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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.10.2019 38.2019.48

2 ottobre 2019·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·8,537 parole·~43 min·4

Riassunto

Ricorso del 9.7.2019 al TCA contro la dec.su oppos.del 7.6.2019 spedita tramite posta A-Plus è irricev.in quanto tardivo. Quanto asserito dal patrocin.,ossia di non avere trovato sabato 8 giugno,nonostante 2 controlli,la busta nella sua buca delle lettere corrisponde solo alla sua versione dei fatti

Testo integrale

Raccomandata

      Incarto n. 38.2019.48   rs

Lugano 2 ottobre 2019  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino     Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici  

redattrice:

Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 9 luglio 2019 di

 RI 1   rappr. da:   RA 1    

contro  

la decisione su opposizione del 7 giugno 2019 emanata da

Cassa cantonale di assicurazione contro la disoccupazione, 6501 Bellinzona     in materia di assicurazione contro la disoccupazione

ritenuto,                          in fatto

                               1.1.   Con decisione del 17 aprile 2019 la Cassa cantonale di disoccupazione (in seguito: la Cassa) ha negato a RI 1 il diritto a indennità per insolvenza richieste per pretese salariali nei confronti della __________, in quanto non avrebbe rispettato l’obbligo di ridurre il danno ex art. 55 cpv. 1 LADI, e meglio non avrebbe fatto valere in tempo utile i propri crediti salariali (cfr. doc. 26).

                               1.2.   A seguito dell’opposizione interposta dall’assicurato, patrocinato dall’MLaw RA 1 (cfr. doc. 33), la Cassa, il 7 giugno 2019, ha emanato una decisione su opposizione con cui ha confermato il proprio precedente provvedimento, rilevando:

" (…)

7. La Cassa, in base a tuta la documentazione e la relativa opposizione, ritiene come il Sig. RI 1 non abbia sufficientemente tutelato i suoi obblighi di ridurre il danno previsto dall’art. 55 LADI. Il qui opponente non ha percepito il salario dal 01 aprile 2018 al 30 giugno 2018 e successivamente dal 01 ottobre al 15 ottobre 2018; ha proceduto a sollecitare il pagamento dei salari arretrati tramite messaggi con l’applicazione whatsapp (da giugno ad inizio dicembre 2018). Nel contempo il qui opponente avrebbe anche, in tre occasioni, rivendicato il salario di persona (19, 30 novembre e 18 dicembre 2018). Nel contempo il Sig. RI 1 ha anche proceduto a dei solleciti per posta elettronica.

A mente della Cassa non si comprende il motivo per cui il sig. RI 1, visto l’esito negativo dei solleciti di pagamento tramite whatsapp, si sia limitato per mesi a sollecitare il versamento dei salari con semplici messaggi e/o mail senza intraprendere le vie esecutive.

A mente della Cassa il Sig. RI 1 avrebbe dovuto intervenire in maniera più incisiva intraprendendo le vie esecutive. (…)” (Doc. BB)

                               1.3.   Con ricorso del 9 luglio 2019 RI 1, sempre rappresentato dall’MLaw RA 1, ha postulato l’annullamento della decisione su opposizione del 7 giugno 2019, nonché l’accoglimento della domanda di indennità per insolvenza.

                                         Riguardo alla tempestività dell’impugnativa il patrocinatore dell’insorgente ha addotto:

" C. La decisione 7 giugno 2019 della Cassa è stata ricevuta dal sottoscritto patrocinatore in data 11 giugno 2019 (doc. BB). Il termine di 30 giorni per inoltrare il ricorso giunge pertanto a scadere giovedì 11 giugno (recte: luglio) 2019.

Ne discende che inviato, in data odierna, il presente ricorso è senz’altro tempestivo. (…)” (Doc. I pag. 2)

                               1.4.   La Cassa, in risposta, ha chiesto, in via principale, che il ricorso venga considerato irricevibile in quanto tardivo (in via subordinata la reiezione dell’impugnativa), motivando come segue:

" (…) 3. Nell’evenienza concreta la decisione su opposizione del 07 giugno 2019 è stata notificata tramite posta A Plus il giorno successivo (08 giugno2019, cfr. estratto Track & Trace della Posta dell’invio n. __________, qui allegato). Di conseguenza, conformemente ai combinati art. 56 e seguenti ed art. 38 cpv. 1 LPGA, il termine per la presentazione del ricorso è venuto a scadere il giorno 08 luglio 2019. Il Signor RI 1 ha inoltrato il suo ricorso a codesto Lodevole Tribunale in data 09 luglio 2019, pertanto lo stesso è intempestivo. (…)” (Doc. III).

                               1.5.   Con replica del 19 agosto 2019 l’MLaw RA 1, a nome e per conto del ricorrente, sostiene che la notifica della decisione su opposizione del 7 giugno 2019 è avvenuta martedì 11 giugno 2019.

                                         Al riguardo egli ha indicato, da un lato, di essere stato, il sabato 8 giugno 2019, in ufficio dalle ore 10:00 circa sino a mezzogiorno per sbrigare del lavoro arretrato e fare ordine. Dall’altro, di avere controllato - in due occasioni, al suo arrivo attorno alle 10:00 e alle 11:30 quando è sceso al pianterreno ad aiutare __________, titolare della __________, a portare delle confezioni d’acqua nel suo ufficio al secondo piano (non essendoci nel palazzo l’ascensore) - la cassetta delle lettere, ma di non avervi rinvenuto posta, in particolare non vi era la busta contenente la decisione su opposizione del 7 giugno 2019.

                                         L’MLaw RA 1 ha precisato che della seconda verifica delle ore 11:30 è stato testimone __________, come risulta dalla dichiarazione allegata (cfr. doc. EE).

                                         Secondo il rappresentante dell’insorgente è dunque altamente probabile che il postino abbia inserito la busta contenente la decisione su opposizione nella cassetta sbagliata, e meglio di qualche vicino, e che solo successivamente il titolare di tale cassetta, rinvenendo la busta tra la sua posta, l’abbia messa nella sua cassetta quando ormai, attorno alle ore 12:00, era già rientrato a casa.

                                         L’MLaw RA 1 ha asserito di avere trovato la busta in questione solo martedì 11 giugno 2019, quando dopo la domenica e il lunedì di Pentecoste, ha ricontrollato la cassetta delle lettere alla riapertura dell’ufficio.

