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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 30.01.2004 10.2002.219

30 gennaio 2004·Italiano·Ticino·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·3,273 parole·~16 min·2

Riassunto

Sentenza o decisione senza scheda

Testo integrale

Incarti n. 10.2002.216 10.2002.219   DAC 990/2001 DAC 989/2001  

Bellinzona 30 gennaio 2004  

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice della Pretura penale

Marco Ambrosini

sedente con Laura Rossini in qualità di segretaria per giudicare

                  accusati di:

__________ ________, _________ (difeso dall'avv. __________ __________, __________)   __________  impiegato (difeso dall'avv. __________ __________, __________)  

__________ __________:    1.                                       omicidio colposo,

                                        per avere, per imprevidenza colpevole, concorso a cagionare la morte di __________ __________, investendo con il proprio veicolo la vettura a bordo della quale quest'ultimo viaggiava come passeggero;

                                        e meglio per avere, guidando la vettura __________ __________, in stato di ubriachezza, perso la padronanza del veicolo, urtando dapprima il guardavia di destra e sbandando poi sulla sinistra, invadendo repentinamente la corsia di sorpasso sulla quale circolava, in fase di sorpasso, la vettura __________ __________, guidata da __________ __________, con a bordo il passeggero __________, urtando la ruota posteriore di detto veicolo, provocandone il capovolgimento e il suo conseguente arresto, in posizione trasversale sulle due corsie di scorrimento; poco dopo la vettura __________ __________, capovolta e ferma al centro delle due corsie, con all'interno i due occupanti, veniva investita da una terza vettura (una __________ __________) guidata da __________ __________, il quale nella manovra intesa a evitare la collisione con la vettura __________, ferma a ridosso della protezione metallica centrale, si spostava sulla destra e andava a cozzare contro la vettura __________, colpendola violentemente alla fiancata posteriore sinistra con la fiancata posteriore destra del proprio veicolo, facendola carambolare in avanti a ridosso della protezione metallica centrale; a seguito delle lesioni riportate nell'incidente il passeggero __________ __________ decedeva sul posto;

                                        reato previsto dall'art. 117 CP, in relazione con gli art. 26 cpv. 1 e 2, 27 cpv. 1 e 31 cpv. 1 e 2 LCS; 3 cpv. 1 ONC;

                                    2.  circolazione in stato di ebrietà,

                                        per avere guidato la vettura __________, targata __________, nelle circostanze descritte al punto 1, in stato di ubriachezza (tasso di alcoolemia min. 1,56 g/kg - max 2,070 g/kg);

                                        reato previsto dall'art. 91 cpv. 1 LCS;

fatti avvenuti                       a __________ il 16 luglio 2000;

perseguito                         con decreto d’accusa DAC __________/__________ del __________ __________ 2001 del ____ ________ che propone la condanna:

                                        1.  alla pena di 3 (tre) mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni,

                                        2.  alla multa di fr. 1500.–,

                                        3.  al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 21 500.–;

__________ __________:                                              grave infrazione alle norme della circolazione stradale,

                                        per avere condotto la vettura __________ targata __________ a una velocità superiore a quella consentita (min. 122 km/h - max 138 km/h, in luogo dei 100 km/h prescritti), senza riuscire a fermarsi nello spazio visibile, investendo la vettura __________ targata (__________) __________, ferma al centro delle due corsie di scorrimento, a causa di un incidente della circolazione avuto poco prima con la vettura __________, guidata da __________, con a bordo i due occupanti __________ __________ e __________ __________ (in seguito deceduto);

                                        e meglio per avere, a seguito della manovra da lui operata al fine di evitare la collisione con la vettura __________ (ferma sulla corsia di sorpasso, sulla quale egli stava procedendo a velocità superiore a quella consentita), urtato violentemente la fiancata posteriore sinistra della vettura __________ di cui sopra, con la fiancata posteriore destra del suo veicolo, facendola carambolare in avanti, a ridosso della protezione metallica centrale;

                                        reato previsto dall'art. 90 n. 2 LCS, in relazione con gli art. 26 cpv. 1 e 2, 27 cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2, 32 cpv. 1 LCS; 3 cpv. 1, 4 cpv. 1 e 4a cpv. 1 ONC;

fatti avvenuti                       a Melide il 16 luglio 2000;

perseguito                         con decreto d’accusa DAC __________/__________ del __________ 2001 del medesimo Procuratore pubblico, che propone la condanna:

