Raccomandata
Incarto n. 35.2015.98 LG/sc
Lugano 24 marzo 2016
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Luca Giudici, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 14 settembre 2015 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 3 agosto 2015 emanata da
CO 1 rappr. da: RA 2 in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. In data 14 settembre 1980 RI 1, nato nel 1958, di professione manovale presso la __________, è rimasto coinvolto in un incidente della circolazione a bordo della sua vespa riportando la frattura della rotula destra e la frattura scomposta del V° metatarso del piede destro (doc. 1 e 2, inf. __________).
In data 15 dicembre 1993 l’assicurato, alle dipendenze della __________ di __________ quale operaio, è scivolato cadendo in una vasca di contenimento di un serbatoio di nafta. Egli si è procurato una lesione al menisco e al legamento crociato del ginocchio sinistro (doc. 1 e 6, inf. __________).
L’Istituto assicuratore ha assunto i due casi, e le ricadute, e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.2. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, l’CO 1 con la decisione formale del 1° dicembre 2003 ha attribuito all’assicurato, per i postumi dell’infortunio del 1980, una rendita d’invalidità del 51% dal 1° settembre 2003 e un’IMI del 20% (doc. 155, inf. __________).
1.3. In data 20 febbraio 2008 RI 1, sempre alle dipendenze della __________ di __________, si è infortunato al gomito destro “mentre stava caricando la macchina tagliatubi”, riportando un trauma contusivo (doc. 1, 2, 6, inf. __________).
In data 14 ottobre 2010 l’assicurato è scivolato nella vasca da bagno procurandosi una rottura traumatica del tendine sovraspinato della spalla sinistra (doc. 3, 13, inf. __________).
L’Istituto assicuratore ha assunto anche questi due casi e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.
1.4. Esperiti gli accertamenti medico-amministrativi del caso, in data 4 luglio 2011 l’CO 1 ha comunicato all’assicurato di voler sospendere le prestazioni di corta durata (indennità giornaliere e spese di cura) a partire dal 1° ottobre 2011, data a partire dalla quale egli viene ritenuto abile al lavoro in misura massima possibile (doc. 115, inf. __________).
1.5. Con la decisione formale del 16 aprile 2012, per tenere conto dei postumi dei quattro infortuni (14 settembre 1980, 15 dicembre 1993, 20 febbraio 2008 e 14 ottobre 2010) l’CO 1 ha attribuito all’assicurato una rendita d’invalidità del 59%, a partire dal 1° ottobre 2011, e un’IMI del 45% (20% per il ginocchio sinistro, 20% per il gomito destro e 5% per la spalla sinistra) (doc. 128, inf. __________).
1.6. In seguito, l’Istituto assicuratore ha preso a carico una ricaduta per il ginocchio sinistro, annunciata dopo l’assegnazione della rendita (doc. 167, inf. __________).
Il 1° febbraio 2012 RI 1 è quindi scivolato su una lastra di ghiaccio riportando – secondo il certificato medico del 20 aprile 2012 del Dr. __________) – il trauma distorsivo del ginocchio sinistro (doc. 1 e 13, inf. __________).
L’Istituto assicuratore ha assunto anche questo caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge (doc. 18, inf. __________).
Con scritto del 1° ottobre 2012 l’CO 1 ha informato l’assicurato che fino al 9 settembre 2012 compreso, le prestazioni a titolo di spese di cura e indennità giornaliera sono corrisposte a carico dell’infortunio del 1° febbraio 2012, mentre dal 10 settembre 2012 (data d’entrata in clinica per l’intervento di protesi al ginocchio sinistro), le prestazioni sono a carico dell’infortunio del 1993 (doc. 30, inf. __________).
1.7. Con la decisione del 24 aprile 2013 - a margine della visita medica del 16 aprile 2013 (doc. 165, inf. __________), - l’CO 1 ha quindi attribuito all’assicurato un’ulteriore 10% di IMI per il danno al ginocchio sinistro (doc. 168, inf. __________).
1.8. A seguito della visita medica circondariale del 25 febbraio 2015 l’CO 1, con la decisione del 14 aprile 2015, ritenendo la situazione stabilizzata e invariata rispetto alle precedenti valutazioni mediche, ha concluso che l’assicurato è abile al lavoro nei limiti della rendita in vigore (doc. 206, inf. __________).
A seguito dell’opposizione inoltrata il 27 aprile/24 giugno 2015 dalla RA 1 (in seguito: RA 1), per conto dell’assicurato (doc. 207, 210, 212, inf. __________), l’CO 1 in data 3 agosto 2015 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 221, inf. __________).
1.9. Contro questa decisione l’assicurato, sempre rappresentato dalla RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA chiedendo in via principale l’annullamento della decisione impugnata e che sia fatto ordine di procedere con una perizia giudiziaria “volta a definire in concreto le conseguenze delle patologie riscontrate sull’esigibilità lavorativa del signor RI 1” (doc. I, pag. 5).
In via subordinata, il ricorrente ha postulato il rinvio degli atti all’amministrazione, affinché disponga essa stessa una perizia e si pronunci sulle conseguenze del peggioramento dello stato di salute per rapporto alla rendita percepita (cfr. doc. I, pag. 6).
In buona sostanza l’insorgente ha contestato la valutazione medica dell’CO 1, in particolare quella della Dr.ssa __________ che non ha oggettivato alcun peggioramento della patologia alle ginocchia rispetto alla precedente valutazione medica del 16 aprile 2013. A sostegno delle proprie argomentazioni la rappresentante di RI 1 ha fatto riferimento agli specialisti della __________ (cfr. doc. I, pag. 3).
1.10. Nella risposta del 27 ottobre 2015 l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).
1.11. In data 12 novembre 2015 la RA 1 ha prodotto nuova documentazione medica, in particolare il rapporto del 24 settembre 2015 della __________ e il referto di scintigrafia del 16 ottobre 2015 dell’__________ (doc. VII+E-F).
I doc. VII e gli allegati (E-F) sono stati inviati all’avv. RA 2, patrocinatore dell’CO 1, per osservazioni (doc. VIII)
1.12. Il 23 novembre 2015 l’Istituto assicuratore, dopo aver sottoposto la nuova documentazione medica al vaglio della Dr.ssa __________ dell’CO 1, si è riconfermato integralmente nelle proprie argomentazioni (doc. IX+1).
Il doc. IX e l’allegato sono stati inviati alla RA 1 per conoscenza (doc. X).
1.13. Il 22 dicembre 2015 la RA 1 ha trasmesso al TCA il rapporto del 9 dicembre 2015 del Dr. __________ della __________ (doc. XI).
Il doc. IX e l’allegato sono stati inviati all’avv. RA 2 per osservazioni (doc. XII).
1.14. L’avv. RA 2 – per conto dell’CO 1 – l’11 gennaio 2016 si è riconfermato nelle proprie allegazioni e domande (doc. XIII).
I doc. XII e XIII sono stati trasmessi alla RA 1 per conoscenza (doc. XIV).
1.15. In data 5 febbraio 2016 il TCA ha interpellato la Dr. __________ in merito al referto del 9 dicembre 2015 della __________ di __________ (doc. XV).
1.16. La Dr.ssa __________ ha risposto in data 12 febbraio 2016 (doc. XVI+1/3).
I doc. XV e XVI con i relativi allegati sono stati trasmessi alle parti per osservazioni (doc. XVII).
1.17. L’avv. RA 2 ha preso posizione il 25 febbraio 2016 (doc. XVIII), mentre la RA 1 in data 2 marzo 2016 (doc. XIX).
Il doc. XVIII è stato inviato per conoscenza alla RA 1 (doc. XXI), mentre il doc. XIX all’avv. RA 2 (doc. XX).
in diritto
2.1. Oggetto della lite è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a negare l’aumento della rendita d’invalidità in vigore, oppure no.
2.2. Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.
Questa norma è stata ripresa dall'art. 22 cpv. 1 prima frase vLAINF, il quale prevedeva che se il grado d'invalidità muta notevolmente, la rendita sarà corrispondentemente aumentata, ridotta oppure soppressa.
L'art. 22 LAINF analogamente all'art. 22 cpv. 1 seconda frase vLAINF - recita che, in deroga all'articolo 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere riveduta dal mese in cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62.
L'istituto della revisione ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle mutate circostanze e non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia stata viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghèlew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 114).
