 1 per le attività paramilitari, si ha che, con alcuni compagni di scuola, ha cominciato all'età di 16-17 anni a frequentare i corsi per giovani tiratori che si tenevano presso l'Unione Tiratori del __________.
Di essa fu socio attivo fino all'età di venti anni.
Inizialmente egli ricevette una formazione teorica, relativa alle armi e al loro uso. Imparò sin dai primi tempi le cosiddette "regole d'oro" che ogni tiratore conosce, segnatamente quella secondo cui ogni arma è presunta carica fino a prova del contrario (per cui ogni volta che la si prende in mano va fatta l'operazione di scarica) e quella secondo cui non si deve mai puntare un'arma contro una persona (risp. qualcosa che non si vuole colpire), bensì che essa va tenuta con la canna rivolta a terra e che se la si vuole mostrare a terzi, allora lo si fa posandola su di un tavolo.
Dopo la formazione teorica AC 1 ricevette anche una formazione pratica, imparando a manipolare le armi, sia quelle a canna lunga, sia quelle a canna corta.
In aula AC 1 ha dichiarato che non ha mai incontrato particolari difficoltà nella manipolazione (scomposizione e composizione) delle armi a canna lunga. Invece, a suo dire, egli non è mai stato altrettanto esperto nella manipolazione di quelle a canna corta.
Nondimeno, quando ebbe imparato a sparare, egli si rivelò essere un ottimo tiratore con le armi lunghe (in particolare con il fucile d'assalto) ed un tiratore abbastanza buono anche con le armi corte. Nell'ambito dell'Unione Tiratori del __________, egli fu anche, verso la fine degli anni settanta, campione di tiro con l'arma lunga.
Partecipava anche ai campionati svizzeri di tiro e in un'occasione arrivò tredicesimo.
Nel frattempo era diventato monitore di tiro, col che era lui ad insegnare ai giovani la teoria e la pratica delle armi e del loro uso.
Lasciò l'Unione Tiratori del __________ all'età di 20 anni, anche per motivi di miopia.
Assolse gli obblighi militari, frequentando nel 1980 la scuola reclute (incorporato quale soldato d'ordigni filoguidati anticarro), diventando poi, dopo i corsi di rito, caporale.
Nell'esercito era in sua dotazione il Fass 90 (cfr. incarto militare in atti sub AI 466 e AI 467 cl. A4).
Frequentò nel seguito i corsi di ripetizione e, in ogni caso, partecipò sempre sia al tiro federale che al tiro di campagna.
Nel periodo 1993-1999, quando era gerente dell'__________, succursale di, partecipò a numerosi tornei di tiro che regolarmente la banca organizzava per i suoi dipendenti.
Vi si recava in genere con il suo fucile d'assalto e, dopo la primavera del 1997, acquistata che ebbe la pistola SIG P210-2, anche con essa. In aula AC 1 ha confermato che (cfr. verbale 25.2.2003):
" … ADR che, io ho sparato una decina di volte con quest'arma, quando partecipavo ai tornei interni dell'__________ e quando andavo a sparare allo Stand dei Civici Carabinieri a …"
e che (cfr. verbale 18.9.2003):
" … Il Magistrato mi ricorda che io il 25 febbraio 2003 (pag. 6 seconda domanda) ho dichiarato che con la SIG 210 ho sparato una decina di volte quando partecipavo ai tornei interni dell’__________ e quando andavo a sparare allo Stand dei Civici Carabinieri di.
Da parte mia confermo evidentemente quanto sopra.
Io partecipavo ai tornei (di tiro) interni dell’__________ (organizzati dal circolo ricreativo) inizialmente io sparavo con il fucile militare. Devo dire che la mia formazione sportiva di tiro è quella del fucile militare, ero anche un ottimo tiratore. Parimenti a questi tornei partecipavo anche con la SIG 210. Quando ho detto che ho sparato una decina di volte con la SIG 210, non intendo dire una decina di colpi. Per decina di volte intendo dire in una decina di occasioni. In ognuna di queste occasioni c’era un programma di tiro con i relativi colpi di prova che precedevano il tiro di gara. Indicativamente posso dire che al minimo in ogni occasione con la SIG 210 sparavo 20 colpi ma potevano essere anche una trentina, è capitato anche che venissero sparati più di 30 colpi. Parimenti come ho già detto andavo anche a sparare con la SIG 210 allo Stand Civici Carabinieri di prevalentemente quando partecipavo al tiro federale di campagna ed al tiro obbligatorio. Il tiro federale di campagna è facoltativo.
Posso dire al tiro federale ed al tiro obbligatorio andavo a sparare prevalentemente fino al 1999…."
Per quanto attiene alle munizioni utilizzate durante le varie manifestazioni dedicate al tiro (federale e/o sportivo) da AC 1 per sparare con la SIG 210, è qui d'uopo anticipare quanto segue (cfr. già testé citato verbale di AC 1 del 18.9.2003):
" … Il Magistrato mi mostra e viene allegata al presente verbale (doc. A) la lista che corrisponde alle munizioni rinvenute nella cassaforte dello studio della villa di __________ (sequestrate la sera del 24 febbraio 2003).
Il Magistrato mi chiede se usavo queste munizioni per la SIG 210.
Risposta:
Vedendo il doc. A posso affermare che le sette cartucce (risultanti fabbricate nel 1980) indicate come “C” nella foto risalgono ai tempi in cui ero tiratore attivo all’Unione tiratore. Tutte le munizioni (sub. C) indicate della foto doc. A sono delle munizioni militari. Pertanto necessariamente le cartucce sub. C le devo aver comperate allo Stand di tiro o offerte da __________ in occasione dei tornei di cui sopra. Quelle rimaste me le portavo a casa. Con le munizioni sub. C io ho sparato sicuramente con la SIG 210.
Le munizioni indicate nel doc. A sotto le lettere sub. D; sub. H; sub. M; sub. O e che sono tutte idonee all’uso dell’arma SIG 210 sono state acquistate da me privatamente. Preciso che io queste munizioni comprate da me, non le ho utilizzate per sparare con la SIG 210.
Con la SIG 210 io utilizzavo le munizioni militari e come ho già indicato sopra. Non posso comunque escludere che siano state da me utilizzate altre munizioni non facenti parte delle munizioni che mi sono state sequestrate a __________, non sono in grado di dire che munizioni.
ADR che, la consuetudine per me in fatto di utilizzo di munizioni quando sparavo con la SIG 210 era di utilizzare le cartucce militari come quelle al punto sub. C del doc. A…."
In data 20.7.1987, AC 1 ha presentato all'allora Ufficio __________ in una domanda per l'acquisto di un'arma da fuoco da custodire al domicilio di, a scopo di difesa personale.
In particolare egli aveva così motivato la sua richiesta: "in qualità di gerente di una filiale bancaria (__________), abitante in casa propria ed in zona tranquilla e discosta; in considerazione dei precedenti banditeschi delle rapine di e da ultimo a; il possesso per l'eventuale difesa personale di un'arma da fuoco, mi tranquillizzerebbe alquanto (Dimestichezza con armi è presente poiché per anni sono stato tiratore ed inoltre ho frequentato il corso per direttore di corsi per giovani tiratori)" (cfr. istanza 20.7.1987 in AI 117).
Visti il preavviso negativo della Polizia cantonale e il parere contrario dell'Ufficio Polizia Amministrativa, il Dipartimento di Polizia, il 28.8.1987, ha respinto l'istanza non essendo, a suo avviso, stato dimostrato un particolare pericolo attuale e concreto per l'incolumità del richiedente o dei suoi familiari fondato su motivi di sicurezza personale o sull'ubicazione particolare della sua abitazione oppure su pregressi episodi di aggressione o gravi minacce nei suoi confronti.
Nell'ottobre 1996 AC 1 ha chiesto al competente Ufficio permessi il rilascio del certificato cantonale di collezionista d'armi da fuoco che, previo esame, gli fu accordato il 14.3.1997. Ma di ciò si dirà meglio nel seguito.
La notte sul 25.2.2003, intervenuti dopo il ferimento di PC 1, gli inquirenti hanno rinvenuto al domicilio di __________ di AC 1 le seguenti armi e munizioni, in seguito sequestrate dal PP (cfr. elenco oggetti sequestrati in calce all'atto di accusa):
1 pistola SIG P 210 9 mm
magazzino della SIG P 210
1 cartuccia 9mm
1 pistola Parabellum 7.65 mm (WF 1929)
1 pistola SIG P 228 9 mm
1 pistola SIG JP 226 9 mm
1 pistola Walther P 38
1 arma semi-automatica Sites-Spectre HC Pistol
fucile a pompa Remington 870 Express Magnum
fucile militare CH, FASS 90
fucile militare CH, FASS 57
carabina a leva Winchester 94
moschetto 31
carabina Anschütz 1730
518 cartucce per armi da fuoco
bossolo 9 mm
proiettile cal. 9 mm (deformato)
Una pistola scacciacani Reck fu sequestrata nel seguito, dopo che la moglie di AC 1 ebbe a trovarla in camera da letto e a portarla al Ministero pubblico.
