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Bundesverwaltungsgericht 19.10.2011 D-5610/2011

19 ottobre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,316 parole·~7 min·2

Riassunto

Asilo (non entrata nel merito / nuova procedura d'asilo per la Svizzera) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, decisione dell'UFM del 3 ottobre 2011

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5610/2011 Sen tenza   d e l   1 9   ottobre   2011 Composizione Giudice Pietro Angeli­Busi, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach;  cancelliera Antonella Guarna. Parti A._______, nato il (…), Kosovo,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 3 ottobre 2011 / N […].

D­5610/2011 Pagina 2 Visto: la  prima  domanda  di  asilo  che  l'interessato  ha  presentato  il  (…)  in  Svizzera, la  decisione  dell'UFM  del  14  dicembre  2010,  mediante  la  quale  detto  Ufficio  non  è  entrato  nel  merito  della  citata  domanda  di  asilo  ai  sensi  dell'art.  34 cpv. 1  della  legge  del  26 giugno 1998  sull'asilo  (LAsi; RS 142.31)  ed  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, la crescita in giudicato in data 23 dicembre 2010 della suddetta decisione  dell'UFM,  la scomparsa dell'interessato e la sua partenza in data (…) alla volta della  B._______,  la domanda di asilo che l'interessato ha presentato in B._______ il (…),  l'accordo in data (…) da parte delle autorità svizzere alla riammissione sul  territorio elvetico dell'interessato, nell'ambito di una procedura Dublino, su  richiesta delle autorità (…),   l'entrata in Svizzera dell'interessato in data (…),  la  seconda  domanda  di  asilo  che  l'interessato  ha  presentato  il  (…)  in  Svizzera,  i  verbali  di  audizione  del  29  agosto  2011  concernenti,  l'uno,  l'audizione  sommaria  (di  seguito:  verbale  1)  e,  l'altro,  il  diritto  di  essere  sentito  in  merito all'applicazione dell'art.  32 cpv. 2  lett.  e LAsi  (di  seguito:  verbale  2),  nonché  il  verbale  di  audizione  del  14  settembre  2011  dell'audizione  federale diretta (di seguito: verbale 3),  la decisione dell'UFM del 3 ottobre 2011, notificata all'interessato il giorno  seguente (cfr. risultanze processuali), il  ricorso  inoltrato dall'insorgente  il  10 ottobre 2011  (cfr.  timbro del  plico  raccomandato), l'incarto dell'UFM in originale pervenuto al Tribunale il 12 ottobre 2011, 

D­5610/2011 Pagina 3 i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessario,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono, e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA; RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF;  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF;  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca  di  protezione  (art. 31  e  33  lett. d  LTAF,  art.  105  LAsi  e  art. 83 lett. d cifra 1 LTF),  che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni  d'ammissibilità di cui agli artt. 48 cpv. 1 e 52 PA, nonché 108 cpv. 2 LAsi,  che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e  dell'art.  37  LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata;  che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento può svolgersi in tale lingua, che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed  il  ricorso  è  stato  presentato  in  tale  lingua;  che,  pertanto,  la  presente  sentenza va redatta in italiano, che, in sede di audizione, l'interessato ha dichiarato di essere originario di  C._______  (Kosovo),  dove ha vissuto dalla nascita  sino al  suo espatrio  all'inizio del mese di (…) 2010,  che il medesimo ha affermato di non avere fatto ritorno nel suo Paese di  origine  dopo  il  (…)  2010,  nonché  dopo  la  conclusione  infruttuosa  della  prima  procedura  di  asilo,  bensì  di  essersi  trasferito  a  D._______  (Svizzera) presso dei parenti e poi di essersi  recato  in B._______, dove  avrebbe  depositato  un'altra  domanda  di  asilo;  che,  dopo  l'avviso  delle  autorità  (…)  di  lasciare  la  B._______,  l'interessato  sarebbe  partito  spontaneamente  e  sarebbe  giunto  nuovamente  in  Svizzera,  dove  ha  depositato una seconda domanda di asilo; che il medesimo ha indicato di  invocare gli stessi motivi di asilo rispetto a quelli fatti valere in occasione  del  primo  procedimento,  adducendo  inoltre  che  –  durante  la  prima 

