Raccomandata
Incarto n. 36.2007.30 GC
Lugano 2 aprile 2007
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Greta Cipolla, giurista
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 19 febbraio 2007 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su reclamo del 19 gennaio 2007 emanata da
Istituto assicurazioni sociali Ufficio assicurazione malattia, 6501 Bellinzona in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto, in fatto
A. RI 1, cittadino tedesco, residente a __________ beneficia di un permesso di dimora in Svizzera per le persone senza attività lucrativa ed é assicurato contro le malattie presso la __________, società __________.
L’Istituto delle assicurazioni sociali (di seguito: IAS) ha negato a RI 1, con decisione formale del 20 novembre 2006, l’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera poiché non sarebbero adempiuti i presupposti previsti dalla LAMal. In particolare l'IAS ritiene che l’ente assicurativo estero, rifiutandosi di vidimare l'apposito modulo TI 9.2, non avrebbe attestato l’equivalenza delle prestazioni erogate con quelle svizzere, nonché che "gran parte delle prestazioni sanitarie non vengono rimborsate al 100% ma unicamente per un importo pari al 90%... inoltre la stessa prevede un limite massimale di indennizzo annuo pari a 1'500'000.- CHF" (doc. 13).
B. Con reclamo del 14 dicembre 2006, RI 1, oltre a produrre il modulo TI 9.2 vidimato dall'assicuratore estero atto a garantire l'equivalenza delle prestazioni, ha sostanzialmente contestato che la copertura della International Insurance è in realtà equivalente, se non più completa, rispetto a quella svizzera, ritenuto come, anche se alcune prestazioni sono coperte al 90%, ve ne sono molte altre al 100% che non sono garantite dall'assicurazione obbligatoria contro le malattie elvetica. RI 1 rileva inoltre come la copertura di base della Confederazione garantisca solo virtualmente un rimborso al 100%, poiché all'assicurato viene sempre chiesta una partecipazione ai costi.
Contro la decisione su reclamo, che conferma il rifiuto di concedere l’esonero dall’obbligo assicurativo in Svizzera sulla base della mancata equivalenza delle coperture, é tempestivamente insorto RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ribadendo la superiorità del grado di copertura della propria assicurazione rispetto alla copertura di base svizzera ed aggiungendo che anche l'assicurazione obbligatoria LAMal si limita a rimborsare solo il 90% delle prestazioni effettuate. Il ricorrente chiede infine che sia ordinata una perizia al fine di confrontare puntualmente entrambe le polizze assicurative.
C. Con osservazioni del 6 marzo 2007 l’amministrazione propone di respingere il ricorso e osserva in particolare come nell'assicurazione danese vi siano lacune evidenti di carattere sostanziale e di protezione rispetto all'assicurazione obbligatoria LAMal in particolare nel trattamento ambulatoriale, coperto solo nella misura del 90% delle tariffe di riferimento e nel soggiorno in istituti per anziani non coperto assicurativamente. Anche per quanto attiene al plafonamento annuo dell'importo preso a carico per prestazioni vi sarebbero differenze sostanziali per l'assenza di limiti nel nostro diritto nazionale.
La partecipazione personale annua ai costi della malattia si eleva a CHF 2'000.-- mentre la partecipazione obbligatoria di legge, ai sensi della LAMal, é plafonata a CHF 1'000.-- annui (franchigia ordinaria - CHF 300.-- - e aliquota percentuale plafonata - CHF 700.--) eventuali incrementi di franchigia essendo facoltativi.
L'IAS contesta infine la tesi ricorsuale secondo cui anche l'assicurazione obbligatoria LAMal rimborsi unicamente il 90% delle prestazioni effettuate. A suo dire infatti, la stessa ricopre di principio e in via assoluta il 100% dei valori tariffali ufficialmente stabiliti e approvati dalla competente Autorità, a parte la partecipazione da parte dell'assicurato plafonata all'importo di Fr. 1'000.- per anno civile.
in diritto
in ordine
1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA ha già emanato numerose sentenze in materia, si veda in particolare la sentenza 4 febbraio 2004 36.2003.14 rispettivamente la sentenza 25 gennaio 2005 36.2004.142-143. Questa autorità giudiziaria può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
nel merito
2. Oggetto del contendere è la questione a sapere se il ricorrente, cittadino tedesco residente a __________, beneficiario di un permesso di dimora di tipo B per persone senza attività lucrativa ed assicurato contro le malattie presso un assicuratore privato danese, possa ottenere l’esenzione dall’obbligo assicurativo in Svizzera.
3. Secondo l'art. 3 LAMal
" 1 Ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
2 Il Consiglio federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri.
3 Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un’attività in Svizzera o vi risiedono per un periodo prolungato;
b. lavorano all’estero per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera".
L'art. 1 cpv. 2 lett. f OAMal precisa che sono inoltre tenuti ad assicurarsi:
" Le persone con permesso di dimora di breve durata o permesso di dimora ai sensi dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo AELS, valevole almeno tre mesi.”
4. Ritenuto che in concreto non è contestato che il ricorrente benefici di un permesso di dimora di tipo B va esaminato se l'insorgente é tenuto ad assicurarsi nel nostro Paese.
L'art. 3 cpv. 2 e 3 LAMal dà infatti facoltà al Consiglio federale di prevedere eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono godere dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di organizzazioni internazionali e di stati esteri.
Facendo uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di assicurazione. Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in vigore, il 1° giugno 2002, dell’ALC.
L'art. 2 OAMal prevede in particolare, al cpv. 7, che:
" 7 A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione le persone che dispongono di un permesso di dimora per persone senza attività lucrativa secondo l'Accordo sulla libera circolazione delle persone o l'Accordo AELS, purché durante l'intera validità dell'esenzione beneficino di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La domanda dev'essere corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare."
5.In concreto, come indicato, l’Ufficio Assicurazione Malattia rifiuta di esonerare l'insorgente dall’obbligo assicurativo in Svizzera non ritenendo adempiuta la condizione dell'equivalenza delle prestazioni così come sviluppata dalla giurisprudenza. In particolare l'amministrazione ha indicato nelle sue osservazioni che una copertura del 90% delle prestazioni, un massimale per le stesse e l'assenza di prestazioni particolari in favore degli anziani residenti in istituti costituiscono le sostanziali limitazioni del diritto estero.
6. Come già testualmente ritenuto nella sentenza 25 gennaio 2005 36.2004.142-143 relativa alla situazione di due coniugi inglesi al beneficio di permesso analogo a quello del ricorrente, l’art. 2 cpv. 7 OAMal prevede l’esenzione se le persone assicurate beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera e richiede, a questo scopo, un attestato scritto dell’organo estero competente (ossia dell’assicuratore malattia) che dia tutte le informazioni necessarie.
L’UFAS, nell’”informazione ai Cantoni”, “Accordo con la Comunità europea sulla libera circolazione delle persone: ripercussioni sull’assicurazione malattie”, del febbraio 2002, a proposito dell’art. 2 cpv. 7 OAMal, a pag. 25 afferma:
" In virtù dell’articolo 6 dell’Accordo e dell’articolo 24 del relativo allegato I, ad una persona senza attività lucrativa a determinate condizioni può essere concesso il diritto di soggiorno. Una condizione è la copertura assicurativa per tutti i rischi. Per la Svizzera, l’articolo 24 dell’allegato I all’Accordo precisa che l’assicurazione malattie per persone che non scelgono di risiedere in Svizzera deve coprire anche le prestazioni in caso di infortunio e maternità. Una tale persona è dunque esentata dall’obbligo assicurativo se ne fa domanda e se per tutta la durata dell’esenzione dispone di una copertura equivalente per le cure in Svizzera. Il concetto “tutti i rischi” di cui all’articolo 24 dell’allegato I all’Accordo viene dunque espresso con la formula “copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera”."
Per l’art. 6 dell’ALC alle persone che non svolgono un’attività economica è garantito il diritto di soggiorno sul territorio di una parte contraente conformemente alle disposizioni dell’allegato I relative alle persone che non svolgono attività.
L’art. 24 dell’allegato I all’ALC al paragrafo 1 prevede che:
" Il cittadino di una parte contraente che non esercita un’attività economica nello Stato in cui risiede e che non beneficia di un diritto di soggiorno in virtù di altre disposizioni del presente Accordo, riceve una carta di soggiorno la cui validità ha una durata di almeno cinque anni, purché dimostri alle autorità nazionali competenti di disporre per sé e per i membri della propria famiglia:
a) di mezzi finanziari sufficienti per non dover ricorrere all’assistenza sociale durante il soggiorno;
b) di un’assicurazione malattia che copra tutti i rischi. (In Svizzera, la copertura dell’assicurazione malattia per le persone che non hanno il domicilio nel paese deve comprendere anche prestazioni in caso d’infortunio e maternità)
Qualora lo ritengano necessario, le parti contraenti possono esigere che la validità della carta di soggiorno sia riconfermata al termine dei primi due anni di soggiorno."
L’UFAS, con scritto del 9 luglio 2002 ai Governi cantonali, agli Uffici competenti per il controllo dell’obbligo assicurativo e per l’applicazione della riduzione dei premi, a pag. 5, a proposito dell’esenzione sulla base delle disposizioni del diritto svizzero in materia di assicurazione malattie e degli art. 2 cpv. 4, 4bis, e 7 OAMal afferma:
" (…) Nelle disposizioni (ndr. art. 2 cpv. 4 OAMal e art. 2 cpv. 4bis OAMal) viene utilizzata l’espressione “copertura assicurativa equivalente”, il che però non vuol dire che debbano essere fornite esattamente le stesse prestazioni previste dalla LAMal: è sufficiente se sono coperte grossomodo le stesse prestazioni della LAMal. Le modifiche alle disposizioni non provocano quindi cambiamenti ai compiti dei Cantoni. Alla domanda va accluso un attestato scritto dell’organo estero competente con tutte le informazioni necessarie. L’organo estero competente è l’assicuratore malattie competente il quale deve certificare che per le cure in Svizzera sono coperte le stesse prestazioni previste dalla LAMal. Gli stessi presupposti valgono anche per il nuovo articolo 2 capoverso 7 OAMal che prevede l’esenzione di persone le quali, in virtù dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone, dispongono di un permesso di dimora per persone senza attività lucrativa." (sottolineature della redattrice)
Nella versione francese, a proposito dell’equivalenza delle prestazioni, l’UFAS afferma:
" Cela signifie que les prestations fournies ne doivent pas être exactement les mêmes que celles qui sont prévues par la LAMal. Autrement dit, il suffit que les prestations couvertes soient plus ou moins identiques. (…) L’organisme étranger compétent est l’assureur-maladie concerné, qui doit attester que les prestations selon la LAMal sont couvertes en cas de traitement effectués en Suisse." (sottolineature della redattrice)
Nella versione tedesca l’UFAS afferma:
" In der Bestimmung wird der Ausdruck “gleichwertiger Versicherungsschutz” verwendet. Das heisst, dass nicht genau die identischen Leistungen nach KVG erbracht werden müssen. Es genügt, wenn mehr oder weniger die gleichen Leistungen wie nach KVG abgedeckt sind. (…) Bei der zuständigen ausländischen Stelle handelt es sich um den zuständigen Krankenversicherer, der bestätigen muss, dass für Behandlungen in der Schweiz die Leistungen nach KVG gedeckt sind." (sottolineature della redattrice)
Alla luce di quanto sopra esposto emerge che l’assicuratore estero deve attestare che le sue prestazioni corrispondono “grossomodo” (“plus ou moins”, “mehr oder weniger”) a quelle previste dalla LAMal. Non è necessario che vi sia identità assoluta, è infatti sufficiente un’equivalenza.
7. Nel caso concreto l’assicuratore danese ha in particolare attestato di coprire le degenze ospedaliere al 100% mentre le cure ambulatoriali unicamente nella misura del 90% ha inoltre attestato l'assenza di una copertura illimitata, esistendo un massimale annuo coperto di Fr. 1'500'000.- (Formulario T9.2. e scritto 7 dicembre 2006 allegato al doc. 14).
Dalla lettera 7.12.2006 della __________ allegata al citato modulo, emerge che la polizza assicurativa danese, a differenza di quella svizzera, non copre in nessun modo il soggiorno in casa di cura per anziani e le malattie pregresse ed ancora non fornisce prestazioni per cure termali pur essendo più prodiga per i trasporti in ambulanza (all. al doc. 14).
8. Il tema dell’equivalenza della copertura assicurativa estera è stato analizzato, anche se in diverso contesto, ossia nell'ambito dell'art. 2 cpv. 2 OAMal, in una sentenza del Tribunale Federale del 4 ottobre 2001 nella causa T. (K 167/00) dove l'Alta Corte ha ritenuto:
" Schliesslich fällt eine Befreiung vom Krankenversicherungsobligatorium auch wegen fehlender Gleichwertigkeit des nach ausländischem Recht gewährleisteten Versicherungsschutzes ausser Betracht (Art. 2 Abs. 2 KVV). Wohl deckt die gesetzliche Krankenversicherung für Beamte und deren
beihilfefähigen Angehörigen grundsätzlich den gleichen Leistungsbereich ab wie die obligatorische Krankenpflegeversicherung nach schweizerischem Recht; übernommen wird indessen - im Unterschied zur Krankenpflegeversicherung hierzulande - lediglich ein prozentualer Anteil (hier: 80 %) der anfallenden Krankheitskosten, und dies auf Antrag hin auch nur dann, wenn die ausgewiesenen Aufwendungen
insgesamt mehr als 200 DM betragen (§ 17 Ziff. 2 BhV).