Resta, infine, da accennare ad un'ulteriore grossa passione di AC 1, quella per l'eno-gastronomia.
Mangiare e bere è sempre piaciuto a AC 1, soprattutto in compagnia. PC 1 al riguardo ha ricordato che AC 1 "era uno a cui piaceva fare le «baraccate», cioè piaceva mangiare e bere" (cfr. verbale 22.4.2003 p. 2), e che comunque erano dei buongustai.
È stato dopo il 1999, ovvero dopo il licenziamento dalla __________ che AC 1 ha cominciato ad eccedere, anche pesantemente, nel consumo di alcolici, in particolare di superalcolici.
2. Tornando al suo curriculum professionale, si ha che nel 1980, divenuto maggiorenne, egli poté accedere alla funzione di cassiere, dapprima presso la __________ e, poi, per un periodo, presso la __________ di.
Tornò poi alle dipendenze di _____ nel corso del 1984, quando assunse la funzione di consulente per la clientela istituzionale della regione Ticino (acquisizione di fondi di previdenza aziendali).
Legatosi in giovane età ad una ragazza di qualche anno maggiore di lui, accadde che essa rimase incinta. AC 1, profondamente contrario all'aborto, decise di sposarla e il nacque la figlia __________.
Nonostante la nascita della bambina, il rapporto con la moglie divenne ben presto perturbato. Ad una prima separazione (durante la quale la bimba restò con la madre) seguì una riconciliazione e quindi una nuova separazione che sfociò nel divorzio pronunciato l'8.5.1987, con affidamento della figlia al padre.
Negli ultimi tempi della loro convivenza AC 1 e la moglie vissero a __________, in una casetta a schiera da lui acquistata, con rogito del 14.4.1986, per fr. 395'000.-, finanziata in ragione di fr. 207'000.- mediante un mutuo ipotecario concessogli da __________ e, per i restanti fr. 188'000.-, con mezzi propri.
In aula, AC 1 ha sostenuto che, in quegli anni, il suo salario era relativamente modesto, per cui, in conseguenza del divorzio, egli iniziò ad avere i primi problemi finanziari.
Era ancora sposato con __________ quando la Direzione della __________ gli offrì di assumere la gerenza della filiale __________, incarico che AC 1 accettò, diventando -con sua grande soddisfazione- il più giovane gerente della Svizzera. Svolse tale funzione dal 13.3.1986 alla fine del 1988, quando, ricevuta una buona offerta dalla __________, lasciò e, a partire dal 1.1.1989, passò a lavorare presso gli uffici della __________ a. Ma di ciò si dirà nel seguito.
Dopo il divorzio, AC 1 continuò a vivere con la figlia nella casa di __________. Conosciuta tale __________ (pure essa separata dal marito, il quale aveva in affidamento i loro due figli) avviò con essa una relazione cui seguì un periodo di convivenza che durò all'incirca due anni. A dire di AC 1, __________ volle cambiare l'arredamento della casa di __________ e la spesa incise ulteriormente sulla sua già non rosea situazione finanziaria.
Quale gerente di __________, AC 1 sostiene di aver percepito un salario di circa fr. 6'000.-- mensili lordi più la tredicesima.
La relazione con __________ s'incrinò nell'agosto del 1988 circa, cosa che AC 1 visse in modo abbastanza traumatico.
A suo dire egli ne soffrì al punto che, un giorno, trovandosi attorno con la moto (altra sua passione), ad un incrocio, invece di frenare accelerò. Per sua fortuna non gli accadde nulla di grave! Fece anche un tentativo di riconciliarsi con __________ facendola assumere presso la __________, ma la cosa non funzionò.
3. AC 1 ed PC 1 si conobbero nel 1986. Secondo AC 1 era il periodo di Carnevale e mancavano poche settimane alla sua entrata in funzione quale gerente della __________.
Il padre di AC 1 conosceva un parente di PC 1. Un giorno che AC 1 era in compagnia del padre, incontrò tale signore. Egli fu dal padre a lui presentato come futuro gerente della banca di. Fu così che quella persona invitò a casa sua AC 1 e, in quell'occasione, gli presentò lo PC 1.
A dire di AC 1, quella stessa sera, uscirono insieme per festeggiare il Carnevale.
In aula anche PC 1 ha ricordato che inizialmente furono presentati da parenti. Nondimeno, poi, il loro rapporto si intensificò soprattutto per ragioni professionali.
TE 2 era già in precedenza cliente di __________. Tosto che AC 1 vi si insediò come gerente, PC 1 divenne di conseguenza suo cliente.
Sul mezzogiorno bevevano spesso insieme il caffè. Ne venne, in breve periodo, il nascere e il crescere di una forte amicizia che si cementò ulteriormente nel corso del 1987/88, quando PC 1 si trovò confrontato con una grave turbativa del suo matrimonio che sfociò nella sua separazione dalla moglie.
Fu quello un periodo molto critico per PC 1 che si legò ulteriormente ad AC 1, che lo sosteneva essendo già passato anche lui attraverso un divorzio. Si aiutarono anche vicendevolmente trascorrendo insieme il sabato e/o la domenica, quando portavano a spasso le loro rispettive figliolette (anche PC 1 infatti aveva ed ha una figlia, oggi maggiorenne).
In aula, AC 1 ha dichiarato che, essendogli noti gli averi di PC 1 presso __________, egli seppe da subito che PC 1 era una persona benestante. Sapeva che aveva una propria impresa edile con degli operai, costruiva casette ma aveva anche in appalto i lavori della tratta ferroviaria del __________.
AC 1, in aula, ha ricordato che, oltre ai conti aziendali e privati ufficiali, già all'epoca, PC 1 aveva presso la __________ un conto "nero" con una consistenza di circa fr. 700'000.--. Ovviamente AC 1 non aveva allora nessuna procura di nessun genere sui conti di PC 1.
Nell'autunno del 1988, mentre la procedura di divorzio di PC 1 dalla moglie __________ diventava sempre più litigiosa, avvicinandosi il periodo in cui AC 1 avrebbe lasciato la __________ per passare alle dipendenze della __________, accadde che i due amici parlarono del seguito da dare ai conti di PC 1 presso _____ dopo la partenza di AC 1. PC 1, nel suo verbale del 14.4.2003 (sostanzialmente confermato in aula) ha dichiarato che:
" … Quando io ho iniziato nel 1988 la mia causa di divorzio che è durata fino al 1995/1996 i rapporti con AC 1 si sono intensificati. Ricordo che lui ad un certo punto mi disse, dal momento che quale gerente sapeva dei miei conti alla __________, che uno dei primi luoghi dove mia moglie avrebbe cercato di verificare la mia situazione patrimoniale, sarebbe stata la Banca __________. AC 1 mi consigliò di spostare i miei averi (conti bancari, conto deposito ed ogni altro avere in banca, eccetto le ipoteche).Dal momento che AC 1 ad inizio 1990 (recte: 1989) è andato alla Banca __________ e che lui mi aveva dato questo consiglio di spostare i miei averi dalla __________ e ritenuto come io ero in pieno divorzio litigioso (era molto combattuto) ho deciso di seguire AC 1. In buona sostanza dal momento che lui era passato alla __________ avevo chiuso i miei conti alla __________ per riaprirli alla __________ di. Preciso che i conti alla __________ e alla __________ erano conti bancari/averi bancari miei privati (che nulla avevano a che vedere con la ditta) non dichiarati fiscalmente…"
In aula, AC 1 ha dato atto di aver consigliato a PC 1 di portare gli averi non ufficiali in banche oltre Gottardo, proprio per tutelarlo da eventuali ricerche che, tramite il Pretore, la moglie di PC 1 avrebbe potuto svolgere.
PC 1 fu d'accordo, col che è certo che il 10.10.1988 egli, con l'aiuto di AC 1, aprì presso la __________ di il contro "__________".
Va detto che agli atti vi è solo parte della documentazione bancaria relativa al conto "__________". Manca invece ogni e qualsiasi documento bancario relativo ad altre relazioni che PC 1, con l'aiuto di AC 1, chiuse presso la __________ e aprì presso la __________, verso la fine di quel 1988, risp. all'inizio del 1989.
E' comunque incontestato che PC 1, con l'aiuto di AC 1, trasferì i suoi averi (perlomeno quelli non ufficiali) parte presso la __________ (dalla sede di essi approdarono infine ad un conto denominato "__________", intestato a PC 1, presso __________) e parte presso la filiale __________ di, ove, per l'appunto, il 10.10.1988 venne aperta la relazione "__________", con PC 1 avente diritto economico e AC 1 al beneficio solo di una procura amministrativa a partire dal 20.12.1988, a mano della quale egli poteva amministrare i fondi dell'amico, ma senza diritto di prelevarli.
