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Grigioni Tribunale amministrativo Prassi del Tribunale amministrativo (PTA) 31.12.2002 PVG 2002 10

31 dicembre 2002·Italiano·Grigioni·Tribunale amministrativo Prassi del Tribunale amministrativo (PTA)·PDF·2,193 parole·~11 min·4

Riassunto

Praxis Verwaltungsgericht | Regeste: siehe PVG-Dokument\x3Cbr\x3E

Testo integrale

6/10 Sozialversicherung PVG 2002 48 versicherte Person, sofern sie mit einem Entscheid des Versicherers nicht einverstanden ist, verlangen, dass dieser innerhalb von 30 Tagen eine schriftlich begründete Verfügung ausstellt. Die Beschwerdeführerin ersuchte am 27. Oktober 2000 um Erlass einer solchen Verfügung, da sie mit der ihr durch Schreiben vom 5. Oktober 2000 angekündigten Leistungseinstellung per 1. August 2000 nicht einverstanden war. Die Versicherung hätte es in der Hand gehabt, die Verfügung umgehend zu erlassen und die Leistungen entsprechend früher einzustellen.Trotz zwei Erinnerungsschreiben der Beschwerdeführerin vom 11. Dezember 2000 und vom 12. März 2001 wurde die anbegehrte Verfügung jedoch erst fünf Monate später, nämlich am 6. April 2001 ausgestellt. Für die Nichteinhaltung der gesetzlichen Frist von Art. 80 Abs. 1 KVG werden von der Versicherung keine rechtfertigenden Gründe genannt. Die Leistungseinstellung auf einen früheren Zeitpunkt als das Verfügungsdatum wäre deshalb mit dem Grundsatz der Rechtssicherheit nicht vereinbar. Im Dispositiv der Verfügung vom 6. April 2001 ist im Übrigen das Datum des 1. August 2000 nicht explizit vermerkt, sondern es wird nur die «weitere Kostenübernahme für die Myombehandlung» abgelehnt. Lediglich aus der Verfügungsbegründung geht hervor, dass die Leistungseinstellung rückwirkend per 1. August 2000 erfolgen soll. Zusammenfassend ist festzuhalten, dass die Versicherung ab dem 6. April 2001 nicht mehr zur Kostenübernahme verpflichtet war, da die Myombehandlung ab diesem Zeitpunkt rechtsgenüglich als nicht mehr wirksam, zweckmässig und wirtschaftlich im Sinne von Art. 32 Abs. 1 KVG ausgewiesen war. Die Beschwerde ist deshalb teilweise gutzuheissen. S 01 260 Urteil vom 3. Mai 2002 Assicurazione malattie. Costi della degenza ospedaliera a carico dell’assicurato giusta l’art. 64 cpv. 5 LAMal e l’art. 104 OAMal. Interpretazione delle nozioni di «famiglia» e di «oneri di famiglia.» — Il vecchio padre che vive nell’economia domestica della figlia è esonerato dal contributo al costo di degenza ospedaliera giusta quanto stabilito all’art. 104 OAMal (cons. 1, 5). — Principi che regolano l’interpretazione di una disposizione legale (cons. 2). 10