                                        1.  alla pena di 1 (un) mese di detenzione sospeso condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni,

                                        2.  al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 7500.–,

e inoltre                             3.  non prolunga il periodo di iscrizione della multa di cui alla condanna 7 febbraio 2000 del Ministero pubblico, né ammonisce l'accusato;

viste                                  le opposizioni al rispettivo decreto d’accusa interposte dagli accusati il 16 novembre 2001 (____________________) e il 23 novembre 2001 (____________________);

indetto                               il dibattimento 30 gennaio 2004, al quale sono comparsi gli accusati con il rispettivo difensore e il Procuratore pubblico;

accertate                           le generalità degli accusati, data lettura dei decreti d'accusa, proceduto all'interrogatorio degli accusati e all'audizione del perito giudiziario;

sentiti                           –   il Procuratore pubblico, il quale ritiene adempiute le condizioni dei reati ascritti a entrambi gli imputati e conclude quindi per la conferma dei decreti d'accusa;

                                    –   l'avv. __________ __________, il quale non contesta il reato di circolazione in stato d'ebrietà, ma chiede il proscioglimento del suo assistito dall'imputazione di omicidio colposo per difetto del nesso di causalità adeguato tra il suo agire colpevole e il decesso della vittima; sulla pena, conclude per la condanna a una multa non superiore a fr. 1500.–, per una partecipazione alle spese giudiziarie non superiore a fr. 100.– e per la rifusione delle spese di patrocinio;

                                    –   l'avv. __________ __________, il quale conclude per la derubricazione del reato in infrazione semplice alle norme della circolazione nel senso dell'art. 90 n. 1 LCS, imputazione di cui egli eccepisce la prescrizione, con il conseguente proscioglimento del suo assistito, addebito allo stato degli oneri processuali e rifusione delle spese di patrocinio;

sentiti                                da ultimo gli accusati;

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti, per ciascun accusato:

                                    1.  se l'imputato è colpevole di omicidio colposo e/o circolazione in stato di ebrietà (____________________), rispettivamente grave infrazione alle norme della circolazione stradale (____________________), commessi nelle circostanze di cui sopra;

                                    2.  in caso di risposta affermativa al quesito n. 1:

                                        2.1  quale pena dev'essere inflitta all'imputato,

                                        2.2  se dev'essere concessa la sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale periodo di prova;

                                        2.3  se dev'essere prolungato il periodo d'iscrizione della multa inflitta dal Ministero pubblico a __________ __________ il 7 febbraio 2000;

                                    3.  il giudizio sugli oneri processuali e sulle ripetibili;

letti ed esaminati                gli atti;

preso atto                          che l'avv. __________ __________ ha chiesto il 3 febbraio 2004 la motivazione scritta del giudizio inerente a __________ __________, mentre l'avv. __________ __________– con lettera del 5 febbraio 2004 – ha sottolineato in nome del suo assistito di non postulare "la motivazione della sentenza assolutoria che gli concerne".

Ritenuto                            in fatto:

                                A.     La mattina di domenica 16 luglio 2000, verso le ore 4.00, si sono verificati sulla corsia nord-sud dell'autostrada A2, in corrispondenza del __________ diga di __________, due incidenti della circolazione che hanno coinvolto tre automobili, una __________ __________ guidata da __________ __________, una __________ __________ guidata da __________ __________ e una __________ __________ guidata da __________ __________. Gli impatti, cui è seguito il decesso del ventenne __________ __________ di __________– passeggero della __________ __________– sono stati così descritti dalla Polizia cantonale (cfr. rapporto di constatazione del 15 novembre 2000, act. 13, pag. 5):

                                        __________ circolava alla guida della propria autovettura da __________ diretto verso sud.

                                        Giunto all'altezza del __________ diga di __________, per cause che non è stato in grado di spiegare, urtava di striscio il guardavia di destra. Sbandava sulla sinistra entrando in collisione con la vettura del __________ che nel frattempo si trovava in corsia di sorpasso. __________ circolava ad una velocità dichiarata di ca. 90/100 km/h.

                                        Cadloni si fermava più avanti a ridosso della protezione metallica centrale leggermente di traverso, mentre l'auto del __________ dall'urto ricevuto si capovolgeva, terminando la sua corsa in posizione trasversale, a cavallo delle due corsie di scorrimento.

                                        Poco dopo, __________ che giungeva anch'esso da __________ sulla corsia di sorpasso ad una velocità dichiarata di ca. 100 km/h, vedendo la vettura __________ ferma sulla sinistra, si spostava a destra entrando in collisione con l'autovettura __________, facendola carambolare in avanti a ridosso della protezione metallica centrale.

                                        __________ terminava la sua corsa a cavallo fra la corsia d'emergenza e la normale corsia di marcia a circa 75 metri da quest'ultima.

                                        […]

                                B.     Dalle indagini esperite è emerso – fra l'altro – che __________ __________ al momento del sinistro versava in stato di ubriachezza (tasso di alcoolemia min. 1,56 – max. 2,07 g/kg: cfr. referto 18 luglio 2000 del Laboratorio Bioanalitico allegato al rapporto di polizia act. 13), che nessuno dei veicoli coinvolti presentava difetti che avrebbero potuto causare gli incidenti (cfr. le conclusioni dei controlli tecnici act. 5, 6 e 7, pag. 2) e che __________ __________ è deceduto a causa delle ferite riportate nell'infortunio (rapporto dell'Istituto cantonale di patologia, act. 9, pag. 2 a metà). L'istruttoria non ha consentito per converso di stabilire se la morte del giovane fosse riconducibile al primo, al secondo o a entrambi gli impatti (cfr. perizia dell'ing. __________ __________, act. 30, in particolare pag. 7 in fondo; conclusione ribadita dallo stesso perito giudiziario durante l'istruttoria dibattimentale).

                                C.     Con decreto d'accusa del 12 novembre 2001 il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ __________ autore colpevole di omicidio colposo e di circolazione in stato di ebrietà. In applicazione della pena, egli ha proposto la condanna dell'imputato a 3 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni e a una multa di fr. 1500.–, così come al pagamento di una tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese di fr. 21 500.–. __________ __________ ha introdotto il 23 novembre 2001 opposizione al decreto d'accusa.

Considerato                       in diritto:

                                 1.     Giusta l'art. 117 CP chiunque per negligenza cagiona la morte di alcuno è punito con la detenzione o la multa. Commette un crimine o un delitto per negligenza colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione o non ne ha tenuto conto (art. 18 cpv. 3 prima frase CP). L'imprevidenza è colpevole se l'agente non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali (art. 18 cpv. 3 seconda frase CP). Nella circolazione stradale, la negligenza è fondata in primo luogo sulla violazione delle norme di comportamento sancite dalla relativa legislazione (cfr. DTF 127 IV 38 consid. 2a, 122 IV 20 consid. 2b/aa, 121 IV 290 consid. 3, 106 IV 80; Rep. 1985 pag. 185). Occorre inoltre dimostrare l'esistenza di un nesso causale – naturale e adeguato – fra il mancato ossequio delle norme della circolazione e il decesso (cfr. DTF 115 IV 102 consid. 2b con richiami di giurisprudenza). L'art. 91 cpv. 1 LCS reprime altresì con la detenzione o con la multa chiunque, in stato di ebrietà, conduce un veicolo a motore.

                                 2.     Il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ __________ colpevole di omicidio colposo e di circolazione in stato di ebrietà, "per avere, guidando la vettura __________, in stato di ubriachezza [tasso di alcoolemia min. 1,56 g/kg - max. 2,070 g/kg] perso la padronanza del veicolo, urtando dapprima il guardavia di destra e sbandando poi sulla sinistra, invadendo repentinamente la corsia di sorpasso sulla quale circolava, in fase di sorpasso, la vettura __________, guidata da __________ __________, con a bordo il passeggero __________, urtando la ruota posteriore di detto veicolo, provocandone il capovolgimento e il suo conseguente arresto, in posizione trasversale sulle due corsie di scorrimento; poco dopo la vettura __________ __________, capovolta e ferma al centro delle due corsie, con all'interno i due occupanti, veniva investita da una terza vettura (una __________ __________) guidata da __________ __________, il quale nella manovra intesa a evitare la collisione con la vettura __________i, ferma a ridosso della protezione metallica centrale, si spostava sulla destra e andava a cozzare contro la vettura __________, colpendola violentemente alla fiancata posteriore sinistra con la fiancata posteriore destra del proprio veicolo, facendola carambolare in avanti a ridosso della protezione metallica centrale; a seguito delle lesioni riportate nell'incidente il passeggero __________ __________ decedeva sul posto" (act. 39, pag. 1 verso il basso).

                                 3.     L'accusato non nega di avere circolato con il tasso alcolemico indicato nel decreto d'accusa, né di avere negligentemente infranto le norme della circolazione e concorso in tal modo alla realizzazione degli incidenti che hanno determinato, in ultima analisi, la morte del passeggero della __________ __________. Assodata la circolazione in stato d'ebrietà e la sussistenza di un'imprevidenza colpevole in nesso causale naturale con il decesso della vittima, la difesa lamenta nondimeno l'assenza di qualsiasi nesso di causalità adeguato fra la propria colpa e l'evento mortale.

                                        a)   Per costante giurisprudenza, il nesso di causalità è adeguato quando il comportamento contrario ai doveri di prudenza è idoneo, secondo l'andamento ordinario delle cose e l'esperienza generale della vita, a produrre o a favorire un evento simile a quello in concreto realizzatosi. Tuttavia, la causalità adeguata viene meno, il concatenamento dei fatti perdendo in tal modo la sua rilevanza giuridica, allorché un'altra causa concomitante, quale ad esempio l'atteggiamento della vittima o la colpa di terzi, costituisca una circostanza del tutto eccezionale oppure dipenda da un comportamento talmente straordinario, insensato o stravagante che non poteva essere previsto. L'imprevedibilità dell'atto concomitante non è sufficiente per interrompere il nesso di causalità adeguata. Occorre bensì che quest'atto sia di una gravità tale da imporsi come la causa più probabile e immediata dell'evento considerato, relegando in secondo piano tutti gli altri fattori, segnatamente il comportamento dell'agente, che hanno contribuito a provocarlo (cfr. DTF inedita __________.__________/__________del __________ 2003, consid. 4 con riferimenti).

                                        b)   L'accusato si duole anzitutto di come l'istruttoria non abbia permesso di ricondurre il decesso della vittima all'impatto fra il proprio veicolo e la __________ __________. Ciò posto, in virtù del principio in dubio pro reo non è possibile escludere, secondo la difesa, che l'evento mortale sia stato provocato unicamente dal conducente della __________ __________ il quale – giunto solo diversi minuti dopo la prima collisione – non è stato in grado di fermarsi entro lo spazio visibile. Donde, a parere dell'interessato, l'assenza di un nesso causale adeguato fra la propria negligenza e il decesso del passeggero. Ora, è vero che per il Tribunale federale ogni conducente deve adattare la velocità alle condizioni di visibilità, e ciò anche sulle autostrade, di notte con i fari a luce anabbagliante (cfr. DTF 126 IV 91). È vero altresì che l'istruttoria non ha consentito di appurare se il decesso del passeggero fosse dovuto alla prima collisione, alla seconda o a entrambe (v. sopra, consid. B in fine). Ma anche volendo ritenere fatale il secondo impatto, l'inosservanza altrui dell'obbligo di fermarsi entro lo spazio visibile non rende per ciò solo imprevedibile o eccezionale l'eventualità di un secondo incidente dopo un arresto sulla carreggiata di un'autostrada, per giunta di notte e in un tratto in curva (cfr. anche DTF 110 IV 42). Una simile conseguenza risulta anzi finanche verosimile. Neppure soccorre all'accusato prevalersi del lasso di tempo trascorso fra la prima e la seconda collisione, tale – stando alla difesa – da far assumere agli incidenti la connotazione di due eventi distinti: né il tempo trascorso né l'eventuale transito di veicoli indenni fra i due impatti concorrono difatti lontanamente a diminuire il rischio di collisione con un veicolo fermo sulla carreggiata. Ne discende che il primo incidente provocato dall'imputato appare idoneo – di per sé – a produrre o a favorire un evento simile a quello in concreto realizzatosi.

                                        c)   Sempre stando alla difesa, il decesso della vittima – comunque si opini  riguardo alla prevedibilità del secondo impatto – sarebbe dovuto in modo preponderante a colpe altrui, tali da interrompere ogni possibile nesso adeguato fra la sua imprevidenza e l'evento mortale. L'imputato rimprovera in specie al conducente della __________ __________ di avere effettuato un sorpasso azzardato e di non essere risultato idoneo alla guida, al conducente della __________ __________ di avere circolato a velocità eccessiva e di non essersi arrestato per tempo, a possibili terzi di non avere soccorso il passeggero fra il primo e il secondo impatto, come pure alla stessa vittima di non avere allacciato le cinture di sicurezza. L'accusato disconosce nondimeno che siffatti comportamenti – fossero anche dimostrati o ritenuti quanto meno possibili – non risultano ad ogni modo straordinari, insensati o stravaganti, né sono suscettibili di relegare in secondo piano le proprie responsabilità nell'evento mortale. Le evocate colpe altrui non sono idonee, in altri termini, a interrompere il nesso di causalità adeguata tra l'imprevidenza dell'imputato e il decesso della vittima. Giovi per il resto ricordare che in materia penale ognuno risponde delle proprie azioni e omissioni, sicché l'eventuale comportamento antigiuridico altrui non discrimina né attenua la responsabilità per una violazione di prescrizioni imputabili a propria colpa (cfr. la già citata DTF inedita ____________________del __________ __________ 2003, consid. 3.3). Anche sotto questo profilo, la tesi accusatoria merita pertanto conferma.

                                 4.     Dato quanto precede, questo giudice – valutando l'insieme delle risultanze istruttorie – perviene al convincimento che l'accusato abbia effettivamente commesso entrambi i reati ravvisati dal Procuratore pubblico di circolazione in stato d'ebrietà e di omicidio colposo, per i fatti descritti nel decreto d'accusa del 12 novembre 2001.

                                 5.     Quanto alla commisurazione della pena, per l'art. 63 CP il giudice fissa la sanzione in base alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle condizioni personali. In concreto occorre considerare, da un lato, la grave colpa dell'imputato per avere circolato in stato d'ebrietà e le tragiche conseguenze di siffatta negligenza, che ha comportato la morte di un giovane. Per altro verso occorre altresì tenere conto della fatalità che sempre è presente in infortuni colposi. In favore dell'imputato concorre inoltre l'assenza di precedenti penali. Tutto ben ponderato, si giustifica in definitiva di confermare la condanna proposta dal Procuratore pubblico alla pena di tre mesi di detenzione, a una multa di fr. 1500.– e al pagamento degli oneri processuali, le spese dovendo essergli nondimeno addebitate solo in ragione di un mezzo. Risultano d'altro canto adempiuti i requisiti oggettivi e soggettivi sanciti dall'art. 41 CP per ammettere l'interessato al beneficio della sospensione condizionale della pena. Il periodo di prova di tre anni proposto dal Procuratore pubblico risulta anch'esso appropriato alle circostanze del caso concreto.

Per questi motivi,

visti                                   gli art. 41, 63 e 117 CP (in relazione con gli art. 26 cpv. 1 e 2, 27 cpv. 1 e 31 cpv. 1 e 2 LCS; 3 cpv. 1 ONC); 90 n. 2 e 91 cpv. 1 LCS; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo                       ai quesiti posti come segue:

dichiara                           __________ __________

                                        autore colpevole di omicidio colposo e di circolazione in stato di ebrietà per i fatti compiuti nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa DAC __________/__________ del ____________________ 2001;

condanna                         __________ ______________

                                        1.  alla pena di 3 (tre) mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni,

                                        2.  alla multa di fr. 1500.–,

                                        3.  al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 15 400.–;

ordina                              l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli art. 80 e 41 n. 4 CP;

assegna                           a __________ __________ un termine di tre mesi per il pagamento della multa e lo avverte che in caso di mancato pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto;

proscioglie                       __________ __________

                                        dall'accusa di grave infrazione alle norme della circolazione stradale, per i fatti descritti nel decreto d'accusa DAC __________/__________ del ____________________ 2001;

carica                               le relative spese allo Stato, che rifonderà al prosciolto fr. 1000.– per ripetibili;

Intimazione a:

          – Ministero pubblico della Confederazione, __________, – Comando della Polizia cantonale, __________, – Sezione della circolazione, __________ (__________), – Sezione esecuzione pene e misure, __________, – Servizio di coordinamento in materia di casellario giudiziale, __________, – Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, __________.  

La sentenza è definitiva.

Il giudice:                                                                                 La segretaria:

Distinta di pagamento         a carico di _________ ____________:

                                        fr.                     1500.–         multa

                                        fr.                       800.–         tassa di giustizia

                                        fr.                   14600.–         spese giudiziarie

                                        fr.                   16900.–         totale

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