In aula, AC 1 ha precisato che lui e PC 1 si recarono insieme ad dove PC 1 firmò i formulari di apertura del conto. La scelta di __________ fu fatta da AC 1 poiché, in occasione di un corso fatto all'interno di __________, egli aveva conosciuto il direttore della filiale urana, ovvero il signor __________, col quale aveva stabilito un buon rapporto di colleganza. PC 1, che non parla il tedesco, ha dichiarato in aula che solo in un'occasione egli si recò ad per firmare la documentazione di apertura di un conto, ma ha negato che ciò sia accaduto nel 1988 per __________. PC 1 ha ricondotto la trasferta all'apertura dell'11.12.1992 del conto cifrato .
Sulla base della documentazione in atti è difficile sciogliere tale divergenza.
La scheda relativa alla "firma depositata" (che porta la data 10.10.1988) è stata firmata da PC 1 alla presenza di AC 1, nella sua qualità di "gerente", per cui non è di certo stata firmata ad, tanto più che sotto la firma di AC 1 figura il timbro "__________".
Il formulario di apertura del conto non è reperibile e i successivi formulari in atti firmati da PC 1 (due procure amministrative, una di data 20.12.1988 e l'altra di data 15.1.1990; un'autorizzazione per operazione __________ di data 22.12.1988, tutte recanti come luogo) non consentono di trarre conclusioni sicure sull'effettiva località in cui PC 1 si trovava mentre firmava poiché, perlomeno per l'autorizzazione __________, di nuovo PC 1 firmò davanti a AC 1, agente quale gerente di __________.
La divergenza sulla reale data della trasferta ad non è comunque di rilievo. Ciò che è certo è invece che PC 1 non ebbe aldilà di quell'unica (non databile con certezza) trasferta, altri contatti di persona e/o telefonici con funzionari di __________ (ma nemmeno con quelli che si occuparono nel seguito del suo conto a __________ e poi a __________). Egli, infatti, aveva totale fiducia in AC 1 per cui nemmeno gli passò mai per la testa di recarvicisi o di contattarli, e ciò tanto più in quanto non parlava il tedesco.
La corrispondenza relativa al conto __________ veniva dalla banca inviata a AC 1 presso CP,.
E' altresì pacifico che il conto __________ venne chiuso il 12 ottobre 1993, dopo che averi di PC 1 per complessivi fr. 460'000.-- circa, nel settembre 1993, furono, con tre ordini di bonifico, accreditati al conto.
PC 1, in aula, ha dichiarato che inizialmente AC 1 gli mostrava, all'occasione, documentazione bancaria autentica per rendergli conto dell'evoluzione dei suoi averi. Sennonché è da ritenere che ciò avvenne quando erano in essere le citate relazioni "__________" e "__________". E' infatti da escludere che AC 1 (che nemmeno lo pretende) gli abbia poi sottoposto documentazione bancaria in relazione al nuovo conto.
Si anticipa qui che, nel seguito, AC 1 soleva periodicamente ragguagliare l'amico circa l'evoluzione dei suoi averi, dapprima a voce e poi, da una certa data in poi, consegnandogli anche dei bigliettini scritti, sui quali in genere figurava l'ammontare del capitale ad una certa data, di regola quella al 31 dicembre.
PC 1 conservò sempre detti bigliettini (che a partire da fine 1998 AC 1 gli redigeva sotto forma di una tabella Excel che aggiornava anno per anno), i quali sono in atti sub AI 103, stante che PC 1, scoperte che ebbe, dopo il suo ferimento del 24.2.2003, le malversazioni in suo danno, li produsse al Ministero pubblico. Di essi si dirà ancora e meglio nel seguito.
Si apre qui un inciso per segnalare che, con l'aiuto AC 1, aprirono conti presso __________ anche il padre di AC 1 e ciò il 7.3.1989, usando l'acronimo "__________", e la madre __________ e ciò il 15.1.1991. Lo stesso AC 1 aprì un suo conto il 31.5.1990, usando l'acronimo "__________".
Dei conti dei genitori, AC 1 era procuratore. Anche di questi tre conti era AC 1 a ricevere la corrispondenza allo stesso indirizzo che era stato fornito alla banca per "__________", ovvero __________.
Al riguardo, in aula, AC 1 ha dichiarato che trattavasi di soldi al nero che amministrava lui per i genitori e per se stesso. Dagli atti (classeur Efin 2, 3 e 4) risulta che il conto "__________" del padre divenne l'8.11.1990 un conto nominativo. A fronte di esso AC 1 ha effettuato numerose operazioni di borsa. Esso era ancora aperto all'atto dell'arresto di AC 1, con una consistenza (liquidi più titoli) dell'ordine di quasi fr. 65'000.-e con l'invio della corrispondenza a AC 1, , __________ (cfr. doc. dib. 3).
Il conto a nome di __________ è invece stato chiuso il 2.3.2001 e il conto "__________" (diventato nominativo a partire dal 6.11.1990) il 4.8.1998.
4. Si è già cennato che AC 1, a partire dal 1.1.1989, è passato alle dipendenze della __________ di, quale responsabile dei fidi per la Svizzera.
A suo dire egli era molto interessato a lavorare in una banca dietro la quale c'era il gruppo industriale __________ e quindi -egli pensavauna mentalità di tipo diverso, più imprenditoriale. Inoltre, a suo dire, egli ebbe un miglioramento salariale, passando dai circa fr. 6'000.-- mensili lordi di __________ ai fr. 7'000.-- (e più) mensili che gli corrispondeva la _____ .
Alla __________, AC 1 conobbe __________, nata il e residente, con la famiglia paterna ad __________.
Inizialmente il loro rapporto fu quello di semplici colleghi di lavoro. Volendo essa cambiare posto di lavoro, AC 1 l'aiutò, nel corso del 1991, nel trovare un'altra occupazione presso la __________.
Fu durante una vacanza sciistica con amici a __________ nel febbraio-marzo 1992 che AC 1 e la __________ avviarono una relazione amorosa che, nel settembre del 1992, sfociò nel matrimonio.
La casa di __________ divenne l'abitazione coniugale. __________ mantenne il posto di lavoro anche dopo il matrimonio pur dovendosi occupare anche della figlioletta di primo letto di AC 1 che nel 1992 aveva appena undici anni.
Come si dirà nel seguito, la vita dei due sposini non rimase idilliaca per molto tempo.
Data la grande diversità di carattere, incomprensioni e disarmonie non tardarono a manifestarsi.
Secondo AC 1 egli, all'epoca, era innamoratissimo della moglie, al punto da esserne succube. A suo dire egli sempre temeva che essa abbandonasse lui e la figlia di primo letto.
A dire di __________, invece, il marito è sempre stato con lei molto autoritario ed esigente. Se essa sbagliava qualcosa nella conduzione della casa, egli alzava la voce e le ripeteva la regola delle tre C (comandare, controllare, correggere).
Nel 1995 AC 1 ebbe modo di leggere il diario della moglie, col che apprese che, all'inizio della loro conoscenza, essa usciva con lui perchè era "un buon partito" (anche se poi nel seguito essa scrisse che se ne stava innamorando). A dire di AC 1, quel fatto così come l'ulteriore circostanza di venire a sapere che la moglie aveva sempre in mente un precedente fidanzato, sarebbero stati per lui delle vere e proprie mazzate.
Certo è che dopo il 1996 il matrimonio era assai travagliato. È peraltro dell'ottobre 1996 l'avvio di una relazione tra AC 1 e una sua dipendente, __________., di cui si dirà meglio nel seguito.
Neppure la scelta di AC 1 di lavorare presso la __________ s'avverò essere felice.
Entrato in rotta di collisione con un nuovo direttore arrivato dall'Italia, AC 1 si sentì via via messo in disparte ed emarginato, per cui, nel corso del 1993 diede le dimissioni e il 1.9.1993 iniziò la nuova attività di caposuccursale presso __________.
Ivi rimase fino alla fine di giugno del 1999.
Dagli incarti fiscali in atti, sub AI 331, risulta che AC 1:
- nel 1991, dalla __________, percepì fr. 94'656.-- netti, pari a quasi fr. 7'300.-- mensili più la tredicesima;
- nel 1992, dalla __________, percepì fr. 97'449.-- netti, pari a quasi fr. 7'500.-- mensili, più la tredicesima.
Quali debiti privati dichiarava, oltre quello ipotecario, due prestiti in conto corrente, l'uno di fr. 12'000.-- ottenuti dalla __________ e un secondo di fr. 89'000.-- ottenuto dalla __________. Dichiarava inoltre un debito verso il padre di fr. 70'000.--.
Dopo il matrimonio, ai redditi di AC 1 andarono ad aggiungersi quelli derivanti dal guadagno della moglie, pari a circa fr. 3'500.-- mensili netti.
Ciò significa che la coppia ebbe a disposizione negli ultimi tre mesi del 1992 complessivamente un reddito dell'ordine di grandezza di quasi fr. 11'000.-- netti mensili, una cifra sicuramente buona stante che egli aveva 31 anni e la moglie 24.
La situazione rimase più o meno analoga nel 1993, anno nel quale AC 1 risulta aver percepito, dalla __________ prima e dall'__________ poi, in totale fr. 96'325.-- netti, pari a circa fr. 7'400.-- al mese.