                                         Il medesimo ha puntualizzato che gli è già capitato più volte di trovare nella sua buca delle lettere degli invii indirizzati ai vicini che ha poi rimesso nella loro cassetta prima di uscire dall’ufficio alla sera.

                                         Il rappresentante del ricorrente ritiene, infine, che sia abusivo e contrario ai principi della buona fede e della legalità il fatto che un’autorità amministrativa si avvalga della posta A-Plus (quindi priva di firma che attesti la ricezione effettiva della missiva) per comunicare importanti decisioni che incidono fortemente sui diritti dei destinatari e che per di più essa imposti l’invio di venerdì con recapito previsto, perciò, il sabato quando gli studi legali sono notoriamente chiusi, riducendo di almeno due giorni il termine di ricorso (cfr. doc. V).

                               1.6.   La Cassa ha preso posizione al riguardo con scritto del 2 settembre 2019 e ha domandato nuovamente, in via principale, che il ricorso sia dichiarato irricevibile (cfr. doc. VII).

                               1.7.   La parte ricorrente ha presentato ulteriori osservazioni il 5 settembre 2019 (cfr. doc. IX), le quali sono state inviate per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. X).

                                         in diritto

                               2.1.   Nel merito l’oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se rettamente oppure no la Cassa abbia negato al ricorrente il diritto a indennità per insolvenza a causa della violazione dell’art. 55 cpv. 1 LADI.

                                         Questa Corte deve, però, dapprima verificare la tempestività del ricorso inoltrato dall’insorgente contro la decisione su opposizione del 7 giugno 2019.

                               2.2.   Giusta l'art. 60 cpv. 1 LPGA, il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è esclusa.

                                         Secondo il capoverso 2, gli articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

                                         L'art. 38 cpv. 1 LPGA prevede che se il termine è computato in giorni o in mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la notificazione. Il cpv. 3 stabilisce che se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo rappresentante.

                                         Dopo l'entrata in vigore della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in relazione all’art. 20 PA, il termine di ricorso in caso di notifica della decisione durante la sospensione dei termini comincia a decorrere il primo giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STF I 643/06 del 2 novembre 2006; Pratique VSI 1998 p. 217; Mosimann, in: Praktische Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pp. 130s).

                                         A norma dell’art. 39 cpv. 1 LPGA, le richieste scritte devono essere consegnate all’assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine.

                                         Se il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF 134 V 49 consid. 2; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr. 9, p. 479).

                               2.3.   Nell’evenienza concreta dalle carte processuali emerge che la Cassa, il 7 giugno 2019, ha emesso nei confronti di RI 1 una decisione su opposizione con la quale, confermando il precedente provvedimento del 17 aprile 2019 (cfr. doc. 26; consid. 1.1.), gli ha negato il diritto a indennità per insolvenza a causa della violazione dell’art. 55 cpv. 1 LADI (cfr. doc. BB; consid.1.2.).

                                         La decisione su opposizione del 7 giugno 2019 è stata inviata a RI 1 “c/o Studio legale RA 1” tramite “Posta A Plus” (cfr. doc. BB).

                                         Il tracciamento dell’invio (n. __________) specifica che il plico postale è stato spedito il medesimo giorno dell’emissione della decisione, ossia venerdì 7 giugno 2019, e che lo stesso è stato recapitato nella buca delle lettere dell’MLaw RA 1 sabato 8 giugno 2019 alle ore 10:35 (cfr. https://service.post.ch/ekp-web/ui/list).

                                         Il ricorso inoltrato dall’insorgente, rappresentato dall’MLaw RA 1, contro la decisione su opposizione del 7 giugno 2019 è stato inviato per Raccomandata dalla Posta di __________ 3 il 9 luglio 2019 ed è pervenuto al TCA il 10 luglio 2019 (cfr. busta d’intimazione allegata al ricorso, doc. I).

                               2.4.   Riguardo al sistema di spedizione Posta A Plus, in una sentenza 8C_559/2018 del 26 novembre 2018, relativa all’assicurazione infortuni, mediante la quale il giudizio di questa Corte era stato annullato in ragione di una violazione del diritto di essere sentito del ricorrente, l’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…).

3.3. Nel sistema di spedizione Posta A Plus alla busta è applicato un numero e analogamente a un plico raccomandato, l'invio avviene con la menzione A Plus. A differenza della posta raccomandata la ricezione dell'invio non è però attestata dal destinatario.

Conseguentemente il destinatario in caso di assenza non è informato tramite un avviso di ricevimento. La notificazione è attestata elettronicamente, quando l'invio è inserito nella casella postale o nella cassetta delle lettere del destinatario. Così facendo, grazie al sistema di tracciamento degli invii Track & Trace previsto dalla Posta Svizzera è possibile osservare la cronologia dell'invio fino all'arrivo nella sfera di influenza del destinatario. Tuttavia, in tale evenienza, il tracciamento Track & Trace non dimostra direttamente, che la busta sia entrata effettivamente nella sfera di influenza del destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera nel proprio sistema di tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da ciò, si può unicamente dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia stata depositata nella cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario. In assenza di un'attestazione conferita dal sistema Track & Trace non si può concludere che qualcuno abbia preso possesso in mano dell'invio e men che meno che qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2 pag. 602 con riferimenti).

3.4. Il Tribunale federale si è già confrontato diverse volte con il sistema di spedizione Posta A Plus. In quei casi ha stabilito come notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso, il deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza che la persona interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale (sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2 con riferimenti; cfr. anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e 8C_198/2015 del 30 aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii).

(…).

4.3.1. Contrariamente alle tesi del ricorrente, la LPGA, diversamente da altri ordinamenti (per esempio il CPP), non prescrive per gli assicuratori una particolare forma di notificazione delle decisioni (DTF 144 IV 57 consid. 2.3.1 pag. 61 seg.; 142 III 599 consid. 2.4.1 pag. 603 e consid. 2.5 pag. 604 seg.; sentenza 9C_90/2015 consid. 3.1). Le diffuse critiche del ricorrente cadono quindi nel vuoto. L'assicuratore può lecitamente inviare le proprie decisioni (su opposizione) con il sistema Posta A-Plus.

