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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.01.2000 30.1998.227

4 gennaio 2000·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·2,441 parole·~12 min·2

Riassunto

Sentenza o decisione senza scheda

Testo integrale

RACCOMANDATA

Incarto n. 30.1998.00189/227   BS/tf

Lugano 4 gennaio 2000  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice  Raffaele Guffi

con redattore:

Marco Bischof  

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sui ricorsi del 27 e 29 ottobre 1998 di

1. __________ __________, ____________________ rappr. da; __________ __________ SA, Via __________ __________, ____________________ __________ 2. __________, ____________________,  rappr. da: __________ __________ SA, ____________________,   

contro  

le decisioni del __________ e __________emanate da  

Cassa cant. di compensazione, __________,    in materia di contributi AVS  

ritenuto,                           in fatto

                               1.1.   L' 11 settembre 1998 un ispettore della Cassa cantonale di compensazione ha eseguito il controllo dei conteggi dei salari (ex art. 162 ss. OAVS) presso __________ __________, affiliato quale datore di lavoro, riscontrando che nel periodo 1° marzo 1995 -  31 agosto 1996 sono state versate a __________ __________ complessivamente fr. 44'5000.-- di provvigioni non notificate all'AVS.

                                         Ritenute tali prestazioni come salario determinante, con decisione del 30 settembre 1998 la Cassa ha fissato a __________ __________ i relativi contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF per complessivi fr. 7'694,40, spese amministrative e interessi moratori inclusi.

                                         A __________ __________ la Cassa ha intimato una decisione formale, datata 1° ottobre 1998, concernente la succitata ripresa.

                               1.2.   Contro la decisione amministrativa del 30 settembre 1998 è tempestivamente insorto __________ __________, per il tramite del proprio fiduciario, contestando di versare i contributi paritetici sulla retribuzione versata a __________ ritenendola infatti quale provento da attività indipendente sulla base delle seguenti motivazioni:

"  Si ritiene che il costo sostenuto dal Signor __________ sia corretto e debba intendersi, per quest'ultimo, reddito da attività indipendente percepito in virtù delle disposizioni giuridiche applicate alla fattispecie.

A supporto della tesi sostenuta dal Signor __________, il Signor __________ ha in seguito proceduto ad adempiere tutti i requisiti amministrativi e fiscali necessari a formalizzare il conseguimento del reddito da attività indipendente svolto.

Per quanto dato di nostra conoscenza, seppur il rapporto contrattuale non risulta determinante per la valutazione delle circostanze, si afferma che la realtà economica del signor __________ confrontava una situazione d'indipendenza come pure una personale assunzione, a proprio nome e per proprio conto, di tutti i rischi derivanti.

Ricordiamo che il signor __________ risultava, durante il periodo di competenza, impegnato con più mandatari, fatto per il quale sosteneva costi operativi-gestionali di carattere diverso, a dipendenza della competenza del singolo mandato. Crediamo che questi indizi, nel merito dell'atteggiamento assunto verso l'esterno dal Signor __________, non possano che ulteriormente supportare le tesi di fatto sostenute dal Signor __________.

Da parte del Signor __________ non sono mai state riconosciute controprestazioni per spese di mezzi tecnici e/o diversi e non è mai stato convenuto alcun divieto di concorrenza nell'esercizio dell'attività del Signor __________. Quest'ultimo ha organizzato liberamente la propria attività, la propria presenza, l'organizzazione specifica della sua attività."

                               1.3.   Anche __________, rappresentato dal proprio fiduciario, ha interposto un tempestivo atto di ricorso contro la decisione del 1° ottobre 1998. Anch'egli ritiene la retribuzione in oggetto provento da attività lucrativa indipendente.

                               1.4.   Con risposta del 12 maggio 1999 la Cassa propone di respingere i ricorsi, osservando che:

"  La Cassa, ha proceduto alla ripresa delle retribuzioni corrisposta al sig. __________ __________ dopo aver determinato che queste sono state pagate e registrate contabilmente a titolo di provvigioni.

A norma dell'art. 5 cpv. 2 LAVS e dell'art. 7 lett. g OAVS le provvigioni fanno parte del salario determinante e pertanto devono essere notificate alla stregua di salario.

La Cassa, ha verificato se il sig. __________ fosse affiliato in qualità di indipendente, infatti egli è risultato essere stato iscritto presso la nostra Cassa sino al 1. marzo 1995. Come risulta dalla sua personale comunicazione in quella data ha cessato la sua attività indipendente sia a titolo principale che accessorio (cfr. lettera del 24 marzo 1995) ed è passato salariato a tutti gli effetti.

La Cassa in virtù di questa dichiarazione del sig. __________ ha ritenuto che non potesse in ogni più sussistere alcuna possibilità che i guadagni conseguiti a far data dal 27 marzo 1995, oggetto della presente ripresa salariale, andassero ad essere inclusi nel suo reddito aziendale 1995.

A sostegno della posizione assunta dalla Cassa nella presente vertenza, vi sono le dichiarazioni fiscali 1997/1998, comprendenti gli anni di guadagno 1995/1996, rese a suo tempo dal sig. __________, dalle quali si può desumere la totale assenza di un reddito da attività indipendente o di ogni altro reddito imponibile. Figura invece un reddito medio da attività dipendente di fr. 68'000.--."

                               1.5.   Il 22 settembre 1999 il TCA ha richiamato dall'UT di __________ l'incarto fiscale di __________ __________ relativo ai bienni fiscali 1995/96 e 1997/98.

                                         Dopo diversi solleciti, l'11 novembre 1999 la citata autorità di tassazione ha inviato quanto richiesto.

                                         in diritto

                                         In ordine

                               2.1.   Considerato che la presente vertenza non pone questioni di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove), il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali.

                                         Nel merito

                               2.2.   A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'at­tività lucrativa indipendente. Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato. Il reddito da attività dipendente comprende in particolare i tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza versati ai membri dell'amministrazione di persone giuridiche (art. 7 lett. h OAVS).

                                         Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente "comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri".

                                         Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vinco­lante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.

                                         In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986, pag. 650).

                                         Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.

                                         Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità amministra­tive e alla prudenza dei giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse. Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (DTF 122 V 283 consid. 2a, 119 V 162 consid. 2 con riferimenti).

                               2.3.   Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 284 consid. 2b, 122 V 169) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato ( RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

                                         Siamo in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12.a edizione, pag. 34 ss; Vischer, der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella  dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126, consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che in caso di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).

                               2.4.   Il TFA ha costantemente stabilito che per giudicare se un rappresentante di commercio o un agente è salariato o indipendente non è importante sapere se i suoi rapporti di servizio sono retti da un contratto di viaggiatore di commercio o da un contratto di agenzia ai sensi del diritto delle obbligazioni (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 153, RCC 1952 pag. 356, RCC 1950 pag. 378; STFA 8 marzo 1990 in re C.C. SA). L'Alta corte federale ha riconosciuto che in generale i rappresentanti di commercio fruiscono di una grande libertà quanto all'impiego del loro tempo e all'organizzazione del loro lavoro. Malgrado ciò è raro che essi assumano un rischio economico uguale a quello di un imprenditore. Il TFA è quindi giunto alla conclusione che i rappresentanti di commercio, vista la natura delle loro attività e le loro condizioni di lavoro, possono essere considerati dei lavoratori indipendenti nei confronti dell'AVS solo in casi eccezionali (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393, cfr. P.Y. Greber, J.L. Duc, G. Scartazzini; Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants (LAVS); Champ d’application personnel et cotisations; Basilea 1997; Art. 5 LAVS N. 155 ss, pag. 193ss.).