La moglie, passata alle dipendenze di una fiduciaria, risulta aver nel 1993 percepito circa fr. 42'000.-- netti.
Cionondimeno è proprio nel corso dell'agosto 1993 che -come si dirà in appresso- AC 1 cominciò ad effettuare indebiti prelevamenti dal conto __________ di proprietà di PC 1.
Giova qui al riguardo anticipare che tra il 5.8.1993 e il 31.12.1993, con sei prelevamenti, AC 1 si è indebitamente appropriato di totali fr. 125'000.--.
In aula, richiesto di spiegare i motivi per i quali, all'età di trentatré anni, ormai adulto e padre di una figlia, con una situazione professionale di responsabilità (caposuccursale __________) e retribuita dignitosamente (secondo i buoni standards del settore), ormai da anni attivo in banca (e quindi con un rapporto con il danaro che avrebbe dovuto essere maturo e consolidato) abbia iniziato ad abusare della fiducia dell'amico PC 1, appropriandosi di danaro che gli era stato affidato da gestire, ha ripetuto quanto già aveva dichiarato in sede predibattimentale, ovvero che, trovatosi egli ad avere (per prestiti ricevuti negli anni ottanta) dei debiti verso diverse persone (altri debiti, diversi da quelli da lui elencati nelle sue dichiarazioni fiscali), pensò di "consolidarli".
In buona sostanza AC 1 ha sostenuto (in sede predibattimentale e anche in aula) di essersi appropriato nel corso del 1993 dei soldi di PC 1, per rimborsare quattro suoi creditori ai quali doveva in totale fr. 98'800.-circa.
Al riguardo egli ha dichiarato di aver rimborsato:
- un prestito di fr. 40'000.-- ricevuto nel 1987-88 da un cliente __________ di nome __________, cittadino austriaco, residente a;
- un prestito di fr. 10'000.-- ricevuto nel 1992 da un amico di nome __________, originario di e poi trasferitosi nello;
- fr. 18'800.-ricevuti sottoforma di piccolo credito dalla __________;
- e infine fr. 30'000.-- ricevuti da PC 1, intorno al settembre del 1993.
Benché nessuno dei citati creditori gli facesse pressione di sorta, a lui tale "disordinata" situazione debitoria sarebbe pesata, per cui -a suo dire- attinse ai fondi di PC 1 (cui, così agendo, rimborsò il citato prestito di fr. 30'000.-- utilizzando fondi malversati allo stesso PC 1!) per avere un solo creditore, lo PC 1 per l'appunto.
In tali condizioni gli sarebbe stato più facile organizzare un piano di rientro.
Come è andata a finire è noto! Preleva oggi e preleva domani, quello che avrebbe dovuto essere un comportamento illecito "temporaneo", fatto solo in vista di "riordinare" la sua situazione, è diventato un comportamento disonesto abituale e sistematico, ripetuto in 126 occasioni, fino a raggiungere il 21.2.2003 l'imponente importo di quasi fr. 3,2 milioni.
5. Già si è detto che, in data 11.12.1992, PC 1 figura aver firmato ad __________ il formulario d'apertura del conto cifrato nr. , il formulario per investimenti su base fiduciaria e quello con cui dava ordine alla banca di spedire la corrispondenza all'indirizzo di "Herrn AC 1, ".
Vi è altresì in atti, con l'erronea data del 7.2.1992 (quella giusta è pacificamente quella del 7.2.1993) la procura sottoscritta da PC 1 a favore di AC 1, che non è più -come nel caso di __________ - una procura amministrativa, bensì una procura illimitata con diritto di sostituzione.
Detta procura risulta poi essere stata annullata e sostituita con una nuova datata ", 7.10.1993", pure illimitata (ancorché senza diritto di sostituzione).
Una terza procura, datata ", 18.12.2001", PC 1 risulta averla firmata quando, per esigenze della banca (__________, dopo la nota fusione) si trattò di trasferire la gestione del conto __________ (che il 1.8.1994 già era passata da __________ a __________) a __________. Quest'ultima procura è una procura generale con firma individuale a favore di AC 1.
PC 1, sia in sede predibattimentale che in aula, ha sempre negato di essersi accorto che nel passaggio dal conto __________ al conto, la portata della procura a favore di AC 1 era cambiata. AC 1, dal canto suo, ha sostenuto e sostiene che PC 1 era al corrente del cambiamento.
Aldilà della totale divergenza tra le due versioni, quello che è certo (e che neppure AC 1 in aula ha contestato) è che in nessun caso i suoi accordi con PC 1 prevedevano che egli, sull'arco di 10 anni, lo derubasse con 126 indebiti prelievi per quasi 3,2 milioni di franchi.
Richiesto di spiegare i motivi che hanno condotto all'estinzione di "__________" e di "__________" e all'apertura della nuova relazione , AC 1 in aula ha dichiarato quanto segue (cfr. verbale del dibattimento a p. 5):
" …- partito che fui da __________ il mio successore fu __________ che era già il mio sostituto. Questa persona aveva una relazione amorosa con la sorella di PC 1, __________. __________ sapeva dell'esistenza di "__________" perché PC 1 operava all'epoca ancora dopo la mia partenza presso la __________.
Quando __________ ruppe la relazione con la __________ e avendo PC 1 avuto sentore che sua moglie TE 2 aveva visto o capito qualche cosa dei conti ad __________, di comune accordo mio e di PC 1 si pensò di chiudere "__________" ad e "__________" a e di aprire una nuova relazione " " ad __________.
La presidente mi dice che poiché una parte del denaro è passata da "__________" a "" attraverso dei bonifici, la traccia è rimasta, al che io AC 1 rispondo che ciò non era importante perché lo scopo era quello di impedire a __________ di vedere a video la nuova relazione. __________ a video avrebbe solo visto "__________: relazione estinta".
PC 1 dal canto suo, in aula, ha negato che __________ c'entrasse in qualche modo nel cambiamento di conto, adducendo che fu AC 1 a volere tale cambiamento.
A posteriori PC 1 si è detto convinto che quello fu solo un pretesto utilizzato da AC 1 per fargli firmare -senza che egli se ne accorgesse- il formulario di procura illimitata in luogo e vece di quella amministrativa.
AC 1 e PC 1 concordano invece sul fatto che, a prescindere dai tre trasferimenti del settembre 1993 per circa fr. 460'000.- da __________ al conto , tutti i rimanenti versamenti a favore del nuovo conto furono fatti per contanti.
In pratica su di esso confluirono tutti gli averi di PC 1 presso la __________ che, per quanto si è capito, essi provvedevano a ritirare per contante ad uno sportello __________ e a riversare, sempre per contante, ad uno sportello __________.
È pacifico ed incontestato che a fine 1993 gli importi riversati risp. accreditati al conto di proprietà di PC 1 ammontavano a fr. 3'027'086.97 (cfr. allegati 5.4 al rapporto Efin AI 614), dai quali vanno ovviamente dedotti i fr. 125'000.- dei primi sei indebiti prelievi. Al signor __________, AC 1 aveva presentato PC 1 come un imprenditore edile ticinese col che nessuno in __________ fece domande di sorta in relazione ai ripetuti versamenti in contanti.
Giova qui anticipare che, dopo il 1993, PC 1 consegnò ulteriori somme di danaro ad AC 1 (che costui, imperturbabile, accettava come se niente fosse) perché fossero riversati sul conto.
I singoli versamenti (tre nel 1994, cinque nel 1995, uno nel 1996 e uno nel 1997) avrebbero dovuto implementare il conto per ulteriori fr. 600'000.- circa, sennonché a causa degli indebiti, sempre più massicci, prelievi che AC 1 vi andava facendo, il picco più alto del 1993 non fu più raggiunto, Anzi -come si vedrà nel seguito- i saldi alla fine di ogni anno furono costantemente in ribasso (cfr. rapporto Efin già citato e i suoi allegati). Riassumendo, per quanto riguarda l'alimentazione del conto , si ha che su di esso, nel periodo 3.3.1993-10.2.1997 furono versati con 27 operazioni (di cui 24 per contante e tre per giro bancario) in totale fr. 3'608'000.- circa, di cui la più gran parte (pari a circa fr. 3'027'000.-) sull'arco di nove mesi tra il 3.3.1993 ed il 31.12.1993 e i restanti fr. 600'000.- circa tra il 1994 e fino al 10.2.1997.
Come si è già cennato, gli averi non ufficiali di PC 1 sono stati portati via dalla __________ su suggerimento di AC 1 per evitare che nel contesto della (assai litigiosa) procedura di divorzio che opponeva PC 1 alla moglie TE 2, costei potesse arrivare a scoprirli e quindi ad avanzare pretese. Appare quindi logico che i conti oltre Gottardo (__________e __________ prima e il poi) dovessero restare un segreto tra PC 1 ed AC 1.
