Raccomandata
Incarto n. 34.2006.4 BS/td
Lugano 5 marzo 2007
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 31 gennaio 2006 di
AT 1 rappr. da: RA 1
contro
CV 1 rappr. da: RA 2 in materia di previdenza professionale
ritenuto, in fatto
1.1. __________, classe __________, dal 1° gennaio 1991 è stato alle dipendenze della ditta __________ ed era assicurato presso la fondazione di previdenza del datore di lavoro (Pensionskasse der __________; in seguito: Cassa pensioni) con uno stipendio assicurato AVS, al 1° gennaio 2005, di fr. 82'245 (doc. C).
Durante il tempo libero egli svolgeva l’attività di custode del condominio __________ a __________, presso il quale è ubicato l’appartamento della sua famiglia, con una retribuzione nel 2003 di fr. 14'288 versatagli dalla __________ di __________ (doc. D).
In data 23 aprile 2005, mentre svolgeva la sua mansione di custode, è caduto dal muro di cinta sbattendo violentemente la testa sull’asfalto, morendo sul colpo (doc. E).
1.2. A seguito del decesso di suo marito, AT 1 è stata posta al beneficio da parte dalla Cassa di compensazione AVS __________ di una rendita vedovile, con effetto dal 1° maggio 2005, di fr. 1'720 al mese (doc. F).
Dalla __________, agente quale assicuratore contro gli infortuni, essa percepisce una rendita vedovile di fr. 3'047 al mese, sempre dal 1° maggio 2005 (doc. G).
In entrambi i casi nel salario assicurato sono stati computati anche i proventi derivanti dall’attività di custode svolta dal defunto marito.
1.3. La Cassa pensioni ha proceduto all’esame dell’eventuale prestazione assicurativa da assegnare alla vedova del proprio assicurato, partendo dall’ultimo salario percepito da quest’ultimo presso la __________.
In tal senso, con scritto 25 agosto 2005 (doc. H) l’istituto previdenziale ha fatto presente che sussiste una sovrassicurazione derivante dal seguente calcolo:
ultimo salario effettivo percepito nel 2005 fr. 82'485,00
di cui 90% fr. 74'236,50 dedotte
la rendita di vedovanza AVS fr. 20'640,00
la rendita di vedovanza LAINF fr. 40'884.00
rendita teorica vedovile LPP fr. 19'207,85.
totale prestazioni fr. 80'731,35
sovrassicurazione di fr. 6'495,35.
Di conseguenza, secondo l’istituto previdenziale, la sovrassicurazione giustifica una riduzione della rendita di vedovanza da fr. 19'207,85 a fr. 12'712,80 (fr. 1'059,40 al mese), nonché il non versamento del capitale di decesso dell’assicurato (Todesfallkapital).
1.4. Con scritto 1° settembre 2005 AT 1, per il tramite del suo legale, ha contestato l’esistenza di una sovrassicurazione facendo in sostanza presente che la rendita di vedovanza LPP dev’essere determinata anche sulla base di quanto percepito da suo marito per l’attività di custode (circa fr. 13'000) e che quindi il salario effettivamente percepito ammontava complessivamente a fr. 102'210. Essa ha altresì contestato il mancato versamento del capitale di decesso non essendo soggetto a riduzione per sovrassicurazione (doc. I).
In risposta, con lettera 14 settembre 2005 il legale della Cassa pensioni, negando l’inclusione del reddito accessorio, ha sostanzialmente confermato il caso di sovraindennizzo e la riduzione della rendita vedovile nonch’è il non versamento del capitale di decesso, essendo quest’ultimo da considerare quale reddito computabile (doc. 2).
Con successivi scritti AT 1 ha ribadito la propria richiesta (doc. M e N), mentre l’assicuratore LPP ha confermato la riduzione delle prestazioni (doc.1).
1.5. Con la presente petizione, AT 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto la condanna della Cassa pensioni al versamento integrale della rendita di vedovanza di fr. 19'207 all’anno (fr. 1’6701 al mese) nonché del capitale per il decesso di suo marito di fr. 82'485.
In particolare ha evidenziato:
" Nel caso in oggetto il guadagno presumibilmente perso dall'assicurato ammonta a CHF 102'210.--, quindi ben più dei CHF 82'485.-- (effektiver Lohn in base alla clausola n° 1.7 del regolamento) utilizzati dalla convenuta, a torto secondo i principi giurisprudenziali appena esposti, per il calcolo della soglia del 90% per il coordinamento.
Infatti se il Signor __________ non fosse, malauguratamente, deceduto a seguito del citato infortunio professionale, egli avrebbe, come minimo, continuato a percepire:
- CHF 13'078.-- dalla __________ quale custode;
- l'intero stipendio di CHF 88'430.-- pagato dalla __________ compresi tutti le indennità accessorie, i cd. fringe benefits (cfr. DTF 123 V 193, nella quale si è considerata addirittura una gratifica una tantum.)
Ora riprendendo il calcolo effettuato dalla convenuta inserendo l'intero guadagno presumibilmente perso dall'assicurato:
Ultimo Salario effettivo nel 2005 CHF 102'210.-di cui 90% CHF 91'989.-dedotte
la rendita di vedovanza AVS CHF 20'640.00
la rendita di vedovanza LAINF CHF 40'884.00
rendita teorica LPP di vedovanza CHF 19'207.85
Prestazioni totali CHF 80'731.85
È lampante che non vi è dunque alcuna sovrassicurazione!
La convenuta è pertanto tenuta a corrispondere alla Signora AT 1 l'intera rendita di vedovanza (CHF 19'207.--, ossia CHF 1601.-- mensili) nonché il capitale per il caso di morte (Todesfallkapital) previsti dal certificato LPP del 1° gennaio 2005 (doc. C), senza alcuna deduzione." (Doc. I)
1.6. Con la risposta di causa la Cassa pensioni ha invece postulato la reiezione della petizione. Evidenziando che l’ultimo salario percepito dalla __________ ai fini previdenziali era di fr. 82'485 invece dei fr. 88'430 rivendicati dall’attrice, la convenuta ha confermato l’esistenza di un caso di sovrassicurazione. Delle singole argomentazioni verrà detto, se occorre, nei considerandi di diritto.
1.7. Il 31 marzo 2006 l’attrice ha prodotto il regolamento della Cassa pensioni valido dal 1° gennaio 2006 (doc. M).
Con scritto 25 aprile 2006 la convenuta ha sostenuto che il nuovo regolamento non è applicabile alla fattispecie in esame (IX), mentre l’attrice è del parere che le modifiche devono essere considerate ai fini dell’interpretazione del regolamento antecedente (XI).
1.8. Con scritto 25 agosto 2006 il TCA ha chiesto al legale della Cassa pensioni di allestire il conteggio relativo alla rendita di vedovanza secondo il regime obbligatorio previdenziale e quello della sovrassicurazione conformemente all’art. 34a LPP in relazione alll’art. 24 OPP2, includendo quindi quale reddito computabile le indennità versate al defunto marito dell’attrice da parte del datore di lavoro ed il suo reddito accessorio (XIII).
Tale conteggio è stato trasmesso con scritto 11 ottobre 2006 (XVII). L’attrice ha sollevato alcune contestazioni in merito al calcolo (doc. XXIII), alle quali il rappresentante della convenuta, dopo la concessione di proroghe, ha preso posizione il 22 gennaio 2007 (doc. XXVIII). Il 15 febbraio 2007 il legale dell’attrice ha presentato delle osservazioni al succitato scritto della Cassa pensioni (XXXII).
considerando in diritto
2.1. Oggetto del contendere è l'importo della rendita vedovile spettante a AT 1 ridotta per sovrassicurazione ed il mancato versamento del capitale di decesso, sempre per motivi di sovraindennizzo.
Trattandosi di una controversia tra un istituto di previdenza ed un avente diritto, è data la competenza dello scrivente Tribunale ai sensi dell’art. 73 LPP in relazione all’art. 8 LALPP (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con riferimenti).
Il 1. gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP, la quale ha modificato numerose disposizioni.
Secondo i principi generali del diritto, in caso di modifica di norme giuridiche, si applicano le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere apprezzato giuridicamente oppure che ha delle conseguenze giuridiche (DTF 130 V 329; 129 V 1 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1; 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 10 settembre 2003 nella causa C., B 28/01). Questi principi valgono anche in caso di mutamento delle disposizioni del regolamento o degli statuti dei fondi di previdenza.
Siccome applicabili sono le disposizioni di legge in vigore al momento in cui si pone la questione della sovrassicurazione (DTF 126 V 470 consid. 3 con riferimenti, 122 V 319 consid. 3c), in casu il 1° maggio 2005 giorno in cui è sorto il diritto alla rendita vedovile, sono applicabili le nuove norme di legge. Determinante è quindi il regolamento della Cassa in vigore al 1° gennaio 2005 e non quello modificato al 1° gennaio 2006.
2.2. L’art. 34a cpv. 1 LPP, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003 -che corrisponde al vecchio art. 34 LPP (DTF 131 V 78) - e rimasto invariato a seguito della prima revisione della LPP, stabilisce che il Consiglio federale emana prescrizioni per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di concorso di prestazioni.
Il capoverso 2 dello stesso articolo dispone che:
" Se vi è concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’articolo 66 capoverso 2 LPGA. Le prestazioni della presente legge non possono essere ridotte se l’assicurazione militare versa rendite per coniugi o per orfani in caso di prestazioni previdenziali insufficienti giusta l’articolo 54 della legge federale 19 giugno 1992 sull’assicurazione militare."
L’art. 66 cpv. 2 LPGA recita:
" Le rendite e le indennità in capitale sono fornite secondo le disposizioni della singola legge interessata e nel seguente ordine:
a. dall’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o dall’assicurazione per l’invalidità;
b. dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro gli infortuni;
c. dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità secondo la legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP)."
In base alla delega di cui all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha promulgato l’art. 24 OPP 2 che, nel versione valida dal 1° gennaio 2005, ha il seguente tenore :
" 1 L’istituto di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.
2 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito da beneficiari di prestazioni d’invalidità.
3 I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme.
4 L’avente diritto deve fornire all’istituto di previdenza informazioni su tutti i redditi conteggiabili.
5 L’istituto di previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante."
L'art. 24 cpv. 1 OPP2 (rimasto invariato dalla prima revisione della LPP) é stato dichiarato conforme alla legge dal TFA (DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 seg. consid. 6b). In particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è stato stabilito per tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del rischio è liberato da certi oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122 V 314). Nell’ambito della previdenza professionale più estesa, gli istituti di previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione, una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2 LPP; DTF 128 V 248 consid. 3b con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, Zurigo 2005, pag. 346).
2.3. Il concetto di “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP2, nel tenore in vigore sino al 31 dicembre 2004, è stato definito dal TFA in numerose sentenze (cfr. DTF 122 V 151ss; cfr. anche DTF 126 V 93 segg., 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 314 consid. 6; 317 consid. 2a; 317 consid. 2a; su questo tema cfr. anche Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, in Tagung "Neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge", 4.5.2000).
Secondo l’Alta Corte si deve in particolare intendere, conformemente al senso letterale dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo. Tale guadagno non corrisponde forzatamente al guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; SZS 1999 p. 141, 144 e 1997 p. 469; DTF 123 V 278 consid. 2b; 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 154 consid. 3c e dottrina ivi citata; DTF 113 V 314 consid. 6a; Vetter-Schreiber, Es bleibt einen Ermessensspielraum, SPV 1999 p. 581; STFA non pubblicate del 12 febbraio 2001 in re C., B43/00 e del 24 maggio 2000 in re S., B 12/98).
Il TFA ha poi precisato che non è invece rilevante il guadagno assicurato per il calcolo delle rendite complementari in materia di assicurazione infortuni, cioè il principio secondo cui vale il salario percepito l’anno precedente l’infortunio (DTF 122 V 155; 317 consid. 2a; cfr. anche STCA del 30 settembre 1998 in re F. I; SPV 1999 p. 581 e 583).
Per stabilire il reddito presumibilmente perso ci si fonda sull'ultimo reddito percepito dal richiedente e lo si adegua al rincaro (STFA del 31 luglio 1997 in re N.) e all'aumento reale dei salari ("Reallohnerhöhung ") (cfr. STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99). Questa conclusione si fonda sulla constatazione empirica, secondo cui, nell'ipotesi di buona salute l'interessato avrebbe continuato a svolgere la precedente attività (cfr. sentenza del Tribunale delle assicurazioni del Canton Basilea del 2 dicembre 1998 citata in Plädoyer 2/1999 p. 61; Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, Referat, der Tagung "Neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge" vom 4 Mai 2000 p. 6) e meglio che la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. RDAT I 1999 p. 287 consid. 2.1.2; STCA non pubblicata del 31 luglio 2000 in re C., 34.1998.51).
Qualora l’assicurato svolgeva diverse attività lucrative a tempo parziale, nel “guadagno presumibilmente perso” sono da includere tutti i redditi percepiti (cfr. Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, op. cit., pag. 146. L’autrice è del parere di includere anche i proventi da attività accessorie svolte durante il tempo libero, quale custode di una casa plurifamiliare o addetto della biblioteca comunale.). Nel calcolo della sovrassicurazione non è determinante se il reddito computato sia assicurato o meno (STFA 28 agosto 2000, B 6/98, consid. 5 in fine – nel frattempo pubblicato in DTF 126 V 101 consid. 5 in fine - citata da Vetter-Schreiber, op. cit., nota 29 alla pagina 146).
Al reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido (STFA del 31 luglio 1997 in re N.; cfr. STFA del 31 luglio 1997 non pubbl. consid. 3 citato in I. Vetter/Schreiber, Kinderzulagen als Lohnbestandteil, SPV 1998 p. 381, che critica la decisione del TFA; cfr. STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99 per la quale nel guadagno presumibilmente perso sono inclusi, oltre al salario base, anche le eventuali indennità concesse al lavoratore - "Zulagen und Nebenbezüge" -; STCA del 31 luglio 2000 in re F.C. non pubbl. consid. 2.10, 34.1998.51; del 24 luglio 2000 in re E.I. non pubbl. consid. 2.13, 34.1999.20; del 21 agosto 1998 in re L.M non pubbl. consid. 2.13, 34.1997.45; del 30 settembre 1998 in re F.I. non pubbl. consid. 2.7, 34.1997.58).
Occorre qui rilevare che la regolamentazione di cui all’art. 24 cpv.2 OPP2 non è applicabile in regime di prestazioni sovraobbligatorie.
Al riguardo va ricordato che la LPP prevede delle disposizioni minime (art. 6 LPP), a cui non si può derogare a sfavore dell'assicurato, per cui il fondo di previdenza può prevedere una diversa modalità di calcolo, nel rispetto di queste disposizioni imperative. Va altresì ricordato che l'art. 49 cpv. 1 LPP(rimasto invariato dalla revisione) dispone che “nell'ambito della presente legge, gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione”.
2.4. Nella fattispecie concreta non è contestato che l’attrice ha diritto ad una rendita vedovile.
La Cassa pensioni convenuta sottolinea che riconosce prestazioni superiori al minimo LPP, motivo per cui essa è libera di disciplinare, per quel che riguarda l’oggetto controverso, quale reddito faccia stato per determinare l’esistenza o meno di una di sovrassicurazione. Essa lo ha fatto scegliendo il concetto di “guadagno effettivamente percepito”. Del resto, non va dimenticato che nel caso in esame non si tratta di determinare il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo, ma del reddito percepito dal defunto marito dell’attrice al momento della decorrenza del diritto alla rendita vedovile (cfr. consid. 2.1).
In primo luogo occorre esaminare se la riduzione della prestazione vedovile è giustificata secondo le norme di regolamento applicabili. In caso affermativo, si deve poi verificare se la rendita ridotta non intacchi le prestazioni minime secondo la LPP (cfr. in merito: STFA inedita 13 luglio 2006, B 30/06, consid. 3 e SVR 2000 BVG Nr. 6).
2.5. Nel caso in esame, l’art. 2.1 del Regolamento della Fondazione, nel tenore in vigore dal 1° gennaio al 31 gennaio 2005, applicabile alla fattispecie in esame, disciplina la sovrassicurazione.
Ai fini del giudizio è rilevante tenere conto che, diversamente da quanto disciplinato dall’art. 24 cpv. 1 OPP 2, la Fondazione prevede una sovrassicurazione nel caso di superamento del 90% dell’ultimo salario effettivo (art. 2.1 cpv. 2: “Uebersteigen im Einzelfall die Gasamtleistungen 90% des letzten effektiven Lohns, so werden die Leistungen gemäss diesem Reglement entsprechend herabgesetzt”; sottolineatura del redattore).
A sua volta l’art. 1.7 del regolamento definisce la nozione di reddito effettivamente percepito (effektiver Lohn), definendo al primo capoverso che con reddito effettivamente percepito s’intende il salario mensile moltiplicato per 13 che l’assicurato aveva diritto al momento dell’inizio dell’assicurazione rispettivamente a seguito di ogni aumento salariale (“Der 13-fache Betrag des Monatslohnes, auf welchen bei der Aufnahme in die Versicherung bzw. jeweils im Zeitpunkt einer Lohnänderung Anspruch besteht“). All’art. 1.7 cpv. 3 il regolamento precisa che non sono computati proventi accessori e temporanei quali assegni familiari, gratificazioni, supplementi per lavoro straordinarioe che non è considerata la perdita salariale per motivi di servizio militare, malattia, infortunio ecc. (“Nebenbezüge und vorübergehende Zulagen [Familien- und Kinderzulagen, Gratifikationen, Vergütungen für Ueberstunden usw.] werden nicht einbezogen und Lohnausfälle bei Militärdienst, Krankheit, Unfall usw. werden nicht abgezogen“).
2.6. Il TCA deve innanzitutto esaminare se, ai fini del calcolo della sovrassicurazione, la Cassa pensioni convenuta deve prendere in considerazione, oltre all’ultimo reddito conseguito da dal marito dell’attrice quando era alle dipendenze della __________, anche quello relativo all’attività accessoria di custode della residenza __________.
L’attrice sostiene che la Cassa pensioni avrebbe dovuto tenere conto dell’integrale stipendio pari a fr. 88'430, incluse quindi anche le gratifiche (in casu i cosiddetti “fringe benefits”) percepite dalla __________. Ricordato che la base di riferimento per l’accertamento di un’eventuale sovrassicurazione è il “salario effettivamente percepito”, la convenuta, conformemente all’art. 1.7 del regolamento, ha lecitamente escluso le indennità salariali accessorie, quali sono le gratifiche in questione. Infatti, va ricordato che gli istituti di previdenza possono escludere, ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 lett. a OPP2, dalla determinazione del salario assicurato AVS gli elementi occasionali del salario (cfr. in merito Stauffer, Berufliche Vorsorge, Basilea 2005, n. 458 pag. 176 per quel che riguarda le gratifiche).
Vanno pure esclusi i proventi percepiti dall’assicurato a seguito dell’attività secondaria di giardiniere poiché non rientrano nel concetto di guadagno effettivamente percepito. Come esposto al consid. 2.4, l’art. 1.7 del regolamento definisce quale reddito effettivamente percepito il salario mensile moltiplicato per 13 cui l’assicurato aveva diritto al momento dell’inizio dell’assicurazione presso la Cassa pensione rispettivamente a seguito di ogni aumento salariale (“Der 13-fache Betrag des Monatslohnes, auf welchen bei der Aufnahme in die Versicherung bzw. jeweils im Zeitpunkt einer Lohnänderung Anspruch besteht“), motivo per cui s’intende il salario percepito dalla __________ ed assicurato all’istituto previdenziale convenuto. Pacifico è inoltre il fatto che il salario versato dalla __________ per l’attività accessoria in questione non è stato assicurato presso la Cassa qui convenuta e quindi non va considerato ai fini della sovrassicurazione. L’attrice non può inoltre fare riferimento al guadagno assicurato fissato dall’assicuratore contro gli infortuni alla base della rendita vedovile (fr. 102'210: fr. 88'430 di salario percepito dalla __________ + 13’780 dalla __________; doc. G). Nel guadagno assicurato LAINF è incluso il salario “pagato all’assicurato da uno o più datori di lavoro nel corso dell’anno precedente l’infortunio, inclusi gli elementi del salario non ancora versati che gli sono dovuti” (art. 22 cpv. 4 OANF), mentre nel caso in esame fa stato il salario percepito dal datore di lavoro affiliato alla Fondazione convenuta e non anche quello relativo all’attività secondaria di giardiniere (art. 1.7 e 2.1 del regolamento). Nel guadagno assicurato LAINF sono altrettanto incluse le indennità salariali accessorie e le gratifiche essendo parte del salario determinante AVS (art. 5 cpv. 2 LAVS/art. 7 OAVS in relazione con l’art. 22 cpv. 2 OAINF), principio cui, come visto, la convenuta poteva derogare nel senso di escluderle.
Incontestato è che l’ultimo salario percepito dal marito dell’attrice era di fr. 82'485 ( cfr. anche certificato di assicurazione al 1° gennaio 2005 alla voce “effektiver Lohn”, doc. C) ed il 90% di tale importo funge da limite di reddito ai fini del calcolo della sovrassicurazione.
Ne consegue dunque che la rendita di vedovanza ridotta ammonta a fr. 12'712,80 all’anno, rispettivamente fr. 1'059,40 al mese.
2.7. Occorre ora determinare se l’attrice, conformemente alle norme della LPP, percepisce almeno la rendita di vedovanza della previdenza obbligatoria e se la stessa è soggetta a riduzione ai sensi dell’art. 34a LPP (cfr. consid. 2.3 e 2.4).
2.7.1. L’art. 21 cpv. 1 LPP prevede che alla morte dell’assicurato, la rendita vedovile ammonta al 60 per cento della rendita d’invalidità che l’assicurato avrebbe avuto diritto.
A sua volta, l’art. 24 cpv. 2 LPP stabilisce che la rendita d’invalidità è calcolata secondo l’aliquota di conversione valida per la rendita di vecchiaia all’età di 65 anni e che agli assicurati della generazione di transizione si applica l’aliquota di conversione stabilita dal Consiglio federale secondo la lettera b delle disposizioni transitorie della modifica della presente legge del 3 ottobre 2003. Infine, il capoverso 3 definisce che l’avere di vecchiaia determinante per il calcolo consta: dell’avere di vecchiaia acquisito dall’assicurato sino alla nascita del diritto alla rendita d’invalidità (lett. a) e della somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento dell’età ordinaria di pensionamento, senza gli interessi (lett. b).
Il TCA ha chiesto alla Cassa pensione, per il tramite del suo legale, di allestire il conteggio della rendita di vedovanza LPP e il calcolo della sovrassicurazione, tenendo conto sia delle indennità ricevute dal defunto marito da parte del datore di lavoro ed il guadagno accessorio.
Questo è il calcolo della rendita vedovile (Witwerente), erroneamente denominata rendita per coniugi (Ehegatterente):
" Personaldaten:
Stichdatum: 01.01.2005
Geburtsdatum: 16.02.1942
Alterguthaben BVG: 176'784.65
Versicherter Jahreslohn: CHF 82'485.00
Versicherter BVG Lohn: CHF 54'825.00
Projektion:
Pensionierungsdatum 28.02.2007
Projeziertes Altersguthaben CHF 198'166.40
Berechnung BVG Ehegattenrente:
BVG Invalidenrente
Projeziertes Alterguthaben x Umwandlungssatz
198'166.40 x 7.2% CHF 14'267.95
Jährliche BVG-Ehegattenrente
60% der BVG Invalidenrente CHF 8'560.75
Für allfällige Fragen stehen wir Ihnen gerne zur Verfügung." (Doc. XVII)
Partendo quindi da una salario coordinato LPP di fr. 54'825 e da un tasso d’interesse minimo di legge, l’avere di vecchiaia LPP al 1° gennaio 2005 di fr. 176'784,20 è stato proiettato, conformemente all’art. 24 LPP, all’età ordinaria di pensionamento del defunto marito dell’attrice, senza interessi (cfr. in merito: Stauffer, op. cit., n. 668 pag. 250), da cui risulta un avere di vecchiaia di fr. 198'166,40. Applicando il tasso di conversione del 7,2%, la rendita d’invalidità ammonta a fr. 14'267,95. Siccome ai sensi dell’art. 21 LPP l’importo della rendita vedovile corrisponde al 60% della rendita d’invalidità, l’attrice ha diritto ad una prestazione obbligatoria di fr. 8'560,75 all’anno.
Con scritto 27 novembre 2006 l’attrice ha prodotto le proprie osservazioni in merito al succitato conteggio:
" - come già rilevato con la richiesta di proroga, in caso di decesso o
d'invalidità il salario coordinato durante l'ultimo anno d'assicurazione corrisponde all'ultimo salario coordinato annuo, fissato per il calcolo degli accrediti di vecchiaia (art. 3 cpv. 1 OPP 2). Ora dal doc. C emerge che tale salario è di CHF 57'165 e non 54'825 come indicato nel calcolo della Cassa pensioni.
- ai sensi dell'art. 15 LPP "l'avere di vecchiaia consta degli accrediti di vecchiaia, interessi compresi, inerenti al periodo in cui l'assicurato apparteneva all'istituto di previdenza, ma al più tardi sino al momento in cui raggiunge l'età ordinaria di pensionamento". Nel caso concreto il Signor __________ aveva versato in conto "Altersguthaben" l'importo di ben CHF 85'000.-- (doc. O). L'importo dell'accredito prima di tale versamento ammontava a CHF 59'796.-- (doc. P).
- ne consegue che, se il calcolo della cassa pensione fosse corretto, in ben sei anni sarebbero stati accreditati al Signor __________ soltanto CHF 31'988.-- (CHF 176'784.-- :/. 85'000.-- :/. 59'796.--), ossia CHF 5330.-- per anno. Tali tesi è insostenibile, in effetti il tasso applicabile per il signor __________ era, ex art. 16 LPP, quello massimo del 18% del salario coordinato (CHF 57'165.--). Alla luce di tali dati l'accredito minimo era di CHF 10'300.-- annui.
Per potere fare delle osservazioni con piena cognizione di causa si chiede pertanto a codesto lodevole Tribunale di chiedere come sia stato esattamente determinato l'"Altersguthaben BVG" di presunti CHF 178'764.50 e se esso consideri il versamento di cui al doc. O. Si domanda altresì che tutti i calcoli siano effettuati sulla base del salario coordinato corretto.
Tali correzioni permetteranno di determinare anche la correttezza dell'importo di tutte le prestazioni (obbligatorie e facoltative) erogate dalla __________ Lehni." (Doc. XXIII)
Interpellato dal TCA, il 22 gennaio 2007 la Cassa pensioni ha preso posizione sulle succitate censure:
" Infatti, il salario computabile è previsto dall'art. 1.8 del Regolamento: esso non corrisponde al salario coordinato secondo l'art. 8 LPP. Per eruire le prestazioni minime di legge non ci si basa però sul Regolamento, bensì sulla legge. Secondo l'art. 8 LPP - contrariamente a quanto avviene per la regolamentazione prevista nel regolamento concernente il salario computabile - è previsto un limite di legge per il salario coordinato.
Rinvio per i dettagli all'allegato estratto che illustra il tema.
E' vero che la controparte ha versato in conto CHF 85'000.00. Dal doc. P questo accredito non si evince ancora. Ma ciò non significa ancora che l’avere di vecchiaia del signor__________ sia secondo legge di CHF 59'796.00, perché non bisogna confondere due concetti ben distinti: l'importo di CHF 59'796.00 costituisce il capitale di vecchiaia regolamentare assicurato dal signor +__________ al 1 ° marzo 2007 (accanto alla rendita annua di CHF 22'809.00). L'avere di vecchiaia secondo la LPP è indicato sul doc. P alla voce "Freizügigkeitsanspruch gemäss Gesetz" e corrispondeva, al 1 ° giugno 1999, a CHF 102'584.00. Quest'ultimo corrisponde all'avere di vecchiaia accumulato con gli interessi secondo la legge (e non secondo il Regolamento).
Confrontando ora i dati secondo l'art. 16 al 1 ° luglio 1999 con quelli di cui al Doc. C del 1° gennaio 2005 ci si avvede che l'avere di CHF 206'224.00 è aumentato a CHF 471'376.25 ed è quindi più che raddoppiato! L'avere minimo secondo LPP, per lo stesso periodo, è aumentato da CHF 102'584.00 a CHF 176'784.65, con un incremento quindi di CHF 74'200.65. Stante quanto calcolato dalla controparte,
l'avere minimo di vecchiaia secondo legge avrebbe dovuto aumentare annualmente almeno di CHF 10'300.00: in cinque anni e mezzo quindi di CHF 56'650.00. Siccome l'avere è esso invece aumentato di CHF 74'200.65, quanto rilevato dalla ricorrente cade nel vuoto.
Ne scende che, a mente della convenuta, il calcolo della rendita vedovile minima secondo LPP è avvenuto del tutto correttamente: per il calcolo è stato preso quale base l'importo di CHF 54'825.00 del salario coordinato come pure l'interesse minimo di legge.
L'avere di vecchiaia LPP di CHF 176'784.20 al 1 ° gennaio 2005 (v. Doc. C) è stato proiettato secondo l'art. 24 LPP (computo dell'accredito di vecchiaia per gli anni mancanti fino all'età ordinaria di pensionamento senza interessi), dal che risulta l'avere di vecchiaia in proiezione ammontante a CHF 198'166.40. Applicando il tasso di conversione del 7.2%, è stato convertito in una rendita d'invalidità dalla quale è quindi scaturita, applicando l'art. 19 in abbinamento con l'art. 21 LPP, la rendita per il coniuge." (Doc. XXVIII)
Infine, con riferimento alla presa di posizione della Cassa pensioni convenuta, in data 15 febbraio 2007 l’attrice ha ribadito:
" Ricapitolando è in discussione inter alia la somma dell'avere di vecchiaia rilevante ai sensi della LPP, in base al quale dunque si calcola la rendita minime di legge. A tale riguardo si osserva che:
- nella propria lettera la controparte medesima osserva che "è vero che la controparte ha versato in conto CHF 85'000. Dal doc. P questo accredito non si evince ancora". "L'avere di vecchiaia secondo la LPP è indicato sul doc. P alla voce Freizügigkeitsanspruch gemäss Gesetz" e corrispondeva al 1° giugno 1999 a CHF 102'584";
- da quel momento al decesso dell'assicurato (cfr. doc. P e doc. C) a dire della stessa assicurazione l'avere di vecchiaia secondo la LPP sarebbe passato a CHF 176784.65, ossia avrebbe subito un incremento di CHF 74'200.65. Tale aumento sarebbe addirittura inferiore a quanto versato in conto dall'assicurato nel 1999 ossia CHF 85'000, importo che - repetita juvant - la stessa convenuta rileva non essere ancora considerato nel doc. P.
- non va poi dimenticato che l'avere di vecchiaia secondo la LPP va incrementato - oltre che del versamento globale di CHF 85'000.-effettuato espressamente come "Altersguthaben gemäss BVG Teileinkauf mit eigenen Mitteln" pure dei contributi versati annualmente dall'assicurato e dal suo datore di lavoro stimati prudenzialmente in circa CHF 10'300 annui (CHF 56'500 su cinque anni e mezzo);
- in conclusione l'avere di vecchiaia secondo LPP potrebbe essere stimato - senza ancora considerare la proiezione ex 24 LPP - in circa CHF 244'184.- (CHF102'584 + CHF 85'000 + CHF 56'500).
Stante le incongruenze riscontrate, la complessità tecnica della materia e per maggiore tranquillità dell'assicurata, la cui rendita si estenderà - si spera - per un lungo periodo, ci si associa alla richiesta che i calcoli siano rivisti da un perito assicurativo.
(…)." (Doc. XXXII)
Orbene, occorre rilevare che al 1° gennaio 2005 dev’essere assicurata la parte di salario da fr. 22’575 a 77'400. Tale importo costituisce il "salario coordinato" (art. 8 cpv. 1 LPP con riferimento all’art. 5 OPP2), tenuto conto che l’obbligo assicurativo scatta con un salario di fr. 19'350 (art. 2 cpv. 1 LPP e art. 5 OPP2).
Ne consegue che, ai fini del regime previdenziale obbligatorio, il salario coordinato massimo ammonta a fr. 54'825 (fr. 77'400 - fr. 22’575).
Di conseguenza, rettamente la Cassa ha indicato un salario coordinato LPP di fr. 54'825. Questa somma non va confusa con i fr. 57'165 di salario coordinato risultante dal certificato previdenziale 17 febbraio 2005 concernente la situazione al 1° gennaio 2005 e determinato secondo il regolamento (doc. C). L’art. 1.8 del regolamento stabilisce che dal salario annunciato (lo stesso regolamento non prevede un salario annuo massimo assicurabile) è da dedurre la rendita massima AVS e quindi il salario coordinato sovraobbligatorio corrisponde a fr. 57'165 (fr. 82'485 – fr. 25'320).
Per quel che concerne l’avere di vecchiaia, altro punto di contestazione, l’art. 15 cpv.1 LPP dispone che lo stesso è composto da: degli accrediti di vecchiaia, interessi compresi, inerenti al periodo in cui l’assicurato apparteneva all’istituto di previdenza, ma al più tardi sino al momento in cui raggiunge l’età ordinaria di pensionamento (lett. a) e dell’avere di vecchiaia, interessi compresi, versato dagli istituti precedenti e accreditato all’assicurato (lett. b).
A sua volta, ai sensi dell’art. 16 LPP, l’avere di vecchiaia è calcolato annualmente in per cento del salario coordinato secondo le aliquote indicate nell’articolo di legge stesso.
Nel caso in esame, l’avere di vecchiaia LPP di fr. 176'784 è indicato nel citato attestato previdenziale alla voce “Freizügigkeitsanspruch gemäss Gesetz” e corrisponde alla prestazione di libero passaggio garantita dalla LPP (art. 18 LFLP), che a sua volta rinvia all’avere di vecchiaia ex art. 15 cpv. 1 LPP. Giustamente la convenuta fa presente che non occorre confondere l’avere di vecchiaia (Altersguthaben) ex art. 15 LPP con il capitale di vecchiaia (Alterskapital), quest’ultima prestazione (sovraobbligatoria) prevista dal regolamento (art. 4.1.1). Con la lettera 27 novembre 2006 l’attrice non può quindi sostenere che in sei anni, ossia dopo l’apporto di fr. 85'000 nel luglio 1999, l’avere di vecchiaia è aumentato di soli fr. 31'988 (fr. 176'784 di avere di vecchiaia meno i citati fr. 85'000 e fr. 59'796 di capitale di vecchiaia, indicati nel certificato previdenziale al 1° gennaio 2005, doc C). Come spiegato nello scritto 22 gennaio 2007 dal rappresentante della Cassa pensione, l’avere di vecchiaia minimo LPP è aumentato rispetto al luglio 1999 di fr. 74'200,65 (da fr. 102'584 a fr. 176'784,65), quello sovrabbligatorio (art. 16 LFLP) è invece passato da fr. 202'664 del luglio 1999 a fr. 471'376,25 del gennaio 2005.
Il 15 febbraio 2007 l’attrice sottolinea che l’aumento di fr. 74'200,65 dell’avere di vecchiaia LPP è inferiore al versamento di fr. 85'000 effettuato il 1° luglio 1999 quale “Altersguthaben gemäss BVG Teileinkauf mit eigenen Mitteln” (doc. XIII/O). Occorre qui evidenziare che secondo il certificato previdenziale del 20 luglio 1999 l’avere di vecchiaia LPP era di fr. 102'584 (doc. XIII/P). In quella sede le prestazioni per la copertura dei rischi (capitale di decesso, rendite per superstiti, rendita d’invalidità e rendita per figli) sono state di conseguenza aggiornate al 1° luglio 1999. Siccome il citato versamento di
fr. 85'000 è avvenuto con valuta 1° luglio 1999, verosimilmente lo stesso è stato inglobato nell’avere di vecchiaia risultante dal citato attestato previdenziale del 20 luglio 1999.
Volendo comunque ammettere, per ipotesi di lavoro, che i citati fr. 85'000 non sono stati inglobati nell’avere di vecchiaia LPP, come verrà esposto in seguito, l’esito non cambia.
Sommando ai fr. 176'784,65 di avere di vecchiaia (1° gennaio 2005) i citati fr. 85'000, ai quali vanno aggiunti fr. 21'381,75 (198'166,40 – 176'784,65; vedi il calcolo della Cassa pensioni) di accrediti di vecchiaia maturati sino al 28 febbraio 2007 (data dell’ipotetico pensionamento del marito dell’attrice), ne risulta una rendita vedovile LPP di fr. 12'232,85 (7,2% di fr. 283'166,40 [176'784,65 + 85'000 + 21'381,75] = fr. 20’388 di rendita d’invalidità LPP; 60% di fr. 20’388 = 12'232,85 di rendita vedovile LPP) inferiore a quella sovraobbligatoria ridotta di fr. 12'712.
Allo stesso risultato si giunge se si vuole seguire la determinazione dell’avere di vecchiaia eseguita dall’attrice (a suo sfavore poiché, come detto, l’avere di vecchiaia LPP maturato tra il luglio 1999 ed il gennaio 2005 è stato di fr. 74'200,65 e non di fr. 56'500) nello scritto 15 febbraio 2007. Partendo, appunto, da un avere di vecchiaia al 1° gennaio 2005 di fr. 244'184 (fr. 102'584 di avere di vecchiaia al 1° gennaio 1999 + fr. 85'000 di avere di vecchiaia apportati nel luglio 1999 + fr. 56'500 di avere di vecchiaia maturato nel periodo luglio 1999-gennaio 2005), ai quali sono da sommare fr. 21'381,75 (accrediti di vecchiaia proiettati al 28 febbraio 2007), la rendita vedovile LPP corrisponderebbe a fr. 11’472,45 (7,2% di fr. 265'565,75 [244'184 + 21'381,75] = fr. 19'120,75 di rendita d’invalidità LPP; 60% di fr. 19'120,75 = 11’472,45 di rendita vedovile LPP). Erogando in casu la Cassa pensioni convenuta prestazioni sovrabbligatorie, quelle minime LPP sono di conseguenza garantite.
In queste circostanze non è necessario esperire la chiesta perizia volta a determinare l’ammontare della rendita vedovile LPP. Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).
2.7.2 Occorre ora verificare se sussistono i presupposti per un’eventuale riduzione della prestazione assicurativa conformemente all’art. 34a cpv. 1 LPP in relazione con l’art. 24 OPP 2 (cfr. consid. 2.2), partendo quindi da un reddito presumibilmente perso comprensivo anche del guadagno accessorio.
Si ha quindi la seguente situazione (cfr. anche conteggio della Cassa pensioni: doc. XVII):
Salario effettivo nel 2005 (come da LAINF) fr. 102'210.00
di cui 90% fr. 91'989.00
dedotte
la rendita di vedovanza AVS fr. 20'640.00
la rendita di vedovanza LAINF fr. 40'884.00
totale fr. 30'465.00
Ne consegue dunque che la rendita vedovile LPP di fr. 8'560,75, rispettivamente di fr. 12'232,85 non dev’essere ridotta, essendo sotto il limite dei fr. 30'465,00 che corrisponde alla soglia della sovrassicurazione.
Come visto, l’attrice ha diritto ad una rendita vedovile sovrabbligatoria ridotta di fr. 12'712,80 (cfr. consid. 2.6). Il suo diritto ad un rendita di vedovanza minima di fr. 8'560,75 (12'232,85) è quindi garantito.
Ne consegue che il calcolo della sovrassicurazione operato dalla Cassa pensione è corretto, rispettando lo stesso le disposizioni legali e regolamentari.
2.8. L’attrice sostiene infine che il capitale di decesso, a cui essa ha diritto (art. 4.3 del regolamento), deve esserle attribuito in quanto, essendo una prestazione della LCA, non ricade nel principio di coordinamento ex art. 69 cpv. 1 LPGA (“Il concorso di prestazioni delle varie assicurazioni sociali non deve provocare un sovraindennizzo dell’avente diritto. Per il calcolo del sovraindennizzo sono considerate soltanto le prestazioni di medesima natura e destinazione fornite all’avente diritto in base all’evento dannoso”; sottolineatura del redattore).
A prescindere dal fatto che l’art. 69 LPGA non è applicabile alla LPP (DTF 130 V 78 consid. 1.2), l’art. 24 cpv. 2 OPP 2 prevede che soggette a riduzione sono, oltre alle prestazioni previdenziali per i superstiti o quelle per l’invalidità, anche le “rendite e capitali al loro valore di trasformazione”. Quest’ultimo principio è stato recepito dalla Fondazione convenuta nel suo regolamento riguardante la sovrassicurazione (“Einmalige Kapitalabfindungen werden in verisicherungstechnisch gleichwertige Renten umgerechnet”; art. 2.1 cpv. 6) che appunto prevede una capitalizzazione del capitale di decesso. Del resto va fatto presente che in casu le rendite vedovili e il capitale di decesso conteggiate derivano dallo stesso “evento danneggiante “ ex art. 24 OPP 2 (decesso della persona assicurata) ed hanno lo stesso scopo di compensare il mancato guadagno subito dall’attrice a seguito del decesso di suo marito (sul principio della congruenza tra i redditi conteggiabili vedi Vetter, op. cit., ad art. 24 BVV” pag. 353, con particolare riferimento a DTF 124 V 282 consid. 2a e DTF 126 V 475 consid. 6c).
In conclusione, essendovi un caso di sovrassicurazione secondo le norme regolamentarie, il calcolo effettuato dalla Cassa pensioni va confermato e quindi AT 1 ha unicamente diritto ad una rendita vedovile annua ridotta di fr. 12'712,80, rispettivamente fr. 1'059,94 mensili (12'712,80 : 12).
Se invece l’attrice dovesse confermare la richiesta fatta il 1° settembre 2005 (doc. I), nel senso di ripartire la riduzione in misura uguale tra rendita vedovile e capitale di decesso capitalizzato, così come prescrive l’art. 2.1 cpv. 8 del regolamento (“Falls die Leistungen gekürzt werden, werden alle Leistungen im gleichen Verhältnis gekürzt”), essa avrebbe invece diritto ad una rendita vedovile annua ridotta di fr. 10'108,70 (fr. 842,40 al mese) ed ad un capitale di decesso ridotto di fr. 43'410,20 (vedi il calcolo allegato alla lettera 14 settembre 2005 del legale della Cassa pensioni, il quale ha acconsentito a tale ripartizione; cfr. doc. 2).
2.9. Nessuna indennità per ripetibili è di regola assegnata dalle autorità vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per gli istituto di previdenza (DTF 126 V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).
Ne consegue che alla Cassa pensioni convenuta, benché vincente, non sono assegnate ripetibili.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. La petizione é respinta.
2. Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non sono assegnate ripetibili.
3. Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti