Raccomandata
Incarto n. 32.2003.89 BS/sc
Lugano 4 giugno 2004
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
con redattore:
Marco Bischof, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 10 dicembre 2003 di
RICO1 rappr. da: RAPP1
contro
la decisione del 10 novembre 2003 emanata da
Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle in materia di assicurazione federale per l'invalidità
ritenuto, in fatto
1.1. RICO1 classe 1973, diplomato come impiegato di commercio, è stato attivo in qualità di giocatore di disco su ghiaccio dapprima nell’Hockey Club __________ dal 1992 al 1997, in seguito presso l’Hockey Club __________ (__________).
A causa dei postumi di un incidente occorsogli il 22 gennaio 2000 durante lo svolgimento di una partita, egli ha dovuto cessare l’attività sportiva. Tale evento è stato assunto dall’assicurazione contro gli infortuni (in casu dalla __________).
Con decisione 19 novembre 2002 l’assicuratore LAINF ha riconosciuto all’assicurato una rendita d’invalidità del 40%, erogabile sino al termine della probabile carriera da professionista fissato al 31 marzo 2007, determinata su un reddito da valido di fr. 92'000 e da invalido di fr. 55'200.--. L’assicuratore LAINF ha inoltre riconosciuto un’indennità per menomazione (doc. AI 16).
1.2. In data 13/16 febbraio 2001 l’assicurato ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1).
Raccolta la documentazione medica ed economica del caso, con decisione 14 dicembre 2001 l'Ufficio assicurazione invalidità ha respinto la domanda di prestazioni, motivando:
" (…)
Nel caso specifico, gli atti dell'incarto in nostro possesso consentono di rilevare come il Signor _RICO1 abbia appreso innanzitutto la professione di impiegato di commercio ed in un secondo tempo abbia svolto l'attività di giocatore professionista di hochey su ghiaccio (élite) sino al gennaio dell'anno 2000.
Egli lamenta un disturbo di vestibolopatia periferica, ciò che lo ha costretto ad abbandonare la carriera sportiva.
Dal lato medico specialistico viene giudicata una totale capacità lavorativa per quanto attiene ad esempio alla professione imparata di impiegato di commercio, nell'esercizio della quale sarebbe in grado di conseguire dei redditi che escluderebbero in ogni caso un diritto a rendita, il pregiudizio economico non essendo sostanziale.
In conclusione perciò non sussistono ragioni per accordare un provvedimento di integrazione professionale e naturalmente di rendita.
L'eventuale diversa scelta personale optata dall'assicurato ma a questo punto non indispensabile, volta al conseguimento di altri traguardi professionali, non può essere condivisa dal profilo assicurativo e dunque non può coinvolgere l'Assicurazione invalidità in un tal progetto formativo." (Doc. AI 17)
Con tempestivo ricorso 30 gennaio 2002 l’assicurato ha impugnato la succitata decisione amministrativa (doc. AI 20).
Preso atto che con la risposta di causa l’amministrazione aveva ritenuto giustificato procedere ad ulteriori accertamenti in merito al guadagno che l’interessato avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute e proposto, in parziale accoglimento del ricorso, l’immediato rinvio degli atti per l’espletamento di tale complemento istruttorio (doc. AI 23) e ritenuta l’adesione da parte dell’assicurato a siffatta proposta dell’ufficio convenuto, in data 4 marzo 2002 il Giudice delegato ha omologato il succitato accordo, stralciando la causa dai ruoli (doc. AI 25, cfr. inc. 32.2002.23).
1.3. Eseguiti gli accertamenti complementari, con decisione 12 maggio 2003 l’amministrazione ha nuovamente negato il diritto a prestazioni, motivando come segue il provvedimento preso:
" (…)
Per poter determinare il grado d'invalidità, l'amministrazione si basa sui documenti medici negli atti e all'occorrenza su documenti provenienti da altri specialisti. In sostanza l'assicurato risulta pienamente capace di svolgere la professione di impiegato di commercio, mentre non è più esigibile da lui l'attività di giocatore di disco su ghiaccio, interrotta il 22.1.2000 per un infortunio di gioco. Il grado di invalidità corrisponde alla riduzione della capacità di guadagno a causa del danno alla salute. Occorre in altre parole confrontare il reddito che l'assicurato conseguirebbe se non avesse avuto il danno alla salute con quello che è in grado di conseguire in un'attività esigibile con il danno alla salute.
Relativamente all'attività di impiegato di commercio è possibile ritenere un reddito annuo di fr. 55'000.--.
Per la determinazione del reddito nel caso di sportivi d'élite occorre far riferimento alle circostanze del caso concreto (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, IVG). Relativamente all'attività di giocatore di disco su ghiaccio, considerato l'andamento concreto del suo reddito soggetto ad AVS di fr. 12'000.-- nel 1992, fr. 19'400.-- nel 1993, fr. 19'150 nel 1994,
fr. 28'000.-- nel 1996, fr. 67'400.-- nel 1997, fr. 61'159 nel 1998,
fr. 45'812.-- nel 1999 e per il 2000 l'assicuratore infortuni indica un salario assicurato pari a fr. 46'000.--, l'assicurato risulta essere pas-sato a metà della carriera sportiva da una squadra di primo rango a livello nazionale con un reddito massimo nel 1997 pari a fr. 67'400.--, ad una squadra più modesta e con un reddito pari a fr. 45'812.-- nel 1999 ed un reddito assicurato di fr. 46'000.--- nel 2000. Risulta quindi slegata dalla realtà dei fatti la valutazione dell'assicuratore infortuni di un reddito annuo di fr. 92'000.-- dal momento dell'infortunio. Nessun elemento porta infatti a ritenere che l'assicurato concretamente avrebbe superato il migliore introito da lui raggiunto nel 1997 con
fr. 67'400.--.
In rapporto al reddito da impiegato di commercio di fr. 55'000.-- l'assicurato conosce quindi una riduzione della capacità di guadagno ed un grado di invalidità del 18.39 %." (Doc. AI 47)
1.4. A seguito della tempestiva opposizione inoltrata dall’assicurato (doc. AI 49), con decisione su opposizione 10 novembre 2003 l’amministrazione ha confermato il diniego di prestazioni (doc. AI 53).
1.5. Avverso la citata decisione su opposizione, RICO1 per il tramite dell’avv. RAPP1 ha presentato al TCA un tempestivo atto di ricorso, chiedendo l’erogazione di un quarto di rendita d’invalidità e, in subordine, il rinvio degli atti all’amministrazione per accertamenti volti a determinare il grado d’invalidità.
In sostanza il ricorrente rimprovera all’amministrazione di essersi discostata a torto dalla determinazione del grado d’invalidità operata dall’assicuratore LAINF.
1.6. Con risposta 9 gennaio 2004 l’amministrazione ha proposto di respingere il ricorso, facendo segnatamente presente che le prospettive di carriera ed il conseguente avanzamento di reddito non risultano esser stati comprovati, che il grado d’invalidità determinato dall’assicuratore contro gli infortuni è frutto di una trattativa e che l’accordo raggiunto è in contrasto con le circostanze concrete. Essa ha inoltre fatto presente:
" L’unico elemento concreto a disposizione è l’allegato 27.1.2000 al contratto di giocatore LNB per la stagione 1999/2000 fra l’Hockey Club __________ e il ricorrente, dal quale emerge un salario fisso di
fr. 63'000.-- e fr. 15'000.-- per la promozione in serie A, che sembra avvenuta e della quale la decisione su opposizione ha tenuto conto, contrariamente a quanto indicato nel ricorso. Non entrano invece in considerazione le spese fr. 29'000.-- in quanto non rappresentano salario soggetto ad AVS (cfr. RCC 1986, p. 432). Ne discende in questo caso un reddito per il 2000 di fr. 78'000.-- e con un reddito da invalido di fr. 55'000.-- ne risulta una perdita della capacità di guadagno e quindi un grado d’invalidità del 28,48%, insufficiente per il diritto ad una rendita d’invalidità. La decisione su opposizione impugnata è quindi corretta. “.
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. Il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità.
Siccome dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003. Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.
Per quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a –70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge non preveda espressamente una deroga.
2.3. Oggetto del contendere è accertare se il ricorrente ha diritto ad una rendita.
2.4. Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:
- un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e
- la conseguente incapacità di guadagno.
Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).
Va precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.
Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit et pratique de l’assurance-invalidité, Losanna, 1985, pagg. 200 e ss.).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi: DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).
Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.
La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.
Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).
2.5. Secondo la giurisprudenza, la nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF, motivo per cui la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 291 consid. 2a, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti).
Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 291 consid. 2c).
Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno. Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno totalmente in maniera indipendente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 293 consid. 2d).
Secondo la giurisprudenza, non sono tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 292 consid. 2b, 119 V 471 consid. 2b).
In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 288 segg. (cfr. anche Pratique VSI 2001 pag. 79 segg), il TFA ha avuto modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Il carattere vincolante di una valutazione d'invalidità accertata nei confronti di un assicuratore contro gli infortuni con decisione passata in giudicato va tuttavia relativizzato nel senso che una determinazione differente del grado d'invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità può entrare in considerazione solo eccezionalmente e a condizione che sussistano all'uopo motivi pertinenti; non basta invece un apprezzamento divergente ma sostenibile, neppure se esso sia di valore equivalente.
In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale.
Infine, gli organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi (AHI-Praxis 1998 pag. 170 consid. 4a).
2.6. Nella fattispecie in esame, incontestata è la circostanza che l’assicurato, a seguito dell’infortunio del 2000, non può più esercitare la sua professione di giocatore di hockey a causa di un deficit vestibolare periferico destro, soggetto ad un probabile aggravamento, e di una disfunzione otolitica. Egli può tuttavia intraprendere senza alcuna controindicazione l’attività di impiegato di commercio di cui possiede l’attestato di capacità (cfr. rapporto 26 marzo 2001 del dr. __________, doc. AI 12 e rapporto 26 marzo 2002 del dr. __________, doc. AI 10).
Oggetto del contendere è invece la graduazione dell’invalidità, rispettivamente la determinazione dei redditi di riferimento.
Nel ricorso l’assicurato ha in particolare sottolineato come nella decisione 19 novembre 2002 (crescita in giudicato) l’assicurazione contro gli infortuni abbia fissato in fr. 92'000.— il reddito da valido e in fr. 55'000 quello da invalido, ciò che corrisponde ad una perdita di guadagno del 40%.
L’assicurato ha ragione nel rilevare che, qualora il danno alla salute sia dovuto esclusivamente alle sequele di un evento infortunistico, l’assicurazione invalidità deve generalmente attenersi alla precedente valutazione del grado d’invalidità determinata, mediante una decisione cresciuta in giudicato, dall’assicuratore LAINF, a meno che vi siano dei concreti e validi motivi per discostarsene (cfr. consid. 2.5.), motivi che, secondo questa Corte, sussistono nel caso concreto.
Rettamente l’amministrazione ha sottolineato come la determinazione del guadagno senza invalidità sia il risultato di un accordo tra l’assicurato e l’assicurazione contro gli infortuni.
Va in particolare sottolineato come nell’ambito delle trattative era stata formulata la proposta da parte dell’assicuratore LAINF di definire il grado d’invalidità nella misura del 40%. Infatti, nello scritto 28 ottobre 2002 alla __________ il legale del ricorrente, facendo riferimento all’incontro del 16 settembre 2002 in cui si era stabilito un reddito da valido di fr. 78'435.--, ha fatto presente come le trattative non fossero ancora concluse ( “ Wir hatten an unserem Treffen vom 16 September 2002 abgemacht, dass Sie einen Vorschlag auf der Basis von einem Invalidengrad von 40% vorbereiten würden, zur gleicher Zeit wurde auch der versicherte Verdienst reduziert, der nach einer langen Diskussion auf CHF 78'435.—festgesetzt wurde. Dennoch habe ich nicht das Gefühl, dass wir eine Verhandlung auf der Basis der als erstes erreichten Vereinbarungen definitiv ausgeschlossen hatten (vielleicht gab es ein Missverständnis wegen der Sprache!), cfr. dossier LAINF sub doc. AI 16). Dopo un ulteriore scambio di corrispondenza, con scritto 6 novembre 2002 il signor __________ della menzionata assicurazione ha sottoposto all’assicurato il calcolo della rendita d’invalidità, riscattata in capitale ai sensi dell’art. 35 LAINF, nonché l’indennità per menomazione. Raccolto l’accordo dell’interessato (cfr. lettera 11 novembre 2002), l’assicuratore LAINF ha poi formalizzato la "transazione" mediante decisione 19 novembre 2002 (cfr. dossier LAINF sub doc. AI 16).
Ora, da una parte, il TFA ha avuto modo di specificare come l’assicurazione invalidità possa distanziarsi dal grado d’incapacità al guadagno determinata a seguito di una transazione tra assicuratore LAINF e assicurato, confermata sotto forma di una decisione formale (DTF 126 V 292 consid. 2a, 112 V 175 consid. 2a). Dall’altra, come verrà esposto al considerando successivo, non vi sono in casu elementi concreti che permettono di confermare il grado d’invalidità fissato dall’assicuratore LAINF, motivo per cui rettamente l’amministrazione poteva distanziarsene.
2.7. Per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile.
Determinante è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (DTF 96 V 29; ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a; cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b).
Un salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).
Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b; ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).
Se nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, si può ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (Pratique VSI 1999 pag. 248 consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I 56/02).
2.8. Nella fattispecie in esame, l’assicurato ha sostenuto che se non fosse rimasto vittima dell’infortunio, l’__________, squadra promossa in serie A, gli avrebbe proposto un salario complessivo di fr. 500'000 per quattro stagioni. Egli ha poi fatto presente un aumento reddituale a fine stagione del 15%, ricordando inoltre che un giocatore di hockey su ghiaccio percepisce il massimo salariale una volta raggiunti i trent’anni ed evidenziando che al momento dell’incidente egli ne aveva solo ventisei.
Nel considerando precedente è stato rimarcato che, secondo costante giurisprudenza, nell'ambito della valutazione del reddito da valido, eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 pag. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, op.cit., pag. 206-207).
Trattandosi di sportivi professionisti, il TFA ha avuto modo di precisare come di regola difficilmente si possa parlare con certezza di una pianificazione di carriera, essendo la stessa soggetta a molti fattori imponderabili e non dipendenti dalla volontà del giocatore ("S'agissant de sport rémunéré, il est pour le moins douteux que l'on puisse parler de plan de carrière. Comme nous l'avons vu, le développement d'une carrière dans cette activité dépend pour l'essentiel de facteurs qui échappent à la sphère d'influence de l'assuré. Il n'a pas la possibilité de préparer un avancement par des «démarches de perfectionnement professionnel» spéciales. Outre la tactique de l'équipe, la forme du jour joue souvent un rôle décisif. Même de bons joueurs pas être assurés de trouver une activité mieux rémunérée ou d'être sélectionné à coup sûr dans l'équipe nationale. Les responsables de clubs ou l'associations se risquent rarement à faire des promesses en ce sens. Les allégations du recourant a ce propos relèvent du domaine de la pure spéculation.", cfr. sentenza del TFA 28 agosto 1997 pubblicata in Pratique VSI 1998 pag. 177 consid. 5b dove si trattava di un giocatore di calcio professionista).
Ricordato come la succitata giurisprudenza imponga una valutazione precisa delle circostanze e come in particolare per gli sportivi di élite non sia possibile operare delle valutazioni generalizzate di prospettive di carriera, l’assicurato non ha in casu apportato elementi concreti, quali contratti, accordi ecc., atti a comprovare le cifre da lui asserite.
L’amministrazione ha invece basato il proprio giudizio sull’allegato 27 gennaio 2000 al contratto di giocatore di Lega nazionale B (LNB) per la stagione 1999/2000 concluso fra l'__________ e l’assicurato. Dallo stesso emerge un salario fisso di fr. 63'000, a cui vanno aggiunti fr. 15'000.— di premi per la qualificazione ai play off e per la promozione in Lega nazionale A (LNA), per complessivi fr. 78’000. Non sono stati computati il rimborso per le spese generali (fr. 29'000.--) e per il materiale (fr. 3'000) poiché non costituenti salario determinante ai fini dell’AVS (cfr. decisione su opposizione 10 novembre 2003).
A tale calcolo, tuttavia, non può essere prestata adesione
Occorre innanzitutto ricordare che, secondo la giurisprudenza del TFA, al fine di determinare il grado d'invalidità secondo il metodo ordinario (cfr. consid. 2.4), per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita; i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; SVR 2003 IV Nr. 24; STFA inedite del 26 giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01 e del 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; vedi anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).
In casu, conformemente agli atti medici depositati agli atti, dal giorno dell’incidente (22 gennaio 2000) l’assicurato non può più svolgere l’attività sportiva agonistica di giocatore di hockey su ghiaccio (cfr. doc. AI 10, 12), motivo per cui il momento determinante per determinare il grado d’incapacità al guadagno, trascorso l’anno di carenza ex art. 29 cpv. 1 lett.b LAI, corrisponde a gennaio 2001.
Appurato come l’Hockey Club __________ in quella stagione fosse stato effettivamente promosso in LNA (cfr. www.hockeystats.ch) – tale circostanza è stata d’altronde riconosciuta dall’amministrazione – l'Ufficio assicurazione invalidità avrebbe dovuto quindi accertare il reddito che l’assicurato avrebbe percepito in LNA. Vero che, conformemente al citato allegato contrattuale del 27 gennaio 2000, il ricorrente in caso di promozione della squadra aveva diritto, oltre ai premi per la semifinale e finale dei play off per complessivi fr. 10'000.-, ad una somma di fr. 5'000.-. Questo non significa tuttavia che i fr. 78'000.determinati dall’amministrazione corrispondano ai proventi salariali che l’assicurato avrebbe potuto percepire, senza il danno alla salute, nel 2001.
Secondo la generale esperienza della vita è infatti notorio che la squadra versi ad un professionista che gioca in LNA un salario di base maggiore di quello fissato contrattualmente allorquando l’interessato giocava in lega inferiore. Pertanto, l’amministrazione non avrebbe dovuto basarsi sui dati salariali di giocatore di hockey in LNB, anche se comprensivi dei succitati premi di promozione.
Gli atti devono pertanto essere rinviati all’amministrazione affinché accerti il provento che l’assicurato avrebbe percepito, senza l’invalidità, in LNA, eventualmente facendo riferimento ai salari medi di un giocatore avente i medesimi requisiti del ricorrente, tenuto del resto conto delle probabili modifiche di reddito subentrate sino al momento della decisione contestata.
2.9. Riguardo al salario da invalido, va precisato che, secondo la giurisprudenza, il reddito da invalido va determinato sulla base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca una paga sociale ("Soziallohn"; DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b). Per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).
2.10. Ritornando al caso in esame, dagli atti risulta come l’assicuratore LAINF ha considerato, quale reddito da invalido, il provento che l’assicurato percepirebbe nella professione appresa di impiegato di commercio, ma mai esercitata (cfr. domanda di prestazioni AI, doc. AI 1), fissandolo, sulla base delle tabelle salariali nazionali e con una riduzione di rendimento dell’11%, a fr. 55'200.— (cfr. scritto 28 ottobre 2002 del legale dell’assicurato all’assicuratore LAINF, dossier LAINF in doc. AI 16; cfr. anche ricorso pag. 5). Se a suo tempo il ricorrente aveva dato l’avvallo al succitato importo fissato dall’assicuratore LAINF, con il ricorso egli ha postulato una riduzione massima del salario statistico del 25% poiché:
" (…)
- L'invalidità di __________ è limitata nel tempo, all'incirca per sette anni. È naturale che il ricorrente, in questo lasso di tempo, non avrebbe certamente percepito il salario medio previsto nelle tabelle statistiche, ma un salario decisamente inferiore, ovvero quello riservato a un impiegato di commercio alle prime armi. È infatti fatto notorio che più si prosegue negli anni, più il salario aumenta. Ora _RICO1 nel periodo tra i 27 e i 34 anni, non avrebbe certamente percepito il salario medio della categoria degli impiegati di commercio, ma un salario decisamente più basso. A ciò si aggiunga inoltre che il ricorrente è sprovvisto di ogni esperienza professionale nel campo commerciale, ciò che avrebbe inciso notevolmente sulla sua capacità reddituale.
- Inoltre il ricorrente soffre, a causa delle conseguenze dell'infortunio, di giramenti di testa, nausee ed emicranie. Tali inconvenienti lo costringono sovente a interrompere il lavoro e a prendere una mezza giornata di pausa. È chiaro che tali fastidi, nella sua ipotetica professione di impiegato di commercio influenzerebbero negativamente la capacità di guadagno di __________.
- Infine non va dimenticato che __________ vive e lavoro nel Cantone Ticino, dove notoriamente i salari sono più bassi rispetto alla media nazionale. E neppure sarebbe esigibile e ipotizzabile un suo trasferimento in un altro Cantone, ritenuto che il ricorrente non parla correntemente nè il francese né il tedesco. (…)"
(Doc. I, pag. 5-6)
Orbene, a mente di questo Tribunale, siccome il calcolo dell’assicurazione LAINF non corrisponde alla concreta situazione dell’assicurato, domiciliato nel Canton Ticino, l’amministrazione è tenuta a determinare il guadagno che egli potrebbe percepire, mettendo a pieno frutto la sua residua capacità lavorativa, quale impiegato di commercio, applicando, se del caso, i rilevamenti statistici ufficiali riferiti ai salari presenti nelle grandi regioni della Svizzera (Tabella TA 13), tenuto del resto conto di un’eventuale riduzione del salario ipotetico conformemente alla succitata giurisprudenza federale. Al proposito va rilevato che il TFA ha ritenuto non criticabile l’utilizzo della citata tabella TA 13 al posto di quella relativa ai valori nazionali (tabella TA 1) (STFA non pubblicata del 13 giugno 2003 in re G., I 475/01, consid. 4.4; del 10 agosto 2001 in re. R., I 474/00, consid. 3c/aa; del 27 marzo 2000 in re P., I 218/99, consid. 3c e del 28 aprile 1999 in re T., I 446/98, consid. 4c. Vedi anche STFA inedita 20 aprile 2004 nella causa K., I 871/02, consid. 6.4, in cui l’Alto Tribunale ha lasciato aperta la questione a sapere se devono essere applicati i valori regionali oppure quelli nazionali).
Va infine fatto presente che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, è di principio inammissibile delimitare una rendita d'invalidità ad un periodo futuro rispetto all'emanazione della decisione (valutazione anticipata dell'invalidità), e ciò con riferimento al caso in cui l'età di pensionamento dell'assicurato quale giocatore professionista si situi dopo l'emanazione della decisione. Tale delimitazione è infatti unicamente ammissibile in caso di assegnazione retroattiva di una rendita mentre eventuali modifiche a dipendenza dell'età del pensionamento dopo la decisione sono suscettibili di essere considerate solo in sede di revisione (cfr. al proposito SVR 1998 IV Nr. 5 p. 22 e Pratique VSI 1998 pag. 170, in cui si trattava di un calciatore professionista).
Nell’eventualità di un diritto alla rendita, spetterà quindi all’amministrazione determinare, mediante accertamenti complementari, a che età, in media, i giocatori professionisti di disco su ghiaccio cessano - per motivi di età - la loro attività [cfr. Pratique VSI 1998 pag. 178 consid. 6b in cui il TFA, senza pronunciarsi sull'esattezza dell'opinione dottrinale secondo cui l'età di pensionamento di calciatori professionisti è 33 anni, ha precisato: “On relèvera néanmoins qu’il ne sagit pas de savoir combien de joueurs sont encore actifs après l’âge de 33 ans. Ce qui compte, c’est de savoir à quel âge la plupart d’entre eux (donc la moyenne) prennent leur retraite”, sottolineatura del redattore).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é accolto ai sensi dei considerandi.
§ La decisione contestata è annullata.
§§ Gli atti sono rinviati all'Ufficio assicurazione invalidità perché proceda conformemente ai consid. 2.8 e 2.10.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’amministrazione verserà al ricorrente fr. 1000.-- di ripetibili parziali (IVA inclusa).
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il vicepresidente Il segretario
Raffaele Guffi Fabio Zocchetti