Al riguardo PC 1, sia in sede predibattimentale sia in aula è stato categorico (cfr. verb. 14.4.2003 p. 5):
" … ADR che, le sole persone a conoscenza dell'esistenza di questo conto __________, fino alla sera del 24.2.2003, erano il signor AC 1 ed io. Nessun altro era informato dell'esistenza di questi soldi, salvo mio fratello deceduto suicida il 13 aprile 2002. Né mia moglie né altri famigliari sapevano di questi soldi. Preciso che dopo la riconciliazione con mia moglie avvenuta intorno al 1996, non l'ho informata di questi soldi. Preciso inoltre che AC 1 oltre a sapere che questi miei soldi non erano dichiarati fiscalmente, sapeva pure che solo noi due ne conoscevamo l'esistenza. Voglio aggiungere che AC 1 a più riprese mi ha chiesto se avevo informato mia moglie dell'esistenza di questi soldi. Io gli dicevo, che era la verità, che mia moglie non ne sapeva di nulla. Anche la sera del 24 febbraio 2003 quando eravamo al Ristorante egli mi ha nuovamente chiesto se mia moglie sapesse qualcosa di questi soldi. Io gli ho detto che mia moglie non ne sapeva nulla. AC 1 non sapeva che mio fratello in vita era a conoscenza dell'esistenza del conto ad __________ …"
TE 2, interrogata in sede predibattimentale (cfr. verbale PS del 22.4.2003), ha dichiarato di non aver mai conosciuto l'esistenza del conto fino ai giorni successivi al ferimento del marito, quando egli gliene parlò in occasione dell'arrivo di __________.
AC 1, nel suo verbale al Giar del 16.4.2003, aveva dichiarato:
" ADR: Dell'esistenza del conto a __________ (prima ad __________) eravamo a conoscenza io e PC 1 ma anche mia moglie alla quale l'avevo detto perché ricevevo gli estratti conto a casa.
ADR: L'informazione a mia moglie (che ricevevo documenti relativi al conto di PC 1 e di chi era il conto) l'ho data praticamente quando ci siamo trasferiti a __________. …"
(si annota qui, a titolo di informazione, che la famiglia __________ si è trasferita a __________ il 1.9.1997).
Nel verbale alla PP del 28.4.2003, a p. 2, AC 1 ha corretto la precedente affermazione, assumendo che:
" …Mia moglie della faccenda PC 1 non sapeva niente, sapeva unicamente che io ricevevo a casa l'estratto mensilmente. Mia moglie sapeva che io ricevevo un estratto patrimoniale mensile del conto di PC 1. Dico questo perché una volta l'ha visto sulla scrivania e mi ha detto se quella era roba mia ed io ho detto che quella era roba di PC 1. Preciso che mia moglie non mi ha mai aperto la corrispondenza. In una occasione ha visto nel mio studio a __________ un estratto patrimoniale, mi ha chiesto se era "roba mia" e io le ho precisato che era di PC 1.
Mia moglie non sapeva che io gestivo un conto di PC 1. Io non le ho riferito niente di particolare in relazione al motivo per il quale ricevevo questi estratti patrimoniali. Può essere che io abbia detto a mia moglie che ricevevo questi estratti patrimoniali dal momento che PC 1 e la sua moglie erano ai ferri corti e quindi ricevevo io le cose di PC 1. Per cose intendo gli estratti patrimoniali.
Ribadisco quanto ho già dichiarato davanti al GIAR, che io a mia moglie __________, quando ci siamo trasferiti a __________, ho detto che ricevevo documenti relativi al conto di PC 1 e di chi era il conto…"
Nel contesto di quello stesso verbale, la Procuratrice pubblica ha contestato ad AC 1 le dichiarazioni rese, nel verbale del 18.4.2003, dalla moglie __________ che aveva negato di aver mai saputo che il marito gestiva dei fondi di PC 1, al che, preso atto di ciò, AC 1 ha così precisato le sue surriportate dichiarazioni (cfr. verb. 28.4.2003 p. 3):
" … Il PP mi contesta che mia moglie, sig.ra __________, ha dichiarato che prima del 14.4.2003 non sapeva nulla, né sapeva che io gestivo un conto, né sapeva che io ricevevo documenti relativi al conto, in poche parole non sapeva di nulla.
Il Magistrato mi chiede di prendere posizione.
Da parte mia prendo atto di quanto dichiarato da mia moglie. Voglio precisare che si è trattato di un'occasione, una unica occasione, in cui io ho detto a mia moglie che si trattava di estratti di PC 1. Penso che mia moglie non abbia ritenuto questa mia frase. Devo anche dire che si è trattato di una cosa isolata e non se ne è discusso per niente. Si è trattato di un parlare con mia moglie del tutto occasionale. Se mia moglie ha detto che non ne sapeva nulla degli estratti che io ricevevo di PC 1 penso lo abbia fatto proprio perché se ne era accennato in una occasione isolata. Ne avremo parlato per pochi secondi, lei mi ha fatto la domanda ed io ho risposto.
Tengo a sottolineare che mia moglie __________ non sapeva assolutamente che io gestivo il conto di PC 1 ed era assolutamente all'oscuro delle malversazioni da me effettuate…"
Sulla questione AC 1 è tornato ad esprimersi nel verbale 28.5.2003, a p. 9, nei seguenti non equivoci termini:
" … ADR: che, io quella sera a cena non ho chiesto ad PC 1 chi era a conoscenza del suo conto __________ al nero che io gli gestivo. Io ero già a conoscenza che i soli ad essere al corrente di quel conto eravamo PC 1 ed io. Semmai potrei avergli detto in riferimento delle vicissitudini di suo fratello e dei problemi sorti con la convivente e gli eredi diretti del fratello defunto, dell'importanza che altre persone di sua fiducia fossero a conoscenza di questa situazione…"
In coda allo stesso verbale, dopo rilettura, ha precisato (cfr. p. 13):
" … Dopo rilettura voglio precisare come ho già avuto modo di dire al magistrato oltre che PC 1 ed io anche __________ sapeva del conto __________ che io gestivo.
Il PP mi contesta come ha già fatto nel verbale del 28 aprile 2003 che __________ ha dichiarato di non sapere assolutamente nulla del conto __________.
Il PP rinvia direttamente quanto contestatomi a pag. 3 di detto verbale.
Da parte mia prendo atto di quanto sopra…"
In aula -come emerge dal verbale del dibattimento alle p. 6 e 7- AC 1 è passato a dire quanto segue:
" …AC 1 da atto che il conto di PC 1 è sempre stato segreto sia a sua moglie TE 2 come pure a sua figlia, ed anche a tutti gli operatori, gerente compreso (n.d.r. __________), di __________. Già dal 1993 mia moglie __________, quando abitavo ancora a e ricevevo la corrispondenza del conto alla casella postale, lei era conoscenza che io ricevevo la corrispondenza del conto di PC 1. Adr è capitato che __________ apriva le buste. Richiesto di spiegarsi meglio, AC 1 dichiara che mia moglie sapeva dal 1993 dell'esistenza del conto e leggendo l'estratto anche della sua consistenza. La presidente mi obietta che questo non l'ho mai detto. Sin qui avevo dichiarato quello che il PP va a leggere nel verbale 28.4.2003 a pag. 3 da "Il Magistrato mi chiede di prendere posizione" a "… da me effettuate." , come pure nel verbale 28.5.2003 a pag. 9 "Adr che io quella sera …" a "… di questa situazione." e a pag. 13 da "Dopo rilettura …" a "…prendo atto di quanto sopra" e ancora nel verbale 28.4.2003 a pag. 2 e 3 da "Confermo il verbale con le seguenti precisazioni …" a " …non sapeva di nulla"."
Dopo di che AC 1 richiesto di spiegarsi ha dichiarato (sempre in aula):
" …E' vero ho mentito al PP durante l'istruttoria scritta. Oggi devo invece dire che le cose non stavano così. __________ in realtà sapeva sin dal 1993 che io gestivo i soldi di PC 1, intendo quelli di cui al conto. Di __________ non sapeva perchè esso risale ad epoca precedente alla nostra convivenza in quel di __________. Risale al 1989. All'epoca io ricevevo la corrispondenza del conto nella casella postale di __________. Capitava che ritirassi io la posta oppure __________. Le mie cose venivano portate nel mio studio dove tenevo gli ordinatori dove custodivo gli estratti conto di PC 1, miei e di altri. __________ aveva l'abitudine già allora, non di aprire le buste, ma quando io ero assente di curiosare tra la mia posta. Vedevo spesso e volentieri che le cose non erano più al loro posto. Capitava anche che dimenticasse i fogli che fotocopiava dentro la macchina delle fotocopie che io trovavo. Richiesto di dire perchè mia moglie nel 1993 nutrisse curiosità per le cose di PC 1 (ammesso che ciò sia vero al punto da arrivare a fotocopiarne gli estratti), rispondo che dal 1993 __________ sa dell'esistenza del conto PC 1, le fotocopie sicuramente le ha fatte in un secondo tempo, quando si è arrivati alla nostra tensione coniugale che io situo all'inizio del 2000 ed essa arrivò a minacciarmi in privato, solo noi due, di denunciare al fisco che PC 1 aveva una relazione bancaria in nero.
