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Ticino Corte di appello e di revisione penale 15.05.2019 17.2019.5

15 maggio 2019·Italiano·Ticino·Corte di appello e di revisione penale·HTML·14,369 parole·~1h 12min·2

Riassunto

Ripetuta truffa aggravata a danno di studenti sulla validità dei loro titoli di studio. Presupposti del reato di amministrazione infedele qualificata. Correità. Contravvenzione alla LAVS

Testo integrale

__________

Incarto n. 17.2019.3-6

Locarno 15 maggio 2019/cv

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Corte di appello e di revisione penale

composta dai giudici:

Giovanna Roggero-Will, presidente, Chiarella Rei-Ferrari e Matteo Galante

segretaria:

Cristina Maggini, vicecancelliera

sedente per statuire nelle procedure d’appello avviate con annuncio dell’8 e del 12 novembre 2018 e confermate con dichiarazioni d’appello del 28 e del 29 gennaio 2019 da

              e dal  

AP 1 ,   rappr. dall'avv. DI 1, 6901 Lugano       procuratore pubblico PP 1, 6901 Lugano   contro la sentenza emanata il 5 novembre 2018 dalla Corte delle assise criminali nei confronti di:   - AP 1, dati di cui sopra   - IM 1,      rappr. dall’avv.DI 2, 6901 Lugano

esaminati gli atti;

ritenuto che:          A.   Con atto d’accusa 8.8.2018 il procuratore pubblico ha rinviato a giudizio davanti alla Corte delle assise criminali AP 1 e IM 1 ritenendoli autori colpevoli di:

“AP 1 e IM 1 in correità

                                   1.   ripetuta amministrazione infedele qualificata

siccome commessa per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto

per avere,

a __________, __________ ed in altre località della Svizzera e dell’__________,

nel periodo agosto 2013 – dicembre 2017,

agendo in correità fra loro,

nonché in parte in correità con IM 2(contro il quale si procede separatamente),

AP 1 nella sua qualità di direttore generale __________, di amministratore unico della società __________ e successivamente in qualità di organo di fatto della società __________,

AP 1 nella sua qualità di segretaria di __________ e successivamente di organo di fatto della società __________,

obbligati per negozio giuridico e per legge e gestire gli interessi patrimoniali della __________, rispettivamente della __________,

mancando al proprio dovere, danneggiando in tal modo il patrimonio delle due entità e procacciandosi un indebito profitto per un importo equivalente alle operazioni indebite, ovvero pari a complessivi CHF 1'066'588.24,

e meglio per avere,

                                1.1.   nel periodo agosto 2013 – agosto 2016,

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________ e di amministratore unico della __________, con diritto di firma individuale sulle relazioni bancarie e postali delle stesse,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________ con diritto di firma individuale sulle relazioni bancarie e postali della stessa,

ripetutamente ed intenzionalmente violato i loro doveri, compiendo personalmente dalle relazioni no. __________ presso __________, no. __________ presso __________, entrambe intestate a__________, nonché dalla relazione no. __________ intestata a __________ numerosi prelevamenti indebiti a contanti, rispettivamente eseguendo bonifici a loro favore o a favore di terzi per il pagamento di importi da loro personalmente dovuti, per un importo complessivo di CHF 917'043.22,

utilizzando tale importo per scopi personali, estranei all’associazione, segnatamente per saldare debiti personali, per alimentare conti di società e/o associazioni riconducibili allo stesso AP 1,

permettendo con il loro agire che il patrimonio della __________ venisse concretamente danneggiato e procacciandosi in tal modo un indebito profitto per un importo equivalente ai prelevamenti e bonifici indebiti, ovvero pari a CHF 917'043.22;

                                1.2.   nel periodo dicembre 2016 – dicembre 2017,

AP 1 e IM 1 nella loro qualità di organi di fatto e operativi della società __________,

in parte in correità con IM 2, nella sua qualità di socio e gerente della __________ per il periodo 10 gennaio 2017 – 29 maggio 2017,

ripetutamente ed intenzionalmente violato i loro doveri, facendo compiere ai gerenti, in particolare a IM 2, il quale si è disinteressato della gestione della società limitandosi ad eseguire quanto gli veniva richiesto da AP 1 e da IM 1, numerosi prelevamenti indebiti a contanti, rispettivamente dei bonifici indebiti a favore di relazioni intestate ad AP 1, dalle relazioni no. __________ presso __________, no. __________ presso la __________, no. __________ e no. __________ presso __________, tutti intestati a __________, per un importo complessivo di almeno CHF 94'574.94,

utilizzando tale importo per scopi personali, estranei all’associazione, segnatamente per saldare debiti personali, per alimentare conti di società e/o associazioni riconducibili allo stesso AP 1,

permettendo con il loro agire che il patrimonio della __________ venisse concretamente danneggiato e procacciandosi in tal modo un indebito profitto per un importo equivalente ai prelevamenti e bonifici indebiti, ovvero pari a CHF 94'574.94;

                                   2.   ripetuta truffa

aggravata siccome commessa per mestiere data la disponibilità degli imputati ad agire ripetutamente per procurarsi una regolare fonte di reddito,

e meglio per avere,

                                2.1.   a __________ ed in altre imprecise località ______,

nel periodo agosto 2013 – agosto 2016,

AP 1 nella sua qualità di direttore generale della __________ associazione attiva nell’ambito dello sviluppo della cultura a livello internazionale, mediante corsi universitari, Masters e dottorati in convenzioni o in accordi con università a livello internazionale,

IM 1 nella sua qualità di segretaria, responsabile della parte didattica, della gestione dei rapporti con università europee e della richiesta di accreditamento __________, nonché in sostanza organo di fatto unitamente ad AP 1 della stessa,

per procacciare a loro stessi o ad altri un indebito profitto, in particolare per assicurare ad __________, e di riflesso a loro stessi, un’entrata regolare,

ripetutamente e sistematicamente ingannato con astuzia gli studenti iscritti all’__________,

approfittando subdolamente dell’errore in cui tali persone si venivano a trovare a seguito delle false affermazioni o per aver loro sottaciuto cose vere, così da indurli ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio,

configurandosi l’inganno astuto:

                                     -   nel far credere che __________ era un istituto universitario, indicando chiaramente nel sito internet, in cui era leggibili: “__________ è un’Università di diritto svizzero”, ben sapendo che in realtà la stessa non aveva ottenuto il necessario accreditamento;

                                     -   nel continuare ad utilizzare il nome “Istituto privato Universitario Svizzero” anche dopo essere stati informati di non aver ottenuto l’accreditamento istituzionale nell’ambito degli istituti universitari svizzeri;

                                     -   nel far credere, contrariamente al vero, che al termine degli studi sarebbe stato rilasciato da __________ un diploma da un istituto accreditato nella Confederazione e sottoposto alla legislazione elvetica, quindi con garanzia di validità in Svizzera, mentre in realtà __________ non ha mai ottenuto un accreditamento istituzionale ai sensi della Legge universitaria cantonale;

                                     -   nel far credere che, contrariamene al vero, in virtù di accordi che in realtà si sono avverati essere mere lettere d’intenti o sono stati annullati in quanto non rispettati da __________ stessa, gli studenti avrebbero ottenuto anche un titolo di “Bachelor’s Degree o di Master’s Degree riconosciuto e abilitante alla professione nel paese di origine”;

                                     -   nel far credere che l’eventuale titolo di bachelor conseguito presso un’università _______ o ________ rappresentava una condizione sufficiente per l’abilitazione all’esercizio della professione sia in Svizzera che in __________, ciò che non corrispondeva alla realtà, come d’altronde chiaramente indicato anche nel rapporto AAQ (Agenzia svizzera di accreditamento e di garanzia della qualità) del 21 novembre 2014;

                                     -   nel rassicurare gli studenti, quando hanno manifestato dubbi o perplessità, con lettere o scritti e-mail, circa l’effettiva esistenza di un accordo con l’Università __________ di __________ (di seguito __________), in realtà revocato a seguito dell’inadempienza della stessa __________;

inducendo in tal modo gli studenti, con inganno, ad atti pregiudizievoli al loro patrimonio e meglio a versare a favore di __________ la quota annuale di Euro 9'500.00 (Euro 8'500.00 senza il rimborso delle spese di trasferta),

considerato che la maggior parte degli stessi non è mai stata immatricolata presso un istituto estero, segnatamente __________ a __________, rispettivamente che non hanno ottenuto alcun titolo di studio, non avendo __________ alcun accordo in essere al momento del fallimento,

ritenuto che dal 2013 __________ ha incassato rette per complessivi CHF 7'315'616.07 (comprensivi dei rimborsi già effettuati, pari a CHF 105'000.90), rispettivamente dalla revoca dell’accordo con __________, avvenuta in data 16 settembre 2015, __________ ha incassato rette per complessivi CHF 2'689'076.76 (comprensivi dei rimborsi già effettuati, pari a CHF 51'529.53);

                                2.2.   a __________, __________ ed in altre imprecisate località,

nel periodo maggio 2017 – settembre 2017,

ingannato con astuzia i dipendenti della __________, dando indicazioni non veritiere e presentando documentazione annullata, segnatamente dei contratti di lavoro attestanti un salario superiore a quello percepito,

inducendoli in tal modo ad erogare, per infortunio, prestazioni in denaro per complessivi CHF 17'664.05 a favore di AP 1 e CHF 10'440.90 a favore di IM 1 a titolo di indennità giornaliere,

arrecando all’ente assicurativo un danno patrimoniale di almeno CHF 4'411.32 per quanto concerne AP 1 e di CHF 4'895.30 per quanto concerne IM 1;

e meglio per avere,

dopo essere rimasti vittime di un incidente stradale in compagnia di PC 1 ePC 2,

annunciato l’infortunio alla __________, affermando di essere dipendenti della __________ e di percepire, contrariamente al vero, AP 1 uno stipendio lordo di CHF 8'500.00 e IM 1 uno stipendio lordo di CHF 8'000.00, mentre in realtà a quel momento il loro stipendio, come da contratto, era pari a CHF 6'000.00 lordi,

inducendoli in tal modo ad erogare, per tale infortunio, indennità non dovute per un importo complessivo di almeno CHF 9'306.62;

                                   3.   bancarotta fraudolenta e frode nel pignoramento

per avere,

a __________ ed in altre località __________,

nel periodo agosto 2013 – agosto 2016.