                                         A proposito degli agenti il TFA ha stabilito che, dal punto di vista dell'AVS, questi sono in generale dei salariati, per il motivo che il rischio economico da loro sopportato si limita il più delle volte al fatto che il guadagno dipende dal successo personale degli affari conclusi (RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429, RCC 1954 pag. 116; Käser, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2.a edizione, Berna 1996, N.4.71 pag. 135).

                                         Si deve presumere l'esistenza di un'attività dipendente anche quando il rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni (RCC 1988 pag. 398, RCC 1986 pag. 126, RCC 1972 pag. 330, RCC 1953 pag. 393), si assume le spese generali (RCC 1986 pag. 126, RCC 1980 pag. 304, RCC 1971 pag. 90, RCC 1955 pag. 82), non è vincolato ad una regione geografica ben definitiva, non è obbligato a rispettare un determinato orario di lavoro (RCC 1972 pag. 330), lavora per più ditte (RCC 1955 pag. 82, RCC 1953 pag. 393), risponde per il delcredere ai sensi degli art. 348a e 418c CO (RCC 1972 pag. 330), è iscritto a registro di commercio (RCC 1986 pag. 126, RCC 1982 pag. 209, RCC 1955 pag. 82), è designato quale agente ai sensi degli art. 418a ss CO (RCC 1980 pag. 112, RCC 1972 pag. 330, RCC 1955 pag. 153).

                                         L'agente e il rappresentante di commercio esercitano- attività lucrativa indipendente se sopportano un vero e proprio rischio imprenditoriale, vale a dire se dispongono di una propria organizzazione di vendita (RCC 1988 pag. 399 consid. 2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604, RCC 1982 pag. 208, RCC 1980 pag. 112).

                                         Secondo la prassi amministrativa questo si verifica quando le tre condizioni seguenti sono soddisfatte contemporaneamente: l'agente o il rappresentante di commer­cio utilizza locali commerciali propri o in affitto (non sono considerati locali commerciali quelli adibiti ad abitazione), occupa del personale (non sono considerati personale la moglie e gli altri membri della famiglia che non ricevono un salario) e sopporta la maggior parte delle spese di esercizio (Direttive UFAS sul salario determi­nante, cifre 4027 e 4028; Pratique VSI 1995 pag. 27; Pratique VSI 1993 pag. 228 consid. 3b; RCC 1988 pag. 329 consid. 2b, RCC 1986 pag. 127 consid. 2b e 604 consid. 2b, RCC 1982 pag. 209 consid. 4b, RCC 1980 pag. 112 consid. 2, RCC 1967 pag. 429; STFA 8 marzo 1990 in re C.C. SA; Käser, op. cit., N. 4.72, pag. 136).

                     2.5.   Oggetto del contendere è sapere se le provvigioni versate a __________ __________ sono da considerare come provento da attività lucrativa dipendente o indipendente.

                                         Orbene, in base alla chiara giurisprudenza del TFA riportata al considerando precedente, la retribuzione in questione dev'essere qualificata quale provento da attività dipendente.

                                         Ai sensi dell'art. 7 lett. g OAVS le provvigioni fanno inoltre parte del salario determinante e quindi vanno notificate.

                                         Secondo i ricorrenti __________ __________ avrebbe svolto contemporaneamente diversi mandati, allegazioni non suffragate dal benché minimo indizio.

                                         Non sono stati del resto specificati i motivi per cui essi ritengono che l'interessato abbia assunto dei rischi di tipo imprenditoriale.

                                         Sta di fatto che a __________ __________ è stata allestita una tassazione intermedia 1995/96, con decorrenza dal 1° marzo 1995, per passaggio da attività indipendente a dipendente. Questa mutazione il convenuto l'ha comunicata anche alla Cassa che ha proceduto allo stralcio dalla categoria degli indipendenti.    

                                         In queste circostanze, dunque, le decisioni querelate risultano essere corrette e meritano tutela.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   I ricorsi sono respinti.

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

                                 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, __________ __________, ____________________, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il giudice delegato                                                 Il segretario

Raffaele Guffi                                                         Fabio Zocchetti

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