A.d.r. che non so ma presumo che __________ mi fece quella minaccia perché anche lei sospettava che io malversavo a danno del conto di PC 1. Indirettamente era una minaccia sottile, nel senso che __________ mi fece capire che lei lo diceva al fisco ma che in realtà sarei poi stato io a sapere di chi dovevo avere timore. Richiesto ancora di dire se ho visto mia moglie fotocopiare carte del mio studio o altro, rispondo di no, ma che però l'ho dedotto io dal fatto che essa ebbe poi a produrre alla PP delle fotocopie di lettere (4 o 5) che io AC 1 avevo scritto a __________.
La PP osserva che __________ ebbe a produrre un e-mail stampato fuori dal PC e che è allegato al verbale 29.9.2003. AC 1 precisa che lui teneva copia delle lettere all'amante e che verosimilmente __________ fotocopiò quelle copie che lui (AC 1) teneva.
AC 1 spiega il fatto di non aver mai detto prima di oggi che __________ sapeva del conto di PC 1 sin dal 1993, perché in sede di istruttoria formale per lui si è trattato di proteggere sua moglie da qualsiasi coinvolgimento in una inchiesta di cui lui (AC 1) si ritiene responsabile. Il Presidente mi ha chiesto se era per evitare che contro __________ fosse aperto un procedimento per appropriazione indebita e ricettazione, io rispondo di si."
__________, dal canto suo, sin dai suoi primi verbali resi, ha sempre negato di essere stata a conoscenza del fatto che suo marito gestiva danaro per conto di PC 1 e tantomeno del fatto che di esso indebitamente si appropriava.
Circa i modi e i tempi in cui lo stesso marito ebbe a metterla al corrente di tali fatti, essa (nel verbale del 18.4.2003) ha dichiarato:
" D: Lei sapeva che suo marito, sig. AC 1, gestiva dei fondi del signor PC 1?
R: Io non ho mai saputo che AC 1, … , gestiva dei fondi del signor PC 1. Non ho mai saputo che gestiva dei fondi per il signor PC 1. Non ho mai saputo nulla né da AC 1 né da PC 1 né da terze persone. Non sapevo neppure che tra loro due ci fossero dei rapporti professionali. L’unica cosa che io so è che AC 1, mio marito e il signor PC 1 erano grandi amici. Io PC 1 lo vedevo circa 3 / 4 volte all’anno, a Natale sempre. Lo vedevo ogni tanto a cena quando si organizzava una cena con le rispettive famiglie. Aggiungo che PC 1 è il padrino di battesimo di mia figlia G.-.
Ieri davanti alla Polizia ho raccontato della telefonata di data 14.04.2003 ore 0930 che mio marito AC 1 mi ha fatto nell’ufficio dove lavoro alla __________. AC 1 mi ha detto, al telefono cosa ne pensassi di donare la casa di __________ a me intestata a PC 1. Io gli ho chiesto: “ma perché, cosa è successo?”. AC 1 mi ha risposto: “ho fatto un danno”. Io ho capito che c’era qualche cosa che non andava, mi sono anche messa a piangere, gli ho chiesto se per caso PC 1 gli aveva prestato dei soldi. Ricordo che mio marito mi ha detto delle frasi: “tanti tanti, ma al telefono non posso parlare”.
Io penso che intendesse tanti soldi. AC 1 mi ha anche detto che non poteva parlare al telefono perché era in ufficio. Mi ha dato appuntamento alle 1230/1300 circa presso la pizzeria.
Come sono entrata in pizzeria, come mi sono seduta, AC 1 mi ha detto: “ho fatto un danno”, mi ha detto poi una frase tipo “ho sbagliato”, sono spariti CHF 3'000'000.-. Io gli ho chiesto come sono spariti questi 3 mio. di franchi. AC 1 mi ha detto una frase tipo li ho investiti male. Io dallo shock che ho avuto, siccome eravamo seduti in un tavolo non fumatori mi sono alzata, e sono uscita per andare a fumare. Lui mi ha detto fermati. Io gli ho risposto di non preoccuparsi, che poi sarei tornata. Sono tornata e mi sono seduta al tavolo. Lui una volta che mi sono seduta al tavolo ha tolto da una mappetta che aveva con se, un foglio (era l’unico foglio contenuto nella mappetta) e mi ha mostrato i risultati personali delle elezioni in Gran Consiglio dei deputati __________, tra cui anche lui. Io gli ho ridato il foglio immediatamente, facendo chiaramente intendere, che dopo la notizia che mi aveva appena dato non mi importava nulla dei risultati del Gran Consiglio. Io gli ho chiesto che intenzioni aveva, visto che nella telefonata del mattino delle 0930, lui mi aveva accennato alla prospettiva di donare la casa a PC 1. AC 1 mi ha detto che durante il colloquio avuto in mattinata in __________ (che io sappia c’erano il signor PC 1 e il suo avvocato Signor __________, c’era pure l’avvocato di mio marito __________, non so se lo __________ o il __________) è emerso che a PC 1 mancavano 3 mio. di franchi da un conto dove lui, AC 1, aveva la procura piena. AC 1 mi ha detto che si erano lasciati aspettandosi lo PC 1 e l’avvocato __________ una proposta concreta da parte di AC 1. Io gli ho chiesto come fossero arrivati a “transare” sulla casa. AC 1 mi ha detto che di donare la casa a PC 1 ne aveva parlato mio marito in privato con il suo avvocato, dopo l’incontro avuto la mattina stessa con PC 1 e l’avvocato di PC 1.
Aggiungo che AC 1 mi ha detto che all’avvocato __________ non aveva detto niente prima di quella mattina (cioè il 14.04.2003).
Ricordo che lui ha mangiato finocchi gratinati, patate fritte e la piccata. A me è passata la fame e io non ho mangiato nulla. AC 1 si è mangiato anche la mia parte di pranzo che io non ho toccato.
Ricordo che quando siamo usciti dal ristorante ho chiesto a AC 1 cosa sarebbe successo se PC 1 non avesse accettato. Tengo a precisare che durante il pranzo con mio marito continuavo a pensare come avesse potuto fare una cosa del genere, la cifra di 3 mio. di franchi mi ha sconvolto, mi sono anche chiesta dove erano finiti questi soldi. In effetti nella mia testa mi dicevo che va bene investire male dei soldi una volta, va bene investire male dei soldi una seconda volta, ma poi ad un certo uno si ferma. Tra me e me mi dicevo che PC 1 era un suo amico e che quindi a mio giudizio se aveva investito male dei suoi soldi avrebbe dovuto dirglielo.
Voglio pure aggiungere che da come conosco io PC 1 PC 1, che è una persona molto comprensiva, avrebbe capito. Preciso che si tratta di una mia deduzione.
Poco sopra ho detto che ho chiesto a AC 1, uscendo dal ristorante, cosa sarebbe successo se PC 1 non avesse accettato la proposta della casa.
AC 1 mi ha detto che se PC 1 non avesse accettato avrebbe valutato l’ipotesi di costituirsi alla Magistratura. Aggiungeva inoltre che mi ha chiesto di fargli avere tutti i documenti inerenti la casa perché doveva incontrarsi il giovedì 17.04.2003 con l’avvocato __________. Io alla sera del 14.04.2003 ho preso da casa la mappetta contenente la documentazione relativa all’immobile di __________. Sono andata a dormire dai miei genitori e la mattina seguente l’ho portata a __________ da AC 1 dove lui dormiva.
… omissis …
Ricordo anche che l'avvocato di mio marito mi ha resa attenta del fatto che se fossi stata interrogata dagli inquirenti io non avrei avuto l'obbligo di rispondere.
Da parte mia voglio dire che mi sono arrabbiata ancora di più. Io non ho nulla da nascondere. …"
Interrogato sulla questione a sapere se era al corrente di eventuali minacce fatte da __________ al marito nel corso del 2000, l'avv. __________ ha dichiarato (cfr. verbale del 25.9.2003):
" … A domanda dell'avv. __________ dico che conosco __________ e AC 1.
A domanda del Magistrato dico che li conosco sia per faccende professionali, nella mia qualità di avvocato, che per questioni private, amicizia.
A domanda dell’avvocato __________ dico che ho patrocinato la Signora __________ per un’istanza di misure di protezione dell’unione coniugale, in Pretura. A memoria, ma non ne sono sicuro, penso corresse l’anno 2000.
A domanda dell’avv. __________ dico che nel mio studio per le misure di cui sopra sono venuti sia __________ che AC 1, insieme. Si sono presentati insieme , la scelta che io rappresentassi __________ è stata fatta assieme da noi tre. Non sembrava opportuno, non so più a chi di noi tre, che dal giudice __________ comparisse senza patrocinatore.
Domanda:
Fra i motivi alla base della citata istanza, lei ricorda se vi era anche l’intenzione del Signor AC 1 di eleggere domicilio a allo scopo di candidarsi alle elezioni del Consiglio comunale di?
