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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 21.11.2003 10.2002.167

21 novembre 2003·Italiano·Ticino·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·3,575 parole·~18 min·3

Riassunto

Sentenza o decisione senza scheda

Testo integrale

Incarti n. 10.2002.166 10.2002.167 10.2002.168   DAP 1058/2002 DAP 1057/2002 DAP 1056/2002  

Bellinzona 21 novembre 2003  

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice della Pretura penale

Marco Ambrosini

sedente con Laura Rossini in qualità di segretaria per giudicare

__________ __________, fu __________ e __________ n. __________, nato a __________ il __________ __________ 1942, cittadino italiano, domiciliato a __________/__________, via __________ __________, coniugato, commerciante (difeso dall'avv. __________ __________, __________) __________ __________, di __________ ed __________ n. __________, nato a __________ il __________ __________ 1953, attinente di __________, domiciliato a __________, via al __________ __________, coniugato, fiduciario, e __________ __________, fu __________ e __________ n. __________, nato a __________ il __________ __________ 1954, attinente di __________, domiciliato a __________, via __________ __________ __________, coniugato, commerciante (entrambi difesi dall'avv. __________ __________, __________)  

accusati di:                        carente diligenza in operazioni finanziarie, art. 305ter CP, per avere:

                                       a) __________ __________ a __________, durante il periodo da primavera-estate 1998 e (recte: a) gennaio 1999, agendo a titolo professionale, aiutato a trasferire e a collocare valori patrimoniali altrui senza accertarsi con la diligenza richiesta dalle circostanze dell'identità dell'avente economicamente diritto, e meglio per avere organizzato, tramite __________ __________ e persone di fiducia di quest'ultimo in __________ e in __________, il trasporto di somme di denaro provenienti dal contrabbando internazionale di sigarette, dall'__________ a __________, percependo per ogni trasporto una commissione dell'1.5% omettendo in almeno 8 occasioni di accertare l'identità dell'avente economicamente diritto delle somme dell'ordine di 300 000.– lire sterline ogni volta, di cui __________ __________ lo aveva incaricato del trasporto e che egli personalmente riceveva in contanti e consegnava personalmente a __________ __________ accontentandosi della generica indicazione secondo cui si trattava di "soldi di sigarette pulite";

perseguito                         con decreto d’accusa DAP __________/__________ del __________ __________ 2002 del Procuratore generale Luca Marcellini, __________, che propone la condanna:

                                        1.  alla pena di 15 (quindici) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni,

                                        2.  alla multa di fr. 5000.–,

                                        3.  al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 200.–;

b) __________ __________                                                                                     per avere, a __________ nel periodo dal 29 gennaio 1998 al gennaio 1999, agendo a titolo professionale e nella sua qualità di direttore della fiduciaria __________ __________, aiutato a collocare e a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi con la diligenza richiesta dalle circostanze dell'identità dell'avente economicamente diritto, e meglio per avere omesso di provvedere, adottando le necessarie misure impostegli dalla sua funzione, affinché l'effettivo avente economicamente diritto del conto __________ __________ __________ __________ __________. aperto presso la __________ __________ venisse identificato con la cura imposta dalle circostanze dal proprio dipendente __________ __________ (recte: __________ __________), omissione che ha fatto sì che a nome di un avente economicamente diritto rivelatosi poi essere solo un prestanome venissero effettuate numerose operazioni finanziarie per ingenti somme di denaro;

perseguito                         con decreto d’accusa DAP __________/__________ del __________ __________ 2002 del medesimo Procuratore, che propone la condanna:

                                        1.  alla pena di 15 (quindici) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni,

                                        2.  al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 200.–;

c) __________ __________     per avere, a __________ nel periodo dal __________ __________ 1998 al gennaio 1999, agendo a titolo professionale, aiutato a collocare e a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi con la diligenza richiesta dalle circostanze dell'identità dell'avente economicamente diritto, e meglio per avere quale cambista e gestore presso la società fiduciaria __________ __________, __________, omesso di accertare l'identità dell'avente economicamente diritto della relazione bancaria __________ __________ __________ __________ __________., da lui aperta a tale __________ __________ __________ presso la __________ __________ e sulla quale sono successivamente transitate importanti somme di denaro, quando dall'insieme delle circostanze egli sapeva o doveva ritenere trattarsi solo di un prestanome;

perseguito                         con decreto d’accusa DAP __________/__________ del __________ __________ 2002 del medesimo Procuratore, che propone la condanna:

                                        1.  alla pena di 15 (quindici) giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni,

                                        2.  al pagamento della tassa di giustizia di fr. 300.– e delle spese giudiziarie di fr. 200.–;

viste                                  le opposizioni al rispettivo decreto d’accusa interposte dagli accusati l'8 (__________) e il 17 maggio 2002 (__________ __________);

indetto                               il dibattimento __________ __________ 2003, al quale sono comparsi gli accusati, i difensori e il sostituto Procuratore pubblico Monica Casalinuovo;

accertate                           le generalità degli accusati, data lettura dei decreti d'accusa, proceduto all'interrogatorio degli accusati;

sentiti                           –   il sostituto Procuratore pubblico, che conclude per la conferma di tutti i decreti d'accusa, salvo la multa a carico di __________ __________ cui chiede di soprassedere;

                                    –   l'avv. __________ __________, il quale conclude per il proscioglimento dell'accusato da lui difeso;

                                    –   l'avv. __________ __________, il quale conclude per il proscioglimento degli accusati da lui difesi, con protesta di ripetibili;

sentiti                                da ultimo gli accusati;

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti, per ciascun accusato:

                                    1.  Se l'imputato è autore colpevole di carente diligenza in operazioni finanziarie, commessa nelle circostanze di cui sopra.

                                    2.  In caso di risposta affermativa al quesito n. 1:

                                        2.1  quale pena dev'essere inflitta all'imputato;

                                        2.2  se dev'essere concessa la sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale periodo di prova.

                                    3.  Il giudizio sugli oneri processuali e sulle ripetibili;

letti ed esaminati                gli atti;

preso atto                          che il difensore avv. __________ __________, in nome di __________ __________, ha presentato il ____________________ 2003 dichiarazione di ricorso e ha chiesto pertanto la motivazione scritta della sentenza.

Ritenuto                            in fatto:

                                A.     Il 21 gennaio 1999 una pattuglia della Polizia di __________ -__________ ha arrestato in un'area di parcheggio autostradale __________ __________, nell'automobile del quale sono state rinvenute – nascoste in uno scompartimento delle portiere posteriori – 29 mazzette di sterline inglesi e scozzesi per un valore complessivo di circa fr. 930 000.–. Le indagini hanno poi condotto la polizia ad accertare che __________ __________ era stato fra l'altro incaricato da __________ __________, cittadino italiano nato a __________ il ____________________ 1942, di trasferire dagli inizi del 1998 somme di denaro provenienti dal contrabbando internazionale di sigarette, dall'__________ a __________, in almeno 8 occasioni per una media di circa 300 000.– sterline ciascuna. __________ __________ era stato a sua volta incaricato del trasporto da __________ __________, cittadino svizzero nato a __________ il ____________________ 1954, che nella sua attività di cambista e gestore alle dipendenze della __________ __________– società fiduciaria con sede a __________ diretta da __________ __________ – aveva aperto un conto denominato __________ __________ __________ __________ __________ in nome del cittadino spagnolo __________ __________ __________, sul quale erano transitate le predette somme di denaro.

                                B.     Assodato che siffatti valori patrimoniali appartenevano in realtà a tale __________, cittadino della Repubblica di __________ attivo nel commercio internazionale di sigarette e metalli preziosi, il Procuratore generale – con decreti d'accusa del ____________________ 2002 – ha ritenuto __________ __________, __________ __________ e __________ __________ autori colpevoli di carente diligenza in operazioni finanziarie, per avere aiutato a collocare e a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi con la diligenza richiesta dalle circostanze dell'identità dell'avente economicamente diritto. In applicazione della pena, il magistrato inquirente ha proposto la condanna di ciascun accusato a 15 giorni di detenzione, sospesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni, e al pagamento degli oneri processuali. __________ __________ si è visto prospettare inoltre una multa di fr. 5000.–. __________ __________ e __________ __________ hanno introdotto l'8 maggio 2002 opposizione al rispettivo decreto d'accusa. Altrettanto ha fatto __________ __________ il ____________________ 2002.

Considerato                       in diritto:

                                 1.     L'art. 305ter cpv. 1 CP reprime con la detenzione fino a un anno, con l'arresto o con la multa chiunque a titolo professionale accetta, prende in custodia, aiuta a collocare o a trasferire valori patrimoniali altrui senza accertarsi, con la diligenza richiesta dalle circostanze, dell'identità dell'avente economicamente diritto (cfr. anche DTF inedite __________e __________ 2003, quest'ultima destinata alla pubblicazione). L'infrazione è intenzionale, sicché l'autore deve quanto meno accettare l'eventualità di non adempiere il suo dovere d'identificazione (Corboz, Les infractions en droit suisse, vol. II, Berna 2002, pag. 546 n. 12 con richiami di dottrina). Trattasi di un delitto di messa in pericolo astratta, che si realizza allorquando il trasgressore svolge una delle attività appena evocate senza esperire le dovute verifiche, e ciò a prescindere dall'origine lecita o illecita dei valori patrimoniali (DTF 125 IV 142 consid. 3b).

                                 2.     Per quel che concerne in particolare __________ __________, l'accusa rimprovera all'interessato di avere "a Lugano nel periodo dal __________.__________.1998 al __________ 1999 […] quale cambista e gestore presso la società fiduciaria __________ __________, __________, omesso di accertare l'identità dell'avente economicamente diritto della relazione bancaria __________ __________ __________ __________ __________, da lui aperta a tale __________ __________ __________ presso la __________ __________ e sulla quale sono successivamente transitate importanti somme di denaro, quando dall'insieme delle circostanze egli sapeva o doveva ritenere trattarsi solo di un prestanome" (decreto d'accusa DAP __________, pag. 1 nel mezzo, nell'incarto n. __________.__________.__________). Ne desume, il magistrato inquirente, l'adempimento dei requisiti oggettivi e soggettivi del reato di carente diligenza in operazioni finanziarie. Donde la postulata conferma del decreto d'accusa.

                                 3.     La difesa si duole – in sintesi – di come __________ __________ abbia esperito tutti gli accertamenti che si potevano ragionevolmente pretendere da un impiegato di una società cui incombeva – alla fine degli anni Novanta – solo un obbligo di accertamento sostanziale dell'avente diritto economico giusta l'art. 305ter CP. __________ __________, sempre stando alla difesa, non aveva motivo di dubitare dell'affermazione di __________– ch'egli conosceva da vent'anni – secondo cui le somme litigiose spettavano in ultima analisi a __________ __________ __________, presentatosi all'apertura del conto come titolare della __________ __________ __________ __________ __________. Ne conclude, il difensore, per il proscioglimento dell'imputato e per la rifusione di una congrua indennità a titolo di ripetibili.

                                 4.     In concreto non v'è dubbio – né la difesa contesta – che a __________ __________ incombeva, in virtù della sua attività in seno alla __________ __________, un obbligo d'accertamento sostanziale dell'avente economicamente diritto di valori patrimoniali. Né la difesa sostiene, per avventura, che l'interessato ignorasse il proprio dovere di verifica. È altresì pacifica e incontestata la realizzazione della fattispecie descritta nel decreto d'accusa da cui è scaturito l'obbligo d'accertamento a carico dell'imputato. Sotto questi aspetti, i requisiti cui l'art. 305ter cpv. 1 CP subordina il reato di carente diligenza in operazioni finanziarie risultano dunque adempiuti. L'imputato adduce nondimeno di avere sempre avuto – e di avere tuttora – indizi sufficienti per credere alla versione iniziale di __________ e di __________ __________ __________ secondo cui l'avente diritto economico degli averi transitati sul conto __________ __________ __________ __________ __________. era quest'ultimo. A suo dire, egli non aveva quindi motivo per esperire qualsivoglia accertamento al riguardo.

                                        a)   Se non che, in un interrogatorio del ____________________ 1999 __________ __________– sentito in relazione con il già accennato sequestro di sterline del __________ __________ 1999 – ha avuto modo di dichiarare quanto segue al Procuratore generale (act. B1, pag. 1 segg., nel classificatore n. 3):

                                              "Sono dipendente della __________ __________, società finanziaria con uffici in Via __________ __________a __________. […] La ditta per la quale lavoro si occupa di cambio e di gestione di conti per conto di clienti. Fra i nostri clienti vi è un signor __________.__________., cittadino di __________ e ivi residente. Il signor __________., che io conosco personalmente da una ventina di anni, si è sempre occupato di commercio internazionale di sigarette e metalli preziosi. Lui acquista questi beni regolarmente e poi provvede a venderli a società e persone che li importano di contrabbando in paesi della comunità europea.

                                              Da un paio di anni a questa parte __________. è cliente della __________, dove l'ho portato io stesso come cliente. __________. è il beneficiario economico di una __________ che ha un conto presso di noi. In sostanza l'attività che noi svolgiamo per __________. è quella di ricevere a __________ nei nostri uffici del denaro contante incassato con la vendita di sigarette al dettaglio, che i clienti di __________. gli danno in pagamento delle forniture.

                                              Questo denaro viene poi contato e versato sul conto della __________ presso di noi e da qui riparte secondo le istruzioni fornite dal cliente, in particolare per il pagamento delle sigarette che lui acquista all'ingrosso in __________.

                                              ADR. che la __________ si chiama __________ __________. […]

                                              Per quanto mi risulta – e comunque per quanto riguarda la nostra attività – la __________ __________ vende le proprie sigarette a un cliente che si occupa di importarle di contrabbando in Inghilterra, dove poi attraverso i suoi canali le vende al dettaglio. Per quanto ne so si tratta di un unico cliente.

                                              Questo cliente inglese, regolarmente raccoglie da tutti i venditori al dettaglio le banconote da 10 o 20 sterline incassate con la vendita di sigarette. […] Quando il cliente inglese è pronto ad effettuare il pagamento, utilizzando quelle banconote, avvisa __________., il quale a sua volta avvisa me che il denaro è pronto e che occorre mandarlo a prendere.

                                              A titolo puramente di favore nei confronti dell'__________. io incarico per suo conto una organizzazione che si occupa del trasporto della valuta. Il mio interlocutore per questa organizzazione è un cittadino italiano, tale __________ __________ che abita a __________.

                                              In pratica __________. mi dice che i soldi sono pronti a __________ o in un'altra località __________. Io avviso l'__________, gli chiedo se può mandare qualcuno a prendere i soldi e se lui mi risponde affermativamente, mi dà un numero di telefono cellulare attraverso il quale il corriere può essere contattato. A mia volta io do questo numero di telefono all'__________., il quale combina l'appuntamento fra il corriere mandato da __________ e l'incaricato inglese del pagamento.

                                              I soldi vengono presi in consegna in Inghilterra dall'uomo di __________, che provvede al loro trasporto fino a __________. […]

                                              ADR. che di operazioni di questo genere per ____. negli ultimi 2 anni ne avremo fatte indicativamente 35/40 all'anno per importi compresi fra le 250 e le 370 000.– sterline per volta.

                                              Quando i soldi arrivano nei nostri uffici a Lugano, viene personalmente l'_. per verificare la conta del denaro, che poi viene versato sul conto della TRADEX. […]

                                              Verso metà gennaio 1999 si svolse una di queste operazioni. Si trattava di andare a recuperare in __________.– sterline. Fra l'altro l'_____. nell'annunciare questa operazione aveva anche indicato che ve ne sarebbe stata un'altra di pari entità a breve scadenza. Io come al solito avvisai l'__________ e poi lasciai che si arrangiassero per accordarsi per i dettagli del trasporto. […]".

                                        b)   __________ __________ ha poi sostanzialmente ribadito la sua versione sull'avente diritto economico dei valori predetti in un interrogatorio del 7 dicembre 1999 davanti alla polizia (verbale allegato all'act. C5, nel classificatore 3), versione che è stata confermata anche dallo stesso __________ in un interrogatorio del 17 dicembre 1999 davanti al Procuratore generale (act. B4, in particolare pag. 2 nel mezzo e verso il basso, pag. 3 in alto, nel classificatore citato), così come da __________ __________ __________ lo stesso giorno davanti al medesimo Procuratore (act. B5, pag. 1 in basso e pag. 2 in alto, nel classificatore citato). Nulla agli atti induce in definitiva a dubitare che l'avente diritto economico dei valori patrimoniali in rassegna era __________ P. e che __________ __________ __________ era un semplice prestanome. Alla stessa conclusione è giunta del resto la presidente della Corte delle __________ correzionali di __________, chiamata a giudicare il corriere __________ __________ in una sentenza del 9 settembre 2002 (v. giudizio allegato alla lettera 10 settembre 2003 del sostituto Procuratore pubblico Monica Casalinuovo, pag. 88 verso l'alto, nell'incarto __________.__________.__________8). E lo stesso difensore di __________ __________, in una lettera del 20 settembre 2000 al Procuratore generale, ha riconosciuto come "dall'insieme delle circostanze, __________ doveva sapere, anzi sapeva, che il signor _______. aveva un interesse economico diretto nel conto, e ciò già dall'inizio", ancorché – a suo parere – in "co-interessenza" con __________ __________ __________ (act. D55, pag. 3 verso l'alto).

                                        c)   Vistosi prospettare la promozione dell'accusa per il reato di cui all'art. 305ter cpv. 1 CP, il 3 agosto 2000 __________ __________ ha invece modificato la propria versione, adducendo quanto segue (act. B8, pag. 3 verso il basso e pag. 4 verso l'alto):

                                              "A nome della __________ venne … aperto un conto, nel quale __________ figurava come titolare. Fui io a fargli compilare la relativa documentazione.

                                              ADR. che io chiesi a _. chi era il proprietario della società e lui mi rispose che ai fini legali responsabile in tutto e per tutto era __________.

                                              __. e per lei, nella sostanza, chi era il proprietario della __________X?

                                              ______. a quel momento per me era __________ perché non avevo motivo per dubitare della veridicità di ciò che diceva ____. […]

                                              Il magistrato interrogante mi contesta il fatto che secondo le dichiarazioni rese da ___. nel verbale __________.__________.1999 egli venne a __________ dapprima una volta da solo a parlare con lei e con __________, poi giunse accompagnato da __________ solo per la firma delle formalità di apertura. A dire di . era perfettamente chiaro che i soldi erano dell'___. stesso e che __________ era solo un suo impiegato.

                                              Io ribadisco di aver saputo solo successivamente e cioè subito dopo il sequestro dei soldi a __________ del __________.__________.1999 che ___. era il beneficiario economico della __________ o dei soldi sequestrati. […].

                                              L'imputato ribadisce quest'ultima versione anche al dibattimento, giungendo finanche ad affermare di ritenere tuttora __________ __________ __________ l'avente economicamente diritto dei fondi. Tale versione contrasta però manifestamente con le risultanze istruttorie evocate poc'anzi (consid. 4b), così come con le dichiarazioni rese dallo stesso imputato all'autorità inquirente prima che gli fosse prospettato il reato di carente diligenza in operazioni finanziarie (consid. 4a e 4b all'inizio).

__________

                                        Ad altra soluzione si giunge invece per __________ __________, cui difetta ogni intenzione di trasgredire l'obbligo sancito dall'art. 305ter cpv. 1 CP, e per __________ __________, il quale poteva ragionevolmente fare affidamento sulle assicurazioni fornitegli dal proprio subordinato in merito alla spettanza dei fondi. Entrambi devono perciò essere prosciolti dall'accusa.

                                 6.     Quanto alla commisurazione della pena a carico di __________ __________, per l'art. 63 CP il giudice fissa la sanzione in base alla colpa del reo, considerando i motivi a delinquere, la vita anteriore e le condizioni personali. In concreto, l'entità delle somme oggetto del reato giustificherebbe – di per sé – una pena finanche superiore ai 15 giorni di detenzione proposti dal Procuratore generale e ribaditi in aula dal sostituto Procuratore pubblico (cfr. a titolo comparativo la già citata DTF inedita __________.__________ /__________del __________ __________ 2003, consid. 6). Tenuto conto nondimeno del tempo trascorso fra il reato e l'attuale giudizio, della condotta per il resto incensurata dell'imputato e della significativa collaborazione da egli prestata nell'accertare l'origine lecita dei fondi, si giustifica – tutto ben ponderato – di ridurre la pena proposta da 15 a 5 giorni di detenzione. Sono d'altro canto adempiuti i requisiti oggettivi e soggettivi sanciti dall'art. 41 CP per ammettere l'interessato al beneficio della sospensione condizionale della pena e per contenere il periodo di prova nel minimo legale di 2 anni.

                                        L'esito del giudizio impone di addebitare a __________ __________ gli oneri inerenti al procedimento a suo carico (art. 9 cpv. 1 CPP) e di addebitare allo Stato quelli inerenti ai procedimenti a carico dei coimputati prosciolti (art. 9 cpv. 4 CPP), cui dev'essere riconosciuta un'equa indennità per ripetibili (art. 9 cpv. 6 CPP).

Per questi motivi,                visti gli art. 41, 63 e 305ter CP; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo                       ai quesiti posti come segue:

proscioglie                       __________ __________

                                        dall'accusa di carente diligenza in operazioni finanziarie, art. 305ter CP, per i fatti descritti nel decreto d'accusa DAP __________/__________del 6 maggio 2002;

carica                               le spese inerenti al suo procedimento allo Stato, che gli rifonderà fr. 1000.– per ripetibili;

proscioglie                       __________ __________

                                        dall'accusa di carente diligenza in operazioni finanziarie, art. 305ter CP, per i fatti descritti nel decreto d'accusa DAP __________/__________del ____________________ 2002;

carica                               le spese inerenti al suo procedimento allo Stato, che gli rifonderà fr. 1000.– per ripetibili;

dichiara                           __________ __________

                                        autore colpevole di carente diligenza in operazioni finanziarie, art. 305ter CP, per i fatti compiuti nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa DAP __________/__________del ____________________ 2002;

condanna                         __________ __________

                                        1.  alla pena di 5 (cinque) giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni,

                                        2.  al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 900.–;

ordina                              l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli art. 80 e 41 n. 4 CP;

le parti                               sono state avvertite del diritto di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP);

                                        la motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

– __________ __________, __________/__________, – avv. __________ __________, __________, – __________ __________, __________, – __________ __________, __________, – avv. __________ __________, __________, – Sostituto Procuratore pubblico Monica Casalinuovo, __________, –         Ministero pubblico della Confederazione, __________, –         e, al passaggio in giudicato della sentenza, a – Comando della Polizia cantonale, __________, – Sezione esecuzione pene e misure, __________, – Servizio di coordinamento in materia di casellario giudiziale, __________, – Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, __________.  

Il giudice:                                                                                 La segretaria:

Distinta di pagamento         a carico di __________ __________:

                                        fr.                       550.–         tassa di giustizia

                                        fr.                       350.–         spese giudiziarie

                                        fr.                      900.–         totale

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