6/10 Sozialversicherung PVG 2002 49 — Concetto di famiglia e di oneri familiari (cons. 3). — Interpretazione conforme anche ai disposti della LAINF (cons. 4). Krankenversicherung. Beitrag an die Kosten des Spitalaufenthalts zulasten des Versicherten gemäss Art. 64 Abs. 5 KVG und Art. 104 KVV. Interpretation der Begriffe «Fami- lie» und «finanzielle Belastung der Familie». — Der bejahrte Vater, der bei der Familie seiner Tochter wohnt, ist vom Beitrag an die Kosten des Spitalaufenthalts gemäss Art. 104 KVV befreit (E.1, 5). — Grundsätze, die die Interpretation einer gesetzlichen Norm regeln (E.2). — Begriff der «Familie» und der «finanziellen Belastung der Familie» (E.3). — Interpretation in Übereinstimmung auch mit dem UVG (E.4). Considerandi: 1. Giusta l’art. 64 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni ottenute (cpv. 1). Essi pagano inoltre un contributo ai costi di degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5). Per quanto attiene ai costi della degenza, l’art. 104 OAMal stabilisce che il contributo ammonta a fr. 10.– al giorno e che sono esonerati dal pagamento dello stesso gli assicurati che vivono in comunione domestica con una o più persone, con le quali hanno un rapporto attinente al diritto di famiglia. Nell’evenienza si pone propriamente la questione di sapere se il padre, che vive nella famiglia della figlia in qualità di persona anziana bisognosa di cure e di assistenza, possa per questo fatto essere esonerato dal pagamento del contributo giusta i disposti sopra richiamati. Mentre per la convenuta, il termine famiglia va inteso in senso stretto, cioè genitori e figli con obblighi di mantenimento risultanti dal diritto civile, il ricorrente considera che anche il padre che vive con la figlia nella stessa economia domestica debba essere considerato come un membro della famiglia, questa volta intesa in un senso più ampio. 2. Nell'applicazione del diritto, il Giudice deve eruire il concetto della disposizione legale attenendosi in primo luogo al significato letterale della norma. Solo quando, a causa di concetti generali o indefiniti, la legge codificata può dar adito a diverse interpretazioni, il Giudice, investendosi parzialmente del ruolo di le-

6/10 Sozialversicherung PVG 2002 50 gislatore, può interpretare il senso della norma avvalendosi dei metodi riconosciuti da prassi e giurisprudenza quali metodi di interpretazione di una disposizione legale (Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 1. Volume, no. 20, pag. 127 ss). Nell’evenienza concreta, si tratta di stabilire cosa il legislatore abbia inteso con il termine «oneri familiari» o chi siano gli assicurati che vivono nella stessa economia domestica e che hanno per di più «un rapporto attinente al diritto di famiglia». Grammaticalmente, la nozione di famiglia si riferisce sia al nucleo sociale rappresentato da due individui uniti tramite il vincolo del matrimonio e la loro discendenza, oppure come il complesso di persone che discendono dalla stessa stirpe. In termini giuridici, a seconda dei campi di regolamentazione in discussione, il concetto può riferirsi all’accezione più ampia o più restrittiva (DTF 121 V 128), per cui di riflesso anche il termine familiare può riferirsi all’una o all’altra situazione. Per stabilire quale fosse l’idea a fondamento degli art. 64 LAMal e 104 OAMal occorre in primo luogo consultare i lavori preparatori. Nel proprio messaggio al Parlamento (FF del 28 gennaio 1992, no. 3, pag. 196), il Consiglio federale ribadiva di non voler rinunciare completamente al principio stando al quale l’assicurato era tenuto a versare un contributo ai costi del soggiorno e di vitto per la degenza. Detto principio vigeva infatti anche nell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni (art. 17 cpv. 2 LAINF e art. 27 cpv. 2 OAINF). Per questo, in assonanza a questa regola, il Consiglio federale proponeva, da un lato, di mantenere un contributo, il cui ammontare sarebbe stato fissato dall’esecutivo federale, e, d’altro canto, di scalare detto contributo a seconda degli oneri familiari. Maggiori ragguagli su quanto si intendesse con il termine oneri di famiglia il citato messaggio non ne fornisce. 3. a) L’idea a fondamento delle disposizioni riguardanti la partecipazione ai costi della degenza ospedaliera è quella stando alla quale, la persona avrebbe comunque dovuto assumersi delle spese per il proprio mantenimento anche se fosse rimasta a casa (cfr. A. Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, 1996, pag. 150, e Dieter Widmer, Die Sozialversicherung in der Schweiz, 3. edizione, pag. 156). Evidentemente il relativo risparmio di non dover portare avanti per detto periodo un’economia domestica non riguarda che le persone che vivono da sole. Per le altre, l’assenza di un membro che altrimenti convive nell’economia domestica non comporta lo stesso vantaggio in termini di risparmio. Per questo motivo, l’esonero dalla partecipazione riguarda pure solo quei

6/10 Sozialversicherung PVG 2002 51 membri che vivono nella stessa economia domestica. Scopo quindi della disposizione non è in primo luogo il promovimento della famiglia, ma un’equa assunzione di parte dei costi che avrebbero comunque pesato sul bilancio anche senza l’ospedalizzazione. Giusta il parere espresso da Gebhard Eugster, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Krankenversicherung, marginale no. 347, la riduzione di cui all’art. 64 cpv. 5 dovrebbe estendersi a tutte le persone che vivono nell’economia e per le quali vige un dovere di assistenza tra parenti, dovere che non dovrebbe essere solo economico ma che potrebbe anche tradursi in prestazioni in natura. Questa tesi è per questo Giudice meritevole di protezione. Giusta la formulazione di cui all’art. 104 cpv. 2 OAMal, l’esonero si estende alle persone con le quali esiste un rapporto attinente al diritto di famiglia. Questo rapporto esiste manifestamente sia in virtù di quanto previsto agli art. 163 (obbligo di mantenimento della famiglia) e 273 (obbligo di mantenimento dei genitori verso i figli) CC, ma parimenti per quanto sancito all’art. 328 CC. A mente di detto disposto, che regola la comunione di famiglia, chi vive in condizioni agiate è tenuto a soccorrere i parenti in linea ascendente e discendente quando senza di ciò essi cadessero nel bisogno. b) Nell’evenienza in parola, il padre bisognoso di cure vive nell’economia domestica della figlia, la quale lo assiste e accudisce. Già in virtù del dovere di assistenza tra parenti tale aiuto che la figlia profonde al padre non può essere considerato estraneo ad un rapporto attinente al diritto di famiglia, ma appare vero propriamente il contrario. Non vada poi dimenticato che negli ultimi anni, e precisamente con l’introduzione della decima revisione della LAVS, la presa a carico da parte dei figli dei genitori anziani è stata dal legislatore riconosciuta come un compito fondamentale del nostro sistema sociale, meritevole quindi di essere pure corrispondentemente onorato in termini finanziari (accrediti per compiti assistenziali). Inoltre è stata operata una parificazione tra i due principali compiti che vengono assunti dalla famiglia. Sia chi svolge compiti assistenziali che chi assume compiti educativi ha diritto alle stesse prestazioni in materia di LAVS. La relativamente recente normativa in materia di LAMal (entrata in vigore nel 1996) non può in questo senso essere senz’altro reputata ignorare l’assistenza tra parenti. Scegliendo una formulazione volutamente ampia come quella di cui all’art. 104 cpv. 2 OAMal, il legislatore ha probabilmente voluto operare una certa coordinazione tra i vari compiti attinenti al diritto di famiglia riconosciuti anche in materia di AVS. In questo contesto si giustifica pertanto operare

6/10 Sozialversicherung PVG 2002 52 un’interpretazione del testo legale conformemente agli indirizzi ed allo scopo delle parallele normative in materia di sicurezza sociale. c) Effettivamente, il testo di cui all’art. 64 cpv. 5 LAMal, nella versione tedesca, si riferisce agli oneri familiari, facendo espresso riferimento all’aspetto finanziario di questi. In questo senso potrebbe perlomeno sorgere il dubbio che l’ampia formulazione scelta a livello di ordinanza vada oltre quanto il testo di legge intendesse delegare al Consiglio federale. A questo riguardo è però d’obbligo fondarsi sulle tre versioni ufficiali della legge, le quali hanno per principio uguale valore. Infatti, la formulazione tedesca dell’art. 64 cpv. 5 LAMal con «nach der finanziellen Belastung der Familie» diverge dalle versioni italiana e francese, le quali tralasciano il riferimento all’aspetto finanziario degli oneri per parlare solo di «oneri familiari» o di «charges de famille». Per questo, non è neppure dato concludere che corrispondesse ad una chiara volontà del legislatore tenere in considerazione, per giustificare l’esonero dai costi di ospedalizzazione, solo quelle relazioni familiari che potessero comportare degli oneri meramente finanziari, anziché anche delle prestazioni in natura. 4. Anche il riferimento, fatto a livello di lavori preparatori e in Maurer (op. cit. pag. 150), alle disposizioni conosciute dalla LAINF non si oppone ad una interpretazione del concetto di famiglia nel senso qui operato. Infatti, le disposizioni in materia di infortuni graduano la partecipazione ai costi della degenza a seconda della questione di sapere se la persona è sola o sposata, se ha obblighi di mantenimento o di assistenza verso terzi e se infine ha o meno dei figli, nel qual caso è esonerata da qualsiasi obbligo (cfr. art. 17 cpv. 2 LAINF e art. 27 OAINF). In questo senso quindi, se il legislatore avesse voluto ridurre la nozione di oneri familiari al solo rapporto tra coniugi o tra genitore e figli, egli avrebbe con probabilità proceduto alle dovute precisazioni e non scelto una formulazione volutamente alquanto ampia. Per il Tribunale amministrativo, il riferimento alla legislazione in materia di assegni familiari o per figli (LAF) che la convenuta fa per contestare il concetto di oneri familiari nel caso concreto è invece poco pertinente. Indiscussamente, l’idea a fondamento degli assegni familiari e per figli è il promovimento della famiglia in senso stretto. In questo senso lo scopo della normativa in materia di malattie e quella sugli assegni familiari è essenzialmente diverso, per cui nulla lascia apparire giustificato la ripresa del concetto di famiglia valido in ambito LAF nel presente contesto.

6 /11 Sozialversicherung PVG 2002 53 5. Ne discende che l’assicurato ha diritto di essere esonerato dal contributo preteso per le spese di ricovero, motivo per cui il ricorso deve essere accolto e la decisione del 13 novembre 2001 annullata. S 02 23 Sentenza del 16 aprile 2002 Arbeitslosenversicherung. Erfüllung der Beitragszeit. — Wer den gesetzlichen Voraussetzungen der Erfüllung der Beitragszeit genügt, kann nicht von deren Erfüllung befreit werden; eine nachträgliche Anpassung der Höhe des versicherten Einkommens mit der Begründung, eine zugesicherte, aber nicht angetretene Beschäfti- gung hätte einen höheren Beschäftigungsgrad gebracht, ist unzulässig. Assicurazione contro la disoccupazione. Adempimento del periodo di contribuzione. — Chi soddisfa le condizioni legali e adempie il periodo di contribuzione, non può essere esonerato dal suo adempimento; un successivo adeguamento dell’ammontare del guadagno assicurato – a motivo che in un posto di la- voro che era stato garantito, ma non iniziato, il grado di occupazione sarebbe stato superiore – è inammissibile. Sachverhalt: 2. Per 1. Juni 2000 stellte X. Antrag auf Arbeitslosenentschädigung, wobei sie sich zuerst als 80% und später als 100% vermittelbar meldete. Aufgrund des Scheidungsurteils fielen ihre Alimente in der Höhe von monatlich Fr. 500.– per 1. Oktober 2000 weg. Ebenfalls auf jenen Zeitpunkt entfielen die Unterhaltsbeiträge für den jüngeren Sohn, welcher bei der Mutter wohnte, da diese von dessen Volljährigkeit an bis zum Ende der Lehrzeit direkt an ihn überwiesen wurden. Aufgrund dieser Tatsachen und weil sie nicht mit Fr. … monatlich leben könne, stellte die Versicherte am 24. April 2001 bei der Arbeitslosenkasse Antrag auf Erhöhung des anrechenbaren Einkommens auf 100% während der gesamten Beitragszeit. 3. Mit Verfügung vom 21. November 2001 teilte die Kasse der Versicherten mit, dass sie kein Anrecht auf Erhöhung der Arbeitslosenentschädigung von 70% auf 100% habe, weil sie die volle 11

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