Risposta:
Io non ho capito bene i motivi di questa istanza che volevano inoltrare i coniugi AC 1. Pareva che i coniugi avessero delle difficoltà ma si è anche parlato della questione del domicilio. Si era parlato della questione del domicilio di AC 1 relazionandola alle elezioni.
A domanda del Magistrato dico che mi sembra che siano stati due volte da me.
La signora __________ le disse che AC 1 era manesco?
Risposta:
Non me lo ricordo.
Lei si ricorda che AC 1 gli rese visita o lo contattò telefonicamente dicendogli che a seguito di un litigio con la moglie questa lo aveva minacciato di rendere pubblico alle autorità fiscali il fatto che il marito gestisse un conto nero di un suo cliente, rispettivamente chiedendole (a lei avv. __________) cosa era meglio fare per indurla a desistere da tale paventata iniziativa?
Risposta:
Mi ricordo che AC 1 nel contesto di questa procedura di separazione passò da me o mi telefono perché era preoccupato siccome nell’ambito di un litigio con la moglie, quest’ultima aveva preso (o aveva in mano) o sapeva di documenti che potevano creare dei problemi di natura fiscale.
A domanda del magistrato dico che non sono in grado di dire se questi documenti potevano creare dei problemi di natura fiscali a AC 1 oppure a terze persone.
A domanda del magistrato dico che non sono in grado di dire se AC 1 mi disse che la moglie lo aveva minacciato di rendere pubblico alle autorità fiscali il fatto che il marito gestisse un conto in nero del suo cliente.
A domanda del magistrato dico che non sono in grado di dire il nome di questo cliente. Penso anche che non me lo abbia detto il nome di questo cliente. A pensarci bene dico che non mi ha fatto nessun nome.
Io per parte mia ho detto ad AC 1 di cercare di discutere con la moglie per trovare una soluzione.
Domanda dell’avv. __________:
Il signor AC 1 in quella occasione le disse dove la moglie aveva reperito questa documentazione, segnatamente se l’avesse trovata e quindi presa in casa o in altro luogo?
Risposta:
Con certezza non sono in grado di rispondere. Credo (per una mia deduzione) che questa documentazione che concerneva AC 1 oppure un cliente (non lo so più) la moglie l’avesse reperita o vista in casa.
Domanda dell’avv.
Per riferimento a questo incontro telefonico o di persona con AC 1, lei ricorda se la questione di tale documentazione ha avuto qualsivoglia effetto sulla procedura civile di cui si è detto sopra?
Risposta:
Nessuno. Non se ne è discusso davanti al giudice. Dal giudice abbiamo fatto un verbale ed in pratica si è trovato un accordo sulla procedura di protezione coniugale. Devo dire che la procedura è ancora un incarto aperto nel mio ufficio e non fatturato.
A domanda dell’avv. __________ dico che di questa questione non parlai mai con __________. Aggiungo che non ho mai avuto l’occasione di parlare con __________ di questa questione. …"
Il cambiamento di versione fatto in aula da AC 1 il giorno 24.8.2004 non sorprende più di tanto se si pone mente al fatto che egli, sulla specifica questione a sapere se la moglie sapesse o no del conto nero di PC 1, già in sede predibattimentale ha dato -come testé riprodotto- versioni diverse. Al Giar aveva detto che __________ "sapeva" perchè gliel'aveva detto lui all'epoca del trasferimento a __________ (avvenuto -come detto- il 1.9.1997).
Alla PP, nel verbale del 28.4.2003, ha ricondotto, per finire, tale "sapere" ad un episodio isolato e occasionale in cui ne era stato fatto cenno da parte di lui e che la donna, forse, nemmeno aveva ritenuto. Nel seguito, nel verbale del 28.5.2003, dapprima aveva negato che __________ "sapesse" e poi in coda al verbale, era passato a dire il contrario.
In aula ha asserito che essa "sapeva" fin dal 1993 (ovvero da quando abitavano a __________) e ha aggiunto di sospettare che essa addirittura sapesse anche delle sue malversazioni.
A fronte di dichiarazioni così discordi, __________ è stata invece nei suoi verbali lineare e dettagliata, nel senso che essa ha sempre negato di essere a conoscenza del conto. Essa ha altresì illustrato le circostanze nelle quali il marito la informò (ovvero il 14.4.2003, presso la Pizzeria).
Di ciò essa ha peraltro cercato di portare anche la "prova". Infatti, sentita che ebbe, il mezzogiorno del 24.8.2004, alla radio, la cronaca del processo e udito il fatto che, quel mattino, il marito aveva in aula dichiarato che essa sapeva dell'esistenza del conto, __________ ha portato al Ministero pubblico due lettere a lei scritte dal marito dal carcere.
Nella prima del 19.4.2003, AC 1 le ha scritto, tra l'altro, quanto segue:
" … Ho sbagliato, ti ho tenuto all'oscuro, devo pagare dei miei errori e come anche già dicevi tu, si vendeva tutto e si ricominciava da zero… " (doc. dib. 1).
Nella seconda del 27.4.2003, AC 1 le ha scritto, tra l'altro, quanto segue:
" … Per il resto, dopo che lunedì 14 u.s. ebbi il "coraggio" di dirti come stavano le cose, ho apprezzato il tuo SMS del giorno seguente «vendiamo tutto e ricominciamo da zero» … "
(cfr. doc. dib. 2)
Entrambe le frasi confermano quanto dichiarato nel surriprodotto verbale del 18.4.2003 da __________, laddove essa ha dettagliatamente descritto il colloquio che ebbe con il marito alla Pizzeria "", quando egli la informò per la prima volta del fatto che, gestendo egli i soldi di PC 1, gli aveva fatto un danno, "investendogli male" i suoi averi e perdendogli all'incirca tre milioni.
Si noti che la versione che __________ ha dichiarato che le fu data dal marito quel 14.4.2003, è analoga a quella che AC 1 diede, tosto che fu fermato, sia alla PP, sia al Giar, il 16.4.2003, quando, mentendo, sosteneva -ma di ciò si dirà meglio nel seguito- di aver investito e perso il danaro di PC 1.
AC 1, dal canto suo, anche in aula quando ha sostenuto che, in realtà, sua moglie ha sempre saputo, fin dal 1993, dell'esistenza (e anche della consistenza) del conto nero di PC 1, non ha mai apertamente e chiaramente illustrato in quali circostanze egli gliene avesse parlato. Fatto salvo lo specifico episodio in cui essa l'avrebbe minacciato, in privato (a suo dire all'inizio del 2000) di "denunciare al fisco che PC 1 aveva una relazione bancaria in nero", per il resto, AC 1 ha, nella buona sostanza, dedotto da cosiddette "circostanze esterne" che "__________ sapeva". Al riguardo, ha, ad esempio, addotto che __________ era curiosa (fatto questo evocato anche da __________, madre dell'accusato, nel suo verbale alla PP del 24.10.2003: "… __________ quando veniva a casa mia a __________ curiosava sempre in giro, intendo dire che per esempio che è capitato che guardasse la nostra corrispondenza. …"), che egli trovava le sue carte spostate, che essa lasciava nella macchina i fogli che fotocopiava (anche se ha poi dovuto dare atto che si trattava non già degli estratti del conto , bensì delle copie delle lettere che lui scriveva a __________ e che conservava).
Eppure, se si sta alle sole "circostanze esterne", non è così scontato che __________ "sapesse". Intanto -come già cennato al considerando 3., in fine- va ricordato che a casa degli AC 1, di corrispondenza bancaria ne arrivava parecchia, prima da _____ e poi da __________. AC 1 riceveva buste per i conti che gestiva (pure a, poi a e poi a) per la madre (fino al 2001), per il padre e per PC 1 (cfr. doc. dib. 3) e, fino al 1998, anche per sè stesso.
Del pari va ricordato che il conto di PC 1 era un conto cifrato, per cui sugli estratti bancari che AC 1 riceveva era indicato solo il numero __________ e mai il nome di PC 1, per il che, anche da questo profilo, non è così certo che __________ abbia potuto sapere che di fondi di PC 1 si trattava.
Si veda al riguardo la numerosa documentazione bancaria, di cui ai classeur Efin doc. banc. 1 e 1a.
Si vedano altresì i documenti rintracciati, dopo l'arresto di AC 1, dagli inquirenti nel sacco della spazzatura dello studio e che AC 1 stesso chiese di acquisire agli atti (busta grigia in scatola sequestri 2): trattasi, a non averne dubbio, di documenti spediti da __________ a AC 1 siccome destinatario della corrispondenza in relazione al conto. Orbene, solo sulla busta (priva di mittente) c'è il nome e l'indirizzo di AC 1.
I documenti dentro la busta recano solo il numero del conto, e non il nome del titolare del conto (PC 1) e neppure quello del procuratore (AC 1).
In tali condizioni, non era invero agevole per __________ dedurre da estratti risp. da conteggi bancari che dietro il numero si celava PC 1.
