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Ticino Tribunale cantonale amministrativo 03.11.2004 52.2004.333

3 novembre 2004·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale amministrativo·HTML·1,384 parole·~7 min·1

Riassunto

ordine di cessare con effetto immediato l'esercizio della prostituzione e ripristino della destinazione alberghiera dell'immobile

Testo integrale

Incarto n. 52.2004.333  

Lugano 3 novembre 2004  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

segretario:

Leopoldo Crivelli

statuendo sul ricorso 5 ottobre 2004 di

RI 1 RI 2 entrambe patrocinate da: PA 1  

contro  

la decisione 14 settembre 2004 del Consiglio di Stato (n. 4097), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 1. aprile 2004 con cui il municipio di __________ ha ordinato a __________ ed alla ricorrente RI 2 di cessare immediatamente l'esercizio della prostituzione nello stabile in cui aveva sede l'__________ (part. n. 202 RF) e di ripristinare la destinazione alberghiera dell'immobile;

viste le risposte:

-    11 ottobre 2004 del Dipartimento delle istituzioni (UP);

-    13 ottobre 2004 del municipio di __________;

-    19 ottobre 2004 del Consiglio di Stato;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in fatto

                                         che l'__________ di __________ è un esercizio pubblico con alloggio, composto di due locali d'esercizio e di 9 camere con 14 letti, situato nella zona residenziale del PR, in un edificio di proprietà __________ (part. n. 202 RF);

                                         che la ricorrente RI 1 (__________) era titolare dell'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico, mentre la ricorrente RI 2 ne era la gerente;

                                         che il 7 agosto 2000 l'Ufficio dei permessi (UP) del Dipartimento delle istituzioni ha sospeso l'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico per la durata di tre mesi perché era stato trasformato in un postribolo;

                                         che tra l'inizio del 2001 e la fine del 2003 l'__________ ha ospitato quasi esclusivamente decine e decine di giovani donne, non accompagnate, provenienti da paesi sudamericani o dall'Europa dell'est (STA 2.6.2004 in re RI 1 e RI 2);

                                         che nella notte del 22 dicembre 2003, nell'osteria si è sviluppato un incendio. La polizia, giunta sul posto, ha rintracciato soltanto un'ospite. Interrogata, quest'ultima ha dichiarato che ve n'erano altre 21, tutte dedite alla prostituzione. La gerente, sentita a sua volta, ha ammesso che le camere erano locate a ragazze straniere, che pagavano di giorno in giorno, mentre il personale di servizio ha confermato che le ospiti dell'esercizio pubblico si prostituivano;

                                         che, ritenendo che l'Osteria __________ fosse stata nuovamente trasformata in un postribolo, il 13 febbraio 2004 l'UP ha revocato l'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico rilasciata alla __________ e sospeso per tre mesi l'assunzione della gerenza di esercizi pubblici da parte della ricorrente RI 2;

                                         che la decisione è stata confermata dal Consiglio di Stato (ris. gov. n. 1588 del 20.4.04), dal Tribunale cantonale amministrativo (STA 2.6.04) e da ultimo dal Tribunale federale con sentenza 1. settembre 2004;

                                         che, sollecitato a più riprese dagli abitanti della zona, il 1. aprile 2004 il municipio ha ordinato a __________, amministratore della __________, nel frattempo fallita, ed alla gerente dell'esercizio pubblico, RI 2, in rappresentanza della __________ di sospendere immediatamente l'esercizio della prostituzione nello stabile situato sulla part. n. 202 RF e di ripristinare l'uso dell'immobile a scopo alberghiero, conformemente alla destinazione approvata con licenza edilizia 8 gennaio 1996;

                                         che il provvedimento, fondato sugli art. 42, 43  e 45 LE, rispettivamente 7 e 37 NAPR, è stato confermato dal Consiglio di Stato, che con giudizio 14 settembre 2004 ha respinto l'impugnativa contro di esso interposta dalla __________ e da RI 2, alla quale ha negato la legittimazione attiva;

                                         che il Governo ha in sostanza ritenuto che nessun titolo potesse giustificare l'attività che il municipio ha ordinato di sospendere;

                                         che contro il predetto giudizio governativo le soccombenti si aggravano davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento;

                                         che la __________ sostiene anzitutto che RI 2 non era sua rappresentante; si riserva però di chiedere il risarcimento del danno subito a seguito dell'ordine in contestazione; RI 2 sostiene invece che la decisione impugnata non esplicherebbe effetti nei suoi confronti, poiché nulla può nel rapporto tra il municipio e la locatrice;

                                         che nel merito, le ricorrenti sostengono che non sono stati esperiti accertamenti che documentino che l'__________ era utilizzata per l'esercizio della prostituzione; si tratterebbe di illazioni degli organi di stampa;

                                         che la decisione violerebbe il diritto di essere sentito, il principio di proporzionalità e quello della buona fede, nonché ulteriori disposizioni di legge, che non occorre qui elencare;

considerato,                   in diritto

                                         che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 21 e 45 LE;

                                         che la legittimazione attiva delle ricorrenti a contestare il giudizio governativo è certa (art. 43 PAmm); se la ricorrente RI 2 fosse legittimata a contestare anche l'ordine impartitole dal municipio è questione di merito, che verrà esaminata più avanti;

                                         che il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è ricevibile in ordine;

                                         che il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm); il sopralluogo e le altre prove chieste dalle ricorrenti appaiono del tutto inidonee a procurare a questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio;

                                         che giusta l'art. 42 LE, il municipio ordina la sospensione dei lavori eseguiti senza permesso o in contrasto con il permesso ricevuto (violazione formale); analogamente, l'autorità comunale ordina anche la sospensione delle utilizzazioni non autorizzate di opere edilizie realizzate legittimamente;

                                         che per l'art. 43 LE, il municipio ordina inoltre la demolizione o la rettifica delle opere eseguite senza permesso, in contrasto con la legge, i regolamenti o i piani regolatori (violazione materiale), tranne nel caso in cui le differenze siano minime e senza importanza per l'interesse pubblico o quello dei vicini (principio di proporzionalità);

                                         che, analogamente, in caso di utilizzazione abusiva (violazione formale) di opere realizzate legittimamente, che non può conseguire il permesso a posteriori (violazione materiale), il municipio ordina anche il ripristino della destinazione autorizzata;

                                         che tanto l'ordine di sospensione dell'utilizzazione abusiva, quanto quello di ripristino della destinazione autorizzata vanno emanati nei confronti del proprietario (perturbatore per situazione) e di eventuali ulteriori aventi diritto di disporre dell'oggetto (perturbatori per comportamento);

                                         che nell'evenienza concreta, l'__________ è situata all'interno della zona residenziale estensivo-intensiva (R4) di __________, riservata all'abitazione ed alle attività commerciali od artigianali compatibili con la funzione abitativa (art. 37 NAPR);

                                         che la licenza edilizia rilasciata nel 1996 autorizza l'esercizio dell'attività alberghiera;

                                         che nella trasformazione dell'__________ in bordello, rilevata dall'autorità, sono ravvisabili gli estremi di un cambiamento di destinazione non autorizzato (violazione formale), che non può nemmeno essere posto a beneficio del permesso a posteriori (violazione materiale), in quanto palesemente contraria alla funzione residenziale che il PR assegna alla zona di utilizzazione R4, in cui l'esercizio pubblico è ubicato (art. 22 LPT);

                                         che, nella misura in cui è stato impartito alla ricorrente RI 2, l'ordine 1. aprile 2004 appare del tutto giustificato; in quanto gerente, questa ricorrente aveva il potere di disporre dell'esercizio pubblico; era quindi perturbatrice per comportamento;

                                         che, ingiungendole di sospendere l'utilizzazione instaurata abusivamente, che tollerava in palese contrasto con i suoi doveri professionali, il municipio non ha certamente violato il diritto; tanto meno l'ha violato ordinandole nel contempo di ripristinare la destinazione alberghiera autorizzata;

                                         che, a torto, il Consiglio di Stato le ha negato la legittimazione attiva; in quanto destinataria dell'ordine, questa ricorrente era certamente gravata dal provvedimento impugnato;

                                         che la violazione del diritto in cui è incorso il Governo, negando alla gerente RI 2 la qualità per agire in giudizio, è comunque irrilevante, poiché la sua impugnativa non è stata dichiarata irricevibile, ma respinta al pari del ricorso inoltrato dalla __________; la legittimità del provvedimento censurato è quindi stata esaminata nel merito;

                                         che il ricorso al Consiglio di Stato avrebbe semmai dovuto essere dichiarato irricevibile nella misura in cui era interposto dalla __________, titolare dell'autorizzazione a gestire l'esercizio pubblico, poiché l'ordine in contestazione - oltre che a __________, rappresentante della società proprietaria dell'immobile - è stato impartito soltanto alla gerente RI 2; non gravava di conseguenza la ricorrente __________;

                                         che non mette tuttavia conto di disquisire ulteriormente su questi aspetti, poiché, nel merito, l'ordine appare pienamente fondato;

                                         che, in esito alle considerazioni che precedono, il ricorso - temerario - va respinto, addebitando la tassa di giustizia alle ricorrenti in solido.

Per questi motivi,

visti gli art. 22 LPT; 21, 43, 45 LE; 37 NAPR di __________; 3, 18,28, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                   2.   La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è posta a carico delle ricorrenti in solido.

                                    3.   Intimazione a:

terzi implicati

  1. CO 1 2. CO 2 3. CO 3    

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il segretario

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