La revisione presuppone, dunque, che l'invalidità abbia subìto sostanziali mutamenti dopo la costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275 consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).
Per costante giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti dall'art. 41 LAI si applicano per analogia pure nell'ambito della revisione delle rendite di invalidità assegnate dall'CO 1, indipendentemente dal fatto che essa sia disciplinata dall'art. 80 LAMI oppure dall'art. 22 LAINF (RAMI 1987 U 32 p. 446s.).
2.3. L'invalidità può modificarsi essenzialmente per due ordini di motivi: sia perchè cambia lo stato di salute, sia perchè il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (cfr. DTF 130 V 343 consid. 3.5, 126 V 75 consid. 1b, 113 V 275 consid. 1a, 109 V 116 consid. 3b).
L'assicurato può, infatti, migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali, acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute ed alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.
Oppure le sue capacità di guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.
Secondo la giurisprudenza federale, anche il reddito da valido può essere liberamente riesaminato nell’ambito di una revisione della rendita, senza alcun vincolo all’originaria decisione di rendita (cfr. STFA U 183/02 del 26 maggio 2003 consid. 6.2).
2.4. Il mutamento deve, inoltre, essere notevole.
Secondo la giurisprudenza resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica doveva essere apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente accertato: così, un mutamento del 5% è stato considerato notevole per rapporto ad un'invalidità del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità iniziale del 75% (cfr. Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 115 e dottrina ivi citata).
2.5. Per rivedere una rendita di invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base devono mutare presumibilmente a lungo termine.
In particolare, non è motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr. Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).
2.6. La questione di sapere se si è prodotto un simile cambiamento deve essere vagliata comparando le circostanze esistenti al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato, fondata su un esame materiale del diritto alla rendita con un accertamento dei fatti pertinenti, un apprezzamento delle prove e un raffronto dei redditi conforme al diritto, e le condizioni esistenti all’epoca in cui è stata rilasciata la decisione litigiosa (cfr. cfr. consid. 2.3 non pubblicato della DTF 139 V 585; DTF 133 V 108 consid. 5; STF 9C_985/2008 del 20 luglio 2009 consid. 4, 9C_148/2007 del 21 gennaio 2008 consid. 3.2).
Tanto nel fissare inizialmente la rendita di invalidità quanto nel rivederla successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di normalità, cioè essenzialmente equilibrato.
I mutamenti congiunturali, il passaggio, ad esempio, da una fase di recessione a una di crescita economica, non sono motivo di revisione.
Non si tiene parimenti conto, nè prima nè dopo, di fattori estranei al danno della salute.
Ad esempio, le scarse conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione dell'invalidità.
Ciò che importa è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente ad infortunio Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità, l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, deve essere in relazione causale con l'infortunio).
2.7. Nella concreta evenienza, per tenere conto del danno alla salute legato ai quattro infortuni (del 1980, 1993, 2008 e 2010), l’insorgente, con la decisione del 16 aprile 2012, è stato posto al beneficio di una rendita d’invalidità del 59% a contare dal 1° ottobre 2011 (cfr. doc. 128, inf. __________).
Dalle carte processuali emerge che il grado d’invalidità è stato stabilito in applicazione del metodo ordinario del raffronto dei redditi, utilizzando, a titolo di reddito da invalido, quanto l’assicurato avrebbe potuto conseguire svolgendo attività semplici e ripetitive (fr. 61'959.62). Da questo importo è stata apportata la riduzione del 50% per incapacità lavorativa, del 6,73% per il gap salariale e del 20% quale deduzione sociale, per un importo di fr. 23'116.--. Senza gli infortuni l’assicurato guadagnerebbe invece 56'389.--. La perdita di guadagno ammontava perciò al 59% (cfr. doc. 128, inf. __________).
Dal profilo medico l’CO 1 si era fondato sulla valutazione del 1° luglio 2011 del Dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale aveva posto la seguente diagnosi:
" - Rottura parziale del tendine sovra-spinato, instabilità del capo lungo
del bicipite, sindrome d’impingement sotto-acromiale e artrosi acromio clavicolare spalla sinistra.
- Artroscopia spalla sinistra con ricostruzione del tendine sovra-spinato, tenotomia del capo lungo del bicipite, borsectomia sotto-acromiale e acromio-plastica (16.12.2010).
- Trauma contusivo e distorsivo spalla sinistra (14.10.2010).
- Artrosi post-traumatica gomito destro.
- Trauma contusivo gomito destro (20.2.2008).
- Gonartrosi post-traumatica ginocchio destro.
- Protesi totale non cementata ginocchio destro (15.12.2008).
- Artroscopia diagnostica ginocchio destro e plastica di legamento crociato posteriore con III medio rotuleo (9.3.2001)
- Artroscopia ginocchio destro con débridement cartilagineo retro patellare, sinoviectomia antero laterale, meniscectomia parziale laterale (7.2.1001).
- Trauma distorsivo ginocchio destro con rottura del menisco laterale (11.6.1999).
- Trauma distorsivo ginocchio destro con rottura del legamento crociato posteriore (14.9.1980).
- Gonartrosi post-traumatica ginocchio sinistro.
- Artroscopia diagnostica ginocchio sinistro con débridement sinoviale anteriore e antero mediale e meniscectomia parziale mediale. Rimozione della vite tibiale e del cerchiaggio ginocchio sinistro (15.2.1996).
- Plastica del legamento crociato anteriore con III intermedio rotuleo e tractopessia del III posteriore del tratto ilio-tibiale ginocchio sinistro (15.6.1994) per instabilità sagittale e anterolaterale con rottura del legamento crociato anteriore.
- Artroscopia ginocchio sinistro (15.12.1993) con rottura del legamento crociato anteriore e del menisco mediale.
- Trauma distorsivo del ginocchio sinistro (15.12.1993) con rottura del legamento crociato anteriore e del menisco mediale.
- Frattura metatarsale V piede destro (14.9.1998).
- Osteosintesi metatarso V piede destro con fili di Kirschner (18.9.1980).” (doc. 112, inf. 10.40047.94.4).
Secondo il medico __________, per i postumi infortunistici l’assicurato era da considerare abile in misura massima possibile dal 2 luglio 2011. Egli ha poi illustrato le limitazioni funzionali di RI 1 (doc. 112, inf. __________).
Nel mese di aprile 2013 l’CO 1 ha rivalutato lo stato del ginocchio sinistro dell’assicurato alla luce dell’intervento di protesi totale dell’11 settembre 2012. L’infortunio del 1° febbraio 2012 ha comportato solo un peggioramento transitorio della situazione pregressa (cfr. decisione su opposizione, doc. 221, inf. __________).
Il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia generale e della mano, nel rapporto a margine della visita medica __________ del 16 aprile 2013 ha posto la seguente diagnosi:
“Diagnosi: molteplici casi, si cita qui solo la problematica e la diagnosi del ginocchio sinistro.
Gonartrosi tricompartimentale post-traumatica ginocchio sinistro.
Artroscopia diagnostica ginocchio sinistro con débridement sinoviale anteriore e anteromediale e meniscectomia parziale e mediale. Rimozione della
vite tibiale del cerchiaggio ginocchio sinistro (15.02.1996).
Plastica del legamento crociato anteriore con terzo intermedio rotuleo e trattopessia del terzo posteriore del tratto ileo-tibiale ginocchio destro (15.06.1994) per instabilità sagittale e anterolaterale con rottura del Iegamento crociato anteriore.
Artroscopia ginocchio sinistro con meniscectomia parziale laterale il 01.02.1994.
Trauma distorsivo ginocchio sinistro (15.12.1993) con rottura del Iegamento crociato anteriore e del menisco mediale.
11.09.2012 per artrosi tricompartimentale post-traumatica ginocchio sinistro posa di protesi totale a questa articolazione fecit dott. __________” (doc. 165, inf. __________).”
Il Dr. __________ ha quindi concluso, sulla base degli ultimi reperti e della visita medica effettuata, che “si può ristabilire la capacità lavorativa completa nei limiti naturalmente della rendita IR a partire dal 02.05.2013”. Secondo il medico di circondario “rimane valida l’esigibilità del lavoro già espressa dal collega dott. __________ nella sua visita medica in Agenzia del 01.07.2011”. Questa esigibilità – secondo il Dr. __________ – teneva conto delle varie patologie post-traumatiche inclusa quella dopo la protesi totale al ginocchio destro e ora a quello sinistro (doc. 165).