Vorausgesetzt, es handle sich bei der Bayerischen Beamtenhilfe überhaupt um eine obligatorische Krankenversicherung in Sinne von Art. 2 Abs. 2 KVV, genügt der vorliegend gewährleistete gesetzliche Versicherungsschutz mangels voller Kostendeckung den Anforderungen an die Gleichwertigkeit nicht. Dass sich der Beschwerdeführer im Umfang der restlichen 20 % der Krankheitskosten zusätzlich auf freiwilliger, privater Basis versichert hat (Bescheinigung der Bayerischen Beamtenkrankenkasse AG vom 30. Juli 1996), ist für die Frage der Gleichwertigkeit unbeachtlich. Diese beurteilt sich im Lichte des Normzwecks von Art. 2 Abs. 2 KVV
allein nach Massgabe des nach ausländischem Recht gewährten
obligatorischen Versicherungsschutzes (vgl. auch Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, S. 9, Rz. 15 mit Anm. 35 und 36)."
9. In concreto, come rettamente sottolineato dall’UAM, l’assicuratore estero non è stato in grado di confermare una presa a carico delle tariffe elvetiche nella misura del 100%, con eventuale partecipazione da parte dell’assicurato (cfr. allegato al doc. 14) limitata come avviene in Svizzera. Già questo solo elemento è sufficiente per escludere l'equivalenza.
L’assicuratore ha indicato una “Jährliche Versicherungsumme CHF. 1'500'000.-” precisando quindi non solo che le spese di cura, escluse quelle di ricovero ospedaliero, sono coperte in maniera limitata (90%) al contrario di quanto avviene in Svizzera dove la copertura è piena fatta salva la partecipazione sino a CHF 700.-- annui a carico dell'assicurato, ma ha anche indicato i massimali d'intervento in CHF 1'500'000.--.
Dalla lettera 7.12.06 allegata al modulo emerge che la normativa straniera che regge la polizza del ricorrente prevede innanzitutto che nessun rimborso viene effettuato per malattie o infortuni già esistenti al momento della stipulazione del contratto assicurativo, eventualità che invece non esiste in diritto svizzero in considerazione dell'obbligatorietà dell'assicurazione malattie LAMal che pertanto copre anche le malattie pregresse. L'esistenza di riserve appare ulteriore elemento che pacificamente - d'avviso di questo Tribunale esclude l'equivalenza delle prestazioni. Circostanza questa facilmente riconoscibile anche al ricorrente.
Come detto la polizza del ricorrente prevede poi un rimborso del 90% delle prestazioni ambulatoriali e ciò fino al raggiungimento del tetto annuale massimo. Ciò evidenzia due importanti differenze. In primis la LAMal prevede che l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi non ponendo alcun limite finanziario. La legge prevede quindi una copertura al 100% delle prestazioni sia ambulatoriali che relative al ricovero in ospedale.
In secondo luogo, come giustamente evidenziato dall'UAM, l'assicurazione danese prevede un tetto massimo di prestazioni annue di Fr. 1'500'000.-. Ciò é in netto contrasto con il principio della copertura assicurativa illimitata risultante dal tenore dell'art. 24 LAMal il quale prevede che unici limiti alla copertura assicurativa siano le condizioni previste dagli artt. 32 - 34, tra le quali non rientra un limite finanziario di copertura massima annua.
E’ vero che l'assicuratore estero indica la copertura al 100% per le cure stazionarie in ospedale ma ciò non basta.
Come visto nella STFA del 4 ottobre 2001 l’Alta Corte ha stabilito che non è sufficiente una copertura dell’80% dei costi per considerare equivalente l’assicurazione estera a quella svizzera. Nel caso di specie, l’assicuratore estero non ha garantito una copertura totale dei costi di malattia come quelli previsti in Svizzera, vi sono pertanto delle lacune.
Considerato che, contrariamente a quanto ritiene l’insorgente, un’affiliazione al sistema di assicurazione obbligatoria in Svizzera non potrebbe comportare l’applicazione di nessuna riserva, poiché tale istituto è previsto solo nelle assicurazioni complementari ma non nell’assicurazione obbligatoria che non prevede l’esclusione di malattie esistenti dalla copertura non vi è equivalenza tra i due sistemi. A giusta ragione l’UAM ha respinto la richiesta dell’interessato. La situazione, palese sin dall'inizio, avrebbe dovuto indurre il ricorrente a trattenersi dall'introdurre il gravame. Il suo agire imporrebbe il carico di congrua tassa di giustizia cui eccezionalmente si prescinde con invito a migliore ponderazione pro futuro.
10. Il ricorrente ha infine richiesto una perizia sulla polizza assicurativa, al fine di meglio confrontarla con l'assicurazione obbligatoria elvetica (doc. I).
Il TCA ritiene che ulteriori atti istruttori nel caso di specie sono superflui. Infatti, considerato che le differenze già riscontrate da questo Tribunale sono sufficienti a comprovare una non equivalenza delle assicurazioni in esame,l’assunzione di ulteriori prove non avrebbe alcuna influenza sull’esito della vertenza.
Conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
4. Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti