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Bundesverwaltungsgericht 04.11.2011 D-4271/2009

4 novembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,008 parole·~10 min·2

Riassunto

Asilo e allontanamento | Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 2 giugno 2009

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­4271/2009 Sen tenza   d e l   4   n o v emb r e   2011 Composizione Giudici Daniele Cattaneo, Presidente del collegio, Emilia Antonioni, Claudia Cotting­Schalch;  cancelliera Zoe Cometti. Parti A._______, nato il (…), alias  B._______, nato il (…), Armenia,  ricorrente, contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,  autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 2 giugno 2009 / N […].

D­4271/2009 Pagina 2 Visti: la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 20 aprile 2009; i  verbali  d'audizione  del  6  maggio  2009  (di  seguito:  verbale 1)  e  del  18 maggio 2009 (di seguito: verbale 2); la  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito:  UFM)  del  2 giugno 2009, notificata al richiedente il medesimo giorno (cfr. avviso di  ricevimento [act. UFM A 17/1]); il  ricorso  del  2 luglio 2009  (cfr.  plico  raccomandato;  data  d'entrata:  3 luglio 2009) con  i  seguenti allegati una copia della succitata decisione  dell'UFM  (allegato  1)  e  una  copia  di  un  appuntamento  per  una  consultazione  presso  il  Dr. med.  C._______  fissato  per  il  9  luglio  2009  (cfr. allegato 2); la decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale (di seguito:  il  Tribunale)  del  7  luglio  2009  con  la  quale  ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza di motivi particolari, a chiedere al ricorrente  il versamento di  un anticipo a copertura delle presunte spese processuali; la decisione  incidentale del Tribunale del 7  luglio 2009  tramite quale ha  altresì  invitato  l'UFM  a  presentare  una  risposta  al  ricorso  entro  il  10  agosto 2009; la risposta al ricorso dell'UFM del 16 luglio 2009; la decisione  incidentale del Tribunale del 22  luglio 2009 con  la quale ha  invitato il ricorrente ad inoltrare una replica entro il 24 agosto 2009; lo scritto del 24 agosto 2009 con il quale l'insorgente chiede una proroga  del  predetto  termine  (cfr.  plico  raccomandato;  data  d'entrata:  25  agosto  2009); la decisione incidentale del Tribunale del 31 agosto 2009 tramite quale ha  prorogato il succitato termine fino al 7 settembre 2009; la replica del 1° settembre 2009 (cfr. plico raccomandato; data d'entrata:  2 settembre  2009)  con  allegato  un  rapporto  medico  del  Dr.  med.  C._______ del 24 agosto 2009;

D­4271/2009 Pagina 3 l'ordinanza  del  Tribunale  del  12  luglio  2011  nella  quale  ha  invitato  il  ricorrente a produrre un certificato medico attuale e circostanziato relativo  al suo stato di salute entro  il 2 agosto 2011 con  la comminatoria che  in  caso di  decorso del  termine,  il  Tribunale  riterrebbe che  il  ricorrente non  soffra attualmente di problemi di salute ostativi all'allontanamento; lo  scritto  del  28  luglio  2011  (cfr.  plico  raccomandato;  data  d'entrata:  29 luglio 2011) con  il quale  l'insorgente chiede una proroga del predetto  termine,  in quanto necessiterebbe di ulteriori esami come ad esempio la  sonografia prevista per il 4 agosto 2011; lo  scritto  del  7  settembre  2011  con  allegati  i  certificati  medici  del  27 luglio 2009,  del  5  agosto  2011,  dell'11  agosto  2011  e  altri  risultati  d'analisi, trasmessi all'UFM per conoscenza; lo  scritto  dell'autorità  inferiore  del  16  settembre  2011  che  prende  atto  della guarigione del ricorrente; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e ritenuto in fatto e considerato in diritto: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF,  RS 173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998  sull’asilo  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