Nel corso del mese di febbraio 2015, l’CO 1 ha rivalutato il quadro clinico dell’assicurato per definire se fosse subentrato o meno un peggioramento.
Nel rapporto a margine della visita medica circondariale del 25 febbraio 2015 la Dr.ssa __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, ha posto la seguente diagnosi:
“(…)
Stato dopo frattura metatarsale V piede destro, polo inferiore rotula destra, lesione LCA e LCP ginocchio destro del 14.09.1980 con
Stato dopo artroscopia, débridement cartilagineo retro-patellare, sinoviectomia antero-laterale, meniscectomia laterale parziale del 07.02.2001.
Stato dopo plastica legamento crociato anteriore con bone-tendon-bone il 09.03.2001.
Stato dopo posa di protesi totale non cementata del 15.12.2008.
Attualmente: deficit funzionale/doloroso.
Stato dopo distorsione del ginocchio sinistro del 15.12.1993 con
Stato dopo artroscopia con meniscectomia parziale laterale il 01.02.1994.
Stato dopo plastica del legamento crociato anteriore con bone-tendon-bone il 15.06.1994.
Stato dopo artroscopia, débridement, sinoviectomia anteriore e antero-mediale, meniscectomia mediale parziale e AMO vite tibiale il 15.02.1996.
Stato dopo posa di protesi totale non cementata I'11.09.2012.
Attualmente: deficit funzionale/doloroso con tumefazione postero-laterale a fine flessione e leggero versamento endo-articolare anteriore.
Stato dopo contusione in artrosi preesistente del gomito dominante destro il 20.02.2008 con
Deficit funzionale/doloroso.
Stato dopo distorsione della spalla sinistra con lesione del sovraspinato il 14.10.2010 con
Stato dopo artroscopia, débridement e reinserzione del sovraspinato, tenotomia del capo lungo bicipite,borsectomia, acromioplastica il 16.12.2010.
Attualmente: asintomatica.” (doc. 199, inf. 10.40047.94.4)
La Dr.ssa __________ ha quindi concluso che oggettivamente non vi è “nessun cambiamento per quanto riguarda le articolazioni coinvolte nei rispettivi infortuni rispetto alla visita medica precedente del 16.04.2013 (ginocchia) e la visita medica del 30.07.2010 (gomito destro e spalla sinistra)” (doc. 199, inf. __________).
A livello di proposte diagnostiche e terapeutiche, il medico dell’CO 1 ha evidenziato che “la situazione clinica è stabile/stabilizzata da anni, motivo per il quale invece di procedere a tre cicli di fisioterapia all’anno, propongo 6 mesi di palestra per l’anno 2015, poi rivalutazione clinica alla visita medico-__________” (doc. 199).
La Dr.ssa __________ ha infine concluso come segue:
" Visto che siamo in una situazione clinica stabilizzata e invariata rispetto alle visite mediche-circondariali antecedenti, per le ginocchia del 16.04.2013 e per il gomito e la spalla del 30.07.2010, confermo che vale ancora la capacità lavorativa nella misura delle rendita” (doc. 199, inf. 10.40047.94.4).
Il medico __________ ha ribadito le proprie conclusioni ancora in data 13 aprile 2015 (cfr. annotazioni doc. 205, inf. __________).
2.8. Secondo la giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la Corte federale ha stabilito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Per quel che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione, il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).
In una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.
2.9. Chiamato a pronunciarsi nella concreta evenienza, questo Tribunale ritiene di poter validamente fondare il proprio giudizio sulla valutazione della Dr.ssa __________, specialista proprio nella materia che qui interessa, secondo la quale, rispetto al momento in cui è stata originariamente stabilita la rendita d’invalidità, non è subentrato alcun rilevante peggioramento nelle condizioni di salute infortunistiche di RI 1.
Il ricorrente ha contestato la valutazione medica dell’CO 1, anche alla luce di quanto evidenziato dal medico __________ il 25 febbraio 2015, ovvero del “deficit funzionale e doloroso con tumefazione postero-laterale a fine flessione e leggero versamento endo-articolare anteriore al ginocchio sinistro e un deficit funzionale e doloroso al ginocchio destro”. A suo parere nella valutazione del 2013 non vi era alcun versamento alle ginocchia, la funzionalità era buona e non vi erano dolori all’articolazione del ginocchio sinistro (cfr. doc. I, pag. 2).
L’CO 1 – in sede di opposizione – ha interpellato il Dr. __________ sulle argomentazioni della RA 1 e ha chiesto al medico se queste fornissero nuovi elementi atti a rivedere le conclusioni della Dr.ssa __________ (doc. 215, inf. __________).
Il Dr. __________, nell’apprezzamento del 9 luglio 2015, ha indicato che la valutazione della Dr.ssa __________ del 25 febbraio 2015 è stata svolta in modo molto dettagliato con un rilevamento preciso dei reperti clinici. Egli ha aderito alla valutazione della Dr.ssa __________ e al fatto che oggettivamente non vi è nessun cambiamento della situazione clinica. Il sanitario si è anche espresso sulle argomentazioni della RA 1 indicando che “le osservazioni dell’avvocato __________ della
RA 1 del 24.06.2015 sono confuse, non apportano nessun cambiamento di decisione rispetto a quella assunta dalla dott.ssa med. __________”. Il Dr. __________ ha quindi concluso che “anche per quanto riguarda la descrizione clinica dei
reperti la misurazione dei vari angoli e rilevamenti clinico-ortopedici, concordo con quanto affermato dalla dott.ssa __________, oggettivamente non è riferibile nessun peggioramento della situazione” (doc. 216, inf. 10.40047.94.4, la sottolineatura è del redattore).
In sede di ricorso l’avv. __________ ha prodotto il rapporto del 24 settembre 2015 dei medici della __________, Dr. __________ e Dr. __________, i quali hanno posto la seguente diagnosi:
" - St. n. Knie-TP links 2012, fecit Dr. Frick mit/bei
° Persistierenden Beschwerden und Bewegungseinschränkung
° St. n. VKB-Rekonstruktion nach Distorsiontrauma
- St. n. Knie-TP rechts 2010, fecit Dr. Frick mit/bei
° Leichter Bewegungseinschränkung
° St. n. HKB-Rekonstruktion mit Patellarsehen rechts” (doc. E)
I sanitari della __________ hanno quindi raccomandato l’esecuzione di un esame scintigrafico (doc. E) che è stato svolto il 13 e il 14 ottobre 2015 presso l’Istituto oncologico __________. Dal referto del 16 ottobre 2015 non sono emersi segni scintigrafici riferibili a infezione low-grade al ginocchio sinistro, non vi sono segni di mobilizzazione/ scollamento delle PTG bilateralmente e vi è la presenza di una minima sinovite reattiva sovrapatellare bilaterale (doc. F).
La nuova documentazione medica è stata sottoposta al vaglio della Dr.ssa __________, la quale nell’apprezzamento medico del 18 novembre 2015, si è così espressa:
" Per quanto riguarda l’ulteriore procedere da parte dei colleghi della __________ evince:
1) l’assenza di un infetto o scollamento della protesi nel referto della scintigrafia dell’Istituto oncologico della Svizzera italiana
2) l’assenza di un versamento clinico alla loro visita, motivo per cui la punzione risulterà secca, al massimo vi sarà da aspettarsi una sovra-infezione/contaminazione cutanea
3) la descritta minima sinovite reattiva sovrapatellare (e pure bilaterale) non si lascia trattare con una semplice infiltrazione con Ropivacaina” (doc. IX1)
Alla luce di quanto sopra, la Dr.ssa __________ ha concluso che non vi nessun nuovo argomento medico che richiede una rivalutazione delle precedenti conclusioni (doc. IX1).
Anche la successiva presa di posizione dei sanitari della __________ non permette una diversa valutazione della fattispecie (doc. G).
Nel rapporto del 9 dicembre 2015 il Dr. __________ e il Dr. __________ hanno diagnosticato in particolare, una “Hot Patella” e “Arthrose im proximalen fibulo-tibialen Gelenk Zyste im Bereich des proximalen fibulo-tibialen Gelenks”. Secondo i due sanitari, i dolori dell’assicurato sarebbero da ricondurre anche a queste due patologie, mentre le cisti sono da interpretare nell’ambito della progressione dell’artrosi.
