Incarti n. 80.2015.17 80.2015.18
Lugano 4 dicembre 2015
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Rocco Filippini, vicecancelliere
parti
RI 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 30 gennaio 2015 contro la decisione del 21 gennaio 2015 in materia di IC e IFD 2013.
Fatti
A. RI 1, domiciliato a __________, lavora quale consulente finanziario per la compagnia d’assicurazioni __________ AG (in precedenza __________ SA).
Nella dichiarazione fiscale 2013, il contribuente esponeva un reddito da attività lucrativa dipendente di fr. 81'203.– e spese professionali nella misura di fr. 33'412.–, così composte:
- automobile fr. 7'540.–
assistente fr. 13'287.–
tel./internet/cellulare fr. 2'400.–
pranzi e cene fuori casa fr. 2'400.–
pranzi e cene con clienti fr. 2'686.–
costi di formazione fr. 600.–
vestiti fr. 1'309.–
lavanderia fr. 358.–
regali clienti fr. 1'732.–
caffè in ufficio fr. 400.–
francobolli/raccomandate fr. 500.–
materiale cancelleria fr. 200.–
totale fr. 33'412.–
B. Notificandogli la tassazione IC/IFD 2013, con decisione dell’8 gennaio 2015, l’Ufficio di tassazione di Locarno commisurava il reddito imponibile in fr. 56'600.– per l’IC ed in fr. 60'100.– per l’IFD.
L’autorità aveva in particolar modo ridotto a fr. 22'000.– le spese professionali del contribuente, spiegando nella motivazione allegata di essersi fondata sugli importi riconosciuti negli anni precedenti (2010, 2011 e 2012).
C. Il ricorrente contestava la summenzionata decisione, con reclamo del 5 gennaio 2015, sostenendo che l’autorità non aveva preso in considerazione il reddito da lui effettivamente percepito e le spese da lui effettivamente sostenute.
L’Ufficio di tassazione, con decisione del 21 gennaio 2015, respingeva il reclamo, con la seguente motivazione:
(…) come già ribadito con la decisione su reclamo 2011 e 2012 parte dei costi chiesti in deduzione (Fr. 33'412) è stata valutata ed (sic) di natura privata e quindi non deducibile. Le spese devono avere un rapporto con il salario 2013 realizzato, che è in linea con quello conseguito nell’anno precedente.
L’ammontare di Fr. 22'000, già accordato, è reputato adeguato alla situazione di fatto del contribuente.
D. Con tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede, in primo luogo, di venire tassato per il reddito effettivamente percepito nel corso dell’anno, dopo deduzione dell’importo di fr. 15'748.– trattenuto dalla compagnia d’assicurazioni per le spese dell’assistente ed i costi d’ufficio. Chiede inoltre che gli vengano riconosciute ulteriori spese professionali nella misura di fr. 20'125.–, come da tabella allegata.
Diritto
1. 1.1.
Sia secondo l’art. 24 LT, sia secondo l’art. 25 LIFD il reddito netto corrisponde ai proventi lordi meno le spese di acquisizione e le deduzioni generali. Dello stesso tenore è l’art. 9 cpv. 1 LAID, secondo cui vanno detratte dai proventi imponibili le spese necessarie al loro conseguimento e le deduzioni generali.
1.2.
La tendenza è oggi quella di prediligere una concezione causale delle spese generali, secondo cui sono deducibili non soltanto le spese che il contribuente sostiene per conseguire un reddito, ma tutte quelle che vengono occasionate dalla sua realizzazione (Noël, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 12 ad art. 25 LIFD, p. 437; Reich, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol I/1, Bundesgesetz über die Harmonisierung der direkten Steuern der Kantone und Gemeinden, Basilea/Ginevra/ Monaco 2002, n. 8 ad art. 9 LAID, p. 163; Locher, Kommentar zum DGB, Therwil/Basel 2001, n. 13 ss. ad art. 25 LIFD, p. 631).
Secondo la giurisprudenza, il concetto di necessità professionale di una spesa deve essere interpretato in senso relativamente ampio. Non occorre infatti dimostrare che il contribuente non potrebbe assolutamente realizzare il proprio reddito senza la spesa in questione né tanto meno è richiesto che quest’ultima sia effettuata in virtù di un obbligo legale. La sua necessità va ammessa se, in base ad una valutazione economica, si può ritenere che la spesa favorisce l’acquisizione del reddito e se non è ragionevolmente esigibile che il contribuente vi rinunci (DTF 124 II 29 consid. 3a; sentenza 2A.60/1998 del 27 maggio 1999, in: ASA 69 pag. 872, consid. 2b).
