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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.02.2009 32.2007.391

5 febbraio 2009·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·9,915 parole·~50 min·2

Riassunto

Attribuzione, in via di revisione, di una rendita AI intera per periodo limitato

Testo integrale

Raccomandata

Incarto n. 32.2007.391   FC/sc

Lugano 5 febbraio 2009  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 14 dicembre 2007 di

 RI 1    

contro  

la decisione del 14 novembre 2007 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona     in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto                            in fatto

                               1.1.   Con decisione 29 gennaio 1998 l’Ufficio AI ha respinto una domanda di prestazioni AI per adulti presentata nel marzo 1997 da RI 1, nato nel 1963, di professione installatore di impianti sanitari, - affetto da sindrome lombo-vertebrale cronica, sindrome cervico-vertebrale, sindrome del tunnel carpale e obesità (doc. AI 11) -, ritenendo che il grado di invalidità riconoscibile al richiedente non attingeva un grado rilevante (doc. AI 30). Impugnata dall’assicurato, questa decisione è stata annullata con una sentenza resa il 16 novembre 1998 dal TCA, il quale ha ritenuto la fattispecie non sufficientemente istruita retrocedendo quindi gli atti all’amministrazione per effettuare ulteriori chiarimenti  (inc. 32.98.31).

                                         Esperiti nuovi accertamenti, mediante decisione del 15 aprile 2004, l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato una mezza rendita di invalidità per un grado di invalidità del 54% a decorrere dal 1. agosto 1997 (doc. AI 112, 118).

                               1.2.   Avviata nel giugno 2006 una procedura di revisione, l’Ufficio AI, dopo aver interpellato i medici curanti e esperiti i necessari accertamenti medici, con progetto di decisione del 27 agosto 2007 ha riconosciuto all’assicurato una rendita intera per il periodo dal 1. luglio 2006 al 28 febbraio 2007 e in seguito confermato la mezza prestazione (doc. AI 157).

                                         Con scritto 18 settembre 2007 l’interessato ha contestato il progetto di decisione chiedendo l’attribuzione di una rendita intera anche successivamente al 28 febbraio 2007 (doc. AI 159).

                                         Esaminata l’ulteriore documentazione versata agli atti, l’Ufficio AI ha confermato il progetto di decisione con provvedimento del 14 novembre 2007 motivando come segue:

"  (...)

Esito degli accertamenti:

Dalla documentazione medica acquisita agli atti in fase di revisione risulta che il suo stato di salute è peggiorato per un periodo limitato di tempo compreso tra il mese di aprile del 2006 ed il mese di novembre del medesimo anno. In effetti, in tale lasso di tempo, il danno alla salute, di cui lei è portatore, le ha comportato una totale incapacità al lavoro e, dunque, al guadagno quantificabile nella misura del 100% in ogni attività. In seguito, dalla fine di novembre 2006, è riconosciuto il precedente grado di invalidità del 54%.

Decidiamo pertanto:

Le osservazioni presentate in seguito al nostro progetto di decisione del 27.08.2007 non apportano elementi nuovi ed oggettivi per i quali è possibile modificare la nostra precedente presa di posizione.

Preso in considerazione quanto sopra esposto, dal 01.07.2006, ossia trascorsi 3 mesi dall'avvenuto aggravamento, sino al 28.02.2007 (per 3 mesi dal miglioramento art. 88 OAI), lei ha diritto alla rendita intera d'invalidità. Successivamente, dal 01.03.2007, le è nuovamente riconosciuto il diritto alla mezza rendita AI."

(Doc. AI 163-2)

                               1.3.   Contro la succitata decisione amministrativa l’assicurato ha presentato un ricorso al TCA di questo tenore:

"  (...)

I motivi:

Nelle osservazioni presentate all'Ufficio Assicurazione Invalidità lo scorso 18 settembre 2007, avevo elencato tutte le patologie lamentate, ovvero

    ●   pseudo-artrosi al malleolo mediale e insufficienza di grado I. a destra;

    ●   pseudo-artrosi del processo postero-tali post-traumatico a sinistra;

    ●   lombosacralgia con sciatalgia destra su spondilolistesi L5/S1, discopatia L5/S1, spondilartrosi L5/S1 e L4-L5;

    ●   sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche degenerative C5-C6 e C6-C7;

    ●   gonartrosi bilaterale, più spiccata a destra post-traumatica (con episodi di gotta);

    ●   neuropatia bilaterale dal nervo mediano al tunnel carpale, prevalentemente a destra nell'ambito di una artrite-tendinopatia unica.

Faccio notare come il caso iniziale che ha condotto l'Ufficio Assicurazione Invalidità a riconoscermi una mezza rendita di invalidità (grado 54%, ulteriormente attestato dopo il 1. marzo 2007) non considerava la grave patologia alla caviglia destra così come gli ulteriori peggioramenti riscontrati nel frattempo.

Nel suo complesso, le limitazioni fisiche sulla mia capacità lavorativa, vanno ben oltre il 54% di grado di invalidità riconosciuto dopo il 1. marzo 2007.

Per il tramite del mio medico curante, mi sono quindi rivolto allo specialista in reumatologia e riabilitazione dott. med. __________ di __________, il quale - nel suo rapporto del 10.12.2007, prodotto in copia al presente ricorso - sottolinea e/o conferma, nell'ambito delle sue specializzazioni, quanto segue:

    ●   una sindrome lombo-vertebrale con dei dolori in particolar modo ai movimenti quindi a carattere meccanico da riferire alle discopatie conosciute;

    ●   la presenza di una osteocondrosi già assai rilevante con una pseudoanterolistesi di L5/S1;

    ●   la presenza di una spondilosi anteriore quale segno indiretto di un'instabilità segmentale;

    ●   la manifestazione probabile di uno sperone calcaneare.

Sottolineo inoltre che - nell'impossibilità economica di anticipare le spese legate ad una perizia multidisciplinare universitaria (vivo con la mezza rendita AI, una mezza rendita LPP ed un modesto contributo da parte della prestazione complementare) - avevo espressamente chiesto all'Ufficio Assicurazione Invalidità di sottopormi ad una perizia completa presso il Servizio di Accertamento Medico (SAM) . L'Ufficio Assicurazione Invalidità non ha ritenuto di favorire questa mia richiesta e - con un apprezzamento sommario ed incompleto - ha semplicemente deciso di ripristinare il diritto alla mezza rendita AI (grado 54%) a far capo dal 1. marzo 2007 (dopo avermi messo al beneficio di una rendita intera d'invalidità temporaneo per alcuni mesi). In questo contesto, assicuro che le risultanze di una eventuale perizia SAM saranno da me accettate senza riserva alcuna." (Doc. I)

Al ricorso ha pure allegato un certificato del dr. __________ del 10 dicembre 2007 (doc. A3).

                               1.4.   Con la risposta di causa del 22 gennaio 2008 l’Ufficio AI, riferendosi al preavviso del medico del Servizio medico regionale dell’AI (SMR), ha postulato la reiezione del ricorso osservando:

"  (...)

Con il ricorso l'assicurato chiede l'assegnazione di una rendita intera d'invalidità anche dopo il 1.3.2007 per un'invalidità almeno del 70%, subordinatamente ulteriori accertamenti e meglio una perizia pluridisciplinare del Servizio di accertamento medico dell'AI (SAM).

Egli indica di essere affetto da una pseudo artrosi al malleolo mediale e del processo postero-tali post-traumatico a sinistra, lombo sciatalgia con sciatalgia destra, sindrome cervico-vertebrale, gonartrosi bilaterale e neuropatia bilaterale dal nervo mediano al tunnel carpale. Il ricorrente sostiene che il 54% d'invalidità inizialmente fissato dall'UAI non aveva valutato ulteriori patologie presenti (caviglia destra, ulteriori peggioramenti) e che le sue limitazioni fisiche dopo il 1 marzo 2007 causano pure un'invalidità superiore al 54%.

Con il ricorso inoltra la nuova valutazione medica 10.12.2007 del Dr. __________, che indica una sindrome lombo-vertebrale, osteocondrosi, spondilosi anteriore, probabile sperone calcaneare.

Tali considerazioni e richieste ricorsuali, attinenti la valutazione del danno alla salute, unitamente all'intera documentazione medica agli atti ed alla nuova attestazione medica 10.12.2007 del Dr. __________, sono state sottoposte ad una ulteriore valutazione medica globale del Servizio medico regionale dell'AI (SMR). Dopo attenta valutazione di tutti gli elementi medici, con annotazioni mediche 16.1.2008, allegate, l'SMR ha valutato che il rapporto del Dr. __________ conferma l'evoluzione favorevole della problematica gottosa, che il rapporto del Dr. __________ 13.3.2007 corrisponde al periodo della valutazione peritale e la problematica del tunnel carpale presentava una evoluzione favorevole, di modo che non vi sono aspetti del danno alla salute che giustificano una diversa valutazione rispetto alla precedente valutazione SMR (cfr. annotazioni SMR 22.8.2007, doc. 156 inc. AI, e annotazioni SMR 2.10.2007, doc. 162 inc. AI) che viene confermata, Tale valutazione di incapacità lavorativa del 100% da aprile a novembre 2006 e alla base della decisione impugnata che è dunque corretta.

Visto quanto sopra, si chiede che codesto lodevole Tribunale voglia confermare la decisione impugnata e, conseguentemente, respingere il ricorso:" (Doc. VI)

                                         In uno scritto del 1. febbraio 2008 l’assicurato si è riconfermato nelle sue domande producendo documentazione medica e allegando:

"  (...)

Ø   Lo stesso ufficio AI sostiene nella sua risposta che, la mezza rendita (grado 54%) mi è stata riconosciuta a partire dal 1. agosto 1997 per affezioni "da pseudo artrosi del malleolo mediale e del processo posteriore talico posttraumatico sinistro e sindrome lombo spondilogena". La rendita intera temporanea (dal 1.7.2006 al 28.2.2007) è stata riconosciuta considerando un peggioramento dello stato di salute per artrite urica.

Ø   L'Ufficio AI non considera però che, per il problema al piede sinistro e su indicazione del PD dott. med. __________, avrei dovuto essere operato presso la __________ il 16 maggio 2005 (vedi allegato A). Tale intervento non è stato effettuato in quanto lo stesso dott. med. __________ non poteva offrirmi una garanzia di miglioramento, rispettivamente, l'intervento avrebbe presupposto la fissazione (bloccaggio) della caviglia sinistra. Come dire, fintanto che il piede sinistro "tiene", era meglio non operarmi. Fatto sta che da alcuni anni, con frequenza sempre più regolare, il mio piede sinistro "cede".

Ø   Per il piede sinistro, lo specialista dott. med. __________ (senza eseguire radiografie, si esprime per un probabile "sperono calcaneare" (vedi lettera dott. med. G. __________ allegato B).

Ø   Il problema evidenziato alle ginocchia (destra e sinistra) dal mio medico curante non è stato per nulla considerato nè risolto. Da una parte, dovrei sottopormi a due interventi meniscali ... d'altra parte questi interventi sono da rinviare in quanto provvederebbe una accelerazione della calcificazione alle due ginocchia con il prevedibile ritorno "sotto i ferri" nel volgere di pochi anni per l'innesto di due protesi (destra e sinistra).

Ø   Se da una parte i problemi ai due gomiti (destro e sinistro) si sono affievoliti, resta il fatto che la sensibilità alle mani continua a diminuire. Secondo i medici consultati, questo è dovuto ai disturbi al tunnel carpale bilaterale (più destro che sinistro).

Ø   I disturbi alla schiena, da discopatia conosciuta come rilevato negli anni '90, si è tramutata in sindrome lombo-vertebrale con dolori in particolar modo ai movimenti e quindi a carattere meccanico (vedi lettera dott. med. __________ allegato B).

Attraverso il mio medico curante, volevo effettuare una perizia completa (quindi, piede destro-sinistro, gomito destro-sinistro, ginocchio destro-sinistro, alluce destro, spalla sinistra, sindrome cervico-vertebrale e schiena) presso il dott. med. __________ specialista FMH in medicina interna e reumatologica. Il medesimo aveva però "declinato l'invito" nella misura in cui riteneva di non essere in grado di svolgere una perizia "su più fronti" e che, come consiglio, mi indirizzava verso una perizia neutra in ambito universitario (vedi allegato D).

Purtroppo, viste le mie ristrettezze economiche ("vivo" con 1'900.-- al mese, AI + PC + LPP), non sono in grado di affrontare tale perizia universitaria. Per questo motivo, seppur in via subordinata, ho sempre chiesto all'ufficio Assicurazione Invalidità di sottopormi ad una perizia pluridisciplinare SAM. Questa mia richiesta mi è stata negata ... ed ora, mi si dice che la mia situazione di salute non è peggiorata rispetto alla visita peritale del dott. med. __________ esperita nel lontano 1997.

Intendo inoltre allegare ancora due documenti presentati dal mio medico all'ufficio invalidità, datati 13 giugno 2006 (allegato E), e 18 settembre 2007 (allegato F) dove si spiegano tutte le problematiche, e dove in tutte due le richieste si chiede la possibilità di effettuare una perizia. I rapporti medici redatti a partire dal 2004-05, sino ad ora, a parte il miglioramento dell'artrite urica sotto controllo con farmaci, non mi appare parlino di miglioramento della mia salute.

Al contrario mi pare che ci sia sempre un peggioramento di anno in anno, vedi ultimo rapporto __________ del 10 dicembre 2007, dove segnala un probabile sperone calcaneare sul piede destro non ancora confermato da radiografie." (Doc. VIII)

                                         L’Ufficio AI, dal canto suo, si è ribadito nella sua richiesta di reiezione del ricorso (X) e l’assicurato, con ulteriore scritto del 26 febbraio 2008, ha nuovamente postulato di essere sottoposto ad una perizia multidiciplinare (XII).

considerato                    in diritto

                               2.1.   Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

                                         Occorre qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

                                         Dal momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire se l’amministrazione era legittimata a sostituire, a far tempo dal 1. marzo 2007, la rendita intera di invalidità con la mezza rendita già erogata all’assicurato in precedenza (dal 1. agosto 1997, doc. AI 116), fermo restando che non è contestata - ed esula quindi dal presente giudizio l’attribuzione di una rendita intera dal 1° luglio 2006 al 28 febbraio 2007 a seguito di una riconosciuta incapacità lavorativa totale.

                               2.3.   Per costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla revisione di decisioni amministrative (DTF 125 V 417; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03).

                               2.4.   L’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

"  Se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.”

I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

                               2.5.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, p. 216ss.).

                                         Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

                                         Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 p. 84 consid. 1b).

                                         Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a). Per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato, in linea di principio, il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione) (cfr. DTF 128 V 174).

                               2.6.   Nel caso concreto risulta che all’epoca dell’attribuzione della mezza rendita di invalidità, l’amministrazione, ricevuta una domanda di prestazioni del marzo 1997, esperiti i necessari accertamenti medici, aveva, tra l’altro, ordinato una perizia poi eseguita dal dr. __________, internista e reumatologo.

                                         Nel suo referto del 25 agosto 1997, il perito, esaminata la documentazione dell’incarto AI, aveva posto le seguenti diagnosi:

"  -   Lombo sacro-sciatalgie predominanti a dx con  spondilolistesi 

    L5/S1  in peggiora mento rispetto al 1993.

-   Discopatia L5/S1 e in minor misura L4/L5.

-   Spondiloartrosi L5/S1 e L4/L5.

-   Lievi disturbi statici con sopra elevazione del bacino sx, scogliosi a S.

-   Cervico occipitalgie con disturbi degenerativi C5/C6 e C6/C7 (osteocondrosi, discartrosi).

-   Poliatralgie con:

    · condropatie rotulee bilaterali

    · stato dopo frattura della rotula dx osteosintetizzata

    . piedi piatti bilaterali.

-   Sindrome del tunnel carpale bilaterale."

                                         A proposito della capacità lavorativa residua dell'assicurato sia quale operaio cantonale che come installatore di impianti sanitari, il perito aveva evidenziato quanto segue:

"  Trattandosi di due professioni relativamente pesanti dove il porto di oggetti pesanti soprattutto in posizioni anatomicamente non corrette (flessione ed estensione del corpo, carichi portanti a distanza del baricentro), in considerazione dei problemi presentati dal paziente, la sua capacità lavorativa è ridotta al 50%. Tale incapacità lavorativa è derivata soprattutto da problemi a livello lombare.

In effetti dai documenti radiologici in mio possesso, si può notare un netto peggioramento del problema lombare basso dell'arco degli ultimi 4 anni.

Un'attività più leggera in cui il paziente possa frequentemente cambiare posizione, non portare carichi elevati, può senz'altro essere effettuata anche in misura completa. Un'attività come quella di custode per esempio, dove si deve portare carichi più leggeri e distribuiti secondo il volere del paziente nell'arco della giornata, può essere richiesta anche in misura totale, così come un'attività di magazziniere o di autista magazziniere."  (cfr. doc. AI 19)

                                         L’Ufficio AI ha preso in seguito atto che l’assicurato aveva ripreso un’attività lavorativa a metà tempo quale custode dal 1. settembre 1997 (doc. AI 24).

                                         Con provvedimento 29 gennaio 1998 l’amministrazione ha quindi respinto la domanda di prestazioni ritenendo data una perdita di guadagno del 25% (doc. AI 30).

                                         A seguito della pronuncia di questa Corte del 16 novembre 1998 (inc. 32.98.31; cfr. doc. AI 53 e sopra consid. 1.1), l’Ufficio AI ha nuovamente interpellato il dr. __________, il quale, con scritto 26 marzo 1999, ha precisato:

"  Ho rivisto in data 25.3.99 il paziente.

Mi riferisco, per l'anamnesi dettagliata, al mio precedente scritto del 25 agosto '07.

All'esame odierno si nota una sostanziale stabilità rispetto all'esame del 25.08.1997.

In base a questa nuova visita, e in base alle constatazioni nella mia perizia, posso rispondere quanto segue:

-   Nell'attività svolta dal paziente presso la ditta __________ di __________ quale custode era esigibile un'attività in maniera limitata al 50%. In un'attività teorica di custode impegnandosi unicamente in lavori leggeri (non quindi come quello che effettuava il paziente tipo tagliare erba, dipingere camere, ecc.) e dove potesse gestirsi la sua giornata (cosa che non era proponibile presso la sua ditta) l'attività lavorativa sarebbe stata totale. Il paziente doveva quindi ritenersi inabile al lavoro in misura del 50% nella sua attività attuale." (Doc. AI 60-1)

                                         Avendogli quindi l’Ufficio AI riconosciuto il diritto a provvedimenti professionali dal 1. marzo 1999 al 16 agosto 2002 (doc. AI 61), l’assicurato ha intrapreso una riformazione come agente di manutenzione di apparecchi informatici.

                                         Nel suo scritto all’AI del 29 aprile 2002 il dr. __________, internista e medico curante dell’assicurato, ha affermato:

"  Pseudoartrosi malleolo mediale e insufficienza grado I. a destra: per tale patologia, ben documentata radiologicamente, il paziente è stato sottoposto a revisione del malleolo interno e resezione della punta antero-distale del malleolo interno e ricostruzione del ligamento deltoide così come resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.2001. In tale sede persiste soggettivamente una sintomatologia dolorosa e oggettivamente una dolenzia alla palpazione e una limitazione funzionale.

Pseudoartrosi del processo posteriore tali post-traumatico a sinistra: per tale patologia, pure documentata radiologicamente il paziente è stato sottoposto il 27.07.1999 ad una revisione, débriment e asportazione del frammento.

Lombo-sacralgia con sciatalgia a destra su spondilolistesi L5S1, discopatia L5-S1, spondilartrosi L5-S1 e L4-L5: in tale sede clinicamente è presente una rigidità della colonna lombare, una dolenzia all'inserzione tendineo-muscolari da L3 a S1.

Radiologicamente sono evidenziate le patologie sopra descritte.

Sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche degenerative C5-C6 e C6-C7.

Gonartrosi bilaterale, più spiccata a destra (post-traumatica): a livello delle due ginocchia, soprattutto a livello del ginocchio destro, sono evidenti clinicamente e radiologicamente delle lesioni artrosiche. Queste lesioni sono nettamente più spiccate a destra.

Gotta (?): il paziente ha presentato ripetutamente delle lesioni di artrite sia agli alluci, sia alle ginocchia. Ultimo episodio a livello del ginocchio destro dove si constatava clinicamente un'importante versamento articolare, rossore, calore. Queste alterazioni potrebbero essere secondarie ad una acutizzazione dell'artrosi. Tuttavia non può essere esclusa una gotta visto la persistenza di una iperuricemia. A questo proposito segnalo che il paziente sarà pertanto prossimamente al Dr. __________.

In considerazione della polipatologia sopra descritta ritengo che il paziente non sia in grado di svolgere la sua riformazione al 100%. Penso che sia auspicabile che il paziente possa continuare la sua formazione professionale limitando però la sua attività al 50%." (Doc. AI 84-1+2)

                                         L’amministrazione ha quindi richiesto un’ulteriore valutazione peritale al dr. __________, il quale, in data 27 giugno 2002, ha posto le seguenti diagnosi:

"  (...)

4.- DIAGNOSI con ripercussione sulla capacità lavorativa:

-     Pseudo artrosi del malleolo mediale, insufficienza di grado I della caviglia dx in stato dopo revisione e resezione della punta antero-distale del malleolo interno, ricostruzione del legamento deltoide e resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.01.

-     Pseudo artrosi del processo posteriore talico post-traumatico a sx in stato dopo revisione, debridement e asportazione del frammento il 27.7.'99.

-     Sindrome lombo-spondilogena cronica recidivante predominante a dx in  paziente con:

      ·  lievi disturbi statici con sopraelevazione del bacino a sx., scoliosi a S.

      · spondilolistesi L5/S1 peggiorata dal '93 al '97, stabile da allora.

      · discopatia L4/L5 < L5/S 1.

      · spondilartrosi L4/L5, L5/S1.

-     Sindrome cervico-spondilogena cronica recidivante con: · osteocondrosi e discartrosi C5/C6, C6/C7.

-     Gonalgie bilaterali predominanti a dx. con:

      ·  gonartrosi e osteofitosi del compartimento femoro-patellare e femoro-tibiale interno predominante a dx.

-     condrocalcinosi bilaterale predominante a dx. con episodi acuti occasionali:

      ·  stato dopo frattura della rotula dx osteosintetizzata. (...)"

(Doc. AI 90-6+7)

                                         esponendo la seguente valutazione:

"  (...)

5.- VALUTAZIONE E PROGNOSI

Il paziente lamenta quindi una serie di patologie del sistema osteo-articolare importanti, che sommate ne riducono certamente le capacità fisiche lavorative. Rispetto alla mia precedente perizia del 1997, attualmente i dolori cervicali e lombari sono rimasti stabili (non per questo sono migliorati ma con l'evitare lavori particolarmente pesanti sono divenuti sopportabili).

Nel frattempo sono invece apparsi dei dolori agli arti inferiori, ai piedi, soprattutto caviglie e alle due ginocchia, con radiologicamente già una pseudoartrosi alla cavi­glia dx, un'artrosi iniziante al compartimento femoro-patellare e femoro-tibiale interno delle due ginocchia predominante a dx., reperti senz'altro importanti per la giovane età del paziente

Inoltre condrocalcinosi alle due ginocchia eventualmente alla sinfisi pubica, che provocano degli attacchi acuti, che sono quindi attribuibili alla condrocalcinosi (Pseudogotta).

Si sa che la condrocalcinosi è associata spesso con un artrosi precoce. Una condro­calcinosi in un paziente così giovane deve indurre il medico curante alla ricerca delle cause secondarie (emocromatosi, distiroidismo, disturbo del calcio e del fosforo,      ipomagnesiemia in una sindrome di Bartter o simile).

Dal punto di vista lavorativo sono soprattutto le problematiche alle due caviglie e alle due ginocchia che sembrano limitare la sua capacità. In effetti questa può senz'altro essere limitata a mezza giornata visti i reperti oggettivi ritrovati. Il pazien­te deve essere incitato a perdere più peso possibile poiché è ampiamente riconosciuto che il sovrappeso è un fattore importante in caso di artrosi alle ginocchia o delle caviglie. La perdita di peso dovrebbe consistere in almeno 20 kg.

B. CONSEGUENZE SULLA CAPACITA' DI LAVORO 

2.   Conseguenza dei disturbi sull'attività attuale:

2.1                                                                          anche nell'attività attuale dove il paziente è spesso in piedi, porta a volte dei carichi anche superiori ai 15-20 kg, deve mantenere delle posizioni tenute a lungo, per più di mezz'ora'/o ora, le sue capacità lavorative sono ridotte in misura del 50%.

2.2                                                                          il paziente potrebbe fare più facilmente delle attività dove rimanga più spesso seduto (non più di 40-50 minuti poi deve potersi alzare) e non debba portare nessun carico pesante.

Le patologie complesse sia a livello del rachide che delle articolazioni inferiori, limitano fortemente la funzionalità residua del paziente.

2.3                                                                          sì.

2.4                                                                          in misura del 50% a sapere 4-5 ore al giorno (5 ore comprendenti delle pause ogni tanto): questo vuol dire capacità ridotta al 50%.

2.5 2.6  rimangono le limitazioni già descritte nella perizia del 1997 essenzialmente: evitare porto di carichi pesanti superiori ai 15 kg, evitare posizioni mantenute sia in piedi che seduto per più di 40-50 min., evitare posizioni con il rachide piegato in avanti sia a livello lombare che cervicale. Evitare di camminare più di 30-40 minuti per il problema alle gambe.

2.7                                                                          dal 1997.

2.8                                                                          è rimasta sostanzialmente stabile.

(…)

3.   vista la patologia estremamente complessa presentata dal paziente, le attività che potrebbe esercitare sarebbero essenzialmente quelle d'ufficio, dove egli possa rima­nere una parte del tempo seduto ma potendo cambiare spesso posizione. Esempio: impiegato di banca, di un'assicurazione, o in un ufficio, anche in un'attività come benzinaio, cassiere, custode, le sue capacità risulterebbero ugualmente limitate al 50%. In effetti qualsiasi tipo di queste attività che non siano d'ufficio, determinano spesso la posizione eretta a lungo, portare carichi ecc.

3.2                                                                          in un'attività d'ufficio estremamente leggera, potrebbe svolgere un lavoro quasi completo (80-100%).

In questo caso se veramente sono rispettati tutte le limitazioni funzionali del paziente non vi sarebbero limitazioni ulteriori." (Doc. AI 90-7+8+9)

                                         Dopo avere interpellato la consulente in integrazione professionale - la quale, operato il confronto dei redditi, aveva stabilito una perdita di guadagno del 54% -, l’Ufficio AI, mediante provvedimento del 15 aprile 2004 (rimasto incontestato), ha quindi attribuito al richiedente una mezza rendita di invalidità dal 1. agosto 1997, ritenendo data un’incapacità lavorativa del 54% e motivando:

"  (...)

Esito degli accertamenti:

Dal 12 agosto 1996 (inizio dell'anno di attesa) la sua capacità lavorativa è limitata in modo rilevante.

●  Dalla documentazione medico-specialistica acquisita all'incarto, ed in particolare dalla perizia eseguita dal Dr. __________, si evince che la professione svolta presso il Municipio di __________ non è più esigibile, è abile nella misura del 50% nell'attività appresa (agente di manutenzione di apparecchi informatici) così come in altre attività di tipo leggere ma non sedentarie; professioni generiche non richiedenti qualifiche specifiche e rispecchianti le indicazioni mediche, quindi leggere e sedentarie, sono esigibili in misura dell'80-100%.

                                                                           Di seguito si riporta il calcolo effettuato per fissare il grado d'invalidità:

    Reddito annuale esigibile:

    Reddito annuale esigibile:

    senza invalidità                    CHF  59'025.-con invalidità                        CHF 26'801.-perdita di guadagno             CHF  32'224.--= Grado d'invalidità 54%

(Doc. AI 111-1 e 117)

                                         Avviata nel giugno 2006 una revisione d’ufficio della prestazione, l’amministrazione ha interpellato il medico curante di RI 1, dr. __________, il quale, nel suo rapporto 27 giugno 2006, allegati altri referti medici, ha concluso per un’inabilità lavorativa completa dal 14 giugno 2006 (poi corretta in 28 aprile 2006, doc. AI 138) per le seguenti diagnosi:

"  (...)

Sindrome lombovertebrale cronica su turbe statiche, lesioni artrosiche degenerative, disbalance muscolare, spondilosi L5-S1.

Sindrome cervico-vertebrale su turbe statiche e lesioni artrosiche degenerative.

Pseudo-artrosi malleolo mediale e insufficienza grado I, a dx.

Stato dopo trauma distorsivo della caviglia sinistra.

Esiti dopo intervento di Kidner al piede dx. e resezione del processo posteriore del tali a sx. Artrite caviglia sinistra d'origine indeterminata (2004).

Instabilità del retro-piede sx. post-traumatica con osteocondritis tali sottotalare. Gonalgia bilaterale nell'ambito di una condrocalcinosi bilat." (...)" (Doc. AI 136-1)

                                         e motivando:

"  (...)

Segnalo che nel corso degli ultimi anni il paziente ha presentato in particolare un peggioramento di una sintomatologia dolorosa alle due ginocchia nell'ambito di una calcinosi del ginocchio bilaterale con probabile meniscopatia medio-laterale delle due ginocchia. In questo contesto il paziente ha presentato sovente delle gonalgia acute con versamento interarticolare. Per una vostra migliore documentazione invio il rapporto del Dr. __________ del 14.06.2006, rapporto MRI del ginocchio destro del 23.05.2006, rapporto MRI del ginocchio sinistro del 7.02.2006, rapporto del Dr. __________ del 18.05.2006.

In considerazione di queste patologie il paziente è stato sottoposto ripetutamente a delle terapie antalgiche-antinfiammatorie, cure fisioterapiche e sono previsti prossimamente degli interventi artroscopici.

Il paziente continua poi a presentare una sintomatologia dolorosa a livello della caviglia sinistra e del retro-piede bilateralmente sulle patologie a voi già ben note. Infine da segnalare episodi recidivanti di cervicalgie e lombalgie già precedentemente documentate.

Segnalo pure un trauma distorsivo della caviglia sinistra avvenuto nel 2003 (vedi rapporto del Prof. __________).

In considerazione di questa complessa patologia ortopedico-reumatologica ritengo che debba essere rivista l'inabilità lavorativa concernente il sopraccitato paziente con una perizia specialistica." (Doc. AI 136-2)

Esaminati questi atti, il dr. __________ del SMR, in data 14 novembre 2006 ha affermato:

"  (...)

Le patologie rispettivamente le diagnosi indicate nella documentazione medica recentemente fornita non si differenziano da quanto già contenuto nella perizia del Dr. __________ del 2002.

Secondo il rapporto del Dr. __________ del giugno 2006 erano previsti interventi operatori per problemi già noti.

Dalle informazioni raccolte presso la segreteria del medico citato nessun intervento è in programma.

Conclusione:

Con la documentazione a disposizione non abbiamo nessuna giustificazione medica oggettiva a conferma del peggioramento riferito dal medico curante.

Una perizia non è al momento indicata.

Lo stato di salute è da considerare stazionario." (Doc. AI 141-1)

                                         In data 14 dicembre 2006 il dr. __________, reumatologo, ha fatto pervenire un certificato del seguente tenore:

"  Ho in cura questo vostro sopramenzionato assicurato a partire dal 24.03.2004 quando si è presentato per la prima volta con dei gonfiori articolari a livello della caviglia di sinistra. Il paziente è stato poi trattato con anti-infiammatori non steroidali. L'ultima visita era risalente al 29.08.2004. Egli si è poi ripresentato da me a partire dal 28.03.2006, con episodi ripetuti di gonfiori articolari a livello della caviglie bilateralmente a carattere altalenante, nonché la presenza di un importante gonfiore e versamento alle ginocchia a carattere altalenante dapprima a quello destro ed in seguito al sinistro.

Sono state eseguite delle punzioni articolari e delle infiltrazioni con corticosteroidi. Gli esami di laboratorio del liquido sinoviale hanno potuto evidenziare la presenza di cristalli di acido urico. Si tratta quindi in questo paziente di un'artrite urica con importante esacerbazione dolorosa e clinica con versamenti ripetuti a partire dal mese di aprile del 2006. Sono state quindi necessarie ripetute infiltrazioni intra-articolari, in particolar modo alle ginocchia, l'ultima delle quali risale al 04.07.2006.

E' stata introdotta una terapia medicamentosa anti-infiammatoria con Lodin 600, Co­Dafalgan al bisogno per i dolori. E' stata iniziata quindi una terapia medicamentosa uricostatica con Zyloric 300 mg una pastiglia giornaliera. Grazie a queste terapie si è assistito progredientemente al miglioramento delle condizioni di salute, in particolar modo non si sono più manifestate delle sinoviti o dei gonfiori articolari. Non sono più state necessarie delle punzioni. I valori dell'acido urico si sono mantenuti nella norma. Tenendo in considerazione quindi quest'evoluzione, è da ritenere che il paziente ha presentato un'incapacità lavorativa completa dal mese di aprile via fino almeno all'ultima visita del 08.11.2006. E' da attendersi un ulteriore miglioramento della problematica infiammatoria reumatica se sarà continuata la dieta e la terapia uricostatica.

In questo senso il paziente non dovrebbe più nel futuro avere problematiche riferibili a questa patologia. Persistono invece tutti i suoi problemi di tipo post-traumatico e degenerativo.

Egli è in cura da vari ortopedici per queste problematiche. Non ho mai preso a carico personalmente queste patologie limitandomi ad inviare il paziente per una valutazione ortopedica globale al Dr. __________ presso __________."

(Doc. AI 144-1+2)

                                         Nelle sue Annotazioni del 20 dicembre 2006 il dr. __________ del SMR ha affermato:

"  (...)

Conclusioni:

È evidente dal rapporto del Dr. __________ che si l'assicurato ha avuto un peggioramento passeggero dello stato di salute nel 2006 dovuto ad artrite urica, regredito però completamente.

Il problema dell'iperuricemia è ben controllabile con farmaci.

La nuova affezione diagnosticata non ha carattere invalidante.

Per quanto riguarda le affezioni ortopediche-reumatologiche sopra elencate dagli atti medici a disposizione non risultano cambiamenti di rilievo in grado di influenzare il grado di invalidità assegnato."

(Doc. AI 147-2)

                                         Il dr. __________ in data 13 marzo 2007 ha precisato:

"  Come richiesto nella sua lettera del 5.03.2007 le segnalo che il paziente è tuttora in mia cura e presenta numerose patologie e in particolare:

Una pseudo-artrosi al malleolo mediale e insufficienza di grado I. a destra. Per tale patologia che è stata documentata radiologicamente il paziente è stato sottoposto a revisione del malleolo interno e resezione della punta antero-distale del malleolo interno e ricostruzione del ligamento deltoide così come una resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.2001. In tale sede persiste tuttavia una sintomatologia dolorosa e una dolenzia alla palpazione del malleolo.

Pseudo-artrosi del processo postero-tali post-traumatico a sinistra. Per tale patologia pure documentata radiologicamente il paziente è stato sottoposto il 27.07.1999 a una revisione, débridement e asportazione di un frammento.

Lombosacralgia con sciatalgia destra su spondilolistesi L5/S1, discopatia L5ISI, spondilartrosi L5/S1 e L4-L5. In tale sede è presente clinicamente una dolenzia alla palpazione della muscolatura paralombare soprattutto da L3 a S1.

Sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche degenerative C5-C6 e C6-C7.

Gonartrosi bilaterale più spiccata a destra (post-traumatica). A livello delle due ginocchia soprattutto a livello del ginocchio destro sono evidenti clinicamente e radiologicamente delle lesioni artrosiche.

Il paziente presenta pure con ogni probabilità degli episodi di gotta. In effetti il paziente ha presentato ripetutamente delle lesioni di artrite sia agli alluci sia alle ginocchia con in questa sede anche la presenza di un versamento intra-articolare. Il paziente presenta in effetti una iperuricemia.

Neuropatia bilaterale dal nervo mediano al tunnel carpale prevalentemente a destra nell'ambito dì una artrite-tendinopatia urica. (...)" (Doc. AI 153-1+2)

                                         Valutata tutta la documentazione medica, con rapporto medico 22 agosto 2007 il dr. __________ del SMR ha concluso:

"  (...)

Diagnosi principale

- Gonartrosi bilaterale più spiccata a dx (post-traumatica) - Sindrome cervico-vertebrale su lesioni artrosiche degenerative C5/C6 e C6/C7 - Lombosacralgia con sciatalgia dx su spondilolistesi L5/S1,   discopatia L5/S1, spondilartrosi L5/S1 e L4/L5 - Pseudo-artrosi del processo postero-tali post-traumatico a   sx - Pseudo-artrosi al malleolo mediale e insufficienza di gradi   I a dx

Codice ICD 10

Codice AI

Ulteriori diagnosi senza influsso sulla CL

- Neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel carpale   prevalentemente a sx nell'ambito di un'artrite-tendinopatica urica

(...)

Limiti funzionali

- Evitare porto di carichi pesanti superiori ai 15 kg.   Evitare posizioni mantenute sia in piedi che seduto per più   di 30-40 minuti

(...)

Attualmente l'A. risulta comunque disoccupato, mentre il suo medico curante, Dr. __________, riferisce un aggravamento dello stato di salute con IL totale dal 28.04.2006 per "condrocalcinosi e condropatia bicompartimentale alle ginocchia bilateralmente, in particolare a sx", (certificato medico del Dr. __________. ortopedico, del 14.06.2006) e una "neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel carpale prevalentemente a dx nell'ambito di un'artrite-tendinopatica urica" (certificato medico del Dr. __________, neurologo, del 21.12.2006)

Procedere:

Per le stesse motivazioni mediche documentate dall'SMR in data 20.12.2006 (dove si evince che il peggioramento dello stato di salute dovuto ad un'artrite urica può essere soggetto a miglioramento a seguito di farmacoterapia), come pure attesta il certificato medico del Dr. __________ che c'era stata una regressione della sintomatologia (che nei casi acuti può essere soggetta ad infiltrazioni nonché a decompressione del n. mediano), ritengo che le affezioni ortopediche-reumatologiche sopra elencate dagli atti medici a nostra disposizione non influenzano il grado di invalidità assegnato del 54%. Rimane giustificata, dal punto di vista medico solo una IL del 100% in ogni attività da aprile a novembre 2006." (Doc. AI 156-1+2)

                                         Alla luce di questi accertamenti, l’amministrazione, con il provvedimento contestato, ha attribuito all’assicurato una rendita intera limitatamente al periodo dal 1. luglio 2006 (tre mesi dopo il peggioramento) al 28 febbraio 2007 (tre mesi dopo l’attestata ripresa della capacità lavorativa al 50%) e dal 1. marzo 2007 confermato la mezza rendita di invalidità (doc. AI 165; cfr. sopra consid. 1.2).

                                         Allegato al ricorso è stato presentato un certificato datato 10 dicembre  2007 del curante dr. __________ del seguente tenore:

"  Ho visto questo nostro sopramenzionato paziente, che per quanto riguarda le problematiche infiammatorie articolari in particolar modo la sua artrite urica sembra essere bene sotto controllo. Non vi sono più stati episodi infiammatori articolari. Il paziente asserisce di continuare la sua terapia medicamentosa con un uricostatico. Da lui è importante controllare la compliance e quindi controllare anche regolarmente negli esami di laboratorio i valori dell'acido urico. Per quanto riguarda i disturbi attuali, vi è una sindrome lombo-vertebrale con dei dolori in particolar modo ai movimenti quindi a carattere meccanico da riferire alle sue discopatie conosciute, in particolar modo a livello del segmento L5/S1 dov'è presente un'osteocondrosi già assai rilevante con una pseudo­anterolistesi di L5 su S1 e di una spondilosi anteriore quale segno indiretto di un'instabilità segmentale. Egli mi segnala poi la presenza di un dolore nella zona piantare del calcagno destro con un dolore spiccato alla palpazione. Non ho eseguito radiografie, ma probabilmente si tratta di uno sperone calcaneare. Ho ordinato per quanto riguarda la colonna vertebrale delle fisioterapie ambulatoriali. Le terapie medicamentose potranno continuare come finora. Gli ho inoltre consegnato una ricetta per l'applicazione di Talonette di Viskohel soft spot." (Doc. A3)

                                         In proposito, nelle sue Annotazioni del 16 gennaio 2008, il medico SMR dr. __________ ha concluso:

"  L'attuale rapporto del dr. __________ conferma l'evoluzione favorevole della problematica gottosa con assenza di episodi infiammatori a livello articolare.

Il rapporto del dr. __________ del 13.3.2007 corrisponde in pratica a quello del 29.4.2002 che corrisponde al periodo della valutazione peritale (perizia dr. __________). La problematica nuova del tunnel carpale aveva già mostrato una evoluzione favorevole (vedi rapporto del dr. __________ di 12.2006).

In conclusione si conferma la valutazione SMR precedente."

(Doc. VI/bis)

                               2.7.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004 nella causa C., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause G., U 329/01 ed S., U 330/01; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989, p. 31). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella causa B., I 569/97; STFA 28 novembre 1996 nella causa F., U 113/96; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; DTF 123 V 175, consid. 4b, pag. 178; Pratique VSI 2001 pag. 106, consid. 3c, pag. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Massima Istanza ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa C., I 355/03).

                                         Per quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, in dubbio, egli attesterà in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; Pratique VSI 2001 p. 109; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialver-sicherungsrecht, 1997, p. 230).

                                         Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause G., U 329/01 e S., U 330/01).

                               2.8.   L’assicurato, da anni, è affetto dalle diverse patologie elencate come segue dal dr. __________ nella sua perizia del 25 agosto 1997 (doc. AI 19):

"  -                                                                             Lombo sacro-sciatelgie predominanti a dx con spondilolistesi

    L5/S1.

-   Discopatia L5/S1 e in minor misura L4/L5.

-   Spondiloartrosi L5/S1 e L4/L5.

-   Lievi disturbi statici con sopra elevazione del bacino sx, scogliosi a S.

-   Cervico occipitalgie con disturbi degenerativi C5/C6 e C6/C7 (osteocondrosi, discartrosi).

-   Poliatralgie con:

    · condropatie rotulee bilaterali

    · stato dopo frattura della rotula dx osteosintetizzata

    . piedi piatti bilaterali.

-   Sindrome del tunnel carpale bilaterale."

                                         Nella successiva perizia del 27 giugno 2002, sulla quale poi si è in sostanza basata l’amministrazione per rendere la decisione del 15 aprile 2004 (cfr. consid. 1.1), il dr. __________ ha posto le seguenti diagnosi:

"  (...)

-     Pseudo artrosi del malleolo mediale, insufficienza di grado I della caviglia dx in stato dopo revisione e resezione della punta antero-distale del malleolo interno, ricostruzione del legamento deltoide e resezione dell'osso accessorio navicolare il 24.10.01.

-     Pseudo artrosi del processo posteriore talico post-traumatico a sx in stato dopo revisione, debridement e asportazione del frammento il 27.7.'99.

-     Sindrome lombo-spondilogena cronica recidivante predominante a dx in  paziente con:

      ·  lievi disturbi statici con sopraelevazione del bacino a sx., scoliosi a S.

      · spondilolistesi L5/S1 peggiorata dal '93 al '97, stabile da allora.

      · discopatia L4/L5 < L5/S 1.

      · spondilartrosi L4/L5, L5/S1.

-     Sindrome cervico-spondilogena cronica recidivante con: · osteocondrosi e discartrosi C5/C6, C6/C7.

-     Gonalgie bilaterali predominanti a dx. con:

      ·  gonartrosi e osteofitosi del compartimento femoro-patellare e femoro-tibiale interno predominante a dx.

-     condrocalcinosi bilaterale predominante a dx. con episodi acuti occasionali:

      ·  stato dopo frattura della rotula dx osteosintetizzata. (...)"

(Doc. AI 90-6+7)

                                         In sostanza dunque la mezza rendita di invalidità è stata riconosciuta per un’inabilità lavorativa nelle attività lavorative da ultimo esercitate (come installatore sanitario, impiegato comunale e custode), del 50% (secondo il dr. __________ in un’attività estremamente leggera da svolgere da seduto, tipo impiegato d’ufficio, l’abilità era dell’80-100%; doc. AI 90-8) a dipendenza soprattutto delle problematiche e dei dolori alle caviglie e ai piedi, alle ginocchia, oltre che alle lombo-sacralgie bilaterali. Le problematiche lamentate alla spalla (periartropatia scapolo-omerale), le cervico-scapolalgie, lo stato dopo frattura di un dito della mano sinistra e l’affezione al tunnel carpale, non sono invece state considerate dal perito limitanti per la capacità lavorativa (doc. AI 90-7; cfr. sopra consid. 2.6).   

                                         Avviata nel giugno 2006 una procedura di revisione, il medico curante dr. __________ ha indicato un peggioramento della situazione, da situare alla fine del mese di aprile 2006, da ascrivere essenzialmente ad un aumento dei dolori alle due ginocchia (doc. AI 136). Il curante ha poi segnalato il persistere della già nota sintomatologia dolorosa a livello della caviglia sinistra e del retropiede bilateralmente oltre ai, pure già noti, episodi recidivanti di cervicalgie e lombalgie come pure un trauma distorsivo della caviglia sinistra avvenuto nel 2003 (doc. AI 136-2).

                                         In questo contesto ha certificato un’incapacità lavorativa completa dall’aprile 2006 (doc. AI 138; cfr. sopra consid. 2.6).

                                         Da questo rapporto medico e dagli atti allegati si desume in altre parole che nell’aprile 2006 l’assicurato ha subito un peggioramento a causa di un aggravamento importante dei dolori alle ginocchia e alle caviglie.

                                         In particolare, i referti agli atti e in particolare quello del dr. __________ del 14 dicembre 2006 (doc. AI 144; cfr. sopra consid. 2.6), documentano che l’assicurato è affetto da artrite urica e che tale patologia ha determinato, dal mese di aprile 2006 appunto, importanti esacerbazioni dolorose e cliniche, con gonfiori articolari e versamenti alle ginocchia. Eseguite ripetute infiltrazioni intra-articolari e introdotta una terapia medicamentosa anti-infiammatoria e uricostatica, si è assistito ad un miglioramento delle condizioni con assestamento dei valori di acido urico e assenza di sinoviti e gonfiori articolari. Dopo aver riferito di tale situazione, lo specialista dr. __________, nel certificato del 14 dicembre 2006, ha attestato un’inabilità lavorativa completa dall’aprile al novembre 2006, sottolineando nel contempo l’avvenuto miglioramento delle condizioni a seguito delle terapie introdotte e che per il futuro vi era da attendersi un ulteriore miglioramento della problematica infiammatoria reumatica (doc. AI 144; cfr. consid. 2.6).

                                         Alla luce di questi atti questo TCA, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore probatorio di rapporti medici, non intravede ragioni che impediscano di far proprie le conclusioni cui è giunta l’amministrazione. In effetti dagli atti emerge che rispetto alla situazione esistente al momento dell’attribuzione della mezza rendita di invalidità, vale a dire nel mese di aprile 2004, situazione descritta nella perizia del dr. __________ del 27 giugno 2002 e nel certificato del dr. __________ del 29 aprile 2002 (doc. AI 90, 84; cfr. consid. 2.6), si è assistito ad un temporaneo peggioramento delle condizioni di salute dell’assicurato a motivo del manifestarsi acuto dell’artrite urica e delle conseguenti importanti esacerbazioni dolorose e cliniche, con gonfiori articolari e versamenti alle ginocchia dal mese di aprile 2006. Grazie alle terapie intraprese, nel corso di novembre 2006 la situazione si è però nuovamente stabilizzata, i menzionati disturbi essendo completamente regrediti.

                                         Quanto invece alle altre problematiche lamentate dall’assicura-to, e meglio le affezioni ortopediche-reumatologiche, a ragione il medico SMR dr. __________ ha affermato che non risultavano, rispetto all’epoca di attribuzione della mezza rendita, cambiamenti di rilievo, ossia in grado di influenzare il grado di invalidità riconosciuto (doc. AI 147).

                                         In effetti, anche il dr. __________ nel suo certificato del 13 marzo 2007 (cfr. doc. AI 153 e sopra consid. 2.7), ha elencato le diagnosi già note non segnalando alcun peggioramento (cfr. in particolare rispetto alla precedente valutazione del 29 aprile 2002, doc. AI 84). L’unica affezione nuova rispetto alle precedenti certificazioni del dr. __________ è quella del tunnel carpale al polso destro. Ora, va innanzitutto rilevato che tale problematica era già presente all’epoca della prima valutazione peritale del dr. __________ eseguita nell’agosto 1997 (doc. AI 19); in quella sede il perito non le aveva comunque attribuito valenza invalidante. D’altra parte va rilevato che anche questa patologia è connessa con l’artrite urica manifestatasi con prepotenza nell’aprile 2006 e, come detto, poi stabilizzata dalla fine di novembre 2006. Nel suo rapporto del 21 dicembre 2006 il dr. __________, neurologo interpellato proprio a motivo della neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel carpale, ha in effetti confermato che il disturbo si inseriva nell’ambito dell’artrite urica attestando pure l’avvenuto miglioramento a seguito della citata terapia medicamentosa e della posa di stecche di fissazione (doc. AI 155-3, 5).

                                         Quanto al problema alla caviglia sinistra, lamentato dal ricorrente, lo stesso era stato già debitamente segnalato dal dr. __________ e, quindi, valutato nell’ambito dell’esame complessivo della capacità lavorativa dell’assicurato. Trattasi in particolare di un problema di instabilità laterale su allungamento dell’apparato legamentare esterno associato a un problema statico di retropiede in varo, come attestato dal dr. __________, ortopedico, il 18 maggio 2006 (doc. AI 155-10). Delle relative ripercussioni sulla capacità lavorativa dell’interessato è comunque stato tenuto debitamente conto nell’ambito della valutazione complessiva della capacità lavorativa. Del resto, il fatto che tale problematica potrebbe beneficiare di un miglioramento mediante un’operazione chirurgica non può evidentemente modificare le attuali conclusioni sull’abilità lavorativa.

Alla luce di questi riscontri medici, pertinentemente il medico SMR dr. __________, nel suo rapporto medico 22 agosto 2007, ha rilevato come le ripercussioni sulla capacità lavorativa causate dalle problematiche ortopediche-reumatologiche erano da

considerare invariate rispetto alla situazione accertata in sede di attribuzione, nell’aprile 2004, della mezza rendita di invalidità (cfr. in particolare la valutazione del dr. __________ del giugno 2002) (doc. AI 156). D’altra parte quanto alle problematiche alle ginocchia (“condrocalcinosi e condropatia bicompartimentale alle ginocchia bilateralmente”) e ai polsi (“neuropatia bilaterale del nervo mediano al tunnel carpale”) segnalate quale peggioramento dal medico curante e poi oggetto di esame degli specialisti dr. __________, dr. __________ e dr. __________, il medico SMR ha giustamente evidenziato che era ravvisabile un notevole miglioramento della situazione, con una stabilizzazione, a partire dal mese di novembre 2006. Di conseguenza il dr. __________ ha concluso escludendo un peggioramento di rilievo dello stato di salute rispetto alla valutazione del dr. __________ del 27 giugno 2002 e, quindi, all’epoca di attribuzione della mezza rendita, fatta eccezione del limitato periodo di inabilità totale a dipendenza della citate affezioni acute alle ginocchia (e ai polsi), dal mese di aprile al novembre 2006 (doc. AI 156; cfr. sopra consid. 2.6).

                                         Sulla base di queste conclusioni, che non prestano il fianco a censura alcuna ma appaiono sorrette da validi e pertinenti accertamenti medici, a ragione quindi l’Ufficio AI, attribuita una rendita intera dal 1. luglio 2006 al 28 febbraio 2007 per le conseguenze dell’acutizzarsi e dell’esacerbazione dolorosa e clinica dell’artrite urica, a partire dal 1. marzo 2007 (tre mesi dopo l’accertato intervento del miglioramento da situare al mese di novembre 2006 conformemente al referto del dr. __________, doc. AI 144-1 e sopra consid. 2.7; cfr. l’art. 88 OAI) ha confermato la concessione della mezza rendita di invalidità in luogo della prestazione intera riconosciuta a titolo transitorio (doc. AI 57).

                                         D’altra parte, l’assicurato, pur contestando le conclusioni dell’amministrazione in punto alla sua residua capacità lavorativa (che sostanzialmente ritiene inferiore al 50% anche dopo il mese di novembre 2006) non ha prodotto certificazioni idonee a apportare elementi nuovi di valutazione o a permettere di stabilire con chiarezza un peggioramento duraturo (vale a dire permanente, anche dopo il mese di novembre 2006) dello stato di salute intervenuto tra la perizia del dr. __________ del 27 giugno 2002 e la decisione impugnata del 14 novembre 2007. Decisione che, sia ribadito, delimita il potere cognitivo di questa Corte (il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è state resa; cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4; cfr. anche DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102).

In effetti, l’unica certificazione nuova prodotta dal ricorrente è quella del 10 dicembre 2007 del dr. __________ (doc. A3; cfr. sopra consid. 2.6). Ora, la stessa non è tale da modificare le conclusioni cui sono giunti i succitati specialisti. In particolare, tale certificato non permette di stabilire con chiarezza un peggioramento dello stato di salute del richiedente intervenuto tra la perizia del __________ 27 giugno 2002 e la decisione contestata o di dedurre l’esistenza di un’inabilità lavorativa a dipendenza degli esiti della manifestazione acuta della gotta anche per il periodo successivo al mese di novembre 2006. In effetti, il dr.  __________, dopo aver sottolineato l’assenza di nuovi episodi infiammatori articolari e il fatto che l’artrite urica è ben sotto controllo, si limita ad attestare le patologie già note, e meglio la sindrome lombovertebrale su alterazioni degenerative, oltre ai lamentati disturbi alla zona plantare del calcagno destro (su possibile sperone calcaneare). Lo specialista non si pronuncia per contro sull’eventuale valenza invalidante di tali patologie né, quindi, sul grado di inabilità lavorativa del paziente. Preso atto di tale certificazione, con pertinenza il medico SMR dr. __________ (doc. VIbis) ha osservato come tale referto confermasse l’evoluzione favorevole della problematica gottosa, non documentando per contro elementi che potessero in qualche modo attestare un’evoluzione negativa, nel senso di un aggravamento, delle condizioni di salute dell’assicurato rispetto all’epoca della concessione della mezza rendita (doc. VIbis; consid. 2.7). Va segnalato del resto come il dr. __________ nemmeno più menziona le altre problematiche segnalate dal ricorrente, in particolare quella relativa al tunnel carpale, questo a dimostrazione dell’evoluzione positiva avuta anche da tale patologia.

Né d’altra parte l’ulteriore documentazione prodotta dal ricorrente in corso di causa – segnatamente lo scritto 6 marzo 2007 del dr. __________ al dr. __________, doc E - apporta elementi oggettivamente apprezzabili e atti a giustificare una differente interpretazione dello stato valetudinario rispetto a quello valutato dall’Ufficio AI.

A prescindere quindi dalle considerazioni che si impongono, giusta la richiamata giurisprudenza, in punto alle certificazioni rese dai medici curanti (cfr. sopra consid. 2.7), bisogna quindi concludere che dalle attestazioni del dr. __________ e del dr. __________ non si rilevano elementi suscettibili di modificare le conclusioni cui è giunta l’amministrazione nel provvedimento censurato.

                                         Al proposito va comunque anche ricordato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti).

                                         Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

                                         Ora, questo Tribunale - ribadito come il ricorrente non ha prodotto alcuna documentazione medica di rilievo o fornito elementi idonei a dimostrare con alta verosimiglianza l’intervento di un peggioramento rilevante e duraturo delle sue condizioni di salute rispetto alla situazione accertata all’epoca dell’attribuzione della mezza rendita di invalidità e meglio della resa del referto peritale del dr. __________ del 27 giugno 2002 (doc. AI 90) e del certificato del dr. __________ del 29 aprile 2002 (doc. AI 84), rispettivamente la sussistenza, dopo il mese di novembre 2006, della problematica gottosa in forma acuta e suscettibile di influire sulla capacità lavorativa - ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per valutare l'inabilità lavorativa dell'assicurato sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario l'esperimento di ulteriori accertamenti.

                                         In conclusione, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze specialistiche, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che sino al momento dell’emanazione del querelato provvedimento l'assicurato presentava un’incapacità lavorativa medico-teorica del 54% nella sua attività professionale di installatore sanitario o impiegato comunale, fatto salvo un periodo di incapacità totale dal mese di aprile al mese di novembre 2006.

Si ribadisce tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento in lite, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V 140 e 129 V 4). In caso di peggioramento rilevante delle condizioni di salute, debitamente comprovato da pertinente documentazione medica relativa ad eventuali nuovi o maggiori disturbi somatici che potrebbero influire sul grado di inabilità, egli potrà in futuro presentare una domanda di revisione.

                               2.9.   L’assicurato ha altresì chiesto al TCA l’esecuzione di una perizia (I).

                                         Al proposito va nuovamente ribadito che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove: cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., p. 274; si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

                                         In concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere ad altri accertamenti medici.

                             2.10.   Visto quanto precede, la conclusione dell’Ufficio AI essendo basata su sufficienti approfondimenti, non può che essere confermata. Ne discende la reiezione del ricorso e la conferma del provvedimento impugnato.

                                         Per quanto riguarda le spese della presente procedura, secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.- vanno poste a carico dell’assicurato.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                   2.   Le spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico dell’assicurato.

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                           Il segretario

Daniele Cattaneo                                                  Fabio Zocchetti

32.2007.391 — Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.02.2009 32.2007.391 — Swissrulings