D­4271/2009 Pagina 4 stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che,  con  ricorso  al  Tribunale,  possono  essere  invocati  la  violazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA); che  il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti  (art. 62 cpv. 4 PA),  né  dalle  considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle  argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR,  Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5); che dalle audizioni si evince che  l'interessato, cittadino armeno di padre  armeno  e  di  madre  azera,  è  nato  a  D._______  nella  provincia  di  Lori  (Armenia)  dove avrebbe  vissuto  fino  al  1994;  che  in  seguito  si  sarebbe  trasferito a E._______ nel distretto di Krasnodar  (Russia) dove sarebbe  rimasto  fino  al  2004  dopodiché  avrebbe  soggiornato  a  F._______  (Russia) fino al 19 aprile 2009 (cfr. verbale 1, pagg. 1 seg. e 7); che  il  richiedente  ha  dichiarato  che  nel  1992  sarebbe  stato  chiamato  a  svolgere  il  servizio militare  presso  un  reparto  speciale  di  ricognizione  a  G._______, nella provincia di Lori (Armenia), e trasferito poi nella zona di  conflitto  del  Nagorno­Karabagh  contro  gli  azeri;  che  nell'autunno  1993,  durante un'azione di guerra,  il suo battaglione sarebbe stato attaccato e  quaranta dei suoi commilitoni sarebbero caduti sotto il fuoco nemico; che,  essendosi  arreso  alla  superiorità  azera,  il  resto  del  corpo  armato  dell'interessato  avrebbe  quindi  indietreggiato,  battendo  la  ritirata;  che  in  tale occasione i generali armeni ubriachi avrebbero mirato ai propri militi  in fuga, colpendone alcuni; che, alla luce di tali avvenimenti, l'interessato  avrebbe quindi disertato e si sarebbe riparato presso una famiglia armena  della  zona;  che  grazie  al  padre,  giunto  sul  posto  dopo  esser  stato  chiamato  dalla  famiglia  ove  il  soggetto  si  sarebbe  rifugiato,  avrebbe  potuto  far  rientro  a  casa;  che,  in  quanto  ricercato  quale  disertore  e  testimone, egli  si  sarebbe poi nascosto  subito presso dei  vicini  di  casa,  mentre il genitore sarebbe stato arrestato con l'accusa di aver nascosto il  figlio traditore; che dopo tre mesi, uscito il padre dal carcere, il richiedente  sarebbe  poi  espatriato  grazie  all'intervento  del  suo  ex  allenatore  di 

D­4271/2009 Pagina 5 Basket;  che  si  sarebbe  quindi  recato  dapprima  a  E._______  e  poi  a  F._______  nel  2004;  che  nel  2006  avrebbe  sposato  una  cittadina  georgiana  la quale sarebbe stata malmenata assieme all'interessato nel  febbraio  2009  quando  un  commando  della  polizia  russa  avrebbe  fatto  irruzione presso  il  loro domicilio  in  cerca della  compagna a  causa delle  sue  origini;  che  egli  avrebbe  quindi  nascosto  la  convivente  e  suo  figlio  presso alcuni amici nei dintorni di  (…) e sarebbe  fuggito dalla Russia  in  data  19  aprile  2009;  che,  infine,  egli  ha  dichiarato  di  aver  scoperto  nel  2006 di essere affetto dall'epatite C ma non avrebbe intrapreso alcunché  per mancanza  di  fondi  (cfr.  verbale 1,  pagg.  5  seg.;  verbale  2,  pagg.  7  seg. e 15); che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  le  dichiarazioni  dell'interessato  circa  i  suoi motivi  d'asilo  non  sufficientemente motivate,  contraddittorie, incompatibili con l'esperienza generale di vita e dell'agire,  inverosimili come pure irrilevanti; che,  in  particolare,  il  richiedente  avrebbe  lasciato  il  suo Paese,  vivendo  ininterrottamente in uno Stato terzo per ben 15 anni senza mai far rientro  in  patria  ma  senza  motivare  in  modo  sufficientemente  dettagliato  l'attualità di eventuali persecuzioni di sorta nel proprio Paese d'origine;  che egli non avrebbe più avuto relazioni con l'Armenia, segnatamente col  padre, da oltre dieci anni; che, interrogato in merito, egli avrebbe allegato  di  aver  saputo  di  essere  ricercato  dal  padre  stesso,  col  quale  non  avrebbe  tuttavia  più  contatto  alcuno  da  lungo  tempo;  che  in  seguito  avrebbe asserito che dei conoscenti armeni avrebbero visto  la sua  foto­ passaporto, vecchia di almeno 15 anni, presso imprecisati uffici di polizia  a D._______; che, inoltre, egli avrebbe allegato di essersi arruolato nell'estate del 1992,  di essere stato mandato  in guerra nel Nagorno­Karabagh nell'estate del  1992,  di  esservi  stato  tuttavia  solo  per  tre  mesi,  per  poi  dire  invece  di  essere fuggito da tale luogo nell'autunno del 1993;  che  circa  la  fuga  dall'esercito,  avrebbe  poi  fornito  versioni  contrastanti  dichiarando da una parte di essere scappato giù nelle vallate, oppure di  esser andato sulle montagne;  che avrebbe asserito  di  non essere  in  grado di  contattare  suo padre  in  patria  per  poi  dichiarare  che  durante  la  fuga  dalla  guerra,  egli  avrebbe  potuto  addirittura  mettersi  in  contatto  tramite  telefono;  che  il  padre 