4.3.2. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale relativa al sistema di spedizione Posta A Plus, un errore nella notificazione postale non deve essere escluso a priori. Tuttavia, una consegna erronea non è da presumere, ma può essere ritenuta se sulla base di tutte le circostanze sembra plausibile. Bisogna fondarsi sulla descrizione dei fatti del destinatario, la quale solleva una consegna postale erronea, se essa è ragionevole e sembra avere una certa probabilità, tenuto conto che occorre presumere la buona fede del destinatario (DTF 142 III 599 consid. 2.4.1 pag. 603 con rinvio alle sentenze 9C_90/2015 consid. 3.2 e 2C_570/2011 consid. 4.3, in: StR 67/2012 pag. 301). Considerazioni del tutto ipotetiche del destinatario, secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle lettere del vicino (o di terzi), non giovano alle sue tesi (sentenza 9C_90/2015 consid. 3.2 con riferimenti).”

                                         Nella pronunzia 9C_90/2015 del 2 giugno 2015, citata nella sentenza 8C_559/2018 e relativa all’assicurazione invalidità, confrontata all’obiezione del patrocinatore del ricorrente, secondo la quale la registrazione Track&Trace (“Sa 10.05.2014 06.13 zugestellt via Postfach”) non documenterebbe il deposito dell’invio nella sua casella postale ma soltanto il momento in cui esso è pervenuto presso l’ufficio postale, precisato che, sapendo i funzionari dell’ufficio postale (dei quali aveva chiesto l’interrogatorio) che egli non ritira mai la corrispondenza di sabato, la decisione in questione sarebbe stata depositata nella sua casella postale soltanto nel corso della mattinata di lunedì, la Corte federale ha rilevato segnatamente che “die Darstellung des Rechtsvertreters ist alles andere als plausibel. So wie der Rechtsanwalt die Abläufe in der Poststelle X.________ schildert, würde die Postdienstleistung A-Post Plus, welche die zuverlässige elektronische Sendungsverfolgung von der Postaufgabe bis zur Zustellung ermöglichen soll, geradezu sinnlos. Jedenfalls kann der Vorinstanz weder Willkür noch eine Gehörsverletzung vorgeworfen werden, wenn sie in antizipierter Beweiswürdigung auf die beantragte Zeugenbefragung verzichtete, auf den Track&Trace-Auszug abstellte und das darin bescheinigte Zustellungsdatum (Samstag, den 10. Mai 2014) als Eröffnungszeitpunkt der Rentenaufhebungsverfügung vom 9. Mai 2014 betrachtete. Dabei spielt es keine Rolle, ob tatsächlich bereits am Samstag, 10. Mai 2014, vom Verfügungsinhalt Kenntnis genommen wurde oder - wie der Rechtsvertreter des Beschwerdeführers geltend macht - erst am darauffolgenden Montag. Nach ständiger Rechtsprechung ist für die Zustellung einer Sendung nämlich nicht erforderlich, dass der Adressat sie tatsächlich in Empfang nimmt; es genügt, wenn sie in seinen Machtbereich gelangt und er demzufolge von ihr Kenntnis nehmen kann.” – il corsivo è della redattrice).

                                         In una sentenza 1C_31/2018 del 14 gennaio 2019 (pianificazione ed edilizia), sempre in tema di tempestività di un ricorso interposto contro una decisione amministrativa inviata con il sistema Posta A Plus, riguardante una fattispecie in cui il patrocinatore della ricorrente aveva prodotto una dichiarazione, datata 23 giugno 2017, della sua segretaria, secondo la quale, contrariamente a quanto risultava dall’estratto Track&Trace, la decisione non sarebbe stata notificata sabato 6 maggio 2017 alle ore 8.23, in quanto proprio quel giorno, recatasi al lavoro per sbrigare delle pratiche rimaste inevase, alle ore 11.30 circa avrebbe personalmente vuotato la casella postale dello studio senza reperire l’invio in questione, il Tribunale federale ha confermato la pronunzia cantonale d’irricevibilità, formulando in particolare le seguenti considerazioni:

" (…).

3.3. Allfällige Fehler bei der Postzustellung liegen nicht ausserhalb jeder Wahrscheinlichkeit. Eine fehlerhafte Postzustellung ist allerdings nicht zu vermuten. Dies gilt sowohl bei der Versandart A-Post Plus als auch bei eingeschriebenen Postsendungen hinsichtlich des Avis, der in den Briefkasten oder in das Postfach des Empfängers gelegt wird. In beiden Fällen ist somit zu vermuten, dass das Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert worden ist (BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604; 142 IV 201 E. 2.3 S. 204 f.). Die Vermutung kann durch den Gegenbeweis umgestossen werden. Es müssen konkrete Anzeichen für einen Fehler vorhanden sein, sodass dieser aufgrund der Umstände als plausibel erscheint (vgl. die leicht unterschiedlich formulierten, inhaltlich jedoch gleichwertigen Erwägungen a.a.O., ebenso: Urteile 2C_1038/2017 vom 18. Juli 2018 E. 3.2; 1C_330/2016 vom 27. September 2016 E. 2.5 mit Hinweisen).

(…).

4.2. Die Beschwerdeführerin bringt dagegen vor, das Verwaltungsgericht habe die bundesgerichtliche Rechtsprechung missachtet und einen falschen Massstab bei seiner Beweiswürdigung angewendet. Diesbezüglich weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604 mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies nichts an der erwähnten Vermutung ändert, dass die Postzustellung korrekt erfolgte. Weiter wirft sie dem Verwaltungsgericht vor, es habe Beweisanträge übergangen, nämlich die angebotenen Beweisaussagen einer anderen Sekretärin sowie eines Hauswarts, die beide die Postabfertigung am betreffenden Samstag bestätigen würden. Was diese Personen konkret aussagen könnten, lässt sie jedoch offen. Eine Verletzung des rechtlichen Gehörs ist deshalb nicht erkennbar und es kann offenbleiben, ob ihre Ausführungen im vorinstanzlichen Verfahren tatsächlich als Beweisanträge verstanden werden können, was das Verwaltungsgericht in seiner Vernehmlassung bestreitet.

Die Beschwerdeführerin beruft sich weiter darauf, die betreffende Mitarbeiterin könne sich an den jenen Samstag noch genau erinnern, weil es nur ganz selten vorkomme, dass sie an einem Samstag arbeite. Das ändert allerdings nichts daran, dass die Erinnerung an einen Ereignisablauf, dessen Relevanz zudem erst nachträglich erkennbar wurde, nach fünf Wochen nicht mehr gleich zuverlässig ist. Zu berücksichtigen ist auch, dass die Mitarbeiterin entgegen den internen Weisungen (vgl. E. 5.2 hiernach) auf die "Track & Trace"-Nachforschung verzichtet und gemäss ihrer eigenen Aussage die Anwaltskorrespondenz zu sich nach Hause genommen hat, wobei nicht bekannt ist, ob es diesbezüglich Weisungen gab. Dass das Verwaltungsgericht vor diesem Hintergrund und angesichts der Handwechsel, die am Montag, dem 8. Mai 2017, stattgefunden hatten, nicht ausschloss, dass bei der Postbearbeitung in der Kanzlei ein Fehler unterlief, ist nicht zu beanstanden. Daran ändert auch nichts, dass das betreffende Couvert gross und auffällig gewesen sein soll, wie die Beschwerdeführerin vorbringt.

Entscheidend ist allerdings im Ergebnis weniger die Frage, ob mögliche Fehlerquellen bei der nachträglichen Postbearbeitung in der Kanzlei erkennbar sind, als vielmehr das Bestehen von konkreten Anzeichen für einen Fehler bei der Postzustellung selbst. In dieser Hinsicht macht die Beschwerdeführerin geltend, die Zustellung des vorliegend angefochtenen Urteils des Verwaltungsgerichts habe ebenfalls nicht ordnungsgemäss funktioniert. Allerdings weist sie selbst darauf hin, dass die betreffende Poststelle Ende September 2017 geschlossen und als Hilfspoststelle in der neu eröffneten Dorfapotheke weitergeführt worden sei. Aus einem nach diesem Wechsel erfolgten Zustellungsfehler kann somit nicht auf die Zuverlässigkeit der Postzustellung in der Zeit davor geschlossen werden. Dass sich schon vorher Fehler zugetragen bzw. gehäuft hätten, wird in der Beschwerdeschrift zwar behauptet, jedoch nicht belegt.

Insgesamt lässt die Sachverhaltsfeststellung des Verwaltungsgerichts keine Willkür erkennen (Art. 9 BV). Die Kritik der Beschwerdeführerin ist unbegründet.”

                                         In una sentenza 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, concernente il settore dell’assicurazione infortuni, l’Alta Corte si è espressa nei termini seguenti sempre a proposito della validità del metodo di spedizione A Plus:

" 4.1. Invoquant la violation de l'interdiction de l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des art. 39 al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A Plus ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des bureaux qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part, pour lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises ne devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à signature.

4.2. Les griefs sont mal fondés. En effet, selon une jurisprudence déjà bien établie, les communications des autorités sont soumises au principe de la réception. Il suffit qu'elles soient placées dans la sphère de puissance de leur destinataire et que celui-ci soit à même d'en prendre connaissance pour admettre qu'elles ont été valablement notifiées (ATF 144 IV 57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). Autrement dit, la prise de connaissance effective de l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 précité; voir également, parmi d'autres, arrêts 8C_754/2018 du 7 mars 2019 consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Dans ce contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que le dépôt de l'envoi dans la boîte aux lettres ou la case postale constitue le point de départ pour le calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant (arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019 consid. 4.4; 8C_559/2018 précité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014 consid. 3.1; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.2). Il n'y a pas lieu de revenir sur cette jurisprudence confirmée à de nombreuses reprises. La recourante ne soutient d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV 265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire.

5.

5.1. Se prévalant du principe de la bonne foi, la recourante se plaint du fait que la décision du 31 octobre 2018 n'a été distribuée que deux jours après son envoi par la CNA, alors qu'une distribution dans les temps aurait permis une livraison le jeudi 1er novembre 2018.

5.2. En l'occurrence, on peine à saisir en quoi le "retard" des services postaux dans la distribution de l'envoi serait susceptible d'influer sur l'issue du litige sous l'angle de la bonne foi. La recourante n'expose d'ailleurs pas avec précision en quoi les conditions du principe de la bonne foi seraient réalisées. Au demeurant, le temps de distribution mentionné à titre indicatif par la Poste sur son site internet ne saurait être traité comme une promesse ou une assurance faite à l'intéressée. En outre, le fait qu'un courrier A ou A Plus n'a pas été distribué le jour suivant ne permet pas d'admettre que l'on est en présence d'une notification irrégulière. Le grief, à supposer qu'il puisse être considéré comme recevable, doit dès lors être écarté.”.

                                         In una sentenza 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 segg., in ambito LAINF e riguardante una fattispecie in cui il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione impugnata, trasmessagli con il sistema Posta A Plus, sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina, comune a delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato, gerente, direttore o liquidatore, la nostra Massima Istanza ha concluso che non vi era motivo di discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto Track&Trace:

" (…).

3.

Se fondant sur l'attestation de suivi des envois de la poste (relevé "Track & Trace"), la cour cantonale a constaté que la décision sur opposition du 21 juin 2018 avait été distribuée le samedi 23 juin 2018. Aussi, le délai de recours était-il arrivé à échéance le vendredi 24 août 2018 (compte tenu des féries). Par conséquent, le recours, déposé le 27 août 2018, ne l'avait pas été en temps utile. 

Par ailleurs, en ce qui concernait l'erreur de distribution invoquée par le recourant - selon lequel la décision attaquée aurait été déposée dans la boîte aux lettres voisine commune à des sociétés dont le mandataire du recourant était ou est associé, gérant, directeur ou liquidateur -, les premiers juges ont considéré qu'elle ne reposait que sur une hypothèse, de sorte qu'elle n'avait pas été rendue plausible. Ils ont relevé en particulier que le nom du mandataire figurait uniquement sur la boîte aux lettres de l'étude et non sur celle des sociétés. En outre, en l'absence de vérification du relevé "Track & Trace" par le personnel de l'étude, la date inscrite au tampon ("reçu le 25 juin 2018") était un indice trop faible pour admettre que la notification était survenue ce jour-là. Au demeurant, même si la décision sur opposition de l'intimée avait été déposée dans la boîte aux lettres voisine, elle devrait être réputée parvenue dans la sphère de puissance du mandataire du recourant, compte tenu de ses liens avec les sociétés.