Senza dimenticare, infine, che AC 1, all'inizio dell'inchiesta predibattimentale, ha cercato di condizionare la moglie nelle deposizioni agli inquirenti. Eludendo la censura, per vie traverse (ovvero per mano di un di lui fratello) le ha infatti fatto pervenire un biglietto manoscritto del seguente tenore (cfr. allegato al verbale del 26.5.2003 di __________):
" · Il tuo comportamento viene usato contro di me (compreso la lettera); È quello che vuoi? Sappilo e poi agisci secondo scienza e conoscenza!
· I telefoni sono sotto controllo; il natel spento non è sufficiente bisogna staccare la batteria;
· Quando t'ho chiesto se posso contare su di te, intendo dal punto di vista sentimentale! Desidero un sì o un no!
· Negli interrogatori usa sempre se ben ricordo, mi sembra, ecc. (a dipendenza tua, se vuoi ledermi o non danneggiarmi)."
__________ ha consegnato alla PP il suddetto biglietto, la qual cosa ha definitivamente guastato il rapporto con il marito.
Tutto ciò considerato, a giudizio della Corte, il cambiamento di versione di AC 1 la mattina del 24.8.2004, pur inserendosi nel loro perturbato e deteriorato rapporto coniugale, non ha tanto avuto lo scopo di danneggiare la moglie, quanto piuttosto quello di migliorare la propria posizione processuale, mirando a relativizzare la circostanza che il conto di PC 1 era un segreto condiviso solo da PC 1 e da lui.
Comecchessia, come si vedrà nel seguito, la questione, per finire, non è poi così determinante!
6. Nel corso dell'autunno del 1993 __________ rimase incinta. Dagli atti fiscali risulta che essa smise di lavorare per la fine di gennaio del 1994, col che, dopo tale data, il reddito disponibile fu solo quello di AC 1 e ciò fino all'ottobre 2000 quando __________ riprese a lavorare a metà tempo (nel periodo 1996-2000 essa lavorò occasionalmente per la __________).
Nel 1994 AC 1, trentaquattrenne, ha guadagnato un salario lordo di fr. 109'420.-, pari a un salario netto di fr. 96'300.- circa.
La bimba, di nome G., nacque il 12.6.1994 e, con una faccia tosta che ha dell'incredibile, AC 1 chiese all'ignaro PC 1, che accettò, di farle da padrino. Da notare che, dopo le malversazioni per complessivi fr. 125'000.- già commesse nel 1993, AC 1, tra il febbraio e il 3 giugno 1994 (ovvero pochi giorni prima del lieto evento), con tre prelevamenti, gli aveva sottratto ulteriori fr. 79'000.- circa.
Tra il luglio 1994 e il 7.12.1994, AC 1 abusò altre sei volte della procura di cui disponeva, per cui, per finire, le malversazioni commesse nel 1994 risultano essere assommate a totali fr. 151'390.- (cfr. rapporto Efin, tabella relativa ai prelevamenti).
Per ragioni non meglio note, la banca non è più riuscita a reperire le prime undici fiches relative ai primi undici prelevamenti. sono pertanto in atto solo le fiches relative ai prelievi a partire dall'8.9.1994. Da esse emerge che AC 1 ha effettuato i prelievi dal settembre 1994 fino alla fine dell'anno presso gli sportelli di __________ -.
AC 1, in aula, ha ammesso che, in genere, egli profittava della pausa del mezzogiorno per recarsi presso tali uffici.
Dato che egli teneva sul conto una liquidità molto esigua (il grosso degli averi di PC 1, AC 1 lo teneva investito in titoli depositati nell'apposita rubrica del conto), accadeva spesso che egli dovesse preavvisare la sua intenzione di prelevare ai funzionari di __________ (e poi di __________ e di __________) affinchè essi liquidizzassero, per l'importo che gli serviva, una parte dei titoli. È pertanto pacifico che, mentre PC 1 mai ebbe, salvo che all'apertura di __________ o all'apertura del cifrato, contatto alcuno né con il signor __________ né con tale signor __________ (ovvero il funzionario di __________ che prese il posto di __________), AC 1 -negli anni tra il 1993 e il 1999 in cui fu alle dipendenze di __________ quale gerente della succursale a __________ - ebbe numerosi e regolari contatti, soprattutto telefonici, con i predetti funzionari di __________ (e poi di). La fusione tra __________ e __________ -come è noto- è diventata operativa verso fine del giugno 1998.
AC 1 lasciò il posto presso __________ __________ a fine giugno 1999. Ciò significa che, nel 1993 e fino all fusione, egli non era un collega di __________, risp. del funzionario, di nome __________, che gli succedette, ma solo un loro cliente (per il conto __________ diventato poi conto nr. fino al 1998), rispettivamente il procuratore di altri clienti (per PC 1 e per i genitori dello stesso AC 1). Solo nel 1998 e nel 1999 egli fu realmente un collega di __________.
Dopo che, nel giugno del 1999, lasciò __________, AC 1 prese a recarsi a __________ per prelevare. Quattro prelevamenti, egli risulta averli fatti nelle località di __________, __________ e __________ e ciò l'8.1.1999, l'11.3.1999, il 3.5.1999 e il 28.5.1999.
In aula, AC 1 ha spiegato il fatto dicendo che in quel periodo, per i contatti preliminari che ebbe con la Banca __________, gli capitò più volte di doversi recare in Svizzera interna e quindi, all'occasione, prelevava nelle filiali di quelle località.
Tornando alle malversazioni commesse nel 1994, in aula, AC 1 ha confermato (come già dichiarato durante la ricostruzione fatta in sede predibattimentale con il signor TE 1) di aver utilizzato gli importi sottratti per integrare il proprio salario che da solo non gli bastava per concedersi un tenore di vita particolarmente agiato. In pratica -come ha spiegato il signor TE 1 in aula- nel 1994, AC 1 (che guadagnava all'epoca intorno ai fr. 7'400.netti mensili) risulta aver in realtà speso mediamente quasi fr. 12'000.- al mese.
Inoltre, poiché, a suo dire, alla moglie __________ non piaceva abitare a __________, località troppo discosta da __________ (ove vivevano i di lei genitori), AC 1 iniziò a pensare ad un'altra soluzione abitativa. Dopo aver visionato altri oggetti, l'interesse suo e quello della moglie si appuntarono su un terreno che era in vendita a __________, terreno che, nel febbraio del 1995, acquistarono in comproprietà, ovvero in ragione di metà ciascuno. Come si dirà in appresso, né AC 1 né __________ misero un sol franco nell'acquisto, interamente finanziato da terzi, e meglio per fr. 210'000.- con un mutuo ipotecario della __________ di, e per fr. 65'000.- con danaro che AC 1 illecitamente prelevò dal conto di PC 1 (proprio il 24.2.1995 AC 1 vi prelevò fr. 60'000.-).
Richiesto di spiegare come egli abbia potuto anche solo concepire l'idea di acquistare, nella sua condizione economica di allora, un terreno per edificarvi una seconda casa, AC 1, in aula, ha dichiarato che all'epoca "aveva la supponenza" che professionalmente egli "sarebbe andato su", col che sperava che, "in tempi non lontani, gli sarebbe riuscito di far quadrare i conti".
Conti -inutile a dirsi- che invece non ha mai neppur tentato di far quadrare, visto che, dopo il febbraio del 1995, le sue malversazioni sono andate in crescendo e per numero (dai 9 prelevamenti del 1994 è passato ai 18 del 1995) e per consistenza degli indebiti prelievi.
Per quanto incredibile possa sembrare, è accaduto che -come ha deposto PC 1 in aula senza essere smentito da AC 1- quest'ultimo portò PC 1 a vedere il terreno in questione prima di acquistarlo e ciò per avere un suo parere.
Nel seguito AC 1 chiese a PC 1 di edificargli la casa con la sua impresa. PC 1 ci pensò, ma per finire, memore di tante amicizie finite male a causa di litigi insorti tra committenti insoddisfatti e i rispettivi impresari, rispose negativamente, adducendo (a' mo' di pretesto) che la sua impresa era troppo discosta da __________.
Come si dirà in appresso, l'ignaro PC 1 ha per finire pagato lui stesso (salvo che per il mutuo ipotecario concesso a AC 1 dalla __________) la villa di __________, ma, almeno, gli sono state evitate la beffa e l'umiliazione di averla oltre che pagata anche costruita!
Certo è che la sfrontatezza e la doppiezza di AC 1 nei confronti dell'amico hanno raggiunto, già nel 1994-1995, livelli davvero abissali.
7. Archiviato il 1994 con un ammanco complessivo causato a PC 1 dell'ordine di circa fr. 276'000.-, essendo sempre ancora esposto verso __________ per ca. fr. 72'000.-, senza altri beni se non la casa di __________, ipotecata per fr. 370'000.-, AC 1 si è baldanzosamente "lanciato" nel 1995 prelevando, il giorno prima della Befana, fr. 19'920.- e il giorno 9.2.1995 fr. 4'960.-, dal conto di PC 1, ovvero quasi 25'000 f