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________, nonché di organo di fatto della stessa,

entrambi con diritto di firma individuale sulle relazioni no. __________ presso __________ e no. __________ presso __________, intestate a __________,

ripetutamente diminuito fittiziamente, in danno dei creditori, l’attivo dell’associazione, distraendo valori patrimoniali di spettanza di quest’ultima,

e meglio per avere,

distratto beni provento dell’attività e pertanto di spettanza dell’associazione stessa, per un valore complessivo di almeno CHF 917'043.22, pari all’importo prelevato a contanti per il quale non è stato possibile accertare il destino, rispettivamente pari all’importo dei bonifici effettuati a proprio favore da AP 1 e/o IM 1 e non nell’interesse dell’associazione,

diminuendone fittiziamente gli attivi in danno dei creditori e cagionando in tal modo procedure esecutive per un importo complessivo di CHF 187'197.40, ritenuto che l’associazione è stata poi dichiarata fallita con decreto della Pretura del distretto di __________ del 1° settembre 2016,

considerato che, nonostante la sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivo e la susseguente assenza di diffide ai creditori per insinuare i propri crediti, successivamente sono stati spontaneamente insinuati crediti per un importo complessivo di CHF 810'848.00;

ALTERNATIVAMENTE

                                   3.   ripetuta cattiva gestione

per avere,

nel periodo dicembre 2012 – agosto 2016,

a __________ ed in altre località __________,

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________, nonché di organo di fatto della stessa,

a causa di cattiva gestione, in particolare a causa di un’insufficiente dotazione di capitale, rispettivamente di una grave negligenza nell’amministrazione dei suoi beni,

cagionato o aggravato l’eccessivo indebitamento, rispettivamente l’insolvenza o aggravato la situazione conoscendo l’insolvenza della __________ con sede a __________, poi dichiarata fallita,

e meglio per avere,

nelle menzionate circostanze di tempo e di luogo,

omettendo di dotare la società sin dall’inizio di un sufficiente capitale e successivamente distraendo beni provento dell’attività, utilizzando gli importi per scopi personali, estranei all’associazione,

cagionato, rispettivamente aggravato l’eccessivo indebitamento e l’insolvenza della __________, conoscendone la relativa situazione,

ritenuto che la società è stata dichiarata fallita a far tempo dal 1° settembre 2016 con decreto della Pretura del distretto di __________ del 1° settembre 2016 e che in quel momento la stessa aveva esecuzioni in corso per un importo complessivo di CHF 187'197.40,

considerato che, nonostante la sospensione della procedura di fallimento per mancanza di attivo e la susseguente assenza di diffide ai creditori per insinuare i propri crediti, successivamente sono stati spontaneamente insinuati crediti per un importo complessivo di CHF 810'848.00;

                                   4.   omissione della contabilità

per avere,

nel periodo 2013 – agosto 2016,

a __________ ed in altre località __________,

AP 1 nella sua qualità di Direttore generale della __________,

IM 1 nella sua qualità di segretaria della __________, nonché di organo di fatto della stessa,

associazione dichiarata fallita dalla Pretura __________ in data 1° settembre 2016, ragione radiata d’ufficio in data 6 ottobre 2017,

omesso di tenere regolarmente e conservare i libri di commercio e di allestire i bilanci, violando in tal modo il dovere imposto dalla legge ed impedendo così di rilevare la situazione patrimoniale dell’associazione,

e meglio, per avere

omesso di allestire o far allestire il bilancio e il conto economico dell’associazione __________ per gli anni contabili 2013, 2014, 2015 e 2016 fino al giorno del fallimento;

AP 1, singolarmente

                                   5.   ripetuta appropriazione indebita d’imposta alla fonte

per avere,

nel periodo gennaio 2015 – dicembre 2015,

a __________ ed in altre località __________,

nella sua qualità di direttore generale __________ ed in quanto tale tenuto a trattenere l’imposta alla fonte sugli stipendi dei dipendenti non domiciliati in Svizzera della società, ripetutamente impiegato a proprio profitto o di terzi la ritenuta d’imposta concernente l’anno 2012,

omettendo di riversare gli importi dedottiPC 3,

per un ammontare complessivo di CHF 66'554.90, come da diffida e accordo di dilazione di pagamento del 12 aprile 2017,

considerato che ad oggi è stato versato unicamente un importo di CHF 4'553.90;

                                   6.   infrazione alla LF sugli stranieri (inganno nei confronti delle autorità)

per avere,

il 31 gennaio 2013,

a __________,

fornendo dati falsi in merito ai suoi precedenti penali, e meglio dichiarando, in occasione della compilazione del formulario “Autocertificazione precedenti penali per cittadini UE-AELS e di Stati terzi dove non vige l’obbligo della presentazione del certificato penale”, di non essere mai stato condannato e di non avere procedimenti penali in corso, nonostante la condanna da lui subita in __________ come da Sentenza della __________ del 7 gennaio 2013 (a conferma della sentenza emessa in data 6 dicembre 2011 dal __________), divenuta irrevocabile il 12 aprile 2013,

ingannato l’autorità incaricata del rilascio del permesso, ottenendo in tal modo il rilascio del permesso di dimora in territorio svizzero;

                                   7.   contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti

per avere,

a far tempo dal 7 aprile 2016,

a __________,

omesso di compilare e presentare alla PC 4presso la quale era affiliato in qualità di datore di lavoro, la distinta salari, riferita all’anno 2015, dei dipendenti della società __________;

IM 1, singolarmente

                                   8.   infrazione alla LF sugli stranieri (inganno nei confronti delle autorità)

per avere, il 31 gennaio 2013, a __________, fornendo dati falsi in merito ai suoi precedenti penali, e meglio dichiarando, in occasione della compilazione del formulario “Autocertificazione precedenti penali per cittadini UE-AELS e di Stati terzi dove non vige l’obbligo della presentazione del certificato penale”, di non essere mai stata condannata e di non avere procedimenti penali in corso, nonostante la condanna pronunciata nei suoi confronti come da Sentenza della __________ del  30 ottobre 2012 (a conferma della sentenza del 2 maggio 2011 emessa dal __________) per il reato di truffa, divenuta irrevocabile il 26 febbraio 2013, ingannato l’autorità incaricata del rilascio del permesso, ottenendo in tal modo il rilascio del permesso di dimora in territorio svizzero.”

                                  B.   Esperito il dibattimento, con sentenza 5.11.2018 (motivazione scritta intimata l’8.1.2019), la Corte delle assise criminali ha dichiarato:

                                    i.   AP 1 autore colpevole di amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________), ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________ e della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della contabilità, ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte, infrazione alla LF sugli stranieri e contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti, prosciogliendolo, invece, dai reati di ripetuta amministrazione infedele qualificata (ai danni di ______, punto 1.1 dell’AA, e di __________ limitatamente a fr. 15'668.96, punto 1.2 dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente all’aggravante del mestiere, punto 2.2 dell’AA).

Lo ha, pertanto, condannato:

-     alla pena detentiva di 26 (ventisei) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto;

-     al pagamento di una multa di fr. 500.-;

-     a versare (in solido con IM 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9 del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione delle spese legali da essi sostenute;

-     a versare PC 3 fr. 62'000. - a titolo di risarcimento danni;

-     al pagamento di tasse e spese in ragione di 3/6 pari a fr. 16'277.35;

-     a versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno, fr. 27'120.10 per le spese anticipate per la sua difesa;

                                   ii.   IM 1 autrice colpevole di ripetuta truffa in parte aggravata (ai danni degli studenti di __________ e della __________), ripetuta cattiva gestione, ripetuta omissione della contabilità e infrazione alla LF sugli stranieri, prosciogliendola, invece, dai reati di ripetuta amministrazione infedele qualificata (ai danni di __________ e __________, punto 1 dell’AA) e di ripetuta truffa aggravata (limitatamente all’aggravante del mestiere, punto 2.2 dell’AA).

L’ha, pertanto, condannata:

-     alla pena detentiva di 20 (venti) mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, condizionalmente sospesa per un periodo di prova di 3 (tre) anni;

-     a versare (in solido con AP 1) agli studenti di __________ indicati al punto 9 del dispositivo gli importi in esso stabiliti a valere quale partecipazione delle spese legali da essi sostenute;

-     al pagamento di tasse e spese in ragione di 2/6 pari a fr. 10'851.57;

-     a versare allo Stato, non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno, fr. 27'729.30 per le spese anticipate per la sua difesa.

                                  iii.   La Corte di primo grado ha, inoltre:

-      rinviato gli studenti di __________ al competente foro civile per le loro pretese non contemplate al punto 9 del dispositivo;

-      respinto le pretese di risarcimento di PC 5(rettore di __________), PC 6, PC 1, PC 7(docente presso __________ e PC 2 (già gerente __________);

-      respinto le istanze d’indennizzo ex art. 429 CPP presentate dagli imputati.

                                  C.   Contro la sentenza della Corte delle assise criminali, il procuratore pubblico e AP 1 hanno tempestivamente annunciato di voler interporre appello e, dopo avere ricevuto la motivazione scritta della pronuncia, hanno confermato tale volontà con dichiarazione 28, rispettivamente 29 gennaio 2019 in cui:

                                    i.   il procuratore pubblico ha precisato di chiedere che gli imputati, vengano riconosciuti autori colpevoli - oltre che dei reati per cui sono stati condannati in prima istanza - anche per quello di amministrazione infedele aggravata di cui al punto 1.1. dell’AA (ai danni di __________) con conseguente condanna, per AP 1, alla pena detentiva di 3 anni e 6 mesi e, per IM 1, alla pena detentiva di 30 mesi di cui 6 da espiare e 24 sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni. Tasse e spese a carico degli imputati;

                                   ii.   AP 1 ha precisato di chiedere il suo proscioglimento dalle imputazioni di amministrazione infedele ai danni di __________, di ripetuta truffa (ai danni degli studenti di ______ e della __________), di ripetuta cattiva gestione, di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte e di contravvenzione alla LF sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti con conseguente riduzione della pena (che deve essere posta interamente al beneficio della sospensione condizionale), la reiezione di qualsiasi istanza d’indennizzo degli AP, il riconoscimento a suo favore di un indennizzo per la riparazione del torto morale e l’accollo di tasse e spese allo Stato.

                                  D.   Non impugnati, i dispositivi n 1.4, 1.6., 2, 2.1, 2.1.1, 2.1.2, 2.2, 2.3, 2.4, 3.2, 4.2, 8, 11, 12, 13, 14, 14.1, 14.2, 15, 15.1, 15.2, 16, 18, 20, 20.1, 20.2, 21, 21.1, 21.2, 21.3, 22 e 23 sono passati in giudicato.

                                  E.   Il pubblico dibattimento si è tenuto il 30 aprile 2019.

A conclusione dei loro interventi:

                                         -     il procuratore pubblico ha chiesto l’accoglimento del suo appello, la reiezione dell’appello dell’imputato, la condanna di AP 1 alla pena detentiva di 3 anni e 10 mesi da espiare nonché alla multa di fr. 500.- e di IM 1 alla pena detentiva di 30 mesi, rimettendosi alla Corte per il tema della sua parziale sospensione condizionale alla quale non si è opposto;

-      il difensore di IM 1 ha chiesto, in via principale, la reiezione dell’appello della PP e la conferma della sentenza di primo grado e, in via subordinata, che la pena detentiva comminata sia contenuta in 24 mesi e interamente sospesa condizionalmente. Si è rimessa alla Corte per la durata del periodo di prova;

                                         -     il difensore di AP 1 ha chiesto che il suo assistito venga prosciolto dai reati di ripetuta truffa aggravata ai danni degli studenti di __________, di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________ e di __________ nonché di cattiva gestione. Si è, invece, rimesso alla Corte per quanto concerne i reati di truffa ai danni di __________, di ripetuta appropriazione indebita di imposte alla fonte e di contravvenzione alla LF per la vecchiaia e per i superstiti. Ha, poi, chiesto che la pena venga massicciamente ridotta e, in ogni caso, posta al beneficio della sospensione condizionale e la reiezione di qualsiasi pretesa degli AP. Infine, ha postulato l’accoglimento dell’istanza d’indennizzo per il torto morale (a causa dell’ingiusta carcerazione) in ragione di fr. 50'000.

Considerato

in fatto e in diritto:

vita degli imputati e precedenti penali

AP 1

                               1.1.   Sulla vita dell’imputato si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il considerando 5 (pag. 43-47) della sentenza impugnata al quale si rinvia.

Al riguardo, è necessario sottolineare che nemmeno raccontando della sua vita l’imputato è stato credibile.

Al dibattimento d’appello, contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni, ha sostanzialmente preteso di avere svolto un’attività in proprio di investigatore privato per una quindicina d’anni  e di avere, poi, lavorato, per una decina d’anni, come “volontario” per asserite associazioni benefiche che gli avrebbero “pagato le spese”  - non limitate (come è di norma per i volontari) alle spese incorse per l’attività prestata a favore delle (qui fantomatiche) associazioni benefiche - ma estese, in sostanza, a tutte le sue necessità (pagamento del canone di locazione dell’appartamento in cui abitava, del vitto, dell’abbigliamento, ecc….; insomma, tutto quanto necessario al suo mantenimento).

Le associazioni “benefiche” per cui AP 1 avrebbe “lavorato come volontario a tempo pieno” per circa una decina d’anni e che gli avrebbero dato di che vivere sarebbero due: da un lato, l’associazione __________ (di cui ha, peraltro, detto di essere stato il presidente e factotum; cfr. VI PP 11.12.2017, pag. 8, AI 30 inc. MP __________) e, dall’altro, il __________.