4.

4.1. Invoquant la violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA, le recourant reproche à l'autorité précédente d'avoir considéré qu'il n'avait pas rendu plausible l'erreur de distribution.  

4.2.

4.2.1. Selon la jurisprudence, le relevé "Track & Trace" ne prouve pas directement que l'envoi a été placé dans la sphère de puissance du destinataire mais seulement qu'une entrée correspondante a été introduite électroniquement dans le système d'enregistrement de la poste. L'entrée dans le système électronique constitue néanmoins un indice que l'envoi a été déposé dans la boîte aux lettres ou la case postale du destinataire à la date de distribution inscrite (ATF 142 III 599 consid. 2.2 p. 602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid. 3.3). Une erreur de distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue. Cependant, elle ne doit être retenue que si elle paraît plausible au vu des circonstances. L'exposé des faits par le destinataire qui se prévaut d'une erreur de distribution, et dont on peut partir du principe qu'il est de bonne foi, doit être clair et présenter une certaine vraisemblance (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 604). Dans ce contexte, des considérations purement hypothétiques, selon lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la boîte aux lettres du voisin ou d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts 8C_482/2018 précité consid. 4.3; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les arrêts cités).

4.2.2. Le point de savoir si le recourant a rendu plausible l'existence d'une erreur de distribution, au sens de la jurisprudence précitée, est une question de fait que le Tribunal fédéral ne peut pas examiner librement (supra consid. 1).

4.2.3. En l'occurrence, les arguments avancés par le recourant ne sont pas de nature à démontrer le caractère arbitraire des constatations du jugement attaqué. Il fait valoir en particulier que des erreurs de distribution se sont déjà produites mais les copies des lettres auxquelles il renvoie - produites en instance cantonale - n'apparaissent pas pertinentes en l'espèce, ni de nature à étayer son propos. En effet, contrairement à la décision sur opposition de l'intimée, les lettres prétendument mal distribuées mentionnent au dessus de l'adresse tant le nom des sociétés que celui du mandataire du recourant (ou le titre "avocat" sur un des documents). En outre, selon les constatations des premiers juges, le nom du mandataire du recourant, à laquelle a été adressée la décision sur opposition, figure uniquement sur la boîte aux lettres de l'étude et non sur celle des sociétés. Quant à la proximité des deux boîtes, elle ne suffit pas à rendre vraisemblable une erreur de distribution. Enfin, on ne peut pas non plus déduire de la date inscrite au moyen du tampon de l'étude que la décision a été déposée dans la fausse boîte aux lettres. Au final, le recourant n'a apporté aucun élément concret permettant de conclure, au degré de vraisemblance requis, à une erreur de distribution. Les premiers juges n'ont donc pas fait preuve d'arbitraire en considérant que la version du recourant ne reposait que sur une hypothèse. Dans ces conditions, il n'y a pas lieu de s'écarter de la date de distribution inscrite dans le relevé "Track & Trace".”

                                         Infine, in una pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 segg., sempre concernente l’assicurazione infortuni, il TF ha ulteriormente ribadito la validità del sistema di spedizione Posta A Plus, respingendo tutte le obiezioni che erano state sollevate a tal riguardo dall’insorgente:

" (…).

6.3. Comme l'ont relevé les premiers juges, en droit des assurances sociales, il n'existe pas de disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions selon un mode particulier. Dès lors, la jurisprudence admet que les assureurs sont libres de décider de la manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; voir également, parmi d'autres, arrêt 8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Rien ne les empêche non plus d'envoyer leurs décisions un vendredi. Dans ces conditions, l'acte d'instruction sollicité par le recourant n'apparaissait pas pertinent et les premiers juges pouvaient refuser d'y donner suite. Pour les mêmes raisons, il n'y a pas lieu d'accéder à la requête formulée une nouvelle fois devant la Cour de céans.  

7.

7.1. Le recourant se plaint d'un déni de justice (art. 29 al. 1 Cst.) et de la violation de son droit d'être entendu (art. 29 al. 2 Cst. et 6 CEDH), du fait que la juridiction cantonale n'a pas répondu à son argumentation relative à l'existence d'une lacune proprement dite de la LPGA ainsi qu'à ses griefs tirés de l'interdiction du formalisme excessif et du principe de la bonne foi.

7.2. La jurisprudence a déduit du droit d'être entendu le devoir pour le juge de motiver sa décision, afin que le destinataire puisse en saisir la portée, le cas échéant, l'attaquer en connaissance de cause et que l'autorité de recours puisse exercer son contrôle (ATF 138 I 232 consid. 5.1 p. 238 et les arrêts cités). Pour répondre à ces exigences, il suffit que le juge mentionne, au moins brièvement, les motifs qui l'ont guidé et sur lesquels il a fondé sa décision; il n'est pas tenu de discuter tous les arguments soulevés par les parties, mais peut se limiter à ceux qui lui apparaissent pertinents (ATF 142 III 433 consid. 4.3.2 p. 436 et les arrêts cités).

7.3. En l'espèce, les premiers juges ont appliqué la jurisprudence du Tribunal fédéral, selon laquelle un envoi expédié par courrier A Plus se trouve dans la sphère de puissance du destinataire dès la date de dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale de celui-ci, fût-elle un samedi. Dans cette mesure, ils ont rejeté, à tout le moins implicitement, les griefs du recourant tendant à démontrer que la notification par courrier A Plus ne pouvait pas intervenir le samedi en cas de dépôt dans une case postale. La cour cantonale a également exposé que ce mode de notification ne violait pas la garantie d'un procès équitable ni de l'accès au juge. Cela étant, elle n'a pas violé son devoir de motivation en renonçant à s'exprimer davantage sur les arguments du recourant, lesquels ne sont pas fondés comme on le verra (infra consid. 9).

8.

8.1. Invoquant la violation du droit à un procès équitable et à l'accès au juge (art. 29 al. 1, 29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait valoir, en substance, que l'envoi par courrier A Plus offre une protection moins importante que l'envoi par recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux jours le délai de recours et crée des incertitudes en fonction du destinataire.