1.3.
Da ciò non può comunque venir concluso che tutti i costi in qualche modo in relazione con l’acquisizione del reddito siano, dal profilo fiscale, illimitatamente deducibili (sentenza 2P.254/2002 del 12 maggio 2003, in: StE 2003 B 22.3 n. 76, consid. 3.2). Non possono in particolare venir dedotte le spese prese a carico dal datore di lavoro o da terzi, le spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia nonché le spese private causate dalla posizione professionale del contribuente, i cosiddetti costi per il tenore di vita (DTF 124 II 29 consid. 3d).
2. 2.1.
Nell’ambito di un’attività lucrativa dipendente, le deduzioni sono esaurientemente disciplinate dagli articoli 25 LT e 26 LIFD. Esse riguardano le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro (lett. a), le spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni (lett. b), le altre spese necessarie per l’esercizio della professione (lett. c) nonché le spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connesse con l’esercizio dell’attività professionale (lett. d).
Dal reddito proveniente da un’attività lucrativa indipendente sono invece deducibili tutte le spese aziendali e professionali giustificate (art 26 LT; art. 27 LIFD). A differenza di quanto previsto per l’attività lucrativa dipendente, le deduzioni disciplinate dagli art. 27 LT e 28 LIFD non sono esaustive. Per spese generali giustificate dall’uso commerciale o professionale, vanno intesi i costi complessivi a carico del contribuente nell’ambito della sua attività lucrativa (Noël, op. cit., n. 6 ad art. 27 LIFD, p. 456). Sono tali, oltre alle spese aziendali in senso proprio, anche i costi supplementari sopportati nell’interesse della ditta o della professione per vitto e alloggio fuori casa, per particolari abiti di lavoro, per assicurazioni, pubblicità, viaggi ecc. Occorre dunque, affinché entri in considerazione una tale deduzione, che le spese siano direttamente imputabili all’attività aziendale (Locher, op. cit., n. 5 ad art. 27 LIFD, p. 677).
2.2.
La differenza fondamentale fra le spese professionali di un lavoratore dipendente e quelle di un lavoratore indipendente è rappresentata dalla misura della detrazione ammessa fiscalmente. Mentre per i dipendenti il legislatore pone precisi limiti e la possibilità di spese forfettarie, per gli indipendenti sono riconosciute le spese effettive. Né l’indipendente né il dipendente sono tuttavia dispensati dall’onere di provare i costi di cui chiedono la deduzione. A tale riguardo, si richiede una prova quantitativa, per accertare la misura delle spese effettivamente sostenute, ed una qualitativa, per dimostrare che i costi effettivamente sostenuti e comprovati siano davvero spese professionali e non invece di mantenimento (Funk, Der Begriff der Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2a ediz., Coira/Zurigo 1989, p. 258 ss.).
3. 3.1.
Nella fattispecie, come visto, il ricorrente ha dichiarato un reddito da attività lucrativa dipendente di fr. 81'203.–. Tale importo, al netto dei contributi sociali, corrisponde a quanto indicato nel certificato di salario, allestito dalla __________ AG e allegato alla dichiarazione d’imposta.
Con il presente gravame, il ricorrente sembra tuttavia metterlo in discussione, chiedendo di essere tassato per le provvigioni effettivamente percepite nel corso dell’anno, pari a fr. 65'455.–, dopo deduzione delle spese trattenute direttamente dalla compagnia di assicurazioni “per la mia assistente e per i costi d’ufficio”.
3.2.
La censura sollevata dal ricorrente pone, dapprima, il problema della qualifica del rapporto di lavoro instauratosi tra le parti, che dall’allegato al certificato di salario risulta essere retto dal contratto di agenzia degli art. 418a segg. CO.
Secondo tali disposizioni, l’agente si assume stabilmente l’impegno di trattare la conclusione di affari per uno o più mandanti o di conchiuderne in loro nome o per loro conto, senza essere vincolato ad essi da un rapporto di lavoro. L’agente ha in ogni caso diritto alla provvigione convenuta o usuale per tutti gli affari trattati o conclusi durante il periodo di validità del contratto, come pure, salvo convenzione contraria, per quelli conclusi senza il suo intervento, ma con clienti da lui procurati per affari del medesimo genere (art. 418g cpv. 1 CO). Per quanto qui di interesse, gli agenti della __________ AG (in precedenza __________ SA) vengono remunerati per la loro attività con una provvigione dipendente dalla rispettiva cifra d’affari realizzata. Tali provvigioni sono accreditate su un conto di compensazione, dove vengono nel contempo addebitati i contributi per le assicurazioni sociali e le spese necessarie allo svolgimento dell’attività.
Da un punto di vista socio-assicurativo, gli agenti esterni della __________ AG vanno quindi considerati dei lavoratori dipendenti. Gli stessi devono tuttavia farsi carico di tutte le spese originate dalla loro attività, compresi i costi d’ufficio, di documentazione e d’uso dell’automobile, facendoli in questo senso apparire come collaboratori indipendenti.
3.3.
Dottrina e prassi parlano di attività lucrativa indipendente (selbständige Erwerbstätigkeit) quando essa si svolge in base ad una organizzazione propria, liberamente scelta, che si manifesta all’esterno e si esercita per conto ed a rischio proprio del contribuente. Per lo più si richiede l’impiego sia di lavoro sia di capitale (cfr. Reich, Der Begriff der selbständigen Erwerbstätigkeit im Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, in: Knapp [a cura di], Problèmes actuels de droit fiscal – Mélanges en l’honneur du Professeur Raoul Oberson, Basilea/Francoforte 1995, p. 121; Cagianut/Höhn, Unternehmungssteuerrecht, Berna 1986, p. 53; Reimann/Zuppinger/Schärrer, Kommentar zum Zürcher Steuergesetz, Vol. II, Berna 1971, p. 44). Si deve invece ammettere l’esistenza di un’attività dipendente quando una delle parti, rispetto all’altra, è subordinata per quanto concerne l’impiego del tempo o l’organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che il contribuente non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad un’attività dipendente oppure indipendente.
3.4.
La casistica è invero molto più dettagliata nel campo delle assicurazioni sociali. Può allora essere utile rinviare alle Direttive sul salario determinante (DSD) nell’AVS/AI e nelle IPG, edite dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, e più in generale alla prassi instauratasi in questo campo. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, un indizio determinante di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A tale riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208). Si è invece in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo. Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176).
La qualifica dell’assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione in una o nell’altra categoria. Solo la natura di tale attività, considerata nell’ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Per questi motivi, un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
3.5.
Tornando alla fattispecie, il ricorrente sembrerebbe potersi qualificare come dipendente. Non soltanto perché la __________ AG ha allestito il certificato di salario, ma soprattutto perché è economicamente dipendente dalla compagnia di assicurazioni.
La questione può nondimento restare irrisolta. Ciò che più conta è che l’importo dichiarato di fr. 81'203.–, al netto dei contributi sociali, va in ogni caso assoggettato all’imposta sul reddito, sia che lo si qualifichi di salario oppure di provvigioni da attività indipendente. Contrariamente a quanto sembra sostenere il ricorrente, non deve invece stupire che lo stesso non corrisponda a quanto effettivamente incassato nel corso dell’anno. Tale concetto emerge non soltanto dalle Istruzioni per la compilazione del certificato di salario risp. dell’attestazione delle rendite dalla Conferenza fiscale svizzera e dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (Modulo 11, cfr. n. 13), ma anche dall’allegato al certificato di salario allestito dalla compagnia di assicurazioni, che così si esprime:
Imponibili sono i redditi conseguiti nel periodo fiscale corrispondente, conformemente ai conteggi delle vostre provvigioni __________, e non gli importi effettivamente versati sul vostro conto bancario o postale, dato che nel vostro conto corrente __________ gli addebiti (p.es. materiale, seminario) vengono compensati direttamente.
3.6.
Nel certificato di salario vanno indicate tutte le prestazioni del “datore di lavoro”, comprese le indennità che consentono al “dipendente” di svolgere la propria attività. Spetterà poi a quest’ultimo far valere la loro deduzione, a titolo di spese professionali, nell’ambito della dichiarazione d’imposta (Bosshard/ Mösli, Der neue Lohnausweis, Berna 2007, p. 39).
In questo senso, la decisione impugnata, che ha confermato in fr. 81'203.– il reddito da attività lucrativa dichiarato dal ricorrente e indicato nel certificato di salario allestito dalla __________ AG non presta pertanto il fianco a nessuna critica. Si tratta piuttosto di verificare in questa sede la reale entità delle spese fatte valere in deduzione dal ricorrente di, rispettivamente, fr. 15'748.– (“per la mia assistente e per i costi d’ufficio”) e fr. 20'125.–, come da tabella allegata.
4. 4.1.
Nella procedura fiscale vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio. L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai contribuenti (decisione TF n. 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; v. anche Berger, Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 190).
La procedura fiscale è inoltre retta dal principio di collaborazione. Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1 LIFD, le autorità di tassazione determinano con il contribuente le condizioni di fatto o di diritto determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in particolare esporre la situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione TF n. 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).
4.2.
Di principio, in applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano il carico fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8). Spettava quindi al ricorrente sostanziare l’esistenza delle spese professionali fatte valere in deduzione.
5. 5.1.
Nella fattispecie è fuori di dubbio che il ricorrente dovesse farsi carico di tutte le spese necessarie per lo svolgimento della sua attività. Come visto, gli agenti esterni della __________ AG vengono remunerati con una provvigione dipendente dalla rispettiva cifra d’affari realizzata, ma nel contempo devono sopportare tutte le spese originate dalla loro attività, compresi i costi d’ufficio, di documentazione e d’uso dell’automobile.
Nel rispetto del principio dell’onere della prova, era tuttavia suo compito fornire delle prove quantitative, per accertare la misura delle spese effettivamente sostenute, e delle prove qualitative, per dimostrare che i costi effettivamente sostenuti e comprovati rappresentassero davvero delle spese professionali e non invece delle spese di natura privata. Lo stesso allegato al certificato di salario, in merito al dovere probatorio dell’agente, precisa quanto segue alla voce “spese professionali”:
Potete dedurre dal reddito imponibile le vostre spese professionali effettive, presentando i relativi giustificativi.
5.2.
Le prime spese professionali richieste in deduzione sono rappresentate dalla differenza tra il “salario” indicato nel certificato di salario (fr. 81'203.–) e quanto realmente incassato (fr. 65'455.–). Tale importo, pari a fr. 15'748.–, rappresenterebbe le spese per un’assistente ed i costi d’ufficio. Il ricorrente non porta, tuttavia, alcuna prova atta ad accertare l’esistenza stessa di simili spese, né tanto meno la loro natura aziendale. Con particolare riferimento alle spese per un’assistente, di cui non si conoscono nemmeno le generalità, avrebbe quantomeno dovuto produrre un contratto di lavoro o di mandato, indicante il salario/onorario versato all’assistente e le sue mansioni. Quanto ai generici costi d’ufficio, il ricorrente avrebbe dovuto specificarli meglio e sostenerli con le necessarie pezze giustificative, senza dimenticare infine che simili costi sembrerebbero confondersi con il secondo gruppo di spese professionali rivendicato in deduzione, che nel gravame in esame viene quantificato in fr. 20'125.– sulla base di una dettagliata tabella:
- automobile fr. 7'540.–
tel./internet/cellulare fr. 2'400.–
pranzi e cene fuori casa fr. 2'400.–
pranzi e cene con clienti fr. 2'686.–
costi di formazione fr. 600.–
vestiti fr. 1'309.–
lavanderia fr. 358.–
regali clienti fr. 1'732.–
caffè in ufficio fr. 400.–
francobolli/raccomandate fr. 500.–
materiale cancelleria fr. 200.–
totale fr. 20'125.–
5.3.
Tale lista contiene a prima vista dei tipici costi d’ufficio. Ancora una volta, non può tuttavia passare inosservato che la stessa è priva della benché minima pezza giustificativa e lascia inoltre aperti alcuni interrogativi. Mal si capisce, in particolare, come e in che misura alcune di queste poste siano effettivamente indispensabili per il normale svolgimento della professione di agente (cfr. ad es. le voci “vestiti”, “lavanderia” e “caffè in ufficio”), e in che percentuale le spese siano state sopportate per scopi professionali oppure privati.
Tali questioni possono nondimeno restare irrisolte, poiché l’autorità di tassazione, nella decisione impugnata, ha ammesso in deduzione un importo addirittura superiore di fr. 22'000.–, spiegando nella motivazione allegata di essersi fondata su quanto riconosciuto negli anni precedenti.
6. Alla luce di quanto precede, le censure sollevate dal ricorrente non meritano accoglimento e il ricorso va conseguentemente respinto.
Visto l’esito del gravame, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del ricorrente, soccombente.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Le spese processuali consistenti:
a. nella tassa di giustizia di fr. 500.–
b. nelle spese di cancelleria di complessivi fr. 80.–
per un totale di fr. 580.–
sono a carico del ricorrente.
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
-; -; -; -,.
Copia per conoscenza:
municipio di __________.
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario: