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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.10.2020 34.2020.11

9 ottobre 2020·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·1,864 parole·~9 min·3

Riassunto

Conguaglio della previdenza professionale a seguito di divorzio

Testo integrale

Raccomandata

      Incarto n. 34.2020.11   RG/sc

Lugano 9 ottobre 2020  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino     Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  Giudice Raffaele Guffi

segretario:

Gianluca Menghetti  

statuendo nella causa rimessagli il 6/8 maggio 2020 dalla Pretura di __________ (art. 281 cpv. 3 CPC) e che oppone

1.  AT 1   1 rappr. da:   RA 1   2.  AT 2    

a  

1.  CV 1   2.  CV 2       in materia di conguaglio della previdenza professionale in caso di divorzio

considerato                    in fatto e in diritto

1.1   Per sentenza 18 aprile 2018, passata in giudicato, il Pretore del Distretto di __________ ha pronunziato il divorzio tra CV 1 (nata __________) e AT 1, unitisi in matrimonio il 19 giugno 1992. Al punto 4 del dispositivo il Pretore ha deciso che “Alle parti è riconosciuta la metà dell’avere di vecchiaia eventualmente accumulato dall’altro coniuge durante il matrimonio”, ordinando la trasmissione dell’incarto, dopo crescita in giudicato del divorzio, al Tribunale cantonale delle assicurazioni (cfr. I).

1.2   Il 6/8 maggio 2020 il Pretore ha quindi rimesso la causa allo scrivente Tribunale (TCA) quale autorità giudiziaria competente ai sensi degli artt. 25a cpv. 1 LFLP e 73 cpv. 1 LPP (art. 281 cpv. 3 CPC; cfr. II).

1.3   Il TCA ha chiesto agli ex coniugi ed agli istituti di previdenza interessati di determinarsi al proposito, rispettivamente di fornire le informazioni necessarie ai fini del giudizio (art. 25a cpv. 2 LFLP). Delle singole risultanze istruttorie e delle relative prese di posizione delle parti (cfr. IV-XVIII), si dirà più diffusamente, per quanto occorra, nel prosieguo.

                                2.1   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque de-cidere nella composizione monocratica ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (cfr. pro multis STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

                                         Competente ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo scrivente Tribunale quale giudice del luogo del divorzio competente secondo l’art. 73 LPP (art. 25a cpv. 1 prima frase LFLP).

                                2.2   Le disposizioni di cui agli artt. 122-124 CC, 5 e 22-25a LFLP e 280-281 CPC menzionati nel presente giudizio sono quelle in vigore dal 1. gennaio 2017 a seguito della modifica del Codice civile svizzero del 19 giugno 2015 concernente il conguaglio della previdenza professionale in caso di divorzio. Tali disposizioni si applicano infatti ai procedimenti di divorzio pendenti dinanzi ad un’autorità cantonale (ossia ad un giudice civile cantonale; cfr. STCA 34.2017.10 del 21 agosto 2017; cfr. STF 9C_299/2018 del 25 luglio 2018 consid, 4.2.1, STF 149/2017 del 10 ottobre 2017 consid. 3.2) al momento dell’entrata in vigore della modifica (art. 7d cpv. 2 Tit.fin. CC; in casu la causa di divorzio è stata promossa l’8 marzo 2013 e si è conclusa con sentenza del 18 aprile 2018).

                                         Per l’art. 22a cpv. 1 LFLP la prestazione d'uscita da dividere corrisponde per ciascun coniuge alla differenza tra la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al momento del divorzio e la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al momento della celebrazione del matrimonio. Alla prestazione d'uscita e all'avere di libero passaggio esistenti al momento del matrimonio vanno aggiunti gli interessi dovuti al momento del promovimento della procedura di divorzio. I pagamenti in contanti e le liquidazioni in capitale effettuati durante il matrimonio non sono computati.

Giusta l’art. 122 CC, dies ad quem per il riparto è il momento del promovimento della procedura di divorzio, in casu l’8 marzo 2013.

                                         L’art. 22b LFLP disciplina le modalità di calcolo della prestazione d’uscita esistente al momento del matrimonio in caso di matrimoni anteriori al 1. gennaio 1995. Il citato disposto di legge presuppone, tra l'altro, l'esistenza di averi previdenziali al momento del matrimonio, in caso contrario non vi è prestazione di uscita e tutto l'avere di vecchiaia va considerato accumulato durante il matrimonio (Vetterli/Keel, Die Aufteilung der beruflichen Vorsorge in der Scheidung, in AJP 1999, p. 1623; STCA 34.00.27-28 del 12 marzo 2001).

                                         Le prestazioni suscettibili di essere divise nella presente sede sono le pretese che derivano da un rapporto di previdenza sottomesso alla LFLP, così come i conti o le polizze di libero passaggio ai sensi della OLP (RS 831.425). Si tratta quindi di prestazioni della previdenza professionale obbligatoria (pilastro 2A) e della previdenza più estesa (pilastro 2B). Non rientrano invece nel campo d’applicazione di suddette norme le prestazioni sia del primo (AVS) che del terzo pilastro (3A e 3B) (sul punto v. in particolare STF B 128/05 del 25 luglio 2006; Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle et le divorce, cit., p. 215; Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, p. 449 n. 1203).

                                2.3   A norma dell'art. 25a cpv. 1 LFLP se nella procedura di divorzio è impossibile prendere una decisione sul conguaglio della previdenza professionale giusta gli artt. 280 o 281 CPC, il giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell’art. 73 cpv. 1 LPP procede d’ufficio alla divisione sulla base della chiave di riparto stabilita dal giudice del divorzio (la chiave di ripartizione decisa dal giudice del divorzio è vincolante per il giudice di cui agli artt. 25a LFLP e 73 LPP; DTF 132 V 337, 130 III 341, 128 V 46 e STF B 48/06 dell’8 marzo 2007) non appena gli sia stata rimessa la causa. Sia i coniugi che gli istituti di previdenza professionale hanno qualità di parte in questa procedura (art. 25a cpv. 2 LFLP). Il giudice impartisce loro un termine adeguato per inoltrare le rispettive conclusioni. In assenza di conclusioni il giudice decide in base agli atti (Messaggio sulla revisione del CC del 15 novembre 1995, FF 1996 I 122, 233.46). Giusta l’art. 25a cpv. 1 seconda frase LFLP nelle procedure di completamento di una sentenza straniera di divorzio è considerato luogo del divorzio il luogo della procedura di completamento (art. 64 LDIP).

                                2.4   Dalla documentazione in atti e dalle dichiarazioni di parte risulta che al momento del matrimonio (19 giugno 1992) AT 1 disponeva di un avere previdenziale di fr. 849.70 presso __________ (cfr. VI-1). Aumentato degli interessi giusta il citato art. 22a cpv. 1 LFLP sino alla data del divorzio (8 marzo 2013), l’avere al momento del matrimonio va cifrato in fr. 1’621.10 (per il calcolo cfr. www.gerichte-zh.ch).

                                         CV 1 deteneva invece un avere di fr. 17'735 presso il __________ (cfr. XIV), avere che le è stato versato in contanti nel gennaio 1993 a seguito della cessazione dell’attività lucrativa per dedicarsi alla famiglia (cfr. VII-3). Ora, essendo stato effettuato secondo la normativa in vigore all’epoca – che prevedeva segnatamente la possibilità, giusta gli artt. 30 cpv. 2 lett. c LPP [RU 1993 797] e 7 cpv. 2 lett. b cifra 3 dell’Ordinanza sul mantenimento della previdenza e del libero passaggio del 12 novembre 1986 [RU 1986 2008], di un versamento in contanti per una donna sposata che cessava la sua attività lavorativa (senza alcun obbligo legale di render conto dell’utilizzo del capitale prelevato) – suddetto avere è uscito dal ciclo previdenziale e non è quindi più suscettibile di essere diviso (DTF 125 V 254; Baumann/Lauterburg, Darf’s ein bisschen weniger sein? Grundsätzliches und Strittiges beim Vorsorgeausgleich, in: FamPra 2000, p. 213; Walser, Berufliche Vorsorge, in: Das neue Scheidungsrecht, 1999, p. 58; STCA 34.2002.02 del 29 gennaio 2003).

                                         Dall’istruttoria di causa è emerso che alla data determinate per il riparto (8 marzo 2013) l’ex marito disponeva di una prestazione d’uscita divisibile di fr. 110'516.25 presso AT 2 (cfr. XV), importo, questo, che dagli atti risulta essere comprensivo di tutti gli averi previdenziali in precedenza accumulati. Alla data suindicata la ex moglie deteneva invece un avere divisibile di fr. 9'181.10 sulla polizza di libero passaggio 473535 di CV 2 e accumulato nel periodo 1. gennaio 2004 - 1. gennaio 2009 (cfr. XVI).

                                         Ne segue che l’avere soggetto a divisione accumulato da AT 1 va cifrato in fr. 108'895.15 (110'516.25 - 1’621.10) quello accumulato da CV 1 in fr. 9'181.10. Richiamata la chiave di ripartizione stabilita dal Pretore (cfr. supra consid. 1.1), considerati i rispettivi averi accumulati dagli ex coniugi in costanza di matrimonio, a favore di CV 1 spetta a saldo (DTF 129 V 254) un accredito di fr. 49'857 ([108'895.15 – 9'181.10] : 2).

                                2.5   Per applicazione analogica degli artt. 3 a 5 LFLP, l'avere cui il coniuge ha diritto deve essere trasferito nella forma vincolata di prestazione di libero passaggio ai sensi della LFLP e non versato in contanti (art. 22 LFLP; Schneider/Bruchez, in SVZ 2000, p. 258). L'importo deve essere accreditato o a un istituto di previdenza o su un conto o polizza di libero passaggio (STF 9C_610/ 2010 del 6 dicembre 2010).

                                         Nel rispetto di quanto previsto dal nuovo art. 22c LFLP quo alla ripartizione tra parte obbligatoria e sovraobbligatoria, l’importo di fr. 49'857 dovrà essere accreditato a favore di CV 1 sulla polizza di libero passaggio ad essa intestata presso CV 2 unitamente agli interessi compensativi – al tasso minimo (per quanto concerne la parte obbligatoria; cfr. STF 9C_227/2009 del 25 settembre 2009) di cui ai combinati articoli 8a cpv. 1 OLP e 12 OPP2, rispettivamente, nella misura in cui superiore, a quello praticato dall'istituto debitore – maturati su tale importo a far tempo dall’8 marzo 2013 e sino al momento dell'effettivo trasferimento (DTF 129 V 255; STFA B 73/02 dell’8 aprile 2003, B 113/02 dell’8 luglio 2003, B 36/02 del 18 luglio 2003; Bollettino LPP UFAS n. 138 del 16 marzo 2015).

                                         In caso di mancato versamento nel termine di 30 giorni dal passaggio in giudicato del presente giudizio, rispettivamente, in caso di ricorso al Tribunale federale, dalla pronuncia della relativa sentenza, saranno inoltre dovuti, sull'ammontare della prestazione d'uscita e relativi interessi compensativi, interessi di mora giusta i combinati articoli 7 OLP e 12 OPP2 (DTF 129 V 257; STFA B 105/02 del 4 settembre 2003).

                                2.6   La procedura è gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP, art. 29 cpv. 1 Lptca). Non si assegnano ripetibili.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   L’avere di previdenza acquisito da AT 1 durante il matrimonio e soggetto a divisione ammonta a fr. 108'895.15.

                                 2.-   L’avere di previdenza acquisito da CV 1 durante il matrimonio e soggetto a divisione ammonta a fr. 9'181.10.

                                 3.-   È fatto ordine alla AT 2 di versare a favore di CV 1, sulla polizza di libero passaggio __________ di CV 2, l’importo di fr. 49'857 oltre interessi compensativi dall’8 marzo 2013. 

                                 4.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili.

                                 5.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente                                                   Il segretario di Camera

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca Menghetti

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