D­4271/2009 Pagina 6 sarebbe  per  contro  subito  accorso  percorrendo  un  lungo  tratto  da  D._______  fino  al  Nagorno­Karabagh,  in  taxi;  che,  in  aggiunta,  interrogato  se  egli  avesse  o meno  contatti  con  sua  sorella  e  suo  zio  in  Azerbaijan,  egli  avrebbe  allegato  di  non  avere  né  numero  né  indirizzo,  mentre poi avrebbe smentito il tutto indicando che lo zio avrebbe in realtà  telefonato a casa del padre per annunciare la morte della madre; che  avrebbe  altresì  indicato  di  non  aver  potuto  ottenere  il  passaporto  russo, nonostante ne avesse i requisiti, e ciò a seguito dei problemi sorti  con i caucasici, per poi ammettere che in realtà tra l'Armenia e la Russia  non  sussisterebbe  alcun  problema,  facendo  quindi  anche  dubitare  dell'asserita persecuzione nei suoi confronti da parte dell'attuale Paese di  residenza;  che circa i suoi problemi in Russia, egli stesso avrebbe segnalato che in  realtà  la  polizia  stesse  ricercando  la  sua  compagna  e  convivente  di  origine georgiana e che gli  armeni  in Russia non avrebbero problemi di  sorta;  che,  tutto  ciò  ritenuto,  l'autorità  inferiore  ha  quindi  concluso  all'inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti; che poi,  quo all'obbligo  di  prestare  il  servizio militare,  l'UFM ha  ritenuto  che  tale obbligo  interesserebbe  tutti  i  cittadini  armeni di  sesso maschile  tra  i 18 e  i 27 anni e non vi sarebbero  indizi che  in Armenia  le persone  obbligate  al  servizio  militare  vengano  convocate  in  modo  mirato  per  motivi  rilevanti dal punto di vista dell'asilo; che  in Armenia  i  renitenti alla  leva o i disertori verrebbero puniti esclusivamente per motivi  legittimi dal  punto  di  vista  dello  Stato  di  diritto;  che  anche  ammettendo  che  l'interessato avesse abbandonato il proprio Paese già in età di  leva, non  si  ravviserebbe nella  fattispecie  quindi  altro  nell'eventuale  agire  di  detto  Stato  che  un  legittimo  perseguimento  dell'interesse  pubblico  di  cui  ai  propri regolamenti giuridico militari in caso applicabili; che, per tali motivi,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  la  diserzione  quale  motivo  irrilevante  in  materia d'asilo; che, infine, l'UFM ha ritenuto che l'asserito problema di salute nella forma  di  un'epatite  C,  sarebbe  trattabile  sia  in  Armenia  sia  in  Russia,  poiché  sarebbero presenti in loco sufficienti strutture sanitarie; che,  in  sunto,  l'UFM  ha  ritenuto  che  il  racconto  del  richiedente  non  soddisferebbe né le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi, 

D­4271/2009 Pagina 7 né quelle richieste per  il  riconoscimento della qualità di rifugiato ai sensi  dell'art.  3  LAsi  ed  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso l'Armenia, oppure  verso la Russia, siccome lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  contestato  la  decisione  dell'UFM,  sostenendo,  per  quanto  è  qui  di  rilievo,  di  aver  presentato  delle  dichiarazioni  precise,  concordanti  e  conformi  alla  logica  e  alla  realtà  rimandando a quanto allegato nella seconda audizione; che sarebbe poi  in pericolo di vita in Armenia poiché considerato un traditore della patria;  che,  di  conseguenza,  sarebbe  legittimato  ad  invocare  l'art. 3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101),  in quanto un suo  ritorno  sarebbe  inammissibile;  che,  inoltre,  ha  affermato  di  soffrire  di  epatite C ed ha prospettato l'invio di un certificato medico; che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  concessione  dell'asilo,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria  e  la  trasmissione degli atti all'autorità inferiore per un nuovo giudizio; che ha,  altresì, presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della  dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo; che,  nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM  ha  considerato,  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo,  che  il  ricorrente  avrebbe  già  goduto  precedentemente in Russia di un supporto medico a F._______ dal 2006  ove egli avrebbe portato a termine opportune e compiute analisi mediche;  che, a mente dell'UFM, siccome egli avrebbe esercitato in Russia diverse  attività  lucrative,  che  tra  l'altro  gli  avrebbero  permesso  di  racimolare  in  breve  tempo  una  somma  considerevole  per  effettuare  il  viaggio  in  Svizzera,  andrebbe  disattesa  l'allegazione  secondo  cui  non  si  sarebbe  fatto  curare  in Russia  per mancanza  di mezzi  finanziari;  che,  infine,  ha  rimandato ai considerandi della sua decisione; che, nella replica, l'insorgente ha, in sostanza e per quanto è qui di rilievo,  rimandato  a  quanto  allegato  nel  ricorso  ed  ha  presentato  un  certificato  medico del Dr. med. C._______ dal quale emergerebbe sostanzialmente  che sarebbe in corso una terapia topica per la pelle a causa di probabile  acne  rosacea  e  che  i  futuri  trattamenti  dipenderebbero  dall'evoluzione  della patologia cutanea;

D­4271/2009 Pagina 8 che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai  rifugiati;  che  l'asilo  comprende  la  protezione  e  lo  statuto  accordati  a  persone  in  Svizzera  in  ragione  della  loro  qualità  di  rifugiati;  che  esso  comprende il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi,  sono  rifugiati  le persone che, nel Paese d'origine o di  ultima  residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza,  religione,  nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro  opinioni  politiche,  ovvero  hanno  fondato  timore  di  essere  esposte  a  tali  pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo  della  vita,  dell'integrità  fisica  o  della  libertà,  nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica  insopportabile  (art. 3  cpv. 2  LAsi);  che  occorre  altresì  tenere  conto  dei  motivi  di  fuga  specifici  della  condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi); che,  a  tenore  dell'art. 7  cpv. 1  LAsi,  chiunque  domanda  l'asilo  deve  provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la  qualità di  rifugiato è  resa verosimile  se  l'autorità  la  ritiene data  con una  probabilità  preponderante  (art. 7  cpv. 2  LAsi);  che  sono  inverosimili  in  particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate  o  contraddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che,  in altre parole, per poter ammettere  la verosimiglianza, ai sensi dei  summenzionati  disposti,  delle  dichiarazioni  determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse  abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in  modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  1993  n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere  attendibili,  cioè  resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili  di  diversa  interpretazione  (altrettanto  o  più  verosimile),  e  concordanti,  o  meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza  dev'essere  il  frutto  d'una  valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole  allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio  dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando,  contro  indiscutibili  postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità giudicante  (cfr. GICRA 2005 n. 21 consid. 6.1; GICRA 1995  n. 23);

D­4271/2009 Pagina 9 che  da  un  punto  di  vista  della  rilevanza,  i  motivi  d'asilo  legati  alla  diserzione,  giova  rilevare  che,  secondo  la  giurisprudenza  di  codesto  Tribunale,  un'eventuale  sanzione  per  renitenza  non  costituisce  una  persecuzione  rilevante  in  materia  di  asilo  che  a  condizioni  eccezionali;  che,  segnatamente,  tale  è  il  caso  quando  la  sanzione  è  aggravata,  o  sproporzionatamente  severa,  per  uno  dei  motivi  di  cui  all'art. 3 LAsi  o,  indipendentemente  dall'entità  della  pena,  quando  l'incorporazione  nell'esercito  comporta  l'esposizione  a  seri  pregiudizi  enumerati  nella  norma  citata  o  la  partecipazione  ad  atti  proibiti  dal  diritto  internazionale  (cfr. GICRA 2004  n. 2  consid.  6b/aa  pagg.  16  seg.,  GICRA 2003  n. 8,  GICRA 2002 n. 19 consid. 6d pagg.156 segg., GICRA 2001 n. 15 consid.  8d/da  pag.  117;  Alto  Commissariato  delle  Nazioni  Unite  per  i  rifugiati  [ACNUR], Guide des procédures et critères à appliquer pour déterminer  le  statut  de  réfugié,  Ginevra,  gennaio  1992,  ch. 167 segg.,  pagg.  43  segg.;  SAMUEL  WERENFELS,  Der  Begriff  des  Flüchtlings  im  schweizerischen  Asylrecht,  Berna  1987,  pagg.  258  seg.;  OSAR  (ed.),  Manuel  de  la  procedure  d'asile  e  de  renvoi,  Berna  2009,  pag. 185;  sentenze  del  Tribunale  amministrativo  federale  D­2881/2007  del  30 giugno 2010 consid. 5, E­4484/2010 del 25 giugno 2010 consid. 4.2 e  D­4378/2006 del 3 febbraio 2010 consid. 4.4); che, in casu, il ricorrente non ha presentato alcun elemento suscettibile di  far ritenere che egli sia stato condannato o possa essere condannato ad  una pena a fine persecutorio in Armenia ai sensi da quanto sopra esposto  (cfr.  sentenze  del  Tribunale  amministrativo  federale  D­2881/2007  del  30 giugno 2010 consid. 5 e D­1742/2007 del 22 marzo 2007 consid. 6.2); che, per quanto riguarda l'evocata persecuzione durante il suo soggiorno  in  Russia,  questo  Tribunale  rileva  che  detti  motivi,  quelli  con  la  polizia  russa  a  F._______,  legati  ad  un  Paese  terzo,  sono,  come  facilmente  riconoscibili, palesemente irrilevanti ai sensi dell'asilo e non costituiscono,  di per sé, elemento proprio a giustificare la qualità di rifugiato; che,  ciò  detto,  nel  gravame,  il  ricorrente  non  è  nemmeno  entrato  nel  merito  delle  divergenze  rilevate  dall'UFM,  limitandosi  a  contestare  in  modo  generale  e  rimandando  a  quanto  da  egli  allegato  in  sede  d'audizione e senza peraltro più nulla menzionare nell'atto ricorsuale, né  in sede di replica i fatti concernenti le persecuzioni subite in Russia; che,  per  il  resto  e  ritenuto  l'apprezzamento  corretto  dei  fatti  da  parte  dell'autorità inferiore sul punto dell'asilo, per evitare ulteriori ripetizioni, si  rimanda  alle  considerazioni  della  decisione  dell'UFM  la  quale  ha  altresì 

D­4271/2009 Pagina 10 ritenuto  inverosimile  il  racconto  concernente  i  motivi  d'asilo  legati  alla  Russia; che  ovvero,  alla  luce  delle  dichiarazioni  contraddittorie  e  non  circostanziate  dal  ricorrente,  che  portano  su  punti  essenziali  della  sua  domanda d'asilo, v'è ragione di concludere alla loro inverosimiglianza; che,  in  considerazione  di  quanto  esposto,  il  ricorso  in  materia  di  riconoscimento  della  qualità  di  rifugiato  e  di  concessione  dell'asilo,  destituito  di  fondamento,  non merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va  confermata; che,  se  respinge  la  domanda  d'asilo  o  non  entra  nel  merito,  l'Ufficio  federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina  l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44  cpv. 1 LAsi); che,  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2  nonché  art. 44  cpv. 1  LAsi  come  pure  art. 32  dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare l'allontanamento; che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della  legge  federale  sugli  stranieri  del  16 dicembre 2005  (LStr,  RS 142.20),  giusta  la  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83  cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che  per  gli  stessi  motivi  sopra  elencati  non  emergono  dalle  carte  processuali  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  sia  in  Armenia  sia  in  Russia  possa  violare  l'art. 25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost., RS 101),  l'art. 33  della Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in patria al  rischio  reale ed  immediato di  trattamenti  contrari all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicembre 1984  (Conv.  tortura,  RS 0.105), 

D­4271/2009 Pagina 11 contrariamente  a  quanto  pretenderebbe  nel  ricorso  in  modo  totalmente  stereotipato; che  quo  alla  liceità  dell'allontanamento  –  in  casu  in  Armenia –  compatibilmente con lo stato di salute del ricorrente, la già Commissione  svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) e questo Tribunale ha ritenuto  e  ritiene,  in  linea peraltro con  la giurisprudenza della Corte europea dei  diritti dell'uomo (Corte EDU), che la situazione generale che regna in un  paese  non  comporta,  ad  essa  sola,  l'illiceità  del  rimpatrio  secondo  le  disposizioni  della  Convenzione  (cfr.  GICRA  1995  n.  12  consid.  10a  pagg. 110 segg. nonché relativi riferimenti); che le scarse infrastrutture e  conoscenze  mediche  nel  paese  d'origine  o  di  provenienza  non  costituiscono  incondizionatamente  un  ostacolo  all'esecuzione  dell'allontanamento;  che,  conformemente  all'applicazione  fatta  dell'art.  3  CEDU  dalla  citata  Corte,  nemmeno  l'eventuale  riduzione,  anche  in  maniera  significativa,  dell'aspettativa  di  vita  di  uno  straniero,  in  caso  di  allontanamento dal nostro paese, non costituisce di per sé una violazione  dell'art. 3 CEDU; che soltanto in circostanze straordinarie e in ragione di  gravi  motivi  medici,  un  siffatto  diritto  può  essere  riconosciuto  (cfr.  sentenza  della  Corte  EDU  del  27  maggio  2008  nel  caso  N.  c./  Regno  Unito, ricorso [n. 26565/05], n. 42; GICRA 1993 n. 38 pagg. 274 segg.); che nel caso concreto non è dato rilevare – in sostanza per le ragioni che  verranno  indicate più oltre – alcun serio  indizio secondo cui  l'insorgente  potrebbe essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale ed immediato  di  un  trattamento  contrario  a  siffatte  disposizioni;  che,  in  altri  termini,  il  ricorrente  non  ha  saputo  fornire  un  insieme d'indizi,  oppure  presunzioni  non contraddette, sufficientemente gravi, precise e concordanti quo ad un  pericolo  d'esposizione  personale  ad  atti  o  fatti  che  si  ritengono  contrari  all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. Tortura; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 3 LStr); che, inoltre, la situazione vigente in Armenia non risulta caratterizzata da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della popolazione nell'integralità del territorio nazionale; che, quanto alla situazione personale del  ricorrente, egli è giovane, con  una  formazione  discreta  ed  un'esperienza  professionale  quale  calzolaio  (cfr. verbale 1, pag. 2); che, inoltre, dispone di una rete familiare in patria,  segnatamente  il  padre  a D._______  (Armenia);  che,  alla  luce  delle  sue 

D­4271/2009 Pagina 12 allegazioni inverosimili, codesto Tribunale non esclude che egli abbia una  rete sociale molto più vasta di quanto asserito; che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possa  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24);  che,  infatti, quo all'evocata epatite C di cui sarebbe affetto, nella  replica  l'insorgente  stesso  non  l'ha  più  menzionata,  limitandosi  unicamente  ad  evocare  la  necessità  di  "una  terapia  topica  per  la  pelle  a  causa  di  probabile  acne  rosacea"  (cfr.  replica,  pag.  1);  che,  inoltre,  si  evince  dal  certificato  medico,  allegato  all'atto  di  replica,  che  è  stata  esclusa  un'epatite  C  attiva,  che  non  sarebbe  necessario  intraprendere  un  trattamento  specifico  come  pure  il  fatto  che  è  stata  formulata  una  prognosi favorevole in mancanza di un trattamento (cfr. certificato medico  del Dr. med. C._______ del 24 agosto 2009, pag. 1); che  anche  l'ultimo  certificato  medico  dell'11  agosto  2011  allegato  con  scritto del 7 settembre 2011 conferma  la guarigione del  ricorrente e che  non sono più necessari ulteriori controlli; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  nel  suo  Paese  d'origine,  oppure  in  Russia,  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2 LAsi ed art. 83 cpv. 4 LStr); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  ed  art. 83  cpv. 2  LStr); che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni  documento  indispensabile al  rimpatrio  (art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34  consid. 12);  che,  infatti,  al  di  là  del  fatto  che  essendo  cittadino  può  far  rientro  in  patria,  egli  può  altresì  riottenere  un  permesso  di  soggiorno  in  Russia,  come  prima  della  sua  fuga  (cfr.  verbale  1,  pag.  4);  che  l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  di  conseguenza,  anche  in  materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e  la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che,  premesso  ciò,  l'UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  che 

D­4271/2009 Pagina 13 l'autorità  inferiore non ha accertato  in modo  inesatto o  incompleto  i  fatti  giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106  LAsi), per il che il ricorso va respinto; che,  essendo  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito  favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa  dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA); che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63  cpv. 1  e 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva; (dispositivo alla pagina seguente)

D­4271/2009 Pagina 14 il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal  pagamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le spese processuali,  di CHF 600.–,  sono poste a carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente. Il giudice unico: La cancelliera: Daniele Cattaneo Zoe Cometti Data di spedizione:

D-4271/2009 — Bundesverwaltungsgericht 04.11.2011 D-4271/2009 — Swissrulings