8.2.

8.2.1. Les critiques formulées par le recourant sont mal fondées.

En effet, selon le mode d'expédition A Plus, la lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière qu'une lettre recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le destinataire n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne reçoit donc pas d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins enregistrée électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux lettres ou la case postale du destinataire. Grâce au système électronique "Track & Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre l'envoi jusqu'à la zone de réception du destinataire (ATF 142 III 599 précité consid. 2.2 p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts 8C_586/2018 du 6 décembre 2018 consid. 5; 8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid. 4.1; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014 consid. 2.2).

8.2.2. En outre, le délai de recours est le même pour toutes les formes de notification. Il commence à courir lorsque l'envoi entre dans la sphère de puissance du destinataire et que ce dernier peut prendre connaissance du contenu de l'envoi. En présence d'un courrier sans signature (A Plus comme A), c'est le cas au moment du dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le délai de recours commence à courir le dimanche. En présence d'un courrier recommandé, l'envoi entre dans la sphère de puissance du destinataire lorsqu'il est retiré au guichet. A cet égard, la notification par lettre recommandée n'offre pas un avantage significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le destinataire ne connaît ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui est adressée (arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.4).  

8.2.3. Par ailleurs, l'accès aux cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le samedi relève de la responsabilité du destinataire (privé ou commercial). Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour reporter le dies a quo du délai de recours, alors que la date de distribution d'un courrier A Plus est facilement déterminable au moyen du numéro apposé sur l'enveloppe. Contrairement à ce que soutient le recourant, un tel procédé ne présente aucune difficulté particulière, surtout pour un cabinet d'avocats, et permet précisément de lever les éventuelles incertitudes liées à l'envoi sans signature.  

9.

9.1. Le recourant se plaint de la violation du principe de la bonne foi de l'administration (art. 5 al. 3 et 9 Cst.) en reprochant à l'intimée d'induire en erreur les assurés en transmettant ses décisions sur opposition par courrier A Plus. Il invoque également l'interdiction du formalisme excessif (art. 29 al. 1 Cst.), soutenant que ce mode d'envoi met en péril les droits des assurés.  

9.2. Ces griefs, dont la motivation rejoint en substance celle développée au point précédent, ne sont pas davantage fondés. On ne saurait en effet reprocher à l'intimée un comportement déloyal et la mise en péril des droits des assurés pour avoir choisi un mode de notification expressément admis par le Tribunal fédéral. En outre, il n'y a pas lieu de remettre en cause le principe de la réception auquel sont soumises les communications des autorités et dont il ressort que la prise de connaissance effective de l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de recours (cf. ATF 144 IV 57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 déjà cité consid. 2.4.1; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). On peut d'ailleurs attendre d'un avocat qu'il tienne compte de ce principe bien établi et recoure en temps utile.

10.

10.1. Le recourant invoque enfin la violation de l'art. 60 al. 1 LPGA. Selon lui, il appartiendrait au Tribunal fédéral de combler une lacune de la LPGA, en énonçant clairement les modes de notification acceptables ou, tout au moins, des règles claires sur l'utilisation du courrier A Plus. Se référant aux règles sur le comblement des lacunes, en relation notamment avec l'art. 29 al. 7 de l'Ordonnance du 29 août 2012 sur la poste (OPO; RS 783.01) et le ch. 2.5.3 des conditions générales de la poste ("Prestations du service postal" pour les clients commerciaux), il considère qu'une distribution le samedi doit être exclue.

10.2. Le grief est mal fondé. En effet, au risque de se répéter, dans le domaine des assurances sociales, le dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale d'un envoi, par courrier A Plus, constitue le point de départ pour le calcul du délai de recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant. Il n'y a pas lieu de revenir sur cette jurisprudence que le Tribunal fédéral a confirmée à maintes reprises (cf. notamment arrêts 8C_754/2018 consid. 7.2.3 déjà cité; 9C_655/2018 du 28 janvier 2019 consid. 4.4; 8C_559/2018 déjà cité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 déjà cité consid. 3.1). Le recourant ne prétend d'ailleurs pas que les conditions d'un changement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV 265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Au demeurant, le fait que le samedi n'est pas mentionné comme jour "ouvrable et de dépôt" à l'art. 29 al. 7 OPO ne signifie pas pour autant que les envois ne peuvent pas être distribués ce jour-là. Quant au ch. 2.5.3 "Dimanche et jours fériés" des conditions générales susmentionnées, il prévoit que "si la date de distribution (= échéance) tombe un dimanche ou un autre jour férié reconnu, au niveau étatique ou par l'usage local, au lieu de la prestation, le premier jour ouvrable qui suit ce dimanche ou jour férié est considéré date de distribution". On ne peut pas en déduire que le samedi est un jour férié au sens de cette disposition, auquel cas il serait mentionné au même titre que le dimanche. Par ailleurs et comme l'ont indiqué les premiers juges, la référence à l'art. 1 de la loi fédérale du 21 juin 1963 sur la supputation des délais (RS 73.110.3) n'est pas davantage pertinente, car cette disposition ne concerne que la fin du délai de recours et non son commencement. Enfin, la fermeture des bureaux de l'administration, et à plus forte raison des cabinets d'avocats, ne suffit pas en soi pour reconnaître au samedi le caractère de jour férié (cf. arrêts 6B_730/2013 du 10 décembre 2013 consid. 1.3.2 et les arrêts cités; 1P.322/2006 du 25 juillet 2006 consid. 2.5).”

                                         Al riguardo cfr. pure STF 8C_875/2018 del 24 luglio 2019.

                               2.5.   In concreto, come visto, dal tracciamento dell’invio risulta che il plico postale contenente la decisione su opposizione del 7 giugno 2019 inviato tramite Posta A Plus il medesimo giorno (cfr. doc. BB) è stato recapitato nella buca delle lettere dell’MLaw RA 1, sabato 8 giugno 2019 alle ore 10:35 (cfr. consid. 2.3.).

                                         Il patrocinatore dell’insorgente ha, però, affermato, da un lato, di non avere trovato l’invio in questione nella propria cassetta delle lettere sabato 8 giugno 2019, nonostante due controlli da parte sua alle ore 10:00 al suo arrivo in ufficio e alle ore 11:30 quando ha aiutato __________ a trasportare delle confezioni d’acqua.