Il sanitari si sono quindi espressi sull’angolatura della protesi che sarebbe all’orgine di un leggera limitazione del movimento del ginocchio, ma non è la causa principale dei dolori del paziente (doc. G).
Per quanto riguarda l’esame del liquido articolare nel ginocchio, secondo i medici della __________, sebbene questo sia per loro un esame standard per la diagnosi dei dolori alla protesi del ginocchio, non permette da solo di concludere per un infezione, ma occorre combinarlo con gli esami radiologici e clinici. Gli esami scintigrafici, a tal proposito, sono risultati negativi per un’infezione di basso grado “Low grade infekt” (doc. G).
Il TCA ha sottoposto il rapporto del 9 dicembre 2015 alla Dr.ssa __________ invitandola a chiarire, se le patologie diagnosticate dai medici della __________ oggettivano o meno un peggioramento del quadro clinico con ripercussioni sull’esigibilità lavorativa dell’assicurato (doc. XV).
La Dr.ssa __________ ha fornito la seguente risposta:
“(…)
Confermo lo scritto dei miei colleghi dott. med. __________ e __________, con una ulteriore annotazione:
Se una infiltrazione unica con Rupivacaina può risolvere i dolori retro-patellari, mi chiedo per quanto tempo questa ha potuto risolverli e perché non è stato proposto l'impianto di una protesi retro-patellare da parte dei colleghi. Suppongo però - e pure evincendo dallo scritto dei colleghi della __________ - che siamo in presenza di una limitazione funzionale/dolorosa con eziologia unica
e chiara non trovabile. Si conferma anche da parte del dott. med. __________ che vi è un leggero flesso femorale, una leggera diminuzione dello slope tibiale, la rotula è al limite della norma e cicatrici/aderenze postumi non sono da escludere per quanto riguarda il ginocchio sinistro. Un ulteriore intervento chirurgico non garantirebbe un miglioramento della sintomatologia e l'assicurato non desidera neanche alcun gesto chirurgico.
Per quanto evince da questo referto del 14.01.2015 mi sembrano strane tutte queste domande effettuate da parte dell'assicurato, visto che né i medici della CO 1, né il dott. med. __________, né il dott. med. __________ hanno negato un problema sia al ginocchio destro che al sinistro, non hanno neppure negato un trattamento conservativo, anzi alla visita medico-circondariale del 25.02.2015, è I'assicurato stesso che dice di non voler farsi fare un'infiltrazione al ginocchio sinistro visto che non sarebbe cambiato niente per quanto riguarda il ginocchio destro.
Confermo quindi conclusivamente la valutazione dei miei colleghi, purtroppo questa non ha nessun influsso per quanto riguarda l'esigibilità lavorativa definita e quindi la stessa viene nuovamente
confermata. Confermo anche la mia presa di posizione che non siamo in presenza di un peggioramento clinico per quanto riguarda la visita medica circondariale precedente.
Ribadisco che ho consigliato all'assicurato alla visita medico-circondariale del 25.02.2015 d'informare sia I’amministrazione che il dott. med. __________ in caso di ulteriore peggioramento al ginocchio sinistro ossia un aumento del versamento in modo importante, visto che in tale situazione si deve rivalutare lo stato e il procedere” (doc. XVI+1, la sottolineatura è del redattore).
Alla luce di quanto sopra, a mente di questa Corte non si rende pertanto necessario procedere ad ulteriori accertamenti come richiesto dal ricorrente (cfr. doc. I, VII, XI, XIX).
Ora, posto che le condizioni di salute oggettive non hanno subito rilevanti modifiche rispetto a quanto constatato al momento in cui è stata fissata la rendita d’invalidità, occorre concludere che anche l’esigibilità lavorativa è rimasta immutata, di modo che non si giustifica l’aumento delle prestazioni auspicato dal ricorrente.
In esito a tutto quanto precede, la decisione su opposizione impugnata, mediante la quale l’amministrazione ha negato la revisione della rendita in vigore, deve essere confermata.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso é respinto.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Gianluca Menghetti