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Ticino Camera di diritto tributario 10.08.2000 80.2000.35

10 agosto 2000·Italiano·Ticino·Camera di diritto tributario·HTML·1,545 parole·~8 min·1

Riassunto

Sentenza o decisione senza scheda

Testo integrale

Incarto n. 80.2000.00035

Lugano 10 agosto 2000  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

composta dai giudici:

Alessandro Soldini, presidente, Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi  

segretario:

Fiorenzo Gianinazzi

statuendo sul ricorso del 28 febbraio 2000

in materia di:                   IC/IFD 97/98

presentato da:

__________ __________, __________ __________,   

ritenuto

in fatto ed in diritto

                                   1.   Il 12 luglio 1999 l'Ufficio di tassazione di Lugano-Città notificava ai coniugi __________ ed __________ __________ la tassazione IC/IFD 1997-98, in cui esponeva loro accanto ai redditi dichiarati un reddito d'altra fonte di fr. 160'000.- di media annua, poiché dall'esame del dispendio risultava una mancanza di disponibilità di ca. fr. 125'000.- di media annua.

                                   2.   Il 13 luglio 1999 __________ __________ presentava reclamo contestando l'esposizione di un reddito d'altra fonte.

                                         Dopo un nutrito scambio di corrispondenza, l'Ufficio di tassazione con decisione del 31 gennaio 2000 accoglieva parzialmente il reclamo, riducendo il reddito d'altra fonte da fr. 160'000.- a fr. 150'000.- di media annua.

                                   3.   3.1.

                                         Con il presente, tempestivo ricorso __________ __________ contesta nuovamente l'esposizione del reddito d'altra fonte di fr. 150'000.- da parte dell'Ufficio di tassazione e ne chiede lo stralcio, lamentandosi dei maltrattamenti dell'Ufficio che lo avrebbero costretto a chiudere la ditta.

                                         L'Ufficio di tassazione si riconferma invece nella propria decisione.

                                         3.2.

                                         All'udienza del 3 aprile 2000, il giudice ha assegnato al ricorrente un termine fino al 30 aprile per produrre tutta la documentazione atta a provare afflussi di liquidità negli anni di computo 1995 e 1996.

                                         Dopo aver ricevuto la documentazione da parte del ricorrente, il giudice ha invitato l'Amministrazione federale delle contribuzioni a determinarsi sul ricorso.

                                         Con osservazioni 6 luglio 2000 l'Amministrazione federale delle contribuzioni chiede in via principale la reiezione del ricorso e in via subordinata il suo annullamento con retrocessione degli atti all'Ufficio di tassazione per l'allestimento di una tassazione intermedia.

                                   4.   4.1.

                                         L’art. 130 cpv. 2 LIFD e l’art. 204 cpv. 2 LT 1994 consentono all’autorità di tassazione di procedere ad una tassazione d’ufficio se, nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. In tale sede può tener conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. La legge precisa ancora che l’autorità deve effettuare una «valutazione coscienziosa».

                                         La tassazione d’ufficio sostituisce quella ordinaria, che si fonda su di un esauriente accertamento dei fatti. La valutazione cui procede l’autorità fiscale si basa invece su considerazioni di verosimiglianza, il più possibile vicine alla verità (Zweifel, Die

                                         Sachverhaltsermittlung im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 120 ss.; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 3 ad art. 92 DIFD, p. 163).

                                         4.2.

                                         Il legislatore federale ha definito i presupposti, in presenza dei quali si procede ad una tassazione per apprezzamento, conformandosi alla giurisprudenza del Tribunale federale, che, vigente il Decreto concernente l’imposta federale diretta (DIFD) del 1940, aveva esteso le condizioni previste da quest’ultimo. L’art. 92 cpv. 1 DIFD infatti limitava la possibilità di intraprendere una tassazione d’ufficio ai soli casi in cui il contribuente avesse violato i propri obblighi procedurali («il contribuente non presenta o non completa in tempo utile la sua dichiarazione, se non comparisce a dare informazioni, non ottempera a una domanda di ragguagli, se, benché obbligato a tenere i libri contabili, non li presenta o ne presenta di quelli tanto difettosi da rendere impossibile il calcolo dei fattori imponibili o non produce i documenti giustificativi richiesti»). Il Tribunale federale aveva però chiarito che una tassazione d’ufficio deve poter essere eseguita anche nei casi in cui l’autorità fiscale, alla luce dell’insieme delle circostanze, scopre che i ragguagli forniti dal contribuente non sono sufficienti o che la prova della loro veridicità non è stata fornita (cfr. DTF 106 I b 314; STF II Corte di diritto pubblico del 5 settembre 1984 in re D. Me. cons. 3 a, non pubblicata). Ciò può avvenire anche al termine della procedura d’accertamento, quando non sono chiariti o rimangono incerti i fatti essenziali per la determinazione degli elementi imponibili e quando i dati forniti dal contribuente sono insufficienti, oppure non suffragati o suffragati in modo non convincente da validi documenti probatori (cfr. Rep. 1984 p. 92, cons. 4 a).

                                         Condizione imprescindibile per intraprendere una tassazione per apprezzamento è dunque l’incertezza delle circostanze di fatto, sia che essa sia determinata da una insoddisfacente collaborazione del contribuente sia che abbia un’altra causa, come per esempio l’inosservanza degli obblighi di collaborazione di un terzo obbligato (il datore di lavoro che non compila il certificato di salario). L’autorità di tassazione deve però avere prima esaurito tutti gli strumenti di indagine che potevano condurre ad un accertamento dei fatti (Zweifel, op. cit., p. 129; Känzig/Behnisch, op. cit., n. 9 ad art. 92 DIFD, p. 166).

                                   5.   5.1.

                                         Già nel precedente periodo fiscale IC/IFD 1995-96 il contribuente era stato tassato d'ufficio, poiché il calcolo del dispendio denotava nel periodo di computo una mancanza di liquidità di fr. 88'000.-, senza considerare il fabbisogno per vivere di una famiglia di tre persone dal tenore di vita d'un certo livello, non appena si consideri che nel corso del 1996 __________ __________ aveva immatricolato un'automobile del valore di fr. 100'000.-.

                                         Questa stessa Camera aveva quindi confermato con sentenza del 14 aprile 1998 (CDT __________.__________.__________) la decisione su reclamo dell'Ufficio di tassazione.

                                         5.2.

                                         Analogo problema si presenta anche nel periodo fiscale IC/IFD 1997-98, in cui a fronte di entrate per complessivi fr. 241'604.- vi sono uscite per fr. 493'081.-, secondo il calcolo rettificato in sede di reclamo dall'Ufficio di tassazione.

                                         In occasione dell'udienza del 3 aprile 2000 al ricorrente è stata fatta presente la situazione ed è quindi stato invitato a comprovare tutti gli afflussi di liquidità di cui ha beneficiato negli anni di computo 1995-96, segnatamente prelevamenti e versamenti di ogni tipo da parte della società, come pure donazioni o successioni ricevute da parte di parenti o da terzi negli anni 1995 e 1996.

                                         5.3.

                                         La documentazione prodotta dal ricorrente il 28 aprile 2000 non è concludente e non permette di giungere a conclusione diversa.

                                         Basti rilevare che numerose operazioni elencate nel conteggio prodotto il 28 aprile sono anteriori al periodo di computo e sono quindi, come osserva l'Amministrazione federale delle contribuzioni, senza rilievo per la vertenza in esame.

                                         Altri importi indicati nel conteggio sono invece relative al periodo di computo successivo. Si vedano le tre posizioni indicate dal contribuente sotto la voce, non proprio immediatamente evidente e comprensibile, "__________ __________, debiti della __________ pagato AF".

                                         Di nessuna utilità l'indicazione generica "preso fuori della ditta", senza indicare quale ditta e a quale titolo (utile distribuito, prestito, ecc.), di un importo asserito di ben fr. 293'537,70 nell'ambito del commercio e della locazione di semirimorchi. I sei contratti relativi alla locazione di semirimorchi, prodotti dal contribuente, non permettono in alcun caso di ricostruire l'importo che il ricorrente asserisce d'aver "preso fuori della ditta".

                                         Né si comprende come possa giustificare almeno in parte il dispendio il fascicolo di giustificativi che documenterebbero la posizione debitoria verso la __________ __________.

                                         Analogo discorso vale per il credito in conto corrente che il ricorrente afferma di vantare verso la __________, che sarebbe lievitato dal 1° gennaio 1995 al 1° gennaio 1997 da fr. 164'000.- a fr. 310'050.-. Pur tralasciando la mancanza di riscontri documentali riguardanti la __________, la spiegazione fornita verbalmente dal ricorrente all'udienza appare difficilmente comprensibile. Il credito sarebbe aumentato, poiché il fisco gli avrebbe esposto nel periodo fiscale precedente un reddito aziendale che non avrebbe conseguito e di cui egli si considererebbe pertanto creditore. Non si può comunque dimenticare che se davvero la contabilità della __________ denotasse un aumento del credito del correntista, non si potrebbe non ritenere che vi sia stata un'immissione effettiva di capitali da parte del correntista stesso, a meno che anche la contabilità della __________ manifesti il grado di attendibilità dei dati forniti dal ricorrente.

                                         In simili condizioni questa Camera non può che respingere il ricorso.

                                   6.   Nelle proprie osservazioni l'Amministrazione federale delle contribuzioni avanza l'ipotesi di una tassazione intermedia sin dal marzo 1996 per cessazione dell'attività.

                                         La questione non è litigiosa in questa sede e deve quindi rimanere aperta, ferma restando la facoltà del ricorrente di presentare una domanda di tassazione intermedia per cessazione dell'attività o per mutamento della professione (riservato l'esame dell'elemento qualitativo, quantitativo e temporale), non appena si consideri la documentazione prodotta dal ricorrente relativa all'attività nel campo della vendita e della locazione di semirimorchi.

                                         È comunque appena il caso di rilevare che anche in caso di tassazione intermedia il problema della carenza di liquidità si riproporrebbe in termini analoghi, se non addirittura nei medesimi, di quelli qui esaminati.

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

dichiara e pronuncia

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                   2.   Le spese processuali consistenti:

                                         a. nella tassa di giustizia di                                     fr.   1'500.–

                                         b. nelle spese di cancelleria di complessivi            fr.       80.–

                                         per un totale di                                                         fr.  1'580.–

                                         sono a carico del ricorrente.

                                   3.   Intimazione alle parti.

                                   4.   Per l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il Presidente:                                                        Il Segretario:

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