                                         Dall’altro, di avere reperito la busta contenente la decisione su opposizione del 7 giugno 2019 nella sua buca delle lettere martedì 11 giugno 2019, allorché è rientrato in ufficio dopo la domenica e il lunedì di Pentecoste (cfr. doc. I; V; IX; consid. 1.5.).

                                         La parte ricorrente sostiene, inoltre, che è abusivo e contrario ai principi della buona fede e della legalità il fatto che un’autorità amministrativa si avvalga della posta A-Plus (quindi priva di firma che attesti la ricezione effettiva della missiva) per comunicare importanti decisioni che incidono fortemente sui diritti dei destinatari e che per di più essa imposti l’invio di venerdì con recapito previsto, perciò, il sabato quando gli studi legali sono notoriamente chiusi, riducendo di almeno due giorni il termine di ricorso (cfr. doc. V; IX).

                                         Il TCA osserva, innanzitutto, che queste ultime critiche cadono nel vuoto.

                                         In effetti la giurisprudenza federale ha più volte confermato, peraltro ancora recentemente (cfr. le sentenze federali riprodotte al consid. 2.4.), la liceità del sistema in oggetto (cfr. consid. 2.4.; sul tema, si veda pure l’articolo di T. Barth, Le courrier A Plus, apparso in Anwaltpraxis/Pratique du barreau 3/2019, p. 129: “Le courrier A+ ne constitue nullement une révolution et ne fait que concrétiser la jurisprudence développée sur le principe de la sphère d’influence. Il permet aux administrations, tribunaux et avocats de réduire quelque peu leurs coûts en se substituant, lorsque la loi permet cette forme d’expédition, à un envoi par pli recommandé. Il appartient aux destinataires des courriers d’être attentifs à ce mode d’envoi et de prendre les mesures appropriées afin de déterminer quand le courrier a été déposé dans leurs boîtes aux lettres.”. Il medesimo autore ha peraltro consigliato agli avvocati di rendere attento il personale incaricato dell’apertura della corrispondenza all’etichetta A+ e “l’instruire de systématiquement effectuer un suivi de l’envoi, par exemple en scannant l’étiquette avec l’application mobile de La Poste, afin de déterminer le moment du dépôt dans la boîte aux lettres et d’ainsi calculer correctement l’éventuel délai.”).

                                         Per quanto attiene alla censura secondo cui, impostando l’invio di venerdì con recapito previsto, perciò, il sabato quando gli studi legali sono notoriamente chiusi, si riduce di almeno due giorni il termine di ricorso (cfr. doc. V), giova peraltro evidenziare che l’Alta Corte, in una sentenza 8C_875/2018 del 24 luglio 2019 consid. 7, ha rilevato:

" (…) Le point de vue de la recourante reviendrait d'ailleurs à fixer le point de départ du délai de recours des destinataires d'un envoi sans signature (A Plus comme A) distribué le samedi de manière différente, selon qu'ils sont ou non représenté par un mandataire professionnel, ce qui n'est pas admissible. Par ailleurs, quoi qu'elle en dise, la recourante a bénéficié d'un délai de recours "complet" dans la mesure où, en dehors des féries judiciaires et avant l'échéance du délai de recours, les week-ends doivent être pris en compte dans le calcul du délai de recours, cela indépendamment du mode de notification de la communication. (…)” (vedi pure la citata STF 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 al consid. 6.3)

                               2.6.   In relazione al fatto che il patrocinatore del ricorrente ha affermato di avere reperito la busta contenente la decisione su opposizione del 7 giugno 2019 nella sua buca delle lettere soltanto martedì 11 giugno 2019 (cfr. doc. I; V; IX), benché dal tracciamento dell’invio emerga che lo stesso è stato depositato nella sua cassetta della posta sabato 8 giugno 2019 alle ore 10:35 (cfr. consid. 2.3.), va osservato che secondo il Tribunale federale vi è la presunzione che il recapito postale, sia degli invii tramite Posta A Plus che delle Raccomandate, abbia avuto luogo correttamente (cfr. STF 1C_31/2018 consid. 3.3: “… ist somit zu vermuten, dass das Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert worden ist …”, parzialmente riprodotta al consid. 2.4.).

                                         Inoltre la nostra Massima Istanza, confrontata diverse volte con il sistema di spedizione Posta A Plus, ha stabilito come notificazione determinante per la decorrenza del termine di ricorso il deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza che la persona interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale (cfr. consid. 2.4.).

                                         Quanto asserito dal patrocinatore del ricorrente circa la circostanza di non avere trovato sabato 8 giugno 2019, nonostante due controlli, la busta contenente la decisione su opposizione del 7 giugno 2019 nella sua buca delle lettere, bensì unicamente martedì 11 giugno 2019 corrisponde d’altronde alla sua personale versione dei fatti.

                                         Ciò non basta per rovesciare la presunzione che il recapito ha avuto luogo correttamente.

                                         È vero che l’MLaw RA 1 ha prodotto una dichiarazione di __________ del 14 agosto 2019 del seguente tenore:

" Sono il titolare della società __________ (ditta di consulenza informatica) con sede a __________, in __________. La mia società condivide gli spazi comuni di un ufficio più grande in cui sono presenti altre due ditte, ciascuna con il proprio ufficio. Tra queste, vi è la ditta RA 1. Per tutte e tre le ditte vi è un’unica bucalettere.

Sabato 8 giugno, attorno alle 11.30, mi sono recato in ufficio a __________ per rifornire le scorte di acqua e di caffè. In settimana, infatti, recandomi al lavoro in moto, non mi è possibile farlo. Mi ricordo, in particolare del fatto in questione, poiché era il week end con il lunedì di Pentecoste.

In ufficio era presente il signor RA 1 che mi ha indicato di trovarsi lì dalle 10.00 circa per sbrigare un po’ di lavoro arretrato e ordinare l’ufficio. Il medesimo, vedendomi arrivare con 2 confezioni di acqua da 6 bottiglie di 1 litro e mezzo ciascuna, si è proposto di aiutarmi a portare su le altre ancora in auto. Dato che il palazzo è privo di ascensore e che ne avevo ancora 4 da portare in ufficio, ho accettato volentieri l’aiuto. Siamo quindi scesi assieme a prenderle. In tale occasione, prima di rientrare dalla porta d’ingresso del palazzo, il signor RA 1 ha verificato se vi fosse posta nella cassetta delle lettere. Dopo averla aperta, mi ha indicato che era vuota e che non c’era posta per nessuno, siamo quindi risaliti in ufficio con le confezioni di acqua.

Confermo quindi che il signor RA 1, sabato 8 giugno 2019, verso le 11:30, di fronte al sottoscritto, ha aperto la buca delle lettere e non vi ha trovato nessuna lettera.” (Doc. EE)

                                         È altrettanto vero, però che la portata probatoria di questa dichiarazione va ad ogni modo apprezzata con prudenza e circospezione considerato, in particolare, il tempo trascorso tra il momento del ritiro della decisione impugnata e quello in cui è stata redatta la dichiarazione (due mesi; si veda, in questo senso, la STF 1C_31/2018 consid. 4.2, precedentemente citata, in cui il TF ha indicato che il ricordo del decorso di un evento, la cui rilevanza è riconoscibile solo in seguito, non è più attendibile dopo cinque settimane).

                                         Va altresì sottolineato che considerazioni del tutto ipotetiche del rappresentante del ricorrente, e meglio che è altamente probabile che il postino abbia inserito la busta in questione nella casetta sbagliata di un vicino, il quale l’ha poi rimessa nella sua buca delle lettere quando ormai, verso le 12:00, era già rientrato a casa (cfr. doc. I pag. 3), non giovano alla sua tesi (cfr. STF 8C_559/2018 del 26 novembre 2018 consid. 4.3.2.; STF 9C_90/2015 del 2 giugno 2015, citate al consid. 2.4.).

                                         Neppure l’asserzione dell’MLaw RA 1 secondo cui non sarebbe la prima volta che un errore del genere si verifica e che gli è capitato più volte di trovare nella sua cassetta delle lettere indirizzate ai vicini (cfr. doc. I pag. 3) è atta a sovvertire l’esito della presente vertenza. In effetti si tratta di una semplice allegazione di fatto non comprovata da debita documentazione (cfr. STF 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 consid. 4.2.3., menzionata sopra).

                               2.7.   In esito a tutto quanto precede, occorre concludere che nel caso di specie determinante per la decorrenza del termine di ricorso di 30 giorni giusta l’art. 60 cpv. 1 LPGA (cfr. consid. 2.2.) è l’8 giugno 2019, come risulta dal tracciamento dell’invio (cfr. consid. 2.3.).

                                         Il fatto che si sia presa conoscenza della decisione su opposizione soltanto martedì 11 giugno 2019 non ha alcuna influenza sul momento che definisce l’inizio del termine ricorsuale (cfr. consid. 2.4.; 2.5.).

                                         Il termine di ricorso di 30 giorni ha, dunque, iniziato a decorrere, in virtù dell’art. 38 cpv. 1 LPGA, il giorno successivo, ossia domenica 9 giugno 2019, ed è giunto a scadenza lunedì 8 luglio 2019.

                                         Consegnato all’Ufficio postale di __________ martedì 9 luglio 2019 (cfr. la busta d’invio allegata all’impugnativa), il ricorso deve pertanto essere ritenuto tardivo.

                               2.8.   Bisogna ora esaminare se il ricorrente può prevalersi della restituzione del termine.

                                         Ai sensi dell'art. 14 Lptca, se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l'interessato lo domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento. 

                                         Di analogo tenore è l’art. 41 LPGA relativo alla restituzione in termini.

                                         Prima dell'entrata in vigore della LPGA, l'Alta Corte aveva stabilito che la restituzione di un termine inosservato per motivi indipendenti dalla propria volontà, costituisce un principio generale del diritto e deve dunque trovare sempre applicazione, sia in sede ricorsuale sia nella procedura non contenziosa (cfr. STFA C 366/99 del 18 gennaio 2000; DLA 1996/1997 N. 13, consid. 2b, pag. 71; DTF 123 V 106 consid. 2a; DLA 1988 N. 17, consid. 3b, pag. 128 e DTF 114 V 123, consid. 3b, pag. 125).

                                         Per "impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità oggettiva o la forza maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che risulta da circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze devono comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente non deve potere essere rimproverata una negligenza.

                                         L’assenza di colpa deve essere manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; STF 8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STFA I 393/01 del 21 novembre 2001; DTF 96 II 265 consid. 1a; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 170 segg.; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, n. 151).

                                         La giurisprudenza federale ammette in particolare che un incidente o una grave malattia contratta improvvisamente possono costituire un impedimento non colpevole. Non basta, però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure stato impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura necessari (cfr. STF 9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid. 2.2.; STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; RDAT II-1999 n. 8, pag. 32; DTF 119 II 86, consid. 2a, DTF 112 V 255, consid. 2a; cfr., pure, STFA K 34/03 del 2 luglio 2003).

                                         Tra gli impedimenti non colpevoli ad agire tempestivamente che possono giustificare la restituzione del termine va annoverata anche la morte di un parente se la stessa interviene poco prima della scadenza del termine (cfr. STF 9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid. 2.2.).

                                         Per la questione dell'impedimento senza colpa non fa differenza se esso colpisce l'assicurato oppure il suo rappresentante, quest'ultimo - a maggior ragione se integrato in una struttura più grande - dovendosi organizzare, segnatamente con la designazione immediata di un sostituto laddove questa possibilità è ammessa in modo tale da garantire il rispetto dei termini anche in caso di proprio impedimento (cfr. STF 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3).

                                         Deve ancora essere sottolineato che l'istituto della restituzione in intero costituisce un rimedio di carattere straordinario che incide profondamente nella sicurezza del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei requisiti con rigore e seguire criteri restrittivi (cfr. STFA K 34/03 del 2 luglio 2003).

                               2.9.   Nel caso di specie questa Corte ritiene che non siano dati i presupposti per restituire il termine per interporre ricorso contro la decisione su opposizione del 7 giugno 2019.

                                         In effetti il TCA non ravvede alcun valido motivo che renda scusabile l’inoltro tardivo del ricorso.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

                                   2.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                   

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                          Il segretario

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti

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