Anche volendo dimenticare che in inchiesta aveva detto di avere fatto volontariato con la “__________” (VI PP 25.8.2016 pag. 2, AI 41), basta l’indicazione delle due associazioni a generare più di una perplessità: da un lato, l’__________ - come, peraltro, ben indica il suo nome - è stata dallo stesso AP 1 in inchiesta indicata come un’associazione che si occupa di esoterismo (tema che ha ben poche attinenze con la beneficenza); dall’altro, la denominazione “__________” identifica lo scopo dell’associazione in questione che, pure, con la beneficenza nulla hanno a che fare.

Le perplessità aumentano se, poi, si considera che AP 1 ha detto che, per entrambe queste associazioni, egli si occupava di accompagnare persone handicappate in __________: in sostanza, per una decina d’anni egli avrebbe girato costantemente l’__________ per portare in Vaticano frotte di handicappati che avrebbero dovuto partecipare a udienze con il Papa (evidentemente, pure impegnato a tempo pieno in quest’attività).

Del tutto nebuloso (e non poteva essere altrimenti) è rimasto il tema di come (cioè, con quali soldi) queste due associazioni abbiano potuto mantenere AP 1 (pagando i costi di tutte le sue necessità). E il fatto che di almeno una di esse AP 1 ha detto di essere stato, in sostanza, il deus ex machina, aggiunge spessore alla nebbia. Navigando in questo grigiore, non si può che concludere che nebulosa è rimasta la vita di AP 1 (almeno) nella decina d’anni che hanno preceduto il suo arrivo in Svizzera: in parole povere, difficile è dire come egli si sia guadagnato da vivere nei 10 anni precedenti il suo trasferimento in Svizzera (e questo, volendo abbonargli gli anni di asserita attività da investigatore privato).

È vero che egli ha detto anche di avere lavorato come giornalista per delle “testate giornalistiche”. Ma anche queste si sono, poi, rivelate essere delle sostanziali bufale o, nel migliore dei casi, delle mistificazioni. Richiesto di precisare per quali testate giornalistiche, AP 1, infatti, si è limitato a dire di avere lavorato, da un lato, ad una specie di bollettino destinato ai (circa 300) soci dell’__________. A questo ha, poi, aggiunto di avere, per un periodo imprecisato, lavorato (sembrerebbe come free-lance) per __________ (attività cui non ha mai, sin qui, fatto cenno) e di avere gestito “la testata giornalistica” della __________ di __________ di cui sarebbe stato il presidente e da cui “non era stipendiato” ma riceveva “un appannaggio di 700 Euro al mese”) mentre in inchiesta, aveva detto di avere gestito la __________ di __________, senza mai nemmeno nominare la __________.

Quindi, molto fumo ma poco arrosto.

Così come molto fumo è stato quello buttato sulla sua formazione professionale: AP 1 ha dichiarato di avere frequentato dei corsi in tecniche investigative in una scuola di __________ che gli avrebbe rilasciato un certificato di capacità (verb. dib. d’appello, pag. 3); durante l’inchiesta, ha detto di avere studiato giornalismo a __________ (VI PP 25.8.2016, pag. 2, AI 41), poi ha ridimensionato i suoi studi negli Stati Uniti ad una formazione seguita per corrispondenza (qualche riga dopo), formazione che non ha fatto, però, più alcuna apparizione al dibattimento d’appello.

AP 1 è, quindi, apparso alla Corte come un affabulatore, capace, in altri contesti, di vendere lucciole per lanterne, abile nello stravolgere il senso delle cose e delle parole attribuendovi significati tutti suoi e mutevoli a seconda delle circostanze e necessità.

                               1.2.   In Svizzera AP 1 è incensurato (doc. TPC 11).

                               1.3.   In __________ l’imputato è stato oggetto di tre condanne (doc. TPC 23):

-     per il reato di omessa tenuta delle scritture contabili alla pena di 2 mesi e 20 giorni di reclusione sospesa condizionalmente (sentenza 5.3.1993 della Pretura di __________);

-     per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare continuata (fatti avvenuti dal 1.6.2001 al 30.4.2002 a __________) alla pena di 1 mese di reclusione sospesa condizionalmente e al pagamento di una multa di Euro 150. – (sentenza 15.6.2005 del Tribunale di __________);

-     per il reato di falsità in scrittura privata continuata (fatti avvenuti a __________ dal 4.4.2007) alla pena di 1 anno di reclusione (sentenza 7.1.2013 della Corte di appello __________), reato depenalizzato/abrogato.

IM 1

                               2.1.   Sulla vita dell’imputata si richiama, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, il considerando 6 (pag. 47-50) della sentenza impugnata al quale si rinvia.

                               2.2.   In Svizzera IM 1 è incensurata (doc. TPC 11).

                               2.3.   In __________ l’imputata è stata oggetto di:

-     una condanna per il reato di truffa continuata (fatti commessi a __________ nel periodo marzo 2004/luglio 2008) a 2 anni e 2 mesi di reclusione e al pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza 30.10.2012 della Corte di appello di __________): pena condonata l’11.11.2015 in virtù dell’indulto (doc. TPC 22);

-     una condanna per il reato di appropriazione indebita alla pena di un anno di reclusione e al pagamento di una multa di Euro 600. - (sentenza 24.10.2014 del Tribunale di __________, AI 93 allegato doc. 1 inc. MP __________) che è stata annullata per intervenuta prescrizione (sentenza 29.6.2018 della Corte di appello di __________).

avvio dell’inchiesta e circostanze dell’arresto

                                   3.   L’inchiesta ha preso inizio a seguito della denuncia presentata nei confronti degli imputati da parte di diversi studenti e di alcuni dipendenti di __________. Gli studenti lamentavano, in sostanza, di essere stati ingannati sulla possibilità di ottenere una laurea valida sia in Svizzera che in Europa. I dipendenti si lagnavano, più in generale, di una malagestione in seno all’istituto. La denuncia di ex soci e partner in affari di __________ (società con sede nel canton __________ dove gli imputati hanno, in sostanza, continuato l’attività in precedenza attuata con __________ e interrotta dall’intervento delle autorità) ha, poi, dato avvio a una seconda inchiesta.

In applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, si rinvia, per la descrizione delle circostanze dell’arresto degli imputati, ai consid. 7 e 8 (pag. 50-52) della sentenza di primo grado. Per quanto qui d’interesse, va rilevato che AP 1 e IM 1 sono stati arrestati dopo l’apertura del procedimento penale aperto a loro carico concernente la società __________ cioè quando nei loro confronti era già pendente da oltre un anno e mezzo il procedimento riguardante la __________

__________, __________, __________ e i ruoli degli imputati

                                   4.   Dai due rapporti di ricostruzione finanziaria della polizia giudiziaria sezione reati economico-finanziari (AI 183 inc. MP __________ e AI 260 inc. MP __________) emerge quanto segue.

                                   a.   L’associazione __________ - __________ è nata dal cambio di nome, sede e scopo sociale del __________ avvenuto il 21.12.2012, data dalla quale AP 1 è stato iscritto a RC quale direttore generale con firma individuale, __________ quale presidente con firma individuale e __________ quale segretario generale con firma individuale.

L’istituto aveva quale scopo quello di “svolgere corsi universitari, Masters e dottorati in convenzioni o in accordi con Università a livello internazionale” ma, in un primo tempo, veniva indicato che non poteva rilasciare “direttamente diplomi di lauree” (cfr. scopo sociale a RC in AI 183, pag. 5, inc. MP __________); salvo poi - sei mesi più tardi proporsi come un istituto universitario a tutti gli effetti (cfr. modifica 1.8.2013 a RC secondo cui “L’istituto potrà rilasciare direttamente diplomi di lauree”, AI 183, pag. 6, inc. MP ____________________).

Va, qui, annotato che al dibattimento d’appello l’imputato, dopo aver definito “uno sbaglio” l’indicazione sul sito secondo cui ______ era un’università e rilasciava titoli universitari, riguardo alla suddetta modifica a RC ha reso, nello spazio di qualche minuto, due versioni diverse. Prima ha sostenuto che la modifica era stata fatta su consiglio del rettore __________ e dell’allora avvocato di __________ Poi, poco dopo, ha detto che la modifica era avvenuta su pressione di __________ (con cui __________ aveva concluso un accordo) che, per ottemperare alle leggi vigenti in __________, ha, in sostanza, preteso che __________ dichiarasse il falso spacciandosi per un’università (verb. dib. d’appello, pag. 3-4). AP 1 ha, poi, aggiunto a questa seconda versione che, in fondo, si era trattato soltanto di anticipare quel che il signor __________ del DECS aveva loro promesso (e meglio, l’accreditamento di __________ e il suo riconoscimento di istituto universitario).

                               a.1.   È opportuno, a questo punto, riferire delle vicissitudini di __________ nell’ambito della procedura di accreditamento (accreditamento che, val la pena ricordarlo già sin d’ora, l’istituto non ha mai ottenuto).

                                    i.   Dalla cronologia prodotta dalla Divisione cultura e studi universitari (cfr. AI 3.1 inc. MP __________) risulta che il 6.9.2013 __________, per il tramite del suo rappresentante legale, avv. __________, ha chiesto l’autorizzazione alla denominazione universitaria. Gli atti attestano, poi, un incontro tra le parti avvenuto il 5.12.2013 (al quale, per __________, hanno partecipato AP 1, __________ __________ e l’avv. __________), durante il quale:

i rappresentanti di __________ hanno spiegato, da un lato che i 78 studenti in infermieristica e fisioterapia non erano immatricolati presso l’istituto ma presso università in __________ e __________, d’altro lato che, a quel momento, l’istituto (non avendo propri studenti immatricolati) non rilasciava alcun titolo agli studenti i quali ne avrebbero ricevuto uno solo dalle rispettive università presso cui erano immatricolati. I rappresentanti di __________ hanno, però, manifestato l’intenzione, per il futuro, di immatricolare studenti e rilasciare titoli universitari (cfr. email 6.12.2013 da __________ della __________ a __________ e all’avv. __________, AI 3.1 inc. MP __________);

-      i funzionari della __________, sulla base di queste informazioni, hanno spiegato ai rappresentanti di ______ che, poiché l’istituto non rilasciava titoli accademici, non necessitava dell’autorizzazione per l’utilizzo della denominazione universitaria precisando, tuttavia, che, se fosse entrata in vigore la modifica della legge vigente in materia che, a quel momento, era in discussione in parlamento, sarebbe stato necessario avviare una procedura di accreditamento federale per poter utilizzare tale denominazione. E questo anche nel caso in cui l’istituto non avesse rilasciato direttamente dei titoli accademici (cfr. email citata).

                                   ii.   Con scritto 30.5.2014 (in AI 3.1 inc. MP __________) il DECS ha informato __________ che la modifica di legge prospettata dalla DCSU nell’incontro del 5.12.2013 era, effettivamente, entrata in vigore il 1° marzo 2014 e che, alle procedure pendenti, si applicava il nuovo diritto, con il che, la precedente richiesta di __________ per l’autorizzazione alla denominazione universitaria, doveva essere adeguata alla nuova normativa (entro il 31.7.2014). Ha, inoltre, segnalato la possibilità di richiedere un’autorizzazione provvisoria alla denominazione universitaria per una durata massima di 2 anni, condizionata all’ottenimento di un attestato che certificasse: da un lato, che la domanda di accreditamento avesse superato l’esame preliminare da parte dell’OAQ (cioè dell’organo federale per l’accreditamento e la qualità delle istituzioni universitarie svizzere) e, d’altro lato, che la procedura ordinaria di accreditamento fosse stata avviata.

                                  iii.   A ricezione della domanda di autorizzazione provvisoria di __________, il DECS ha ribadito a quest’ultimo che, per poter entrare nel merito della medesima, necessitava della conferma dell’OAQ in merito al superamento dell’esame preliminare e all’avvio della procedura ordinaria di accreditamento (cfr. scritto 8.8.2014 del DECS a __________ in AI 3.1 inc__________).

                                  iv.   Dagli atti emerge che __________ non ha, mai, superato lo scoglio dell’esame preliminare.

L’OAQ, con rapporto 21.11.2014, ha, infatti, giudicato __________:

“non conforme all’insieme delle condizioni enumerate all’art. 16 cpv. 3 delle Direttive per l’accreditamento per il superamento dell’esame preliminare”

(cfr. rapporto citato, pag. 12, in AI 3.1 inc. MP __________).

Il rapporto ha messo in luce:

-      la mancata regolamentazione dei requisiti per l’ammissione degli studenti,

-      la mancanza di qualsiasi evidenza, per gli studenti iscritti, dei titoli di studio in loro possesso,

-      l’insufficiente offerta formativa effettivamente attivata (che non ottemperava al requisito di interdisciplinarietà),

-      l’insufficiente dotazione di personale sia amministrativo che docente per poter proporre una propria attività di insegnamento e ricerca,

-      la mancanza di un’offerta regolare dei cicli di studi, posto che l’unico dato “solido” era costituito dagli studenti iscritti al bachelor in fisioterapia,

-      il mancato conferimento di dottorati,

-      il fatto che __________ non rispettava le direttive di Bologna e le raccomandazioni della Conferenza dei rettori delle università svizzere (già solo perché non rilasciava titoli di studio).

Il rapporto ha, poi, evidenziato problemi legati alle risorse di personale, ai locali e ai mezzi finanziari per garantire l’esercizio dell’attività:

“L’incertezza sull’assunzione di proprio staff permanente, sui locali a disposizione per un’attività in crescita continua, così come i dati finanziari ancora da consolidare, pongono dubbi sulla sostenibilità dell’attività dell’istituzione richiedente, se l’attività prevede effettivamente insegnamento e ricerca universitari ai sensi delle Direttive per l’accreditamento” (rapporto citato, pag. 11, in AI 3.1 MP __________).

L’OAQ ha, quindi, concluso che __________, così come strutturata, non era, in realtà, un’università perché si limitava a mettere a disposizione degli studenti “locali, gestione, amministrazione […] ed una rete di docenti e strutture del settore socio-sanitario dislocati sul territorio _____, fungendo da campus distaccato di università europee”, tanto che a rilasciare i titoli di studio erano, solo, le università estere convenzionate. E quello che offriva era, semplicemente, “la possibilità di una formazione parzialmente a distanza, con l’obbligo di frequenza dei moduli tecnici nella sede di __________, concentrata in certi periodi dell’anno, consentendo, ad esempio, di conciliare studio e lavoro o di minimizzare le spese di vitto e alloggio a __________” (rapporto citato, pag. 11).

                                   v.   A seguito della richiesta di rinnovo della domanda di accreditamento da parte di __________ il 15.7.2015, l’agenzia svizzera di accreditamento e garanzia della qualità (AAQ) ha, nella sostanza evidenziato le medesime criticità di cui al rapporto 21.11.2014 dell’OAQ, giungendo alla conclusione che

“l’esito dell’esame preliminare quale prima tappa verso un accreditamento istituzionale nel settore universitario risulta complessivamente negativo” (rapporto citato, pag. 14, in AI 3.1 inc. MP __________).

                                  vi.   In questo contesto va ricordato che, con sentenza 2.11.2017 della pretura penale (nel frattempo passata in giudicato), AP 1 è stato condannato al pagamento della multa di fr. 10'000. - per violazione della LF sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario svizzero e della legge sull’università della Svizzera italiana e sugli istituti di ricerca (cfr. doc. 76 e 81 TPC).

                               a.2.   La successiva modifica 4.12.2015 a RC dello scopo e della ragione sociale, a seguito della quale è sparito il termine “università” e l’istituto, oltre a denominarsi semplicemente __________, ha modificato la dicitura del titolo rilasciato (non più “diplomi di lauree” bensì “diplomi di studio”), è la conseguenza dell’intervento del DECS. Il dipartimento, dopo aver appreso che il Consiglio svizzero di accreditamento aveva deciso in via definitiva di respingere la (seconda) domanda di __________ per l’ottenimento dell’accreditamento quale istituzione universitaria, aveva, infatti, ripetutamente sollecitato l’associazione “in maniera categorica e ultimativa” ad adeguare “la denominazione” in “tutte le comunicazioni visibili o destinate al pubblico a quanto prescritto dalla Legge sull’Università della Svizzera italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e sugli istituti di ricerca” (cfr. email 12.10.2015 ore 15:39, 12.10.2015 ore 17:11 e 13.10.2015 ore 15:40 del DECS a __________, allegate a AI 3.1).

                               a.3.   Di fatto, a gestire l’istituto, erano AP 1 e IM 1. La circostanza emerge chiaramente dagli atti ed è, peraltro, stata ammessa dagli imputati (cfr. VI PP AP 1 25.8.2016, pag. 4 righe 7-8, AI 41 inc. MP __________; VI PP IM 1 25.8.2016, pag. 8, righe 39-40, AI 40, inc. MP __________).

                                  b.   __________, con sede a __________:

-      è stata costituita da __________ e __________ il 15.10.2010;

-      il 29.11.2016 la sede è stata trasferita nel canton __________ e, a quel momento, IM 2 e IM 3 sono diventati soci gerenti con 10 quote ciascuno, il primo con firma individuale e il secondo collettiva a due. Entrambi detenevano le quote a titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________ (cfr. allegato doc. 1 a VI PP 14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. __________);

-      il 13.1.2017 IM 3 è uscito dalla società cedendo le sue 10 quote IM 2 (il quale, a quel punto, deteneva le 20 quote a titolo fiduciario per conto di AP 1 e __________, cfr. allegato doc. 2 a VI PP 14.12.2017 IM 2, AI 47 inc. MP __________);

-      il 19.5.2017 anche IM 2 è uscito dalla società cedendo le sue quote alla __________ con sede __________ (detenuta al 51% da AP 1 e al 49% da __________, cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 5, AI 30 inc. MP __________). Contestualmente, PC 2 è diventato gerente con firma individuale, per poi dimettersi il 2.10.2017, quando la sua funzione è stata assunta da IM 1.

In concreto, nonostante il susseguirsi di persone con diritto di firma per la società, la sua gestione di fatto è avvenuta, in massima parte, ad opera degli imputati (che, formalmente, figuravano quali dipendenti).

La società si voleva attiva nell’ambito della formazione superiore, universitaria e postuniversitaria (cfr., scopo sociale a RC, AI 260, pag. 6 inc. MP __________). Per quanto qui d’interesse, va detto che, in pratica, gli imputati hanno continuato la precedente attività svolta con ______ presso la __________ (cfr. ordine di perquisizione e sequestro 6.12.2017 in cui si legge che “presso tale società/istituto risultano iscritti prevalentemente studenti _________, i quali seguono i corsi (prevalentemente di fisioterapia) per via elettronica e, un mese all’anno circa, si recano nel canton __________ per sostenere degli esami”, allegato a AI 34 inc. MP __________).

                                   c.   La __________ è nata il 17.1.2013 dal cambio di nome, scopo sociale, organi e sede della __________. Organo formale della società era __________, iscritto a RC quale AU con firma individuale. AP 1, oltre a esserne azionista (cfr. VI PP 25.8.2016 AP 1, pag. 4, AI 41 inc. MP ______), figurava (dal 1.2.2013) quale procuratore con firma individuale, anche se, in concreto, egli ha, sempre, agito quale organo di fatto (cfr. VI PP 7.10.2016 AP 1: “__________ […] in pratica non ha svolto alcuna attività come amministratore, essendomi occupato io di firmare sia i contratti di locazione, sia il contratto di lavoro di IM 1, considerato che avevo una procura individuale”, pag. 10, AI 92 inc. MP __________) per diventarne, poi, AU dopo le dimissioni di __________ (intervenute a inizio 2016).

__________ si occupava, esclusivamente, della gestione amministrativa di __________ (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP __________ VI SG 25.8.2016 IM 1, pag. 8, AI 40 inc. MP ______) e aveva, quale unica dipendente, IM 1 (cfr. AI 183, pag. 8, inc. MP __________). In sostanza, __________ aveva, quale unico cliente, ______ da cui dipendeva - completamente - dal profilo economico, tanto che tutte le entrate sul conto intestato a __________ aperto presso __________ provenivano da__________ (e questo per il periodo dal 4.4.2013 al 3.8.2016, cfr. estratti conto in classificatore “Esito __________ 1/4”, separazione 6, scatola 9/10).

la truffa ai danni degli studenti di __________

                                   5.   I primi giudici hanno ritenuto AP 1 e IM 1 autori colpevoli di truffa aggravata (poiché commessa per mestiere) ai danni degli studenti di __________ (cfr. punto 2.1 dell’AA).

In sostanza, agli imputati è stato rimproverato di avere ottenuto l’iscrizione degli studenti (e il conseguente pagamento della retta) con l’inganno, e meglio facendo credere loro, contrariamente al vero, che:

-     l’__________ era un istituto universitario svizzero;

-     al termine degli studi, sarebbe stato loro rilasciato:

- dall’__________, un diploma “con garanzia di validità in Svizzera”;

- da un’università __________ o __________ un “Bachelor’s Degree” o “Master’s Degree” che li avrebbe abilitati all’esercizio della professione sia in Svizzera che in _______;

e, poi, più in là nel tempo, fugando le perplessità degli studenti circa l’effettiva esistenza dell’accordo con l’Università __________.

AP 1 chiede il suo proscioglimento da tale imputazione.

                               6.a.   Ricordato che __________ non era un’università svizzera (cfr. consid. 4.a1), va detto che l’istituto nemmeno aveva un accordo con università estere (né __________ né altre) che permettesse ai suoi studenti di ottenere un bachelor o un master.

L’unico accordo esistente - cioè quello sottoscritto con__________ - costituiva, infatti, per dirla con le parole del patrocinatore degli AP, una

“mera lettera d’intenti che poneva esclusivamente le basi per la futura collaborazione […] e che quindi non garantiva a priori l’iscrizione degli Studenti presso l’__________ e di conseguenza neppure il conseguimento di un diploma europeo” (AI 2, pag. 5, inc. MP __________).

In effetti, dalla lettura di tale accordo (cfr. doc. E allegato a AI 2 inc. MP __________) la sola cosa che emerge è un intento di cooperazione molto generico da cui nulla di concreto può essere dedotto:

“I firmatari coopereranno nelle seguenti aeree:

·       organizzazione e realizzazione di corsi di istruzione e di laurea e lo scambio di esperienze e di informazioni sui programmi di studio, i metodi e le procedure didattiche appositamente concordate in relazione ai piani di studio e discipline scientifiche;

·       docenti e scambi di studenti;

·       organizzazione e realizzazione di progetti di ricerca congiunti e di scambio reciproco di infomlazioni sui risultati della ricerca;

·       insegnamento e sviluppo di Facoltà di ricerca;

·       scambio reciproco di informazioni sulle attività accademiche e sullo sviluppo universitario programmati;

·       scambio a tutte le pubblicazioni edite da Università e importanti per lo sviluppo delle attività scientifiche e didattiche;

·       cooperazione bibliotecaria reciproca e per lo scambio di libri, periodici o altro materiale informativo;

·       collaborazione dl studenti e organizzazioni studentesche nel campo delle attività accademiche, culturali e sportive;

·       altre aree in cui è stabilito un interesse reciproco nella cooperazione”

     (articolo 2 accordo 14.9.2013 tra __________ e __________, allegato E a AI 2 inc. MP __________

                                  b.   Agli atti non ci sono cifre esatte sul numero di studenti iscritti a __________. C’è, però, l’ammontare delle rette versate nel periodo da agosto 2013 a agosto 2016 (cioè per tutta la durata dell’attività dell’istituto) che, senza tener conto degli importi, poi, rimborsati, ammontano a fr. 7'420'616.97 (cfr. punto 2.1 dell’AA). Ritenuto che la retta variava tra gli Euro 8'500. - e gli Euro 9'500. - e l’iscrizione, per alcuni, è avvenuta per più anni di studio, è ragionevole ritenere che il numero di studenti iscritti ammontasse a alcune centinaia.

                                   7.   È, dunque, chiaro che, non essendo un istituto universitario di diritto svizzero, l’__________ non avrebbe potuto rilasciare alcun diploma (bachelor o master che sia) di livello universitario.

È altrettanto chiaro che, l’__________ non avendo nessun accordo con nessuna università europea (in particolare, con quella menzionata nell’AA), gli studenti iscritti non avrebbero ricevuto da nessuna università estera (__________/_______/…) nessun titolo di bachelor o di master.

Dando loro queste indicazioni, dunque, gli imputati hanno ingannato coloro ai quali chiedevano/offrivano di iscriversi.

                                   8.   Occorre, ora, determinare se l’innegabile inganno messo in atto dagli imputati fosse astuto. Infatti, perché vi sia truffa ex art. 146 CP, non basta che la vittima sia stata ingannata. È necessario che la vittima sia stata ingannata con astuzia.

Secondo la giurisprudenza, vi è astuzia non solo quando l'autore si avvale di un edificio di menzogne, di maneggi fraudolenti o di una messa in scena, ma anche laddove si limiti a fornire delle false informazioni la cui verifica non è possibile, è difficile o non è ragionevolmente esigibile, oppure se il truffatore dissuade la vittima dall'effettuare una verifica o prevede, date le circostanze, che essa rinuncerà a farlo in virtù segnatamente di un particolare rapporto di fiducia (DTF 133 IV 256 consid. 4.4.3, STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1). Il carattere astuto non dipende dal buon esito dell'inganno. È invece determinante sapere se l'inganno non era, o solo difficilmente, rilevabile dalla vittima, tenuto conto dei mezzi di verifica di cui questa disponeva e della sua situazione concreta, così come l'autore la conosce e la sfrutta (DTF 135 IV 76 consid. 5.2 pag. 79; STF 6B_645/2012 del 27 maggio 2013 consid. 2.1).

                                   a.   In concreto, si trattava, con evidenza, di un inganno astuto ai sensi dell’art 146 CP, poiché:

-      __________ si presentava, espressamente, come un’università di diritto svizzero;

-      si presentava, anche, come “campus universitario di alcune importanti università europeee in linea con i dettami del trattato di Bologna”;

-      offriva due titoli di studio di valore universitario;

-      offriva sia corsi di laurea di bachelor’s degree che di master’s degree;

-      metteva in evidenza, come punto di forza, il riconoscimento di titoli di studio di valore universitario a livello europeo;

-      menzionava, quale punto di forza, l’eccellenza didattica, spiegando che “il corpo docente è composto da professori ed esperti di elevata competenza ed esperienza, per assicurare elevati standard di qualità della formazione” e precisando che “la qualità e l’eccellenza dell’insegnamento rappresentano il fattore distintivo e di garanzia __________”;

-      citava, quale ulteriore punto di forza, “l’orientamento internazionale”, spiegando che “le facoltà prevedono programmi di studio con contenuto ad indirizzo internazionale, aprendo opportunità professionali a giovani che intendono affermarsi con successo in qualsiasi parte del mondo”;

-      faceva leva sul fatto che la sede era in Svizzera, cioè in un territorio “privilegiato”, spiegando che “la scelta del cantone Ticino __________ – Switzerland – come sede del Campus è stata determinata dal fatto che il territorio svizzero si colloca in un contesto economico e politico molto favorevole: da sempre la Svizzera garantisce elevati standard di istruzione, sicurezza sociale e qualità di vita e dunque tutto il percorso formativo sarà erogato seguendo i dettami che vengono imposti dalle norme della Confederazione elvetica” (sott. del red.);

-      si presentava in modo serio, facendo riferimento a un calendario delle lezioni, insistendo sull’impegno richiesto nello studio e prevedendo, persino, un’autorizzazione da parte degli studenti al trattamento dei dati personali forniti in conformità alla LF sulla protezione dei dati

(cfr. estratti dal sito di __________ e modulo d’iscrizione, allegati doc. C, DeFa AI 2 inc. MP __________).

Ricordato che l'astuzia va negata solo qualora la vittima avrebbe potuto difendersi dando prova di un minimo di attenzione o evitare l'errore con un minimo di prudenza, cioè quando la vittima è corresponsabile del danno per non aver osservato le misure elementari che si imponevano (ciò che fa decadere la tutela penale poiché la leggerezza della vittima è tale da relegare in secondo piano il comportamento truffaldino dell'autore, cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 24; Donatsch, Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 234), nel caso di specie l’inganno era astuto perché le indicazioni e le promesse false erano fatte con modalità e inserite in un contesto che le rendeva assolutamente credibili ed escludeva, all’inizio, la necessità di verifiche. ______, infatti, faceva credere agli studenti, in modo molto convincente, di essere, esattamente, quel che prometteva (e che, tuttavia, in realtà non era): un’università svizzera che operava secondo gli standard svizzeri e che aveva concluso accordi di collaborazione con università europee rispettose dei dettami del trattato di Bologna.

                                   9.   Il 28 settembre 2015, l’università __________ ha scritto agli studenti di __________ un’email, spiegando, in sostanza, che:

presso __________ erano iscritti, per l’anno accademico 2014/2015, 81 studenti __________ e di questi soltanto 7 avevano adempiuto i loro obblighi, mentre gli altri 74 studenti non avevano sostenuto i necessari esami, da qui l’impossibilità, per loro, di accedere all’anno accademico successivo presso __________;

-      nell’anno accademico 2014/2015 __________ non aveva adempiuto ai propri obblighi contrattuali nei confronti di __________ (ma anche in quelli degli studenti), ciò che rendeva impossibile per __________ portare avanti le proprie attività in campo formativo con ______

(cfr. AI 39, doc. 3 e allegato G a AI2 inc. MP __________

Quel che traspariva dall’email era, quindi, che:

solo per pochissimi studenti ______ aveva provveduto alla loro iscrizione presso l’università __________;

-      comunque, __________ aveva, poi, mancato ai propri impegni con __________, cioè non aveva pagato le rette degli studenti, ciò che, del tutto logicamente, __________ pretendeva visto che non vi era nessun accordo se non quello di una cooperazione futura da cui, come visto, nulla di concreto poteva essere dedotto (cfr., al riguardo, denuncia AI 2, pag. 5, consid. 4).

Per dirla con le parole di __________ (docente presso l’______ e coordinatore del corso “di laurea” in fisioterapia):

“all’esito di tale comunicazione [ndr. l’email 28 settembre 2015] di __________ [ndr. __________] tutti gli altri studenti venivano ad apprendere di non essere mai stati immatricolati presso l’Università __________” (allegato a AI 11 inc. MP ______, pag. 2),

tanto che

“diversi studenti e loro legali si sono rivolti al __________ DIVISIONE DELLA CULTURA E DEGLI STUDI UNIVERSITARI DEL CANTON TICINO dott. __________ il quale ha evidenziato ai medesimi la situazione di palese illegalità dell’__________ […] Considerata tutta la gravissima situazione venutasi a creare il sottoscritto così come gli altri docenti accreditati presso __________ rassegnavano le proprie dimissioni” (allegato a AI 11 inc. MP __________, pag. 3).

Del resto, sono il rettore e la segretaria di __________ a raccontare che, in quel periodo, gli studenti si sono presentati in massa presso l’ateneo di __________ chiedendo se erano iscritti e, avendo saputo di non esserlo, molti di loro dicevano che:

“__________ li aveva ingannati dicendo loro che erano iscritti in __________ e che avevano compilato il modulo di richiesta per studiare in __________. Noi abbiamo constatato che __________ non aveva mai consegnato i moduli di richiesta, bensì aveva consegnato i moduli di richiesta soltanto per 84 studenti per i quali aveva ritirato anche i moduli di iscrizione. Presto era diventato evidente che __________ non intendeva pagare le quote di iscrizione né le rette per parecchi studenti; anche per gli 84 studenti aveva pagato solo l’iscrizione, per questo non aveva mai portato gli studenti in __________ né aveva consegnato la loro documentazione. Gli studenti __________ e i loro genitori hanno iniziato a venire in massa, molto preoccupati, ad __________ […] Venivano sempre più studenti con i genitori e ci chiedevano di risolvere in qualche modo la situazione. Presto hanno cominciato a venire anche i professori ingannati dicendo che i loro studenti erano stati truffati” (interrogatorio in via rogatoriale __________, AI 158 inc. MP ______, pag. 5; sott. del red; cfr., anche, interrogatorio in via rogatoriale __________. AI 158 inc. MP __________, pag. 8).

A partire da questo momento, le informazioni che li avevano determinati ad iscriversi alla ______ dovevano, per tutti gli studenti, rivelarsi per quel che erano: un castello di bugie.

È ben vero che AP 1 ha, ancora, provato a dare una spiegazione agli studenti riguardo all’email di cui sopra, sostenendo che il rettore dell’università _________ (__________) aveva “subìto una frattura all’anca” ciò che lo aveva portato a dimettersi lasciando il “posto alla figlia __________, la quale avrebbe deciso di aumentare la retta che l’__________ avrebbe dovuto versare __________ per noi studenti” (VI SG 13.5.2016 __________, pag. 4, AI 8 a inc. MP __________). La spiegazione non era, però, minimamente credibile. Non solo perché, comunque, l’email in questione era firmata dal rettore e non dalla figlia, ma anche perché l’imputato pretendeva che “tutto ciò non era vero, che i rapporti con __________ erano anche buoni e che il contratto era tuttora valido e in essere” millantando di avere dei documenti a comprova di quanto diceva, salvo, poi, nonostante le loro richieste, rifiutare di mostrare agli studenti questi documenti (cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 4, AI 6 inc. __________

Per tacere del fatto che dell’infondatezza delle spiegazioni di AP 1 hanno avuto conferma alcuni studenti recatisi in __________. Essi, in quell’occasione, hanno, infatti, avuto modo di parlare direttamente con il rettore __________ il quale, non solo ha smentito di aver subìto un qualsiasi infortunio, ma si è espresso in termini non “propriamente positivi” su ______ (cfr. VI 13.5.2016PC 8, pag. 4, AI 5 inc. MP __________).

                                10.   Solo con l’email 28 settembre 2015 di __________, quel che prima poteva essere ritenuto un’incongruenza senza particolare significato (ad esempio l’episodio della professoressa d’inglese che aveva invitato gli studenti ad andarsene ma che era stata immediatamente allontanata da __________, alcune anomalie riguardo all’immatricolazione presso __________ per alcuni studenti, il richiamo da __________ a qualche studente per sollecitare il pagamento della retta, l’organizzazione non propriamente ottimale delle lezioni) doveva assumere una rilevanza maggiore e far nascere l’esigenza improrogabile di rivolgersi al DECS (tant’è vero che alcuni studenti, come riferito da __________, hanno, effettivamente, agito in questo modo).

                             11.a.   È, quindi, accertato che AP 1 e IM 1 hanno, per il periodo da agosto 2013 al 28 settembre 2015, astutamente ingannato gli studenti facendo loro credere, contrariamente al vero, che __________ era un’università svizzera e che al termine dei loro studi avrebbero ottenuto due titoli di valore universitario, uno valido in Svizzera e uno valido a livello europeo, inducendoli, così in errore. Sulla base di tale errore, gli studenti hanno pagato la retta, compiendo, così, un atto pregiudizievole al loro patrimonio (cfr. Corboz, Les infractions en droit suisse, Volume I, 3a edizione, Berna 2010, ad art. 146 n. 33; Donatsch, Strafrecht III, 10a edizione, Zurigo 2013, pag. 239-240; DTF 122 IV 279 consid. 2a e 121 IV 107 consid. 2c riferite al reato di amministrazione infedele).

Benché IM 1 non abbia presentato appello, in virtù dell’art. 392 cpv. 1 CPP il periodo delle malversazioni deve essere ridotto anche per lei.

b.   I primi giudici hanno sostenuto che, in concreto, non sarebbe possibile quantificare, “anche solo sommariamente”, il danno, poiché non è possibile “determinare quanti e quali studenti […] abbiano comunque potuto continuare il loro percorso di studi presso un altro istituto scolastico, rispettivamente se e quanti dei loro pregressi crediti sono stati riconosciuti da altri atenei” (cfr. consid. 13.1.2.2 sentenza impugnata, pag. 97).

L’argomentazione non può essere condivisa.

Accertato che __________ non era un’università e che non aveva sottoscritto alcun valido accordo con università europee è, di principio, escluso che gli studenti possano aver beneficiato di “crediti pregressi” presso altri atenei.

Detto questo, le rette pagate dagli studenti da agosto 2013 al 28.9.2015, ammontano a fr. 5'009'299.69 (cfr. CARP XXIII), importo che corrisponde al danno da loro patito.

Tuttavia, ritenuto che i primi giudici hanno condannato gli imputati per aver causato agli studenti un danno, rispettivamente per aver procurato a sé o a altri un indebito profitto non meglio precisati, in assenza dell’appello del PP riguardo a tale dispositivo, questa Corte ritiene che cifrare (in fr. 5'009'299.69) il danno causato e l’indebito profitto percepito costituirebbe (in particolare, per le sue conseguenze) una materiale violazione del divieto della reformatio in peius (art 391 cpv. 2 CPP).

                                   c.   Dagli atti emerge chiaramente che, con la loro attività truffaldina, gli imputati si sono garantiti un reddito regolare: sia percependo da __________ uno stipendio mensile sia attingendo, direttamente, dal patrimonio dell’istituto per scopi personali (e meglio come si dirà in seguito). Del resto, non risulta che durante il periodo in questione AP 1 e IM 1 abbiano svolto altre attività per garantirsi il sostentamento. Essi hanno, quindi, agito per mestiere.

                                   d   Gli imputati vanno, quindi, riconosciuti autori colpevoli di truffa aggravata ai danni degli studenti di __________ L’appello di AP 1, su questo punto, è accolto limitatamente al periodo dal 28.9.2015 a agosto 2016 e, come detto, in virtù dell’art. 392 CPP, gli effetti del suo appello vengono estesi anche a IM 1.

l’amministrazione infedele qualificata ai danni di __________

                                12.   Al punto 1.1. dell’AA, agli imputati è rimproverato di avere danneggiato il patrimonio di __________ per complessivi fr. 917'043.22 destinando tale importo a scopi personali, comunque estranei all’associazione.

I primi giudici hanno prosciolto AP 1 e IM 1 da tale imputazione.

La PP ha impugnato tale proscioglimento e ha chiesto che AP 1 e IM 1 siano riconosciuti autori colpevoli di amministrazione infedele ai danni di ______ così come indicato al punto 1.1 dell’AA.

                                13.   I primi giudici hanno decretato il proscioglimento di AP 1 e IM 1 da tale imputazione argomentando, primariamente, che non c’è concorso ideale tra questo reato e quello di truffa di cui al punto 2.1 dell’AA.

L’argomentazione non è condivisa da questa Corte.

Tra il reato di truffa ai danni degli studenti di __________ e quello di amministrazione infedele qualificata ai danni di __________, sussiste, infatti, un concorso reale.

Il comportamento che viene rimproverato con i due reati è diverso: costitutivo della truffa è l’aver ingannato astutamente gli studenti, mentre costitutivo dell’amministrazione infedele è l’aver usato i fondi di ______ per scopi diversi da quelli dell’associazione.

Oltre a ciò, i danneggiati sono diversi: il patrimonio danneggiato dal reato ex punto 2.1 dell’AA è, infatti, quello degli studenti, mentre quello danneggiato dal reato di cui al punto 1.1 dell’AA è il patrimonio di __________.

                                14.   Dagli atti emerge quanto segue.

                             14.1.   __________ era un’associazione senza scopo di lucro iscritta a RC. Il suo patrimonio era costituito, in sostanza, dalle rette versate dagli studenti (cfr. rapporto di ricostruzione finanziaria AI 183 inc. MP __________, pag. 11).

A gestire l’istituto erano AP 1 (che, sin dall’inizio dell’attività dell’associazione, ha ricoperto la carica di direttore generale con firma individuale, cfr. estratto RC __________ in AI 3.1) e IM 1: l’imputato, riguardo al suo ruolo, ha tenuto a precisare che si occupava “di tutto quanto” riguardava l’associazione (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________), mentre l’imputata ha spiegato che “in definitiva, a gestire l’istituto siamo io, per quel che concerne la parte amministrativa, e AP 1 per le decisioni importanti” (VI PP 25.8.2016, pag. 8, AI 40 inc. MP __________).

Perfettamente in linea con quelle degli imputati sono, fra le altre, le dichiarazioni di __________ (assunta come aiuto di IM 1 in ambito amministrativo):

“AP 1 e IM 1 erano le persone che dirigevano la struttura. Tutto il personale rispondeva a AP 1 e IM 1. AP 1 ricopre il ruolo di direttore, so che era lui unitamente alla signora IM 1 che avevano potere decisionale. […]

Voglio precisare che la struttura era molto gerarchica. AP 1 e IM 1 erano al vertice e non c’era la possibilità di discutere delle loro decisioni” (VI SG 16.8.2016, pag. 2-3, AI 20 inc. __________).

Così come quelle di __________ (docente e coordinatore didattico):

“presso __________ vi è un sistema piramidale. In cima alla piramide si possono mettere IM 1 e AP 1” (VI PP 16 agosto 2016, pag. 2, AI 21 inc. MP __________).

Oppure ancora da quelle di __________, della fiduciaria __________ - società che avrebbe dovuto occuparsi dell’allestimento della contabilità di __________, ma che non ha mai, nonostante i vari solleciti, ottenuto la necessaria documentazione - il quale ha affermato che:

“Preciso che in pratica era IM 1 che si occupava completamente delle questioni amministrative […]. Come già accennato io discutevo di queste cose unicamente con IM 1” (VI PP 30.5.2018, pag. 3 e 7, AI 251 inc. MP __________).

Che AP 1 fosse il motore di __________ e il principale referente per studenti, docenti e autorità, risulta evidente dagli atti:

-      era lui a intrattenere i rapporti verso l’esterno, ad esempio la corrispondenza con il DECS nell’ambito della procedura di accreditamento (cfr. corrispondenza in AI 3.1 inc. MP __________),

-      a interfacciarsi con gli studenti per iscritto (cfr. email di cui ai doc. I e J allegati a AI 2) e verbalmente (cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3 AI 6 inc. MP __________),

-      a contattare le persone da assumere (cfr. VI PP 17.5.2016 __________, pag. 2, AI 9 inc. MP __________),

-      a intrattenere i rapporti con le università, __________ in primis (cfr., ad esempio, accordo doc. E a AI 2 da lui sottoscritto).

Quanto a IM 1, gli atti indicano che, nonostante la sua funzione “ufficiale” di segretaria, ella rivestiva un ruolo di primo piano in seno a ______:

-      gestiva da sola colloqui di assunzione (cfr. VI PP 16.8.2016 __________, docente, pag. 2, AI 19 inc. MP __________),

-      vi partecipava, alla pari, con AP 1 (VI PP 18.8.2016 PC 5, rettore, pag. 2, AI 24 inc. MP __________),

-      gestiva i colloqui con gli studenti (da sola, cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 2, AI 5 inc. MP __________, oppure con AP 1, cfr. VI SG 13.5.2016 __________, pag. 3, AI 6 inc. MP __________),

-      si interfacciava con i docenti che si lamentavano del mancato pagamento dello stipendio (cfr. VI PG 25.8.2016 __________, pag. 2, allegato 1 a AI 181) e con gli studenti che chiedevano informazioni (cfr. VI PP 13.5.2016 PC 8, pag. 3, AI 5 inc. MP __________),

-      si occupava “della parte amministrativa, come pure di quella di coordinamento didattico” e meglio “si occupava di amministrazione in merito ai pagamenti e alle quote d’iscrizione” (VI PG 25.8.2016 __________, pag. 4, allegato 2 a AI 181),

-      collaborava “nella programmazione del programma scolastico” (VI PG 25.8.2016 __________, pag. 4, allegato 2 a AI 181),

-      seguiva i rapporti con __________ (cfr. AI 158 inc. MP __________, interrogatorio __________ in via rogatoriale, pag. 3-4).

Anche dal profilo finanziario, la gestione di ______ (il cui patrimonio, era costituito dalle rette versate dagli studenti sui conti bancari intestati all’associazione aperti presso __________ e __________, cfr. VI PP 25.8.2016 IM 1 secondo cui le rette erano l’unica entrata su cui ______ poteva contare, pag. 5, AI 40 inc. MP __________; cfr., anche, ricostruzione finanziaria AI 183, allegato 1, inc. MP ______) era in mano agli imputati.

Essi avevano, del resto, diritto di firma individuale sui conti: AP 1 su tutti e tre i conti (n. __________ e n. __________ presso __________ rispettivamente n. __________ presso __________, IM 1 su quello in __________ e sul primo dei due citati conti in __________ (cfr. documenti di apertura in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1 e documenti di apertura in classificatore “Esiti __________”, seconda separazione, AI 110 e 18, scatola 9/10). Sul conto n. __________ presso __________ l’imputata aveva, comunque, possibilità di disporre sia mediante la carta __________ che si era fatta rilasciare sia mediante il sistema __________ della __________ (cfr. documenti di apertura in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 1, scatola 9/10). Al riguardo va rilevato, da un lato, che le transazioni a debito di questo conto sono avvenute tutte mediante prelevamenti con la carta oppure mediante sistema __________ (cfr. estratti conto in classificatore 2/4 “Esito __________”, separazione 2, scatola 9/10), d’altro lato che su questo conto non sono state accreditate rette degli studenti (cfr. allegato 1 a AI 183 inc. MP __________) e le entrate provengono, praticamente tutte con pochissime eccezioni, dall’altro conto aperto in __________.

A occuparsi dei pagamenti, concretamente, era IM 1, tanto che la sua assistente, __________, ha riferito che:

“per quanto concerne i conti bancari e i pagamenti in genere io so solo che si interfacciavano tutti quanti con la signora IM 1. Non so dire con esattezza se fosse lei a disporre del diritto di firma sui conti o avere accesso ai conti in altro modo. Era comunque lei la persona di riferimento per qualsiasi tipo di pagamento” (VI SG 16.8.2016, pag. 3, AI 20 inc. MP __________).

                             14.2.   L’analisi dei conti riconducibili a ______ aperti presso __________ e __________, ha evidenziato:

-      da un lato prelevamenti a contanti in ragione di fr. 1'454'989.98,

-      d’altro lato, pagamenti estranei agli interessi dell’associazione.

Si tratta, in particolare, dei seguenti pagamenti:

-      a favore della __________, in ragione di fr. 53'116.40, nel senso che sono state pagate fatture emesse da terzi a carico __________ (cfr. allegati 7 e 19 a ricostruzione finanziaria AI 183, inc. MP __________);

-      a favore dell’__________, in ragione di fr. 5'464. -, nel senso che sono state pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata associazione (cfr. allegato 5 a AI 183, inc. MP __________);

-      a favore della __________, in ragione di fr. 1'132.41, nel senso che sono state pagate fatture di terzi emesse nei confronti della citata società (cfr. allegato 6 a AI 183, inc. MP __________);

-      a favore di __________, in ragione di fr. 51.01, nel senso che è stato pagato tale importo che era dovuto dalla citata società all’Ufficio esazione e condoni (cfr. allegato 8 a AI 183, inc. MP __________);

-      a favore di __________, in ragione di fr. 15'954.48 (cfr. allegato 17 a AI 183, inc. MP __________);

-      a saldo di fatture private degli imputati, in ragione di fr. 129'709.03 (cfr. allegato 4 a AI 183, inc. MP __________).

Dall’analisi è, anche, risultato un uso per scopi privati, da parte degli imputati, delle carte di credito appoggiate sul conto intestato a ______ e aperto presso __________, e meglio in ragione di fr. 36'579.82 (cfr. allegato 20 a AI 183, inc. MP __________).

                             14.3.   Detto che entrambi gli imputati hanno sostenuto che gli importi prelevati a contanti erano stati usati, in massima parte, per le spese di ______ e ricordata l’assenza di qualsiasi contabilità in seno all’istituto (tanto che IM 1 e AP 1 rispondono per il relativo reato ex art. 166 CP), per ricostruire la destinazione data a tali fondi agli imputati è stata messa a disposizione tutta la documentazione contabile sequestrata (giustificativi, scontrini, fatture, ecc.).

La ricostruzione è opera esclusiva di IM 1 e AP 1 (cfr. VI PP 5.1.2017 AP 1, pag. 4-5, AI 128 inc. MP __________; VI PP 5.1.2017 IM 1, pag. 2-3, AI 127 inc. MP __________).

Una prima versione è stata trasmessa dal difensore di IM 1 al PP in data 13.11.2017 (cfr. AI 175), posto che l’imputata ha tenuto a precisare che, prima della consegna all’avv. DI 2, aveva “rivisto il tutto” con l’imputato (cfr. VI PP IM 1 31.1.2018, pag. 3, AI 113 inc. __________). Essa giustificava i prelevamenti in contanti in ragione di fr. 1'192'915. - e lasciava senza destinazione l’importo di fr. 256'040.63 (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 15, AI 30 inc. MP __________).

Va detto che alla ricostruzione non era stata allegata (fisicamente) buona parte dei giustificativi in essa menzionati (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, AI 113 inc. __________; VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30 inc. __________): in sostanza, erano stati giustificati numerosi prelevamenti a contanti sulla base d’indicazioni date dagli imputati per le quali, tuttavia, non c’era alcun riscontro cartaceo. Inoltre, la medesima non teneva debitamente in conto spese comprovatamente personali degli imputati quali, ad esempio, il contributo alimentare a favore della figlia di AP 1 pagato con soldi di __________ (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 15, AI 30 inc. MP ______).

Gli stessi imputati hanno, quindi, autonomamente proceduto alla sua completazione e ad un suo aggiornamento. IM 1 ha, quindi, consegnato al PP una seconda versione, il 16.2.2018 (cfr. VI PP 5.3.2018 IM 1, pag. 2, AI 155 inc. __________). A tale ricostruzione (che giustificava i prelevamenti in contanti in ragione di fr. 256'727.41 e Euro 356'862.57 e lasciava il resto senza una destinazione, cfr. VI PP 15.3.2018 AP 1, pag. 4, AI 177 inc. MP __________) sono, poi, stati apportati dei correttivi da parte della polizia giudiziaria sezione reati economico-finanziari, e ciò a seguito di diverse incongruenze: alcuni dei giustificativi prodotti si riferivano a pagamenti effettuati per bonifico o mediante carta di credito, altri erano stati usati due volte nella ricostruzione, alcuni non erano, manifestamente, attinenti all’attività di ______; inoltre, alcuni importi erano stati considerati come giustificati, benché costituissero, palesemente, dei prestiti o delle donazioni per scopi privati (cfr. allegati 23 e 24 a AI 183 inc. MP __________).

Quel che emerge dagli atti è che:

-      la ricostruzione è stata allestita in modo autonomo e libero dai due imputati;

-      una prima ricostruzione è stata consegnata al PP il 13.11.2017 ed è, quindi, stata allestita prima del loro arresto (avvenuto l’11.12.2017). Con il che AP 1 e IM 1 avevano la possibilità di attingere, oltre che alla documentazione messa loro a disposizione dagli inquirenti (e cioè a tutta la documentazione sequestrata presso __________) a eventuale altra documentazione di cui, solo in un secondo momento, hanno millantato non potersi escludere l’esistenza;

-      essi hanno pienamente condiviso i criteri della ricostruzione, prima di tutto per esserne stati, in sostanza, gli artefici, secondariamente perché, nel corso di numerosi interrogatori, sono stati regolarmente informati sugli sviluppi della medesima, in particolare sui correttivi che si imponevano a fronte di alcune manifeste e palesi incongruenze;

-      durante tali interrogatori, né IM 1 né AP 1 hanno, mai, messo in discussione il metodo in sé della ricostruzione;

-      nell’ambito della ricostruzione, essi hanno goduto di piena autonomia e hanno, anche, avuto modo di avanzare delle richieste sul materiale da mettere loro a disposizione (ad esempio quaderni d’appunti, agende).

Indicative dell’autonomia di cui si diceva, ma anche del fatto che sono stati, proprio, gli imputati, ad allestire la ricostruzione incrociando il materiale a loro disposizione rispettivamente chiedendo altri supporti agli inquirenti, appaiono, del resto le dichiarazioni di IM 1:

“Inizio col precisare che ho avuto a disposizione la documentazione che era stata sequestrata presso __________, direttamente presso gli Uffici della Polizia. In pratica ho verificato faldone per faldone quanto contenuto a livello di documentazione, sia per data che per fornitore. Ho poi chiesto la stampata di tutti i movimenti concernenti le relazioni __________ e ho poi provveduto a incrociare i dati, aggiungendo anche le spese varie per cui vi erano degli scontrini di cassa ritrovati nella documentazione. ADR sia la prima parte di verifica faldone per faldone, sia la ricostruzione di fondo sono state da me allestite. Successivamente ho rivisto il tutto con AP 1 prima di consegnarlo al mio avvocato […] Dichiaro che è mia intenzione completare questa ricostruzione, nel senso che, come mi viene chiesto dalla PP, per ogni voce indicata nella stessa verrà fotocopiato il giustificativo, che si tratti di fattura e/o annotazione sull’agenda dei motivi per cui un determinato importo è stato consegnato. Chiedo a tal fine di poter avere anche, per poter svolgere questo lavoro, i quaderni su cui ho annotato i miei appunti e che sono stati sequestrati in occasione del mio arresto. Inoltre dovrò avere a disposizione anche le agende, anch’esse sequestrate in occasione del mio arresto, per poter fotocopiare le annotazioni” (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, pag. 2-3 e 5, AI 113 inc. MP __________).

Se IM 1, della ricostruzione, è stata l’esecutrice materiale, AP 1 ha, non di meno, “rivisto” il lavoro dell’imputata e lo ha avallato, non senza apportarvi il suo (discutibile, ma questa è un’altra storia) contributo: ad esempio, per giustificare con documentazione creata ad arte consegne di denaro __________ (cfr. VI PP 5.6.2018 AP 1, pag. 2-3, AI 252 inc. MP __________) oppure per giustificare talune consegne in contanti a terzi con la restituzione di prestiti a suo tempo fatti a __________ (cfr. VI PP 31.1.2018 IM 1, pag. 4, AI 113 inc. MP __________).

                          14.4.a.   Riguardo ai prelevamenti in contanti, AP 1 ha dichiarato che essi servivano, in massima parte, per pagare spese di ______ e, “in piccola parte”, per pagare fatture personali (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________).

Poiché egli, così come l’imputata, non era in grado di spiegare la destinazione data ai fondi prelevati (tanto che di fronte a una prima cifra intermedia contestatagli dagli inquirenti, di molto inferiore rispetto all’importo definitivo, egli ha affermato “che l’importo in contanti mi sembra eccessivo, non so dare una spiegazione”, VI PP 25.8.2016, pag. 5, AI 41 a inc. MP __________), si è, come detto, reso necessario procedere alla ricostruzione di cui al considerando che precede.

Riguardo ai pagamenti a favore di terzi, l’imputato si è, così, espresso:

-      per i pagamenti a favore della __________ (di cui AP 1 era presidente), dell’__________, di __________ (di cui AP 1 era gerente) e di __________, si trattava di “fatture pagate da __________ per mio conto” che, quindi, “dovranno andare a scalare quanto a me dovuto quale stipendio”, ammettendo, quindi, che erano società che non avevano alcun legame con l’associazione (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________);

-      per i pagamenti a favore di __________, si trattava dei contributi alimentari versati per la figlia che, anche in questo caso, “andranno dedotti dal mio stipendio” (VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________).

Per quanto concerne le spese personali sostenute attingendo dai fondi dell’associazione, egli ha affermato che:

“si tratta di importi che andranno compensati con il mio stipendio, considerato che io non ho ricevuto regolarmente lo stipendio dalla __________” (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________)

limitandosi a dire che “riteneva” di aver ricevuto da ______ meno di quanto gli era dovuto, senza, tuttavia, essere in grado di quantificare né a quanto ammontavano gli stipendi arretrati né a quanto ammontavano le spese personali sostenute con i fondi di ______ (VI PP 5.1.2017, pag. 4, AI 128 inc. MP __________).

                                  b.   Analogamente all’imputato, IM 1, avuto riguardo ai prelevamenti a contanti, in sede d’inchiesta ha dichiarato:

“per la maggior parte questi importi venivano utilizzati per effettuare pagamenti di pertinenza di __________, ma in parte anche per effettuare dei pagamenti personali miei e di AP 1. Preciso che noi non prendevamo lo stipendio e quindi procedevamo ad effettuare questi pagamenti quale compensazione. […] Non sono in grado di quantificare per quale cifra sono state fatte” (VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________).

Anche l’imputata ha, quindi, ammesso che i fondi di ______ erano stati, in parte, usati per scopi personali estranei all’associazione precisando che si trattava d’importi che andavano, poi, dedotti dagli stipendi arretrati.

E con riferimento allo stipendio, IM 1 ha dichiarato:

“Io lo stipendio dovrei riceverlo da __________. Per il pagamento del mio stipendio _____ emette delle fatture a __________. Sapendo che __________ aveva necessità di liquidità non ho mai ritenuto di dover procedere al prelevamento del mio salario. Ho solo proceduto al pagamento di mie fatture personali. Ritengo tuttavia di non aver mai superato l’importo di fr. 6'000.00 mensili previsti dal contratto di lavoro con __________ (VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________; sott. del red.).

                                   c.   Dagli atti emerge, con evidenza, che né IM 1 né AP 1 hanno tenuto un conteggio degli stipendi arretrati (che del resto non sono mai riusciti a quantificare, nemmeno sommariamente) e, neppure, delle spese personali effettuate con i fondi di pertinenza di __________.

Una circostanza, questa, che rende del tutto inattendibile la tesi della compensazione che presuppone, inevitabilmente, di avere contezza circa l’ammontare delle relative obbligazioni che si pretende porre in compensazione l’una dell’altra.

Non solo. La circostanza è, chiaramente, indicativa della loro volontà di usare il patrimonio di ______ per scopi personali e, comunque, estranei all’associazione, senza minimamente preoccuparsi dei rapporti di dare e avere con essa. Diversamente, se, come preteso, la loro preoccupazione fosse stata, realmente, quella di adoperarsi affinché gli interessi economici dell’associazione venissero preservati (cfr. verb. dib. di primo grado, pag. 18), avrebbero tenuto un conteggio di quanto speso e degli stipendi a cui, ancora, avevano diritto. Condizione, questa, imprescindibile - come detto - per procedere a una compensazione delle due poste.

Riguardo all’imputata, concorre a rendere (definitivamente) inattendibile il suo racconto, il fatto che, inizialmente, ha preteso di non aver mai percepito lo stipendio (cfr. VI SG 25.8.2016, pag. 10, AI 40 inc. MP __________), per poi aggiustare la sua versione - di fronte all’ampiezza della voragine di prelevamenti a contanti e in palese difficoltà nel giustificarla - aggiungendo agli stipendi arretrati cui avrebbe avuto diritto anche le ore straordinarie che avrebbe accumulato e le vacanze non godute (cfr. VI PP 20.4.2018, pag. 3, AI 212 inc. __________): ore straordinarie e vacanze di cui mai, prima, aveva riferito e per le quali non aveva tenuto un conteggio. Quanto all’imputato, il suo prelevare a piene mani per onorare debiti suoi nel patrimonio di ______ come se fosse suo (basta ricordare che egli ha pagato con i fondi di ______ il contributo alimentare per la figlia, anche in questo caso senza tenere alcun conteggio, cfr. VI PP 25.8.2016, pag. 4, AI 41 inc. MP __________) era tale da rendere impossibile credere che egli, realmente, intendesse procedere a una compensazione.

Già solo in considerazione di quanto precede gli imputati, non sono credibili. Sennonché, dagli atti, emergono altri elementi che contribuiscono a inficiare la loro già compromessa affidabilità.

                          14.5.a.   Già si è detto che l’imputato ha, da subito, pacificamente ammesso che i pagamenti a favore di terzi, tra cui - in particolare - quelli a favore della __________, erano da considerarsi sue spese personali, poiché tali enti rispettivamente persone non avevano un legame con __________ (cfr. consid. 14.4.a). Poco importa che, nel momento in cui egli si è espresso in questi termini alcuni degli importi contestatigli riguardanti, appunto, i pagamenti a terzi erano ancora in fase di elaborazione e, quindi, diversi da quelli finali: la sua era, manifestamente, una presa di posizione di principio che prescindeva dalle singole cifre.

In un secondo momento, AP 1, contraddicendo queste sue precedenti dichiarazioni, ha preteso di giustificare cospicue somme di denaro prelevate in contanti dai conti di ______ con consegne a favore della __________, sostenendo che:

“nella stessa gravitano persone che a noi interessavano, quali medici o altro e poi sarebbero venuti a tenere delle lezioni presso __________. ADR che questi professori sarebbero stati pagati per le lezioni che tenevano, anche se probabilmente quanto venivano pagati era di molto inferiore rispetto a quello che avrebbero potuto ottenere presso altri istituti” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).

La contraddizione di queste dichiarazioni (rese quando l’imputato era in palese difficoltà nel giustificare la voragine di prelevamenti in contanti) con quelle fatte in precedenza è evidente. Se i pagamenti per bonifico a favore della __________ erano da considerarsi come spese personali dell’imputato poiché ______ non aveva nessun legame con questo ente, non si vede perché, invece, dovrebbero essere qualificate diversamente le somme di denaro versate in contanti.

Per tacere del fatto che il racconto di AP 1, al riguardo, è, a dir poco, inverosimile: si sarebbe, infatti, trattato di versamenti fatti anticipatamente, per pagare docenti non meglio identificati che avrebbero tenuto non meglio precisate lezioni in un futuro tutto da definire.

Del resto, è l’imputato a contraddirsi, di nuovo, laddove ha affermato che, in realtà, le somme in questione sarebbero andate a saldare il canone di locazione dovuto dalla __________ al locatore degli uffici che essa occupava (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. __________) e, quindi, non riguardavano il pagamento di lezioni.

A destituire di qualsiasi fondamento questa fantasiosa versione dell’imputato concorrono, poi, le dichiarazioni di IM 1 che al riguardo (peraltro anche lei solo in un secondo momento, poiché inizialmente aveva affermato di non essere in grado di riferire nulla in proposito, cfr. VI PP 5.1.2017, pag. 4-5, AI 127 inc. MP __________) ha preteso che il denaro dato alla __________ era da intendersi come un’operazione di marketing affinché quest’ultima divulgasse “l’esistenza di __________” (VI PP 31.1.2018, pag. 4, AI 113 inc. MP __________): nulla a che vedere, quindi, con il pagamento d’ipotetiche lezioni a ipotetici docenti. Che le due divergenti versioni siano indicative del tentativo, da parte di entrambi gli imputati, di giustificare i prelevamenti a contanti anche a costo di raccontare il falso, appare evidente.

Il successivo cambio di versione di AP 1, che ha esteso le finalità dei soldi consegnati alla __________ al finanziamento di un _____ e al finanziamento di eventi in generale (VI PP 15.3.2018, pag. 5, AI 177 inc. MP __________) concorre a rendere inattendibile il suo racconto. Per tacere del fatto che, in ogni caso, né il _________ né il finanziamento di eventi della __________ possono, ragionevolmente, rientrare in spese attinenti l’attività di ______.

Per finire va rilevato che l’analisi dei conti bancari ha evidenziato come, in realtà, ______ abbia pagato spese vive del citato ente che nulla avevano a che vedere né col pagamento di lezioni né con una campagna marketing (cfr., ad esempio, allegato 19 AI 183 inc. MP __________ da cui risulta il pagamento di fatture dovute dalla __________ ad una società di viaggi, la __________).

                                  b.   L’imputato ha, poi, sostenuto che alcuni enti e persone avrebbero “reclutato” studenti per ______ e che, per questo motivo, ______ li avrebbe ricambiati con importi in contanti. Ciò sarebbe avvenuto, ad esempio, da parte di tale monsignor __________:

“i versamenti effettuati a Monsignor __________ servivano per le opere caritatevoli da loro seguite. Si trattava del miglior ringraziamento per avermi aiutato a reclutare studenti per __________” (VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 inc. MP __________).

Neanche su questo tema, AP 1 è credibile.

Dapprima, perché questa non è l’unica sua versione in merito. Per esempio, al dibattimento d’appello, fra l’altro, ha detto di essere stato lui, percorrendo in lungo e in largo l’__________, a reclutare gli studenti (verb. dib. d’appello, pag. 4 dove ha aggiunto che tale modalità di reclutamento gli aveva consentito di “riferire alle persone che contattavo che l’__________ non poteva rilasciare diplomi”).

Poi, perché la tesi è in sé inverosimile per i motivi che seguono.

Per ammissione dell’appellante, non c’erano accordi scritti con gli enti e le persone che avrebbero aiutato __________ a reclutare studenti (cfr. VI PP 19.1.2018, pag. 5, AI 106 __________): una circostanza che, già in sé, rende ben poco credibile il racconto dell’imputato, ritenuto che, per un istituto che si voleva di livello universitario, simili accordi andavano, semmai, formalizzati, anche per stabilire i reciproci impegni dei contraenti. Che non vi sia alcun dato del numero di studenti che, in virtù dell’intervento di questi enti e persone, sarebbero giunti a __________, costituisce, poi, un altro elemento che compromette l’attendibilità della tesi di AP 1: non è, seriamente, ipotizzabile che __________, senza nemmeno sapere quanti studenti tali enti e persone avessero, effettivamente, apportato, si metta a versar loro degli importi a caso quale “ringraziamento”. Nemmeno è verosimile che, se realmente __________ avesse apportato “molti” studenti, l’imputato non abbia saputo citarne almeno uno (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________). Del resto, con riferimento a monsignor __________, è AP 1 ad ammettere (di fronte all’evidenza dei documenti contestatigli) che con gli importi a suo favore ______ aveva pagato l’affitto di quest’ultimo, rispettivamente un suo debito personale nei confronti della diocesi di __________ (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. MP __________). Non occorre spendere troppe parole per spiegare che non è, francamente, serio anche solo ipotizzare che pagare affitti e debiti di un terzo da parte di un istituto che si pretendeva di livello universitario possa costituire il pagamento di prestazioni da inserirsi in un’operazione di reclutamento.

Tanto più che IM 1, per spiegare come ______ si fosse mossa, inizialmente, per reclutare gli studenti ha parlato di “volantinaggio” senza minimamente accennare a enti o persone in particolare (cfr. VI SG 25.8.2016, pag. 5, AI 40 inc. MP __________). È, poi, quasi superfluo rilevare che l’attitudine menzognera di AP 1 è manifesta già solo se si considera come egli abbia tentato di spacciare come “opere caritatevoli” i soldi versati a monsignor __________ (peraltro - ciliegina sulla torta - suo amico da oltre trent’anni, cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 7, AI 177 inc. __________), lasciando intendere che si trattasse di progetti di ampio respiro da parte di quest’ultimo, salvo, poi, dover ammettere, di fronte all’evidenza delle contestazioni, che si trattava del pagamento di suoi debiti personali.

                                   c.   Sempre in un secondo momento e sempre in affanno per la voragine di prelevamenti in contanti, AP 1 ha, poi, preteso che i fondi prelevati sarebbero serviti, in parte, a rimborsare dei prestiti effettuati da amici all’inizio dell’attività di ______:

“Nel momento in cui __________ è nata la stessa non aveva denaro e quindi alcuni amici che hanno creduto in __________ hanno prestato denaro alla stessa che negli anni successivi è stato almeno in parte rimborsato” (VI PP 11.12.2017, pag. 16, AI 30 inc. MP __________).

Detto che, a sostegno di tali prestiti (peraltro piuttosto ingenti) non vi è alcun documento (cfr. VI PP 11.12.2017 AP 1, pag. 16, AI 30 inc. __________), la sua (nuova, poiché non ne aveva, mai, parlato prima) versione si scontra con le prime dichiarazioni di IM 1 (quelle più genuine poiché non ancora condizionate dalla necessità di giustificare, a tutti i costi, la destinazione dei numerosi prelevamenti a contanti), secondo cui:

-      l’unica entrata su cui ______ poteva contare erano le rette degli studenti,

-      l’unico prestito ricevuto per avviare l’attività di ______ era stato quello da parte di __________, in ragione di “un importo di CHF o EUR 50/60’000”,

-      non erano mai stati fatti altri tentativi per reperire capitali,

-      inizialmente, in attesa del versamento delle prime rette da parte degli studenti, ______ aveva ricevuto un prestito unicamente da __________ e a tutti i fornitori era stato chiaramente spiegato che le loro fatture sarebbero state onorate solo nei mesi successivi, man mano che avremmo avuto le prime entrate”

(VI SG 25.8.2016, pag. 4, AI 40 inc. MP __________).

Del resto, che ______ non avesse una sufficiente dotazione di capitale iniziale è ben evidente dal fatto che, non appena gli studenti (una volta scoperto l’inganno) hanno smesso di versare le rette, l’associazione è, sostanzialmente, collassata.

In ogni caso, se, realmente, l’attività di ______ avesse potuto prendere avvio contando su prestiti, peraltro piuttosto importanti, di amici e conoscenti, non è dato comprendere per quale motivo, l’imputata, non ne abbia parlato (così come, invece, ha riferito del prestito di __________) e abbia, addirittura, spiegato di aver dovuto chiedere ai vari fornitori di pazientare per ottenere il pagamento di quanto loro dovuto.

A ciò va aggiunto che, dagli atti, è emerso, ad esempio, quanto segue:

-      i soldi versati a __________ non erano, in realtà, da ricondurre alla restituzione di un prestito fatto da quest’ultimo per finanziare l’attività di ______ (come preteso nella ricostruzione), bensì ad un impegno assunto a suo tempo da AP 1 in nome e per conto di una società, la __________ (cfr. allegati 7e8a VI PP 15.3.2018 AP 1, AI 177 inc. MP __________). Del resto l’imputato, confrontato con l’evidenza dei documenti attestanti l’impegno a suo tempo assunto in nome e per conto __________, ha tentato di correggere il tiro rispetto alle sue precedenti dichiarazioni affermando, prima, che i soldi versati a __________ erano in parte da ricondurre al citato impegno in nome e per conto della citata società e in parte alla restituzione del prestito per il finanziamento di ______, poi riservandosi di riflettere meglio sulla questione (cfr. VI PP 15.3.2018, pag. 8-9, AI 177 inc. MP __________), salvo mai ritornare sul tema;

-      i soldi versati a __________ non erano una restituzione di un prestito per il finanziamento di __________, bensì il pagamento degli affitti arretrati di un appartamento a __________ locato alla già citata associazione __________ __________ rappresentata dall’imputato e abitato da quest’ultimo (cfr. allegati doc. 12 e 13 a VI PP 15.3.2018, AI 177 inc. MP __________; cfr., anche, dichiarazioni dell’imputato al dibattimento d’appello, verb. dib. d’appello, pag. 3). La tesi di AP 1, secondo cui Di Maio avrebbe prestato dei soldi a ______ benché già fosse creditore nei confronti dell’associazione __________ ra

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