D­5610/2011 Pagina 4 procedura  di  asilo  –  se  ne  sarebbero  aggiunti  altri;  che,  segnatamente,  egli ha dichiarato di essere stato avvertito telefonicamente dalla madre e  dal fratello in Kosovo di essere stato accusato da un certo "E._______" di  aver abusato di lui sessualmente, nonché di essere ricercato dai familiari  di  quest'ultimo  che  lo  vorrebbero  uccidere  (cfr. verbale 1  pagg.  4­5  e  verbale 2 pag. 1); che questi familiari si sarebbero recati al suo domicilio  per  cercarlo  la  prima volta  (…) dopo  che era arrivato a F._______ e  la  seconda volta (…) orsono (cfr. verbale 1 pagg. 5­6, verbale 2 e verbale 3  D22 e segg.),   che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  constatato  che  la  prima  procedura  di  asilo  si  è  definitivamente  conclusa  con  la  crescita  in  giudicato della decisione del 14 dicembre 2010 ed  il  richiedente non ha  addotto  nessun  fatto  proprio  a  motivare  la  sua  qualità  di  rifugiato  o  determinante per la concessione della protezione provvisoria, ritenuto che  i  motivi  di  asilo  presentati  in  questa  procedura  sarebbero  inverosimili;  che,  inoltre,  detto  Ufficio  ha  considerato  che  né  la  situazione  politica  attuale  del  Kosovo,  né  motivi  individuali  relativi  alla  persona  del  richiedente  –  appartenente  alla  minoranza  rom  di  lingua  albanese,  proveniente  da  C._______  –  o  dal  punto  di  vista  tecnico  e  pratico  si  opporrebbero all'esecuzione dell'allontanamento nel suo Paese di origine,  con  particolare  riferimento  alle  argomentazioni  già  elencate  nella  decisione  del  14  dicembre  2010,  alle  quali  non  si  sarebbero  aggiunti  nuovi elementi,  che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  e  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera e l'esecuzione  dell'allontanamento verso il suo Paese di origine siccome lecita, esigibile  e possibile, che, nel gravame, l'insorgente contesta la decisone dell'UFM, sostenendo  che  detto  Ufficio  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua  nuova  domanda  di  asilo,  la  cui  presentazione  si  giustificherebbe,  poiché  egli  avrebbe  ricevuto  delle  concrete  minacce  di  morte,  secondo  i  fatti  che  avrebbe già narrato durante le audizioni; che, in particolare, riguardo alle  argomentazioni  dell'UFM,  egli  fa  valere  di  aver  fornito  le  necessarie  informazioni alle autorità, di non conoscere l'identità dei suoi persecutori,  in quanto mascherati, nonché contesta che le sue dichiarazioni possano  essere ritenute inverosimili per non essersi presentato immediatamente a  chiedere  l'asilo  e  per  non  aver  raccolto maggiori  informazioni  in merito  alle  minacce  asserite;  che,  inoltre,  il  ricorrente  ritiene  non 

D­5610/2011 Pagina 5 ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione  dell'allontanamento  in  Kosovo,  dove – in caso di rinvio – la sua vita sarebbe in pericolo, rischierebbe di  essere  esposto  a  trattamenti  inumani  e  degradanti,  non  saprebbe  dove  stare  e  non  avrebbe  nessuno,  tranne  il  fratello,  il  quale  non  potrebbe  occuparsi  di  lui,  essendo  sposato;  che,  infatti,  parte  della  sua  famiglia  vivrebbe  in  Svizzera;  che,  infine,  egli  ultimamente  sarebbe  fortemente  depresso  e  dovrebbe  ricevere  una  convocazione  dal  servizio  psico­ sociale  per  affrontare  il  suo  disagio  psichico;  che,  di  conseguenza,  dovrebbe essere ammesso provvisoriamente in Svizzera,  che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  di  asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  ha  altresì  presentato  una  domanda  di  esenzione  dal  pagamento delle presumibili spese processuali,  che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda di asilo se  il  richiedente è già stato oggetto  in Svizzera di una  procedura  di  asilo  terminata  con  decisione  negativa  o  se,  mentre  era  pendente  la  procedura  di  asilo,  è  rientrato  nel  Paese  di  origine  o  di  provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  vi  siano  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti per la concessione della protezione provvisoria, che,  nella  fattispecie,  la  prima  procedura  di  asilo  si  è  definitivamente  conclusa  con  la  crescita  in  giudicato  della  decisione  dell'UFM  del  14  dicembre 2010,  che  il  ricorrente  ha  espressamente  dichiarato  di  non  essere  rientrato  in  Kosovo tra la crescita in giudicato della suddetta decisione e l'inoltro della  seconda domanda di asilo  in Svizzera e di  far valere gli  stessi motivi di  asilo, invocati in occasione del primo procedimento di asilo (cfr. verbale 1  pagg. 1­7 e pagg. 5­6, nonché verbale 2, verbale 3 D15 e ricorso pag. 2), che,  tuttavia,  l'insorgente  ha  addotto  ulteriori  elementi  che  si  sarebbero  aggiunti a sostegno della sua presente domanda di asilo, quali le minacce  di morte da parte dei familiari di un certo "E._______",  il quale l'avrebbe  accusato  di  aver  abusato  di  lui  sessualmente,  secondo  quanto  gli  sarebbe  stato  riferito  dalla  madre  e  dal  fratello  in  Kosovo,  senza  però  essere in grado di corroborarne minimamente la consistenza, 

D­5610/2011 Pagina 6 che, infatti, il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione,  alle  cui  argomentazioni  può essere rinviato,  che,  a  titolo  di  esempio,  il medesimo non è  stato  in  grado di  indicare  il  cognome  della  famiglia  a  cui  apparterrebbero  il  suo  accusatore,  così  come  i  suoi  persecutori,  tanto  più  che  ha  affermato  di  conoscere  e  salutare detto "E._______" quando lo incontrava (cfr. verbale 3 D50­54 e  D69, D76); che tale informazione generale doveva essere conosciuta dal  ricorrente,  indipendentemente  dal  fatto  che  i  familiari  del  suddetto  individuo fossero mascherati (cfr. ricorso pag. 2); che, d'altronde, egli ha  fornito  informazioni  stereotipate  e  prive  di  dettagli  su  quanto  sarebbe  accaduto,  limitandosi  a  dire  che  i  suoi  persecutori  sarebbero  andati  a  cercarlo al domicilio per ucciderlo (cfr. verbale 1 pagg. 5­6, verbale 2 D3  e  verbale 3 D23, D33, D41­D43 e D47 e  segg.),  ciò  che è  indice di  un  illogico  disinteresse  per  la  vicenda,  giustificandosi  con  la  mancanza  di  soldi, la depressione del padre o addirittura la stanchezza (cfr. verbale 3  D65­D68);  che,  del  resto,  le  circostanze  stesse  in  cui  il  ricorrente  si  è  trovato a presentare una nuova domanda di asilo in Svizzera, dimostrano  che  egli  l'abbia  depositata  senza  alcuna  cognizione  ed  inventando  un  racconto  ad  hoc;  che,  infatti,  sebbene  il  ricorrente  abbia  detto  di  fare  valere  i medesimi motivi del primo procedimento di asilo, quanto reso  in  questa  procedura  non  ha  nulla  a  che  fare  con  quanto  esposto  in  precedenza  (cfr. verbale  1,  2  e  3  a  confronto  con  l'incarto  UFM  della  prima  domanda  di  asilo);  che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  i  motivi di asilo asseriti sono inverosimili,  che,  pertanto,  vi  è  ragione  di  concludere  all'assenza  di  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti per la concessione della protezione provvisoria ai sensi della  giurisprudenza  (cfr.  DTAF  2009/53  consid.  4.2  pag.  769  e  relativi  riferimenti), che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela e la decisione impugnata va confermata, che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 dell'Ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto  1999  [OAsi  1; 

D­5610/2011 Pagina 7 RS 142.311]; Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera  di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 21),  che,  in  particolare,  riguardo  alla  presenza  di  alcuni  suoi  famigliari  in  Svizzera  (il  padre  e  un  fratello),  il  ricorrente  non  può  manifestamente  appellarsi al principio dell'unità della famiglia, laddove egli è maggiorenne  e non ha alcun legame di dipendenza con detti familiari, in virtù dei chiari  dettami  fissati  dalla  giurisprudenza  dell'art.  8  della  Convenzione  del  4  novembre  1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101;  cfr.  sentenza  del  Tribunale  D­2992/2009 del 26 agosto 2011 consid. 6.1.1),  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art.  83   della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr;  RS 142.20);  che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere  possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile, che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Kosovo  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione  federale della Confederazione Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.;  RS 101),  l'art. 33  della  Convenzione  del  28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv.; RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento),  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro  la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv.  Tortura;  RS 0.105),  contrariamente  a  quanto  egli  pretende  far  credere  con semplici affermazioni di parte (cfr. ricorso pag. 3),  che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr), che, inoltre, la situazione in Kosovo non è, notoriamente caratterizzata da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della popolazione nell'integralità del territorio nazionale,   che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane ed ha  un'esperienza  lavorativa  di molti  anni  quale  (…)  (cfr.  verbale  1  pag. 2);  che,  inoltre, nel suo Paese di origine vivono  la madre e  il  fratello con  la  sua  famiglia  (cfr.  ibidem  pag.  3),  i  quali  potranno  aiutarlo  al  suo  reinserimento,  contrariamente  a  quanto  pretende  (cfr.  ricorso  pag.  3);  che,  oltremodo,  egli  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 

D­5610/2011 Pagina 8 problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria  (cfr.  GICRA  2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in  Svizzera  per  motivi  medici;  che,  infatti,  il  ricorrente  non  ha  circostanziato  in  alcun modo  gli  allegati problemi psicologici (cfr. verbale 3 D36­D39, ricorso pag. 3),  che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art. 83 cpv. 4 LStr), che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art. 83 cpv. 2 LStr);  che  l'insorgente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio, oltre a quello  già  presentato  in  corso  di  procedura  (art. 8 cpv. 4 LAsi;  cfr.  DTAF  2008/34 consid. 12 pagg. 513­515); che l'esecuzione dell'allontanamento  è dunque pure possibile,  che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  di  allontanamento  e  relativa  esecuzione il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata,  che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto, che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.­, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF; RS 173.320.2]).  (dispositivo alla pagina seguente)

D­5610/2011 Pagina 9 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le  spese  processuali,  di CHF 600.­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Pietro Angeli­Busi Antonella Guarna Data di spedizione:

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