Raccomandata
Incarto n. 30.2004.17 cr
Lugano 7 luglio 2004
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Cinzia Raffa, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 25 febbraio 2004 di
_RICO1
contro
la decisione del 29 gennaio 2004 emanata da
_CON1 in materia di contributi AVS
ritenuto, in fatto
1.1. Con decisione del 30 dicembre 2003, l'amministrazione ha intimato a __________ il pagamento di fr. 2'666.65 quali contributi sociali calcolati su un salario percepito dalla società __________ negli anni 1999-2002 - ma non dichiarato come tale - di fr. 40'712 (cfr. doc. _).
1.2. A seguito della tempestiva opposizione inoltrata da __________ (cfr. doc. _), la Cassa, con decisione su opposizione del 29 gennaio 2004, ha confermato la ripresa effettuata (cfr. doc. _).
1.3. Contro la stessa l'assicurata è tempestivamente insorta con ricorso del 25 febbraio 2004, postulando l'annullamento del provvedimento della Cassa e osservando:
" La Sig.ra __________ ha chiesto di essere indipendente nel corso dell'anno 1998. Indipendenza concessa dalla Spettabile Cassa AVS dal 2/1999 (n. AVS __________).
Di conseguenza la ripresa per la trattenuta AVS alla Spettabile __________ dovrebbe decorrere dal 01.08.1998 al 31.01.1999.
La retribuzione di fr. 38.00 comprende l'uso ufficio per eseguire la contabilità della __________.
La revisione effettuata dalla Spettabile AVS concerne la __________, che la sottoscritta fattura a delle società del gruppo __________ è relativo in quanto società diverse con funzioni diverse e amministratori diversi.
Non mi risulta di essere l'unica persona indipendente che non occupa personale.
Faccio notare inoltre che non è mia intenzione diventare dipendente della __________.
Mi meraviglia il fatto, visto l'andamento del lavoro, del tasso di disoccupazione attualmente esistente in Svizzera, che la spettabile AVS cerchi di ostacolare persone come la sottoscritta che lavora da ben 33 anni senza mai beneficiare di cassa disoccupazione.
Faccio inoltre notare che giuridicamente il "Gruppo __________ " non esiste." (Doc. _)
1.4. Nella risposta del 2 marzo 2004 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso e ha osservato:
"(...)
II IN DIRITTO
2.1. La Cassa tiene a precisare che a norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente. Inoltre, secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
2.2. Inoltre, la Cassa ricorda che il TFA ha stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria.
L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificare lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione.
Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA 24 febbraio 1989 in re D. SA; STCA 3 ottobre 1991 in re A.B., cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165; STCA 3 luglio 2001, N. 30.2001.00057, vedi anche STCA del 21 gennaio 2002, incarto No. 30.2001.000124-125 e STCA del 7 marzo 2002, incarto No. 30.2001.151 e 30.2002.00034).
2.3. La Cassa ricorda pure che un assicurato può essere qualificato come salariato per un lavoro ed indipendente per un altro. Di rilievo appare l'esame dei rapporti tra le parti per la qualifica dell'attività (dipendente ed indipendente) della signora __________ presso la __________.
2.4. La Cassa tiene a precisare che la signora __________ è stata affiliata quale indipendente per lavori d'ufficio e per lavori amministrativi per terzi, come da sua domanda, soltanto a decorrere dal 2/1999.
2.5. Per quanto attiene alla presunta gestione di diversi mandati da parte della signora __________, da un esame del suo incarto fiscale risulta che la signora __________ lavora soltanto per alcune società del gruppo __________ (vedi copia tabella reddito 2001 e 2002, dichiarato dalla signora __________ all'autorità fiscale + copia estratti RC, allegati), con sede in Via __________.
2.6. A quest'ultimo proposito, la Cassa ricorda che non vi possa essere dubbio circa la dipendenza economica dell'assicurata dal gruppo __________ (vedi anche STCA inedita del 16 giugno 2003, inc. n. 30.2002.228-237).
Ancora recentemente il TFA nella sentenza D. SA del 16 dicembre 2002 (H 279/00) ha deciso che il fatto di svolgere l'attività lucrativa unicamente per una società configura un elemento decisivo a favore dell'attività dipendente.
2.7. La Cassa ricorda pure che, sulla base delle Direttive sul salario determinante, marginale 1013 DSD, si considera come esercitante un'attività dipendente colui che non sopporta nessun rischio economico specifico analogo a quello di un imprenditore e dipende dal suo datore di lavoro dal punto di vista economico o nell'organizzazione del lavoro.
2.8. A questo proposito, la Cassa tiene a sottolineare che la signora __________ non fattura direttamente al cliente finale, ma inoltra i suoi onorari direttamente all'appaltante. Di conseguenza, l'opponente non si assume nessun rischio economico, in quanto l'azione commerciale da lui svolta lo è in nome e per conto del datore di lavoro, __________.
2.9. Inoltre, la signora __________ non sopporta nessun rischio d'incasso, non occupa personale, non si assume le perdite e le spese generali e non ha effettuato investimenti particolari, come risulta anche dal suo incarto fiscale. Infatti, l'autorità fiscale ha riconosciuto alla signora __________ soltanto delle spese di trasferta di fr. 2'000 all'anno (tragitto __________), come un normale dipendente.
2.10. In considerazione di quanto esposto, la Cassa ha considerato la signora __________ una dipendente della __________.
2.11. In conclusione, la Cassa, ritenuto come l'oggetto del ricorso inoltrato dalla signora __________ (inc. 30.2004.17) tratta della stessa fattispecie dei ricorsi inoltrati dalla stessa signora __________ in data 2 aprile 2003 (inc. n. 30.2003.28) e in data 23 settembre 2003 (inc. n. 30.2003.76), chiede che le pratiche siano congiunte." (Doc. _)
1.5. Pendente causa il TCA ha richiamato dal competente UT l'incarto fiscale dell'assicurata relativo ai bienni 1999/2000 e 2001/2002.
In data 12 marzo 2004 l'UT di __________ ha trasmesso al TCA quanto richiesto (cfr. doc. _).
__________ è stata informata dal TCA dell'acquisizione agli atti del suo incarto fiscale (cfr. doc. _).
1.6. Il TCA ha inoltre acquisito agli atti gli estratti informatici del Registro di commercio concernenti le società __________, prodotti pure dall'amministrazione (cfr. doc. _).
1.7. Il TCA ha infine richiesto all'assicurata di produrre copia del contratto sottoscritto con la società __________ (cfr. doc. _).
Con scritto del 9 giugno 2004 l'assicurata ha inviato al Tribunale il contratto sottoscritto in data 1° febbraio 1999 con la società __________ (cfr. doc. _).
1.8. Il doc. _ è stato trasmesso alla Cassa, per conoscenza (cfr. doc. _).
in diritto
2.1. L'amministrazione ha avviato la procedura decisionale in esame a seguito dei controlli esperiti presso la __________.
La decisione su opposizione impone il versamento di oneri sociali riferiti ad importi ricevuti a titolo di salario da __________ i, che la Cassa ritiene di assoggettare quale dipendente. Non d'accordo con tale procedere, l'insorgente ha interposto il ricorso citato presso questo TCA.
2.2. Il TCA è chiamato a decidere se gli importi versati dalla società __________ a __________ dal 1999 al 2002 debbano essere considerati salari derivanti da un'attività dipendente oppure se gli stessi vadano ritenuti quale provento dell’attività indipendente. Da ciò dipende infatti la classificazione della società quale datore di lavoro della ricorrente. Se essa risulterà come tale, bisognerà riprendere a titolo di salario gli importi versati all'assicurata.
A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente. Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente "comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri".
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 in re F. M., H 59/00).
2.3. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 284 consid. 2b, 122 V 169) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato ( RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Siamo in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 in re A. G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una recente sentenza, il TFA ha precisato:
" Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale."
(Pratique VSI 2001 pag. 55, in particolare pag. 63).
2.4. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione.
Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl, 30.2001.57; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.5. Il TFA ha costantemente stabilito che per giudicare se un rappresentante di commercio o un agente è salariato o indipendente non è importante sapere se i suoi rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore di commercio o da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag. 356, RCC 1950 pag. 378; STFA 8 marzo 1990 in re C.C. SA). L'Alta Corte federale ha riconosciuto che in generale i rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è raro che essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore.
Il TFA è quindi giunto alla conclusione che i rappresentanti di commercio, vista la natura delle loro attività e le loro condizioni di lavoro, possono essere considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti dell'AVS solo in casi eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1955 pag. 82; RCC 1953 pag. 393).
A proposito degli agenti il TFA ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in generale dei salariati, per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid. 2; RCC 1967 pag. 429; RCC 1954 pag. 116; KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, n. 4.63, pag. 119).
Si deve presumere l'esistenza di un'attività dipendente anche quando il rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398; RCC 1986 pag. 126; RCC 1972 pag. 330; RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali (RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non è vincolato ad una regione geografica, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli artt. 348a e 418c CO (RCC 1972 pag. 330), è iscritto a Registro di commercio (RCC 1986 pag. 126, RCC 1982 pag. 209, RCC 1955 pag. 82), è designato quale agente ai sensi degli art. 418a segg. CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).
L'agente e il rappresentante di commercio esercitano attività lucrativa indipendente se sopportano un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono di una propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b; RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).
Secondo la prassi amministrativa questo si verifica quando le tre condizioni seguenti sono soddisfatte contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commercio utilizza locali commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali commerciali quelli adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono considerati personale la moglie e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario) e sopporta la maggior parte delle spese di esercizio (Direttive UFAS sul salario determinante, NN. 4027 e 4028; Pratique VSI 1995 pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 329 consid. 2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid. 4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429; STFA 8 marzo 1990 in re C.C. SA).
Diversa è invece la situazione del mediatore, il quale, di regola, è considerato quale persona esercitante un'attività indipendente (RCC 1988 pag. 315 seg. consid. 3c). Come ogni mandatario il mediatore deve eseguire il suo mandato conformemente alle istruzioni del mandante (artt. 397 e 412 cpv. 2 CO). Il contratto di mediazione può essere revocato immediatamente (artt. 412 cpv. 2 e 404 CO) e secondo l'art. 413 cpv. 1 CO il mediatore ha diritto alla mercede solo se la sua interposizione o la sua indicazione conducono alla conclusione del contratto. Quest'ultimo elemento, che mette in evidenza il carattere aleatorio dell'attività di mediatore, è importante dal punto di vista del diritto delle assicurazioni sociali. Infatti la presenza del rischio dell'imprenditore è uno dei criteri che permette di riconoscere l'esistenza di un'attività indipendente (GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 195, n. 159 ad art. 5 LAVS). Circa le spese sopportate dal mediatore, queste gli sono rimborsate unicamente se ciò è stato convenuto (art. 413 cpv. 3 CO). Per queste ragioni, di regola, il mediatore è considerato indipendente, a differenza dell'agente commerciale che, di regola, è un salariato (DTF 97 V 137 consid. 2).
2.6. In una sentenza del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00, il TFA, contrariamente a quanto deciso dall'amministrazione e confermato dal TCA nella sentenza del 4 gennaio 2000 nella causa M., inc. 30.1998.121, ha stabilito che l'attività consistente nel tenere la contabilità di alcuni clienti svolta, nel tempo libero, da un assicurato, il quale esercitava a titolo principale l'attività dipendente di contabile presso una casa medicalizzata per persone anziane e che nel passato lavorava quale fiduciario commercialista indipendente, deve essere considerata attività lucrativa indipendente. L'Alta Corte, al riguardo, ha osservato:
" (…)
3.- a) Nel caso in esame, Cassa e giudice di prime cure hanno ritenuto che dalle fatture regolarmente inviate dal ricorrente all'Associazione X________, per un importo di fr. 1800.- al mese, inclusa la tredicesima, risultasse chiaramente trattarsi di elementi tipici di un vero e proprio salario. Alla stessa conclusione essi giunsero rilevando che l'insorgente aveva fatturato all'Associazione le diverse spese attinenti a tale attività, in quanto ciò indicherebbe che egli non è incorso in un rischio di tipo imprenditoriale. Indifferente al proposito era il fatto che nella notifica di tassazione fiscale 1997/1998 i proventi fossero stati definiti come reddito da indipendente, dal momento che la qualifica di un reddito non è determinante per le casse di compensazione e per il giudice delle assicurazioni sociali. Infine, hanno addotto le precedenti istanze, lo stesso ricorrente aveva chiesto lo stralcio dalla categoria degli indipendenti con effetto dal 1° aprile 1994.
b) Il ricorrente contesta risolutamente questo apprezzamento. Fa valere che il conferimento ad un fiduciario commercialista esterno dell'incarico di tenuta della contabilità da parte di una persona giuridica configura abitualmente gli estremi di un rapporto di mandato. Espone che dal 1° aprile 1994, dopo aver svolto l'attività di fiduciario indipendente, è impiegato quale dipendente a tempo pieno presso la Casa medicalizzata del Comune X in qualità di contabile. Unicamente per questo motivo egli a suo tempo aveva chiesto lo stralcio dalla categoria degli indipendenti con effetto dalla medesima data, pur conservando tuttavia il proprio titolo professionale. Nel tempo libero, in accordo con il proprio datore di lavoro, egli si occupa della contabilità di alcuni clienti - tra i quali l'Associazione X________, il cui incarico gli era stato conferito con lettera del 1° marzo 1989 - che si erano rivolti a lui quando ancora svolgeva l'attività di fiduciario. Asserisce di non essere in alcun modo integrato nell'organizzazione dell'Associazione, di non possedere alcun ufficio presso la medesima, di aver sempre svolto il mandato affidatogli nei locali della propria abitazione, di sopportare personalmente l'affitto di tali locali e di assumere sia le spese per le infrastrutture che quelle generali d'ufficio. Precisa che non esiste alcun tipo di rapporto di subordinazione con la sua mandante, non ricevendo egli alcuna istruzione e scegliendo liberamente tanto gli orari durante i quali svolge il mandato quanto gli strumenti necessari per fornirle il risultato promesso. Spiega il motivo per cui la retribuzione è versata nella forma di uno stipendio, pur essendo lo stesso in realtà un onorario: si tratta a suo dire di un prezzo forfetario annuo predeterminato, che per necessità pratiche viene pagato in rate mensili, inclusa una tredicesima, ma senza alcuna indennità per lavoro straordinario, malattia o vacanze. Nulla di eccezionale si potrebbe intravedere nemmeno nella fatturazione delle spese accessorie, le quali vengono regolarmente esposte e rifuse come in qualsiasi tipo di mandato. Rammentando che il rapporto contrattuale può essere disdetto in qualunque momento, adduce che il rischio imprenditoriale viene sopportato da lui personalmente, dato che egli finanzia sia gli investimenti effettuati per l'allestimento dell'ufficio che i premi di un'assicurazione responsabilità civile stipulata a copertura di eventuali danni nell'esercizio della sua professione di fiduciario. Infine, il ricorrente fa notare, rilevando che il calcolo effettuato dalla Cassa sarebbe manifestamente errato, di non svolgere attività indipendente solo per l'Associazione in parola, bensì anche per altri mandanti.
4.- Dalle considerazioni suesposte, le quali risultano attendibili sotto ogni aspetto, emerge che il giudizio di primo grado è fondato su un accertamento incompleto dei fatti e su un abuso del potere di apprezzamento. I diversi elementi del caso concreto indicano in effetti concordemente e in modo convincente la sussistenza di un rapporto quantomeno parificabile ad un mandato e quindi di una retribuzione a seguito di attività lucrativa indipendente. In queste condizioni, la pronunzia cantonale e la decisione amministrativa devono essere annullate. (…)"
In una sentenza del 14 novembre 2002 nella causa E. SA, H 188/02, il TFA ha invece ritenuto di carattere dipendente, l'attività svolta da un contabile, sviluppando le seguenti considerazioni:
" (…)
4.
Dans un premier moyen, cette dernière fait valoir que l'exercice de l'activité en cause n'implique aucun lien de subordination entre M.________ et elle-même étant donné qu'en sa qualité d'administrateur, il organise librement son travail et qu'il n'est tenu de rendre aucun compte. La recourante reproche à la juridiction cantonale de n'avoir pas tenu compte de ce critère dans le jugement attaqué.
4.1 Les principaux éléments qui permettent de déterminer le lien de dépendance quant à l'organisation du travail et du point de vue de l'économie de l'entreprise sont le droit de l'employeur de donner des instructions, le rapport de subordination du travailleur à l'égard de celui-ci, l'obligation de ce dernier d'exécuter personnellement la tâche qui lui est confiée (RCC 1989 p. 111 consid. 5a, 1986 p. 651 consid. 4c, 1982 p. 178 consid. 2b). Un autre élément permettant de qualifier la rétribution compte tenu du lien de dépendance de celui qui la perçoit est le fait qu'il s'agit d'une collaboration régulière, autrement dit que l'employé est régulièrement tenu de fournir ses prestations au même employeur (ATF 110 V 78 sv. consid. 4b). En outre, la possibilité pour le travailleur d'organiser son horaire de travail ne signifie pas nécessairement qu'il s'agit d'une activité indépendante (VSI 1996 p. 257 sv. consid. 3c).
4.2 Aux termes du contrat du 20 janvier 1996, M.________ s'est vu confier la tenue de la comptabilité de la société ainsi que la responsabilité de l'ensemble des relations de cette dernière avec les divers services administratifs tels que le fisc, la caisse de compensation cantonale et le contrôle de l'habitant pour les travailleurs frontaliers. En outre, il a été chargé de s'occuper des problèmes juridiques susceptibles de survenir. Les déclarations de l'intéressé à l'audience de comparution personnelle du 5 avril 2002 précisent le contenu de cette activité en ce sens qu'il lui incombe de remplir des formulaires à destination des différentes administrations, d'établir certains contrats spéciaux (soumissions, droit du travail) et d'examiner les contrats qui sont proposés à la société, de liquider les problèmes de contentieux et de procéder à certains contrôles de gestion des comptes, du stock ou de la facturation. M.________ consacre trois jours par semaine - soit environ 70 % de son temps - à l'exercice de cette activité pour laquelle il dispose d'un équipement informatique et d'un bureau dans les locaux de la société. Il ressort en outre de ces déclarations que M.________ exploite, à titre principal et parallèlement à sa fonction d'administrateur-secrétaire, un cabinet comptable, juridique et fiscal en raison individuelle. Il exerce cette activité à son domicile privé étant donné qu'il ne dispose pas de locaux commerciaux propres et n'emploie pas de personnel.
Dans ces conditions, il apparaît que M.________ accomplit des tâches de nature exécutive, le pouvoir de décision respectivement celui de donner des instructions - relatif à la conduite des affaires, à la politique du personnel et à la gestion de l'entreprise étant détenu par les organes dirigeants de la société. Même si la tenue des livres de comptabilité commerciale ne nécessite pas de directives particulières du fait que des dispositions légales impératives (art. 957 ss CO) et des principes de technique comptable la régissent, il n'en demeure pas moins que le comptable reste subordonné à la personne qui l'emploie et que cette dernière a le droit de lui donner des instructions. En outre, ces activités impliquent une collaboration régulière et personnelle entre la société et M.________. Enfin, le fait que ce dernier peut organiser librement son horaire de travail résulte de la nature autonome et non pas indépendante des activités en cause.
Cela étant, il y a lieu d'admettre que l'activité pour laquelle M.________ a obtenu les rétributions litigieuses est caractérisée par un rapport de subordination entre le prénommé et la recourante. Au demeurant, le fait qu'en qualité d'administrateur-secrétaire, ce dernier n'est tenu de rendre aucun compte n'est pas déterminant pour l'issue du litige.
5. Dans un deuxième moyen, la recourante fait valoir que M.________ supporte le risque économique couru par l'entrepreneur.
5.1 La juridiction cantonale a considéré que le prénommé n'avait opéré aucun investissement important, qu'il avait agi au nom et pour le compte de cette dernière, qu'il ne disposait ni de locaux commerciaux propres ni de personnel, qu'il lui incombait de remplir personnellement les tâches qui lui étaient confiées, qu'il ne supportait pas le risque d'encaissement et de ducroire, qu'il consacrait la majeure partie de son temps à la société recourante, de sorte qu'en cas de cessation du rapport de travail, son seul risque économique consistait dans le fait de se retrouver dans une situation semblable à celle d'un salarié qui perd son emploi.
5.2 Le risque économique de l'entrepreneur peut être défini comme étant celui que court la personne qui doit compter, en raison d'évaluations ou de comportements professionnels inadéquats, avec des pertes de la substance économique de l'entreprise. Constituent notamment des indices révélant l'existence d'un risque économique d'entrepreneur le fait que l'assuré opère des investissements importants, subit les pertes, supporte le risque d'encaissement et de ducroire, supporte les frais généraux, agit en son propre nom et pour son propre compte, se procure lui-même les mandats, occupe du personnel et utilise ses propres locaux commerciaux (Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des art. 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, n° 111 ad art. 5 LAVS, p. 181).
En l'occurrence, la rémunération en cause a été versée par la recourante en contre-partie du travail que M.________ a effectué en exécution du contrat du 20 janvier 1996. En tant que responsable de la comptabilité et de la gestion administrative et juridique de la société, il a agi au nom et pour le compte de cette dernière. Dans ce cadre, il n'a pas encouru de pertes et il n'a supporté ni les frais généraux, ni le risque d'encaissement et de ducroire. Pour remplir ces obligations, il a disposé d'un bureau dans les locaux de la recourante, il lui a consacré 70 % de son temps de travail et n'a pas employé de personnel. En outre, il n'a procédé à aucun investissement. Le seul risque économique encouru par M.________ dans l'activité qui a donné lieu aux rétributions litigieuses consiste dans le fait qu'en cas de cessation de ce rapport contractuel, le prénommé se retrouverait dans une situation semblable à celle d'un salarié perdant son emploi. Au demeurant, le risque économique encouru par l'intéressé à raison de ses investissements dans le capital (20'000 fr.) et l'équipement informatique (6'890 fr.) de son cabinet comptable, juridique et fiscal ne concerne pas son activité au service de la recourante mais celle qu'il exerce parallèlement, en qualité d'indépendant. Ce risque n'est par conséquent pas décisif s'agissant de qualifier la rémunération en cause.
Dans ces circonstances, il apparaît que M.________ n'encourait pas de risque d'entrepreneur quant à l'activité pour laquelle il a obtenu les rémunérations en cause.
(…)
7. Vu ce qui précède, les rémunérations litigieuses étaient dues pour une activité salariée et la recourante était tenue de payer des cotisations paritaires sur ces rétributions (art. 12 et 13 LAVS). Le jugement entrepris n'est dès lors pas critiquable et le recours se révèle mal fondé. (…)"
Il TCA ha inoltre stabilito, in una sentenza del 19 gennaio 2004 nella causa I. SA (cfr. inc. 30.2003.37), che l'attività svolta da una collaboratrice di quella società, consistente nella tenuta della contabilità e nella consulenza progettuale in particolare relativa alla Certificazione ISO, siti web e organizzazione di simposi, costituisce un'attività di carattere dipendente. Il Tribunale ha infatti ritenuto che l'assicurata, in base ai contratti sottoscritti, riceveva dalla società un certo importo mensile per un periodo di tempo determinato; ella, inoltre, dipendeva economicamente dalla società, dalla quale percepiva compensi nettamente preponderanti rispetto a quelli percepiti da terze persone; forniva le proprie prestazioni ad un solo ed unico committente identificato nella società ricorrente; non ha investito un capitale rilevante per l'esercizio della sua attività per la società e, infine, utilizzava un ufficio presso la propria abitazione, circostanza quest'ultima che non equivale ad utilizzare dei locali commerciali propri o in affitto, ciò che rappresenta uno dei tratti distintivi dello statuto di indipendente.
2.7. Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2 LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). E' riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti (cpv. 3).
Il datore di lavoro è la persona per la quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).
La LAVS presume che la persona che paga dei salari è un datore di lavoro (GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12 LAVS).
2.8. Il 1° febbraio 1999 __________ e la società __________ hanno concluso un contratto scritto di "mandato per prestazioni contabili" del seguente tenore:
"1. Viene dato mandato alla Sig.ra __________ a far data dal 01.02.1999 di eseguire per conto della __________ lavori di contabilità.
2. La retribuzione viene stabilita in fr. 37.50 orari comprensivi di tutte le infrastrutture necessarie allo svolgimento della sua attività.
3. La Sig.ra __________ non ha nei confronti della __________ obblighi di orari fissi e giorni stabiliti ad eccezione di revisioni e/o appuntamenti ove venga espressamente richiesta la sua presenza. Per lo svolgimento del suo lavoro viene messo a disposizione un ufficio dalla Spettabile __________ (ved. mandato 01.02.1999 tra la __________ e la sottoscritta).
4. La retribuzione oraria verrà in seguito adeguata in base agli aumenti del carovita.
5. È data facoltà ad entrambe le parti di rescindere il mandato con un preavviso di 30 giorni." (Doc. _)
La ricorrente ritiene dunque di dover essere considerata come persona esercitante la sua professione di contabile in modo indipendente, elemento questo che escluderebbe la __________ da ogni affiliazione quale datore di lavoro nei suoi confronti.
A suffragio delle sue tesi l'assicurata ha rilevato di essere totalmente libera di organizzare il suo lavoro, come risulta dal "mandato" sottoscritto in data 1° febbraio 1999, al punto 3 (cfr. doc. _).
2.9. Il TCA deve dunque esaminare nel dettaglio l'attività svolta dalla dall'assicurata per poterne valutare la natura.
2.9.1. L'assicurata ha osservato di non lavorare solo per la __________ A, ma anche per altre società (cfr. doc. _).
A questo proposito si evidenzia che dall'incarto fiscale della ricorrente, richiamato in corso di istruttoria, emerge che nel periodo in questione ella ha lavorato solo ed esclusivamente per delle società riconducibili ai fratelli __________ e __________.
Infatti, dal suo incarto fiscale emerge che fino al 31 luglio 1998 essa ha lavorato in qualità di dipendente per lo studio __________; successivamente, a partire dal 1° agosto 1998 e fino al 2001, ha lavorato, in qualità di contabile indipendente, per una serie di società, situate tutte in via __________ e meglio per la __________ e, nel 2002, per le predette società, con la sola esclusione della __________ (cfr. doc. _).
2.9.2. Questo Tribunale constata, dagli estratti del Registro di commercio (cfr. doc. _), che tutte le società menzionate in precedenza, ossia la __________, presso le quali è risultata attiva l'assicurata, sono riconducibili ai fratelli __________ e __________.
In particolare, __________ era, nel periodo in esame ed è tuttora, amministratore unico della __________ (cfr. doc. _), della __________ (cfr. doc. _) e della __________ (cfr. doc. _), inoltre egli era fino al 17 marzo 1998 (cfr. data FUSC __________ 1998) presidente della __________, divenendone poi amministratore unico fino al 20 luglio 2000 (cfr. data FUSC __________ 2000), quando ha ceduto tale carica al fratello __________, ruolo di amministratore unico che questi ricopre ancora attualmente (cfr. doc. _). Infine, __________ e __________ sono soci della __________ (cfr. doc. _).
2.9.3. Dunque, contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, nel periodo in esame, ella non ha esercitato altre attività per altre persone o ditte all'infuori delle già citate società, legate da stretto vincolo e formanti - de facto - il gruppo __________, come risulta del resto dal suo incarto fiscale.
Di conseguenza, nonostante non esista giuridicamente un "__________ a", poiché non risulta una società Holding od altra forma giuridica che racchiuda in sé le società facenti capo ai signori __________ e __________, come giustamente affermato in sede ricorsuale dall'assicurata (cfr. doc. _) e ancora ribadito nello scritto del 9 giugno 2004 (cfr. doc. _), questo Tribunale rileva comunque che la società __________ è riconducibile ai fratelli __________ (così come del resto tutte le altre società citate in precedenza quali datrici di lavoro dell'assicurata, ossia la __________).
Visto quanto precede e ritenuto che la ricorrente svolgeva per ognuna delle ditte in questione la stessa attività, secondo questo Tribunale __________ lavorava di fatto per un'unica entità, facente capo ai fratelli __________, suddivisa in diverse società, fra cui la società __________, cui spettava il ruolo di datore di lavoro.
In altre parole, sebbene l'assicurata abbia fornito le sue prestazioni a diverse società __________, ella ha lavorato per un solo ed unico committente identificato nei fratelli __________, cui si riconducono tutte le società coinvolte nella presente controversia (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 181, n. 110 ad art. 5 LAVS).
La ricorrente, nell'espletamento delle funzioni affidatele dalla __________, dipendeva economicamente da quest'ultima ed era pienamente integrata in tale società.
Va peraltro ricordato che come già stabilito dal TFA nella sentenza del 14 novembre 2002 nella causa E. SA, H 188/02, citata in precedenza (cfr. consid. 2.6.), un contabile, anche se non deve ricevere direttive particolari in merito allo svolgimento del proprio impiego, regolato da disposizioni legali imperative e da principi di tecnica contabile, rimane comunque subordinato alla persona che lo ha assunto e che può sempre impartirgli delle istruzioni.
Da quanto sopra emerge che dal profilo dell'impiego del tempo e dell'organizzazione del lavoro si concretizza un rapporto di subordinazione (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00), elemento questo tipico di un'attività di carattere dipendente.
In tale contesto e nella medesima prospettiva va inoltre rilevata, per inciso, l'evidenza data all'assenza di __________ dal lavoro presso la società __________, per pretesa malattia, nell'ambito della procedura formante l'inc. __________, sfociata nella sentenza dell'8 giugno 2004 di questo Tribunale: in quell'occasione, infatti, l'assenza della collaboratrice, definita dalla società stessa "l'unica persona a conoscenza della pratica", ha addirittura comportato la paralisi dell'attività amministrativa della società, impedendo alla __________ di inoltrare per tempo, entro i trenta giorni concessi dalla legge, ricorso al TCA.
La situazione nella presente fattispecie è quindi ben diversa da quella giudicata dal TFA nella sentenza del 18 settembre 2000 nella causa M., H 59/00, nella quale l'assicurato aveva tenuto la contabilità di alcuni clienti, ma soltanto nel tempo libero della sua attività principale dipendente.
2.9.4. Va evidenziato poi come la ricorrente non abbia investito per l'esercizio della sua attività un capitale come rilevabile dall'incarto fiscale acquisito agli atti. Ella non correva quindi nessun rischio particolare legato al suo lavoro. L'assicurata non ha operato degli investimenti di una certa importanza né ha sopportato sostanzialmente nessun rischio economico nel senso di rischio di perdita (Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., ad art. 5 LAVS pag. 167 n. 56).
La ricorrente non sopportava nessun rischio economico non avendo spese e percependo dalla __________ il suo salario fisso di fr. 37.50 all'ora (cfr. doc. _).
Non risultano peraltro acquisti di strutture per l'espletamento dei compiti (computer, programmi, macchinari, …) e non risultano neppure locazioni di locali commerciali e loro arredo (cfr. consid. 2.9.6).
2.9.5. Inoltre, questa Corte osserva che nell'espletamento della sua attività l'assicurata non emetteva fatture destinate alla clientela finale delle varie società facenti capo ai fratelli __________ che serviva e ciò per le sue prestazioni. Ella fatturava direttamente alla società datrice di lavoro. Infatti, come risulta chiaramente dal contratto di "mandato" sottoscritto dalla ricorrente, l'assicurata eseguiva "per conto della __________ lavori di contabilità" (cfr. doc. _).
La ricorrente non agiva quindi come lavoratrice indipendente in proprio nome e per se stessa, ma per conto della società datrice di lavoro.
2.9.6. Va pure osservato che al punto 2 del contratto di "mandato" sottoscritto dall'assicurata è stato precisato che "la retribuzione viene stabilita in fr. 37.50 orari comprensivi di tutte le infrastrutture necessarie allo svolgimento dell'attività". Il fatto che la società datrice di lavoro metta a disposizione della collaboratrice delle infrastrutture per lo svolgimento dell'attività è un ulteriore elemento a favore dell'esistenza di un rapporto di dipendenza fra le parti.
Ancora una volta va ribadita l'assenza di oneri (locazioni, personale, spese fisse, …) a carico dell'assicurata per l'espletamento delle sue funzioni, caratteristica peraltro dell'attività dipendente.
2.9.7. Infine, occorre rilevare che nel contratto di "mandato" citato è prevista la facoltà, per entrambe le parti, di disdire il contratto, facoltà quest'ultima che mal si concilia con un'attività di tipo indipendente e che è indice semmai dell'esistenza di un rapporto di subordinazione. Infatti, nel contratto di "mandato" concernente l'assicurata, al punto 5, è espressamente indicato che "è data facoltà ad entrambe le parti di rescindere il mandato con un preavviso di 30 giorni" (cfr. doc. _). Questa caratteristica è tipica dell'attività subordinata ed appare antitetica ad un'attività autonoma.
2.9.8. L'unico elemento per la pretesa indipendenza lavorativa è rappresentato dal fatto che l'assicurata non aveva obblighi particolari riguardo all'orario di lavoro, ma, stando al tenore del contratto di "mandato", era libera di scegliere sia gli orari di lavoro, sia i giorni lavorativi, con la sola eccezione delle revisioni e degli appuntamenti nei quali era espressamente richiesta la sua presenza (cfr. doc. _).
L'indipendenza nell'organizzazione del lavoro, da sola e comunque relativizzata dall'impegno a presenziare a revisioni e appuntamenti, se richiesti, non basta a rovesciare gli altri numerosi elementi a favore di un'attività dipendente svolta dalla ricorrente.
Va inoltre osservato che il TFA ha già avuto modo di rilevare che il fatto che un contabile possa organizzare liberamente il suo orario di lavoro deriva dalla natura autonoma dell'attività in questione (cfr. sentenza del 14 novembre 2002 nella causa E. SA, H 188/02; consid. 2.6.).
2.10. Alla luce delle circostanze che precedono il ricorso in ingresso va respinto senza carico di tasse e spese e la decisione impugnata va interamente confermata. Gli importi delle remunerazioni versate non sono stati, a giusta ragione, minimamente contestati dalla ricorrente.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti