Incarti n. 80.2016.243 80.2016.244/245 80.2016.246/247 80.2016.248/249 80.2016.250/251
Lugano 15 ottobre 2019
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Mauro Mini, Raffaele Guffi
segretaria
Sabrina Piemontesi - Gianola, vicecancelliera
parti
RI 1 rappr. da RA 2
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 30 settembre 2016 contro le decisioni del 31 agosto 2016 in materia di IC/IFD 2006, 2007, 2008, 2009, 2010.
Fatti
A. Dichiarazioni e decisioni fiscali IC/IFD 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010
RI 1 è coniugato con __________ e ha un figlio, __________, nato nel 1996.
Nelle dichiarazioni d’imposta per i periodi fiscali 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010, firmate unicamente dal marito, signor RI 1, entrambi i coniugi risultavano senza attività.
Si precisa sin d’ora che i reclami e i ricorsi sono stati inoltrati solo dal marito, sempre rappresentato da un legale che è cambiato nel corso degli anni.
a. Periodo fiscale 2006
Nella dichiarazione d’imposta per il 2006, il contribuente dichiarava un reddito imponibile complessivo di fr. 92'965.- e una sostanza imponibile di fr. 1'142'090.-.
In data 19.10.2011, l’RS 1 (qui di seguito UT) notificava ai contribuenti la tassazione per il periodo fiscale 2006, commisurando un reddito imponibile di fr. 535’800.- per l’IC e di fr. 552'000.- per l’IFD e una sostanza imponibile complessiva di fr. 2'726'000.-.
In particolare, l’UT aumentava il valore locativo/affitti da fr. 373'442.- a fr. 402'892.-, “tenuto conto del valore dell’immobile e dei canoni locatizi normali della zona”, attribuiva ai contribuenti “altri redditi” per un importo di fr. 300'000.-, motivando con “Prestazioni valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per insufficienza di disponibilità finanziaria” e riduceva da fr. 149'980.- a fr. 19'000.- le spese di gestione e manutenzione immobili, precisando che le deduzioni per immobili commerciali sono “ammesse solo se effettive e documentate”. Per quanto concerne la determinazione della sostanza imponibile, l’UT rettificava sostanzialmente la cifra 27 “Partecipazioni a comunioni ereditarie, indivisioni” aumentando la cifra 28 Sostanza immobiliare” (“quota parte della sostanza immobiliare da comproprietà o comunione ereditarie rettificata come alle risultanze del catasto ed esposta alla cifra 28”) e le cifre 31.1. “Debiti privati” e 31.3. “Debiti da comunioni ereditarie e indivisioni”.
b. Periodo fiscale 2007
Per il periodo 2007, il contribuente indicava un reddito imponibile complessivo di fr. 159’904.- e una sostanza imponibile di fr. 1'357'385.-.
In data 10.12.2014, l’UT notificava ai contribuenti la tassazione per il periodo fiscale 2007, commisurando un reddito imponibile di fr. 1'847’900.- per l’IC e di fr. 2'149’400.- per l’IFD e una sostanza imponibile complessiva di fr. 2'947'000.-.
In particolare, l’UT aumentava il valore locativo/affitti da fr. 411’828.- a fr. 438’228.-, “tenuto conto del valore dell’immobile e dei canoni locatizi normali della zona”, attribuiva ai contribuenti “altri redditi” per fr. 1'571’495.- invece di fr. 4'800.- dichiarati, motivando tale aumento con l’“aggiunta prestazioni valutabili in denaro goduti nelle seguenti società: __________ SA, __________ SA e __________ SA” e riduceva da fr. 114’347.- a fr. 17’788.- le spese di gestione e manutenzione immobili, precisando che le spese per l’acqua, la fognatura, l’illuminazione, la manutenzione del giardino, il riscaldamento, ecc. non sono deducibili salvo presentazione del conteggio delle spese accessorie assunte dagli inquilini e che le deduzioni per gli immobili commerciali sono “ammesse solo se effettive e documentate”.
Per quanto concerne invece la determinazione della sostanza imponibile, l’UT rettificava la cifra 26.1. “Titoli e capitali” e la cifra 27 “Partecipazioni a comunioni ereditarie, indivisioni” aumentando la cifra 28 “Sostanza immobiliare” (con la motivazione: “quota parte della sostanza immobiliare da comproprietà o comunione ereditarie esposta alla cifra 28”, “valore di stima rettificato come alle risultanze del catasto”).
c. Periodo fiscale 2008
Nella dichiarazione d’imposta per il 2008, il contribuente indicava un reddito imponibile complessivo di fr. 158’823.- e una sostanza imponibile di fr. 2'415’415.-.
In data 10.12.2014, l’UT notificava ai contribuenti la tassazione per il periodo fiscale 2008, commisurando un reddito imponibile di fr. 1'953’600.- per l’IC e di fr. 1'968’700.- per l’IFD e una sostanza imponibile complessiva di fr. 3’377'000.-.
In particolare, l’UT accertava un “reddito quale amministratore di persone giuridiche” per fr. 4'800.-, aumentava il valore locativo/affitti da fr. 363’328.- a fr. 548’068.- (“tenuto conto del valore dell’immobile e dei canoni locatizi normali della zona”; “valori rettificati, tenuto conto degli affitti accertati”), imputava ai contribuenti “altri redditi” per fr. 1'585’121.- invece di fr. 4'800.- dichiarati, motivando l’aggiunta con “prestazioni valutabili in denaro goduti nelle seguenti società: __________ SA, __________ SA, __________ SA e __________” e riduceva da fr. 105’826.- a fr. 23’343.- le spese di gestione e manutenzione immobili, precisando che le spese per l’acqua, la fognatura, l’illuminazione, la manutenzione del giardino, il riscaldamento, ecc. non sono deducibili salvo presentazione del conteggio delle spese accessorie assunte dagli inquilini e che le deduzioni per gli immobili commerciali sono “ammesse solo se effettive e documentate”.
Per quanto attiene invece alla determinazione della sostanza imponibile, l’UT rettificava:
Ø la cifra 26.1. “Titoli e capitali”;
Ø la cifra 26.2. “Numerario, biglietti banca, oro e metalli preziosi”, accertando un importo di fr. 70'000.- per “imposizione del capitale percepito quale diritto di compera relativo al mappale RFD __________ di__________”;
Ø la cifra 27 “Partecipazioni a comunioni ereditarie, indivisioni” aumentando la cifra 28 “Sostanza immobiliare”, con la motivazione seguente: “quota parte della sostanza immobiliare da comproprietà o comunione ereditarie esposta alla cifra 26.1 e 28”, “valore di stima rettificato come alle risultanze del catasto”.
d. Periodo fiscale 2009
Nella dichiarazione d’imposta per il 2009, il contribuente dichiarava un reddito imponibile complessivo di fr. 299’651.- e una sostanza imponibile di fr. 2'854’482.-.
In data 10.12.2014, l’UT notificava ai contribuenti la tassazione per il periodo fiscale 2009, commisurando un reddito imponibile di fr. 1'976’500.- per l’IC e di fr. 2'033’300.- per l’IFD e una sostanza imponibile complessiva di fr. 2'804’000.-.
In particolare, l’UT:
per l’IC 2009
Ø accertava un “reddito quale amministratore di persone giuridiche” per fr. 4'800.-;
Ø aumentava il valore locativo/affitti da fr. 493’981.- a fr. 796’931.-, “tenuto conto del valore dell’immobile e dei canoni locatizi normali della zona”, “valori rettificati, tenuto conto degli affitti accertati”;
Ø imputava ai contribuenti “altri redditi” per fr. 1'406’829.invece di fr. 4'800.- dichiarati, motivando l’incremento con “aggiunta prestazioni valutabili in denaro goduti nelle seguenti società: __________ SA, __________, __________ SA, __________ e __________ SA”;
Ø e riduceva da fr. 108’404.- a fr. 49’777.- le spese di gestione e manutenzione immobili, precisando che le spese per l’acqua, la fognatura, l’illuminazione, la manutenzione del giardino, il riscaldamento, ecc. non sono deducibili salvo presentazione del conteggio delle spese accessorie assunte dagli inquilini e che le deduzioni per gli immobili commerciali sono “ammesse solo se effettive e documentate”.
Per quanto attiene invece alla determinazione della sostanza imponibile, l’UT rettificava:
Ø la cifra 26.1. “Titoli e capitali”;
Ø la cifra 26.2. “Numerario, biglietti banca, oro e metalli preziosi”, accertando un importo di fr. 100'000.- per “imposizione del capitale percepito quale caparra per un diritto d’acquisto del mappale RFD __________ di __________”;
Ø la cifra 27 “Partecipazioni a comunioni ereditarie, indivisioni” aumentando la cifra 28 “Sostanza immobiliare”, con la motivazione seguente: “quota parte della sostanza immobiliare da comproprietà o comunione ereditarie rettificata come alle risultanze del catasto ed esposta alla cifra 26.1 e 28”, “valore di stima rettificato come alle risultanze del catasto”.
per l’IFD 2009
Ø accertava un “reddito att. indipendente accessoria contribuente” per fr. 32’354.-, per “aggiunta o rettifica del reddito derivante dal commercio professionale di immobili”;
Ø riconosceva fr. 36’594.- a titolo di deduzioni per spese di gestione e manutenzione immobili;
Ø e per le altre deduzioni modificate, motivava come segue: “deduzioni accordate in applicazione ai disposti LIFD”.
e. Periodo fiscale 2010
Con decisione del 23.9.2015, richiamando la diffida del 16.7. 2014, l’autorità fiscale notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2010, allestita d’ufficio a causa della mancata collaborazione. Il reddito imponibile era stimato in fr. 2'471’200.per l’IC e in fr. 2'524’400.- per l’IFD, mentre la sostanza imponibile ammontava a fr. 2'336'000.-.
Nella motivazione allegata, l’UT indicava, per l’IC, riguardo alla voce degli “altri redditi”, che aveva imposto la penale percepita in seguito al mancato esercizio del diritto di compera sul mappale RFD __________ di __________ per un importo di fr. 250'000.- e “altre prestazioni valutabili in denaro godute nelle seguenti società: __________ SA, __________ SA e __________ SA”, mentre per l’IFD, alla voce “reddito att. indipendente accessoria contribuente”, aveva proceduto con l’“aggiunta o rettifica del reddito derivante dal commercio professionale di immobili” per un importo di fr. 30'448.-. L’autorità fiscale precisava inoltre che la tassazione era stata eseguita d’ufficio in applicazione degli art. 204 cpv. 3 LT e 130 cpv. 2 LIFD e che avrebbe potuto essere contestata solo con il motivo che era manifestamente inesatta; in tal caso il reclamo avrebbe dovuto essere motivato e accompagnato dai mezzi di prova. L’UT aggiungeva infine che un eventuale reclamo non conforme a tali requisiti sarebbe stato dichiarato irricevibile, con la conseguenza che la tassazione d’ufficio sarebbe diventata definitiva.
B. Reclami presentati contro le decisioni fiscali IC/IFD 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010
Contro le notifiche di tassazione in materia di IC/IFD 2006-2010, il contribuente inoltrava reclamo e meglio: il 3.11.2011 per l’IC/IFD 2006, l’8.01.2015 per l’IC/IFD 2007, 2008 e 2009 e il 23.10.2015 per l’IC/IFD 2010.
a. Periodo fiscale 2006
Con raccomandata del 2.11.2011, il signor RI 1 presentava reclamo per il tramite dell’__________, contro la notifica di tassazione del 19.10.2011, “in quanto i dati da voi presentati non corrispondono a quelli presentati”, e restava in attesa di essere convocato dall’autorità fiscale.
b. Periodi fiscali 2007/2008/2009
Con raccomandata dell’8.1.2015, i coniugi __________ inoltravano reclamo per il tramite della __________ SA, contro le notifiche di tassazione nell’ambito dell’IC/IFD 2007, 2008 e 2009, tutte di data 10.12.2014.
I contribuenti sollevavano segnatamente l’eccezione della prescrizione del diritto d’imporre e “in via cautelare” contestavano “tutti gli elementi imponibili accertati dall’autorità”, ravvisando una violazione del diritto di essere sentito, contestando all’autorità fiscale di aver proceduto con le notifiche di tassazione nonostante fosse pendente il procedimento presso la Divisione affari penali e inchieste (qui di seguito __________ e chiedendo infine di essere convocati per “l’esame degli incarti e successiva eventuale completazione del reclamo qui presentato”.
c. Periodo fiscale 2010
In data 20.10.2015, i contribuenti impugnavano la notifica di tassazione in materia di IC 2010 con un generico reclamo, in cui contestavano sostanzialmente quanto attribuito loro dall’UT, rivendicavano la deduzione forfettaria del 25% per le spese di gestione e manutenzione immobili e indicavano che avrebbero prodotto tutta la documentazione in sede di audizione, allegando comunque al reclamo un documento di 38 pagine in cui esponevano le proprie osservazioni rinviando alla sentenza del 29.11.2012 della Corte di appello e di revisione penale (inc. __________), che è agli atti della procedura della __________.
d. Udienza dinanzi all’autorità fiscale
In data 6.7.2016, l’UT convocava tramite invio postale A Plus per il 26.7.2016 RI 1“ al fine di chiarire i motivi che hanno portato alla vertenza”, precisando che “la documentazione a sostegno del reclamo è da consegnare al momento dell’udienza”.
L’udienza si è tenuta il 26.7.2016 alla presenza dell’autorità fiscale (__________, __________ (__________) e __________) e __________ rappresentante del contribuente; il verbale di audizione è stato sottoscritto unicamente dall’UT.
Le parti, in sede di audizione hanno discusso le riprese effettuate e le deduzioni riconosciute. In particolare, in relazione agli affitti commerciali, l’autorità fiscale ha convenuto di concedere una deduzione pari al 10% degli affitti tassati, in sostituzione delle spese effettive non comprovate, mentre per quanto attiene alle decisioni su reclamo, la stessa autorità precisava quanto segue:
L’autorità di tassazione emetterà le decisioni su reclamo per i periodi 2006-2007-2008-2009 in base alle risultanze del rapporto __________ del 1.02.2016 e sottoposto ai reclamanti per osservazioni e prendono atto che per i periodi fiscali citati si dovrà procedere con una “reformatio in pejus”.
Per il periodo fiscale 2010 emetterà la decisione di irricevibilità del reclamo considerato che il reclamante non ha prodotto la relativa dichiarazione d’imposta debitamente compilata e corredata da tutti gli allegati e i giustificativi come citato nella motivazione delle decisioni di tassazione/calcolo dell’imponibile IC + IFD 2010 intimati il 23.09.2015.
C. Decisioni su reclamo IC/IFD 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010
a. Periodo fiscale 2006
Con decisione su reclamo del 31.8.2016, l’UT accertava un reddito imponibile di fr. 1'450'700.- per l’IC e fr. 1'466'900.- per l’IFD (aumentando il valore locativo/affitti da fr. 402'892.- a fr. 418'296.- e gli altri redditi da fr. 300'000.- a fr. 1'306'626.- e ammettendo deduzioni per spese di gestione e manutenzione immobili di fr. 120'543.-, invece di fr. 19'000.-) e una sostanza imponibile di fr. 2'726'000.-, con la seguente motivazione:
Il rappresentante del contribuente, Sig. __________, è stato assunto in audizione in data 26.7.2016 alfine di definire il reclamo pendente. All’audizione doveva presenziare anche il contribuente RI 1, il quale ha comunicato la sua assenza all’ultimo minuto. In sede di audizione è stato stipulato un verbale che il comparente si riservava di sottoscrivere entro le 15:00 del medesimo giorno.
A tutt’oggi nessun verbale sottoscritto è giunto all’autorità di tassazione. Il comparente non ha fornito ulteriori documenti o osservazioni atte a contrastare le riprese __________, pertanto si procede all’evasione del gravame come da rapporto __________ del 1.2.2016 (pag. 19) già intimato alle parti per osservazioni.
Le partecipazioni a diverse società riconducibili al contribuente, ed elencate nel rapporto __________, sono esposte per CHF 1.-.
Spese di manutenzione effettive degli immobili concesse come a domanda. Spese di manutenzione su locali commerciali ammesse nella misura del 10%, in mancanza della documentazione a comprova delle spese effettive sostenute.
b. Periodo fiscale 2007
Con decisione su reclamo del 31.8.2016, l’UT accertava, per l’anno 2007, un reddito imponibile di fr. 1'785'900.- per l’IC e fr. 2'087’400.- per l’IFD (aumentando gli altri redditi da fr. 1'571’495.- a fr. 1'573'103.- e ammettendo deduzioni per spese di gestione e manutenzione immobili di fr. 79’895.-, invece di fr. 17’788.-) e una sostanza imponibile di fr. 2'947'000.-, con la medesima motivazione della decisione su reclamo per il periodo fiscale 2006.
c. Periodo fiscale 2008
Con decisione su reclamo del 31.8.2016, l’UT accertava, per l’anno 2008, un reddito imponibile di fr. 2'020’500.- per l’IC e fr. 2'035’600.- per l’IFD (aumentando gli altri redditi da fr. 1'585’121.- a fr. 1'726’923.- e ammettendo deduzioni per spese di gestione e manutenzione immobili di fr. 98’203.-, invece di fr. 23’343.-) e una sostanza imponibile di fr. 3'377’000.-, con la medesima motivazione della decisione su reclamo per i periodi fiscali 2006 e 2007.
d. Periodo fiscale 2009
Con decisione su reclamo del 31.8.2016, l’UT accertava, per l’anno 2009, un reddito imponibile di fr. 1'930’700.- per l’IC (aumentando gli altri redditi da fr. 1'406’829.- a fr. 1'458’995.- e ammettendo deduzioni per spese di gestione e manutenzione immobili di fr. 143’577.-, invece di fr. 49’777.-) e fr. 1'403’900.- per l’IFD (diminuendo la voce degli “altri redditi” da fr. 1'406'829.- a fr. 875'397.-, motivando con “prestazioni valutabili in denaro tassate nella misura del 60% in base all’art. 20 cpv. 1bis LIFD” e rinviando alla motivazione data per l’IC) e una sostanza imponibile di fr. 2'804’000.-, con la medesima motivazione della decisione su reclamo per i periodi fiscali 2006, 2007 e 2008.
e. Periodo fiscale 2010
L’autorità fiscale, con decisione del 31.8.2016, dichiarava irricevibile il reclamo, argomentando come segue:
I contribuenti non hanno fornito la dichiarazione d’imposta 2010 entro i termini fissati. Per questa ragione l’Ufficio circondariale di tassazione ha emesso d’ufficio la decisione di tassazione per il periodo 2010 […].
I contribuenti hanno promosso reclamo contro la decisione di tassazione in termini generici, limitandosi ad indicare che “le cifre esposte non corrispondono alla realtà”.
Con il reclamo non hanno tuttavia fornito né i mezzi di prova né hanno fornito la dichiarazione d’imposta o altri documenti a giustificazione di quanto fatto valere.
La dichiarazione d’imposta per l’anno fiscale 2010 non è stata nel frattempo inoltrata dai contribuenti entro 30 giorni dalla data di notifica della primaria decisione di tassazione allestita d’ufficio. Anche la dichiarazione d’imposta 2010, presentata in sede di audizione del 26 luglio 2016, non è stata assolutamente attendibile e priva di tutti i giustificativi a comprova dei dati richiesti.
In simili condizioni il reclamo deve essere dichiarato irricevibile.
D. Con pubblicazione sul foglio ufficiale nr. 74/2016, il 16.9.2016 l’UT notificava ai contribuenti (marito e moglie), “già residenti nel Comune di __________ e ora d’ignota dimora” le decisioni di tassazione su reclamo del 31.8.2016 nella forma degli assenti, per i periodi fiscali 2006-2007-2008-2009-2010, precisando che sarebbero divenute definitive “se i contribuenti non presenteranno ricorso alla Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello, 6901 Lugano, entro 30 giorni dalla presente pubblicazione”.
E. Ricorsi presentati contro le decisioni su reclamo IC/IFD 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, del 31 agosto 2016
In data 30.9.2016, il contribuente inoltra cinque ricorsi con il medesimo tenore alla Camera di diritto tributario contro le decisioni su reclamo relative all’IC-IFD 2006/2007/2008/2009 e 2010, chiedendo un’udienza pubblica ex art. 6 CEDU, a contrario dell’art. 229 LT e contestando principalmente la voce di “altri redditi” in relazione all'attribuzione a titolo di reddito imponibile di una parte di distribuzioni dissimulate di utile corrisposte a talune società nei medesimi periodi fiscali e che hanno gestito un immobile a __________, adibito a bar e camere utilizzate da prostitute, così come la voce di “spese di gestione e manutenzione immobili”.
In particolare, il ricorrente chiede che la decisione impugnata venga annullata e riformata come segue:
Per il periodo fiscale 2006 (inc. 80.2016.243/244):
5.1. Valore locativo affitti: CHF 574’295
7.3. Altri redditi: 0
14.1. Spese di gestione e manutenzione immobili: CHF 37’074
Per il periodo fiscale 2007 (inc. 80.2016.245/246):
5.1. Valore locativo affitti: CHF 606’228
7.3. Altri redditi: 0
14.1. Spese di gestione e manutenzione immobili: CHF 42’057
Per il periodo fiscale 2008 (inc. 80.2016.247/248):
5.1. Valore locativo affitti: CHF 698’068
7.3. Altri redditi: 0
14.1. Spese di gestione e manutenzione immobili: CHF 62’017
Per il periodo fiscale 2009 (inc. 80.2016.249/250):
7.3. Altri redditi: 0
14.1. Spese di gestione e manutenzione immobili: CHF 71’732
Per il periodo fiscale 2010 (inc. 80.2016.251/252):
7.3. Altri redditi: 0
14.1. Spese di gestione e manutenzione immobili: CHF 78’850
Come motivazione (per tutti e cinque i ricorsi), il ricorrente:
Ø solleva un erroneo accertamento dei fatti fiscalmente rilevanti, rimandando alle argomentazioni presentate in sede di opposizione all’AFC al decreto penale del 12.7.2016, in materia di imposta preventiva;
Ø evidenzia “un risultato del tutto arbitrario” in merito alle conclusioni sugli investimenti immobiliari, contestando alle autorità inquirenti di non aver fornito prove utili a sostenere un investimento negli immobili di proprietà per un importo di fr. 3'500'000.-, mentre all’autorità fiscale di non aver rispettato l’onere della prova, in particolare per quanto concerne l’eventuale liquidità di RI 1 e la relazione con i ricavi provenienti dalla gestione del “Bar__________” e della “__________”;
Ø indica la “reale evoluzione patrimoniale” del signor RI 1, rinviando al parere del consulente fiscale, signor __________, che precisa quanto segue:
· sono stati commessi degli errori da parte della __________ nella ricostruzione patrimoniale (almeno 2'000'000 in eccesso);
· la disponibilità del signor __________, basata sulle dichiarazioni fiscali 2006-2012, opportunamente corrette ove necessario, ammonta a 4'765'171;
· la somma utilizzata dal signor __________ (basandosi sui conti a lui intestati e noti all’autorità) per dispendio familiare è di 828'861.60. Simili circostanze sono già state rilevate in occasione delle osservazioni, ma l’autorità inquirente non ha mai preso posizione;
· la crescita patrimoniale è legata agli investimenti immobiliari allegati come doc. O;
· per il resto non esistono altre operazioni, attraverso le quali RI 1 avrebbe utilizzato direttamente o indirettamente rilevanti somme di denaro;
· quanto speso dal signor __________ nel periodo oggetto di inchiesta è quindi giustificato dai redditi derivanti principalmente da pigioni;
· non vi è dunque alcuna prova che l’imputato abbia potuto beneficiare di liquidità derivante da fonti illecite.
Ø dettaglia le operazioni tra RI 1 e le diverse società oggetto di indagine;
Ø precisa che il ricorrente è sempre stato solo proprietario di immobili con l’interesse di “incassare le pigioni ed eventualmente garantirsi un margine nell’operazione di rivendita” e contesta di aver beneficiato di redditi non dichiarati di società a loro volta non dichiarate;
Ø indica che non vi è alcuna prova che dimostri la connessione tra il ricorrente e la __________, incaricata della gestione del “__________”;
Ø rinviando alla sentenza del 29.11.2012 della Corte di appello e revisione penale nel caso del signor __________, sottolinea come pure la Corte abbia appurato che il “beneficiario economico dell’attività esercitata presso gli immobili locati dal signor __________ fosse __________”;
Ø procede a un riassunto di quanto è emerso dall’analisi dei rapporti della __________ ritenendo che l’autorità inquirente abbia nei fatti “forzato l’interpretazione di una serie di elementi, al fine di costruire una supposta relazione tra il signor __________ e le società oggetto dell’inchiesta”, violando l’onere della prova avendo pure richiesto al contribuente di provare un fatto negativo;
Ø conclude indicando “ulteriori imprecisioni riconducibili a __________” e negligenze commesse a danno dello stesso ricorrente.
F. Con osservazioni 9.11.2016, l’UT espone a titolo preliminare il quadro generale della situazione, con lo scopo di agevolare la comprensione della fattispecie che è stata oggetto di un’inchie-sta fiscale speciale, conformemente all’art. 190 LIFD.
In un immobile di __________, di proprietà del signor RI 1, aveva sede un postribolo. L’edificio ospitava le camere utilizzate dalle prostitute per risiedere, come pure per intrattenersi con i loro clienti, questo stabile era denominato “__________”. Nel medesimo immobile aveva sede anche un altro esercizio pubblico, il “__________”, che fungeva da luogo d’incontro tra ragazze e clienti. Nei periodi fiscali oggetto d’esame, svariate società si sono succedute nella gestione di queste due attività gestite in maniera indipendente tramite due distinte società, ma dalle stesse persone. Lo schema era sempre il medesimo sia a livello organizzativo, che societario che finanziario/contabile/fiscale: due società diverse si occupavano rispettivamente della gestione delle camere e di quella del bar. Le società non disponevano di capitali, bensì potevano svolgere la loro attività grazie ai beni messi loro a disposizione da RI 1, tramite la società a lui riconducibile: __________ SA. Dopo un breve lasso di tempo, di regola un paio di anni, l’attività veniva trasferita a due società nuovamente costituite a tale scopo. Le vecchie società, praticamente vuote, venivano lasciate a sé stesse finché il Pretore del Distretto di __________ ne decretava il fallimento per carenza di attivi. A livello gestionale, giornalmente, la persona responsabile delle attività portava gli incassi e le pezze giustificative nell’ufficio di RI 1 e __________, situato accanto alla fiduciaria di __________. In seguito RI 1 e __________ decidevano l’impiego del denaro e facevano pervenire quanto necessario a saldare le fatture correnti a __________, il quale provvedeva a stilare una contabilità di facciata e si occupava di tutte le questioni fiscali (IVA, imposta preventiva e imposte dirette) relative alle società che gestivano la “__________” e il “__________”. In aggiunta a quanto precede, __________ allestiva anche le dichiarazioni fiscali ed eventualmente la contabilità di RI 1, __________, come pure di altre società riconducibili alle due persone fisiche citate.
L’UT indica inoltre che i fatti sono stati ricostruiti dalla __________ “combinando i vari mezzi di prova”, giacché lo stesso contribuente “non si è dimostrato collaborativo”. In particolare:
Ø il rapporto d’inchiesta della __________ del 1°.2.2016 relativo alle società giusta gli articoli 190 e segg. LIFD elenca dettagliatamente i fatti riguardanti le società,
Ø mentre il secondo rapporto d’inchiesta della __________ del 1°.2.2016 secondo gli articoli 190 e segg. LIFD elenca le conseguenze fiscali per il signor RI 1.
Dall’inchiesta fiscale, per i medesimi periodi fiscali oggetto del presente ricorso, è pure emerso che le società che hanno corrisposto le distribuzioni dissimulate di utili sono:
Ø per il “__________”:
__________ SA, __________ SA, __________ SA, __________ SA.
Ø per la “__________”:
__________ SA, __________ SA, __________ SA, __________ SA.
A ciò, l’UT aggiunge che per quanto attiene all’evoluzione del patrimonio del ricorrente, si rimanda all’analisi della __________ che “pur essendo approssimativa, è l’unica possibile e tesa a raggiungere un risultato concreto”. I movimenti della liquidità del ricorrente sono invece stati “ricostruiti sulla base della documentazione sequestrata all’epoca delle perquisizioni domiciliari e della documentazione ricevuta dalle banche svizzere presso le quali RI 1 intratteneva delle relazioni, tramite un’approfondita analisi di tutti i flussi finanziari relativi al ricorrente. […] La ricostruzione contabile ha come punto di partenza le dichiarazioni d’imposta 2003 A, ovvero il 31.12.2002 e termina al 31.12.2011”; in sintesi:
Nel periodo dal 31 dicembre 2002 al 31 dicembre 2011 la ricostruzione contabile degli averi netti del contribuente, degli investimenti effettuati, dei suoi ricavi e dei costi sostenuti permette di affermare che RI 1 ha beneficiato di ricavi da fonti non note e non dichiarate per ca. Fr. 4'600’000, oppure, in altre parole, RI 1 ha effettuato investimenti per Fr. 4'600'000 per i quali l’origine dei fondi utilizzati non è nota. In aggiunta all’importo di Fr. 4'600'000 approssimativamente Fr. 3'500'000 sono confluiti negli immobili detenuti dal contribuente.
G. Con scritto del 26.9.2018, completato in data 8.10.2018, la Camera di diritto tributario ha citato le parti per l’udienza di martedì 16.10.2018 alle ore 14:30.
H. All’udienza, l’avv. RA 2 ha prodotto una replica datata 16.10.2018 con diversi allegati e, segnatamente, la relazione contabile del 26.7.2018, allestita dalla __________ Secondo il ricorrente, i nuovi documenti andrebbero assunti dalla Camera sulla base dell’art. 35 LPAmm, che garantisce il diritto di essere sentito. In particolare, egli ha precisato che dalla relazione contabile emergerebbero delle incongruenze relative al rapporto __________ e meglio:
Ø i soli redditi percepiti dal signor RI 1 da parte del signor __________ costituirebbero dei redditi per canoni di locazione e
Ø la sentenza della CARP di cui all’incarto __________ sarebbe in contrasto con le risultanze del rapporto __________ del 1°.2.2016.
Inoltre, nell’allegato di replica del 16.10.2018, il ricorrente precisa che non vi sarebbe alcun ammanco di liquidità, ma anzi che risulterebbe “una liquidità (positiva) di fr. 313'633.95” e che, nei fatti, la __________ avrebbe quindi omesso di registrare importanti incassi a contanti di ulteriori redditi della sostanza immobiliare (per esempio: affitti incassati a contanti, anticipi di diritti di compera percepiti a contanti, ecc.).
I. Sempre in sede di udienza, i rappresentanti delle autorità fiscali si sono invece opposti all’acquisizione dei nuovi documenti, ritenendo che gli stessi avrebbero dovuto essere prodotti con il ricorso o in sede di replica alle osservazioni del 9 novembre 2016 dell’RS 1. Le autorità fiscali hanno ribadito che per quanto concerne il periodo fiscale 2010, il reclamo va dichiarato irricevibile e che avevano già preso conoscenza della perizia contabile della __________ SA nel procedimento penale amministrativo parallelo.
Secondo i rappresentanti delle autorità fiscali la perizia contabile non porterebbe a nuove conclusioni e durante l’udienza hanno pure precisato quanto segue:
In particolare i documenti richiamati non sarebbero mai stati precedentemente prodotti e i fatti che questi attesterebbero non potrebbero essere provati. L’AFC contesta inoltre l’affermazione secondo cui nella sua ricostruzione non sarebbe stata considerata la situazione patrimoniale di __________ all’inizio dell’attività in discussione (fine 2002). Al contrario è vero che il ricorrente dichiarava un patrimonio detenuto a contanti di CHF 0.-. Per quanto concerne poi una pretesa donazione del suocero di CHF 1'005'500.-, non solo non sarebbe mai stata dichiarata dallo stesso __________, ma anzi sua moglie avrebbe sostenuto di aver ricevuto un prestito dal padre di CHF 80'000.- poi in parte restituito l’anno seguente. Infine, circa i versamenti del signor __________, la pretesa secondo cui l’importo di CHF 37'000.- al mese da lui versato a __________ sarebbe stato costituito unicamente dal canone di locazione contrasta con le dichiarazioni fiscali e con la documentazione allegata a queste ultime. A proposito della sentenza no. __________ del 29 novembre 2012 della CARP, l’autorità di tassazione chiede alla Camera di richiamare l’intero incarto penale. A suo avviso nessun accertamento sarebbe stato compiuto in quella sede in merito agli effettivi titolari delle attività di cui si discute.
Diritto
PREMESSA
1. 1.1.
I fatti alla base delle decisioni dell’autorità di tassazione che sono state impugnate e contestate dai ricorrenti sono stati accertati nell’ambito di un’inchiesta fiscale secondo gli articoli 190 e ss. LIFD, promossa in data 20.2.2012 dal capo del Dipartimento federale delle finanze, che ha incaricato l’Amministrazione federale delle contribuzioni (qui di seguito AFC), in collaborazione con l’amministrazione cantonale, nei confronti di RI 1, e di __________ e di ogni altra persona che potrebbe aver contribuito ai reati oggetto dell’inchiesta.
Per quanto attiene alla fattispecie in esame, nei confronti di RI 1 sono state condotte due inchieste separate: la prima per i reati riguardanti la mancata dichiarazione di redditi e di parte degli utili delle società che gestivano la “Residenza __________” e il “Bar __________”, la seconda per i reati fiscali in materia di imposta preventiva.
I rapporti della __________ inerenti alla procedura secondo gli articoli 190 e ss. LIFD nei confronti di RI 1, __________ e di diverse società datano del 1°.2.2016.
1.2.
Dall’analisi preliminare condotta dalla __________ sulle società che tra il 2003 e il 2012 hanno gestito il postribolo “Residenza __________” e il “Bar __________” è emerso che le stesse avrebbero commesso sottrazione consumata (art. 175 LIFD) e tentativo di sottrazione (art. 176 LIFD) d’importanti somme d’imposta, contabilizzando unicamente una parte della cifra d’affari realizzata e quindi degli utili. Inoltre, questo esame preliminare della __________ ha permesso di stabilire che RI 1, __________ e __________, nei periodi fiscali dal 2003 al 2010, avrebbero commesso frode fiscale (art. 186 LIFD) e/o prestato aiuto/partecipato/istigato alle
sottrazioni d’imposta commesse dalle società che gestivano la “Residenza __________” e il “Bar __________” (art. 177 LIFD), ricorrendo a una contabilità e a dei documenti inesatti, con lo scopo di occultare una parte della cifra d’affari realizzata. Per quanto attiene in particolare al signor RI 1, la __________ ha poi concluso che lo stesso, nei periodi fiscali dal 2003 al 2009 avrebbe commesso sottrazione consumata (art. 175 LIFD), rispettivamente tentativo di sottrazione (art. 176 LIFD), non dichiarando l’integralità dei redditi effettivamente conseguiti.
Tassazione d’ufficio 2010: irricevibilità
2. 2.1.
Per quanto concerne la tassazione relativa al periodo fiscale 2010, l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente. Ne consegue che alla Camera di diritto tributario è in ogni caso precluso l’esame del merito della decisione di tassazione. Litigiosa in questa sede è unicamente la questione se sia legittima la decisione dell’autorità fiscale di dichiarare irricevibile il reclamo. Qualora il ricorso fosse accolto, gli atti dovrebbero essere rinviati all’Ufficio di tassazione, perché entri nel merito del reclamo.
2.2.
I contribuenti non hanno presentato la dichiarazione fiscale. Tale inadempienza si protraeva nonostante la diffida del 16.7.2014 da parte dell’UT.
Con decisione del 23.9.2015, l’UT notificava ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2010, allestita d’ufficio a causa della mancata collaborazione secondo gli art. 204 cpv. 3 LT e 130 cpv. 2 LIFD e precisava che la stessa avrebbe potuto essere contestata solo se manifestamente inesatta; in tal caso il reclamo avrebbe dovuto essere motivato e accompagnato dai mezzi di prova. L’autorità fiscale indicava inoltre che un reclamo non conforme a tali requisiti sarebbe stato dichiarato irricevibile, con la conseguenza che la tassazione d’ufficio sarebbe diventata definitiva.
I contribuenti, per il tramite del loro rappresentante, impugnavano la tassazione d’ufficio con un generico reclamo in cui precisavano che avrebbero prodotto tutta la documentazione in sede di audizione, allegando comunque delle osservazioni (38 pagine).
L’UT ha successivamente dichiarato il reclamo irricevibile con decisione del 31.8.2016, in quanto, anche se presentata all’audizione del 26.7.2016, la dichiarazione d’imposta non era assolutamente attendibile e mancavano inoltre tutti i giustificativi a comprova dei dati indicati.
2.3.
Secondo l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132 cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.
Tali requisiti del reclamo non costituiscono meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione per apprezzamento, bensì trattasi di prescrizioni di validità, in mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (vedi sentenza del Tribunale federale del 21.11.1997, in DTF 123 II 552, il cui contenuto è stato confermato successivamente: cfr., ad esempio, decisione TF n. 2C_800/2016 e n. 2C_801/2016 del 14.2.2017, consid. 2.4. con riferimenti); ciò sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98 consid. 3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).
2.4.
Nel caso in esame, è indubbio che i contribuenti non abbiano apportato, in sede di reclamo, la prova della “manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio. Difatti, le censure sollevate sono sostanzialmente delle affermazioni generiche e del tutto prive di mezzi di prova, malgrado l’UT, con la tassazione d’ufficio del 23.9.2015 avesse espressamente avvisato i contribuenti delle condizioni per interporre reclamo avverso la decisione d’ufficio.
Il reclamo non poteva pertanto che essere dichiarato irricevibile.
2.5.
A titolo meramente abbondanziale, si precisa che neppure la documentazione prodotta in sede ricorsuale consentirebbe di provare la manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio.
In data 30.9.2016, il contribuente ha presentato cinque ricorsi di (sostanzialmente) medesimo contenuto contro le decisioni su reclamo dell’UT, relative all’IC-IFD 2006/2007/2008/ 2009 e 2010.
All’udienza tenutasi il 16.10.2018 davanti a questa Camera, le autorità fiscali hanno ribadito l’irricevibilità del reclamo contro la tassazione operata d’ufficio per il periodo fiscale 2010.
Da parte sua, il rappresentante del contribuente, l’avv. RA 2, ha prodotto invece una replica datata 16.10.2018 con diversi allegati, fra cui, oltre alla relazione contabile del 26.7.2018 allestita dalla __________ – di cui si dirà in seguito –, il doc. AN (chiavetta USB) contenente le “dichiarazioni fiscali e decisioni di tassazione 2003-2011”.
Diversamente dalle dichiarazioni d’imposta dei periodi fiscali 2003-2009, quella per il 2010 non reca alcun numero di documento della __________ e addirittura vi figura la data del 23.7.2018 ore 15:54:56 (sic !), oltre a non essere supportata da alcun documento giustificativo. Ne consegue che deve essere stata allestita poco prima dell’inoltro della suddetta replica e dei relativi allegati.
Non si tratta evidentemente di una dichiarazione d’imposta conforme ai requisiti previsti dalla legge per sovvertire una tassazione d’ufficio.
2.6.
L’UT ha quindi proceduto in maniera corretta e il ricorso in oggetto, per quanto attiene il periodo fiscale 2010, viste le circostanze, deve essere respinto.
Violazione dell’onere della prova
3. 3.1.
Nel caso concreto, il ricorrente sottolinea che “non esiste alcun elemento concreto che lasci presumere come gli attivi derivanti dalla gestione dei postriboli siano finiti nella disponibilità del signor RI 1”, che “anche nell’ambito dell’accertamento fiscale, […], vale il principio secondo cui l’autorità fiscale ha l’onere di fornire la prova degli elementi da lei affermati” e che “non si può richiedere (ndr. al contribuente) di provare un fatto negativo”. Inoltre, egli aggiunge che “il contribuente non deve sopportare le conseguenze della mancanza di prove, a meno che una violazione dei doveri di collaborazione non possa essergli contestata. Pertanto, le prestazioni apprezzabili in denaro versate dalla società agli azionisti, sotto forma di oneri eccessivi, devono essere dimostrati dall’autorità fiscale (DTF del 23 luglio 2009, StR 2009, p. 838)”.
Il ricorrente lamenta quindi una violazione dell’onere della prova da parte dell’autorità fiscale, in quanto la stessa “ha recepito in modo acritico il Rapporto (ndr. della __________), il quale, […] dimostra in molti punti di essere stato compilato in modo approssimativo e non è certamente idoneo ai fini di accertare dei fatti su cui basare una decisione amministrativa o giudiziaria”.
3.1.1.
Nelle procedure fiscali vige il principio inquisitorio. Nell’ambito delle procedure in materia d’imposte dirette, l’autorità di tassazione deve accertare i fatti d’ufficio. Il contribuente è tuttavia tenuto a prestare ampia collaborazione nell’accertamento dei fatti. Deve fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (articoli 126 cpv. 1 LIFD e 42 cpv. 1 LAID; art. 200 cpv. 1 LT). Le autorità fiscali e giudiziarie devono sottoporre i fatti giuridicamente rilevanti che sono stati raccolti a un (libero) apprezzamento delle prove (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale n. 2C_605/2015 del 5.11.2015 consid. 2.3.1 e 2.3.2 con riferimenti).
Di principio, il grado di prova richiesto è quello della prova piena, che presuppone che il tribunale non abbia più seri dubbi circa l’esistenza dei fatti addotti oppure che gli eventuali dubbi residui appaiano trascurabili. Il grado di verosimiglianza richiesto è tale che non si deve più ragionevolmente contare con la possibilità del contrario. Il grado di prova della verosimiglianza preponderante rappresenta per contro un’attenuazione della prova e non è sufficiente per la prova piena (sentenza n. 2C_605/2015 citata, consid. 2.3.2 con riferimenti).
Se, nonostante la collaborazione conforme ai suoi obblighi da parte del contribuente, dopo l’apprezzamento delle prove, gli elementi imponibili non possono essere accertati e gli stessi non devono essere stabiliti per apprezzamento, trovano applicazione anche nel diritto tributario le regole che concernono la ripartizione oggettiva dell’onere della prova secondo l’art. 8 CC. L’autorità fiscale è dunque tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono a escludere o a ridurre il debito verso l’erario (sentenza del TF n. 2C_605/2015 citata, consid. 2.3.3 con riferimenti; cfr. anche Locher, Kommentar zum DBG, vol. III, Basilea 2015, n. 27 ss. all’introduzione agli articoli 122 ss. LIFD, p. 399 ss; sentenza del TF n. 2A.438/2006 del 14 dicembre 2006, in RtiD I-2007 n. 13t, consid. 3.2; DTF 121 II 257 consid. 4c/aa; RtiD I-2006 n. 11t, consid. 4.1; Blumenstein/Locher, System des schweizerischen Steuerrechts, 6a ediz., Zurigo 2002, p. 416 con rinvii).
Si giustifica inoltre di esigere dal contribuente la prova del contrario di quanto sostiene l’autorità fiscale, quando la fattispecie ammessa da quest’ultima, sulla base di indizi precisi, è altamente verosimile (cfr. la sentenza del TF dell’8 febbraio 1991, in ASA 60 p. 404 = RDAF 1993 p. 32, che concerne il caso di un veterinario, coinvolto in un provvedimento speciale d’inchiesta dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, il quale sosteneva che, a causa di un’inondazione che aveva distrutto i suoi archivi, non poteva dimostrare di aver regolarmente pagato le imposte su onorari versatigli su un “conto speciale”, creato proprio per sottrarre all’imposizione parte dei guadagni; cfr. anche le sentenze del 30 gennaio 2006, in RF 2006 p. 523, consid. 6.1, del 30 aprile 1975, in ASA 44 p. 623, consid. 1b, e del 6 marzo 1969, in ASA 39 p. 288, consid. 3c).
3.1.2.
Per quanto attiene in particolare alle prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni dissimulate di utili, le autorità fiscali devono apportare la prova che la società ha fornito, a favore dell’azionista o di una persona a lui vicina, una prestazione senza però ricevere una controprestazione, o comunque senza ottenere una controprestazione sufficiente, con riduzione, per la società, dell’utile esposto nel conto economico. Se le prove raccolte dall’autorità fiscale forniscono seri indizi sull’esistenza di una sproporzione tra la prestazione fornita dalla società e la controprestazione ottenuta (rispettivamente, sull’inesistenza di una controprestazione), spetta allora al contribuente provare il contrario. Una volta che un fatto è dato per acquisito, la questione dell’onere della prova non si pone più (sentenza TF 2C_333/2017 del 12.4.2018 consid. 4.1.).
3.1.3.
Nel caso di specie, i dati considerati dall’autorità fiscale sono oggettivi, logici e pertinenti. Essi sono scaturiti dagli accertamenti esperiti dalla __________ e trovano riscontro nei vari documenti e negli apprezzamenti della stessa autorità fiscale, la quale ha segnatamente ritenuto che determinati capitali sono da considerare prestazioni valutabili in denaro a favore del ricorrente, derivanti dalle diverse società che si sono susseguite nella gestione della “Residenza __________” e del “Bar __________”.
Analoga è la conclusione cui questa Camera può giungere riguardo agli investimenti effettuati dal ricorrente nei propri immobili e la cui liquidità non può che provenire da guadagni relativi alla gestione della “Residenza __________” e del “Bar __________”. Si dirà meglio qui di seguito, per quanto rilevante.
3.2. Richiesta di audizioni testimoniali (ricorrente), richiamo di diversi atti (ricorrente) e richiamo dell’incarto __________ della CARP (ricorrente e UT)
3.2.1.
Il ricorrente chiede in sede ricorsuale e ancora in replica (prodotta all’udienza del 16.10.2018), oltre alla sua audizione, quella:
Ø dell’arch. __________, di __________ (__________ __________), dell’avv. __________ e del signor __________ (consulente/contabile), affinché riferiscano dell’evoluzione patrimoniale e dell’utilizzo della liquidità da parte del contribuente;
Ø di __________, c/o __________, Chiasso, per “testimoniare di come il signor __________ si sia accorto delle negligenze commesse dal signor __________ nella redazione delle dichiarazioni fiscali, tra cui quella oggetto del presente procedimento, soltanto in sede di reclamo avverso la decisione di tassazione 2006”;
Ø di __________, per confermare i lavori eseguiti dal ricorrente sul fondo di cui al mapp. __________ RFD __________.
Sempre il ricorrente chiede il richiamo di atti relativi a diversi incarti dell’AFC (fra cui quello relativo al reclamo del 1°.6.2016 contro la decisione 29.4.2016 nell’ambito dell’imposta preventiva), di ogni incarto concernente il signor __________ (da richiamare dall’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario) e, con la replica del 16.10.2018, chiede pure l’ispezione presso l’UEF di __________ degli incarti concernenti il fallimento delle società che gestivano il postribolo, così come richiama sempre dall’UEF di __________ gli atti costitutivi di tali società.
Infine, RI 1 richiama anche l’inc. __________ della CARP, sottolineando che l’accertamento del beneficiario economico delle attività del postribolo (nella figura di __________) fosse un punto fondamentale di tutta l’istruttoria. Il richiamo all’incarto penale della CARP è stato ancora riproposto all’udien-za del 16.10.2018 pure dall’autorità fiscale, ma per confermare che non vi è nulla di rilevante per le procedure qui in oggetto.
3.2.2.
Secondo gli articoli 115 LIFD e 188 LT, le prove offerte dal contribuente devono essere ammesse nella misura in cui siano idonee ad accertare fatti rilevanti per la tassazione. Tuttavia, come emerge dallo stesso testo delle disposizioni legali menzionate, l’ammissione delle prove sottostà a due condizioni (Masmejean-Fey/Berthoud, Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct [a cura di Noël/Aubry Girardin], 2a ed., Basilea 2017, ad art. 115 LIFD; Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht, 3a ediz., Basilea 2017, n. 4 ad art. 115 LIFD):
i mezzi di prova offerti devono riferirsi a fatti rilevanti per la tassazione;
i mezzi di prova devono essere idonei a provare tali fatti.
La dottrina e la giurisprudenza riconoscono infatti all'autorità la possibilità di procedere con un apprezzamento anticipato delle prove richieste e di rinunciare ad assumerle, quando il loro presumibile risultato non apporterebbe per esempio nuovi chiarimenti, alla luce pure di quanto già è agli atti (vedi Zweifel/Casa-nova/Beusch/Hunziker, Schweizerisches Steuerverfahrensrecht Direkte Steuern, 2a ed., 2018, n. 10 p. 158; Masmejean-Fey/ Berthoud, op. cit., n. 12 ad art. 115 LIFD; sentenza TF n. 2P.321/2003 e 2A.599/2003 del 27 ottobre 2004, consid. 4.1.; 26 febbraio 1996 in re L. F.-T.; 19 giugno 1992 in re G.F., con riferimenti; inoltre DTF 120 Ib 224 consid. 2b p. 229 e richiami; DTF 115 Ia 11 consid. 3a e riferimento; StR 49/1994 p. 426 consid. 5b; Häfliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, Berna 1985, p. 140).
Inoltre, sempre nell’ambito di un giudizio anticipato sull’ammissibilità delle prove richieste, le stesse possono essere a priori dichiarate irrilevanti.
3.2.3.
Per quanto concerne in particolare la richiesta formulata dall’insorgente solo all’udienza tenutasi davanti alla Camera di diritto tributario, va detto che la dottrina esclude la possibilità di produrre nuovi mezzi di prova dopo il termine di ricorso. Il contribuente, nell’ambito di una procedura ordinaria, ha già la possibilità di presentare tutti gli elementi rilevanti per il giudizio, dapprima nell’ambito della procedura di tassazione e poi in quella di reclamo ed ancora con il ricorso. Un’eccezione si giustifica tutt’al più quando si tratta di nuove prove, che sono state provocate da prese di posizione di altre parti nel corso della procedura di ricorso (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a ed., Zurigo 2016, n. 39 ad art. 140 LIFD; in questo senso pure Hunziker/Mayer-Knobel, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 47 ad art. 140 LIFD).
3.2.4.
Nella fattispecie in esame, né le audizioni testimoniali delle persone indicate nel ricorso e nella replica né l’incarto penale della CARP porterebbero chiarimenti atti a sovvertire le conclusioni cui si giunge esaminando la copiosa e voluminosa documentazione agli atti e in particolare il rapporto della __________ (con i relativi documenti/classatori).
Come già detto, alla luce anche delle risultanze dell’inchiesta condotta dalla __________, si giustifica l’attribuzione dei proventi litigiosi a RI 1. Agli atti, vi sono sufficienti elementi per sostenere che egli abbia beneficiato dei redditi e degli utili delle società che nel corso degli anni hanno gestito la “Residenza __________” e il “Bar __________”, aldilà degli indizi e delle prove che supportano la tesi secondo cui RI 1 sia azionista delle società in discussione.
Nemmeno con la replica (compresa la relazione contabile 26.7.2018 allestita dalla __________ SA) prodotta all’udienza del 16.10.2018 davanti a questa Camera, il contribuente ha comprovato che gli importi attribuitigli provengano da altre fonti. Per esempio, la cosiddetta donazione (o eventualmente prestito) del suocero, signor __________, tramite versamenti periodici dal 2002 al 2011 per un importo complessivo di fr. 1'005'500.-, non è mai stata dichiarata; ciò neppure a seguito della ricostruzione della contabilità da parte della __________ e presentata al ricorrente già nel 2014. Quest’ultimo non ha nemmeno mai fatto riferimento ai contratti fiduciari, “emersi” soltanto in sede di replica. Di conseguenza, a maggior ragione nessuna delle audizioni richieste dal ricorrente è suscettibile ora di apportare la prova necessaria al caso concreto.
A tale proposito, neppure il richiamo degli incarti summenzionati, fra cui l’incarto penale della CARP, permetterebbe di provare dei fatti rilevanti e idonei alla presente procedura.
Il procedimento penale di cui all’inc. __________ trattava peraltro del reato di ripetuta infrazione alla legge federale concernente l’entrata o l’aiuto all’entrata o soggiorno illegali da parte di stranieri (in particolare in relazione all’attività esercitata dal gerente di fatto del “Bar __________” e della “Residenza __________”, in cui si esercitava la prostituzione).
Alla luce di queste circostanze, si rivelano pertanto superflue tutte le richieste di prova formulate dal ricorrente (in merito all’apprezzamento anticipato delle prove pure sentenze TF inc. 2C_974/2018 del 4.12.2018, consid. 3.1.; TF inc. 2C_1009/2017 del 28.9.2018 consid. 3.1.).
3.3. Replica scritta (con documenti) e relazione contabile del 26.7.2018 prodotte dal ricorrente all’udienza del 16.10.2018
3.3.1.
Le considerazioni in merito alla possibilità di apportare nuove prove dopo la scadenza del termine di ricorso (v. supra, consid. 3.2.3) valgono, a maggior ragione, per la relazione contabile, prodotta dall’insorgente solo all’udienza tenutasi dinanzi alla Camera di diritto tributario. Nulla avrebbe impedito al ricorrente di produrla in un momento precedente, al più tardi in ogni caso in sede di replica alle osservazioni del 9.11.2016, presentate dall’autorità di tassazione.
Una parte ha infatti il diritto di prendere posizione su ogni allegazione o prova portata a sua conoscenza. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, questo diritto è dato anche quando un atto è notificato solo per conoscenza, senza che sia nel contempo assegnato un termine per replicare o prendere posizione. Ci si deve tuttavia aspettare che la parte che intende esprimersi lo faccia, o chieda perlomeno che le sia assegnato un termine per farlo, senza indugi, sennò si ritiene che vi abbia rinunciato. La prassi del Tribunale federale considera che la rinuncia non possa essere presunta prima che siano trascorsi almeno dieci giorni dalla notificazione (sentenza 2D_66/2014 del 2.7.2015 consid. 5 e rinvii). Al contrario, trascorsi venti giorni, la rinuncia può essere presunta (sentenza 2C_469/2014 del 9.12.2014 consid. 2.2 e giurisprudenza citata).
Nella fattispecie, il contribuente non ha addotto alcun motivo per cui non ha presentato la relazione contabile già con il ricorso o, al più tardi, nei giorni successivi alla notificazione delle osservazioni dell’autorità di tassazione, ma ha invece atteso ancora quasi due anni, cioè fino all’udienza.
Ne consegue che, come ha eccepito la Divisione delle contribuzioni in udienza (cfr. verbale di udienza del 16.10.2018), la replica e la relazione contabile del 26.7.2018 devono essere considerati tardivi.
3.3.2.
Indipendentemente dall’intempestività con cui sono stati prodotti dal ricorrente, i documenti in questione non sarebbero comunque suscettibili di mettere in discussione la determinazione del reddito e della sostanza imponibili, che risultano dalle decisioni su reclamo impugnate davanti a questa Camera.
In particolare, con la relazione contabile della __________ SA, il ricorrente ha (solo) proposto una propria personale versione della ricostruzione dell’afflusso di liquidità, intrapresa in precedenza dalla __________, mettendo l’accento sui movimenti del conto di liquidità e su alcune operazioni specifiche (aggiungendo affitti non dichiarati, spese accessorie per l’elettricità incassate a contanti mensilmente, incassi ricevuti sulla base di due contratti fiduciari tra il ricorrente e il suocero, presunta donazione di circa 1 mio di franchi da parte del suocero, presunti prestiti ricevuti da __________ SA e __________ SA, ecc.).
Quanto la versione dei fatti proposta nella citata relazione contabile sia irrilevante, ai fini della contestazione delle conclusioni su cui si fondano le decisioni impugnate, si dirà meglio nei considerandi che seguono.
Distribuzioni dissimulate di utile corrisposte da società interconnesse
4. 4.1.
Per i periodi fiscali in oggetto, i ricorrenti contestano la ripresa di “altri redditi”, determinati dalla distribuzione dissimulata di utile da parte delle società che gestivano il “Bar __________” e la “__________”. Segnatamente, i ricorrenti sollevano diversi errori nei risultati stabiliti nell’inchiesta condotta dalla __________.
4.2.
Come già indicato, la __________ è stata incaricata di procedere a un’inchiesta fiscale speciale secondo l’art. 190 LIFD, in collaborazione con l’amministrazione cantonale delle contribuzioni, in quanto vi era il sospetto giustificato di gravi infrazioni fiscali (segnatamente: la sottrazione continuata d’importanti somme d’imposta; art. 175 e art. 176 LIFD) e di delitti fiscali (art. 186 e art. 187 LIFD).
Si tratta quindi di valutare se le riprese a titolo di “altri redditi” operate dall’autorità fiscale, nelle decisioni impugnate, siano o meno giustificate.
In particolare, l’autorità di tassazione ha ritenuto che il signor RI 1 avrebbe beneficiato di prestazioni valutabili in denaro da parte delle società che gestivano il “__________” e la “__________”.
4.3.
Gli articoli 58 cpv. 1 LIFD e 67 cpv. 1 LT prevedono, con riferimento all'imposta sull'utile delle persone giuridiche, che
1 Costituiscono utile netto imponibile:
a. il saldo del conto profitti e perdite, epurato dal riporto dell'anno precedente;
b. tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese riconosciute dall'uso commerciale, in particolare:
- ...[omissis]...
- le distribuzioni palesi o dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall'uso commerciale.
Quanto all'imposizione delle persone fisiche, gli articoli 19 cpv. 1 LT e 20 cpv. 1 LIFD indicano che 1 Sono imponibili i redditi da sostanza mobiliare, segnatamente:
[…]
c. i dividendi, le quote di utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in denaro provenienti da partecipazioni di qualsiasi genere (comprese le azioni gratuite, gli aumenti gratuiti del valore nominale, ecc.). 3.2.3.
4.4.
Secondo la giurisprudenza, vi è distribuzione dissimulata di utili quando sono adempiute cumulativamente le quattro condizioni seguenti:
1) la società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente;
2) tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina;
3) tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse condizioni;
4) la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio che concedevano
(DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116 consid. 2; 115 Ib 238).
4.5.
Quali prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribuzioni dissimulate di utili (DTF 131 II 593 consid. 5.1), valgono anche le rinunce a determinati proventi in favore dell’azionista o di una persona a lui vicina, con una corrispondente riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel conto economico. Questa forma di prestazione valutabile in denaro viene definita con la nozione di prelevamento anticipato dell’utile (Gewinnvorwegnahme; cfr. Bernardoni/Bortolotto, La fiscalità dell'azienda nel nuovo diritto federale e cantonale ticinese, Mendrisio 2010, p. 432). Essa sussiste per l’appunto quando la società non rivendica alcun diritto su introiti di sua competenza, che vengono così incassati direttamente dall’azionista, rispettivamente quando quest’ultimo non fornisce la controprestazione che la società esigerebbe da un terzo (sentenza del Tribunale federale 2A.204/2006 del 22 giugno 2007, consid. 6; sentenza 2A.263/2003 del 19 novembre 2003, in: ASA 74 pag. 660, consid. 2.2; sentenza 2A.602/2002 del 23 luglio 2003, consid. 2, con riferimenti).
Qualità di azionista di RI 1
5. 5.1.
Nel caso in esame, è emerso che le società che gestivano la “Residenza __________” e il “Bar __________” hanno fatto beneficiare i loro soci di prelevamenti anticipati di utile.
Dal rapporto del 1°.2.2016 della __________, sia sulle società, che su RI 1 in particolare, si evince che lo stesso RI 1 era azionista di diverse società che gestivano la “Residenza __________” e il “Bar __________” e non aveva mai dichiarato la detenzione delle sue partecipazioni.
L’autorità di tassazione ha attribuito al ricorrente il 78% degli importi provenienti dalle società, malgrado egli non avesse dichiarato di esserne azionista.
Dall’istruttoria sono infatti emersi numerosi indizi (segnatamente: constatazioni e operazioni finanziarie che mai sarebbero avvenute tra terzi indipendenti, poiché non rispettavano il principio della libera concorrenza; vedi Rapporto __________ su RI 1 p. 20) che consentirebbero di concludere, senza particolari dubbi, che il signor RI 1 sia azionista delle società in oggetto, nella misura del 78%.
5.2.
Dal canto suo, il ricorrente contesta l’imposizione delle prestazioni valutabili in denaro provenienti dalle società che gestivano la “Residenza __________” e il “Bar __________”, così come la sua qualità di azionista, sollevando nei fatti diversi errori da parte della __________, che non avrebbe invece sostanzialmente considerato diverse spese supplementari da lui sostenute.
5.3.
5.3.1.
__________ ha dichiarato che il capitale azionario delle società che gestivano il postribolo veniva suddiviso in due pacchetti di 22 e 78 azioni. Secondo le dichiarazioni rilasciate dallo stesso __________ i pacchetti azionari venivano consegnati a RI 1 e a __________ a garanzia del regolare pagamento, rispettivamente del salario di __________ e del canone di locazione per RI 1 (doc. __________; Rapporto __________ del 1.2.2016 inerente alle società, p. 13).
5.3.2.
Sebbene la replica, inoltrata dall’insorgente solo il 16 ottobre 2018, sia tardiva (v. supra, consid. 3.3) vale la pena sgomberare il campo da un malinteso.
Nello scritto in questione (vedi ad 10 p. 22), il ricorrente afferma che, proprio perché le azioni erano in parte nelle sue mani a “garanzia degli affitti”, allora non sarebbero adempiuti i requisiti per considerarlo azionista (per citare: “La circostanza dunque che le azioni fossero messe a pegno non può in alcun modo suffragare la tesi infondata dell’ufficio resistente”).
La frase del rapporto __________, ripresa nelle osservazioni dell’Ufficio di tassazione, è fondata su un verbale di interrogatorio di __________, che, interrogato in merito al numero di azionisti e alle rispettive quote, ha così risposto:
Se vi fossero due azionisti non so. __________ prendeva una parte delle azioni per garantirsi l’affitto delle società. __________ prendeva l’altra parte per garantirsi lo stipendio
(doc. __________ __________).
È evidente che l’interrogato non intendeva in alcun modo riferirsi ad un contratto di pegno relativo alle azioni, ma ha impiegato il termine “garantirsi” per indicare il fatto che le due persone, cui doveva versare i proventi delle attività delle società, si accreditavano quali beneficiari delle suddette prestazioni proprio in virtù del fatto che ne detenevano le azioni.
5.4.
5.4.1.
In ogni caso, il rapporto della __________ si fonda sull’esito di diverse perquisizioni, interrogatori e sequestri di documentazione.
Terminati gli accertamenti, la __________ ha determinato l’ammontare complessivo degli utili non dichiarati dalle società che dal 2003 al 2010 hanno gestito il “Bar __________” e la “Residenza __________”, l’organizzazione delle società, l’identità degli azionisti della società che hanno gestito il “Bar __________” e la “Residenza __________” (vedi Rapporto 1°.2.2016 nei confronti delle società) e, per quanto concerne segnatamente la fattispecie in esame, i beni non dichiarati da RI 1, i redditi non dichiarati da RI 1 e da __________ e gli atti di complicità, in relazione al fatto per il ricorrente di aver agito congiuntamente al signor __________, prelevando una parte dei ricavi delle società che gestivano il “Bar __________” e la “Residenza __________”, incassandoli a titolo privato e tacitamente senza dichiararli.
5.4.2.
Nel rapporto __________ del 1°.2.2016 relativo alle società viene espressamente indicato:
Le società che gestivano il bar __________ e la residenza __________ sono fallite malgrado abbiano incassato redditi elevatissimi e conseguito utili importantissimi. La particolarità è che queste società hanno continuato ininterrottamente la gestione di residenza __________ e bar __________, senza un solo giorno di interruzione; in altre parole malgrado vi fossero dei cambi improvvisi di gestione, i collaboratori delle società avevano costantemente accesso ai locali per svolgere le loro attività, in questo senso RI 1 faceva in modo che l’attività non venisse interrotta. In considerazione di quanto precede occorreva modificare i contratti di lavoro, i contratti con i fornitori, costituire le nuove società, trovare dei nuovi organi ma soprattutto modificare i contratti di locazione dei locali e delle suppellettili. In particolare queste due ultime modifiche erano possibili solamente con l’accordo di RI 1. Ritenuto che al momento della cessazione dell’attività, RI 1 contattava il fiduciario __________ per comunicare il nome delle società subentranti (302.100.021), appare evidente che l’imputato nonché proprietario dei locali, dominasse i locatari.
Vi è da credere, che in considerazione degli utili realizzati, nessun terzo indipendente si sarebbe assunto il rischio di annullare il contratto di locazione, rischiando appunto di vedersi interrotta l’opportunità di generare tanti e tali utili (Rapporto 1°.2.2016 relativo alle società, p. 81).
5.4.3.
La __________ ha pure ricostruito dettagliatamente l’azionariato delle società che gestivano il “Bar__________” e la “Residenza __________”.
Per quanto concerne la fattispecie in esame, è stato inoltre possibile accertare che il 78% del capitale azionario delle varie società che si sono succedute nella gestione del postribolo era detenuto da RI 1 (Rapporto 1°.2.2016 relativo alle società, pag. 85 e segg.).
5.4.3.1. “Bar __________”
__________
La __________ ha gestito il “Bar __________” nel periodo 1.1.2004 – 31.1.2006 (vedi contratto di locazione firmato da RI 1 e __________, doc. __________).
Nel rapporto della __________ è indicato che i certificati azionari sono stati consegnati a __________, in qualità di “esclusivo azionista della società” (doc. n. __________) e che il controvalore del capitale azionario è stato rimborsato a __________ e a __________, non appena la società è stata costituita (doc. __________ __________, __________ e __________). Le azioni erano state inizialmente sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (1 azione; in merito alla persona di __________ quest’ultimo ha dichiarato in un primo verbale dell’8.3.2012 di aver funto da prestanome per diverse società per il tramite di __________, doc. __________ __________), __________ (collaboratore di Edgardo Bellotti, 1 azione) e da __________ di __________ (98 azioni, società riconducibile a __________; vedi. doc. __________ __________).
La __________, tra i documenti informatici sequestrati presso il signor __________, ha trovato inoltre diverse informazioni utili alla determinazione degli azionisti della società. In particolare, secondo la banca dati delle società costituite/gestite dal signor __________, il responsabile della società __________ SA era __________. Il rappresentante della società di revisione, il signor __________, ha dichiarato invece l’8.2.2013 che la persona di riferimento era RI 1.
Nella nota professionale per la costituzione della società, __________, per il tramite di una società a lui riconducibile, la __________, figura quale riferimento (doc. __________). E ancora: l’8.1.2003, __________ avrebbe dato mandato a __________ di acquistare e amministrare la __________ (doc. __________); contratto disdetto alcuni mesi più tardi (doc. __________, __________).
Il signor __________, durante il suo interrogatorio dell’ 8.3.2012 ha dichiarato di aver ricevuto mandato da RI 1 e da __________ di gestire contabilmente la __________ (doc. __________ __________). RI 1 ha riacquistato al valore contabile l’inventario della società, quando è stato deciso di liquidarla (doc. __________). Inoltre, nella contabilità della società sono stati registrati costi economicamente non giustificati pagati a RI 1, i contratti di locazione e affitto (doc. __________) sono stati firmati da RI 1 e da __________ (uomo di paglia; doc. __________ __________ __________) e RI 1 poteva disporre liberamente dei beni della società (doc. __________ __________).
__________
La __________ ha gestito il “Bar __________” tra il 1°.2.2006 e il 31.12.2007. Il contratto di locazione è stato firmato da RI 1, proprietario dei locali, e da __________, in qualità di rappresentante della società (doc. __________). Le azioni di questa società sono state sottoscritte – verosimilmente a titolo fiduciario – da __________, __________ e __________ (società riconducibile a __________; doc. __________). Non appena la società è stata costituita il capitale azionario della stessa è stato quasi integralmente prelevato. Le azioni al portatore della società non sono state ritrovate.
__________ ha dichiarato d’aver ricevuto mandato di gestione da __________ e da RI 1 (doc. __________ __________).
Dall’analisi della documentazione informatica è emerso pure che RI 1 poteva disporre dei beni della società.
__________
La __________ ha gestito il “Bar __________” dal 1.1.2008 al 30.11.2009. Il contratto di locazione è stato firmato da RI 1, proprietario dei locali, e da __________, in qualità di rappresentante della società (doc. __________ __________). Le azioni di questa società sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________, __________ e da __________, società quest’ultima detenuta da __________ (doc__________ __________) Non appena la società è stata costituita, il capitale azionario è stato integralmente prelevato (doc. __________). Presso l’abitazione di __________ sono stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti 22 azioni della società (doc. __________) e __________ ha dichiarato che il capitale azionario delle società che gestivano il “Bar __________” e la “Residenza __________” veniva suddiviso in due pacchetti da 22 e 78 azioni “a garanzia, rispettivamente, del salario di __________ e del regolare pagamento del canone di locazione per RI 1” (doc. __________ __________).
In data 14.11.2014, __________ ha consegnato alla __________ i certificati azionari al portatore per fr. 78'000; certificati ricevuti da __________, il quale ha dichiarato d’aver ricevuto mandato di gestione da __________ e da RI 1 (doc. __________ __________).
Dal punto di vista amministrativo (contabile e fiscale) __________ era gestita da __________ (doc. __________ __________, __________) e dall’analisi della documentazione informatica è emerso infine che RI 1 poteva disporre dei beni della società (doc. __________ __________).
__________
La società __________ SA ha gestito il “Bar __________” tra il 1°.2.2009 e il 31.5.2011. Il contratto di locazione è stato firmato da RI 1, proprietario dei locali, e __________, per conto della società (doc. __________ __________). Le azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (doc. __________). Non appena è stata costituita la società, il capitale azionario è stato immediatamente prelevato (doc. __________ __________).
Presso l’abitazione di __________ sono stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti 22 azioni della società (__________) e __________ ha dichiarato che il capitale azionario delle società che gestivano il “Bar __________” e la “Residenza __________” veniva suddiviso in due pacchetti da 22 e 78 azioni (doc. __________ __________). In data 14.11.2014, __________ ha consegnato alla __________ i certificati azionari al portatore per fr. 78'000.-; certificati ricevuti da __________, il quale aveva il mandato da parte di RI 1 e __________ di occuparsi delle questioni contabili e fiscali (doc. __________ __________).
Inoltre, nell’ufficio di RI 1 e __________, tra la documentazione di RI 1, sono state sequestrate due fatture emesse nel 2011 da __________ SA: una relativa al trapasso di personale da __________ SA a __________ SA, la seconda concernente la costituzione della società __________SA (società che ha gestito il __________” dal 1°.6.2011 al 31.12.2011).
5.4.3.2. “Residenza __________”
__________ SA
La società __________ SA ha gestito la “Residenza __________” nel periodo 1°.3.2003 - 30.6.2006. Il contratto di locazione è stato firmato da RI 1, proprietario dei locali, e __________, per conto della società (doc. __________ __________). Le azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (1 azione), __________ (1 azione) e dalla __________ SA di __________ (98 azioni; società riconducibile a __________; __________).
Anche in questo caso, non appena è stata costituita la società, il capitale azionario è stato immediatamente prelevato (doc. __________ __________).
Tra i documenti informatici sequestrati presso __________ sono state ritrovate numerose informazioni rilevanti per la determinazione degli azionisti della società. E meglio: nel documento “società data – base” risultano quali responsabili della società __________ e RI 1 (doc. __________ __________). Inoltre, sono stati ritrovati in una cassetta di sicurezza a disposizione di __________ presso la Banca __________a __________ (doc. __________) i certificati azionari per fr. 22'000.-, facenti parte del capitale azionario di __________ SA.
Infine, ancora una volta, __________ aveva ricevuto il mandato di gestione da parte di RI 1 e __________ (doc. __________) e RI 1 poteva disporre liberamente dei beni della società (doc. __________ __________).
__________ SA
La società __________ SA ha gestito la “Residenza __________” nel periodo 1°.7.2006 – 31.10.2008. Il contratto di locazione tra RI 1 e __________ SA è stato firmato da __________, “amico” di RI 1 (doc. __________ __________) ed estraneo alle attività della società (doc. __________ __________), e __________ (doc. __________ __________), il quale ha agito come prestanome (doc. __________ __________).
Le azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (1 azione), __________ (1 azione) e dalla __________ di __________ (98 azioni; società riconducibile a __________). L’ordine di costituire la società è stato impartito da __________SA, ossia dalla società detenuta da __________ (doc. __________). Anche in questo caso, a seguito della costituzione della società i fondi utilizzati per la sua costituzione sono stati immediatamente prelevati (doc. __________), da __________ (ovvero da __________; doc. __________).
Il capitale azionario della società era suddiviso in due pacchetti, ognuno composto da 50 azioni, detenuti da __________ e RI 1 (doc. __________). Presso il domicilio di RI 1 sono state ritrovate delle fatture relative a __________ SA (il che rende evidente ch’egli possa esserne azionista; doc. __________) e la stessa società ha contabilizzato dei costi per rimodernare l’immobile di proprietà di RI 1, anche se tali costi non erano economicamente giustificati.
Infine, dall’analisi della documentazione informatica risulta che RI 1 poteva disporre liberamente dei beni della società (doc. __________ __________).
__________
La società __________ SA ha gestito la “Residenza __________” tra il 1°.11.2008 e il 31.5.2009. Il contratto di locazione della società è stato firmato da RI 1, proprietario dell’immobile, e __________, per conto della società, in qualità di prestanome (doc. __________ __________, __________).
Le azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________SA (1 azione), __________ (1 azione) e dalla __________SA (98 azioni) (doc. __________ __________). Anche in questo caso, il capitale azionario è stato interamente prelevato non appena la società è stata costituita (doc. __________ __________).
Nell’abitazione di RI 1 sono inoltre stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti 22 azioni (fr. 22'000.-) della società (doc. __________ __________). In data 14.11.2014, __________ ha consegnato alla __________ i certificati azionari al portatore per fr. 78'000.-, ricevuti da __________ (doc. __________ __________).
Infine, dall’analisi della documentazione informatica risulta che RI 1 poteva disporre liberamente dei beni della società (doc. __________ __________).
__________ __________
La società __________ SA ha gestito la “Residenza __________” tra il 1°.6.2009 e il 30.6.2011. Il contratto di locazione della società è stato firmato da RI 1, proprietario dell’immobile e __________, per il conto della società, in qualità di prestanome (doc. __________ __________, __________).
Le azioni sono state sottoscritte a titolo fiduciario da __________ (doc. __________); società detenuta da __________. Anche in questo caso, il capitale azionario è stato interamente prelevato non appena la società è stata costituita (doc. __________ __________).
Nell’abitazione di __________ sono stati ritrovati i certificati azionari rappresentanti 22 azioni (fr. 22'000.-) della società (doc. __________) e, in data 14.11.2014, __________ ha consegnato alla __________ i certificati azionari al portatore per fr. 78'000.-, ricevuti da __________ (doc. __________ __________).
Dall’analisi della documentazione informatica risulta che RI 1 poteva disporre liberamente dei beni della società (doc. __________ __________) ed è stata pure ritrovata una fattura emessa da __________ SA per prestazioni fornite a __________ SA indirizzata allo stesso RI 1; il che lascia intendere ch’egli fosse azionista della società, poiché ne finanziava i costi (doc. __________).
5.5.
5.5.1.
In merito all’azionariato delle società che hanno gestito dal 2003 al 2012 la “Residenza __________” e il “Bar __________”, la __________ ha quindi potuto accertare che esso fosse composto da RI 1 e da __________ (vedi pag. 85 e segg. del Rapporto __________ relativo alle società).
Come visto nei precedenti considerandi, la qualità di RI 1 di azionista delle società che dal 2003 al 2012 hanno gestito la “Residenza__________” e il “Bar __________ ha trovato riscontro nelle diverse constatazioni e operazioni finanziarie che non sarebbero altrimenti mai avvenute tra terzi indipendenti e che hanno portato lo stesso ricorrente a incassare ingenti ricavi dalle società.
5.5.2.RI 1 RI 1 e __________ ricevevano da parte degli amministratori di fatto del postribolo sito a __________ (__________, al quale è subentrato __________) la busta con gli incassi giornalieri (segnatamente: vedi verbale d’interrogatorio di __________ dell’8.3.2012; doc. __________).
Più in generale, RI 1 dominava le società che hanno gestito nel corso degli anni il “Bar __________” e la “Residenza __________” anche tramite i diversi contratti di locazione, sia degli immobili che delle suppellettili.
In particolare, egli rivendeva o locava alle società il materiale per esercitare la loro attività, senza però incassare subito la controprestazione (bensì dilazionandone il pagamento in base agli incassi), non incassava la garanzia per gli affitti e ricostruiva la contabilità della società a posteriori.
Inoltre, è rilevante il fatto che ogni qualvolta una nuova società veniva costituita, subito dopo la costituzione il capitale azionario versato era integralmente prelevato. Di conseguenza, le società potevano svolgere le proprie attività grazie ai mezzi che venivano messi a disposizione da RI 1, quando, di principio, una società è finanziata dal capitale proprio e da eventuali finanziamenti effettuati dagli azionisti; anche da qui, la qualità di azionista del ricorrente.
5.5.3.
Un altro elemento determinante che ha condotto la __________ a ritenere RI 1 e __________ azionisti delle società che hanno gestito il postribolo sito a __________ consiste nell’evoluzione patrimoniale di cui essi hanno beneficiato in quel periodo e in particolare, per il caso di specie, dell’evoluzione patrimoniale relativa alle spese e agli investimenti sostenuti dal ricorrente. Sulla base della documentazione sequestrata, la __________ ha potuto da una parte, riscontrare una mancanza di liquidità per RI 1 di circa fr. 4'600'000.- (doc. __________ __________ e seguenti) e, dall’altra, appurare ch’egli avesse investito importi consistenti negli immobili di sua proprietà, tramite dei pagamenti a contanti e di origine sconosciuta.
È quindi più che plausibile che gli importi investiti negli immobili di proprietà di RI 1 provenissero dai prelevamenti anticipati di utili delle società che gestivano il postribolo di __________ e di cui egli era azionista.
5.6.
Per quanto attiene alla ripartizione delle azioni nella percentuale del 22% per __________ e del 78% per RI 1, la stessa trova riscontro, come visto sopra, pure nelle dichiarazioni rese a verbale da __________ (doc. __________) e da __________ (vedi per es.: doc. __________ ____________________ e __________), oltre al fatto che per le società __________SA, __________SA e __________SA, le azioni per il controvalore di fr. 22'000.- sono addirittura state ritrovate in possesso di __________. Per contro, i rimanenti certificati azionari di queste società sono stati consegnati da __________ agli inquirenti __________, dopo che sono stati ricevuti dal fiduciario __________, che agiva su mandato degli stessi RI 1 e __________.
A ciò, si può anche aggiungere che RI 1, __________ e __________ avevano uffici collegati tra loro (vedi quanto dichiarato pure da una collaboratrice di __________ - verbale d’interrogatorio di __________ del 14.3.2013, doc. __________ __________, p. 4: “Avevo accesso nei loro uffici, ma comunque la documentazione era nei nostri uffici. I loro locali venivano trattati come spazi privati e noi non entravamo senza permesso. Di norma l’ufficio non era chiuso a chiave”).
5.7.
5.7.1.
Da parte sua, il ricorrente, confrontato con le dettagliate ricostruzioni della __________, si è limitato a contestare genericamente i dati raccolti, riprendendo nei fatti le conclusioni del parere redatto dal signor __________ (consulente del ricorrente), nel ricorso, e le conclusioni della relazione contabile allestita dalla __________ SA, nella replica, dove sono stati sostanzialmente sollevati diversi errori da parte della __________.
Si ricorda, in questo contesto, che la replica e la relazione contabile del 26.7.2018 sono stati inoltrati tardivamente e non possono pertanto essere considerate (v. supra, consid. 3.3). Le considerazioni che si riferiscono a questi documenti vengono pertanto proposte solo ad abundantiam.
Il ricorrente ha negato le proprie responsabilità e ha ribadito la propria estraneità alla gestione del postribolo di __________, sostenendo in estrema sintesi che l’incremento del suo patrimonio si spiegherebbe con il reddito derivante dalla sua attività imprenditoriale (vedi ricorso), con redditi provenienti dalla sua sostanza immobiliare (afflussi di liquidità per circa fr. 782’100.- e per circa fr. 576'000.-; vedi replica del 16.10.2018) e con redditi ricevuti dal signor __________ (padre di sua moglie) a titolo di donazione (vedi replica del 16.10.2018). Ora, per quanto concerne i redditi provenienti dagli immobili, la __________ ha aggiunto, ai dati dichiarati dal contribuente, quanto avevano registrato contabilmente le società che avevano gestito il __________ e la __________. Di fatto, secondo la nuova perizia prodotta dal ricorrente, per il 2008 ed il 2009 RI 1 ammetterebbe, dicendo di aver percepito a contanti ulteriori redditi, di aver commesso una sottrazione fiscale. Ora appare quantomeno strano che, RI 1, per giustificare l’ammanco di liquidità imputatogli dall’autorità fiscale, faccia valere, quale pigioni, importi superiori a quelli addirittura previsti dai contratti di locazione sequestrati dalla __________ (cfr. ad esempio i contratti di locazione di __________ doc. __________ e di __________, doc. __________). È poco probabile infatti, che RI 1 abbia convinto i conduttori a firmare un contratto, che prevedeva una determinata pigione per poi, in corso di locazione pretendere la corresponsione di un importo più elevato. Sempre secondo la perizia di parte della __________, RI 1 avrebbe ricevuto a contanti la somma di fr. 576'000.- da __________ per i costi di energia elettrica per il bar __________ (fr. 5'000.- al mese) e per la Residenza __________ (fr. 7'000.- al mese). Ora, nei conti delle società che si sono succedute nella gestione del Bar e della Residenza, i costi per l’energia elettrica erano già stati contabilizzati ed erano di molto inferiori a quelli fatti valere in questa sede da RI 1 (ad esempio per il 2008, società __________, fr. 12'120.10, doc. __________; 2009 per 11 mesi società __________, fr. 6'165.60, doc. __________ ed 1 mese società __________ fr. 1'000.-, doc. __________; 2010, società __________ per 12 mesi fr. 13'000.-. Per la __________ la società __________ faceva valere quali costi energetici fr. 21'726.25 per 10 mesi nel 2008, doc. __________, la __________ per 2 mesi faceva valere un debito di 6'800.-, doc. __________, nel 2009 la __________ faceva valere costi per fr. 10'280.-, doc. __________, mentre che la ____________________ per i restanti 7 mesi non faceva valere alcuna registrazione; per il 2010 la __________ faceva valere fr. 22'000.- per 12 mesi, doc. __________). Non si vede per quale motivo queste società avrebbero dovuto pagare ulteriori importi e per di più così elevati per i costi di energia elettrica al locatore. Tanto più che normalmente questi costi vengono pagati direttamente da parte del conduttore alla società/ente che eroga il servizio. Ora, il fatto che __________ consegnasse a mano dei soldi a RI 1 emerge anche dagli atti della __________ (cfr. verbale di __________ dell’8.3.2012 doc. __________ __________), tuttavia rimane un’interpretazione di parte quella del qui ricorrente secondo cui questi importi dovessero essere destinati alla copertura dei costi energetici. Anzi, il fatto di averli consegnati a contanti a RI 1 rafforza tutt’al più la conclusione che locatore e conduttore si sovrapponessero.
5.7.2.
Ad ogni modo RI 1 non ha fornito delle valide spiegazioni e non ha prodotto alcun documento giustificativo concernente gli ingenti fondi utilizzati, sia in ambito societario, che per gli investimenti sugli immobili di proprietà (vedi anche doc. __________ __________, __________); ciò nemmeno con la replica e i relativi documenti prodotti all’udienza del 16.10.2018.
A tutto questo, si aggiunga pure il fatto che il ricorrente non ha mai fatto prima riferimento né ai contratti fiduciari che ha ancora prodotto in sede di udienza, né ai versamenti che ora sostiene di aver ricevuto dal suocero (per fr. 1'205'540.-).
Dubbia (indipendentemente dalla tempestività con cui la stessa è stata menzionata) è infatti pure la presunta donazione da parte del suocero. In merito vi è agli atti pure la dichiarazione firmata dalla moglie del ricorrente (doc. __________ __________), in cui indicava che aveva ricevuto da suo padre (il signor __________) un prestito di fr. 80'000.-. È dunque inusuale che da un