Incarto n. 17.2015.207
Locarno 17 marzo 2016/mi
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte di appello e di revisione penale
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will, presidente, Damiano Stefani e Giovanni Celio
segretaria:
Sara Lavizzari, vicecancelliera
per statuire sul reclamo presentato il 4 novembre 2015 da
IS 1
contro la decisione indipendete successiva 22 ottobre 2015
ritenuto
in fatto che: - nel corso del 2015 IS 1 ha subito le seguenti condanne:
· con DA n. 209/2015 del 20 gennaio 2015, passato incontestato in giudicato, il procuratore pubblico l’ha ritenuto autore colpevole di violenza o minaccia contro le autorità e i funzionari e ingiuria e l’ha condannato alla pena pecuniaria di 90 aliquote giornaliere da fr. 30.- cadauna (per complessivi fr. 2’700.-) con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, sarebbe stata ordinata l’esecuzione di una pena detentiva di 90 giorni;
· con DAC n. 125/2015 del 20 aprile 2015, pure passato incontestato in giudicato, è stato ritenuto autore colpevole di guida senza autorizzazione e condannato alla pena pecuniaria di 150 aliquote giornaliere da fr. 60.ciascuna, per complessivi fr. 9'000.- con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, sarebbe stata ordinata l’esecuzione di una pena detentiva di 150 giorni;
- con istanze 27 marzo e 6 giugno 2015, IS 1 ha chiesto la commutazione delle pene pecuniarie a suo carico in lavoro di pubblica utilità;
- statuendo il 22 ottobre 2015, il procuratore pubblico ha respinto la richiesta di IS 1 di commutare le pene pecuniarie in lavoro di pubblica utilità, osservando, da un lato, che egli non ha sufficientemente documentato la sua situazione finanziaria e, dall’altro, che il genere di reati commessi esclude che vi siano i presupposti per convertire le pene pecuniarie in lavoro di pubblica utilità. Il magistrato inquirente ha, però, ritenuto comunque giustificato ridurre l’ammontare dell’aliquota inflitta a IS 1 con il DAC 125/2015 da fr. 60.- a fr. 30.- (per complessivi fr. 4'500.-) e concedere la proroga del termine di pagamento per 24 mesi (DIS.2015.42);
- con scritto 4 novembre 2015, IS 1 ha chiesto di rivedere l’ammontare delle aliquote a suo carico o di sospendere momentaneamente il pagamento delle rate poiché, essendo nel frattempo diventato padre (il figlio è nato il 2 settembre 2015) e dovendo versare alla madre un contributo di mantenimento, non è in grado di far fronte a tutte le spese (I);
- con scritto 16 febbraio 2016 questa Corte ha chiesto a IS 1 di produrre la documentazione attestante il reddito da egli percepito (sia attualmente che al momento dell’emanazione dei decreti d’accusa a suo carico) e la convenzione per l’obbligo di mantenimento del figlio sottoscritta e approvata dall’Autorità di protezione;
- il 18 febbraio 2016 il reclamante ha inviato a questa Corte la seguente documentazione:
· riconoscimento di debito del 7 ottobre 2015 nei confronti di __________ per l’importo di fr. 10'000.-, rimborsabili in rate mensili di fr, 200.-;
· estratti conto UBS per i periodi 01.02 – 14.02.2016 / 01.01. – 31.01.2016 / 01.01. – 31.01.2015 e 01.04. – 30.04.2015;
· convenzione per l’obbligo di mantenimento sottoscritta dalle parti il 25.01.2016 e approvata dall’ARP il 28.01.2016;
· dichiarazione d’imposta delle persone fisiche 2014.
Egli ha, inoltre, precisato che le entrate provenienti dalla sua attività indipendente e deducibili dai documenti bancari sono entrate lorde e “vanno quindi dedotte ancora le spese quali acquisto materiale, nafta, veicoli, collaboratori, ecc.” (IV).
considerando
in diritto che: - nei casi in cui il procedimento penale si conclude con un DA, competente per emanare le decisioni indipendenti successive è il ministero pubblico (art. 363 cpv. 2 CPP);
- contro la decisione del procuratore pubblico l'interessato può presentare opposizione ex art. 354 CPP (Messaggio del 21 dicembre 2005 concernente l'unificazione del diritto processuale penale, pag. 1201; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, 2a edizione, Zurigo/San Gallo 2013, n. 4 ad art. 363, pag. 714 e n. 5 ad art. 365, pag. 718; Schmid, Handbuch des Schweizerischen Strafprozessrechts, Zurigo/San Gallo 2009, § 86, n. 1395, pag. 638; Perrin in: Kuhn/Jeanneret (curatori), Commentaire Romand, Code de procédure penale suisse, Basilea 2011, n. 20 ad art. 363, pag. 1627; Schwarzenegger in: Donatsch/Hansjakob/Lieber (curatori), Kommentar zur Schweizerischen Strafprozessordnung, 2a edizione, Zurigo/Basilea/Ginevra 2014, n. 6 ad art. 363, pag. 2131);
- avverso la decisione su opposizione del Ministero pubblico è dato direttamente reclamo ex art. 393 segg. CPP (Schmid, Praxiskommentar, op. cit., n. 5 ad art. 365, pag. 718; Heer in: Niggli/Heer/Wiprächtiger (curatori), Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 2a edizione, Basilea 2014, n. 9 segg. ad art. 365, pag. 2810; DTF 141 IV 396, consid. 3 e 4) a questa Corte;
- lo scritto 4 novembre 2015 può essere trattato (e compreso) unicamente quale reclamo ex art. 393 segg. CPP contro la decisione indipendente successiva del procuratore pubblico di commutare le pene pecuniarie e la multa in pena detentiva, a fronte della richiesta del ricorrente di sostituire le stesse con un lavoro di pubblica utilità;
- giusta l’art. 36 cpv 3 CP, se il condannato non può pagare la pena pecuniaria perché, senza sua colpa, le condizioni determinanti per la commisurazione dell’aliquota giornaliera si sono notevolmente deteriorate dopo la sentenza, egli può chiedere al giudice la sospensione dell’esecuzione della pena detentiva sostitutiva e proporre in sua vece: la proroga del termine di pagamento per ventiquattro mesi al massimo (lett. a), la riduzione dell’importo dell’aliquota giornaliera (lett. b) oppure l’esecuzione di un lavoro di pubblica utilità (lett. c);
- con il suo reclamo IS 1 non pretende che, dopo l’emanazione dei decreti d’accusa e della decisione indipendente successiva del PP, il suo reddito sia diminuito ma si limita a sostenere che, a partire dal mese di settembre 2015, le sue spese mensili sono aumentate a causa della nascita del figlio, per il quale si è impegnato a versare alla madre fr. 200.- mensili a titolo di contributo di mantenimento (cfr. Convenzione per l’obbligo di mantenimento prodotta il 18.02.2016);
- ciò che si tratta di stabilire è se a causa di questa nuova spesa mensile la condizione finanziaria di IS 1 si è deteriorata al punto di giustificare un’ulteriore riduzione dell’ammontare delle aliquote a suo carico. Nonostante il reclamante non abbia fornito elementi sufficienti a definire con precisione la sua attuale e passata situazione di reddito, la convenzione approvata dall’ ARP dimostra, in modo incontrovertibile, che gli oneri cui egli deve far fronte sono aumentati in maniera per lui importante rispetto al momento in cui è stato determinato l’ammontare dell’aliquota giornaliera. Pertanto, questa Corte ritiene giustificato, in un ragionamento ex aequo et bono, ridurre l’ammontare delle aliquote a suo carico da fr. 30.- a fr. 20.-;
- ne deriva che l’importo complessivo da pagare da parte del reclamante ammonta a fr. 4'800.- (1'800.- + 3'000.-) e che tale importo potrà essere pagato, così come già disposto dal PP, in 24 mensilità;
- si prescinde, anche in questa sede, dal prelievo di tasse e spese;
Per questi motivi,
visti gli art. 36 cpv. 1 e cpv. 3 CP
363 segg. e 393 segg. CPP
10 e 12 LEPEM;
dichiara e pronuncia:
1. Il reclamo è accolto ai sensi dei considerandi.
Di conseguenza:
1.1. l’ammontare delle aliquote giornaliere delle pene pecuniarie inflitte ad IS 1 con il DA 209/2015 del 20 gennaio 2015 e il DAC 125/2015 del 20 aprile 2015 è ridotto da fr. 30.a fr. 20.-.
1.2. L’importo complessivo delle aliquote giornaliere di fr. 4'800.- (DA 209/2015 e DAC 125/2015) potrà essere versato in 24 mensilità.
1.3. In caso di mancato pagamento, le pene pecuniarie saranno sostituite con una pena detentiva di 240 giorni.
2. Non si prelevano tasse di giustizia o spese.
3. Intimazione a:
4. Comunicazione a:
- Ufficio dell’incasso e delle pene alternative, Via Naravazz 1, 6808 Torricella - Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano - Ufficio assistenza riabilitativa, ufficio del Patronato, Piazza Molino Nuovo 15, 6900 Lugano
P_GLOSS_TERZI
Per la Corte di appello e di revisione penale
La presidente La segretaria
Rimedi giuridici
Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.